I diari di Michelle Rokke
Chiliamacisegua segnala una lettura per il fine settimana: I diari di Michelle Rokke
Dal sito Fotografando la vita
http://fotografandolavitablog.blogspot.com/2008/07/i-diari-di-michelle-rokke-huntingdon.html
I Diari di Michelle Rokke – Huntingdon Life Sciences

Dimostrano che questa pratica, che la si chiami “sperimentazione animale” o che la si chiami “vivisezione” non può essere tollerata.
I Diari di Michelle Rokke
Stampatelo, leggetelo e divulgatelo liberamente al fine di informare piu’ persone possibili sui dettagli, le dimensioni e tutto cio’ di commerciale che sta dietro a questa criminale pratica disumana.
In HLS vengono uccisi a questo scopo 500 animali al giorno, per i test di sostanze come erbicidi, additivi alimentari, farmaci, e ogni altro prodotto chimico.
HLS è stato denunciato almeno 5 volte nel corso degli ultimi 15 anni, per crudeltà verso gli animali e per mancato rispetto delle leggi. Le denunce sono state effettuate grazie a investigazioni segrete portate avanti da infliltrati che si sono fatti assumere come dipendenti di HLS. La terza di queste investigazioni è stata compiuta nel 1996 nello stabilimento di HLS del New Jersey (USA), da Michelle Rokke, la quale ha tenuto per tutte le settimane di permanenza in HLS dei diari quotidiani, diventati in seguito noti semplicemente come “I Diari di Michelle Rokke”, in cui registrava quello che ogni giorno vedeva: la sofferenza degli animali, l’incuria dei tecnici e dei medici, l’incompetenza e la cattiva fede, il menefreghismo e la mancanza della seppur minima sensibilità e rispetto verso gli animali utilizzati.
Questi Diari parlano da soli, non c’è bisogno di commento.
Ma un’importante riflessione va fatta: non è solo in HLS che succedono queste cose, perché i laboratori di vivisezione, in ogni parte del mondo, sono gli stessi. Si fanno gli stessi test, ci sono lo stesso tipo di persone che ci lavorano. Non è verosimile che solo in HLS accada questo mentre in tutti gli altri laboratori del mondo, Italia compresa, i vivisettori siano persone ammodo che mai farebbero del male a un animale e che “ospitano” nelle condizioni più confortevoli animali di ogni specie, come loro vorrebbero farci credere. Non sta in piedi, non è possibile. Gli esperimenti che si fanno sono gli stessi dappertutto, e le regole, la prassi, il tipo di gabbie, sono sempre uguali, in ogni posto del mondo.
Tenetelo a mente
Nella versione originale del manoscritto sono citati i nomi di notissime multinazionali che producono farmaci e svariati prodotti di largo consumo che si trovano in tutti i supermercati (detersivi, prodotti per l’igiene personale, cibi per animali, prodotti alimentari per il consumo umano) che sono stati (e/o lo sono ancora) clienti di HLS. Per motivi legali non è stato possibile riprodurre questi nomi, ma solo la loro iniziale. è però possibile sapere di chi si tratta in un modo molto semplice, basta cercare sul web con un qualsiasi motore di ricerca, le parole: “michelle rokke” diary – Si risalirà così alla versione in inglese completa dei nomi di queste notissime marche.
Le nostre abitudini di vita e le nostre scelte alimentari hanno grande influenza e producono gravi ripercussioni sull’ambiente, sulle persone che vivono al di sotto del livello minimo di sussistenza, sugli animali. Rappresentano infatti la causa preponderante dei danni all’ecosistema e della fame nel mondo, contruibuiscono al massacro di oltre 48.000.000.000 (quarantotto miliardi!) di animali ogni anno, pesci esclusi, ai fini della sola alimentazione umana.
Il problema della sperequazione alimentare (ogni giorno muoiono per fame 24.000 persone circa) e degli squilibri ambientali non è però dovuto ad un’insufficiente produzione di cibo, quanto all’iniqua distribuzione e allo spreco delle risorse alimentari disponibili, legata in modo diretto ai modelli alimentari e di produzione propri dei Paesi ricchi, dove il consumo di prodotti di origine animale è a dir poco smodato.
Il Consumo Consapevole
Per Consumo Consapevole si intende quindi il prendere coscienza della necessità di acquistare prodotti che riducano al minimo le cause della sottoalimentazione e i danni inferti all’ambiente, valutando nel contempo la sofferenza che talune scelte e abitudini infliggono agli altri animali.
Questo è successo e succede per tutte le “Grandi” marche, quando ho montato il video ho preferito mettere una colonna sonora a tema, per non sentire il vero audio… che viene dall’inferno!
Per fortuna un gruppo del fronte di liberazione animale – animal liberation front – fece irruzione nel laboratorio traendola in salvo e addirittura trovandole una madre adottiva.
Il video risale al 1985 ed è prodotto dalla PETA TV. Anche se alcuni volontari della PETA sono stati scoperti ad uccidere animali, questo video merita di essere visto (inoltre è girato in epoche non sospette).
Finchè ogni gabbia non sarà vuota.

