Racalmuto: un cane bruciato, come la gioventù!
9 agosto 2010 -
Chiliamacisegua, divulga in preda a puro orrore.
Chiede a chi di dovere di intervenire con autorevolezza e autorità per consegnare alla giustizia, in Sicilia viepiù latitante, gli autori di questo gesto criminale.
Fonti autorevoli ribadiscono che il delinquente si allena sugli animali e si prepara in tale obbrobrio, vigliacca espressione di mente contorta e malsana, il suo futuro criminale.
E’ dovere del Sindaco isolare i pericolosi pazzi che girano per la sua città, come è diritto del cittadino richiedere che i responsabili vengano individuati e puniti.
Troppi oramai, sono gli episodi di crudeltà che hanno per vittima indifesi animali e una società che si definisce civile dovrebbe correre ai ripari.
In fretta.
Prima che l’indifferenza prenda il sopravvento su quel rimasuglio di umanità che è rimasto.
Nel cuore e nella coscienza di pochi.
Chiliamacisegua
I FATTI
http://amici-animali.myblog.it/archive/2010/08/09/cane-ucciso-a-pietrate-e-bruciato.html
Al parco giochi “Fra Diego La Matina”
Racalmuto: un cane bruciato, come la gioventù!
Ucciso nella notte a colpi di pietra un cucciolo e poi dato alle fiamme. L’indignazione dei passanti e dei residenti che hanno avvisato i Carabinieri
di Salvatore Picone – foto di Lillo Conte
No, non sono scene da film. Sono le drammatiche immagini realizzate dal fotografo Lillo Conte stamattina, in quel luogo inutile che è il parco giochi “Fra’ Diego La Matina” di Racalmuto.
Un cucciolo lapidato e poi bruciato da una banda di balordi, probabilmente giovani del luogo, che la notte si ritrovano in questi posti pubblici abbandonati che il Comune non tutela. Luoghi senza controllo, al buio, dove i giovani si ritrovano in balia della distruzione e dell’autodistruzione.
Questo è quello che resta della villa “Fra Diego La Matina”, a due passi dalla Fondazione Leonardo Sciascia, centro morale e culturale la cui dottrina sciasciana, purtroppo, è rimasta chiusa dentro la struttura, senza dare spinta e insegnamento del pensiero del grande scrittore che aveva dedicato questa sua “donazione” ai giovani. Perché qui, a Racalmuto, nessuno ha saputo inculcare, ad una parte dei ragazzi s’intende, i valori del rispetto degli altri, della natura, delle cose di tutti. Ed è per questo che diventa normale uccidere i cani a colpi di pietra e poi bruciarli. Vivi. E oggi alcuni passanti si sono indignati per aver visto questo cane in agonia. Il cucciolo infatti versava in pessime condizioni. Un gesto crudele che ha scatenato appunto l’indignazione di alcuni residenti della zona che si sono recati anche dai carabinieri il quale hanno confermato che questo non è il primo caso che viene registrato in paese.Salvatore Picone
Sindaco di Racalmuto (Ag)
Prof. Salvatore Gioacchino Petrotto
A
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Libro Rosso: Pastore e Fiorello
9 agosto 2010 -
Libro Rosso: Pastore e Fiorello
Dodicesima puntata
Asl Centro
Il canile Oasi San leo
Questa è una storia, che è più di una storia.
E’ un appello, perché i protagonisti cercano ancora un lieto fine.
Ma è molto, molto di più. E’ un simbolo, una denuncia, un grido di rabbia, un emblema. Sì, un emblema. Di quanto succede ancora nella nostra bella Italia e che migliaia di segnalazioni indignate sono riuscite finora solo a scalfire in superficie.
I protagonisti: Pastore e Fiorello. Due disgraziati fra i disgraziati, anonime presenze nell’inferno del canile lager di Cicerale.
Nel box da cui non uscivano mai, ignari dei fili d’erba e del mondo, Pastore e Fiorello avevano solo l’uno per l’altro.
Inseparabili. Pastore, malfermo sulle zampe, si era assunto il ruolo di cane guida per il compagno Fiorello, completamente cieco secondo quanto dichiarato dal gestore e dalla Asl.
Questi, disperato, sbatteva la testa contro le sbarre e abbaiava a perdifiato per attirare l’attenzione: così è stato trovato da alcuni volontari entrati nel canile lager dopo infinite peripezie e rinvii di cui si deve ringraziare l’ufficio Asl competente.
Insieme, ancora una volta, Pastore e Fiorello sono stati portati fuori.
Nella sua vecchiaia Pastore era stato pure definito un cane aggressivo, perché si sa, i gestori di molti canili le tentano tutte pur di non dare i cani in adozione.
Invece lui, che per anni ha aiutato il suo amico cieco Fiorello, è un cane dolcissimo, che lecca la faccia a chiunque gli si avvicini e che, nonostante le violenze subite in quell’inferno, non ha perso la fiducia negli uomini.
Perché gli animali insegnano sempre, anche in questa storia.
Oggi hanno trovato rifugio in una pensione dove sono stati finalmente curati; avevano i valori della leishmania a livelli altissimi, ma ora con le medicine appropriate questa patologia è sotto controllo, mentre Fiorello grazie ad un’operazione agli occhi che nella sua vita precedente non era mai stata neppure presa in considerazione, ha riacquistato la vista.
Avete letto bene: il cane che era stato dichiarato cieco, ora ci vede completamente, da entrambi gli occhi!
Non potete immaginare cosa sia stato guardare Fiorello aprire gli occhi, assistere al suo stupore mentre vedeva per la prima volta l’erba e tutto quello che si era perso fino ad ora. Fiorello non era cieco come l’avevano definito l’Asl Sa 3 e Cafasso stesso, Fiorello aveva un’infezione agli occhi che ne ha causato la cecità perché DENTRO AL CANILE DI CICERALE NON ERA MAI STATO VISITATO, TANTOMENO CURATO DALL’ASL.
Che sia chiaro a tutti, se i gestori di molti canili persistono in comportamenti ignobili nonostante segnalazioni e denunce, se gli animali non vengono curati e sono lasciati agonizzanti nei box, ciò è possibile solo grazie alla complicità o, non meno grave, all’incompetenza o inettitudine delle Asl competenti.
Che importa chi morirà? Che importa se i cani sbattono angosciati la testa contro le sbarre?
Ma il racconto non finisce qui.
Mentre prima era Pastore che aiutava il compagno a mangiare e che gli faceva da cane guida, oggi Fiorello che è molto giovane aspetta il suo amico Pastore, ed è lui che gli corre incontro e gli fa da guida.
Giocano insieme nella pensione e camminano insieme aspettandosi.
Neppure nelle più sdolcinate favole di waldysneiana ispirazione potremmo sperare in tanta ricchezza di elementi commoventi.
Senza dimenticare che l’orrore del luogo cui l’ingordigia e l’indifferenza umana li avevano destinati continua ad essere una realtà per migliaia di altre vittime.
Ecco, questa è la storia. Che chiamarla storia rimane sempre troppo poco. Perché scrivendola, l’intento immediato è quello di trovare loro casa insieme (eh sì, un lieto fine degno di tale nome prevede l’incondizionata adozione di entrambi. Una vera-adozione-del-cuore).
Ma noi sogniamo in grande: che l’appello per trovare una famiglia a Fiorello e Pastore serva a scuotere finalmente le coscienze, sia da monito per le autorità, per i cittadini tutti, per chi poteva e nulla ha fatto.
E soprattutto il recupero della vista da parte di Fiorello sia una metafora per una nuova consapevolezza, l’accettazione dell’idea che è necessario unirsi tutti in un grande progetto comune, lasciando da parte interessi personali e differenti visioni del mondo.
Solo uniti potremo davvero creare le condizioni per porre fine ad una situazione di cui Cicerale è solo il simbolo più evidente.
Una piccola nota, ma molto importante. Se ci avete letto fin qui, fate ancora un piccolo sforzo.
Nelle favole moderne, i cani non vengono salvati da un colpo di bacchetta magica: le operazioni, l’alloggio in pensione in attesa di una famiglia, i controlli e le cure, sono possibili solo grazie a generosi contributi.
Associazioni e volontari che si accollano il peso di quanto dovrebbe essere sostenuto dallo Stato e dalle amministrazioni locali.
Questa volta il ringraziamento va a Laura Pontini di Lamento Rumeno, che ha sostenuto i costi dell’operazione di Fiorello.
E nel ringraziare lei e tutti gli anonimi volontari che ogni giorno tentano di rimediare all’orrore, pazzi d’angoscia, noi ci auguriamo lo stesso che Gino Strada si augura per Emergency: che in un futuro prossimo non ci sia più bisogno di loro.
Tutela degli animali, gestione del randagismo, applicazione delle sanzioni e controlli severi sono compiti irrinunciabili dello Stato.
Non spetta ai singoli indebitarsi e vivere una non vita nel tentativo di rimediare allo sfacelo.
Siamo convinti che da qualche parte ci sarà qualcuno disposto ad adottare insieme questi due cani che hanno dimostrato di avere un’anima, ben più degli uomini che ogni giorno si vantano di averla.
Lamento Rumeno si impegna a sostenere i costi medici e veterinari a vita fornendo a chi li adotterà le medicine per la leishmania.
Per loro non ha mai chiamato nessuno e pensare che sono davvero bellissimi. Fiorello da quando ha ritrovato la vista è l’allegria in persona, è festoso, gioca con Pastore che dal canto suo è dolcissimo.
Sono due cani splendidi. Magari arrivasse l’adozione in coppia.
Per adottare Pastore e Fiorello contattate Sabina Guidotti
tel 338 6079999
Pur consci che non dovrebbe essere compito dei volontari mantenere e curare i cani liberati dai canili lager, in attesa che le Istituzioni e quanti preposti al controllo ed all’applicazione della legge intervengano, questo rimane l’unico modo per salvarne una piccolissima parte.
FOTO DI PASTORE E FIORELLO I CANI SIMBOLO DELLA LOTTA CONTRO IL CANILE LAGER DI CICERALE
IN GABBIA, CON LE UNGHIE LUNGHISSIME E CON LA SOLA COMPAGNIA DI TOPI.
E APPENA SALVATI, AMMUTOLITI, SPORCHI, MALATI.
FIORELLO E PASTORE ORA
PER NON DIMENTICARE
LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010
Cosa è successo davvero dentro Cicerale di Stefania Piazzo
Cosa è successo davvero dentro Cicerale? Nei processi dei reati prescritti, delle truffe tentate?
E dentro l’inceneritore? Cosa entrava, quanto bruciava, quanti cani sono passati per il camino?
Quanta moneta sporca ha fruttato ad un privato, l’ignoranza, l’amicizia dello Stato tra Asl pasticcione, la coincidenza delle parentele, i Sindaci indifferenti e gli appalti vinti senza requisiti?
Questa, che Chiliamacisegua divulga, è la prima inchiesta giornalistica minuziosa e documentata che prende in mano sul serio le carte di Cicerale, le mette insieme una dopo l’altra, che interroga il Viminale e il Ministero della Salute sui 15 anni del canile più discusso d’Italia.
Questa è la vera storia dell’orrore di Cicerale.
Sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno e sapranno leggere. E farne l’uso che si deve.
E questo che leggete su la Padania dell’7 febbraio 2010, a firma di Stefania Piazzo, non e’ un articolo:
E’ UNA BOMBA!
Il coraggio di Stefania ha acceso la miccia.
Ad orologeria, a tempo.
Siamo qui a volerci godere lo spettacolo. Delle risposte e dei provvedimenti.
Beh è arrivata finalmente quell’ora:
Stato fai lo Stato, salva la giustizia che da queste parte è ancora costretta a battere i marciapiedi!
Per la prima volta nella storia, lo Stato fa causa a chi si macchia di malasanità in una struttura pagata con i soldi del cittadino
Ed ora per lorsignori del clan degli inadempienti e affiliati e affini e compagnucci di picnic, sono… cavoli!
Nota
Libro Rosso
Denunciate, inviate le vostre storie per scrivere insieme il Libro Rosso, a Chiliamacisegua
Mail: info@chiliamacisegua.org
Qui la prima puntata: Bottone
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/21/libro-rosso/
Qui la seconda puntata: Randagio
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/22/libro-rossorandagio/
Qui la terza puntata: Vite rubate
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/28/libro-rosso-vite-rubate/
Qui la quarta puntata: Artax
http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/11/libro-rosso-artax/
Qui la quinta puntata: Beate
http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/31/libro-rosso-beate/
Qui la sesta puntata: Birillo
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/23/un-figlio-di-napoli-birillo/
Qui la settima puntata: Don Matteo
http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/09/libro-rosso-don-matteo/
Qui l’ottava puntata: Angelica
http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/22/libro-rosso-angelica/
Qui la nona puntata: Sky
http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/29/libro-rosso-sky/
Qui la decima puntata: Lazzaro
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/11/libro-rosso-lazzaro-la-colpa-di-essere-cane/
Qui la undicesima puntata: Arturo
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/21/libro-rosso-arturo/
A
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Palermo TOCCA IL FONDO
4 agosto 2010 -
- Chiliamacisegua riceve, divulga e sottoscrive in toto il comunicato, sottolineando come, ancora una volta la Sicilia degli animali, sia protagonista di mortale indifferenza nei confronti della vita che le viene affidata.Chiliamacisegua
26 luglio 2010
Comunicato stampa
Cane abbandonato legato ad un palo, lasciato a morire per omissione di soccorso del Canile Municipale di Palermo.
Palermo TOCCA IL FONDO
In merito al gravissimo episodio avvenuto a Palermo sabato, 17 luglio – dove un cane di razza rottweiler è morto di caldo e di stenti, dopo che il suo padrone lo ha abbandonato legandolo con un guinzaglio corto ad un palo alle 13 del mattino, senza cibo né acqua, sotto il sole più caldo di questa estate palermitana – le associazioni in indirizzo annunciano è in itinere una querela agli organismi comunali al fine di individuare le responsabilità per il mancato soccorso del cane ed il conseguente decesso.
E ricordano che è al Comune che la Legge ha affidato i compiti sulla gestione del randagismo, e a Palermo, tra l’altro, il servizio di accalappiamento e soccorso è gestito dal’Ente stesso, ed il Sindaco è autorità sanitaria.
I FATTI
Alle ore 15 dello scorso sabato, un’animalista palermitana viene avvertita e si reca sul posto. Il cane è tramortito e cerca di morderla ed allora che fare?
La cosa più normale, così come la legge impone è contattare il Canile Municipale di Palermo per il soccorso del cane.
All’animalista viene detto, dal dipendente comunale di turno, al numero di cellulare di reperibilità, che il cane non può essere soccorso perché il Canile Municipale è in quarantena.
In realtà, solo una parte del Canile Municipale di Palermo è in quarantena ed il servizio veterinario ASP ha dichiarato di avere messo a disposizione dei box per le emergenze.
Allora l’animalista chiama i Carabinieri, la Polizia di Stato e tutti a dire non è “nostra competenza”.
La Polizia Municipale ha invece risposto che avrebbero mandato un fax al canile municipale per farsi che qualcuno intervenga. Intanto al cane si riesce a dare dell’acqua ma passano le ore tra continue telefonate di supplica di intervento e, nell’attesa che nessuno si presenti, il cane stramazza al suolo e muore.
Dopo tre ore dalla morte, tanto era alta la sua temperatura, il cane era ancora bollente. Allora l’animalista palermitana chiama il dipendente comunale del Canile Municipale per comunicare, con rabbia, che il cane è morto e le viene risposto di chiamare l’Amia per il ritiro della carcassa.
Solo alle 21, la Polizia di Stato, alla notizia che il cane era ormai deceduto, si è recata sul posto dove ha verbalizzato le dichiarazioni dell’animalista ed il corpo del cane è in attesa dell’autopsia presso l’Istituto Zooprofilattico di Palermo.
Non sembra vero che ancora oggi possano compiersi gesti di inaudita crudeltà.
A fronte di tanti cittadini sensibili e volontari delle associazioni animaliste quotidianamente impegnati nella cura e nella salvaguardia degli animali abbandonati, purtroppo dobbiamo riscontrare che, esistono ancora tanti individui senza scrupoli e senza etica, la cui grettezza e inciviltà ci sconvolge e ci preoccupa. Mentre ogni giorno siamo impegnati a compiere tanti, importanti, passi in avanti verso una maggiore tutela degli animali sul nostro territorio, c’è ancora molta strada da fare perché nella nostra città si possano affermare con pienezza i diritti degli animali.
Un ente preposto Dovrebbe operare alla promozione del rispetto degli animali e del loro benessere in quanto esseri senzienti, principio base che in questo caso non hanno solo ignorato ma calpestato.
Questo, non può essere l’ennesima caso destinato a passare sotto silenzio.
Auspichiamo che simili inciviltà possano terminare e che i responsabili siano non solo puniti, ma anche educati al rispetto di tutte le forme di vita.
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Oipa Palermo e Provincia
Lida Palermo e Sicilia
Ufficio Garante degli Animali
Lo Scodinzolo
Eureka
Amici degli Animali
- FOTO

LETTERA DI PROTESTA DA INVIARE
Cari Animalisti di tutta Italia,
il 17 luglio è un giorno che gli animalisti palermitani non scorderanno molto facilmente.
Per manifestare il vostro sdegno scrivete al Sindaco di Palermo e alle autorità competenti affinché simili VERGOGNE non ricapitino mai più.
Grazie
Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Lettera tipo da inviare a:
segreteria.igiene.sanita@comune.palermo.it;
assessore.sanita@regione.sicilia.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
Apprendiamo che in data 17 luglio 2010 un cane, abbandonato dal suo padrone è stato lasciato a morire perché il Canile Municipale di Palermo non l’ha soccorso.
Sei lunghe ore di agonia sotto il sole cocente di quest’estate palermitana.
Ci sembra incredibile che ancora oggi, in una città come Palermo, le Istituzioni preposte al benessere animale alla loro salvaguardia ed al loro soccorso, siano sorde e mute alle richieste di aiuto. Auspichiamo che simili inciviltà possano terminare e che i responsabili siano non solo puniti, ma anche educati al rispetto di tutte le forme di vita.
E richiamiamo tutte le Autorità e le Istituzioni competenti in materia di soccorso e Salvaguardia a fare il loro dovere.
Nome: _______
Cognome:__________
Città:____________
Agenzia di Stampa
Segnalato dai lettori: cane abbandonato muore legato sotto il sole.
di redazione | 18 luglio 2010
GEAPRESS – Dei cani, molte volte si parla per la loro presunta pericolosità. Sembra quasi che nascano geneticamente predisposti ad uccidere, sbranare, dilaniare. Eppure al di là delle varie terorie, i cani rimangono invenzioni dell’uomo fino a raffigurarne nel bene o nel male lo stesso pensiero. Anche la segnalazione che vi proponiamo ne è un chiaro, drammatico, esempio.
Cara GeaPress, spero che almeno tu mi possa ascoltare. Da anni gestisco, insieme ad acuni volontari, un rifugio di cani abbandonati a Palermo. A loro ho deciso di dedicare tutta la mia vita, gli impegni della mia vita e dei miei familiari. Ma quello che è successo ieri mi ha fatto precipitare il mondo addosso. Mi rende consapevole che i nostri sforzi possono essere inutili se ancor oggi viviamo in una società che tollera un cane abbandonato, senza ne cibo ne acqua, sotto il sole di luglio fino alla morte.
Ieri mi trovavo, come ogni giorno, al Rifugio “Lo Scodinzolo”. Mi avvisano che dalle 12.00 un cane è stato abbandonato legandolo alle cancellata vicino Ponte Corleone, sul fiume Oreto, dove decine di migliaia di macchine transitano ogni giorno, forse troppo impegnate per correre al mare. Mi precipito sul posto. Un rottweiler è lì, in terra. L’animale è caldissimo; certo dopo ore sotto il sole sfido chiunque a non cuocere. Ho una bottiglia d’acqua, dispongo di rimediare uno spazio al rifugio, nonostante, causa gli abbandoni, non è ora certo il periodo più facile per accoglieri nuovi abbandoni. Inizio a chiamare il canile municipale. Il loro servizio prevede la reperibilità. Niente da fare. Chiamo il 113 ma mi dirottano alla Polizia Municipale, la quale mi rimanda al canile municipale. Ho notato quasi un fastidio di routine. Li lascio perdere ma un’amica continua ad insistere. Bagno la testa del cane, cerchiamo di fargli colare dell’acqua in bocca, perde i sensi, lo sento andar via. Stende le zampe, allunga il collo e muore tra le mie braccia. Piangiamo a dirotto, nell’indifferenza più totale il cane è morto dopo sei ore di sole cocente, o almeno da quando mi è stato detto che era stato abbandonato. Un’amica del Rifugio della Lega Nazionale Difesa del Cane, mi dice che poco prima qualcuno aveva tentato di abbandonare un rottweiler e che forse c’è qualche speranza di poter raccogliere qualche informazione in più. Spero lo prendano e che lo puniscano con la galera. Mi chiedo però chi è da punire per l’agonia che ha dovuto patire il cane? Mi hanno lasciato perdere, hanno lasciato morire un cane disgraziato sia nella scelta del padrone che della città dove è nato. Liliana Ragonese, Palermo.
GeaPress ricorda che è il Comune al quale la Legge ha affidato i compiti sulla gestione del randagismo. A Palermo, poi, il servizio di accalappiamento e soccorso è gestito dal Comune. Inoltre il Sindaco è autorità sanitaria. Per chi volesse questa è la mail:sindaco@comune.palermo.it
Vi ricordiamo che alla mail di una grande città affluiscono migliaia di messaggi al giorno. Esprimete il vostro pensiero in forma sintetica, richiamando il link della notizia per completezza di informazioni all’Ente.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
Sindaco di Palermo
Diego Cammarata
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Fede e malafede..rfauna
4 agosto 2010 -
“Gli animali non esistono in funzione dell’Uomo.
Essi hanno un’esistenza ed un valore propri.
Una morale che non incorpori questa verità è vuota.
Un sistema giuridico che lo escluda è cieco” (Tom Regan)*
*http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Regan

Fede e malafede..rfauna
Per alcuni è un evento storico, l’uscita dall’oscurantismo, dalla barbarie. L’affermazione della civiltà e del rispetto verso esseri senzienti, ovvero della vita.
Per altri, è la perdita dei diritti dell’Uomo (scritto in maiuscolo, giacchè l’Uomo in questo caso, è solo emanazione di arroganza), alla supremazia della razza umana, quella che si reputa depositaria del pollice verso, della morte di creature terrene.
E per un filosofo, ( quanta filosofia sprecata!), è addirittura la perdita di cultura e della tradizione! Poichè l’etica, per tale mente, è a fisarmonica, per gli uomini è necessaria, per gli animali, no. E non è neppure un optional!
Diamine, gli animali, sono i nostri schiavi, nati per essere uccisi, sottomessi, usati, abusati, venduti, moltiplicati. Per trarne profitto, per arricchirsi in modo facilefacile.
Si, gli animali per alcuni, sono come gli schiavi di antica memoria e lo ribadiamo ancora, schiavi, vittima di padroni, che commerciano vite e piangono posti di lavoro che si perdono, quando chi si batte per la convivenza uomo animale, fa qualche passo avanti!
In atto c’è la rivoluzione morale: che piaccia o no, c’è e nessuno, ne federazioni in malafede, ne filosofi impropri, la potranno fermare.
Anzi proprio loro, i sopravvissuti alla stagnante cultura rurale, alla cultura dei giochi al Colosseo, perpetratasi ai giorni nostri in esibizioni diseguali in tristissimi circhi, in anacronistici palii, in ridicole corse di asini, in stupide gite in botticelle, in mafiose gare dei calessi, in oscena caccia, in diseducative gare di pesca, che si vogliono far passare per divertimento, sport e tornei da coppa, proprio loro, questi esemplari del Superio Uomo, sono da difendere.
Per indicare a tutti come l’uomo non deve essere. Mai più!
Chiliamacisegua
http://www.blitzquotidiano.it/politica-europea/catalogna-corrida-abolita-spagna-487946/
LA NOTIZIA
Catalogna, corrida abolita. E’ la prima regione della Spagna peninsulare
Il parlamento catalano ha approvato questa mattina l’abolizione della corrida nella regione con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni.
Lo scorso 18 dicembre la camera decise (con 67 voti contro 59) di discutere l’iniziativa legislativa popolare (Ilp) presentata dalla piattaforma animalista Prou (Basta) e appoggiata da 180 mila firme, che chiedeva l’abolizione dello spettacolo tradizionale.
Contro l’abolizione si sono schierati i socialisti (Psc), i popolari (Pp) e Ciutadans, ma l’ago della bilancia è passato poi in mano ai catalanisti di CiU, le cui correnti interne di favorevoli e contrari hanno deciso che la Catalogna sarà la prima regione della Spagna peninsulare a proibire la Corrida (le Canarie lo hanno già fatto).
29/07/2010 – 00:03
Stop alla corrida in Catalogna, ma per il filosofo Savater è meglio di una partita di calcio
A volte le belle notizie arrivano contestualmente a quelle brutte, o perlomeno a dichiarazioni che fanno riflettere sulla reale sensibilità dell’essere umano.
Il parlamento catalano, oggi 28 Luglio, con 68 voti a favore 55 contrari e 9 astensioni, ha votato a favore dell’abolizione della corrida.
A partire dal 2012 quindi, il tradizionale quanto cruento e crudele spettacolo non potrà più avere luogo sul territorio della Catalogna. E’ la seconda regione spagnola ad aver preso una decisione di questo tipo; la prima era stata quella che fa riferimento alle Isole Canarie, ma la Catalogna è la prima regione peninsulare, nel cuore della Spagna quindi ad aver bandito la corrida dalle sue terre. Sicuramente una grande vittoria degli animalisti.
La lotta è stata lunga, e il percorso da fare per vietare completamente la corrida dalla Spagna, obiettivo delle associazioni animaliste internazionali, lo sarà almeno altrettanto. Ma per quale motivo le battaglie per garantire almeno i diritti minimi agli animali sono così difficili?
Tralasciando gli enormi interessi economici che sovente calpestano tali diritti, nelle parole del filosofo Fernando Savater, intellettuale estremamente popolare in Spagna, è forse possibile ritrovare un’altra motivazione, più sottile, meno esplicita, ma non per questo meno potente, anzi: la mentalità.
Sulle pagine del Corriere dello stesso giorno in cui la Catalogna prende una decisione dai piùaccolta come una vittoria della civiltà, è possibile leggere un’intervista doppia, da una parte chi è contro, dall’altra chi invece parteggia per il mantenimento della corrida.
Quest’ultimo è appunto il filosofo Savater, che per difendere la sua posizione, cita , come molti altri, l’arte e la cultura che la storica manifestazione spagnola rappresenterebbe.
Posizioni queste, che chi scrive, come tanti, non potrebbe mai condividere, ma posizioni che rappresentano comunque una fetta di popolazione non trascurabile, e che nel dialogo vanno necessariamente tenute presenti.
Il punto non è però questo. Nell’intervista al filosofo, è possibile leggere alcune frasi che lascerebbero molte persone a dir poco scandalizzate, la prima: “abbiamo diritti etici solo verso gli uomini, altrimenti non potremmo mangiare animali” .
Egregio filosofo ha mai sentito parlare dei vegetariani e dei vegani?
Pensa forse che il loro sia solo un hobby? Non le interessa l’argomento? Già e come potrebbe… In ogni caso, un dovere etico non è anche la tutela e la difesa dei più deboli?
Perchè solo gli uomini? Pensa forse che gli animali siano oggetti? Ciò che, a prescindere da tutto il resto, si può desumere dalle risposte fornite al giornalista del Corriere è che Fernando Savater ha un concetto degli animali alquanto particolare, e lo è talmente tanto, particolare, che arriva addirittura a sfidare ciò che la scienza definisce con il termine “animale”.
Quando l’intervistatore gli fa notare che la “violenza come spettacolo è diversa dalla violenza finalizzata alla sopravvivenza”, il filosofo risponde (anche) che ”nell’arena va in scena la sfida tra la vita e la morte. L’uomo conosce la morte, l’animale no“.
L’animale no, parole e concetti faticosi da trascrivere. La scienza definisce l’animale come dotato di vita, la morte è la fine della vita, come farebbe un essere vivente a non conoscere la morte? Lei che è filosofo, ha mai pensato che il mondo animale non è totalmente interpretabile, e tantomeno comprensibile, utilizzando solamente parametri umani?
Perchè molti animali selvatici, ma anche domestici, si isolano quando arriva il loro momento?
E’ sempre stato un caso da milioni di anni a questa parte, signor Savater? O per caso, è lei che si sbaglia e queste creature così poco acculturate, la morte la conoscono forse anche meglio di noi umani?
L’animale prova dolore lo sa? La morte, implica dolore, lo sa? Come sarebbe possibile quindi il fatto che conosca il dolore e non la morte? La morte è il dolore estremo, quello peggiore, quello che separa una parte dal tutto(ciò che conosciamo). E’ solo perchè il toro non parla che lei la pensa così?
Solamente perchè la sofferenza non viene esplicitata in lingua umana?
Qui non può essere una questione di cultura, non può, anche perche lei, essendo filosofo, non può certo mancare sotto questo aspetto, qui, è una questione di mentalità, quella che pare veda e voglia vedere l’umano superiore a qualsiasi altro esseree quindi dotato del diritto di decidere della vita e della morte dei più deboli, o no?
Ci sarebbe altro nell’intervista da analizzare, nell’intervista pubblicata oggi dal Corriere , ma non è questa la sede per fare un trattato di animalismo, o di civiltà.
Ci si limita però a riportare l’ultima frase, “(la corrida) E’ una festa piena di simboli e d’arte, per me è molto meglio di una partita di calcio”.
Già, per il popolare filosofo spagnolo, entrambe le manifestazioni sono un gioco, da una parte si cerca di fare goal e magari alzare una coppa, dall’altra si ammazza, spesso dissanguandolo e dopo diverse ore di agonia, un essere vivente, non c’è che dire, le analogie tra le due “tradizioni” sono davvero molte, e addirittura lei, signor Savater, preferisce la seconda, bene, allora si guardi la foto, e si diverta, se ci riesce.
A.S.
http://www.federfauna.org/News/news.php?id=3704
Corrida in Catalogna. Perdono uomini e animali. Gli uni la liberta’, gli altri la vita
28-07-2010
Con 68 voti a favore, 55 contrari e 9 astensioni, il Parlamento catalano ha approvato in mattinata l’abolizione della corrida nella Regione dall’anno 2012. Sembra che in realta’ in Catalogna la corrida gia’ da tempo non riscuotesse piu’ il successo che tuttora riscuote in altre Regioni e che comunque la scelta di porre fine alla tradizione spagnola per eccellenza sia significato soprattutto un ulteriore elemento di autonomia economica e culturale della Regione nei confronti del governo di Madrid.
Cio’ sarebbe ulteriormente testimoniato dal fatto che contro l’abolizione si sarebbero schierati i socialisti (Psc), i popolari (Pp) e Ciutadans, ma che l’ago della bilancia sia passato poi in mano proprio ai catalanisti di CiU.
In ogni caso dal 2012 uno spettacolo di antica tradizione popolare, apprezzata gia’ dagli antichi Greci, Etruschi e Romani e diffusa poi nei Paesi di cultura ispanica e in alcune zone della Francia, una festa nazionale della Spagna, ma anche parte del patrimonio culturale dell’Europa meridionale e di quello mondiale, in Catalogna non ci sara’ piu’.
Non ci saranno piu’ un buon numero di posti di lavoro, un Catalano che vorra’ esercitare la sua liberta’ di assistere a una corrida dovra’ andare fuori Regione e nemmeno i tori di razza pregiata, allevati con tutte le attenzioni in grandi fattorie appositamente per questa tradizione, in Catalogna non interesseranno piu’ a nessuno e saranno destinati ad estinguersi.
Certo, per gli animalisti la corrida rappresenta soltanto un evento barbaro e sanguinario, ma come in altre occasioni, la loro attenzione per il singolo animale andra’ inesorabilmente a discapito della specie.
Per quanto riguarda gli uomini invece, sarebbe bene ricordare che l’articolo 13 del Trattato di Lisbona dice si, che l’Unione e gli Stati membri devono tenere conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti, ma “rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri per quanto riguarda, in particolare, i riti religiosi, le tradizioni culturali e il patrimonio regionale”.
Questa seconda parte dell’articolo e’ troppo spesso dimenticata anche in Italia: una dimenticanza da nulla, se non fosse che mina in modo grave la liberta’ e i diritti dell’Uomo!
Chi e’ Fernando Savater
http://villatelesio.wordpress.com/2010/05/17/intervista-a-fernando-savater/
17 maggio 2010
Fernando Savater, nato a San Sebastián il 21 giugno 1947
Fernando Savater è una delle voci più autorevoli della cultura europea. Scrittore e filosofo spagnolo, nato a Madrid nel 1947, è autore, tra gli altri, di Etica per un figlio (1991) ePolitica per un figlio (1992): il suo ultimo volume è La confraternita della buona sorte(2009).
L’intervista di Valerio Pierantozzi.
Professor SAVATER, la modernità e le tecnologie come e-book e Ipad cambieranno l’approccio delle nuove generazioni al libro e alla lettura?
“Il libro in realtà è un’invenzione relativamente recente, di 500 anni fa. Fra qualche anno magari non ci sarà più il libro come supporto fisico ma l’importante è che continui la letteratura. Addirittura può accadere che con le nuove tecnologie i ragazzi, tramite i blog o le chat, si appassionino di più alla lettura e alla scrittura”.
Il diffondersi di internet ha creato un nuovo linguaggio che ha cambiato radicalmente anche il modo di comunicare. Questo influisce nella scrittura di un libro?
“Certo. Anche il giornalismo o la televisione hanno influito nella letteratura. Nei classici ci sono lunghe pagine descrittive che ora non servono più, proprio perché tutti sappiamo già come è fatto un certo luogo grazie alle immagini. Allo stesso modo le nuove tecnologie cambieranno il linguaggio portando qualcosa di nuovo e cancellando qualcosa di vecchio”.
Lei è uno studioso di etica. C’è ancora posto per la filosofia in un mondo iper-tecnologico come il nostro?
“Noi pensiamo che il nostro mondo sia tecnologico, e lo è. Ma tutti i mondi sono stati tecnologici a loro modo. La filosofia non ha bisogno di un mondo specifico per avere spazio, si adatta alla realtà che trova”.
Lei ha scritto Etica per un figlio e Politica per un figlio. In che modo si può avvicinare un adolescente odierno a temi come questi?
“Sono stato professore di filosofia per 39 anni e non ho mai incontrato adolescenti che non siano stati interessati a questi argomenti. Solo magari non sanno che si tratta di filosofia. Tutti gli adolescenti, con un linguaggio o con un altro, parlano di temi quali l’amore, la vita, la morte, la libertà o il passare del tempo. Credo che sia molto più facile in realtà far interessare un giovane alla filosofia che non un adulto”.
È possibile vivere la politica in modo etico, o tutti i politici che lo affermano dicono in realtà una grande ipocrisia?
“L’etica ha dei valori, la politica ne ha altri. Ci sono politici buoni e altri meno buoni. Se un politico buono è anche una persona onesta e moralmente retta, tanto meglio per lui. Ma da un politico ci si aspetta che sappia fare bene il proprio lavoro. Il dittatore portoghese Salazar, per esempio, era una persona irreprensibile sotto il profilo morale, ma poi attuava una politica spietata e crudele. Penso che giudicare un politico per quello che fa nel suo privato non sia nemmeno tanto giusto: se uno è un buon politico non conta se ha un comportamento etico. Certo, è comunque più facile che una persona onesta nel privato sia onesta anche nel suo lavoro politico”.
(Fonte: Salone del Libro di Torino)
Chi e’ Federfauna
FederFauna
Confederazione Europea delle Associazioni di Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali
European Confederation of Associations of Animals Farmers, Traders and Holders
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Per la tutela dei Diritti e per una reciproca migliore Convivenza
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BELLE PERSONE
4 agosto 2010 -
BELLE PERSONE
Interviste di Chiliamacisegua
Dottor Emanuele Crescenti
Procuratore Aggiunto alla Procura della Repubblica di Palmi
Milano- Al telefono risponde lui, in persona. Affabile, gentile, disponibile.
Si meraviglia per la richiesta di intervista, ma soprattutto per il clamore suscitato dalla vicenda del sequestro di Palmi.
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/14/sequestro-palmi-reggio-calabria/
“Ho sempre trattato di delinquenti. Mafia. E il signor Antonino Zimbaro è tutto tranne che un delinquente.”
Abituato a ben altri blitz, ritiene normale aver risolto la situazione, (il signor Zimbaro processato per direttissima, è stato poi assolto dall’imputazione di oltraggio, minacce e lesioni a pubblico ufficiale), evitando lo stress dell’aula del tribunale ad una persona fragile.
“Noi ci troviamo spesso a sostituire le amministrazioni nei reati ambientali e in situazioni come quella accaduta a Palmi. Dispendio di tempo, di soldi e di energie. Per problemi che potrebbero essere risolti in modo più efficace se solo funzionassero strutture e controlli amministrativi, senza necessità di arrivare alle aule dei tribunali”
Nel mondo di oggi che lascia scivolare come gocce fastidiose, ripetitive, ossessive, orrori e delitti, il comportamento del dottor Crescenti, brilla.
“Ma no” -si schernisce lui.
Ma si, invece!
Parliamo di animali, l’ultimo anello dove si manifesta l’ultima soperchieria dell’uomo, l’ultimo abuso della catena del più debole.
La nostra società ha “sistemato” via via la donna, il diversamente abile, l’anziano, il bambino, l’omosessuale, ovvero le categorie dell’altro di sé maschile. Quello che cova il superego e si crede padrone dell’universo.
Rendendo loro dignità.
Si è dimenticata o ha procrastinato il momento, di mettere occhio nel mondo degli animali.
I reietti, la merce. La cosa.
E partendo dagli animali sequestrati al signor Antonino, il dottor Crescenti, ha affermato il principio dell’empatia.
Ecco quello che è fuori norma.
Applicare la legge si, ma interpretarla con intelletto e sensibilità.
“ E’ successo che arrivatami sul tavolo, la relazione di un sopralluogo effettuato dal Corpo Forestale dello Stato, su segnalazione di diversi cittadini di Palmi e della Associazione Chiliamacisegua, accertata la situazione di degrado, ho firmato la richiesta di sequestro preventivo. Tutto qui.”
I giornali non hanno reso un buon servizio alla verità.
Ne il Corpo Forestale dello Stato di S. Eufemia d’Aspromonte, intervenuto con estrema rudezza.
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/19/sequestro-palmi-nota-di-chiliamacisegua/
“Ho preso a cuore la sorte del signor Zimbaro –racconta il dottor Crescenti- e ho cercato di rendergli la situazione affettiva più consona con la signora Corinna Andreatta, presidente di Chiliamacisegua, custode degli animali, per verificare la possibilità, come da lei richiesta, di riaffidargli qualche cane. Ho solo scelto il minore dei mali per mettere in condizioni di benessere, chi era in palese stato di necessità.”
E sarà così. I Servizi Sociali di Palmi e l’Associazione Chiliamacisegua monitoreranno la situazione .
Si trattava infatti di un caso evidente di disagio umano e animale.
Uomo e animali, vittime bisognose di attenzioni, di sostegno e di cure.
Una vicenda nota tra l’altro, da tempo, ma lasciata correre e scoppiata poi, senza possibilità di controllo.
Eccolo il reato evidente. Quello dell’indifferenza che colpisce tutti noi.
Si tira avanti, si volta lo sguardo altrove: uomini, enti, istituzioni.
Società del grande fratello. Società del grande fardello.
La benzina che fa correre il motore del volontariato, che sopperisce, tappa buche, solleva da responsabilità istituzionali, incerotta, mette una pezza alle lacune, è l’amore.
Corretta a volte dalla rabbia per le situazioni orribili dove il dolore e le ruberie sono stagnanti, dove tutto appare, chiaro, svelato ma immobile.
Ma per il cittadino ribelle, l’amore e la rabbia non possono bastare.
Accecano entrambe.
Allora serve un credo: la ricerca della legalità.
Il dottor Emanuele Crescenti la sta inseguendo ed affermando, da quando ha iniziato la sua carriera, svolta ad altissimi livelli, da dieci e lode.
Con un plus, l’umanità.
E scusate se è poco!
Chiliamacisegua
RASSEGNA STAMPA E NOTE
Dottor Emanuele Crescenti
Nato a Messina il 25 ottobre 1961
Ed è approdato in Calabria, alla Procura di Palmi nell’agosto del 2009
Stralci della sua carriera
http://www.guidasicilia.it/ita/main/news/index.jsp?IDNews=19356
PROCESSO ‘MARE NOSTRUM’, CHIESTI 139 CONDANNE TRA LE QUALI 31 ERGASTOLI
ESTORSIONI: TACQUERO SU PIZZO, 10 VITTIME A GIUDIZIO
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200807articoli/34907girata.asp
BLITZ ANTIMAFIA A MESSINA, 28 ARRESTI
http://reggiopress.blogspot.com/2010/07/palmi-azione-investigativa-sinergica.html
PALMI. AZIONE INVESTIGATIVA SINERGICA PER SMASCHERARE L’AGENTE INFEDELE
Libri
PRESENTATO IL VOLUME “MAFIA E LEGISLAZIONE ANTIMAFIA”
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Mr Bear Grylls go home!
3 agosto 2010 -
Mr Bear Grylls go home!
Chiliamacisegua riceve, divulga e sostiene questa protesta di Miriam Crucinio : Mr Bear Grylls go home!
Non deve mai dimenticare chi sovraintende ai palinsesti che la tv, qualsiasi, pubblica o commerciale, ha il dovere morale, imprescindibile di essere maestra e portatrice di insegnamento. Non di raccapriccio.
Il rispetto della vita si impara con l’esempio e se l’esempio è l’indifferenza, indifferenti saranno i sentimenti dell’uomo.
Di oggi e di domani.
Chiliamacisegua
Comunicato
É lo sdegno che ci spinge a scrivere queste parole e ci porta a porre alla Vostra attenzione qualcosa che, nell’insieme di tutto ciò che ogni giorno vediamo, è la goccia che fa traboccare il vaso. La nostra protesta è volta a sottolineare il disgusto che proviamo nell’osservare come l’Uomo continua a demolire tutto ciò che ha, senza che nessuno reagisca o fermi questa continua opera distruttiva. Per questo esprimiamo la nostra rabbia nei confronti di un ignobile spettacolo cui assistiamo in TV.
Si tratta dei “documentari” che da qualche tempo vengono trasmessi da varie emittenti che mostrano le azioni “criminali” svolte da un sedicente naturalista, Mr Bear Grylls, il quale senza che nessuno lo fermi continua a “costruire” dei reportage, dalla natura selvaggia (wild),
mostrandoci i modi più crudeli e insensati per distruggere ambiente e animali. Nei suoi filmati questo tizio mostra come sopravvivere nei luoghi più impervi ed inospitali della Terra,mostrandoci i vari espedienti da lui utilizzati al fine di “insegnarci” come uccidere e mangiare numerosi esemplari appartenenti alle più svariate specie tra animali, rettili, insetti, vegetali, insomma interi micro-ecosistemi.
Non importa che si tratti di specie a rischio di estinzione (ad esempio drago di komodo, serpente delle mangrovie), di creature inermi che “per sua fortuna” trova morte o carcasse animali miracolosamente conservate alla perfezione “utilissime” a perseguire il suo scopo!
Non importa che per prendere frutti commestibili da un albero distrugga un’intera pianta! La grave è che per fare tutto ciò, questo pseudo-animalista viene pagato! Ottimo esempio si dà di come ci si deve comportare, è come suggerire a chiunque ne abbia le intenzioni che si è legittimati a compiere questa assurda violenza se lo si fa per apparire e guadagnare.
Complimenti al valore educativo e pedagogico che questi “documentari” contengono. Per i ragazzi questo individuo è un eroe che insegna le difficoltà della vita e si permette di trasmettere un monito in ogni puntata.
VERGOGNA! Ma non solo Bear deve vergognarsi, ma anche coloro che dovrebbero vigilare sui media, e chi si rende complice di questo producendo e trasmettendo certe immagini.
I veri documentaristi sono studiosi che filmano la realtà da lontano per non contaminarla, nel rispetto dell’equilibrio dell’ecosistema.
Vi chiediamo di sostenere la nostra protesta affinchè queste immagini non vengano più né realizzate né trasmesse, e che vengano rispettate quelle che sono le leggi che tutelano gli animali e l’ambiente.
Vi invitiamo a prendere visione di ciò che compie quest’uomo:
http://www.youtube.com/watch?v=KGqYFbCNsCU
Speriamo si muovano le coscienze. Chi produrrà o manderà ancora in onda le sue “prodezze” si macchierà dei suoi stessi crimini.
Taranto
Miriam Crucinio
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It is the anger that drives us to write these words and takes us to bring to your attention something that, throughout all that we see every day, is the straw that breaks the camel. Our protest is to highlight the disgust that we try to observe how the man continues to destroy everything he has, without anyone to react or stop this destructive work continues. For this we express our anger against a shameful spectacle we see on TV. These are “documentaries” that for some time are transmitted by different stations that show actions “criminal” carried out by a self-styled naturalist, Mr. Bear Grylls, who without anyone still continues to “build” of reportage from the wilderness (wild), showing the most cruel and senseless ways to destroy the environment and animals. In his movies this guy shows how to survive in the most inaccessible and inhospitable places on Earth, showing the various tricks he used to “teach” how to kill and eat many specimens of various species of animals, reptiles, insects, plants, short whole micro-ecosystems. No matter whether it is endangered species (such as the Komodo dragon, snake mangrove), defenseless creatures that “luckily” finds dead animal carcasses or miraculously preserved perfectly “useful” to pursue his goal! Never mind that to make edible fruit from one tree to destroy an entire plant!The grave is that to do this, this animal is pseuodo-paid!Good example is given of how to behave, it’s like to suggest to anyone the intentions that you are qualified to make this absurd violence if you do look for and earn.Congratulations to the educational value and teaching these “documentaries” contain.For boys this man is a hero who teaches the difficulties of life and can transmit a warning in every episode.SHAME!But Bear is not only ashamed but also those who should monitor the media, and who are complicit in this by producing and transmitting certain images.The real documentary that film scholars are far from reality to not contaminate it, while maintaining balanced ecosystem.
We ask you to support our protest so that these images are no longer performed or not provided, and that those who are respected are the laws that protect animals and the environment.
We invite you to read what makes this man:
http://www.youtube.com/watch?v=KGqYFbCNsCU
We hope to move people’s hearts.Who will still send or broadcast his “achievements” you stain of his own crimes.
Taranto
Miriam Crucinio
Comunicati Stampa
29/07/2010
RACCAPRICCIANTI MALTRATTAMENTI IN TV, ITALIANI INORRIDITI.L’ENPA: “STOP A BEAR GRYLLS”
In onda l’ennesima serie “real tv” con maltrattamenti agli animali, l’Enpa diffida Italia Uno e Discovery Chennel. Bear Grylls: in inglese il suo nome significa “Orso” ma nel personaggio non nulla c’è abbia a che fare con l’animalismo. “Protagonista” di due serie televisive, “Wild, Oltrenatura” e “Ultimo Sopravvisuto” – trasmesse, rispettivamente, da Italia Uno e Discovery Channel – Bear Grylls trascorre il suo tempo cimentandosi con improbabili avventure estreme, nel corso delle quali non si fa scrupolo di uccidere alcuni animali inermi che incontra lungo il suo “cammino”.
Ora una colonia di chirotteri, fumigata nel suo rifugio e massacrata con una “racchetta” improvvisata; ora un povero varano, scaraventato contro un albero e sgozzato davanti alle telecamere.
Nè manca un episodio in cui questo personaggio, per dare prova di ardimento e sagacia, sviscera la carcassa di un dromedario per poi utilizzarla come riparo notturno. Ovviamente l’intera operazione è seguita dall’operatore video, al quale Bear Grylls esibisce gli organi del povero animale con compiaciuto, morboso sadismo. L’obiettivo del programma è evidente: soddisfare le presunte pulsioni voyeuristiche degli spettatori.
Che, almeno in Italia, sono rimasti letteralmente inorriditi da queste inutili performance. “Negli ultimi giorni tantissimi italiani ci hanno contattato esprimendo il loro disgusto per le immagini trasmesse”, spiega l’Enpa che aggiunge: “Quasi tutti non hanno sopportato il raccapriccio e hanno immediatamente cambiato canale”.
Ma c’è un’ulteriore aggravante. Come se non bastassero l’orrore, la violenza gratuita e la violazione delle norme italiane, i due network televisivi hanno scelto di trasmettere i due programmi in una fascia d’ascolto frequentata anche dai bambini, dimostrando così di non avere alcuna considerazione per la loro affetività, il loro equilibrio psicologico e la loro serenità emotiva”.
“Chiediamo a Italia Uno e a Discovery Channel di cancellare immediatamente Bear Grylls dal piccolo schermo – aggiunge l’Enpa –. Se ciò non dovesse accadere, percorreremo tutte le vie previste dalla legge per ottenere la sospensione delle trasmissioni, e la dignità degli animali e tutelare così la sensibilità degli spettatori italiani”. (29 luglio)
A:
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larepubblica@repubblica.it ;
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Animal Friendly un cippirimerlo! (terza puntata)
3 agosto 2010 -
Animal Friendly un cippirimerlo! (terza puntata)
continua…….
Chiliamacisegua continua a segnalare l’amorevole cura e il costante rispetto per gli animali dimostrati in Puglia, insignita dall’On Michela V. Brambilla dell’appellativo, Animal Friendly.
Chiliamacisegua
I FATTI
CANE LEGATO AL GUARDRAIL DELLA BARI-FOGGIA, MUORE INVESTITO.
LAV E ASSOCIAZIONE LEGALO AL CUORE: REATO PERSEGUIBILE PENALMENTE, INVITIAMO I CITTADINI A FORNIRE INFORMAZIONI ALLE FORZE DELL’ORDINE
E’ morto nonostante l’intervento dei volontari della LAV e dell’Associazione Legalo al Cuore, il cane abbandonato ieri, 29 luglio, legato al guardrail della tangenziale Bari-Foggia. La presenza dell’animale, un cane bianco di grossa taglia, era stata segnalata alle due associazioni dagli automobilisti che percorrevamo la tangenziale.
Il cane, legato all’altezza del km 796 in direzione Bari, era purtroppo già stato investito, e i volontari delle Associazioni non hanno potuto far altro che costatarne la morte.
Un atto gravissimo.
Chi lo ha abbandonato ha commesso un reato perseguibile penalmente, aggravato dal fatto di aver praticamente condannato a morte l’animale legandolo al guardrail centrale, che delimita la corsia di sorpasso su una strada a rapido scorrimento, con altissima probabilità di essere investito, piuttosto che a quello in prossimità della corsia di emergenza, commentano LAV e Legalo al Cuore, che invitano chiunque abbia informazioni utili a individuare il responsabile di questo gesto ignobile, a riferirle alle forze dell’ordine o alle associazioni stesse.
Su 130 mila animali abbandonati ogni anno, circa l’80% finisce vittima di incidenti. Percentuale che potrebbe diminuire anche grazie alle nuove norme introdotte con la riforma del Codice della Strada, in vigore in questi giorni, che stabiliscono il diritto-dovere di soccorrere gli animali feriti, l’obbligo di fermarsi e assicurare un pronto intervento in caso di incidente, il riconoscimento dello stato di necessità per il trasporto di un animale in gravi condizioni, l’equiparazione dei mezzi di soccorso veterinari e di vigilanza zoofila a quelli di ambulanze, Vigili del Fuoco e Polizie.
Foto
http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/28/animal-frendly-un-cippirimerlo/
Animal Friendly un cippirimerlo! (prima puntata)
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/23/animal-friendley-un-cippirimerlo-seconda-puntata/
Animal Friendly un cippirimerlo! ( seconda puntata)
A
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LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA
3 agosto 2010 -
LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA
RICHIEDESI MASSICCIA ADESIONE BATTAGLIA EMAIL
Chiliamacisegua, supporta, divulga, pubblica, condivide la campagna di Leal:
LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA
e trova scandaloso il voltafaccia e le scuse dei parlamentari europei che si apprestano a votare la legge.
Chiliamacisegua invita tutti coloro che condividono le sue battaglie di civiltà a firmare ed inoltrare la lettera di protesta della Leal.
Ad attivarsi in ogni modo possibile per svergognare questo orrore, diffonderlo, sottolinearlo, rendendo noti i nomi di coloro che si apprestano a firmare la condanna alla sofferenza, gratuita, di povere vittime sacrificate , inutilmente, all’arroganza dell’uomo.
Chiliamacisegua
LA DIRETTIVA SULLA VIVISEZIONE: UNA VERGOGNA EUROPEA
Ai primi di settembre, il Parlamento Europeo voterà la nuova
Direttiva sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici.
È una legge a misura di vivisettore, che NON OBBLIGA a utilizzare i metodi sostitutivi ai test con gli animali neppure laddove esistono.
In compenso essa conferma o concede parecchie libertà. Per esempio sarà permesso:
- riutilizzare più volte lo stesso animale anche in procedure che gli causano intenso dolore, sofferenza e angoscia
- sperimentare anche su cani e gatti randagi
- eseguire toracotomie e cioè l’apertura del torace, senza anestesia né analgesici
- costringere un animale a nuotare fino al totale esaurimento…
Per saperne di più www.leal.it e firma la protesta online http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/
http://www.leal.it/campagna-bruxelles/
IL BLOG DI BEPPE GRILLO
http://www.beppegrillo.it/2006/01/la_vivisezione/index.html
La vivisezione è inutile
Ammetto che quando penso alla vivisezione animale mi vergogno della specie umana e mi sento solidale con l’agente Smith di Matrix quando dice che gli uomini non sono mammiferi, ma virus.
Io vorrei abolire la vivisezione animale per legge.
continua…….
Precisazione della Leal sulle domande che riguardano la Direttiva europea sulla vivisezione.
La bozza di revisione della Direttiva 86/609/CEE verrà votata in settembre dal Parlamento Europeo, dopodiché ognuno dei 27 Stati dell’Unione Europea dovrà obbligatoriamente recepire la legge e attuarla sul proprio territorio. Qualcuno, se lo vorrà, potrà mantenere delle disposizioni più restrittive di quelle contenute nella Direttiva ma non potrà elaborarne di nuove.
Tutte le proposizioni che si trovano sul “volantino” sono comprovabili. Chi va sul nostro sito www.leal.it, alla pagina “per saperne di più” trova diversi documenti:
1. il link alla Direttiva (in italiano e in inglese),
2. una tavola riassuntiva dell’iter seguito dalla legge (la Direttiva dalla A alla Z),
3. un articolo della ex parlamentare Mojca Murko che racconta alcuni retroscena della legge e le pressioni subite da parte dei grandi gruppi economici, sotto il titolo AMICI DELLA SCIENZA O NEMICI DELLA VITA?
4. i commenti di alcuni giornali inglesi sui punti più importanti contenuti nella legge, sotto il titolo RITORNO AL MEDIO EVO
5. la Comunicazione della Commissione parlamentare al Parlamento europeo datata 15 giugno 2010 riassunta in un articolo intitolato SALVIAMOLI NOI.
Quest’ultimo articolo, SALVIAMOLI NOI, è particolarmente importante perché fa il punto sui capisaldi della legge e dice come essa sia stata stravolta a partire dal testo iniziale del 2008. Consigliamo a tutti di leggerlo.
Due anni fa c’era ancora la speranza che la revisione della Direttiva 86/609/CEE ponesse le basi per un graduale superamento dei test con gli animali. Allora c’erano “picchetti” interessanti: si prevedevano controlli stretti, la necessità di chiedere autorizzazioni per procedere alla maggior parte dei test, obbligatorietà di usare i metodi sostitutivi dovunque esistessero, eliminazione graduale dei test con i primati…
Ora non è più così. Nel preambolo della legge, per cercare di salvare la faccia, hanno conservato tutta una serie di belle proposizioni su come ci si dovrebbe comportare con gli animali. Non bisogna lasciarsi confondere: è il testo della legge con tutti i suoi articoli che fa fede.
Tra i preamboli che non contano più niente c’è a maggior ragione anche quello datato 5/11/2008, che ha ingenerato confusione in chi non sta attento alle date, nel quale si legge che “la proposta introduce una serie di misure per promuovere metodi alternativi, compresi il loro sviluppo, convalida, accettazione e applicazione…” Niente da fare, purtroppo. Anche quella è roba passata e dimenticata.
Comprendiamo che l’articolo 11, quello sulla sperimentazione con cani e gatti randagi, possa ingenerare in chi non è pratico qualche perplessità. Esso comincia infatti dicendo che “gli animali randagi e selvatici delle specie domestiche non sono utilizzati nelle procedure”. Subito dopo, però, ecco elencati tutti i casi in cui si potrà sperimentare con i randagi: a) quando sarà essenziale disporre di dati riguardanti la salute e il benessere di tali animali; b) in presenza di gravi minacce per l’ambiente, per la salute umana o per la salute animale; c) infine quando sarà scientificamente provato che è impossibile raggiungere lo scopo della procedura se non utilizzando un animale selvatico o randagio…
Rifletteteci bene: che cosa significano tutte quelle deroghe? in particolare, che cosa significa l’ultima proposizione? Non vorrà forse dire che lo possono fare ogni volta che un ricercatore lo ritiene necessario per raggiungere il fine che si propone? Seconda riflessione: questa legge è stata dibattuta e sofferta virgola per virgola: se ci mettono un articolo interamente dedicato alla sperimentazione sui randagi, sarà perché a qualcuno interessa molto farla oppure no? E dunque…
Noi siamo felici che la nostra iniziativa sollevi dubbi e voglia di sapere: più si parla, più si va a fondo della questione, meglio è. Nessuno fino a quindici giorni fa sapeva dell’esistenza di questa legge. Ora se ne parla (anche se talvolta a sproposito) e si cominciano a capire come vanno le cose.
La Leal ha voluto, nei limiti delle sue possibilità, fare informazione, esprimere la sua preoccupazione e il suo dolore per questa grande occasione mancata. L’Europa poteva infatti porsi all’avanguardia nel modo di rapportarsi agli animali, nostri compagni di avventura su questa terra. Ma con questa legge, invece, si torna indietro.

Già nella seconda metà del 1800 era sorta un’associazione antivivizionista.
Credevo che l’antivivisezionismo avesse origini piuttosto recenti, fino a quando ho trovato questo documento in un libro scritto nel 1888, La Nuova Medicina Naturale di Friedrich Eduard Bilz, prima traduzione italiana, edito dallo stesso F.E.Bilz, proprietario del sanatorio Bilz in Radebeul, presso Dresda. L’opera è costituita da due volumi di 1338 pagine in totale.
Friedrich Eduard Bilz (12 giugno 1842 – 30 gennaio 1922) è stato un naturopata tedesco nato ad Arnsdorf. Come mercante, proprietario di un Kolonialwarenladen (negozio che offriva prodotti extra-europei, una volta chiamati “Coloniali”) in Meerane, Bilz si interessò alla medicina naturopatica. Nel 1888 pubblicò Das Neue Naturheilverfahren (La Nuova Medicina Naturale), che divenne molto popolare ed è stato tradotto in dodici lingue fra cui l’italiano.
Nel 1895 fondò il Centro per la Salute Bilz a Radebeul, che in breve tempo diventò una grande casa di cura. Nei primi anni del 20° secolo costruì un Licht Luft-Bad (una grande piscina all’aperto) nel sanatorio che divenne noto come “Bilzbad”.
Il testo pubblicato è la definizione di vivisezione secondo il Dr Bilz:
Vivi-sezione (tortura scientifica degli animali).
A questo riguardo il professore Dott. Paul Foerster di Berlino si esprime come segue: “Che cos’è la vivisezione? Domanderà ogniuno ignaro ancora dell’affare. Ciò che rende il compito tanto difficile a noi avversari della tortura degli animali, è che le cose di cui noi parliamo e discutiamo vengono trattate lontano dall’ambito, dietro le mura degli anfiteatri e dei laboratori scientifici: siccome non v’è testimonio oculare che si sia scandalizzato, non si può considerar la cosa dal punto di vista del codice penale.
Il popolo non s’accorge di nulla e gli sforzi che noi facciamo per aprirli gli occhi vengono trattati dai vivi-settori e dai loro avvocati, in numerosi giornali come pure in piccole – società per la protezione degli animali – quali menzogne, esagerazioni e inimicizia contro la scienza, mentre noi invece non ne combattiamo che l’abuso e difendiamo i cattivi trattamenti dello spirito e della scienza per il bene dell’umanità. Disgraziatamente non si può dire che si tratta d’esagerazione; chè tutti le nostre prove e indicazioni noi le prendiamo dagli scritti e dalle testimonianze dei vivi-settori stessi non aggiungendo, al fatto, che il nostro giudizio.
Quando i partigiani della vivi-sezione pretendono che gli animali non soffrano tanto che noi crediamo, che l’istupidiscono abbastanza per renderli insensibili al dolore e che li uccidono immediatamente dopo l’esperienza sono tutte bugie pietose che hanno per iscopo di prevenire in modo semplicissimo l’assalto minacciante dalla parte del popolo ancor sana a. cui vengono aperti gli occhi su questo riguardo. Queste sono affermazioni che gettano una luce ben incerta sull’onorabilità dei partigiani della vivi-sezione.
Il genere di ricerche dei vivi-settori non è altro che un abuso enorme e un errore. Si parla di professori istruiti, umani, nei quali non si potrebbe supporre tale crudeltà. Un’ altro errore! Possono essere istruiti e «umani» per tutto il resto, ma sotto questo rapporto sono uomini dall’intelligenza storpia e dal cuor insensibile, come dice il conte Zedwitz.

Negli scritti speciali di vivi settori, noi troviamo numerosi rapporti su torture veramente orribili! Perforare la testa di animali sensibilissimi, dei cani, per esempio, e cauterizzare o levar loro delle parti di cervello mediante un ferro rovente o getti d’acqua bollente; gettare in fiume dei cani col cervello trapassato per studiare la loro facoltà natatoria in questo stato; pungere, mediante ferri roventi, degli animali colle cervella, mutilate affine di esaminare il loro grado di sensibilità; far soffocare lentamente (dei cani e dei piccoli animali mediate metodi differenti ed estremamente artistici; anaffiare cani con olio di trementina, dar loro fuoco, e poi lasciarli vivere ancora per alcuni giorni; far morire a lenta cottura dei cani e dei conigli nelle così dette stufe di Claudio Bernard; bruciarli con acqua bollente, segar loro le ossa, ancor vivi; tagliare la spina dorsale; levare gli occhi; ecc., e farli vivere ancora per dei mesi in questo stato spaventevole; far morire lentamente le povere bestie di fame, o di freddo in tinozze di ghiaccio: buttare ai cani affamati delle miscele fredde per farli gelare internamente; levar loro degli organi interni, come stomaco, parti di fegato, di reni, di cervello e continuare ancora le esperienze per dei mesi dopo questa mutilazione; comunicare a cani sani delle malattie terribili che li fanno morire lentamente con inoculazione di pus icoroso e d’ogni sorta possibile di veleno morboso; dar loro dei vomitori serrando poi il collo affinché il vomito non abbia luogo; far loro entrare nello stomaco e nelle vene ogni sorta di acido e di veleno distruttore; produrre una terribile infiammazione della midolla spinale attraversandola con un filo; far passare delle scariche elettriche attraverso il cervello messo a nudo e attraverso gli occhi; legare gli intestini, il retto, la vescica e certe arterie, per raccogliere osservazioni sulle conseguenze risultanti da queste operazioni spaventevoli; irritare mediante cantaridi delle ferite interne prodotte artificialmente: versare nello stomaco dell’acido solforico o dell’ acqua; far entrar sangue nelle vene; scortirare, in parte, animali vivi; tagliare loro le corde vocali per impedire di svegliar l’attenzione del vicinato colle loro grida terribili; farli morire inverniciandoli dopo averli tosati; far passar un filo attraverso la cornea dell’occhio; legar loro diverse vene e vasi sanguigni, il canale biliare, ecc.; infilzare, con dei chiodi a punta, il corpo intero di conigli, di maiali d’India e di colombi; attaccare dei cani su una tavola girante (che fa. Da 2 a 300 giri al minuto) per istupidirli artificialmente; cucire insieme due teneri animali ad una posizione adatta della loro pelle, produrre così una specie di «fratelli siamesi» e osservare la forza vitale del – doppio essere – creato; levare i piccoli ad una cagna. gravida e mostrarglieli per veder l’effetto di questa «prova scientifica» sulla vita dell’anima dell’animale; levare le mammelle a degli animali femmina; conservare per mesi gli animali mutilati nelle maniere più atroci, o passarli poi agli allievi per nuove esperienze, ecc., ecc.
Questo è un breve riassunto e molto generale delle maniere più ordinarie della tortura scientifica degli animali, l’equivalente più proprio della parola «vivi-sezione» che significa «tagliuzzare un animale vivo». Ora una larga parte è concessa alle esperienze sui nervi, senza dubbio le più penose di tutte, e alle prove di vaccinazione con ogni sorta di sostanza morbosa (virus) in parte per studiare la malattia, in parte per scoprire in qualche serum prezioso un preteso preventivo o un rimedio.
Forse è bene, d’aggiungere alle indicazioni generali qualche caso di vivi-sezione fatto a sangue freddo affinché il lettore possa farsi un’ idea del tutto e si trovi quasi forzato ad occuparsi della cosa un po’ più da vicino. (Cf. Stenz, Atrocità celate. Fatti e ragioni contro, la vivi-sezione, Dresda, società internazionale, Cranachstr. L8.)

Il professore Brachet, a Parigi, strappa i piccoli ad una cagna legata e glieli mostra uno dopo l’altro: essa li lecca gemendo e morde per collera, un pezzo di legno. Il grande medico Hyrtl aggiunge: « Chi può restar tranquillo davanti a tali quadri deve far il macellaio, non il medico ».
Lo stesso Brachet fece la seguente «esperienza morale»: inspirai ad un cane la più grande avversione verso me medesimo ferendolo e facendogli ogni sorta di dispetti ogni volta che lo vedevo.Quando il suo sentimento giunse al sommo, in modo che andava in furore solo vedendomi o aspettandomi, gli strappai gli occhi. Allora mi fu possibile avvicinarlo senza che manifestasse la minima antipatia, però montava sulle furie appena riconosceva la mia voce. Pensai allora di distruggere il suo udito e quando l’infiammazione fu. passata turai le sue orecchie con la cera. Dopo questo rimase sempre tranquillo, e si mostrava perfino riconoscente quando io gli passavo una mano addosso.
Brachet ripetè questa prova ottenendone lo stesso risultato! E Brachet è un’ uomo onorabile! Tutti quelli del suo stampo sono onorabili!
Ancora un terzo ed ultimo esempio: non m’ importa nulla, queste cose devono giungere a cognizione di tutti. Il Dott. Shavo, in Irlanda, si guadagna l’amore e la confidenza d’un cane che tratta bene. Passando da una mutilazione ad un’ altra il povero animale finisce per trovarsi privo persino delle orecchie e delle zampe. Per qualche tempo ancora guarda attonito il suo padrone, gli lecca le mani, ma poi dall’ eccesso del dolore il suo amore si cambia in odio.
Un giorno mentre Magendie faceva la vivi-sezione ad un cane, vide il povero animale tutto sanguinolento fuggire per ben due volte al coltello e correre da M., appoggiargli le zampe sulle spalle e leccarlo, come volesse muovere il suo cuore a pietà: – il cane ancora ci credeva.
Coloro che desiderano altri chiarimenti in proposito si rivolgano alla Società Internazionale Contro la Tortura Scientifica degli animali, Dresda, Cranachstr. 18, che li spedisce volentieri e a titolo gratuito.
Ognuno deve ritener come proprio dovere far parte di detta società.
di Luciano Gianazza
Eliminare la sofferenza senza sofferenza
A ottobre Corsico ospiterà un evento no-profit a favore della ricerca scientifica senza l’utilizzo degli animali

È possibile trovare alternative alla sperimentazione animale?
Certamente sì. Per fare il punto sullo stato dell’arte – rispetto alle nuove tecnologie che consentono di sostituire il modello animale con altri modelli di simulazione nella ricerca scientifica – l’appuntamento è a Corsico sabato 9 e domenica 10 ottobre 2010 in occasione della prima edizione di Vivipet.
Due giornate ricche di eventi, spettacoli e seminari di approfondimento che hanno lo scopo di sensibilizzare e informare sui metodi di ricerca alternativi alla sperimentazione animale.
A fianco dei numerosi workshop e seminari scientifici che si terranno nel teatro di via Verdi a Corsico si svolgeranno anche dei laboratori di conoscenza realizzati per i più piccoli con musica, giochi e filmati. Sabato e domenica dalle 10,00 alle 20,00 via Verdi ospiterà anche una mostra mercato in cui saranno presenti esclusivamente prodotti alimentari e non, realizzati nel pieno rispetto degli animali.
La serata di sabato terminerà con uno spettacolo di musica e cabaret, condotto da Paola Maugeri, giornalista e conduttrice televisiva, che vedrà la partecipazione di numerosi artisti e personaggi dello spettacolo e della televisione.
Vivipet, oltre a informare si pone l’obiettivo di raccogliere fondi per favorire la ricerca scientifica per evitare la sperimentazione sugli animali.
Il 90% degli utili ricavati dalla manifestazione saranno utilizzati per avviare dei progetti indicati da I-Care.
Il restante 10%, degli utili ricavati, sarà devoluto all’Associazione Tom & Jerry per la realizzazione del Parco-Canile sul territorio di Buccinasco, nel cui interno è previsto uno spazio per il recupero di animali ritirati dai laboratori.
In particolare I-Care si pone l’obiettivo di completare lo sviluppo di un particolare software, il cosiddetto “simulatore metabolico”, in grado di raccogliere dati, immagazzinarli, elaborarli, interpretarli e, a partire da informazioni conosciute, effettuare previsioni sugli effetti tossici o terapeutici dei nuovi farmaci.
Una volta completato lo sviluppo del “simulatore metabolico”, l’obiettivo successivo sarà quello di mettere il software gratuitamente a disposizione di qualsiasi ricercatore interessato. Una bella sfida dunque che si propone di garantire la libera circolazione di strumenti utili alla ricerca scientifica e al tempo stesso di evitare l’uso degli animali nelle sperimentazioni che – occorre sottolinearlo – non sono poi così attendibili come si potrebbe pensare. Infatti, alcuni scienziati, fra cui lo stesso professor Veronesi si sono espressi in favore di un’alternativa al modello animale che non dà le garanzie sufficienti per la salvaguardia della salute umana.
Note
Vivipet è on-line, con informazioni e immagini, al sito www.vivipet.com
per informazioni generali +39 331 – 96.35.12
Vivipet è anche su facebook!
Vivipet – programma provvisorio
Fonte: Vegzine.it
G. B. Show
Le atrocità non sono meno atrocità quando avvengono nei laboratori e sono chiamate ricerca medica.
Albert Einstein
Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni.
Albert Schweitzer
Coloro che sperimentano sugli animali non dovrebbero mai acquietare la loro coscienza dicendo a se stessi che queste crudeltà avrebbero uno scopo lodevole.
ECCOLA LA VIVISEZIONE
http://laverabestia.org/play.php?vid=2092
Video piuttosto crudo in cui vengono spiegati uno per uno tutti i maggiori esperimenti messi in atto dalla vivisezione.
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