Colpo di coda al colpo…di genio, in data 30 agosto

Colpo di coda al colpo…di genio, in data 30 agosto

Alla cortese attenzione  delle redazione dell’Unione Sarda

Controllare la data in cui è stato diramato e la mailing a cui è stata indirizzato, questo Comunicato.

Ma per favore!

Il colpo di coda, al colpo di ……genio,  da  Chiliamacisegua è stato dato ieri sera.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Questa è la risposta inoltrata e pubblicata da Chiliamacisegua ieri sera sul suo sito

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/30/laffare-baldanzellu-singrossa/

agosto 30, 2010

L’affare Bardanzellu s’ingrossa

Mentre il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli  prende le distanze dalle dichiarazioni “calde” dell’on Gianfranco Bardanzellu, che surfeggia sulla cresta dell’onda della notorietà, un veterinario, tale dottor Andrea Sarria, addirittura presidente dell’Ordine medici veterinari di Sassari e Olbia Tempio, dà fuori di brutto.

Quando le teste ”fumine” si uniscono, è un incendio di corbellerie!

A voi la (divertente) lettura delle (tragiche) dichiarazioni di un veterinario.

Per capire , comunque quale aria tira da queste parti,  Chiliamacisegua allega un pdeffino molto istruttivo, per riconoscere chi ci vuole guadagnare con i randagi.

E per controribattere a questa affermazione:

“……In Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il randagismo è in mano al Servizio veterinario nazionale. Cioè, se ne occupano medici laureati e titolati, dottori che hanno superato l’esame di Stato».”

Chiliamacisegua segnala  la sua iniziativa:”Libro Rosso”, che racconta a puntate, quale sia e quanto sia professionale la media dell’operato dei veterinari delle Asl italiane.

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/23/libro-rosso-charlie/

Ps Chiliamacisegua concorda, si, le associazioni devono essere certificate. Ma anche, a suo parere, i veterinari!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

http://www.newnotizie.it/2010/08/29/randagi-a-newnotizie-il-sindaco-di-olbia-contro-bardanzellu/

Randagi: a NewNotizie il Sindaco di Olbia contro Bardanzellu


http://www.unionesarda.it/

Unione sarda

Olbia.

Fa ancora discutere la proposta di Bardanzellu sui «randagi da incenerire»

«Coi canili gli animalisti fanno i soldi»

Il veterinario Sarria: le associazioni devono essere certificate

Lunedì 30 agosto 2010

Andrea Sarria è presidente dell’Ordine dei medici veterinari a Sassari e Olbia-Tempio. Il dottore difende Gianfranco Bardanzellu.

Di bisturi se ne intende, Andrea Sarria. E lo usa. Da medico veterinario, presidente dell’Ordine professionale a Sassari e Olbia-Tempio. Perché sui «cani da incenerire», Gianfranco Bardanzellu ha accesso la miccia e il dottore, su richiesta, s’infila nella rivolta schierandosi al fianco del consigliere regionale Pdl.

«È evidente che la sua fosse una provocazione, e come tale andava letta. Su una cosa però si è sorvolato. Invece bisogna dirla: le associazioni animaliste che in questi giorni si sono tanto indignate, hanno tutto l’interesse ad aprire i canili, una soluzione costosa e degradante. Hanno interesse visto che coi randagi fanno i soldini».

Dottore, lo ripete per favore?

«Certo. Le associazioni animaliste si sentono le uniche paladine contro il maltrattamento di cani, gatti e non solo. Però coi randagi fanno il business, rastrellano denari pubblici. Nessuno ha detto che i rifugi sono costosi e degradanti».

Quindi?

«Adesso che l’onorevole Bardanzellu ha avuto il coraggio di una provocazione fortissima, aprendo finalmente il dibattito su un tema mai affrontato, anche le associazioni dimostrino altro».

Cosa?

«La professionalità, non solo l’amore per gli animali».

Come si fa?

«Io chiedo che tutte le associazioni siano certificate. In Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il randagismo è in mano al Servizio veterinario nazionale. Cioè, se ne occupano medici laureati e titolati, dottori che hanno superato l’esame di Stato».

Perché lo chiede?

«Perché è giusto. Non è che io decido di fare un’associazione in difesa del cane e automaticamente posso accedere ai finanziamenti statali. Affrontare il randagismo richiede competenze. L’emergenza è una questione meridionale. Al Nord non esiste, in virtù del modello che ho appena spiegato. C’è una programmazione di lungo termine avviata dalle istituzioni».

Lei il rifugio di Olbia l’ha mai visitato?

«No. Però ne ho sentito parlare di rimbalzo».

Cos’ha sentito?

«La situazione igienico-sanitaria è precaria».

Bardanzellu ha già incassato l’ok della Regione: a Colcò andranno gli ispettori.

«L’onorevole è riuscito ad avviare un percorso. Sta già lavorando all’organizzazione di un tavolo allargato tra Regione, Provincia, Comune, Asl, il nostro Ordine e le associazioni. Lì ci dobbiamo sedere, più che fare clamore. In Italia siamo tutti moralisti. Spesso falsi moralisti. Ma siccome non si vive di bacchettate, ognuno dia il proprio contributo alla soluzione del problema».

Lei cosa propone?

«Io dico intanto che non si può parlare di randagismo due mesi l’anno. I cani non si accoppiano solo quando l’uomo se ne ricorda. Per questo, nell’immediato, bisogna avviare la campagna delle sterilizzazioni. Sono un efficace strumento di lotta, ma vanno precedute da uno studio epidemiologico».

In pratica?

«Prima di tutto serve un censimento, un monitoraggio costante del fenomeno. Altrimenti non si argina né si contrasta».

Il secondo passaggio?

«Educazione nelle scuole. Come diceva Aristotele: giovani uguale futuro, vecchi uguale passato. Come già sta facendo il sottosegretario Francesca Martini, bisogna costruire una nuova consapevolezza intorno al possesso responsabile del cane. Chi ne ha uno, deve sapere che ha doveri rispetto alla collettività».

Il microchip è utile?

«È obbligatorio per legge».

L’anagrafe canina?

«In Sardegna ci possiamo vantare di essere una delle prime Regioni italiane ad averla istituita, nel 2000. Abbiamo una banca dati importante».

Le adozioni come si incentivano?

«È un altro fronte da percorrere. Ma diciamola tutta anche questa volta: un pastore maremmano di quattro o cinque anni, quaranta chili di peso, è difficile che qualcuno lo prenda. Più facile impietosirsi di un cucciolo».

Vuol dire che gli animali di grande taglia non usciranno mai dai canili?

«Proprio così. Ecco perché i rifugi devono essere l’ultima spiaggia, non la costante. La loro esistenza prova l’inefficacia del sistema. Sono il segno di un vuoto nell’organizzazione del territorio».

Lei è anche componente della Fnovi (federazione nazionale ordini veterinari d’Italia). Che esperienza ha raccolto oltremare?

«Non solo programmano, ma per farlo chiedono e utilizzano i finanziamenti ministeriali».

In Sardegna non succede?

«Nel 2008 giusto Narbolia, Pula, Sassari, Tempio e Olbia hanno fatto domanda. E tutti per cifre irrisorie, sui 30mila euro. Ma per attivare percorsi virtuosi, va creato un connubio animali-uomo-ambiente. Ci vogliono soldi, tempo e pazienza per cambiare le abitudini culturali. Basti pensare che la legge sul randagismo, la 281, esiste dal ’91. Sono diciannove anni. Sapete come in Sicilia usano quei fondi?».

No.

«Hanno comprato arredi e tendaggi per gli uffici della Regione».

Ma lei i cani li incenerirebbe?

«Io no. E nemmeno Bardanzellu, se questo è il problema. Solo che in Italia bisogna alzare la voce per farsi sentire. Il randagismo è un problema sociale e sanitario. Provoca incidenti stradali, mettendo a rischio la sicurezza. E le feci sui marciapiedi non sono un’ossessione estetica, ma fonte di malattie parassitarie».

ALESSANDRA CARTA

I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/27/questo-bel-tomo-disonora-la-politica-e-la-specie-umana/

A

bardanzellu_g@camera.it;

fini_g@camera.it;

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

presidenzaconsiglio@consregsardegna.it;

serv.segreteria@consregsardegna.it;

info@fnovi.it;

segreteria@ordinevet-sassari.it;

redazione@sassarinotizie.com;

tgr.sardegna@rai.it;

videolina@videolina.it;

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L’affare Bardanzellu s’ingrossa

L’affare Bardanzellu s’ingrossa

Mentre il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli  prende le distanze dalle dichiarazioni “calde” dell’on Gianfranco Bardanzellu, che surfeggia sulla cresta dell’onda della notorietà, un veterinario, tale dottor Andrea Sarria, addirittura presidente dell’Ordine medici veterinari di Sassari e Olbia Tempio, dà fuori di brutto.

Quando le teste ”fumine” si uniscono, è un incendio di corbellerie!

A voi la (divertente) lettura delle (tragiche) dichiarazioni di un veterinario.

Per capire , comunque quale aria tira da queste parti,  Chiliamacisegua allega un pdeffino molto istruttivo, per riconoscere chi ci vuole guadagnare con i randagi.

E per controribattere a questa affermazione:

“……In Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il randagismo è in mano al Servizio veterinario nazionale. Cioè, se ne occupano medici laureati e titolati, dottori che hanno superato l’esame di Stato».”

Chiliamacisegua segnala  la sua iniziativa:”Libro Rosso”, che racconta a puntate, quale sia e quanto sia professionale la media dell’operato dei veterinari delle Asl italiane.

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/23/libro-rosso-charlie/

Ps Chiliamacisegua concorda, si, le associazioni devono essere certificate. Ma anche, a suo parere, i veterinari!

Chiliamacisegua

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Randagi: a NewNotizie il Sindaco di Olbia contro Bardanzellu

http://www.unionesarda.it/

Unione sarda

Olbia.

Fa ancora discutere la proposta di Bardanzellu sui «randagi da incenerire»

«Coi canili gli animalisti fanno i soldi»

Il veterinario Sarria: le associazioni devono essere certificate

Lunedì 30 agosto 2010

Andrea Sarria è presidente dell’Ordine dei medici veterinari a Sassari e Olbia-Tempio. Il dottore difende Gianfranco Bardanzellu.

Di bisturi se ne intende, Andrea Sarria. E lo usa. Da medico veterinario, presidente dell’Ordine professionale a Sassari e Olbia-Tempio. Perché sui «cani da incenerire», Gianfranco Bardanzellu ha accesso la miccia e il dottore, su richiesta, s’infila nella rivolta schierandosi al fianco del consigliere regionale Pdl.

«È evidente che la sua fosse una provocazione, e come tale andava letta. Su una cosa però si è sorvolato. Invece bisogna dirla: le associazioni animaliste che in questi giorni si sono tanto indignate, hanno tutto l’interesse ad aprire i canili, una soluzione costosa e degradante. Hanno interesse visto che coi randagi fanno i soldini».

Dottore, lo ripete per favore?

«Certo. Le associazioni animaliste si sentono le uniche paladine contro il maltrattamento di cani, gatti e non solo. Però coi randagi fanno il business, rastrellano denari pubblici. Nessuno ha detto che i rifugi sono costosi e degradanti».

Quindi?

«Adesso che l’onorevole Bardanzellu ha avuto il coraggio di una provocazione fortissima, aprendo finalmente il dibattito su un tema mai affrontato, anche le associazioni dimostrino altro».

Cosa?

«La professionalità, non solo l’amore per gli animali».

Come si fa?

«Io chiedo che tutte le associazioni siano certificate. In Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, il randagismo è in mano al Servizio veterinario nazionale. Cioè, se ne occupano medici laureati e titolati, dottori che hanno superato l’esame di Stato».

Perché lo chiede?

«Perché è giusto. Non è che io decido di fare un’associazione in difesa del cane e automaticamente posso accedere ai finanziamenti statali. Affrontare il randagismo richiede competenze. L’emergenza è una questione meridionale. Al Nord non esiste, in virtù del modello che ho appena spiegato. C’è una programmazione di lungo termine avviata dalle istituzioni».

Lei il rifugio di Olbia l’ha mai visitato?

«No. Però ne ho sentito parlare di rimbalzo».

Cos’ha sentito?

«La situazione igienico-sanitaria è precaria».

Bardanzellu ha già incassato l’ok della Regione: a Colcò andranno gli ispettori.

«L’onorevole è riuscito ad avviare un percorso. Sta già lavorando all’organizzazione di un tavolo allargato tra Regione, Provincia, Comune, Asl, il nostro Ordine e le associazioni. Lì ci dobbiamo sedere, più che fare clamore. In Italia siamo tutti moralisti. Spesso falsi moralisti. Ma siccome non si vive di bacchettate, ognuno dia il proprio contributo alla soluzione del problema».

Lei cosa propone?

«Io dico intanto che non si può parlare di randagismo due mesi l’anno. I cani non si accoppiano solo quando l’uomo se ne ricorda. Per questo, nell’immediato, bisogna avviare la campagna delle sterilizzazioni. Sono un efficace strumento di lotta, ma vanno precedute da uno studio epidemiologico».

In pratica?

«Prima di tutto serve un censimento, un monitoraggio costante del fenomeno. Altrimenti non si argina né si contrasta».

Il secondo passaggio?

«Educazione nelle scuole. Come diceva Aristotele: giovani uguale futuro, vecchi uguale passato. Come già sta facendo il sottosegretario Francesca Martini, bisogna costruire una nuova consapevolezza intorno al possesso responsabile del cane. Chi ne ha uno, deve sapere che ha doveri rispetto alla collettività».

Il microchip è utile?

«È obbligatorio per legge».

L’anagrafe canina?

«In Sardegna ci possiamo vantare di essere una delle prime Regioni italiane ad averla istituita, nel 2000. Abbiamo una banca dati importante».

Le adozioni come si incentivano?

«È un altro fronte da percorrere. Ma diciamola tutta anche questa volta: un pastore maremmano di quattro o cinque anni, quaranta chili di peso, è difficile che qualcuno lo prenda. Più facile impietosirsi di un cucciolo».

Vuol dire che gli animali di grande taglia non usciranno mai dai canili?

«Proprio così. Ecco perché i rifugi devono essere l’ultima spiaggia, non la costante. La loro esistenza prova l’inefficacia del sistema. Sono il segno di un vuoto nell’organizzazione del territorio».

Lei è anche componente della Fnovi (federazione nazionale ordini veterinari d’Italia). Che esperienza ha raccolto oltremare?

«Non solo programmano, ma per farlo chiedono e utilizzano i finanziamenti ministeriali».

In Sardegna non succede?

«Nel 2008 giusto Narbolia, Pula, Sassari, Tempio e Olbia hanno fatto domanda. E tutti per cifre irrisorie, sui 30mila euro. Ma per attivare percorsi virtuosi, va creato un connubio animali-uomo-ambiente. Ci vogliono soldi, tempo e pazienza per cambiare le abitudini culturali. Basti pensare che la legge sul randagismo, la 281, esiste dal ’91. Sono diciannove anni. Sapete come in Sicilia usano quei fondi?».

No.

«Hanno comprato arredi e tendaggi per gli uffici della Regione».

Ma lei i cani li incenerirebbe?

«Io no. E nemmeno Bardanzellu, se questo è il problema. Solo che in Italia bisogna alzare la voce per farsi sentire. Il randagismo è un problema sociale e sanitario. Provoca incidenti stradali, mettendo a rischio la sicurezza. E le feci sui marciapiedi non sono un’ossessione estetica, ma fonte di malattie parassitarie».

ALESSANDRA CARTA

I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/27/questo-bel-tomo-disonora-la-politica-e-la-specie-umana/

A

bardanzellu_g@camera.it;

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Altavilla Irpina: Di fatto L’Ordinanza dovrebbe essere nulla

Chiliamacisegua riceve e pubblica, in attesa di chiarimenti e aggiornamenti

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

MAIL RICEVUTA

Gentile Presidente,
sono Adriano Maselli coordinatore del circolo del Partito Democratico di Altavilla Irpina.
Ho letto con stupore, ieri, dell’Ordinanza del Sindaco della mia Comunità e subito ho attivato i Consiglieri Comunali del nostro gruppo per approntare un’interrogazione in Consiglio.
Nel ringraziarla dell’ottimo lavoro e dell’attenzione con la quale ci ha permesso di venire a conoscenza di quest’atrocità (Le assicuro che l’Ordinanza in questione è passata sotto silenzio) le invio una delucidazione, forse sfuggita i più.
Nell’Ordinanza si richiamano due Leggi Regionali:

3 aprile 1995 n. 12 “Interventi per la tutela degli animali da affezione e la prevenzione del randagismo”;
e 9 agosto 2006 n.26 “Interventi in materia sanitaria”.

Leggi che non esistono nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania ma che, dopo approfondita ricerca, abbiamo constatato essere Leggi della Regione Puglia.

Di fatto L’Ordinanza dovrebbe essere nulla.
La terrò informata su eventuali sviluppi.

Cordiali saluti.
Adriano Maselli

I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/29/il-sindaco-di-altavilla-irpina-fedele-al-suo-motto-fatti-non-parole-ordina-luccisione-dei-randagi-che-mente-illuminata/

IL SINDACO DI ALTAVILLA IRPINA, FEDELE AL SUO MOTTO: “FATTI, NON PAROLE”, ORDINA l’UCCISIONE DEI RANDAGI! CHE MENTE ILLUMINATA!

http://www.geapress.org/il-maltrattamento-e-la-sua-legge/altavilla-irpinia-e-il-provvedimento-anti-cani/4487

Altavilla Irpinia e il provvedimento anti cani

Quando un’ Ordinanza campana è fatta con le leggi pugliesi

GEAPRESS – Sembra di trovarsi di fronte ad un racconto di Kafka. L’Ordinanza con la quale il Sindaco di Altavilla Irpinia (AV) ha disposto l’abbattimento dei cani (vedi articolo GeaPress), se pericolosi, farebbe riferimento, per la sua applicazione, non alle leggi della Regione Campania ma a quelle della Puglia.
A renderlo noto con una lettera inviata alla Presidente dell’Associazione Chiliamacisegua che per prima ha denunciato l’incredibile Ordinanza, è il Consigliere Comunale di Altavilla Irpinia Adriano Maselli.
Secondo il Consigliere ben due riferimenti legislativi che sorreggerebbero la comunque precaria Ordinanza, non esistono nel Bollettino Ufficiale delle Leggi della Regione Campania ma bensì in quello della Regione Puglia.
Sempre secondo il Consigliere, che denuncia anche come l’Ordinanza sia passata in silenzio tanto da ringraziare Chiliamacisegua per averla così portata a conoscenza, il provvedimento del Sindaco Villani sarebbe pertanto nullo. Maselli ha altresì annunciato un’ interrogazione in Consiglio Comunale. Non è stato possibile stamani mettersi in contatto con il Sindaco per una replica.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER FERMARE QUESTA ATROCITA’!

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE PER FERMARE QUESTA ATROCITA’!

http://www.leal.it/campagna-bruxelles/petizione-online/

PER SAPERNE DI PIU’

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/03/la-direttiva-sulla-vivisezione-una-vergogna-europea/

Chiliamacisegua

http://www.ilfattoquotidiano.it/

Ambiente & Veleni

30 Agosto 2010

C’è qualcosa che non quadra tra lo sviluppo tecnologico e la “voglia di animali” che esprimono i protagonisti della ricerca farmaceutica. In nessun altro settore scientifico i protocolli sono ancora gli stessi di mezzo secolo fa. Ora, dopo anni di discussioni, la nuova direttiva europea sulla vivisezione è pronta al varo. Eppure a guardarla bene ci sono punti che mettono i brividi. Il testo prevede esperimenti su animali randagi e domestici. E se l’intensità è “moderata”, l’accanimento sulla stessa bestiola si può ripetere anche una, due, tre volte. Un bell’escamotage per sostenere, come scrive la Ue, che d’ora in poi la vivisezione coinvolgerà meno animali. La vicenda ha suscitato grande sdegno. Tanto che la Leal, lega antivivisezione ha già raccolto 60mila firme per una petizione online di Vanna Brocca e David Perluigi

Commenti (44)

Vivisezione, l’inganno dell’Unione europea: prendi un animale e lo torturi tre volte
La nuova direttiva Ue deve essere approvata entro l’8 settembre. Ma già infuriano le polemiche degli animalisti su una deriva ancora più violenta. Ogni anno vengono utilizzati 12 milioni di animali per esperimenti scientifici
Esperimenti su animali randagi e domestici. In poche parole cani e gatti. Utilizzando metodi da tortura come l’isolamento forzato, il nuoto forzato o altri esercizi che portano inevitabilmente all’esaurimento (morte) degli animali. E non è finita, perché se l’intensità è “moderata”, l’esperimento sulla stessa bestiola si può ripetere anche una, due, tre volte. Un bell’escamotage per sostenere, come sostiene la nuova direttiva europea sulla vivisezione, che d’ora in poi gli esperimenti coinvolgeranno meno animali. Il tutto gravato da un singolare paradosso: in Italia la legge sulle vivisezione è più rigida, ma ora le nuove regole dell’Unione non saranno più derogabili dai singoli paesi con buona pace delle multinazionali del farmaco. Certo l’Italia potrebbe chiedere di mantenere le sue regole, ma la domanda è: lo farà?

Intanto, dopo anni di discussioni e rimaneggiamenti, la nuova direttiva europea sulla vivisezione è pronta al varo. Ma nessuno, o quasi, degli europarlamentari italiani eletti nel 2009 è ancora andato a leggersi il testo. Peccato, perché a guardarlo bene ci sono punti che farebbero accapponare la pelle anche al più convinto sostenitore della sperimentazione scientifica con gli animali. Il testo prevede, ad esempio, all’articolo 16: “La possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità ‘moderata’”. Un paradosso, si diceva. “In questi ultimi mesi quasi tutti gli articoli chiave sono cambiati in peggio rispetto alla prima stesura del 2008 – dichiara scandalizzata Vanna Brocca della Leal, la Lega antivivisezione – ad esempio la frase la possibilità di riutilizzare animali già sottoposti a esperimenti di intensità moderata è significativamente diversa rispetto alla prima stesura ipotizzata dalla Commissione, dove si parlava invece di esperimenti di intensità lieve“.

“Tra le procedure codificate poi – continua la Brocca – c’è l’isolamento forzato di cani e scimmie o il nuoto forzato o altri esercizi fino all’esaurimento dell’animale”. Un risultato ben diverso, insomma, da quello che si aspettavano le principali associazioni animaliste che auspicavano il  graduale superamento della sperimentazione con gli animali grazie all’utilizzo di metodi alternativi, in provetta o tramite modelli computerizzati e, nello stesso tempo, la riduzione degli esperimenti più dolorosi. Ma non è l’unico scivolone del testo. Sempre nella prima stesura del 2008 non vi era di certo: “La possibilità di chiedere delle deroghe a sperimentare su animali randagi delle specie domestiche – aggiunge la Brocca – l’ articolo 11 del testo (compresi cani e gatti ndr), qualora sia impossibile raggiungere lo scopo della procedura” altrimenti e quando sia ritenuto “essenziale” per tutelare l’ambiente o la “salute umana o animale”.

Eppure, la relatrice della normativa, l’eurodeputata Elisabeth Jeggle del Partito popolare europeo, aveva dichiarato alle agenzie di stampa: “Le nuove norme realizzano un compromesso tra i diritti degli animali e le esigenze della ricerca”. Ma il risultato finale non pende certo a favore degli animali. E così, mentre i nostri eurodeputati sonnecchiano, il tam tam di protesta degli animalisti è già partito. La Leal, lega antivivisezionista, sta raccogliendo le firme per una petizione online da portare al Parlamento europeo entro l’8 settembre, giorno della votazione del testo. Sono già oltre le 60mila. Tra questi hanno firmato: l’astrofisica Margherita Hack, l’attrice Lea Massari, la scrittrice Sveva Casati Modignani, il fotografo Gabriele Basilico. In gioco, stando ai dati forniti dall’Ue nel 2005 (gli ultimi disponibili), ci sono i 12 milioni di animali che vengono usati ogni anno in Europa per finalità di ricerca. Una statistica dalla quale vengono generalmente escluse le specie invertebrate e gli animali uccisi per utilizzare tessuti e organi. Ed ecco che cosa si sono inventati a Bruxelles come “compromesso”, per usare le parole della Jeggle.

Il professor Agostino Macrì è stato per anni uno dei massimi ricercatori all’Istituto Superiore di Sanità, oggi scrive per alcune riviste scientifiche: “Io ho fatto quasi sempre sperimentazione sui ratti, non sono contrario alla sperimentazione scientifica con test sugli animali. Ci sono farmaci che possono essere testati sull’uomo se non dopo una prima fase di test fatta sugli animali. Certo, però, se dovesse passare il principio generale a livello europeo che si possono riutilizzare per più esperimenti gli stessi animali, sarei contrario. Mi sembra una inutile tortura. Come sono contrarissimo a usare animali cosiddetti randagi, portatori di per se di altre malattie. Oggi comunque in Italia – continua Macrì – per la sperimentazione su cani e gatti o su altre specie al di fuori dei ratti, bisogna chiedere una deroga, una autorizzazione al ministero della Salute che la sottopone poi al vaglio di una commissione in seno all’I.S.S”. E già la normativa italiana, la n.116/92, è parecchio restrittiva sulla sperimentazione su quasi tutte le specie animali.

“In realtà- dice Brocca – domani potrebbe diventare tutto più difficile o più semplice a guardarlo dalla parte dei vivisettori e dei grandi gruppi che dalla vivisezione traggono profitto. Infatti l’articolo 2 della nuova Direttiva esclude che si possano apportare migliorie alla Direttiva nella fase di recepimento. Tutt’al più l’Italia potrà chiedere di mantenere delle misure più restrittive, se già le possiede. Ma avrà voglia di farlo?”. Il timore è che per competere con gli altri 26 Paesi dell’Unione, il nostro governo non si batta abbastanza e decida di adeguarsi integralmente a questa Direttiva tutta giocata al ribasso.

Bruno Fedi, già docente universitario in medicina a Roma e poi a Terni, è un luminare del cancro dell’urotelio. Fedi è un “pentito” della sperimentazione scientifica sugli animali: “Dopo 15 anni di sperimentazione all’università su cavie, topi, criceti, cani e gatti, un bel giorno mi sono reso conto che i risultati erano o inutili o dannosi e ho deciso così di liberare tutti gli animali del laboratorio. Torturare e uccidere animali, per sperimentare cosmetici, farmaci o altro, è una ingiustificabile crudeltà, a meno che non vi sia una reale utilità per l’uomo. Faccio notare – continua Fedi – che i risultati degli esperimenti su animali, possono essere, sull’uomo, uguali, diversi, o addirittura opposti e per verificarlo bisogna ripetere gli esperimenti sull’uomo. Questo fatto è ormai riconosciuto da prestigiose riviste e organizzazioni di controllo o di ricerca internazionali. Le grandi industrie si ostinano a praticare esperimenti su animali solo perché così facendo “l’iter” di molecole farmacologiche nuove, prima della immissione sul mercato, diventa più complesso e costoso, escludendo le piccole industrie e i paesi poveri dal progresso scientifico. Vogliamo metterci in testa che la struttura genetica di un animale è diversa da quella di un uomo! Non siamo, come ha scritto un mio illustre collega su Nature (si tratta dell’autorevole scienziato Thomas Hartung ndr), topi che pesano 70 kilogrammi. Gli uomini assorbono le sostanze in modo diverso, le metabolizzano in modo diverso. Vi sono metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali, come quelli sulle cellule coltivate o quelli sui tessuti umani che si possono prelevare dagli arti amputati, che danno risultati di gran lunga migliori”.

Secondo la Leal, anche in materia di metodi alternativi alla sperimentazione animale il testo che sarà votato a Strasburgo segna un pericoloso passo indietro rispetto a quello di due anni fa: “Infatti vengono resi obbligatori soltanto i metodi alternativi recepiti dalla normativa comunitaria, che al momento sono pochi. Il primo testo proposto della Commissione, invece, era molto più avanzato, includendo tutti i metodi sostitutivi disponibili e scientificamente soddisfacenti”.


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IL SINDACO DI ALTAVILLA IRPINA, FEDELE AL SUO MOTTO: “FATTI, NON PAROLE”, ORDINA l’UCCISIONE DEI RANDAGI! CHE MENTE ILLUMINATA!

IL SINDACO DI ALTAVILLA IRPINA, FEDELE AL SUO MOTTO: “FATTI, NON PAROLE”, ORDINA l’UCCISIONE DEI RANDAGI! CHE MENTE ILLUMINATA!

No,  non è vero.

No,  non può essere che un amministratore a seconda della luna storta con cui si sveglia la mattina, decida o di invocare l’incenerimento dei randagi, un bel falò un piazza, magari con sagra paesana e preghiera al santo devoto di contorno, o di emanare una ordinanza in cui si ”inviti” a sparare al randagio di “comprovata pericolosità”!

DI “COMPROVATA PERICOLOSITA’” OGGI CI SONO SOLO I CONSIGLIERI REGIONALI DELLA REGIONE SARDEGNA COME L’ON GIANFRANCO BARDANZELLU E SINDACI COME QUESTO, IL TALE SIGNOR Avv. Alberico Villani CHE GOVERNA ALTAVILLA IRPINA IL CUI MOTTO ELETTORALE E’ :”FATTI NON PAROLE!”

E che fatti!

Chiliamacisegua chiede imperativamente al Ministero della Salute di provvedere a fissare regole di giustizia e di legalità e di igiene mentale per evitare che ognuno faccia a modo suo, per evitare che l’Italia dia di sé, questa immagine di anarchia e degrado!

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

A

brambilla_m@camera.it;

martini_f@camera.it;

tutela.animale@sanita.it;

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r.marabelli@sanita.it;

g.ferri@sanita.it;

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califano@email.it;

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SCRIVI AL COMUNE DI ALTAVILLA IRPINA

http://www.comuni.it/pbase/?IDcom=336

Sindaco di Altavilla Irpina

http://www.albericovillani.it/chisono.html

Avv Alberico Villani

L’ORDINANZA CHE “INVITA” ALL’UCCISIONE DEI RANDAGI

http://www.comune.altavillairpina.av.it/hh/index.php?x=&jvs=1

COMUNE DI ALTAVILLA IRPINA (Provincia di Avellino)

Ordinanza N° 48 /2010 del 16 luglio 2010

All’ASL AV/2

Responsabile Lotta al Randagismo

Dipartimento di PREVENZIONE

Servizio VETERINARIO

Via Circumvallazione

83100 Avellino

A S.E. il Signor PREFETTO

83100 Avellino

Al Comando di P.M. SEDE


Al Comando Stazione CARABINIERI

Piazza Santa Barbara

83011 Altavilla Irpina

Oggetto: RANDAGISMO – Abbattimento di cani randagi pericolosi sul proprio territorio.

IL SINDACO

Nella sua qualità di Autorità comunale Sanitaria e di Pubblica Sicurezza

PREMESSO:

- che il territorio di questo Comune è interessato da lungo tempo al fenomeno dell’emergenza randagismo, che ha assunto nell’abitato e nell’agro del Comune stesso, dimensioni tali da implicare problemi di ordine igienico-sanitario e di pubblica incolumità;

- che la situazione sul territorio si è aggravata dai molteplici episodi di abbandono dei cani di proprietà, di comprovata pericolosità per gli abitanti;

- che nonostante l’impegno profuso dall’Amministrazione Comunale e dal servizio Veterinario ASL AV2 per far fronte al grave fenomeno del randagismo, un elevato numero di cani continua a vagare sul territorio comunale, determinando seri pericoli per la incolumità delle persone;

- riscontrato che si sono verificati vari episodi di aggressione alle persone che hanno determinato gravi lesioni alle persone;

- che non è più possibile fronteggiare tale fenomeno attraverso l’ospitalità in strutture ricettive private convenzionate attesa la mancata cattura di tali esemplari;

Viste le centinaia di segnalazioni a riguardo effettuate al competente Servizio veterinario negli ultimi anni come risulta dalla verifica degli atti della Polizia Municipale;

Vista la segnalazione effettuata in tal senso alla Procura del Tribunale di Avellino ed alla Prefettura di Avellino Prot. N. 4246 del 09/06/2009

Vista la necessità ed urgenza di provvedere in merito

VISTO l’art.54 co.4 del DL 267/00

VISTA la Legge 125/08

VISTO il D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320 “Regolamento di polizia veterinaria”;

VISTA la legge 14 agosto 1991 n. 281 “Legge quadro in materia di affezione e prevenzione randagismo” e successive modifiche ed integrazioni;

VISTA la Legge Regionale 3 aprile 1995 n. 12 “Interventi per la tutela degli animali da affezione e la prevenzione del randagismo”;

VISTO l’art.2 – comma 1, lett. b)- della L.R. 9 agosto 2006 n.26 “Interventi in materia sanitaria” dove viene contemplata tra l’altro la riammissione sul territorio di provenienza degli animali sottoposti a preventivo intervento di sterilizzazione e la stipula da parte del Comune di apposita polizza per eventuali danni;

VISTA altresì l’Ordinanza del 16/07/2009 (pubblicata sulla G.U.R.I. n.207 del 7/09/2009) emanata dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali;

VISTO l’art. 50 – comma 5 del D.Lgs n. 267/2000;

DISPONE

per le motivazioni in premessa riportate che si intendono qui integralmente riportate, l’abbattimento dei cani randagi di comprovata pericolosità stazionanti nelle località Madonna del Carmine, Contrada Sassano e altre località per motivi di sicurezza pubblica, in base al disposto di cui alle norme sopra richiamate:

La presente Ordinanza, emanata ai termini degli artt. artt.50 – 5° comma – e 54 – 4° comma – del D.Lgs. 18/08/2000 n. 267 “T.U. delle Leggi sull’ordinamento degli Enti Locali” e ss.mm. e ii, deve considerarsi contingibile ed urgente.

La presente Ordinanza entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione all’ALBO Pretorio.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti, di osservare la presente ordinanza, pena l’applicazione dell’art. 650 del C.P.

SI DISPONE

L’esecuzione della presente da parte del locale Comando CC di concerto con il Comando Polizia Municipale;

La pubblicazione all’Albo PRETORIO del Comune e l’invio anche a mezzo telefax del presente provvedimento agli Uffici, Autorità in indirizzo, per opportuna conoscenza e per gli adempimenti di rispettiva competenza.

Avverso la presente Ordinanza, chiunque ne abbia interesse, può presentare ricorso dinanzi al T.A.R. per la Campania entro 60 (sessanta) giorni ovvero, in via alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica da proporre entro 120 giorni, dalla data di pubblicazione.

dalla residenza municipale, lì – 16 LUG. 2010

Il SINDACO

Avv. Alberico Villani

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QUESTO BEL TOMO, DISONORA LA POLITICA E LA SPECIE UMANA: SI DIMETTA!

QUESTO BEL TOMO, DISONORA LA POLITICA E LA SPECIE UMANA: SI DIMETTA!

Da dove spunta questo politicante (politico è una parola grossa, coniugata per questo elemento umano!), oscuro come oscura è la sua mente che accende i fari su di sé  per brillare quei 5 minutiti di celebrità concessi a tutti, come diceva Warhol?

Forse dall’antro della pochezza mentale.

Nessuna discriminazione per carità, ma certi mestieri richiedono saggezza, onestà intellettuale, probità.

Come non si può affidare la propria vita ad un chirurgo che si ubriaca, tantomeno si può permettere l’uso della parola a chi, da confuso e afflitto da insensatezza evidente, dovrebbe dare l’esempio civico agli altri.

La società può lasciare impunito un politico che istiga a delinquere?

No.

Le dimissioni, se il senso della vergogna ancora esiste, se il senso del ridicolo ancora esiste,  esiste da parte di questo signore, due braccia rubate alla agricoltura, sono urgenti e necessarie anche per tutelare i compagni di partito.

Perchè dimmi con chi vai e ti dirò chi sei……

Chiliamacisegua

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ONOREVOLE GIANFRANCO BALDANZELLU CACCIATORE DI AN


I FATTI

http://www.geapress.org/randagismo/alte-temperatura-in-sardegna-ma-per-i-cani-da-bruciare-secondo-per-il-consigliere-cacciatore-bardanzellu/4243

Alte temperatura in Sardegna ma per i cani da bruciare secondo per il consigliere cacciatore Bardanzellu

di redazione | 27 agosto 2010

GEAPRESS – Forse neanche lui ci crede, ma nel caso se anche con questa precisazione confermasse quanto a lui addebitato dall’Unione Sarda di oggi, difficilmente ci sarebbero scusanti.

Per il Consigliere (cacciatore) della Regione Sardegna Gianfranco Bardanzellu infatti “ davanti a un’emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti. E anche impopolari. Per fronteggiare il randagismo, in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati”.

Sembra un’ infelice provocazione ma poi il Consigliere cacciatore e pure animalista insiste “ Non ho mai pensato che incenerire i randagi debba essere la costante, tantomeno un’abitudine. Piuttosto è una misura eccezionale, perché l’emergenza è eccezionale. Io, nel breve periodo, non vedo altre soluzioni”.

In effetti l’attività del Consigliere Regionale, oltre ad aver riguardato una mozione per aprire nel mese di febbraio la caccia in deroga ed un’altra sul “cosiddetto” Parco Nazionale del Gennargentu (ovviamente contro), è un pò infuocata, nel senso che non utilizza mezzi termini.

Ovviamente GeaPress è a disposizione del Consigliere Bardanzellu per ogni replica ritenuta necessaria, ivi compresa una gradita smentita, ma se le sue idee così come sono dovessero passare, ci sarebbe da … scappare. E pensare che poche ore addietro tante persone si sono prodigate per evitare che i cani rinchiusi nel canile comunale di Teramo trovassero la morte nell’ incendio che ha devastato i luoghi. (vedi articolo GeaPress).(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

SU FB IL SU GRUPPO DI SOSTEGNO

http://www.facebook.com/group.php?gid=47085558245

LA SUA PAGINA SU FB

http://www.facebook.com/profile.php?id=1162071548

LO SPOT

http://www.youtube.com/watch?v=bwPr6tBahvI

L’ATTIVITA’

http://consiglio.regione.sardegna.it/XIVLegislatura/Consiglieri/Bardanzellu_Gian_Franco.asp

LA MAIL

bardanzellu_g@camera.it;

GRUPPO FB CHE CHIEDE LE DIMISSIONI

http://www.facebook.com/?ref=logo#!/note.php?note_id=142345315802444&id=118635091520926

«Incenerire i cani randagi» La proposta di Gianfranco Bardanzellu (consigliere regionale, 10.000 euro al mese)

pubblicata da Cose che nessuno ti dirà il giorno venerdì 27 agosto 2010 alle ore 21.13

OLBIA. Ci voleva il consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu [PDL] per risolvere il problema dei troppi cani randagi in Sardegna: «Inceneriamoli». E per giustificare la sua proposta choc, spiega che «davanti a un’emergenza bisogna avere il coraggio di misure forti. E anche impopolari. Per fronteggiare il randagismo, in attesa di migliorare le strutture di accoglienza, educare alla sterilizzazione e punire chi abbandona gli animali, sarebbe opportuno incenerire i cani abbandonati».

Il canile di Colcò a Olbia. La notizia è riportata dal quotidiano L’Unione Sarda in cronaca di Olbia, poiché Bardanzellu, oltre ad essere consigliere regionale Pdl, siede anche nel consiglio comunale della città gallurese. Avrebbe partorito quest’idea proprio osservando il canile di Colcò, gestito dalla Lida, che sopita 700 cani (solo 104 sono stati abbandonati e portati lì negli ultimi 40 giorni). Ma incenerire i cani non dovrebbe essere una costante né un’abitudine, ma «una misura eccezionale, perché l’emergenza è eccezionale. Io, nel breve periodo, non vedo altre soluzioni».

Il commento del Gruppo d’intervento giuridico. Che sia una provocazione, o che sia una convinzione sincera dell’onorevole, la proposta ovviamente sorprende e scandalizza.

Il Gruppo intervento giuridico, la Lega per l’abolizione della caccia e gli Amici della terra commentano così la notizia: «Il consigliere regionale Gianfranco Bardanzellu (Pdl), olbiese, cacciatore, anche consigliere comunale, giunge a immeritata notorietà con la sua ricetta per contrastare il randagismo: incenerirli….Che cosa si può dire davanti a una proposta di mettere in pratica una soluzione contro la legge oltre che contro il minimo buon senso proveniente da un rappresentante delle Istituzioni? Perché non ammette che buona parte dei cani randagi sono abbandonati proprio dai suoi colleghi cacciatori quando non li ritengono adatti alla caccia? La legge n. 281/1991 e la legge regionale n. 21/1994 assegnano ai Comuni le competenze in materia di randagismo e le soluzioni alle relative problematiche sono nella realizzazione di canili consortili, nelle politiche di sensibilizzazione, nell’incentivazione delle adozioni, nella sterilizzazione, nella profilassi non certo in metodologie dall’odore vagamente nazistoide».

ESTRATTO DA: http://www.sassarinotizie.com/articolo-1625-incenerire_i_cani_randagi_la_proposta_di_gianfranco_bardanzellu.aspx

A

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COMUNICATO STAMPA: SOTTOSEGRETARIO MARTINI INTERVIENE SU PROPOSTA ILLEGALE CONSIGLIERE SARDO BARDANZELLU

Comunicato n. 303 28 agosto 2010

Ministero della Salute

UFFICIO STAMPA

Il Sottosegretario di Stato con delega alla medicina veterinaria

On. Francesca Martini interviene sulla proposta illegale

del Consigliere Regionale sardo Bardanzellu.

In merito alla notizia apparsa sul quotidiano l’Unione Sarda del 27 agosto c.a. relativa alla proposta del Consigliere Regionale Gianfranco Bardanzellu “di incenerire i cani per risolvere l’emergenza randagismo nel Comune di Olbia e nell’intero territorio della Regione Sardegna”, il Sottosegretario di Stato On. Francesca Martini ha dichiarato:

Sono profondamente indignata per una proposta così incivile e ricordo al Consigliere Bardanzellu che nel nostro Paese l’uccisione degli animali d’affezione è un reato sanzionato penalmente.

Le leggi dello Stato di tutela dei cani puniscono  chi li abbandona, maltratta e uccide. Ritengo indispensabile ribadire che il dovere dei rappresentanti delle Istituzioni, come dello stesso Consigliere Bardanzellu, è quello di far rispettare le norme vigenti e non  istigare a commettere  reati, dimostrando una totale ignoranza delle leggi di cui dovrebbe essere garante.

Il grave problema del randagismo non si può risolvere attraverso incivili mattanze di cani.

Il randagismo è invece frutto delle inadempienze, della mancanza di controlli, dell’assenza di un’anagrafe canina efficiente e di seri interventi di sterilizzazioni.

Invito il Consigliere Bardanzellu a farsi invece promotore in Sardegna, in collaborazione con l’Assessorato Regionale alla Salute, di un concreto programma. Tutti coloro che hanno a cuore gli animali, e in Sardegna sono moltissimi,  contino  sul mio personale impegno contro proposte di legge che possono solo far sprofondare il nostro Paese nel terzo mondo”.


http://www.facebook.com/note.php?note_id=424356614562&id=1501620764&ref=mf

L’ UNIONE SARDA del 28 Agosto : FACEBOOK BOCCIA LA PROPOSTA. INCENERIRE I RANDAGI ? è SCONTRO.

pubblicata da Olbia Amici Degli Animali il giorno sabato 28 agosto 2010 alle ore 12.53

Facebook boccia la proposta. Con Bardanzellu si schiera il consigliere comunale Marco Buioni Incenerire i randagi? È scontro ,La Regione: «Manderemo gli ispettori a Colcò» Sabato 28 agosto 2010

Intanto Andrea Sarria, presidente dell’Ordine medici veterinari, dice: «Il randagismo è un problema politico».

Vedi le altre foto I l popolo di Facebook non gliel’ha perdonata. Di incenerire i cani randagi, nemmeno a parlarne. Proposta rispedita al mittente, tra bordate e veleni. Ovvero a Gianfranco Bardanzellu, il consigliere regionale Pdl che ha lanciato la bomba, sapendo di aprire un caso. Perché a Cagliari, nel palazzo della giunta Cappellacci, hanno tirato fuori una carta, proprio di agosto. È la relazione del Comune sul rifugio di Colcò, «in perenne sovraffollamento».

Non solo. «Le strutture che accolgono gli animali sono fatiscenti e non proporzionate al numero di cani presenti. Tale situazione crea tutta una serie di inconvenienti igienici». Tanto che l’assessore alla Sanità, Antonello Liori, ha deciso di vederci chiaro. A Olbia manderà gli ispettori, come chiesto da Bardanzellu che, ieri, ha passato la giornata al telefono. «A Colcò – dice – esiste un’emergenza e dobbiamo risolverla».

Ma «non con metodi da lager nazista», si ripete sulla rete. Tuttavia, Marco Buioni, consigliere comunale Pdl, è d’accordo: «Come misura straordinaria io la sostengo».

I MESSAGGI SU FB Si mobilitano presto su Facebook .

La pagina de L’Unione Sarda , con la proposta di Bardanzellu, va on-line che è prima mattina. La pubblicano da Olbia gli amici degli animali , quelli che ruotano intorno al canile di Colcò. Settecento bestioline strette strette, e 104 sono arrivate tra il primo luglio e il 10 agosto. Poi anche i telefoni del giornale cominciano a squillare. Da tutta l’Isola. Pure Cosetta Prontu , presidente della Lida (lega difesa animali) che gestisce il rifugio, s’infiamma. «Sappia una cosa l’onorevole: le emergenze si creano quando c’è una latitanza. In questo caso delle istituzioni. Dalla Regione non sappiamo nulla sulle risorse per le sterilizzazioni.

Visto che il consigliere fa parte della massima assemblea sarda, si metta in moto, anziché pensare di incenerire i randagi». Annalisa Zirattu , scrive alle 19,41: «Le coscienze di noi volontari che facciamo di tutto per salvare i cani abbandonati, sono rimaste sconvolte dalle affermazioni di Bardanzellu. L’inceneritore lo lasciamo ai nazisti, noi continuiamo ad essere animalisti».

LA POLITICA Dalle assisi municipali, è silenzio. Su Colcò si scomodano solo in due.

Uno è Andrea Viola (Pd), un posto in Provincia tra i banchi della minoranza. «Mi stupisco e sono incredulo. La lotta contro il randagismo non può ridursi a una proposta provocatoria. Per la vita bisogna avere rispetto».

Il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli (Pdl), affida alla rete il suo commento: «L’amministrazione comunale non condivide affatto quanto affermato dall’onorevole Bardanzellu. Non vanno eccitati squilibrati propositi di violenza nei confronti degli incolpevoli animali, da parte di persone incivili che meriterebbero punizioni esemplari». Quelle stesse che Marco Buioni darebbe «ai padroni dei cani portati in strada senza guinzaglio e museruola, ma l’emergenza del randagismo va affrontata, anche con misure eccezionali. I settecento randagi di Colcò sono destinati a morire dietro quel recinto».

IL PRESIDENTE A metà sera, Andrea Sarria, presidente dell’Ordine medici veterinari (e componente della Federazione nazionale – Fnovi), spiazza tutti. «Io – chiarisce – non entro in polemica col consigliere regionale. Anzi: dico che è stato bravo. Con una provocazione, ho sollevato il coperchio su un problema di cui tanto si chiacchiera, ma che mai viene affrontato. Il randagismo è una questione politica. Ovvero: servono programmazione e risorse per contrastate l’abbandono degli animali. Noi siamo pronti a collaborare». L’ONOREVOLE Intanto Bardanzellu ha incassato la sua prima vittoria.

A Olbia, nel canile della Lida, arriveranno presto gli ispettori dell’assessorato alla Sanità. «Davanti a un’emergenza non si può tacere. Adesso bisogna essere propositivi». Il consigliere regionale porta un po’ di numeri: «Il rifugio di Colcò si mantiene ogni anno con 200mila euro: 170mila sono risorse comunali, 31mila vengono dirottate da Cagliari. Con settecento randagi, considerando che ci vogliono due euro ad animale per mantenerli ogni giorno, in un anno servono 504mila euro.

Soldi che a Colcò non ci sono. Vuol dire che quella struttura così com’è non può funzionare». ALESSANDRA CARTA

LINK DI FIRMIAMO.IT IN CUI E’ PRESENTE LA PETIZIONE PER RICHIEDERE LE DIMISSIONI DI GIANFRANCO BARDANZELLU

http://www.firmiamo.it/dimissioni-immediate-ass-gianfranco-bardanzellu


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RISPOSTA BAILADOR A FEDERFAUNA: E’ MALAFEDERFAUNA

Chiliamacisegua riceve , condivide e divulga: E’ Malafederfauna!

Chiliamacisegua

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BAILADOR

RISPOSTA A FEDERFAUNA

SULL’INTERPRETAZIONE ASSURDA DEL SONDAGGIO

Quest’analisi di Federfauna è come il gioco delle tre carte. Come dire acqua e ricevere per risposta vino.

È un monumentale travisamento del sondaggio. E’ pura cattiva fede.

E’ Malafederfauna!

O la persona che l’ha scritto non sa leggere o è motivato a tal punto dai propri interessi che prende abbagli.

Lo fa per difesa d’ufficio? Certo! ma a tutto c’è un limite. Una cosa è certa: questo sondaggio indispettisce tutti e per questa ragione è una cosa utile. Da fastidio a chi sostiene idee superate che ci hanno immobilizzato per anni. Da fastidio a chi ama l’immobilità. Una cosa è certa la verità ferisce. Possiamo confermare che gli attacchi al sondaggio sono venuti da sinistra e da destra con notevole tempestività.

Mai increspare la palude. E invece noi la increspiamo. Non piace? Pazienza.

Analizziamo l’analisi e rispondiamo all’interlocutore fazioso:

GLI ANIMALISTI SONO DIVISI

Assolutamente vero. Se non fosse vero non ci sarebbe partita tra noi e voi. E’ per l’atomizzazione dell’animalismo che voi ancora riuscite ad ottenere risultati come quelli  che avete ottenuto con l’emendamento “caccia no limits”. Quando l’animalismo (l’antispecismo, il biocentrismo ecc…ecc…) capiranno che far massa, spostare voti, può capovolgere i giochi in maniera drastica, allora non ci sarà più partita. E sarà come se il Barcellona giocasse contro la Scafatese o Pizzo Papero Inferiore.  Voi siete irrilevanti e sopravvivete solo perché avete lobby danarose che vi sostengono. E tutti sanno cosa fanno le lobby danarose con i politici. E tutti sanno di che classe politica parliamo. Siamo afflitti da cricche delinquenziali e da un Parlamento con un numero esorbitante di indagati e corrotti.

GLI ANIMALISTI SONO UNA FORZA ESIGUA

Che immensa cretinata. Per rispondere  riporto quello che abbiamo ripetutamente scritto.

Secondo varie fonti i vegetariani sono cresciuti dal 2000 al 2006 di 4 milioni e mezzo di unità. Nel 2004 erano il 9,5% degli italiani, circa 5,5 milioni (Fonte: AC Nielsen, agosto 2004, campione 17.000 persone). Nel 2006, applicando a questi dati un coefficiente di crescita fondato su basi storiche, l’Eurispes stimava che fossero diventati il 10,4% degli italiani, e cioè 6 milioni circa.

2000 2,5%,   circa 1,5 milioni. Fonte: ISTAT.

2001 4,8%,   circa 2,8 milioni. Fonte: Tiscali

2002 5,0%,   circa 2,9 milioni. Fonte: Eurispes marzo 2002.

2004 7,9%,   circa 4,6 milioni. Fonte: FADOI, maggio 2004.

2004 9,5%,   circa 5,5 milioni. Fonte: AC Nielsen, agosto 2004, campione 17.000 persone.

2004 10,6%, circa 6,1 milioni. Fonte: La Repubblica, 2004.

2006 10,4%, circa 6,0 milioni. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.

E a febbraio un sondaggio de La Repubblica stimava i vegetariani a 7.000.000. di unità.

E secondo Nielsen ed Eurispes i soli vegani rischiano di diventare più numerosi dei cacciatori:

2004 1,0%, circa 580.000. Fonte: AC Nielsen, estate 2004, campione di 17.000 persone.

2006 1,1%, circa 600.000. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.

E cresceremo ancora. A questo proposito l’Eurispes – che conferma il numero dei vegetariani nel nostro Paese e ci informa che nel 2050 saliranno a 30 milioni: la metà circa della popolazione attuale. E il Consumer Analysis Group inglese ci mette al corrente  che il vegetarianismo sarà la norma dal 2047; che il 45% della popolazione britannica mangia meno carne mentre il 25% sta contemplando la scelta vegetariana; questo significa che 14.500.000 persone sono potenziali vegetariani. Si aggiunga a questa cifra i quattro milioni di vegetariani già esistenti e 250.000 vegani (The Guardian del 22 febbraio 2005) e si avrà un’idea della forza del futuro movimento animalista: quasi 19 milioni su una popolazione di 59.5 milioni di persone.

E quanti sono i vegetariani nel mondo?

Sono il 6 % della popolazione mondiale: 400 milioni di persone che equivalgono alle popolazioni di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna, Polonia, Olanda, Austria, Repubblica Ceca, Grecia e Portogallo messe insieme.

(Vedi link Dossier)

LE ASSOCIAZIONI NON VOLEVANO FARE IL SONDAGGIO

Vero. La verità è che emerge un mondo con un potenziale enorme che a causa della visione jurassica

delle sette animaliste non trova spazio.  Un potenziale tremendo. Come una lava che scende e che travolgerà il mondo che Federfauna rappresenta. E sarà un’avanzata inesorabile. Se la partita non si vince è perché l’animalismo non ha ancora scoperto il suo immenso potenziale.

IL SONDAGGIO HA IMPIEGATO VARI MESI PER ESSERE CONCLUSO

Certo. Perché  è stato effettuato da un Gruppo particolare. Nuovo. Non conosciuto. E neanche simpatico

Un Gruppo che si muove fuori dagli schemi classici e che in un senso scompiglia. Che non ha legami. Che dà fastidio. Un Gruppo che cerca la verità e che cerca di muovere le cose nella direzione che ritiene giusta. Un Gruppo che logicamente crea notevoli reazioni quando pone domande che nessuno vuole porre.

(Vedi link Gruppo Baildor)

I NUMERI NON TORNANO?

Le statistiche pubblicate non sono le statistiche di un sito vegetariano o vegano sono le statistiche

pubblicate dai giornali nazionali che si basano su ricerche della ISTAT, Tiscali, Eurispes, FADOI, AC Nielsen ecc…ecc…Imparino a  leggere questi signori e non si rendano ridicoli con affermazioni assurde.

(Vedi link Dossier)

SIAMO VERAMENTE IL PAESE PIÙ VEGETARIANO D’EUROPA?

Non è così. L’Inghilterra e la Germania hanno più vegetariani. Ma siamo un Paese dove il vegetarianismo e il veganismo crescono in maniera esponenziale. Noi cresciamo a dismisura e i cacciatori calano da anni in maniera paurosa. Provate ad affermare con prove che è errato quello che sosteniamo.

I numero dei cacciatori che diminuisce

nel 1980 erano 1.701.853

nel 1990: 1.446.935

nel 2000:  801.835

nel 2006:  765.404

nel 2009 circa 700.000

dal 1980 al 2006 hanno subito un calo vertiginoso di 936.44 unità.

Quasi un milione in meno.

(Vedi link Dossier)

GLI ANIMALISTI CHE HANNO RISPOSTO SONO SOLO AL 54% VEGANI E VEGETARIANI, IL 37% E’ ONNIVORO E L’8,1% E’ “ALTRO”.

Il sondaggio era aperto anche ai simpatizzanti e a gente che intende in futuro diventare vegetariana

Vedi risposta numero 9 del sondaggio

Se non sei vegetariana/o  hai mai pensato di diventarlo?

Sì  75

No, non mi interessa 25

il 75% dichiara che vuole diventare vegetariano e poi ci sono moltissime persone che pur non essendo vegetariane detestano, caccia, corrida, sperimentazione ecc…ecc…come volete classificarle?

E parliamo di milioni di persone.

(Vedi link Sondaggio)

IL CREDO RELIGIOSO: SOLO IL 46,6% SI DICHIARA CREDENTE

La buttano sulla religione. Che cretinata suprema. Ognuno crede in quello che vuole ma le religioni abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo, Islam ) creano ovviamente dei problemi agli animalisti: basta   leggere Levitico 1- 1, 17 per capire di cosa parliamo. Interessante è la percentuale dei cristiani che non si dichiara cattolica, ma cristiana e cerca di trovare varchi in movimenti spirituali aperti  verso il “non umano”. Un esempio? Vita Universale. I rispondenti cristiani non cattolici sono quasi il 20% dei rispondenti. E non è poco.

COME VOTANO GLI ANIMALISTI.

Perché sorprende il voto animalista? L’analizzino i politici e gli diano il peso che merita.

I  finiani che sono abilissimi a scompigliare i giochi politici hanno capito l’importanza di quello che si sta muovendo e hanno già fatto i primi passi. (Vedi link Fare Futuro)

E gli va dato atto che almeno ci stanno provando mentre la sinistra boccheggia (Vedi Link Bersani e Vendola). Sulla Lega che raccoglie più voti degli altri ci ritorneremo quando coloro che la votano avranno interiorizzato l’idea che quel partito è stata la forza trainante che voleva i macelli della “caccia no limits”, che ha voluto con tutte le forze l’emendamento infame sul massacro dei migratori. (Vedi Link Sputo in faccia) La domanda che poniamo ai finiani a questo proposito è questa:

quanti di voi votarono a favore dell’emendamento “caccia no limits”?

quanti dei 120 deputati del PDL – che sposarono l’infamia – erano “finiani” ? Quanti?

(Seduta del Senato del 28 gennaio 2010 emendamento all’articolo 38 della Legge comunitaria)

SE  GLI ANIMALISTI IN POLITICA NON SONO DETERMINANTI, PERCHÉ SONO TENUTI IN COSI’ GRANDE CONSIDERAZIONE DALLA POLITICA?

Errato. Siete voi, che contate poco, considerati troppo dalla politica. Voi siete abili con le vostre lobby ad ottenere cose che noi neanche ci sogniamo. Voi avete spinto il Senato a far passare un emendamento inviso da almeno il 90% del popolo e dal 50% degli stessi cacciatori. Dando torto  a milioni di persone, il Senato ha seguito il diktat di uno sparuto gruppo di fanatici e si è inchinato davanti alla volontà di circa 380.000 cacciatori (considerando che gli altri 380.000 non ne vogliono sapere della liberalizzazione della caccia perché pensano che può trasformarsi in un boomerang che gli si rivolgerà contro). Un’operazione di incredibile capacità lobbistica condotta principalmente dalla ricca lobby delle armi.

GLI ANIMALISTI OPERANO TUTTORA UNA INTENSA E PROFICUA ATTIVITA’ DI LOBBY.

Ci mancherebbe altro: i numeri sono totalmente a nostro favore. Ripetiamo il concetto espresso sopra tra noi e voi non c’è partita solo una classe politica totalmente avulsa dalla realtà e al nuovo che incede può scegliere i cacciatori invece di noi. Peccato che gli animalisti non siano in grado di fargliela pagare ai politici. Occorre un movimento che sposti milioni di voti non la trasversalità che lascia le cose come stanno.

IL 19,6% DEI RISPONDENTI AL SONDAGGIO HA PARLATO DI “COLLUSIONE DA PARTE DELLE ASSOCIAZIONI CON INTERESSI ESTRANEI ALLA CAUSA ANIMALISTA”.

Certo. Se ci sono cose che devono essere cambiate vengano alla luce. Noi abbiamo sentito queste cose da anni, chi dice che non dovevamo far luce su quello che la gente pensa è disonesto  o in cattiva fede.

Che emerga la verità. Solo cambiando noi possiamo diventare una grande forza. E quando saremo una grande forza non ci sarà più partita. Noi siamo, il futuro. Non voi.  Voi siete il passato, il vecchio, l’obsoleto. Il Medioevo della cultura e dell’umanità. Tra noi e voi e non c’è partita!

Il tempo dirà.

Paolo Ricci

per BAILADOR

www.lasaggezzadichirone.org

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Sondaggio

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=925

Analisi sondaggio

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=980

Dossier

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/wp-content/uploads/2009/06/lasaggezzadichirone-dossiercaccia.pdf

Gruppo Bailador

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Fare Futuro

http://www.farefuturofondazione.it/ff/page.asp?VisImg=S&Art=1071&Cat=1&IdTipo=0&TB=Charta%20Minuta&CCA=53

Lettera a Bersani e Vendola

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=931

Lo sputo in faccia

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/?p=874

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L’ANALISI DI FEDERFAUNA

Animalisti. Pochi e divisi ma potenti. Perche’?

Domenica 22 Agosto 2010 11:20

Che gli Italiani amino gli animali e’ scontato: ne e’ conferma la stima di oltre 45milioni di esemplari d’affezione presenti nel Paese. Che pero’ amare gli animali non equivalga all’essere “animalisti” e che questi ultimi rappresentino una forza, in termini numerici, veramente esigua, e’ da sempre sostenuto da FederFauna ed oggi confermato anche da un sondaggio che gli stessi animalisti hanno realizzato.

Il “Gruppo di lavoro Bailador”, al quale si legge su Facebook partecipano associazioni come AmiciCani e Chiliamacisegua, ha infatti realizzato un sondaggio tra gli animalisti per sapere “chi sono gli animalisti”. Nella presentazione, Paolo Ricci scrive: “nessuno voleva farlo… perche’ queste cose increspano la palude e mettono a rischio i mille interessi”. Probabilmente i vecchi volponi dell’animalismo che frequentano le stanze dei bottoni, sapevano gia’ quale sarebbe stato il risultato…

Iniziamo col dire che un sondaggio condotto da febbraio a maggio di quest’anno, utilizzando un programma, mail, posta e contatti e incontri diretti, ha raccolto solo 1015 schede, il che non solo rende certo che gli animalisti non siano portavoce di un comune sentire della maggioranza degli Italiani come spesso affermano, ma getta addirittura dubbi sulla reale esistenza delle decine di migliaia di soci che dichiarano di avere le loro piu’ note associazioni, anche se il 28,9% dei rispondenti si e’ dichiarato attivista ma non iscritto a nessuna associazione. Analizzando le risposte, tra le quali anche quelle di Parlamentari e Magistrati, esse indicano che gli animalisti sarebbero per il 78% donne, il 43,2% tra i 18 e i 44 anni, che il 33,8% sarebbe laureato e il 30,5% avrebbe un diploma professionale.

Siamo veramente il Paese piu’ vegetariano d’Europa? Mah!, gli animalisti che hanno risposto sono solo al 54% vegani e vegetariani, il 37% e’ onnivoro e l’8,1% e’ “altro”. Per quanto riguarda il credo religioso, come si poteva immaginare, solo il 46,4% dei rispondenti si e’ dichiarato credente, di cui solo il 63,4% cattolico e solo il 15,6% ha detto che frequenta in modo costante i luoghi di culto. La parte che pero’ potrebbe interessare di piu’, soprattutto ai politici che li corteggiano e li favoriscono, e’ come votino gli animalisti. Beh!, cominciamo col dire che solo il 65% ha detto di votare regolarmente e che il 28,8% ha dichiarato, aldila’ degli schieramenti, di guardare ai contenuti.

Se ci fossero domani le elezioni, solo lo 0,8% degli animalisti intervistati voterebbe per il PDL e solo lo 0,5% per l’UDC. A parte il Partito Animalista Europeo, che se si presentasse in Italia catturerebbe ben il 17% dei voti dei rispondenti, i Verdi per i quali voterebbe il 9,5% e il PD per il quale voterebbe il 5,8%, i dati piu’ interessanti sono quelli che seguono, infatti, ben il 10% degli intervistati voterebbe per l’IDV, Forza Nuova con un 2,2%, raccoglierebbe piu’ voti di UDC, PDL e API messi insieme e la Lega raccoglierebbe ben il 6,7% dei consensi, ovvero piu’ del PD e addirittura piu’ di Vendola (6,5%).

E’ vero che un sondaggio non rappresenta una verita’ assoluta, ma puo’ dare un’idea  abbastanza precisa del “popolo che rispetta il non umano”, come amano definirsi gli animalisti, tanto piu’ che il sondaggio in questione non e’ stato realizzato da loro nemici, ma da loro rappresentanti. A questo punto pero’, per chi si e’ fatto due conti la domanda sorge spontanea: se gli animalisti in politica non sono determinanti, perche’ sono tenuti in cosi’ grande considerazione dalla politica? Secondo FederFauna alcune risposte si potrebbero avere gia’ dal sondaggio. Il fatto, per esempio, che fra i dipendenti animalisti intervistati lo 0,2% sia rappresentato da Parlamentari, lo 0,6% da Magistrati, ben il 7,1% da funzionari pubblici e il 6,3% da quadri operativi, indica che l’animalismo si sia annidato dentro lo Stato.

Dato che confermerebbe anche che gli animalisti abbiano operato ed operino tuttora una intensa e proficua attivita’ di lobby. Qualche altro spunto interessante potrebbe venire visionando i bilanci milionari soprattutto delle maggiori associazioni e considerando quanto queste investano in pubblicita’ e comunicazione, con la conseguente visibile capacita’ di condizionamento dei media. E’ inoltre interessante notare come il 19,6% dei rispondenti al sondaggio abbia parlato di “collusione da parte delle associazioni con interessi estranei alla causa animalista”.

Per visionare l’intero sondaggio:

http://www.lasaggezzadichirone.org/site/wp-content/uploads/2010/05/sondaggi-bailador-risultati-2010.pdf


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LA PADANIA 29 AGOSTO 2010 SANTO STEFANO, COMPLICI DENTRO IL MINISTERO

La Padania, articolo di Stefania Piazzo, in anteprima.

Mentre l’estate sta tirando le cuoia (come i nostri animali, in Italia fanno ogni giorno, avvelenati, impiccati legati ai pali, bruciati, agonizzanti nei canili lager, i cui gestori, nome e cognome scritti in nero su carta bianca, smascherati inutilmente, giocano a tresette con le denunce e riempiono l’album panini, celo non celo questa querela, e si preparano al campionato della crudeltà 20101 2011, ingaggiando nuovi accalappiatori o riciclando quelli conosciuti come Cafasso, indagato anzi imputato, ma libero di lavorare per le Asl di Salerno, nella indifferenza generale del potere. Dell’azione. Della determinazione a svoltare.

Quello della stanza dei bottoni, che i volontari ahimè, si dannano, ma abitando la stanza delle..asole, si svenano e rabbiosamente si disperano.

Eccola la pagina di Stefania Piazzo che incresperà qualche animo, domenica prossima. Ma nulla più.

Due anni di lotta assieme, Clacs e Piazzo, due anni di dossier raccolti, due anni di orrori. Di truffe, di inadempienze, di omissioni di atti di ufficio, di sciupio di denaro pubblico. Svelati, diffusi, pubblicati, divulgati.

E questo è il risultato: sulla carta siamo diventati civili cittadini che possono avvalersi di ordinanze e di leggi all’avanguardia, siamo animal friendly, abbiamo una task force, all’italiana quattro gatti a piedi e le pistole caricate a salve, si, scacciacani ma non delinquenti, abbiamo la coscienza degli animali.

Ciumbia!

Ma anche l’incoscienza di chi ha il dovere di fare e si gira i pollici!

Già, sul territorio non è cambiato nulla per gli animali.

Sono cambiati i volontari che di questo Stato non sanno che farsene ne sanno chi votare, giacchè possono votare e votarsi solo ai Santi.

Se non volgono, anche loro, lo sguardo altrove!

Buona lettura.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

LA PADANIA 29 AGOSTO 2010

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUARANTASETTESIMA PUNTATA

SANTO STEFANO, COMPLICI DENTRO IL MINISTERO

di Stefania Piazzo
Gira in rete su internet questo annuncio:

«FATE GIRARE PER FAVORE. Sta per  finire l’estate… e il canile di S. Stefano (Campobasso) non è affatto pronto  ad affrontare l’inverno… sappiamo che la nostra cittadina è molto fredda… e  la stragrande maggioranza di cani è sprovvista di cucce (se cucce si possono  chiamare quelle che ci sono!) Se hai la possibilità e vuoi regalare un po’ di  calore a questi nostri poveri amici contatta enpa@campobasso.org oppure  Giancarlo 3294148871. GRAZIE DI CUORE».
Fine dell’annuncio. Sul canile di S. Stefano abbiamo  documentato lo scempio, la mancanza del rispetto delle regole, il Ministero della Salute ha più volte  ispezionato la struttura dove i cani si sbranano, e muoiono dilaniati tra  consimili o feriti tra le sbarre.

Il canile, dentro, è un covo di merda, piscio e topi.
I contratti e gli appalti sono un insulto all’intelligenza, all’economia. Gli  spostamenti di cani a prezzi esorbitanti da Campobasso a Milano, per animali  pagati e mantenuti anche a morte avvenuta, sono il segno di un tarlo che con  altri tarli dentro l’amministrazione comunale operano secondo regole che  sfuggono ai mortali.

Mentre i carabinieri dei Nas locali chiedono di relazionare. E nessuno al Ministero li ha chiamati.

Ma perché l’Antonio Di Pietro di Mani pulite, che è pure molisano,  non mette le mani sugli stessi  appalti  acquisiti dal Ministero e  usati  come fermaporte?

La gestione  subcommissariale non ha cambiato nulla, e per   chiedere al Ministero delle  Finanze la sua rimozione,   per mutare il destino degli appalti e   di 700 cani  disgraziati, non sono state scritte due righe. Ha vinto De Marco, il delegato a  vita dei sindaci, ha vinto la Tecnovett di Rieti che si aggiudica appalti  ovunque, indisturbata, ha vinto chi finge di non aver capito l’importanza dei  controlli Inps dentro i canili, hanno vinto le anime nere  complici dello  sfascio, che non hanno mosso il culo per cambiare le cose, perché cane non  mangia cane e le Asl non si possono in fin dei conti toccare più di tanto.

E poi “tocca alla Regione fare”. Alla task force non sono stati dati poteri  sostitutivi. Non può incidere e rimuovere il marcio.

L’hanno davvero studiata bene.

Cari miss e mister “Popopo” del ministero della Salute, che avete fatto   dopo le ispezioni  a S. Stefano, oltre che  mobbizzare i funzionari attivi?

Il Ministero, nonostante l’azione di un Sottosegretario controcorrente, è tornato  nemico, simbolo di morte e non di vita, di ottusità e non di pulizia.

Un antistato che nidifica dentro gli uffici.

La realtà è che non un canile lager è  stato sgominato (e Cicerale? e Rieti?…), non una lezione esemplare. Non  un’azione ispettiva è stata risolutiva.

Alla durezza di un mandato politico è  corrisposta la molliccità dell’apparato e la voluta pochezza di uomini in  prestito messi a disposizione.

Stipendio, potere, appalti, soldi e cani morti.
Se in due anni sono stati catturati 27 su 30 latitanti camorristi, ce lo  spiegate come non siete riusciti a chiudere uno straccio di un canile lager?

Il territorio non sta più da tempo col Ministero. Ne rispondano i dirigenti,  una  volta. Lavorano per lo Stato, pagati dal popolo. Inchiappettato per bene.

s.piazzo@lapadania.net
(47 – continua)

L’ultimo orrore di Santo Stefano su Chiliamacisegua

http://www.chiliamacisegua.org/2009/11/30/molise-morte-annunciata-al-santo-stefano/


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Odio la caccia

Chiliamacisegua condivide : Odio la caccia


Odio la caccia

sanfrancescogrillo.jpg

Odio la caccia,

chi uccide un capriolo, un gallo cedrone, una beccaccia,
chi spara ai passeri o alle cinciallegre per divertimento,
per farsi la mano,
odio chi acceca gli uccelli da richiamo, chi dissemina trappole, esche, tagliole,
odio chi usa il fucile, ma dice di proteggere la natura,
odio i boschi, i prati trasformati in poligoni da tiro,
odio l’odore del cuoio, della polvere da sparo, delle cartucce rosse, gialle e arancione
grandi spesso come il bersaglio,
odio il massacro spaventoso
(*)1 di animali che ogni anno avviene in Italia,
chi spara agli uccelli migratori, ai falchi, alle rondini, agli aironi,
odio il cacciatore buono che difende l’habitat naturale
e quello incosciente che ammazza l’amico o un parroco mentre dorme,
odio i ristoranti con gli animali impagliati come trofei,
scoiattoli, marmotte, civette e gufi che ti osservano con gli occhi di vetro,
odio chi spara vicino alle abitazioni, i pallini di piombo nel tuo giardino,
odio la legge fascista
(*)2 che permette di entrare nei fondi privati,
i cacciatori che si aggirano a meno di 100 metri dalle case
(*)3
con il fucile e il colpo in canna quando la legge lo proibisce,
odio chi mi toglie il piacere della vista di un cervo, di una ghiandaia,
di animali che i miei figli vedranno solo allo zoo o nei parchetti,
odio non poter andare a funghi senza la paura di essere scambiato per un cinghiale
e ascoltare il rumore cupo e cadenzato delle doppiette invece che il canto degli uccelli,
odio la scomparsa dal cielo degli arabeschi formati dagli stormi,
odio l’esproprio della natura fatto per il piacere di pochi
(*)4,
il non poter vedere su un tetto i nidi delle cicogne che non migrano più per l’Italia
per sopravvivere ai cacciatori,
odio i riti della caccia, i coltellacci per squartare gli animali, il cameratismo tra uomini veri,
odio chi uccide per piacere, chi definisce sport l’annientamento di una creatura,
una di quelle con cui parlava San Francesco,
odio chi caccia perché “
si uccidono anche gli animali d’allevamento
odio chi libera i fagiani allevati in cortile per poi fulminarli dopo pochi metri,
odio chi usa la caccia e i cacciatori per fini politici,
odio chi non rispetta gli animali e dice di rispettare l’uomo.

(*)1. La stima è di 150 milioni di animali uccisi ogni anno
(*)2. Art. 842 Caccia e pesca – Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno.
(*)3. La caccia è vietata per una distanza di 100 metri da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro. E’ vietato sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore di 150 metri.
(*)4. 1.2% della popolazione italiana (dati 2007).

Ps: aderisci ai Comitati contro la caccia


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Libro Rosso: Charlie

Libro Rosso: Charlie

Tredicesima puntata

Asl Centro

Charlie

Charlie, 3 anni circa, è uno dei pochi cani usciti dal canile di Cicerale, quasi non immaginava che esistesse una strada per uscire, che esistessero persone disposte a dargli una carezza e a guardarlo negli occhi con dolcezza e amore!

Eppure riesce ancora a crederci, riesce a fidarsi, a scodinzolare a tutti, a gioire di una corsa nel prato, a credere nell’amicizia di una nuova famiglia.

Ha aspettato con ansia e curiosità l’evolversi del suo destino.

E li dono speciale che gli ha portato: una adozione per la vita!

Ha dimenticato l’orrore del suo passato, l’amore si sa, fa miracoli

Questo cagnetto salvato da un destino non propriamente fortunato,  ha trovato, al nord, finalmente la sua casa, con vista…..felicità!

Buona vita Charlie!

Charlie in canile

Charlie in salvo

La struttura e i compagni di Charlie malati ,reclusi, morti


Video Striscia la Notizia

http://www.youtube.com/watch?v=0gHQI1jS8gY

http://www.youtube.com/watch?v=dzGTfx0zuBA

Video

http://www.youtube.com/watch?v=C-rSEaHmwto&feature=related

Video

http://www.youtube.com/watch?v=ily3Iv5qvyE&feature=player_embedded

Furgone usato da Cafasso per accalappiare i cani, non a norma, senza areazione

Video metodo Cafasso accalappiamento cani

http://www.youtube.com/watch?v=5gU7nmdZ5ls&feature=player_embedded

Cane accalappiato, salvato e curato dai cittadini presenti  che hanno impedito la deportazione del cane catturato nel canile lager di Cicerale

Nota di Chiliamacisegua

Al canile di Cicerale, cani non ne possono più entrare in quanto sono state revocate le licenze sanitarie, ma sono ancora reclusi in quell’inferno, circa 80 cani.

Queste associazioni si sono prese carico di svuotarlo

Lega Nazionale per Difesa del Cane, Lav, Associazione Canili Lazio, Animals Asia Foundation, Oipa ed Enpa

http://www.chiliamacisegua.org/tag/cicerale-queste-le-associazioni-che-si-sono-impegnate-a-svuotare-il-canile/

La situazione attuale

http://www.chiliamacisegua.org/2010/03/29/cicerale-cafasso-rinviato-a-giudizio/

Cafasso rinviato a giudizio per maltrattamento

L’udienza è stata rimandata, per un vizio procedurale, al 25 ottobre prossimo.

Canile di Cicerale (Salerno), titolare rinviato a giudizio per maltrattamento di animali e irregolarita’ nello smaltimento dei reflui e delle carcasse: udienza il 29 marzo

Questa mattina si è svolta la prima udienza, presso il Tribunale di Vallo della Lucania (Salerno), per il processo che vede imputato il titolare del canile “Oasi San Leo” di Cicerale (Salerno), posto sotto sequestro da parte dei NAS dei Carabinieri nel dicembre 2008, dopo anni di segnalazioni, denunce e numerose interrogazioni parlamentari. Andate e a vuoto. Sospese nel limbo.

Il rinvio a giudizio, è stato deciso dal Pubblico Ministero Renato Martuscelli con imputazione di reati di maltrattamento di animali, detenzione in condizioni incompatibili, irregolarità nello smaltimento dei reflui e delle carcasse.

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/02/06/la-padania-8-febbraio-2010-cosa-e-successo-davvero-dentro-cicerale/

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010

Cosa è successo davvero dentro Cicerale di Stefania Piazzo

Cosa è successo davvero dentro Cicerale?  Nei processi dei reati prescritti, delle truffe tentate?

E dentro l’inceneritore? Cosa entrava, quanto bruciava, quanti cani sono passati per il camino?

Quanta moneta sporca ha fruttato ad un privato, l’ignoranza, l’amicizia dello Stato tra Asl pasticcione, la coincidenza delle parentele, i Sindaci indifferenti  e gli appalti vinti senza requisiti?

Questa, che Chiliamacisegua divulga, è la prima inchiesta giornalistica minuziosa e documentata che prende in mano sul serio le carte di Cicerale, le mette insieme una dopo l’altra,  che interroga il Viminale e il Ministero della Salute sui 15 anni del canile più discusso d’Italia.

Questa è la vera storia dell’orrore di Cicerale.

Sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno e sapranno leggere. E farne l’uso che si deve.

E questo che leggete su la Padania dell’7 febbraio 2010, a firma di Stefania Piazzo, non e’ un articolo:

E’ UNA BOMBA!
Il coraggio di Stefania ha acceso la miccia.
Ad orologeria, a tempo.
Siamo qui a volerci godere lo spettacolo. Delle risposte e dei provvedimenti.
Beh è arrivata finalmente quell’ora:

Stato fai lo Stato, salva la giustizia che da queste parte è ancora costretta a battere i marciapiedi!

https://chiliamacisegua.wordpress.com/2010/04/03/la-padania-per-la-prima-volta-nella-storia-il-ministero-parte-civile-contro-cicerale/

Per la prima volta nella storia, lo Stato fa causa a chi si macchia di malasanità in una struttura pagata con i soldi del cittadino

http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/03/ed-ora-per-lorsignori-del-clan-degli-inadempienti-e-affiliati-e-affini-e-compagnucci-di-picnic-sono-cavoli/

Ed ora per lorsignori del clan degli inadempienti e affiliati e affini e compagnucci di picnic, sono… cavoli!

http://www.comune.cicerale.sa.it/guest/index.asp

Il canile Oasi San leo

Nella home  del Comune di Cicerale, si sprecano i pensierini.

Il  Comune è universalmente riconosciuto non per i suoi ceci, ma per le morti di poveri animali, protrattesi per un ventennio.

Una fama di cui che le persone perbene farebbero volentieri a meno.

Non i Sindaci, quasi tutti, che sono stati convenzionati, non la Asl 3,  e il suo direttore Domenico Nese che ha riammesso la ditta di Cafasso per il servizio di accalappiamento dei randagi del territorio.

http://www.facebook.com/note.php?note_id=409280066421&id=415488457432&ref=mf

La ASL ha inserito DI NUOVO CAFASSO CICERALE (SA)…tra le DITTE per l’accalappiamento

pubblicata da OIPA Italia sezione SALERNO marzo 2010

Commenti

*Oasi di San Leo : VERGOGNA ! Voi per primi e tutti i Comuni convenzionati col canile, vergognatevi !

Anni di omertà, connivenza, amicizie compiacenti, denaro pubblico elargito senza controllo nè beneficio alcuno. VERGOGNA !

Anni di povere creature uccise senza un vostro solo interessamento. VERGOGNA !

Nel 2006 sono entrati piu’ di 2700 cani e ne sono MORTI piu’ di 2600!!! VERGOGNA!

Vergogna per tutti, di ogni schieramento e colore politico, vergogna senza fine, i vostri nomi diventeranno il simbolo dell’indifferenza e della cattiveria umana.

Vacanze qui ? NO, GRAZIE !

*Manifesto il mio sdegno di cittadino italiano e di meridionale per lo stato in cui si è tenuto fino ad oggi il canile di Cicerale. Vergogna e mille volte vergogna per chi poteva far cessare questo scempio, e non ha fatto nulla, nonostante le leggi impongano alle amministrazioni la vigilanza del territorio per la tutela degli animali. Avete dato del nostro Sud l’immagine peggiore. Ora che i mass media se ne occuperanno, si ricomincerà a pensare ai meridionali come esseri incivili, ed il mancato turismo nella vostra zona metterà in ginocchio l’economia locale.

*Vergognatevi. dovreste far qualcosa di concreto per quelle povere bestie invece di intascare soldi a spese dei cittadini. una coscienza ce l’ avete? ovviamente no. Per fortuna c’è ancora gente in grado di fermare i ladri delle amministrazioni pubbliche e le notizie vanno veloci.

Spero che il vostro turismo vada in pezzi. Ve lo meritate.

*Sig Sindaco

Cicerale vergogna per l’Italia si ricordi che la civilta’ di un popolo sai misura dal rispetto che ha verso gli animali e verso l’ambiente

Quindi si deduce dal vostro canile che siete solo dei POVERI INCIVILI.

*E’ risaputo da tempo della vergogna del canile di Cicerale. Purtroppo ci sentiamo complici di questa barbarie in quanto questo canile è finanziato con soldi pubblici che noi cittadini paghiamo. A questo servono? A mandare queste povere bestie a morire a Cicerale?

Come mai non si è mosso ancora niente e questo lager continua ad esistere?

Purtroppo oggi, a livello nazionale, il vostro paese, che dovrebbe essere menzionato per motivi paesaggistici e storici, è associato ESCLUSIVAMENTE al canile-lager.

Assolutamente mi ripugna che nel 2008 in Italia gli animali siano condannati ad una fine così crudele.

Auguro a coloro che maltrattano gli animali di subire la stessa sorte.

VERGOGNA!!!!!!! FATE QUALCOSA!!!!!! CHIUDETE SUBITO IL CANILE!!!!!!

*Spett.le Amministrazione e Cittadini di Cicerale, dopo il servizio di Striscia sono tanto allibito quanto furioso:è mai possibile che nel 2008 esistano ancora posti così, e peggio dei vigliacchi che si saranno aggiudicati pure delle sovvenzioni provenienti dalle imposte che noi paghiamo? Ma è credibile che nessuno di Voi in grado di porre fine a questa barbarie fosse al corrente? O sono “amici” sui quali si può chiudere un occhio? Che vergogna, seguirò questa vicenda con passione facendo tutto quanto mi è possibile pur essendo un normale cittadino. Fate cessare tutto questo per favore. Cordiali saluti

*Gentili funzionari del Comune Settore Igiene, dopo quello che ho sentito sul canile di cicerale (vero lager per le povere bestioline che ci vivono o ci muoiono) e dopo quello che ho visto a striscia la notizia, rivolgo un appello alla vostra bontà umana peri prendere presto provvedimenti nei confronti dei cani rinchiusi nel canile. Ovvio che sapete che ci sono delle normative ben precise che regolamenta questo settore.

Nel frattempo con alcuni volontari in tutta italia ci stiamo adoperando per una denuncia nei confronti del canile.

*Mi auguro che le immagini di Striscia inducano a porre rimedio al più presto ad una situazione così penosa del canile.

Il rispetto della legge vigente è d’obbligo.

Grazie.  Aspettiamo fiduciosi cambiamenti sostanziali

*Non è dovere del Sindaco controllare ciò che avviene sul territorio comunale?

Ciò che accade nel VOSTRO canile, che INCASSA dalla comunità fior di soldi, è un’autentica VERGOGNA, che non dovrebbe farvi dormine la notte.

Si adoperi come è suo dovere per far cessare ciò che ha fatto vergognare l’Italia intera.

In qualità di PRIMO CITTADINO si dia una mossa.

Chiliamacisegua

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Continua………..

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Libro Rosso

Denunciate, inviate le vostre storie per scrivere insieme il Libro Rosso, a Chiliamacisegua

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Qui la prima puntata: Bottone

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Qui la seconda puntata: Randagio

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Qui la quarta puntata:Artax

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Qui la undicesima puntata: Arturo

http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/21/libro-rosso-arturo/

Qui la dodicesima puntata: Pastore e Fiorello

http://www.chiliamacisegua.org/2010/08/09/libro-rosso-pastore-e-fiorello/


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