Shame!
24 luglio 2010 -
These are soldiers!
Shame!
Chiliamacisegua
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A ridaje! Aggiornamento
24 luglio 2010 -
- AGGIORNAMENTO
http://www.catanzaroinforma.it/pgn/news.asp?M1=1&news=22709#
CRONACA
Divieto di dare cibo ai cani randagi, le precisazioni del commissario Prefettizio
Domenica, 25 Luglio 2010 12.25
Alla nostra redazione in queste ore stanno pervenendo numerose e-mail di protesta, anche da fuori regione, per un ordinanza emessa dal commissario prefettizio del comune di Petrizzi, D.ssa Teresa Guerrieri che, secondo quanto riportato nelle note di protesta, sarebbe stata emessa per affamare i cani randagi presenti nel territorio comunale.
Da noi contattata la D.ssa Guerrieri ci ha invece riferito che il tutto è nato dalla richiesta degli abitanti del centro storico di Petrizzi che hanno espressamente richiesto l’intervento del commissario per l’elevato numero di randagi.
La Guerrieri ha immediatamente firmato un accordo con un canile per il ricovero dei randagi ed ha richiesto l’intervento dell’Asp per accalappiare gli animali e per effettuare successivo trasporto verso il canile.
L’ordinanza emessa martedì era quindi semplicemente mirata ad evitare l’aumento dei randagi fino all’intervento previsto per il fine settimana del personale Asp e non a far morire di fame i cani presenti nel centro storico.
F.V.
- Il randagio calabrese

A ridaje!
Ma si può ogni due per tre, rifare lo stesso marchiano errore? Sbagliare è umano ma perseverare è alieno.
Non si parlano i Sindaci o i facenti le veci (male), tra di loro? Non leggono i giornali? Non si informano?
Chiliamacisegua chiede, per questi sindachetti ed affini, rimandati a ottobre, uno stage (non retribuito) estivo, full immersion ed un esame di….riparazione, bocciati o promossi, sulla conoscenza dei doveri di chi amministra la res publica.
E una multa che vada da un minimo di mille euro ad un massimo di tremila euro per i sindachetti ed affini che non superano l’esame, da devolvere alle volontarie/ associazione animaliste del territorio.
Lettera
Caro Commissario prefettizio del Comune di Petrizzi (CZ), D.ssa Teresa Guerrieri,
non le bastano gli esiti, negativi, delle altre ordinanze affamarandagi emesse da suoi colleghi altrettanto bizzarri, impugnate e considerate illegittime dal Tar e dunque revocate?
Non sprechi il suo tempo e i nostri soldi, ma lo impieghi meglio, a curare i suoi cani, pena la possibilità di denuncia per omissione di atti di ufficio e di risarcimento danni causati da bestie affamate e rese rabbiose dagli stenti.
E’ il Comune che paga, lo sapeva?
Chiliamacisegua
I fatti
http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=101261&Edizione=9&A=20100723
Catanzaro (23/07/2010)
Vietato dare cibo ai cani randagi
di Salvatore Giuseppe Alessio
Petrizzi
Divieto di dare cibo ai cani randagi che stazionano lungo le strade pubbliche con multe salate per i trasgressori. E’ quanto stabilisce l’ordinanza emessa dalla dott.ssa Teresa Guerrieri, nella veste di Commissario prefettizio del Comune di Petrizzi. Il dispositivo del provvedimento prevede una sanzione pecuniaria che va da un minimo di cento ad un massimo di seicento euro.
Il Commissario prefettizio, ha inteso bloccare il randagismo, regolamentandone il fenomeno sul nascere, richiamando la pubblica attenzione – si legge nel dispositivo – sul doveroso rispetto di alcune regole di condotta volte a tutelare l’ambiente ed a garantire la pacifica convivenza; a seguito delle reiterate segnalazioni e lamentele pervenute in materia di cani randagi con conseguenti rischi per la salute dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più esposte, quali i bambini.
A tale proposito, infatti, si è programmato l’intervento di accalappiamento dei cani randagi. Purtroppo, vi è da rilevare, nostro malgrado, che il rispetto dell’ambiente, oramai, si è assopito, se non del tutto venuto meno. A farne le spese sono i beni pubblici devastati dalla mano di qualche vandalo. Per evitare che tali azioni possano degenerare in episodi più sgradevoli, è necessario prevenire e reprimere con misure adeguate tali atti.
Link
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/28/sospesa-lordinanza-affamarandagi/
Sospesa l’ordinanza affamarandagi di Campobasso
http://www.qzlife.it/service/cercatags.php?tag=Francesca+Martini&corto=1482&pag=4
Sospesa l’ordinanza affamarandagi di Monte di Procida
http://www.newnotizie.it/2010/02/13/franceca-martini-al-sindaco-di-monte-di-procida-si-vergogni/
Francesca Martini al Sindaco di Monte di Procida: “Si vergogni!”
http://www.chiliamacisegua.org/2009/06/22/
Animali: Martini, via multa a donna che ha nutrito randagio
Responsabilità per danni cagionati da animali randagi
http://www.altalex.com/index.php?idnot=6914
La Pubblica amministrazione risponde dei danni provocati da cani randagi
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AGGIORNAMENTO USSITA: IL SINDACO FINALMENTE PROCEDERA’ AL SEQUESTRO!! CI SERVE AIUTO!
22 luglio 2010 -
Ecco perchè oggi chiediamo il vostro aiuto! Abbiamo bisogno che qualche canile o rifugio ci offra la sua disponibilità ad ospitare qualche cane. I cani in tutto sono una trentina. Il canile di Camerino ha già dato la disponibilità ad ospitare alcuni di loro, ma non ha posto per tutti! Poi magari organizzeremo una raccolta fondi per aiutare a mantenere questi animali in attesa di una loro adozione. Anche le pecore hanno bisogno di una sistemazione, per cui cerchiamo un posto idoneo anche per loro.
Ringraziamo in anticipo tutte le associazioni che ci contatteranno!
Per tutte le informazioni contattare Margherita della lega per la difesa del cane – sezione di Camerino – al n. 348/3244878
email: rita.madonna@alice.it;
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Guarda il video se…
22 luglio 2010 -
Guarda il video se…
Guarda il video, se hai il coraggio di arrivare fino in fondo
Urla il tuo sdegno, se ti ribolle il sangue
Fai qualcosa, se oltre al potere, hai la coscienza
Questo è il randagismo della nostra bellacivileamata Italia anno di… disgrazia 2010!
Chiliamacisegua
Video di Vincenzo Caporale girato a Caserta e dintorni ma la Campania non è altro che una fotocopia della stessa inciviltà dimostrata in Calabria, Lazio, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Sicilia, Sardegna e via andare sulla nostra penisola…..
http://www.youtube.com/watch?v=2IAyk2vmtVU&feature=player_embedded
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Libro Rosso: Arturo
21 luglio 2010 -
Libro Rosso: Arturo
Undicesima puntata
Asl Centro
Arturo proviene dalla stessa “oasi di benessere” convenzionata e pagata con i soldi dei contribuenti, da cui è stato salvato Sky.
Canile sequestrato, in cui il titolare G. M. ha fatto uno stage e che ha aperto in seguito, viva la faccia, un salone di bellezza per animali.
Perché lui si che se ne intende di bellezza benessere cura amore verso i cani!
Non sono d’accordo i volontari che hanno salvato tra gli altri, Arturo.
Testimonianza
Lo scenario presentatosi ai nostri occhi è stato apocalittico.
I box presentano dimensioni inadeguate rispetto al numero di cani in ciascuno ospitati. In box della dimensione massima di 3 metri per 3 sono contenuti finanche 7 cani di taglia media e grande.
Molti box hanno una dimensione di 1 metro per 2 e contengono finanche 3 cani. Nessun box presenta una distinzione tra zona coperta e scoperta.
Alcuni box sono interamente esposti al sole e alle intemperie, altri, interni, totalmente coperti. Molte tettoie sono in eternit e pile di eternit sono state trovate accatastate a stretto contatto con i cani.
Manca uno spazio, anche minimo, per lo sgambettamento.
All’interno dei box mancano cucce e l’acqua, una per box, trovata sporca e melmosa, era posizionata a circa 10-15 centimetri dal pavimento.
Ciò implica la difficoltà per i cani piccoli di potersi abbeverare.
All’atto della nostra visita non abbiamo trovato cibo nelle ciotole, anche queste una per box. Le reti dei box hanno una dimensione di circa 10 cm per 10, che consente ai cani di entrare in contatto
tra di loro, aggredendosi e spesso dilaniandosi.
Le reti sono arrugginite e presentano in molte parti spuntoni affilati.
Mancano fognature e pozzetti per lo scolo delle acque.
I box vengono puliti con getti d’acqua eiettati dall’esterno con una pompa, senza aver precedentemente fatto uscire i cani che pertanto si inzuppano d’acqua, urina e feci.
Le deiezioni dei cani restano così nel box e vengono semplicemente diluite.
I cani non escono mai dai box perché la struttura non lo permette.
Le file di box sono infatti divise da corridoi di massimo un metro.
Manca un deposito per il cibo, manca un’infermeria e una zona d’isolamento, manca un armadietto dei farmaci per il primo soccorso, manca un registro delle entrate e delle uscite con identificazione per microchip e fotografia dei cani presenti.
Il canile è infestato di zecche e pulci.
Noi stessi ce le siamo trovate sui piedi al rientro dalle nostre visite…..
Per descrivere le condizioni in cui è stato trovato Arturo, ci affidiamo a La Padania che a cura di Stefania Piazzo pubblica il 26 ottobre 2008
GLI SCHELETRI DI RIPALIMOSANI
Il Molise tocca il fondo
La relazione del veterinario: «Episodi di crudeltà»
«Crudeltà». Sta scritto nella relazione preliminare che il medico veterinario
Alessandra Scorza di Alessandria ha redatto sullo stato di salute di alcuni cani arrivati per mano misericordiosa dal lager di Ripalimosani, portati fuori nei giorni scorsi nonostante le resistenze del gestore ad un decreto del pubblico ministero che autorizzava le adozioni. Paradossale e infernale perché quel viaggio veniva persino interrotto con un interrogatorio degli adottanti dai carabinieri. In Molise, la legge ha perso identità e dignità. Per lungo tempo- si legge nella relazione del veterinario – non c’è stata «una regolare e sufficiente alimentazione giornaliera con conseguente riduzione e poi scomparsa di tutte le riserve energetiche dell ’organismo». E aggiunge: «Considero gravissimo che animali custoditi in una struttura convenzionata e autorizzata da organi competenti possano arrivare a presentare una tale condizione fisica che dimostra senza dubbio una crudeltà, una trascuratezza e una negligenza estreme».
E ora, dal canile sequestrato non si salverà più nulla: la leptospirosi regna sovrana. Non esce più un cane. Per i derelitti rimasti, figurarsi ora chi vigilerà. L’Asl che ha vigilato prima, senza dubbio. Con i Sindaci. Siamo a posto…( continua)…
Questo è Arturo terrorizzato dall’uomo, come i suoi compagni di sventura. Scheletrico, chocchato, unghie lunghe, apatico e astenico.
Arturo è considerato cachettico
Come scrive La Padania: Arturo è uno dei cani fortunati riuscito a sfuggire da morte certa grazie all’adozione dei volontari. L’uscita di diversi soggetti è stata rallentata da alcune autorità di vigilanza che temporeggiavano oltre che dallo stesso gestore.
Panoramica dell’”oasi di benessere”
Arturo muove i primi passi da cane libero e sopravvissuto
Arturo socializza con Luke, altro sopravvissuto
Arturo adottato e felice
NOTA DI CHILIAMACISEGUA
Questo sito, presto, sarà pronto ad accogliervi.
Vieni a trovarci nella nuova sede.
Vuoi aiutare un cane? Dai un’occhiata al nostro canile e adottalo!
Video
http://www.youreporter.it/video_Molise_al_di_la_dell_indifferenza_1
La Padania 26 ottobre 2008
Chiliamacisegua
Continua………..
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Nota
Libro Rosso
Denunciate, inviate le vostre storie per scrivere insieme il Libro Rosso, a Chiliamacisegua
Mail: info@chiliamacisegua.org
Qui la prima puntata: Bottone
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/21/libro-rosso/
Qui la seconda puntata: Randagio
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/22/libro-rossorandagio/
Qui la terza puntata: Vite rubate
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/28/libro-rosso-vite-rubate/
Qui la quarta puntata:Artax
http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/11/libro-rosso-artax/
Qui la quinta puntata: Beate
http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/31/libro-rosso-beate/
Qui la sesta puntata: Birillo
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/23/un-figlio-di-napoli-birillo/
Qui la settima puntata: Don Matteo
http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/09/libro-rosso-don-matteo/
Qui l’ottava puntata: Angelica
http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/22/libro-rosso-angelica/
Qui la nona puntata: Sky
http://www.chiliamacisegua.org/2010/06/29/libro-rosso-sky/
Qui la decima puntata: Lazzaro
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/11/libro-rosso-lazzaro-la-colpa-di-essere-cane/
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RICHIEDESI PARTECIPAZIONE A BATTAGLIA MAIL PER PALMI
20 luglio 2010 -
RICHIEDESI PARTECIPAZIONE A BATTAGLIA MAIL
Il testo da inviare sara’ composto dal copia e incolla del comunicato e testimonianza sopra riportati, per intero, con la seguente formula di presentazione:
Spettabili Onorevoli,Istituzioni,Uffici e Redazioni,
chiedo assistenza per il signor Antonino Zimbaro trattato in maniera non consona al suo stato di salute e mi associo alla richiesta dell’Associazione Chiliamacisegua di tutela per gli uomini e per gli animali.
Firma e citta’
A
martini_f@camera.it;
g.ferri@sanita.it;
info@lacoscienzadeglianimali.it;
Comunicato da copiare e incollare a questo link
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/19/sequestro-palmi-nota-di-chiliamacisegua/
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Sequestro Palmi: Nota di Chiliamacisegua
19 luglio 2010 -
Comunicato
Chiliamacisegua invita a riflettere.
Spunto: come è stata diffusa,da qualche agenzia, la notizia del sequestro di Palmi.
Che ha riportato una verità parziale, che non ha reso appieno il profondo malessere, palpabile, palese, come da testimonianza di Federica Carratelli ( segue nel testo), mostrato sia dagli animali sia dagli umani.
Spesso coloro che sono etichettati come animalisti o come personaggi considerati bizzarri dalla comunità, che si votano a raccogliere animali dalla strada, per un malcelato senso di pietà mentre sono spinti da solitudine e frustrazione, sono persone che necessitano di cure e supporto dei Servizi Sociali.
Si affezionano ad animali che poi costringono a vivere nel più totale degrado igienico sanitario, come loro stessi. Tra l’indifferenza di tutti. Fino a quando la situazione sfugge loro di mano, ne perdono il controllo e capitano le tragedie. Come a Scicli.
Sono persone ammalate di una patologia chiamata animal hoarding (http://www.animalhoarding.com/)
Ammassare, fare incetta, accaparrare e salvare è il loro pensiero fisso. Possono farlo con gli animali ma anche con le cose, hanno un bisogno incontrollabile di accumulare e vanno aiutati da esperti psicologi.
Loro vogliono aiutare gli animali ma non si rendono conto del male che stanno facendo, ne portano a casa talmente tanti che non riusciranno poi a sfamarli tutti, non si rendono conto dello stato di salute degli animali e sono totalmente incapaci di sfamarli, di curarli, di provvedere alle loro più elementari necessità.
Ovviamente tali persone non sono cattive ma malate.
E col loro comportamento compulsivo, spesso fanno comodo poichè mallevano dalle responsabilità i Sindaci e le Asl che mai, prima del momento del sequestro o della tragedia, si sono occupati e dei loro animali ed evidentemente dei loro cittadini.
Chiliamacisegua chiede, dunque una maggiore attenzione sul territorio agli Enti preposti.
Chiliamacisegua chiede di monitorare questi casi e di intervenire prima che sia troppo tardi.
Per gli umani e per gli animali.
Chiliamacisegua
Foto di casi di animal hoarding scoperti nel mondo
http://obeythekitty.blogspot.com/
http://vulpesffb.wordpress.com/2009/10/09/too-much-of-a-good-thing/
http://www.freewebs.com/lasvegaspetadoptions/
Alcune Foto del sequestro di Palmi
Sequestro Palmi: Nota di Chiliamacisegua
Scrivo queste 2 righe per correttezza e perchè odio le infamie, soprattutto ai danni di persone indifese.
Cio’ che viene pubblicato sui giornali, a proposito del sequestro dei 28 animali di Palmi e sulla “reazione” violenta che il sig. Zimbaro avrebbe avuto nei confronti di uno degli agenti del CFS è vergognoso!!!
Una realtà di parte che esclude la puntualizzazione sulle condizioni indigenti in cui il vecchietto e la sua famiglia sono stati costretti a vivere senza che il Comune o l’Asl siano intervenute!
Io e un’altra volontaria abbiamo partecipato alle operazioni di sequestro,sin dalle prime ore della mattina ed abbiamo assistito alla scena in cui il sig. Zimbaro avrebbe reagito violentemente…
Beh, il proprietario dei cani è stato fatto uscire di casa, dopo parecchio tempo che cercavamo di fargli capire la situazioni e 2 agenti del CFS lo hanno preso per le braccia alzandolo da terra e lo hanno trasportato in prossimità della macchina di servizio.
E’ stato buttato a terra ,per strada e in 3 lo tenevano fermo e lo hanno ammanettato, mentre lui chiedeva aiuto.
Poi, lo hanno ficcato in macchina e in quella situazione concitata, il sig. Zimbaro ha graffiato lievemente all’avambraccio uno degli agenti che lo aveva immobilizzato a terra!
Io e l’altra volontaria abbiamo cercato di intervenire, ma siamo state fermate…addirittura al figlio del sig. Zimbaro è stato detto di rimanere immobile, altrimenti sarebbe stato arrestato anche lui!
Le persone presenti sono rimaste sbalordite, perchè un vecchietto alto 1,40 mt, non avrebbe mai potuto far male piu’ di tanto a 3 energumeni e per di piu’ disarmato!
Questa la realtà dei fatti, certo gli animali vivevano in condizioni disagiate, ma pure questo vecchietto avrebbe meritato comprensione.
In una società civile anche il sig. Zimbaro avrebbe dovuto ricevere cure e ricovero.
Non di brutalità alla quale ci è capitato di assistere.
Chiliamacisegua ora si occuperà degli animali, con l’aiuto di chi la sostiene nelle sue battaglie.
Ma chi si occuperà del signor Zimbaro?
Federica Carratelli
Referente Regione Calabria
Chiliamacisegua
Associazione No profit
Cell. 380/384839
I FATTI RACCONTATI DA ALCUNE AGENZIE DI STAMPA
CANI E GATTI MALTRATTATI NEL REGGINO, UNA DENUNCIA
15 LUG 2010
Palmi (Reggio Calabria), 15 lug. – Venti cani ed otto gatti rinchiusi in un’abitazione di circa sessanta metri quadrati, in condizioni igienico sanitari pessime.
Lo hanno scoperto gli agenti del Corpo forestale dello Stato di Sant’Eufemia d’Aspromonte dopo le segnalazioni di alcuni cittadini e di Chiliamacisegua, un’associazione animalista, in una zona di via De Salvo a Palmi, nel Reggino.
Altri due cani, inoltre, sono stati trovati rinchiusi in uno scantinato, anche in questo caso in condizioni igieniche davvero incredibili.
Sul posto gli agenti del CFS hanno anche identificato Antonino Zimbaro, proprietario dei locali che ha acconsentito all’ispezione. Dopo i controlli Zimbaro e’ stato denunciato all’autorita’ giudiziaria per maltrattamento di animali, mentre su decisione della procura di Palmi e’ stato disposto il sequestro degli animali e l’affidamento all’Associazione Chiliamacisegua.
Durante l’esecuzione del provvedimento, pero’, Zimbaro ha opposto resistenza, anche con atti di violenza nei confronti degli agenti, ferendone uno.
E’ stato quindi arrestato e nelle prossime ore sara’ processato per direttissima.
I FATTI RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/14/sequestro-palmi-reggio-calabria/
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La crudeltà sugli animali conduce alla crudeltà verso gli umani
18 luglio 2010 -
Come non essere concordi?
Ma, intanto, i “MOSTRI” continueranno a torturare indisturbati….
Il concetto di violenza è strettamente legato al concetto di sofferenza ma, a differenza degli altri esseri viventi, gli umani possono decidere in piena consapevolezza se causare sofferenza o no.
Un cavallo in un macello, un gatto sottoposto a esperimenti scientifici, un cane torturato da un adolescente violento, uno scimpanzé sottoposto a stress fisico e psicologico per divertire la gente in un circo o in un film non sono diversi dalle vittime civili di una guerra etnica, dai bambini sfruttati dal lavoro o dal mercato del sesso e da un semplice cittadino che si sente imprigionato in un sistema di relazioni sociali basato principalmente sulla competitività e sull’ingiustizia.
Il concetto di violenza è ovviamente correlato al suo opposto, cioè il concetto di rispetto. Il rispetto -sia per le persone sia per gli animali- si può ottenere solo tramite un processo di identificazione e di empatia e con la consapevolezza del destino comune che animali umani e non-umani condividono, oggi più che mai, in un pianeta a costante rischio di catastrofi nucleari o ecologiche. La violenza, nella maggior parte dei casi, è la conseguenza di un atteggiamento culturale generale e, in un modo o nell’altro, investe l’intera sfera affettiva e cognitiva degli esseri umani, anche se qualche volta sembra indirizzarsi esclusivamente verso ambienti specifici o specifici individui.
Un maggior rispetto nei confronti degli animali, da parte di bambini, adolescenti e adulti, può essere raggiunto solo con lo sviluppo di sentimenti d’identificazione e di empatia
La crudeltà sugli animali conduce alla crudeltà sulle persone?
Le ricerche confermano la forte correlazione esistente tra al violenza contro gli animali e la violenza contro gli umani. Se l’importanza degli episodi di violenza sugli animali come indicatori di relazioni familiari disturbate e campanello d’allarme per futuri comportamenti aggressivi nei confronti di umani è ormai assodata, non possiamo neanche ignorare come la violenza verso gli animali scaturisca dalle medesime cause della violenza verso gli umani e perciò l’abuso di animali nell’infanzia non debba più essere considerato come una fase di passaggio.
Uno studio condotto dalla Northeastern University e dalla Massachussets Society for the Prevention of Cruelty to Animals ha rilevato che in un lasso di tempo di 20 anni, un gruppo di153 persone violente con gli animali erano 5 volte più tendenti a commettere crimini violenti, 4 volte più tendenti a commettere reati contro la proprietà, e 3 volte più tendenti a commettere reati connessi con l’uso di stupefacenti di un gruppo di confronto composto da 153 persone non-violente con gli animali.
In uno studio condotto su detenuti per crimini violenti e su un gruppo di individui non-detenuti, non-violenti, il 25% dei detenuti ha riferito di aver inflitto nell’infanzia “crudeltà sostanziali” ad animali, mentre nessuno dei non-detenuti ha riferito storie di violenza sugli animali.
In uno studio svolto su 53 famiglie in terapia psicologica per episodi di abuso di minori, il 60% aveva abusato anche di animali e nei due terzi dei casi, il genitore che abusava aveva anche ucciso o ferito gli animali domestici per ottenere il controllo totale sul bambino. In un terzo dei casi, i bambini avevano abusato degli animali, usandoli come “capri espiatori” per la propria ira.
In uno studio su 28 detenuti per omicidi a sfondo sessuale (tutti maschi) i ricercatori hanno constatato che il 36% aveva abusato di animali durante l’infanzia e il 46% nel corso dell’adolescenza.
In uno studio che utilizzava un campione di 64 uomini, il 48% dei rei di violenza carnale e il 30% dei rei di molestie a minori hanno riferito di aver commesso crudeltà su animali nel corso dell’infanzia o dell’adolescenza.
La ricerca inoltre indica che:
I ragazzi crudeli con gli animali possono diventare aggressivi nei confronti degli umani.
I bambini cresciuti in un clima di intensa coercizione possono imitare lo stesso comportamento con animali e persone.
I bambini imparano i comportamenti crudeli dagli adulti e possono riprodurli sugli animali.
I bambini abusano degli animali per scaricare l’aggressività che provano verso gli adulti che abusano di loro, anche in seguito a traumi psicologici.
Che cosa possiamo fare tutti?
Riferire gli episodi di violenza.
Incoraggiare i legislatori, i magistrati, i veterinari e le guardie zoofile, i medici, gli assistenti sociali, gli educatori e i religiosi ad approfondire la conoscenza della connessione esistente tra crudeltà verso gli animali e violenza familiare.
Esercitare il ruolo di genitori in modo positivo, senza affidarsi alle punizioni corporali.
Discutere e contrastare l’esaltazione della violenza negli sport, nei media e nei divertimenti.
fonte:Tesine
Annamaria ManzoniIl comportarsi in modo fisicamente crudele con gli animali è considerato nel DSM IV, manuale diagnostico dei disturbi mentali in uso nel mondo occidentale, uno dei criteri che permettono di diagnosticare la presenza di un Disturbo della Condotta in età infantile o adolescenziale; l’avere usato crudeltà fisica agli animali, ancora nel DSM-IV, è considerato un antecedente diffuso nel Disturbo Antisociale di Personalità. Di fatto è già da alcuni decenni che gli studi psicologici hanno fatto emergere significative connessioni tra la violenza contro gli animali, agita dai bambini, e lo sviluppo contestuale o futuro di disturbi di personalità.
Ciò corrisponde per altro ad un sentire abbastanza diffuso grazie al quale molti adulti sinceramente inorridiscono davanti alle crudeltà dei bambini sugli animali, soprattutto quando queste raggiungono espressioni particolarmente sadiche ed inusuali, che travalicano atteggiamenti di violenza meno esplosiva, etichettate come “normali”.
Quindi: il sentire comune e la pratica clinica convergono nel ritenere riprovevole e indicatore di patologia il praticare crudeltà fisiche sugli animali. Ineccepibile.
Ma l’esistenza di una inconciliabile marcata contraddizione non può non emergere se si mettono a confronto queste convinzioni con la diffusa brutalità quotidianamente espressa nei confronti degli animali da quello stesso mondo adulto che contestualmente la stigmatizza con tanta decisione. Non è necessario pensare ai maltrattamenti ai limiti o fuori dalla legalità, passibili di denuncia, come i combattimenti tra cani o le corse di cavalli in situazioni estreme, e nemmeno alla caccia, che pur nella sua legittimità conserva una discutibilità fuori discussione: basta riferirsi alla nostra cultura che ammette e in tanti modi incentiva il consumo di carne e di pesce, con ciò che questo comporta: dagli allevamenti intensivi che sono veri e propri lager, alle mutilazioni inflitte ai piccoli di alcune specie, alle sofferenze collegate ai trasporti per viaggi interminabili di animali vivi, al rituale macabro delle macellazioni a catena di montaggio. Non fosse altro che per le recenti epidemie di “mucca pazza” è stato impossibile per chiunque sottrarsi allo spettacolo quotidianamente somministrato dai media di grossi animali appesi ai chiodi, tagliati, squartati, affettati; spettacolo inframezzato da immagini ante mortem dei suddetti animali, i cui faccioni miti contrastavano con la catena al collo e il cartellino di riconoscimento pinzato nelle orecchie; e poi ancora spezzoni di filmati di mucche tremebonde, incapaci di stare ritte sulle zampe per via del morbo, e poi inceneritori infiniti; a completamento di informazione, immagini di allucinanti allevamenti intensivi e di “rottamazione” di tanti animali ancora vivi, ma inservibili.
La descrizione del trattamento a cui gli animali da macello sono sottoposti sarebbe infinitamente lunga: risulta comunque egregiamente fotografata nelle parole di alcuni personaggi illustri:
Gli alimenti di origine animale costano vere e proprie ecatombe. Non penso che una persona sensibile ai problemi della sofferenza negli animali di laboratorio possa rimanere insensibile al trattamento crudele cui sono sottoposti gli animali di allevamento. Anche la pratica della macellazione risveglia un senso di ripugnanza. (Umberto Veronesi).
La vera prova morale dell’umanità è rappresentata dall’atteggiamento verso chi è sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l’umanità ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti gli altri ne scaturiscono. (Milan Kundera).
Scopo di questo articolo non è andare a elicitare una sterile indignazione, ma cercare di comprendere e interpretare una realtà apparentemente schizofrenica, la realtà di tanti milioni di persone assolutamente per bene che convivono con tranquillità con questa dolentissima sofferenza, e coniugano il biasimo per i comportamenti giudicati crudeli dei bambini con l’indifferenza verso crudeltà analoghe erette a sistema.
Una chiave per la decodificazione di questo fenomeno, tanto grande quanto mi sembra poco esplorato, può essere offerta dagli studi di A. Bandura e poi di G.V. Caprara sulle molte facce dell’aggressività, da questi autori vista nel suo aspetto intraspecifico, vale a dire all’interno della specie umana: molte delle loro osservazioni sono a mio avviso esportabili all’interpretazione di quella forma di aggressività interspecifica, che caratterizza grandissima parte del rapporto dell’uomo con gli animali.
Il concetto cardine è quello del disimpegno morale : la violenza non è solo quella che proviene dall’azione di impulsi sfuggiti al controllo della coscienza, ma è molto spesso frutto del pensiero, dell’interpretazione che si dà dei fatti; nello specifico uccidere, vivisezionare, macellare gli animali sono azioni che avvengono nell’ambito di una totale legittimazione sociale e quindi all’interno della conservazione di un positivo rapporto con la realtà circostante, rapporto che anzi maggiormente migliora nella misura in cui la propria identità viene sancita e riconosciuta. Così, per esempio, lo studente come il ricercatore che taglia, ustiona, acceca un gatto ridotto all’impotenza non vede sé stesso come un sadico nell’esercizio delle sue più esecrabili performance, ma secondo l’immagine che vede riflessa nello sguardo e nel pensiero della gente, vale a dire attraverso il suo ruolo pubblico, quello di una persona che agisce nel pieno rispetto di regole sociali e nell’interesse di tutti: pertanto, grazie ad un meccanismo di “disattivazione selettiva della coscienza”, è legittimato a non provare senso di colpa alcuno, nessuna vergogna, addirittura nessuna pena per l’animale: di lui percepisce solo l’aspetto di cavia, mentre tutte le caratteristiche di essere vivente, senziente e sofferente vengono relegate nell’area di non percezione, chiusa alla coscienza.
Sempre in riferimento agli studi sopra citati, fondamentale risulta il concetto di giustificazione morale: il male inflitto ha scopi meritevoli: quindi si viviseziona al fine di incrementare il progresso scientifico, si macella per fornire alla gente i necessari alimenti proteici, persino si tormenta fino all’indicibile il toro per mantenere viva attraverso la corrida l’irrinunciabile tradizione macha della popolazione. E via uccidendo.
Etichettamento eufemistico : basta usare le parole o le immagini adeguate e la realtà con i suoi orrori si allontana. Si parla di “consumo di carne”, di “proteine di origine animale”, di Simmenthalmentebuona, di Tonnocosìtenero: e l’animale e la sua sofferenze scompaiono dietro tali espressioni neutre o simpatiche. Le tecniche pubblicitarie in particolare la fanno da padrone nel trasformare la realtà: il prosciutto si perde sullo sfondo di balletti eccitati, il tonno scompare in una calda relazione nonni-nipoti, le carni inscatolate vengono nobilitate dal gusto e dalla fretta di tanti yuppies: la seduttività delle situazioni, il divertimento, la ripetitività degli slogans cancellano il sangue di mattatoi e tonnare. E ancora, a buon completamento, ecco altre immagini di mucche felici oppure di porcellini sorridenti, trasformazione della realtà ad uso e consumo dei più piccoli, rispetto ai quali il mondo adulto appare davvero dissociato: circonda il mondo dell’infanzia della presenza di animaletti di peluche, li umanizza nelle favole, solletica l’espressione dell’affetto infantile verso le bestie, e alimenta il desiderio di una tenerezza destinata a diventare rimpianto inconscio senza mai essere divenuta realtà.
Confronto vantaggioso: con tutto quello che succede nel mondo, le guerre, i bambini che muoiono di fame, i terremoti, le inondazioni, come è futile preoccuparsi di animali! Anzi no: è quasi indecente Al di là del fatto che alla luce di questa teoria nessuna causa varrà mai la pena di essere difesa, perché comunque ce ne sarà sempre un’altra più nobile, questo atteggiamento appare piuttosto la razionalizzazione di un disinteresse personale, che trova più vantaggioso esprimersi attraverso il pathos di una giustificazione umanitaria che la dichiarazione di uno sterile disimpegno.
Dislocamento delle responsabilità: ognuno è solo esecutore, esecutore senza colpa di decisioni prese da qualcun altro, che sta più in alto. Ma non è questo l’atteggiamento che rende ogni giorno possibili guerre, stragi e violenze gratuite di ogni tipo? L’identificazione con il diligente dipendente porta a lavorare bene, perseguendo l’obiettivo, che è il guadagno: se ciò si scolla da un proprio codice morale personale, il bene, cioè il guadagno, sarà perseguito con tanta più efficacia quanto maggiore sarà lo sfruttamento attuato sugli animali. Gli echi delle parole di tanti ottimi esecutori degli ordini del Fuhrer molto spiegano di questo meccanismo.
Diffusione delle responsabilità: tutti fanno così, è normale, che cosa c’é di strano? La famiglia, il gruppo di appartenenza, la società, lo stato, il mondo…Probabilmente questo è uno dei meccanismi di maggiore valenza: come si può anche solo pensare di mettere in discussione una realtà universale, che è sempre esistita, che esiste e, in questo modo, sempre esisterà? Solo un pazzo o un eroe potrebbero farlo: la capacità di accorgersi che il re è nudo pare svanire con l’infanzia e per recuperarla bisogna fare ricorso all’esatto opposto della naturalezza e spontaneità infantile: bisogna fare appello alla elaborata speculazione intellettuale che in modo complicato va a ricostruire ciò che è naturale.
Distorsione delle conseguenze: il campionario è infinito: basta ricordare la convinzione che “tanto gli animali non soffrono” (chi non ha un’anima notoriamente non lo fa….), che permette che al ristorante si scelga di persona l’aragosta da far bollire viva in cucina mentre, nell’attesa, si sorseggia l’aperitivo; oppure il “ma sono allevati apposta” in cui il reale rapporto di circolarità che unisce le due affermazioni (li allevano perché li mangiamo perché li allevano perché li mangiamo) viene negato per essere sostituito da quello più rassicurante e autoassolvente di causa-effetto.
Demonizzazione della vittima: è un animale, non è un uomo, è quindi diverso: ciò che non è come noi non ha uguale diritto di cittadinanza; e se non è come noi o è pericoloso o è inferiore e come tale va trattato: notoriamente “il nemico ha la coda”. Ed ecco quindi la legittimazione della caccia, eretta a rango di sport, dove anche piccoli e indifesi volatili diventano prede da conquistare, magari con fucili caricati a pallettoni destinati a disintegrarli; se poi la caccia è al cinghiale, alla tigre, al rinoceronte, allora la bardatura è quella del guerriero: si va contro un nemico pericoloso: bisogna essere bene armati, decisi, feroci, come il compito richiede. E dopo l’uccisione l’animale, colpevole di avere disperatamente cercato di fuggire, alla propria morte e all’insensatezza altrui, diventa il trofeo di un coraggio presunto, reale icona di una violenza gratuita.
Attribuzione di colpa alla vittima : si ribalta la responsabilità. E allora ecco i maltrattamenti ai danni degli animali domestici, perché non ubbidiscono, perché non capiscono, perchè non si comportano come vorrebbe il padrone; ecco ulteriori violenze gratuite agli animali al mattatoio perché esprimono un’ultima terrorizzata ribellione alla propria morte, intralciando il lavoro dei loro uccisori.
A tutti questi meccanismi ne vanno aggiunti almeno altri due, a cui attingiamo a piene mani nella vita quotidiana: la rimozione, per cui “Certo, se ci si pensa…, ma è meglio non farlo, perché tanto non serve a niente”: il meccanismo sembra funzionare egregiamente; e la negazione: “Non esiste alcun problema” quasi che il salame e il prosciutto acquistati al supermercato avessero perso qualsiasi connessione con il maiale da cui provengono: si sono materializzati lì, sui banconi.
Tutti i meccanismi descritti, nella loro complessa articolazione e nel loro interagire, mi sembrano poter aprire la strada all’approfondimento di una realtà davvero composita e poco o nulla esplorata, che, nella sua essenza ultima, è riconducibile e riducibile alla diffusa attitudine di molte persone a chiudere gli occhi ed ogni altro canale percettivo alla sofferenza altrui.
Volutamente non ho preso in considerazione gli infiniti episodi di crudeltà fine a sé stessa quotidianamente perpetrati ai danni degli animali: per questi sono altre le categorie di riferimento che vanno dalla presenza di tratti sadici nella personalità allo spostamento di un’aggressività che trova facile preda nel più debole. Per certi versi più pericolosa in quanto disconosciuta e quindi meno facilmente osteggiabile è l’indifferenza delle brave persone: “Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste” diceva Martin Luther King. Prima di pensare a come affrontare ed estirpare il male e la violenza, che da sempre convivono e minano le basi del vivere sociale, è necessario che la società guardi sé stessa, riconosca non al di fuori di sé o ai suoi margini, ma anche nelle sue parti migliori e pure, la presenza dell’Ombra, di una parte oscura e primitiva.
Solo attraverso la consapevolezza l’uomo potrà forse migliorarsi: il non voler sapere è sempre una colpa perché la mancanza di consapevolezza permette all’orrore di perpetuarsi.
Ai confini tra animalismo e psicologia vale la pena concludere con le parole di Isaac Bashevis Singer, premio Nobel per la letteratura: “Ogni volta che Herman assisteva alla macellazione di animali o alla pesca, compiva sempre la stessa riflessione: nel loro comportamento verso queste creature, tutti gli uomini erano dei nazisti. L’indifferenza con la quale facevano ciò che volevano di tutte le altre specie esemplificava la più razzista delle teorie: il diritto del più forte ”.
| Bibliografia | |
| Caprara G.V. (a cura di , 1997) Bandura , Milano Angeli. Caprara G.V., Malagoli Togliatti M (a cura di ,1996) Il disimpegno morale in Rassegna di Psicologia , vol. XIII. Caprara G.V. Storie di ordinaria depravazione, in Psicologia Contemporanea 1998 n. 145. Attili G, Farabollini F., Messeri P. Il nemico ha la coda , Giunti 1996 |
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La Padania 18 luglio: TUORO, INFERNO DEI CAVALLI BLITZ DI NAS E INFORMAZIONE
17 luglio 2010 -
Buona lettura de La Padania 18 luglio
Chiliamacisegua
La pagina a cura di Stefania Piazzo, pubblica la risposta del Sottosegretario on Francesca Martini, alla Lega difesa del cane:
«Il Ministero sostiene il Parco canile dei Sanniti»
“Gentile Sig.ra Gertrude Fucci, ho letto con grande attenzione la sua lettera e le sue parole mi hanno profondamente colpita perché permeate da profondo amore per i nostri amici a quattro zampe, soprattutto per quelli più sfortunati. Questo sentimento ci accomuna e ci ha spinte a condividere battaglie importanti per l’affermazione dei diritti degli animali.
Tra tutte ne voglio ricordare una soltanto: quella del canile di Cicerale in provincia di Salerno, divenuto il simbolo delle atrocità commesse nei confronti degli animali e dimostrazione tangibile del cammino di civiltà che stiamo percorrendo insieme……… “
Continua…
Prosegue con un orrore cupo, che lascia senza parole
TUORO, INFERNO DEI CAVALLI BLITZ DI NAS E INFORMAZIONE
“ Arriva sulla posta in face book un preallerta. E’ Pianeta Umbria che ci scrive, dopo un veloce tam tam informatico con lo Sportello 4 Zampe della Provincia di Perugia. La filiera funziona. Da lì a poco, due giorni sono bastati, scatta il blitz. E l’esito è inenarrabile. L’inferno è a Tuoro sul Trasimeno. Le denunce prendono sempre più corpo. Macellazione clandestina dei cavalli,fosse improvvisate. Non prima di aver dato la carne degli equidi ai cani, mastini napoletani e sanbernardo. I purosangue non ritenuti adatti al trotto finivano la loro vita con un colpo di pistola. Stessa sorte per gli asini nella tenuta. Chiaro, il condizionale è d’obbligo. Le accuse aprono la coscienza in due. Ma non sottraggono il Sottosegretario Francesca Martini da un immediato commento. «Ritengo allucinante quanto recentemente emerso da indagini congiunte dei Carabinieri dei Nas rispetto ad episodi di macellazione clandestina di cavalli da corsa da film dell’orrore che sarebbero avvenute presso l’allevamento “La dogana” di Tuoro sul Trasimento (PG). Grazie al senso civile di alcuni cittadini si è rotto il muro di silenzio in particolare sulle cruentissime uccisioni di puledri all’interno dell ’allevamento. Le carni erano destinate all’alimentazione di altri animali ma soprattutto, e purtroppo, anche all’alimentazione umana. Il clima di terrore e di omertà veniva mantenuto dai titolari dell’azienda sulla base di continue minacce. Le ispezioni hanno evidenziato lo smaltimento illegale di carcasse di cavalli e di cani, un congelatore contenente carne non identificata ed un cane congelato, nonché numerose irregolarità……..”
Continua……..
I FATTI DI TUORO RACCONTATI DA CHILIAMACISEGUA QUI
http://www.chiliamacisegua.org/2010/07/15/allevamento-degli-orrori/
ALLEVAMENTO DEGLI ORRORI
Conclude con una notizia che dà sollievo
A VERONA IL PRIMO PRONTO SOCCORSO ANIMALE
“Nasce in provincia di Verona il 1° Pronto Soccorso per animali. Ad annunciarlo è il Sottosegretario alla Salute con delega alla veterinaria, on. Francesca Martini. «Sono orgogliosa – ha detto il Sottosegretario – di poter annunciare che attraverso un progetto congiunto che sto portando avanti con il Comune di Legnago e con la ULSS 21 nascerà grazie ad un mio finanziamento e a risorse del territorio il primo Pronto Soccorso per animali. È un passo in avanti di grande civiltà. Troppo spesso purtroppo ancora oggi gli animali di affezione, ed in particolare i cani, sono al centro di maltrattamenti, sevizie o incidenti stradali che li vedono sovente feriti e senza un punto di riferimento…….!
Continua……
Anteprima
18 luglio
*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE QUARANTATREESIMA PUNTATA
*MARTINI: «IL MINISTERO SOSTIENE IL PARCO CANILE DEI SANNITI»
*TUORO, INFERNO DEI CAVALLI BLITZ DI NAS E INFORMAZIONE
Filiera civile, media in campo con le istituzioni
*A VERONA IL PRIMO PRONTO SOCCORSO ANIMALE
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CLACS – Raccolta fondi animali sequestrati a Palmi (RC) – Chiliamacisegua
15 luglio 2010 -
CLACS – Raccolta fondi animali sequestrati a Palmi (RC) – Chiliamacisegua
Su segnalazione di Chiliamacisegua, il Corpo Forestale dello Stato in data 8 Luglio 2010, ha eseguito il sequestro preventivo di n° 20 cani e n° 8 gatti di razza meticcia.
L’operazione e stata effettuata su delega della Procura della Repubblica di Palmi a firma del Procuratore Aggiunto dott. Emanuele Crescenti.
Le bestiole vivevano in condizioni igienico sanitarie, totalmente incompatibili con la loro natura e in netto contrasto con le leggi vigenti a tutela del benessere degli animali d’affezione
Uno scenario raccapricciante è quello che si è presentato alla vista del Corpo Forestale dello Stato e di alcune volontarie appartenenti all’associazione Chiliamacisegua: le povere bestiole, vivevano nei loro escrementi e non avevano alcun collegamento con l’esterno, alcuni addirittura costretti nel buio più totale, tutti completamente abbandonati a loro stessi.
Il locale che li ospitava era un vero tugurio, fatiscente, diroccato, una parte del quale edificato sotto il livello stradale. Privo di finestre e il cui ingresso era chiuso, non da una porta ma da una fittissima rete metallica.
Gli animali erano costretti a condizioni innaturali: alcuni perennemente giacenti sul balcone, altri alloggiati in un umido cunicolo, altri ancora nascosti nel sottoscala.
Mentre per gli otto gatti la situazione si è presentata ancora più drammatica, segregati giorno e notte in una stanza, al buio più completo.
Gli animali dimostravano al contatto umano, gravi turbe comportamentali: terrorizzati, stressati, palesemente in grave stato di alienazione.
Tutti gravati da varie patologie che vanno dalla rogna all’obesità, stante il cibo che veniva loro somministrato. Avanzi di ogni genere, dalle ossa alla pasta, unta, piena di grasso e di frattaglie decomposte.
A fare loro compagnia, solo la sporcizia più totale e la più completa immobilità.
Chiliamacisegua ha ottenuto la custodia giudiziale di tutti gli animali che saranno visitati, curati e seguiti fino al loro totale reinserimento, prima
di potere essere dati in affidamento.
Chiliamacisegua ringrazia l’Enpa, nella sua Presidente Carla Rocchi e l’Enpa sezione Caserta, nella persona di Antonio Fascì che si sono resi immediatamente disponibili come l’Enpa di Perugia, nella persona di Paola Tintori, che si è fatta carico del destino degli 8 gatti.
Chiliamacisegua chiede a chi lo desidera, un sforzo economico per il mantenimento e le cure di 20 cani.
Chiliamacisegua chiede un supporto per ridare speranza di vita e dignità a questi poveri animali a lungo maltrattati.
Grazie
Per info e adozioni a distanza:
Corinna Andreatta presidente@chiliamacisegua.org
Federica Carratelli federica@chiliamacisegua.org
Per donazioni:
Conto corrente postale no. 000098621444
Intestatario del conto: Chiliamacisegua
Conto corrente bancario: IT59U0316501600000110445234
Intestatario del conto: Associazione Chiliamacisegua
Donazioni con carta di credito: donazioni@chiliamacisegua.org
Donazioni su Postpay : 4023600568709259 intestata a Federica Carratelli
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
A disposizione ci sono un conto corrente bancario per donare tramite bonifico bancario o tramite PayPal con carta di credito con transazione immediata e sicura.
L’intero ricavato verrà utilizzato per far fronte alle emergenze animalistiche e devoluti interamente a Chiliamacisegua.
Vogliamo assolutamente precisare che tutte le donazioni saranno visibili singolarmente online tramite conto corrente visibile a questa pagina.
Bonifico bancario
IBAN: IT67N0693065780000000001218
BIC/SWIFT: BMPRIT2P (per bonifici dall’estero)
intestato ad Associazione AmiciCani
causale: Donazione CLACS sequestro Palmi
Carta di Credito
Donazioni: 0 €
Versamenti già fatti in conto progetto: 0 €
Spese di gestione: 0 €
Restano in totale in conto progetto: 0 €
(saldo aggiornato al giorno precedente al 15/07/2010)
Clicca qui per vedere i dettagli del conto corrente online
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