Da Verona a Santo Stefano, viaggio degli animalisti al canile di Campobasso

Molise? Terra dalla civiltà perduta.

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RASSEGNA ORRORI/ERRORI

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Campobasso • Cronaca

Da Verona a Santo Stefano, viaggio degli animalisti al canile di Campobasso

Laura Canaletti ed Emanuela Giarraputo, presidente dell’Associazione Animalisti italiani, sezione di Verona dopo aver visitato il canile di Santo Stefano ed aver visto le condizioni dei cani chiedono che il sindaco venga obbligato a rispettare la legge invece di emettere ordinanze che vietano di dar cibo ai randagi, che la ASL venga obbligata ad effettuare sterilizzazioni a tappeto per risolvere il problema del randagismo, invece di assistere continuamente a morti per veleno per topi: un cane impiega ore a morire quando ingerisce veleno per topi.

Ecco il testo della lettera inviata al sottosegretario Martini e al ministro Brambilla

“Desideriamo aggiornarVi sulla situazione del canile comunale di S. Stefano a Campobasso.Da anni aiutiamo materialmente e finanziariamente – per quanto ci è possibile – la prof. Maria Rosaria Romano, titolare del canile di Mirabello Sannitico, la cui situazione drammatica vi è nota da tempo e a cui lo scorso anno sono stati portati via 160 cani per portarli al lager S. Stefano.

Lo scorso lunedi’ 21 giugno Emanuela Giarraputo ed io ci siamo recate in orario di apertura al pubblico al canile di S.Stefano per effettuare l’adozione di qualche cane adulto; il responsabile del canile, sig. Roberto Palmieri, era assente.
La persona presente (una signora, a quanto ci viene detto, zia del predetto Palmieri) ci risponde che non è possibile entrare nel canile. Alla nostra richiesta di spiegazioni, ci viene risposto seccamente che disposizioni comunali vietano l’ingresso al canile di persone che non siano volontari “registrati”.
Alla nostra richiesta di conoscere in base a quale legge un cittadino avente l’intenzione di adottare uno dei 746 cani presenti nella struttura non puo’ accedere ad un canile comunale in orario di apertura al pubblico, ci viene risposto che abbiamo delle “pretese”, che se tutti coloro che si presentano volessero visitare il canile sarebbe necessario un organico di almeno 10 persone.
Ora, sappiamo per certo e ci viene confermato nel pomeriggio dallo stesso Palmieri, che le adozioni sono qui molto scarse, e che le poche che vengono effettuate, grazie al lavoro delle associazioni animaliste e non certo per merito dell’amministrazione comunale, sono rivolte ai cuccioli, che, proprio per questo motivo, “vengono tenuti in luogo facilmente accessibile”;

Riusciamo ad avere al telefono il sig. Palmieri, il quale conferma il divieto di accesso al canile per “ragioni di sicurezza”. Ci informa che avrebbe chiamato i vigili urbani, in modo che decidessero loro sulle “nostre pretese”, ma dopo qualche tempo ci richiama spiegando che, dopo aver parlato con il dirigente responsabile della polizia locale e mobilità urbana, nonchè del benessere animale, Vincenzo De Marco, potremmo accedere all’interno del canile dopo aver ottenuto un permesso rilasciato dalla dott.ssa Raffaella Rosa del Comune di Campobasso.
Con notevole dispendio di tempo (immagino che Lei, signora Martini, ricorderà in quale amena località è stato costruito il canile), torniamo in centro città dove otteniamo il succitato permesso, e fissiamo con il sig. Palmieri un appuntamento per il pomeriggio per la visita del canile.
Durante tale colloquio apprendiamo che la pulizia nonchè la cura dei cani è affidata in appalto ad una società che dovrebbe garantire la presenza giornaliera di 4 operai ma SOLO SPORADICAMENTE tale impegno contrattuale è stato ed è ottemperato.


Uno, due o anche tre degli operai sono sempre assenti, e cio’ si riflette chiaramente sulle condizioni igieniche in cui versa il canile, assolutamente indescrivibili (lasciamo che le fotografie parlino da sole). La durata di tale appalto è fissata al 2012 e a nulla sono valse sino ad ora le richieste di varie associazioni animaliste di assumere loro la gestione del canile.
Apprendiamo altresi’ che l’amministrazione comunale non ha mai previsto la fornitura di cibo umido e di cibo per cuccioli: a tale mancanza sopperiscono come possono i pochi volontari.
Il canile è stato costruito nel 2003 in cima ad una montagna battuta dal vento e soggetta a frane, ed una parte è stata costruita due anni fa: ultimamente una frana ha distrutto un’area di sgambamento, per fortuna senza ferire alcun animale.
La mancanza di un corridoio d’accesso ai box non solo impedisce l’accesso a possibili adottanti, ma ostacola il lavoro degli addetti alla pulizia e approvigionamento, nonchè del veterinario e dei volontari, soprattutto in caso di urgente bisogno (liti, cure, ecc.). Chi ha approvato il progetto di un tale canile dovrebbe essere perseguito per incompetenza e cacciato.
Cani vecchi, cani malati, tumori che toccano terra, nessuno si occupa di loro. Abbiamo adottato 3 cani, nessuno di loro risulta essere mai stato vaccinato o comunque a noi non è stata fornita documentazione in merito.
Signora Martini,
Chiediamo con forza che la Sua promessa più volte reiterata, persino come “prioritaria”, di occuparsi dei poveri derelitti di Campobasso venga finalmente mantenuta.


http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/26/la-padania-27-giugno-la-rogna-del-molise/

La Rogna del Molise? Per ora ce la grattiamo solo noi, Associazioni e volontari!

Chiliamacisegua inserisce nella mailing odierna, la Guardia di Finanza e la Direzione dell’ Inps, oltre ai soliti noti che rimangono, nei fatti, i soliti ignoti.

Hai visto mai che si proceda d’ufficio?

Al Capone ci rimise la ghirba per evasione fiscale.

Proviamo a segnalare allora, i nostri Al Cafone.

L’elenco, a disposizione è lungo e fitto di nomi cognomi e dati, scovati dalla pazienza e dall’acume di Stefania Piazzo e pubblicati, con coraggio da La Padania.

Dai, partiamo dagli Al Cafone molisani!

Buona lettura

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La Padania 27 giugno 2010

Dalla  Parte egli animali a cura di Stefania Piazzo

LA ROGNA DEL MOLISE

Ovunque ti giri e da qualunque parte tu lo prenda, il Molise è protetto dai colletti bianchi, dentro le sue montagne e i suoi cimiteri per animali, ovvero i canili. A nulla servono le ispezioni ministeriali.

Alle reprimende il Comune di Campobasso e il servizio regionale veterinario replicano o tacciono come se niente fosse.

Non gliene frega niente del ministero. E neanche dei Nas. Sono padri e padroni di casa loro e delle loro miserie gestionali.

Il problema, semmai, sono le associazioni.

Quelle sono il male da combattere. Non la malagestione, né la malasanità dentro Santo Stefano o Mirabello o Ripalimosani o Ripabottoni.

I vigili servono quindi a intimare alle associazioni di uscire la domenica alle 12 e 30 dal canile perché scatta l’orario di chiusura. Non servono, i vigili, per verificare come mai su quattro dipendenti ne lavorino troppo spesso due. E gli altri due? Il Molise fa acqua da tutte le parti, il canile di Santo Stefano è il simbolo del fallimento di uno Stato che alza la voce ma non interviene fino in fondo.

La Padania 27 giugno

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE TRENTANOVESIMA PUNTATA

*CASO MAI CHIUSO LA ROGNA DEL MOLISE

Ovunque ti giri e da qualunque parte tu lo prenda, il Molise è protetto dai colletti bianchi, dentro le sue montagne e i suoi cimiteri per animali, ovvero i canili. A nulla servono le ispezioni ministeriali

S. Stefano è un canile o la fabbrica di un sistema ben congeniato e consolidato di appalti? Se non si trova risposta, meglio tacere. Perché oramai S. Stefano è simbolo del ridicolo istituzionale

I FATTI

http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/23/molise-promesse-di-un-marinaio-che-fa-il-sindaco/

http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/29/libro-rosso-sky/

Libro Rosso: Sky

Nona puntata

Asl Centro

Sky

La Padania 26 ottobre 2008

http://www.chiliamacisegua.org/2008/10/26/gli-scheletri-di-ripamolisani/

Gli scheletri di Ripalimosani

La Padania 27 Giugno 2010

Cosa è successo fino ad ora? La signora giustizia si è fatta avanti? Qualcuno è stato licenziato? A qualche altro è stata revocata la convenzione? C’è stata un condanna?
Niente di tutto questo.

Però continuano a morire i cani. Di fame, di stenti, di freddo di incuria. Di indifferenza.

A spese del contribuente.

http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/26/la-padania-27-giugno-la-rogna-del-molise/

La Rogna del Molise

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Il solito vocabolario dell’orrore oggi si sfoglia in Calabria

Barbarie, vergogna, inciviltà. Indifferenza. Crudeltà.

Il solito vocabolario dell’orrore oggi si sfoglia in Calabria.

A Sant’Andrea sullo Jonio. Provincia di Catanzaro. Ancora nausea, vergogna  e rabbia per essere confusi con quegli di italiani che hanno compiuto una simile atrocità.

Calabresi  stanateli, isolateli, denunciateli, puniteli.

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I FATTI

http://centrocalabrianews.it/root/Cronaca/ucciso-un-cane.html

Cane impiccato a Sant’Andrea. La condanna degli animalisti su Facebook

Lunedì 05 Luglio 2010

S. Andrea sullo Jonio- Lo avrebbero impiccato su un albero dopo averlo prima stordito. Il corpo del cane, quando è stato trovato era già in decomposizione. Come delle “bestie” (loro sì) hanno infierito su un cagnolino indifeso sottoponendolo ad una ignobile tortura che lo ha portato a morire dopo una lenta agonia.

Il barbaro fatto è accaduto in una zona di campagna a Santa Andrea dove il servizio veterinario dell’Asl  ha disposto il sotterramento del povero cane. Accanto a lui  un altro cane, il suo amico, che non l’ha lasciato per un solo istante. Tutte le Associazioni e i volontari animalisti riunitisi in Comitato proprio qualche giorno fa, in seguito alla prima riunione avvenuta a Palazzo di Vetro giorno 27 giugno scorso, si sentono “indignate per l’ennesimo raccapricciante atto di sevizie e barbara uccisione di un cane randagio avvenuta a S. Andrea sullo Jonio. Un Comune, peraltro, dove gironzolano, completamente abbandonati a se stessi, numerose bestiole di cui,nei mesi scorsi, ci siamo dovuti occupare per evitare simili atti deplorevoli. Vorremmo ricordare al signor sindaco che siamo stanchi di doverci occupare della tutela dei cani abbandonati, cosa invece di Sua esclusiva pertinenza, come richiama la legge quadro nazionale 281/91 che rafforza la proprietà del randagio al Sindaco del territorio Comunale dove il cane staziona. Forti di questo, inizieremo a denunciare penalmente ogni singola azione si ripresenterà ai danni di queste povere bestiole, e condanniamo ancora non solo l’atto barbaro che sicuramente non troverà colpevole, ma anche l’indifferenza dimostrata fin ad oggi dai cittadini ma ancor più da tutti gli Organi preposti alla tutela e alla salvaguardia degli animali!”. L’indignazione degli animalisti e la condanna di questo ignobile atto sta raccogliendo numerosissime adesioni sul Facebook.

I FATTI RACCONTATI DALLA VOLONTARIA

AGGIORNAMENTO

IL SERVIZIO VET DELL’ASL SOSTIENE CHE IL CANE SIA MORTO PER SOFFOCAMENTO E CHE POTREBBE ESSERE STATO PRIMA STORDITO VISTA LA FERITA SULLA FRONTE. IL VETERINARIO DELL’ASL HA DISPOSTO IL SOTTERRAMENTO DEL CANE SUL POSTO IN QUANTO CANE IN DECOMPOSIZIONE, GLI SI SGRETOLAVA LA PELLE. SECONDO LUI NON C’E’ STATA SODOMIZZAZIONE QUELLO CHE AVETE VISTO E’ UN PROLASSO DELL’INTESTINO DOVUTO AL SOFFOCAMENTO. BOH. NON SONO COMPETENTE MA IO IL CANE VISTO CHE VA SOTTERRATO L’AVREI GIRATO CON UNA PALA. PER CONTROLLARE MEGLIOVI PREGO IMPORTANTE: SUL POSTO ABBIAMO TROVATO L’AMICO, MANSUETO, DOLCE. HA MANGIATO. VA PORTATO VIA ENTRO OGGI DA LI.

A TUTTI I CONTATTI CALABRESI HO BISOGNO DI AIUTO PER PRENDERLO. MI IMPLORAVA CON GLI OCCHI DI PRENDERLO MA NON POSSO PORTARLO A BADOLATO VISTA LA SITUAZIONE DI TOBIA.

Intorno alle 10.30 sono stata chiamata da G L, precedentemente avvertito di una situazione deplorevole. Sul posto i Carabinieri della stazione locale.

Da cio’ che ho visto posso presumere che questo cane, max un anno, tenuto benissimo neanche una zecca, cane presumibilmente dolce, mansueto.

Trovato impiccato con un filo di ferro in una proprietà privata.

Non credo che siano stati i proprietari di tale ignobile e inaudito gesto.

Anzi credo che fosse accudito da loro , ma qualcuno abbia fatto un dispetto. Un brutto segnale-

Sintesi: Cucciolone seviziato, tagliati i testicoli, ferite anche alla zampa, impiccato con un filo di ferro.

Ma vicino anche una corda e un palo sicuramente usato per le sevizie.

Luogo: SANT’ANDREA SULLO IONIO SINDACO GERARDO FRUSTACI

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RANDAGI: A TRAPANI SI PAGANO I MORTI?

PER LORO, GLI ANIMALI IN MANO A QUESTI SINDACI, NON C’E’ MAI UN ATTIMO DI PACE
SOLO CACCIA SPIETATA QUANDO IN PREDA ALLA FAME O ALLA SOFFERENZA AGGREDISCONO L’UOMO.
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RANDAGI: A TRAPANI SI PAGANO I MORTI?
Scritto da Natale Salvo
Sunday 27 June 2010
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TRAPANI - « Il gobbo nella via, guardava la gobba degli altri, ma non la sua». Vi ricordate di Fazio? Il sindaco di Trapani pronto a pensare ai cani degli altri con strani, inutili e vessatori obblighi (dall’antirabbica in poi)? Bene … ci è stato segnalato che trascurerebbe di pensare ai «cani suoi».
Due i casi segnalati. Nel primo ometterebbe un controllo sui «propri» cani che si trovano «ricoverati» presso il canile municipale. Questi animali – specie se di razza e specie se di razza da «combattimento» – sarebbero oggetto di furti. La notizie è stata riportata diverse volte anche dalla stampa locale.

Un esempio su tutti su Siciliaonline (5 cuccioli il 3 novembre 2008).

Girolamo Fazio Girolamo Fazio

C’è stata, financo una «denuncia» da parte della locale sezione di Italia dei Valori (Marsala.it, 11 gennaio 2010) che giungeva, a fronte del proseguire dei furti, a sollecitare la«attivazione in tempi brevi quantomeno dell’impianto di videosorveglianza», ottenendo ampie «rassicurazioni» dal primo cittadino. Era gennaio, oggi è giugno, l’impianto di vieosorveglianza è stato montato … ma non attivato!!! Le telecamere sono spente, insomma.

Intanto i furti, tentati o riusciti, continuano. Ne segnala uno l’AGI, appena il 1 giugno scorso. Ma fuori dalle pagine ne giornali ne risultano altri. E della mancata vigilanza del sindaco sui propri cani non si comprende il perchè …

Un secondo caso di omissione di «vigilanza» da parte del Comune, ancora piu dannoso – specie per le casse del Comune – è quello che ci sarebbe segnalato in riferimento ai canili privati «convenzionati» col Comune per trattenervi i randagi prelevati in eccesso rispetto alla capienza (ottanta posti) del canile comunale.

Ci riferiamo al “ RIFUGIO MIMIANI S.r.l ” ,  con Sede Legale in Caltanissetta, a cui, ad esempio, il Comune, ha affidato – 18 giugno 2009, determina dirigenziale n. 145 del VI Settore -, per l’enensima volta, l’appalto per il «Servizio di ricovero e mantenimento dei cani randagi», per un importo di 49.500 euro (sino ad esaurimento fondi).

In base all’Ordinanza del Ministero della Salute, 16 luglio 2009, all’art. 1, nel ribadire che «Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni» ricorda come, «deve effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali non meno di una volta l’anno», nonchè «dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel Rendiconto della gestione».

Bene (o. male verrebbe da dire …), non ci risulta che mai, al Consiglio comunale o, tanto meno, nel proprio rendiconto di gestione, l’avvocato Mommo Fazio abbia mai dato conto della salute, dei tassi di mortalità, del numero e frequenza delle ispezioni al Mimiani e del relativo esito. A noi, risultano strane morti “denunciate” solo pochi giorni prima delle “ispezioni” (sono preavvisate?) e quindi il rischio, non proprio remoto, di pagare pure per cani morti e sepolti.

Pensiamo male noi, dite? La “denuncia” è del settimanale Panorama: «in certi canili quando un cane muore si estrae il microchip per metterlo su un altro. E così ecco il prototipo del cane infinito con pagamento infinito», scrive Stella Pende il 29 marzo 2009 …. e l’articolo – che consigliamo assolutamente di leggere - parla proprio, guarda caso, proprio dei canili siciliani, anche del Mimiani di Caltanissetta (a proposito dei guadagni …).

Come dicevamo all’inizio, «Il gobbo nella via, guardava la gobba degli altri, ma non la sua»: avvocato Fazio si controlli i «suoi» cani … e ci faccia sapere.


Palermo, bimbo di 3 anni azzannato alla testa da un cane randagio

- Pubblicato da: direttore –>Pubblicato il: 5/7/2010 11:32
Un bambino di tre anni e mezzo è stato aggredito domenica pomeriggio da un cane pastore maremmano randagio in Contrada Casale a Belmonte Mezzagno (Palermo).
Palermo, bimbo di 3 anni azzannato alla testa da un cane randagio

Il piccolo ha riportato serie ferite alla testa a causa dei morsi dell’animale ed è stato salvato solo grazie all’intervento provvidenziale dei genitori che hanno assistito alla scena.

Trasportato d’urgenza all’Ospedale dei Bambini di Palermo è stato prontamente portato in sala operatoria dove gli sono state suturate le ferite che ha riportato sul cuoio capelluto. Successivamente è

stato ricoverato nel reparto chirurgia pediatrica, dove si trova tutt’ora. Secondo la prognosi dei medici fortunatamente non è in pericolo di vita.

Per quanto riguarda l’animale, è stato catturato grazie all’intervento congiunto dei carabinieri e della polizia municipale e sarà trasferito presso il canile municipale di Palermo.

Purtroppo questa vicenda non è altro che l’ennesimo episodio ascrivibile al fenomeno del randagismo. Solo un anno fa sempre in Sicilia, a Sampieri (Ragusa) un altro bambino di appena nove anni è stato assalito da un branco di cani randagi. In quel caso  il bambino morì (http://www.barimia.info/modules/article/view.article.php?17135 ).

Michele Zonno

Le ultime notizie

Palermo: Moige su bimbo azzannato, il randagismo non e’ piu’ tollerabile
Palermo, 5 lug. (Adnkronos) – ”Chiediamo nuovamente e con forza un intervento serio sulla questione che ormai si protrae da anni”: questo il commento di Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige – Movimento Italiano Genitori – dopo l’aggressione di un pastore maremmano ai danni di un bambino di 3 anni e mezzo a Belmonte Mezzagno, centro a pochi km da Palermo. ”Il problema del randagismo non e’ piu’ tollerabile ed e’ giunto il momento di trovare una soluzione che ponga definitivamente fine alle aggressioni causate dai cani randagi” continua Maria Rita Munizzi ”i genitori sono stanchi di avere paura di uscire per andare a fare jogging o per portare i bambini a fare una passeggiata o a giocare nei parchi.” “E’ urgente mettere in atto delle iniziative per prevenire e per arginare questo fenomeno, andando oltre le ideologie e mettendo al primo posto la sicurezza, prima di tutto quella dei bambini, per i quali il morso di un cane puo’ essere fatale.” conclude la presidente del Movimento Italiano Genitori.(05 luglio 2010 ore 13.32)

http://www.mediagol.it/articolo.asp?idNotizia=179768

Prima pagina: “E Polis Palermo”

Prima pagina di “E Polis Palermo” dedicata alla protesta contro l´abbandono dei cani, problema che sembra non scuotere l´opinione pubblica: “Senza collare” è il titolo del quotidiano palermitano, che sottolinea come siano già dieci mila i randagi abbandonati. Ieri, a Mondello, significativa protesta di una modella, che si è fatta rinchiudere in un recinto. (Mediagol.it) 05/07/2010 08.15





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Alcune chicche trovate in rete

Alcune chicche trovate in rete

Quando la natura degrada l’ambiente e i sindaci degradano l’umanità. Meglio tutelare un monumento che la vita. Meglio affamare che risolvere il problema.

Chiliamacisegua

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Segnalazione

http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=981&ID_sezione=274&sezione=

Piccioni e gatti randagi. In molte località dare da mangiare ai piccioni è tabù: a Bergamo si rischiano 333 euro di multa e chi avesse per propria sfortuna un nido di piccione vicino alla propria casa ha anche l’obbligo di chiuderlo.

VeneziaLucca la multa per gli amici di questi pennuti sale fino a 500 euro.

Anche a Cesena la multa arriva fino a 520 euro, e non solo per chi dà da mangiare ai piccioni: anche per chi nutre i gatti randagi.

GALLERIA FOTO SINDACI COMPIACIUTI DELLE LORO ORDINANZE UMANITARIE

Sindaco di Bergamo Franco Tentorio

Sindaco di Venezia Giorgio Orsoni

Sindaco di Lucca Mauro Favilla

Sindaco di Cesena Paolo Lucchi

Nota dal sito di Comune di Lucca

http://www.comune.lucca.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1978

Novità

In tutto il centro storico, compreso gli spalti delle Mura Urbane è fatto divieto a chiunque di somministrare ai piccioni cibo o alimenti, su suolo pubblico e aree private ed è vietato lasciare scarti di prodotti ortofrutticoli e di altri generi commestibili in prossimità di mercati, esercizi pubblici, commerciali, ecc.

I contravventori sono passibili di una multa tra un minimo di 25 euro a un massimo di 500.

per approfondimenti

Colombi

Tra gli animali che vivono in città troviamo il colombo o piccione, molto presente nelle piazze e nelle corti cittadine. Questa specie discende dal “colombo domestico” sfuggito al controllo dell’uomo da allevamenti, colombaie, ecc. che a sua volta discende dal colombo selvatico.
La presenza numerosa dei colombi nei centri storici delle nostre città è dovuta in particolar modo alla facilità di approvvigionamento del cibo. Il colombo infatti è abitudinario e memorizza presto luoghi ed orari dove vi è disponibilità di cibo.
Purtroppo la loro numerosa presenza può essere causa di problematiche come il deterioramento di monumenti e fabbricati, inconvenienti igienici e degrado urbano.

L’Amministrazione Comunale è competente in ordine alla materia sanitaria, ed interviene sulle aree di propria spettanza con interventi effettuati dall’Azienda di Igiene del Territorio Sistema Ambiente S.p.a.
Per attivare un intervento di pulizia su aree pubbliche è sufficiente inviare una segnalazione scritta in carta libera indirizzata al Sig. Sindaco del Comune di Lucca specificando il luogo di intervento.

Gli interventi da effettuarsi su aree o fabbricati privati devono essere eseguiti a cura dei proprietari e/o soggetti aventi titolo. In particolare si consiglia di procedere inizialmente con l’inibizione di ogni possibile luogo di nidificazione mediante appositi dissuasori di appoggio o rete metallica, passando poi alla rimozione dello sporco ed effettuando infine, se occorre, un intervento di disinfestazione del luogo.
E’ importante inoltre, per favorire il loro allontanamento, evitare di dar loro cibo.

Per informazioni:

  • Comune di Lucca – U.O. Problematiche Ambientali (tel. 0583/4422).
  • Azienda U.S.L. n°2 – U.O. Sanità Pubblica Veterinaria (tel. 0583/449244).

PRECEDENTI RECENTI

http://www.chiliamacisegua.org/tag/il-caldo-da%E2%80%99-alla-testa-castellammare-di-stabia-divieto-del-sindaco-di-somministrare-cibo-ai-randagi-intervento-del-sott-martini-repliche-sindaco/

IL CALDO DA’ ALLA TESTA

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notizie/cronaca/2010/12-maggio-2010/tar-campania-accetta-primo-ricorso-contro-ordinanaza-affamarandagi–1703005276231.shtml

Napoli, prima vittoria per le associazioni che hanno fatto ricorso

Il Tar: «Vietato affamare i randagi» Monte di Procida, sconfitto il sindaco

Bocciata l’ordinanza che vieta di dar cibo ai cani
Il giudice: «Eccesso di potere per irragionevolezza»

*L’ordinanza contro il cibo ai randagi (10 febbraio 2010)

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La Padania 4 luglio Cacciopoli e gli scheletri nell’armadio

Articolo ricco mi ci ficco!

Cacciopoli e gli scheletri nell’armadio. Anzi, sottoterra.

La Padania chiede spiegazione dei 2.500 cani morti (indovinate in quali particolari aree del paese si registra questa strage?), secondo dati ufficiali, durante l’attività venatoria, per la quale Federcacaccia garantisce lauti indennizzi attraverso polizze assicurative poco convenienti persino per le stesse assicurazioni.

Chi ci guadagna? Che c’è sotto?

E  altri interrogativi sono sollevati sui fondi del Coni – soldi nostri quindi – erogati alla Fidasc, la Federazione delle armi sportive da caccia, che in parte però confluiscono ai vertici di Federcaccia attraverso abbonamenti a riviste e altro.

Che c’è di olimpionico in tutto questo?

Nulla. Eppure accade.

Chi ci guadagna? Che c’è sotto?

Sotto sotto c’è il bilancio di Federcaccia, in rosso per almeno 1 milione di euro nonostante riceva contributi pubblici pari 1,8 milioni di euro.

E una rivista di Federcaccia, organo ufficiale di una Federazione del Coni olimpico.

Che c’è di olimpico in tutto questo?

Insomma, altro che stagione venatoria, qui da aprire c’è la stagione di cacciopoli per la Guardia di finanza e la Vigilanza assicurativa dell’Isvap. E non solo.

Buona lettura, immergetevi in questo tour panoramico siglato Stefania Piazzo, un nome, una garanzia..di reato, che alzerà un polverone, ma un polverone che altro che bidone aspiratutto!

Ci vorrà l’idrovora!

E Chiliamacisegua segnala altresì la solita sbobba dell’indifferenza, mostrata dai Comuni che se ne sbattono gli zebedei, di onorare impegni  assunti per tutelare, dar da mangiare, curare, difendere i propri cani.

Come prescrive la Legge 281/1991.

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SPUNTINO:

CACCIOPOLI E LA STRAGE…BEN ASSICURATA

“Strani giri di assicurazioni, rimborsi, abbonamenti a riviste, indennizzi per migliaia di cani deceduti sul campo. E altrettanti infortunati. Una tombola di incassi per gli sfortunati soci di Federcaccia”

“Il Coni trasferisce alla Fidasc, la Federazione italiana discipline sportive armi da caccia, i fondi per l’agonismo. Federcaccia, con i bilanci in crisi, ha contributi a sua volta per 1,8 milioni di euro”

“Cacciatori, non sparate sul cronista ma interrogatevi sulla gestione dei vostri vertici. Fatta la debita premessa, eccoci qua. Strani giri a caccia di assicurazioni, rimborsi, abbonamenti a riviste, indennizzi per 2000 e più cani deceduti sul campo. E altri 1600 infortunati (ma i numeri sono in difetto). Una tombola di incassi per gli sfortunati soci di Federcaccia. E poi, o soprattutto, se si preferisce, a caccia di contributi che il Coni trasferisce alla Fidasc, la Federazione italiana discipline sportive armi da caccia, presieduta da Felice Buglione. Alla voce “Armi sportive caccia” nel 2009 sono stati distribuiti sotto la voce contributi risorse umane 152mila euro, e altri 389mila per l’attività sportiva. Cifre più o meno simili anche nella stagione precedente. L’arte venatoria nel Coni? Non c’è. Però i vertici Fidasc vestono la doppia casacca, hanno un piede nel Coni e l’altro nei massimi vertici di Federcaccia. Che è tutt’altra cosa…………”

CONTINUA…………….

QUEI QUATTRO SINDACI CHE SCANTONANO E NON PAGANO

“I comuni non onorano dal 2009 ai pagamenti: oltre 500mila euro di debiti verso il canile convenzionato”

“Magari hanno i soldi per i fuochi d’artificio. Ma non per pagare i canili. E quello del centro cinofilo Santa Lucia, a Cellole, nel casertano, è un caso esemplare di abbandono nell’abbandono…………”

CONTINUA………

PAGINA
LUGLIO

04 luglio

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUARANTESIMA PUNTATA

*CACCIOPOLI E LA STRAGE…BEN ASSICURATA

Piu’ di 2000 cani l’anno caduti sul campo. I rapporti tra Coni, Fidasc e Federcaccia

*QUEI QUATTRO SINDACI CHE SCANTONANO E NON PAGANO

Sessa Aurunca, Mondragone, Cellole e Carinola e 700 randagi a rischio al canile S. Lucia

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CAMBIAMENTO EPOCALE

CAMBIAMENTO EPOCALE

03/07/2010

Il maltrattamento di animali non è più un delitto contro il patrimonio ma contro l´essere vivente

Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA segnala la sentenza 24734 resa in data 01/07/2010 dalla Corte di Cassazione penale che evidenzia come con l’introduzione dell’art. 544 ter nel codice penale gli animali devono essere tutelati in quanto esseri viventi, non solo come proprietà di qualcuno aumentando dunque le pene previste dall’art. 638 inserito tra i reati contro il patrimonio.

Quindi, chi procura lesioni gravi a un animale e lo sevizia senza motivo e con crudeltà risponde di maltrattamenti di animali, un preciso capo di imputazione introdotto nel codice penale dalla legge del 2004.

La decisione in epigrafe, dunque, evidenzia il mutamento dell’orientamento giurisprudenziale a seguito dell’introduzione dello specifico reato segnando un inasprimento contro le sevizie agli amici a quattro zampe.

Nel caso di specie, infatti, è stato respinto il ricorso di un uomo calabrese condannato nel merito a 200 euro di multa per aver seviziato il suo cane, per il reato previsto dall’art. 638 c.p. che punisce chi uccide o danneggia animali altrui senza necessità.

La Suprema Corte ha riformato la sentenza, confermando comunque la condanna, ritenendo che la condotta dell’uomo non integrasse il reato previsto dall’art. 638, ma il nuovo e più grave delitto ai sensi dell’art. 544 ter del codice penale, che sanziona chi sevizia gli animali senza motivo o con crudeltà.

I giudici di piazza Cavour hanno infatti chiarito che il reato di maltrattamenti di animali “si differenzia dal reato ex art. 638 c.p, rientrando tale disposizione tra i delitti contro il patrimonio, in cui il bene protetto è la proprietà privata dell’animale, sicché muta l’elemento soggettivo, costituito, nel reato di cui all’art. 638 c.p., dalla coscienza e volontà di produrre, senza necessità, il deterioramento, il danneggiamento o l’uccisione di un animale altrui e nel quale, diversamente dal delitto di cui all’art. 544 ter c.p., che tutela il sentimento per gli animali”.


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PURO ORRORE CRISTIANO

PURO ORRORE CRISTIANO
QUESTA SAREBBE UNA MANIFESTAZIONE DI COMPASSIONE CRISTIANA SECONDO I CREDO DELLA  RELIGIONE CATTOLICA?
DIO CE NE SCAMPI!
E’ PURO ORRORE CRISTIANO
CHILIAMACISEGUA
Ma il Cardinal Sepe, oltre a procurare appartamenti a Bertolaso, pratica anche sacrifici animali “rituali”?
Ci è capitata per le mani la rivista “OGGI”, datata 07/07/2010, a pagina 32 c’è un articolo: Bertolaso e Sepe, i segreti di un’amicizia, corredato di foto. Queste foto riguardano un viaggio in Sudan, avvenuto nel 2006 proprio del Cardinal Sepe e Bertolaso.
Non entreremo nel merito dell’articolo, che riguarda le vicende ormai note di corruzione e altri reati vari, ma della foto di pagina 34, a nostro avviso molto più esaustiva di tante parole.

Nella stessa è ritratto il Cardinale Crescenzio Sepe che a dire della rivista, assiste a un sacrificio rituale durante il suo viaggio in Africa con Bertolaso…..

A nostro avviso, invece, il Cardinale non solo assiste ma partecipa attivamente, lo si vede infatti mentre alza o abbassa il piede in direzione del collo del povero animale, crudelmente legato e barbaramente sgozzato, nel tentativo di tenerlo fermo. Ci domandiamo allora: ma il cristianesimo prevede rituali simili? O li prevede solo in Sudan? A che titolo interviene in un atto insensato come questo? Avendo indosso l’abito cardinalizio con tanto crocefisso dobbiamo ritenere che si trovi nell’esercizio delle sue normali funzioni!!
E’ questa la Carità cristiana? Voleva solo essere “simpatico” agli indigeni del luogo? Sua Eminenza, il Cardinal Sepe, sarebbe bene  seguisse le orme di Monsignor Milingo e sparisse dalla circolazione, la Chiesa ne avrebbe un sicuro vantaggio.

 

A

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IL CALDO DA’ ALLA TESTA

IL CALDO DA’ ALLA TESTA

Il caldo, è evidente dà alla testa e colpisce mentalità fragili, siano di sindaci portatori sani di arroganza verso i cittadini e i superiori che dovrebbero rispettare, sia  di mamme, portatrici sane di incomunicabilità verso la società e i figli che dovrebbero educare al rispetto della vita.

Ecco ieri, nella tombola italiana a chi le spara più inconcepibili, è uscito l’ambo!

Chiliamacisegua

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I FATTI

Castellammare di Stabia. Divieto del Sindaco di somministrare cibo ai randagi.

Intervento del Sott. Martini – repliche Sindaco, Moige, Sicignano, Enpa

http://it.notizie.yahoo.com/19/20100630/tit-salute-martini-sindaco-castellamare-59fdfba.html

Divieto di somministrare cibo ai randagi per le strade.
Sottosegretario Martini:il Sindaco di Castellammare di Stabia riveda la sua ordinanza.

L’on Francesca Martini

In merito all’Ordinanza emanata dal Sindaco di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, che dispone il divieto di imbrattare il suolo pubblico con alimenti destinati alla nutrizione dei cani randagi, il Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini ha dichiarato:

“ Fermo restando la necessità di mantenere l’igiene e la pulizia del suolo pubblico, anziché emanare provvedimenti assurdi che privano gli animali randagi del fondamentale diritto all’alimentazione e, quindi, alla sopravvivenza, il Sindaco di Castellammare di Stabia dovrebbe preoccuparsi di applicare le norme vigenti in materia di prevenzione del randagismo e di tutela del benessere animale, a partire dall’obbligo di microchippatura dei cani disposto dalla mia Ordinanza del 6 agosto scorso per implementare l’anagrafe canina e consentire la rapida e sicura rintracciabilità degli animali vaganti sul territorio. Vorrei ricordare al primo cittadino di Castellammare di Stabia che le leggi vigenti attribuiscono ai Sindaci la responsabilità di raccogliere i cani randagi, curarli, ricoverarli in canile, microchipparli e sterilizzarli e non certo farli morire di stenti.

Privare gli animali del sostentamento rientra nel reato di maltrattamento e non risolve il problema del randagismo. I milioni di proprietari di animali da compagnia in Italia pretendono dalle Istituzioni comportamenti civili e di rispetto delle leggi sacrosante di cui fortunatamente il nostro Paese è dotato. Prenderemo immediatamente contatto con l’amministrazione perché iniziative come queste vengano prontamente interrotte e sanzionate.”

http://osservatorioanimalista.wordpress.com/2010/06/30/castellammare-la-saga-continua-il-sindaco-risponde-alla-martini/

Castellammare di Stabia. Il Sindaco risponde alla Martini

Luigi Bobbio

“Fermo restando che quello che a me preme, come primo cittadino di Castellammare di Stabia, è innanzitutto la tutela della dignità della salute e del decoro dei miei concittadini e degli esseri umani in genere e che la tutela degli animali non deve mai andare a scapito di questi obiettivi; e fermo restando, inoltre, che di tutto c’è bisogno in questo Paese, tranne che di qualche invasato animalista, che antepone l’animale all’uomo ogniqualvolta ne abbia la possibilità, l’unica cosa assurda in questa vicenda è che un sottosegretario di Stato attacchi a testa bassa e in maniera volgare e offensiva un sindaco neoeletto di centrodestra dopo vent’anni e passa di potere comunista a Castellammare di Stabia”. Lo ha detto il sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, rispondendo a una nota del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.

“Io non so se il sottosegretario Martini abbia mai fatto il sindaco nella sua vita, né mi interessa; ciò che mi importa è rendere noto all’interessata che sono e resto indifferente, da sempre, a ogni tipo di minaccia o di intimidazione e che nella mia vita, si informi, ho sempre rispettato ogni legge e ogni sua prescrizione, da privato e da uomo pubblico. Non consento a nessuno certi toni. Il sottosegretario prenda tutte le iniziative che vuole tenendo conto – se lo vorrà fare – che sono stato eletto da neanche tre mesi e che la mia città, dopo vent’anni e passa di potere di centrosinistra, non ha neanche un ricovero pubblico per gli animali randagi, ricovero che io sto già preoccupandomi di realizzare”, ha aggiunto Bobbio.

“Nell’attesa, lo ribadisco, il mio interesse primario è e resta, in barba ad ogni conato animalista, quello di evitare che le strade della mia città siano imbrattate e rese pericolose per la salute pubblica, specialmente in questa stagione di caldo, da maleodoranti pacchi e cartocci o vaschette piene di alimenti marciti e putrescenti. Vuol dire, comunque, che se il sottosegretario Martini dovesse eventualmente riuscire a costringermi, cosa di cui dubito francamente, a revocare o modificare il mio provvedimento, invece di intervenire spontaneamente come sottosegretario alla salute degli animali randagi, sarà chiamata a intervenire come sottosegretario alla salute degli esseri umani colpiti da una possibile epidemia di malattie infettive in ordine alle quali le lascio volentieri la scelta nell’ambito di un variegato almanacco di scienza medica”, ha continuato il primo cittadino di Castellammare di Stabia.

“Mi piace comunque ricordare al sottosegretario Martini o a chi del suo staff abbia eventualmente ritenuto di prendere questa iniziativa, che le ordinanze di noi poveri sindaci di provincia vanno lette prima di criticarle perfino da un nume del Governo nazionale. Se il sottosegretario o chi per lei lo avesse fatto, avrebbe potuto rilevare che non è imposto il divieto di dare da mangiare agli animali randagi, ma ho imposto l’obbligo di curare, da parte di chi lo voglia fare, che tali attività per incuria, per ignoranza, per fanatismo o per semplice maleducazione, si possano tradurre in pericolo per la pubblica incolumità laddove chi lo fa non si occupi poi di ripulire il luogo dove si è prodigato”, ha concluso Bobbio.

http://vicoequenseonline.blogspot.com/2010/07/sicignano-grazie-allon-martini.html

«Grazie all’on. Martini. La aspettiamo in città per continuare a lottare in favore della popolazione canina»

Antonio Sicignano

Dopo la mia interrogazione in merito all’ordinanza adottata dal Sindaco Bobbio contro chi decide di sfamare i cani randagi e/o abbandonati è intervenuto il Sottosegretario di Stato alla Salute, on. Francesca Martini, per criticare il provvedimento del Municipio stabile. Ebbene, quale cittadino, ma soprattutto quale consigliere comunale di centrodestra, ancorché all’opposizione, del comune di Castellammare di Stabia ringrazio il Sottosegretario di Stato alla salute, On. Francesca Martini, per essere intervenuta sull’ordinanza adottata dal sindaco stabiese contro chi dà da mangiare ai cani randagi.
Così facendo, ancora una volta, il signor Sottosegretario dimostra una straordinaria attenzione ed impegno per fronteggiare tutte quelle politiche spesso promosse da alcuni sindaci a danno della popolazione canile e, per la cui soluzione, il Sottosegretario non disdegna neanche a scendere in campo in prima persona.
A Castellammare poi il problema randagismo è una questione seria da non sottovalutare, che va risolta immediatamente. Tutti ricordano, infatti, che solo alcuni mesi fa alcuni randagi furono trucidati, sui boschi di Quisisana, a colpi di accetta. Di conseguenza, di tutto ha bisogno la nostra città, tranne che di provvedimenti che vanno a colpire chi, a proprie spese, dimostra grande senso di umanità, occupandosi e sfamando questi cani.

A Castellammare, ci sono tante associazioni che sul punto si mobilitano quotidianamente, con elevato spirito solidale, facendo tanti sacrifici e senza chiedere prebende. Per questi motivi, quale consigliere comunale di centrodestra, ancorché all’opposizione, ho inviato una lettera al Sottosegretario di Stato, On. Martini dicendoLe che La aspettiamo in città, per aiutare tutti coloro che combattono quotidianamente in favore della popolazione canina.
Quanto all’ordinanza,così come sostengo che Castellammare ha bisogno di una politica di sostegno a chi si occupa dei randagi, ritengo improduttivo fare ulteriori polemiche. Quel che è certo è che l’ordinanza va immediatamente ritirata e rivista. Anche la Giurisprudenza Amministrativa avalla il nostro ragionamento. Di recente il Tar ha bocciato una ordinanza simile emessa dal Sindaco di Monte di Procida.

Antonio Sicignano – Consigliere comunale Castellammare di Stabia
FONTE http://cdlstabia.blogspot.com/2010/06/grazie-allon-martini-la-aspettiamo-in.html

http://www.casertanews.it/public/articoli/201006/art_20100629064759.htm

Sindaco vieta cibo ad animali per strada, Sicignano: “Talebani”

- L’ordinanza adottata dall’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, che, tra le tante cose, vieta di dare cibo agli animali, è un provvedimento che ricorda tanto le leggi talebane» è quanto sostiene il capogruppo al consiglio comunale di opposizione, Antonio Sicignano, leader del Cdl stabiese l’ordinanza nr. 32757 del 22.6.2010 firmata dal sindaco di Castellammare.

«Nell’ordinanza – spiega Sicignano – si parla di “divieto di imbrattare con alimenti destinati alla nutrizione del proprio cane o di cani e di gatti randagi, nonché di piccioni, il suolo pubblico dell’intero territorio, con l’obbligo di rimuovere tempestivamente eventuali contenitori adibiti a mangiatoia nonché di ripulire successivamente l’arca circostante”. E’ forse uno dei primi provvedimenti della storia – aggiunge Sicignano – in cui addirittura si paragona la nutrizione di un cane con l’imbrattamento di una strada e se ne vieta l’esecuzione. Non so se i Talebani erano mai arrivati a tanto».

«Inoltre – continua Sicignano – attesa la generica formulazione dell’accezione “imbrattare”, utilizzata nell’ordinanza, è evidente che: o i cani imparano ad utilizzare forchette e cortelli, quando consumano i loro cibi per strada; o in sostanza, da ora in poi, sarà vietato dare cibo agli animali per strada, soprattutto poi se si tratta di cani randagi. Ciò è inaccettabile e c’è il rischio che, così facendo, d’ora in avanti, molti cani, soprattutto randagi o abbandonati, moriranno di fame. Eppure anche loro sono esseri viventi. In questo periodo, poi, in cui i cani vengono abbandonati dalle famiglie che partono per le vacanze, anziché a come sfamarli, si pensa a come togliergli il cibo».

«Ho già presentato – aggiunge Sicignano – una interrogazione al sindaco per chiedere di ritirare l’ordinanza, almeno nella parte citata, che con la tutela urbana non c’entra niente, atteso che si tratta solo di un provvedimento contro la popolazione canina. Castellammare è la città in cui alcuni mesi or sono alcuni cani randagi sono stati mutilati sui boschi di Quisisana. In quell’occasione – conclude – la popolazione intera scese in piazza per protestare contro detti atteggiamenti e l’attuale sindaco promise di realizzare un canile municipale. Stiamo ancora aspettando, perché se si va avanti di questi passi possiamo creare solo cimiteri di cani e nulla più»

FONTEhttp://cdlstabia.blogspot.com/2010/06/lordinanza-adottata-dallamministrazione.html

http://www.stabiachannel.it/news/index.asp?idnews=16357

Castellammare – Cani randagi, Borrelli(Verdi): ”Il Pdl favorisce lo sterminio degli animali”. Bobbio: “Borrelli ultimo dei miei problemi”

Francesco Emilio Borrelli

“Abbiamo dato mandato allo studio dell’ Avvocato Pietro Marzano – dichiarano il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli (nella foto) ed il presidente provinciale Carlo Ceparano – di fare ricorso contro l’ordinanza del sindaco di Castellammare che vieta di dare da mangiare agli animali randagi del suo comune con una sanzione di 50 euro. Una scelta che segue a distanza di pochi mesi quella del Sindaco di Monte di Procida, ordinanza contro cui si è già espresso in modo contrario il Tar. Troviamo vergognoso che i Sindaci della Pdl utilizzino il loro tempo e le loro energie per emanare ordinanze inumane e contro i più deboli. Oggi si tratta di animali ma domani potrebbe toccare a extracomunitari o barboni. Bene hanno fatto il consigliere Antonio Sicignano e lo stesso sottosegretario alla Salute, Francesca Martini a contrastare questo scellerato atto”.
“Quello del Sindaco Bobbio – continuano Borrelli e Ceparano – è uno dei primi provvedimenti della storia in cui addirittura si paragona la nutrizione di un cane con l’imbrattamento di una strada e se ne vieta l’esecuzione. O i cani impareranno ad utilizzare forchette e coltelli, quando consumano i loro cibi per strada; o in sostanza, da ora in poi, sarà vietato dare cibo agli animali per strada. Con questa ordinanza molti cani, soprattutto randagi o abbandonati, moriranno di fame. Eppure anche loro sono esseri viventi”.
“In questo periodo, poi, in cui i cani vengono abbandonati dalle famiglie che partono per le vacanze, anziché a come sfamarli, si pensa a come togliergli il cibo. Senza contare che proprio nel comune di Castellammare sul Monte Faito – concludono Borrelli e Ceparano – sono stati sterminati in modo barbaro decine di cani negli ultimi mesi. Invece di proteggere gli animali l’attività dell’ attuale sindaco sembra proiettata a come favorirne lo sterminio”.
Come è avvenuto a Monte di Procida i Verdi con diverse associazioni animaliste organizzeranno un Randagio Day a Castellammare per protestare contro l’ atto del sindaco e ricordandogli che le leggi vigenti attribuiscono ai Sindaci la responsabilità di raccogliere i cani randagi, curarli, ricoverarli in canile, microchipparli e sterilizzarli e non certo farli morire di stenti.

Lapidaria la replica di Bobbio: “Tra tutti i problemi che mi trovo a dover affrontare come primo cittadino di Castellammare di Stabia, Francesco Borrelli arriva buon ultimo”.

http://www.diariodelweb.it/Articolo/Scienza/?d=20100701&id=151428

Moige: Randagismo piaga da eliminare, sicurezza bimbi al primo posto

Maria Rita Munizzi

Il randagismo “è una piaga che va eliminata e che si combatte anche evitando di lasciare alimenti in strada, gesto che attira ovviamente i cani senza padroni”. Lo afferma in una nota Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige (Movimento italiano genitori), dopo le polemiche suscitate dall’ordinanza del sindaco di Castellammare di Stabia (Napoli) che vieta di imbrattare il suolo pubblico con alimenti destinati a nutrire cani randagi.

“Da tempo evidenziamo il problema del randagismo, un fenomeno che mette in pericolo adulti e soprattutto bambini, così come attestano i numerosi casi di aggressione causati da cani randagi che frequentemente hanno avuto conseguenze anche mortali – prosegue la presidente del Moige – Lasciare il cibo in strada è un gesto irresponsabile, sotto diversi aspetti: pedagogico, poiché si legittima agli occhi dei minori l’imbrattamento delle strade, sanitario, perchè si acutizza il problema dei rifiuti già molto presente nelle città, e anche dal punto di vista della sicurezza poiché si rischia di mettere a repentaglio l’incolumità dei passanti a causa dei cani attratti dal cibo”.
“Auspichiamo quindi – conclude Munizzi – un intervento mirato da parte delle istituzioni per iniziare a contrastare seriamente il fenomeno, tutelando così adulti e minori, e mettendo quindi in primo piano la sicurezza di questi ultimi”.

FONTEhttp://www.genitori.it/documento.asp?sotto=36&articolo=12431

http://www.enpa.it/it/

Randagismo. L’Enpa: “Inspiegabili gli attacchi del Moige contro chi chiede il rispetto della legge”

Carla Rocchi
Roma, 1 luglio 2010 – In merito alla posizione assunta dal Moige sulla questione randagismo, con particolare riferimento all’ordinanza emanata dal Sindaco di Castellammare di Stabia e contestata dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, il presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, dichiara quanto segue:
“Rivolgo ai genitori del Moige una viva preghiera: cercate, se potete (come diceva Don Bosco), di avere un filo di bontà nei confronti delle sofferenze degli animali. La sofferenza è sempre uguale, per animali, persone, vecchi, bambini. Se possiamo lenirla facciamo un gesto di alto valore educativo anche per i più piccoli la cui formazione è certamente al vertice delle preoccupazioni del Moige. Comprensione quindi per i cani abbandonati di Castellammare di Stabia, e per le persone che, sostituendosi alle istituzioni, li aiutano a non morire. Si rende infatti necessario un piccolo ma sostanziale richiamo alla osservanza delle leggi dello Stato, la legge 281/91 che impone ai Sindaci  la cura degli animali randagi. Non sfuggirà che giustificare l’atteggiamento del Sindaco significa a un tempo avallare una grave inosservanza delle leggi e non mostrare alcuna comprensione per le sofferenze degli animali. Attaccare chi richiama – come nel caso specifico il sottosegretario Francesca Martini – chi di dovere all’osservanza delle leggi e al tempo stesso chiede rispetto e tutela per i più deboli è del tutto inspiegabile”.
Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali

A

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AL BANDO QUESTA CINA BESTIALE


AGGIORNAMENTO
Il ristorante cinese di Vicolo Calusca zona Porta Ticinese è questo: KYTO
SUSHI Restaurant.
Sulla vetrata c’è il cartello con scritto ” CHIUSO PER LAVORI”

‘Sushi bar’ milanese adibito a mattatoio: anatre decapitate vive
29 giugno 2010
Teste mozzate, sangue ovunque, zampe legate con il nastro adesivo. Non è la scena di un film horror, ma quella che gli agenti della polizia hanno trovato nella cucina di un sushi bar gestito da cinesi a Milano, in zona Ticinese. Anatre ed altri animali venivano infatti decapitati vivi sul bancone della cucina, con un colpo secco di mannaia ben assestato.

Gli agenti sono entrati nel locale che è stato sequestrato per “inquinamento ambientale”. I cinesi gestori del sushi bar avevano, prima che entrasse la Polizia, appena decapitato 5 anatre mentre una in fin di vita è morta poco dopo l’arrivo degli agenti, chiamati da una passante che aveva visto sul retro del locale sacchi dell’immondizia dai quali provenivano dei lamenti di animali.

La signora, che inizialmente pensava si trattasse di cagnolini, ha così telefonato al 113. Gli agenti si sono precipitati sul posto e hanno rinvenuto il ‘mattatoio’: inutile il tentativo dei cinesi di nascondere i sacchi neri. Controllato anche il freezer, dove erano surgelati diversi tipi di animali ‘macellati’ in precedenza.

Cinque persone, i ‘macellai’, sono stati denunciati per maltrattamenti di animali mentre il titolare è stato multato di mille euro per macellazione abusiva.

LA CINA E I CANI1

LA CINA E I CANI2

LA CINA E I CANI3

LA CINA E I CANI4

LA CINA E I CANI

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Animali scuoiati vivi

1

2

NO A QUESTA CINA E A TUTTI I SUOI PRODOTTI MANUFATTI E AFFINI

NON POSSIAMO TOLLERARE SOPPORTARE TALI ORRENDI ORRORI

NON POSSIAMO INTESSERE NESSUN AFFARE CON SIMILI PARTNER

NON POSSIAMO INTAVOLARE NESSUNA DISCUSSIONE

NON POSSIAMO CONSIDERARE NESSUN RAPPORTO AMICHEVOLE

AL BANDO QUESTA CINA BESTIALE

NON ACQUISTEREMO PIÙ ARTICOLI MADE IN CHINA FINO A QUANDO IL GOVERNO CINESE NON ATTUERÀ UN PIANO ORGANICO IN MODO DA PORRE FINE ALL’ ORRIBILE TORTURA A CUI VENGONO SOTTOPOSTI OGNI GIORNO MIGLIAIA DI CANI, GATTI ED ALTRI ANIMALI DA PELLICCIA,

PER MEGLIO INTENDERCI PARLIAMO DELLA  BARBARA, ORRIBILE PRATICA DELLO SCUOIAMENTO DELL’ ANIMALE VIVO . FERMO RESTANTE CHE NELLA  PROTESTA VIENE COMUNQUE INCLUSO L’ALLEVAMENTO DEGLI ANIMALI DA PELLICCIA, AL DÌ LÀ DELLA METODOLOGIA USATA PER UCCIDERLI !!

RESTANO INVARIATI I NOSTRI SENTIMENTI DI AMICIZIA CON IL POPOLO CINESE

TRADUZIONE

在中国没有购买到了我国政府将实施系统的计划,制止可怕的酷刑,他们被甄别每一天,狗,猫和其他动物数以千计的毛皮,

更好,他讲的野蛮更多项目结束可怕的实践剥皮氏活的动物。理解我的抗议仍然存在,包括皮毛动物,除了用来杀死他们的方法!

保持不变,与中方人民的友谊我的感受

www.chiliamacisegua.org

www.chiliamacisegua.info

VIDEO

http://laverabestia.org/play.php?vid=376

DIETRO AI RISTORANTI CINESI – IL MERCATO DELLA CARNE DI CANE – CINA

ATTENZIONE IMMAGINI FORTI CHE POSSONO DISTURBARE LA SENSIBILITA’ DI SOGGETTI PARTICOLARMENTE EMOTIVI

VIDEO

http://www.peta.org/feat/ChineseFurFarms/index.asp

CINA: IL MASSACRO DEI CANI SCUOIATI VIVI

STOP SKINNING DOGS ALIVE IN CHINA

ASSOCIAMOCI PER FERMARE QUESTO BARBARO MASSACRO

STOP WHIT THIS MASSACRE

http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=184&ID_sezione=339&sezione=News

Il contenuto di questo video è altamente scioccante, crediamo anche per le persone non facilmente impressionabili. Le immagini riportano scene in cui i cani vengono tramortiti percuotendoli sul terreno e, ancora vivi, scuoiati. In alcune parti del video vengono anche ripresi mucchi di carcasse di cani già scuoiati, alcuni dei quali ancora chiaramente in vita nonostante l’ atroce operazione di scuoiatura.

Nella parte finale viene ripresa l’agonia di un cane di grossa taglia durante tale operazione.

Crediamo sia giusto aver descritto almeno in parte il contenuto del video per evitare che tale video venga visionato anche solo per errore.

PETIZIONE

http://apps.facebook.com/causes/208062/24498962?m=8da9834e

Help stop dog massacre!


China eliminating all dogs in Hanzhong city
Help stop dog massacre!
In response to eight cases of human rabies, the authorities in Hanzhong City, in China’s northwest Shaanxi Province, have started the widespread killing of dogs in order to make the city a dog-free zone. Thousands of stray and owned dogs are being killed by literally beating them to death.
In some areas, local officials notified dog owners that they needed to kill their dogs on the 20th or 21st of May. If they didn’t, the police would kill the dogs and the owner would need to pay $100 chinese yuan (around USD 15) as a destroying fee.
More than 20,000 dogs have already been killed over the last two and a half months. And the killing continues indiscriminately, whether vaccinated pet dogs or stray dogs – more photos can be found here.
Local animal welfare groups are working desperately to stop further killing. Meanwhile, ACTAsia is presenting a document on ‘A Case for Humane Rabies Control in China’ to the Chinese authorities. We are urging them to use scientific measures for rabies control (see OIE & WHO statements) and to stop the inhumane culling of all dogs in Hanzhong area. International support would be of great help to prevent the killing of more animals in extremely cruel ways.
Please write to the following authorities urgently and ask them courteously to stop this inhumane killing. The following points can be included in your email:
It has been proven that the indiscriminate mass killing of dogs does not reduce the incidence of rabies, and does not reduce stray dog populations over the longer term.
The only effective way of eliminating rabies in dogs is through a mass vaccination programme with support from different levels of society
Humane dog control programmes need to be started immediately
President Hu Jintao
E-mail: info@cppcc.gov.cn, info@china.org.cn

Minister of Agriculture, Mr. Sun Chenjia
E-mail: webmaster@agri.gov.cn

Department of Agriculture of Shaanxi Province, Animal Husbandry and Veterinary Bureau
Email: nyt02@163.net

Health Department of Shaanxi Province
E-mail: wstj3@shaanxi.gov.cn

Shaanxi Provincial Health Authority
E-mail: wzh@shaanxiwj.cn

People’s government of Hangzhong City
E-mail: tszx@hanzhong.gov.cn

If you could copy us at info@actasia.org we would really appreciate it. Thank you for your efforts for the animals.

ALLA CORTESE ATTENZIONE DI

Straordinario e Plenipotenziario Ambasciatore: Sun Yuxi

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MADE IN ITALY

MADE IN ITALY


Al via il marchio “Halal Italia” Prodotti italiani “fedeli” all’Islam
Presentato alla Farnesina il progetto di un marchio a garanzia di prodotti italiani realizzati in conformità coi dettami del Corano nei settori alimentare, cosmetico e farmaceutico.
Galan: “I paesi musulmani saranno felici dei nostri tortelloni”. Solo in Italia, un business da 5 miliardi. “Destinato a crescere” guardando all’export

Al via il marchio "Halal Italia" Prodotti italiani   "fedeli" all'Islam

COSI CHILIAMACISEGUA REPLICA

http://www.chiliamacisegua.org/2010/02/23/sollecitiamo-la-calendarizzazione-e-lapprovazione-della-proposta-di-legge-n-1458/
Sollecitiamo la calendarizzazione e l’approvazione della Proposta di Legge  n.1458

Non c’è religione che voglia la sofferenza di qualsiasi essere senziente.

Chi si appella alla tradizione è soltanto un barbaro che va rieducato alla civiltà.

Chiliamacisegua chiede che  Legge italiana sia vangelo per chi decide di vivere in Italia.

Senza compromessi, ne sconti morali, etici o di accomodamenti rabberciati per un travisato significato di integrazione.

Il progresso esige un salto in avanti, non un ritorno al medioevo.

Grazie

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

SCRIVERE A
alessandri_a@camera.it;

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martini_f@camera.it;

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urpminsalute@sanita.it;

brambilla_m@camera.it;

tutela.animale@sanita.it;

info@lacoscienzadeglianimali.it;

stampaweb@lastampa.it;

repubblicawww@repubblica.it;

Promotori  della Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale,

  • On. Angelo Alessandri – Presidente Commissione Ambiente Camera, primo firmatario Proposta di Legge n.1458 per rendere obbligatorio lo stordimento per ogni tipo di macellazione anche rituale
  • On.Paolo Russo – Presidente Commissione Agricoltura Camera – Commissione dove è stata assegnata la Proposta di Legge n.1458
  • On.Francesca Martini – Sottosegretario alla Salute

http://www.lav.it/index.php?id=406

Senza stordimento

La macellazione senza stordimento è permessa per legge nel nostro Paese:

      • per motivi rituali (Islam ed ebraismo)
      • per consumo familiare (volatili e conigli) di volatili, conigli, suini, ovini e caprini in impianti in deroga a capacità limitata.

In termini quantitativi – di animali utilizzati e quindi di sofferenza – i casi di macellazione senza stordimento effettuati nel settore “familiare” e di impianti in deroga sono più numerosi rispetto alla motivazione “religiosa” che però, per l’aumento della comunità islamica in Italia, è in grande sviluppo.

La macellazione rituale
La legge islamica prescrive una serie di regole da seguire per rendere la carne commestibile agli adepti di quella religione. Le caratteristiche del procedimento di uccisione dell’animale sono riassunte nel termine Halal (lecito). Anche i precetti ebraici per ottenere della carne Kosher non accettano lo stordimento preventivo. Il procedimento è di fatto identico.

I punti più importanti e scandalosi in termini di benessere degli animali sono i seguenti:

    • gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione
    • l’uccisione deve avvenire tramite recisione di trachea ed esofago e la colonna vertebrale non deve essere spezzata perché durante questo procedimento la testa dell’animale non si deve staccare.

Solo se effettuata in macelli autorizzati, sono circa un centinaio in Italia, la macellazione senza stordimento, con metodo rituale, è consentita. Ed è sempre di fatto stata consentita nel nostro Paese.

Se invece non avviene in un macello autorizzato, è perseguibile sia in base alla legge in vigore sulle modalità di soppressione degli animali destinati alla macellazione (Decreto Legislativo 333 del 1998), sia alla legge sulle carni (Decreto Legislativo 18 aprile 1994, n.286 Attuazione delle direttive 91/497/CEE e 91/498/CEE concernenti problemi sanitari in materia di produzione ed immissione sul mercato di carni fresche), sia in base all’articolo 544 bis del Codice penale (uccisione di animali).

La macellazione senza stordimento preventivo è più dolorosa della macellazione con stordimento, anche per la dura manipolazione improvvisa che l’animale subisce prima della giugulazione (recisione dei grandi vasi sanguigni del collo).

Fonti scientifiche indipendenti confermano la sofferenza, tra esse gli autorevoli documenti del “Farm Animal Welfare Council“, organo consultivo del Governo inglese, della Federazione dei Veterinari Europei e dell’Associazione svizzera dei veterinari. Si tratta di documenti avvalorati da metodi di rilevazione della sofferenza degli animali.


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