La Padania 16 maggio Ora BASTA: abbiamo almeno TREMILIONI E DUECENTO MILA ragioni
15 maggio 2010 -
Furiosamente Chiliamacisegua ha letto e riletto la notizia di reato a firma della solita eccelsa (ed è poco!), giornalista con gli attributi, Stefania Piazzo e ha tratto le sue conclusioni: siamo un paese di emme!
Amministrati da gente di emme. Come in Basilicata.
Gentucola, sindacucci, politicanti da due soldi ( pardon da tremilioni e duecentomila euro, soldi nostri,) che stanno bene solo in un posto: per strada!
Gentucula, attorniata da furbetti che sulla tratta, deportazione, accalappiamento, stallamento, reclusione, incenerimento dei cani hanno costruito un impero. E SIAMO NOI CHE LO PERMETTIAMO.
Ora BASTA: abbiamo almeno TREMILIONI E DUECENTO MILA ragioni.
Per non parlare di quell’altro che ci riserva la Piazzo! Bella storia quella di Pontinia: cosa nasconde la sua richiesta di deportare da Pomezia, nelle patrie galere ( per cani) a Latina, 10 cani 10, per di più anziani, per un risparmio di 730 euro l’anno?
E si può fare a meno di urlare di rabbia, addentrandosi nell’orrore di Collelongo, altro mostruoso parto bestiale, stesso marchio di fabbrica Cicerale, un nome, una garanzia, quasi un franchising ?
Si può far finta di non rimanere offesi dall’impudicizia del gestore, toh, anche lui figlio della politica arrogante, quella disonorevole?
Chiliamacisegua richiede alla Task Force voluta dall’on Francesca Martini e di prossimo insediamento, che si restauri il senso della vergogna e della legalità.
Con le cattive, visto che le buone maniere sono esaurite.
Randagiamoli tutti!
Buona e poco rasserenante lettura
Chiliamacisegua
La Padania 16 maggio
Viaggio nell’Italia bestiale Trentaduesima puntata A CURA DI STEFANIA PIAZZO
I 420 LU-CANI DAI BRONZI CALABRI
Clamorosa deportazione con un appalto da 3,2 milioni di euro
PONTINIA RECLAMA DIECI CANI ANZIANI A POMEZIA
Per 20 centesimi ti ritiro il vecchio
16 maggio
CACCIATORE UCCIDE DUE GUARDIE ECOZOOFILE
Martini, orrore per i gravi fatti di Genova
Granatina con cane Scegli il gusto a Collelongo
Continuano le denunce delle associazioni sulla struttura dove si dichiarano adozioni record. Ma a meno 15°, chi sopravvive?
MODICA
Sindaco rinviato a giudizio…
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Evita cane randagio e si schianta in cunetta
15 maggio 2010 -
Cronaca
Evita cane randagio e si schianta in cunetta
Una 24enne algherese è finita all’ospedale per essersi sbattuta con l’auto evitando un cane. Nessuno è intervenuto per portare via l’animale ferito. Adesso scatta la denuncia contro il Comune. FOTO
ALGHERO - Nonostante il Comune abbia avviato un censimento dei cani randagi presenti nel territorio, il problema non è stato ancora risolto. Rispetto a qualche anno fa gli animali senza padrone sono nettamente diminuiti, ma in alcune zone il randagismo non è stato debellato.
L’assenza di un canile comunale, sicuramente, non aiuta a risolvere il problema che nella serata di giovedi si è riproposto in maniera piuttosto grave. Verso le ore 21.00, del 12 maggio, una 24enne algherese, mentre percorreva la direttrice verso Alghero, proprio davanti alla zona industriale di Galboneddu, per evitare un cane è finita fuori strada. Una doppia sbandata con la Fiat Panda che ha centrato un muretto a secco in cunetta. Impatto molto forte che ha causato alcune lesioni alla giovane, con la sistemazione anche del collare, guaribili in dieci giorni di cure. Ma oltre i danni fisici, subito dopo il sinistro, è iniziato un altro calvario. Il padre della vittima chiamato al telefono si è precipitato sul posto. Avvisati anche i Carabinieri che, una volta giunti in località Santi Angeli, si sono trovati davanti al “muro di gomma” delle responsabilità di casi del genere.
Per il cane tramortito sull’asfalto, infatti, non era possibile rintracciare un riferimento utile per poter soccorrere l’animale e, soprattutto, poterlo spostare dall’asse stradale. I militari per un’ora hanno fatto diversi numeri telefonici, senza avere risposta chiare. Un rimbalzo di responsabilità assurdo. Fatto sta che quel cane è rimasto, pericolosamente, lì fino alle 22.45. Solo dei barracelli, alla fine, si sono accollati l’onere di portare via il povero animale in una zona meno trafficata. Nessuno, però, ha garantito un soccorso per la bestia ferita.
Adesso, spetta ai genitori della ragazza, tramite avvocato e assicurazione, e relazione dei Carabinieri, inoltrare regolare querela al Comune e richiesta di rimborso per i 3mila euro di danni all’auto e i 10 giorni di prognosi.
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Basilicata: è l’inizio della fine Aggiornamento
14 maggio 2010 -
http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/13/basilicata-e-linizio-della-fine/
Basilicata: è l’inizio della fine Aggiornamento
Continua l’ingiustizia verso i nostri amici cani
Pina Maselli
Soc.Coop.ECO a.r.l
C.da Tiera Scalo
85100 Potenza
Tel-Fax 0971-63327
0971-63907
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Rassegna Stampa
LA STORIA DEI CANI DEPORTATI DALLA BASILICATA ALLA CALABRIA QUI
A
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Si, è arrivata l’ora di scegliere da che parte stare
14 maggio 2010 -
” Ogni volta che un singolo individuo si schiera per un ideale, o agisce per il bene degli altri, o combatte contro l’ingiustizia, dà vita ad un’onda di speranza, onda che andrà ad incontrare altre onde innalzate da altrettante fonti di convinzione e forza, creando una corrente che sarà in grado di abbattere le più alte mura di oppressione e opposizione”.
Robert F. Kennedy
Si, è arrivata l’ora di scegliere da che parte stare
Si rassegnino, quelle brave personcine che attingono ai più biechi rigurgiti di pensiero primordiale per commentare gli accadimenti di questi giorni.
Tremendi accadimenti di sangue che vedono vittime sul campo , Paola Quartini ed Elvio Fichera, uccise da Renzo Castagnola, un cacciatore.
Da un appartenente alla specie di coloro che considerano la caccia “uno sport”.
Di coloro che sono pronti a difendere le nefandezze di un veterinario Guberti, in questi giorni finalmente sotto processo, per i suoi “metodi naturali per la selezione della razza”, difeso ad oltranza, addirittura con una colletta raccogli fondi per 50mila euro, da mettere a disposizione di un avvocato che accettasse di difenderlo.
Di coloro che pur di lucrare sarebbero disposti a mettere una sella al cavalluccio marino per organizzare scommesse e a sparare ad una libellula, pur di esibire un trofeo.
Il ripristino dei valori dell’umano sentire è in atto e nulla lo può fermare.
Gli alfieri, l’on Francesca Martini e il suo staff, Dottssa. Gaetana Ferri, Dottssa Rosalba Matassa, che la prossima settimana darà vita alla prima Task Force voluta da un Ministero, una unità per combattere il malaffare nel mondo animale, La Padania e la sua penna al curaro, Stefania Piazzo, Striscia la Notizia e il fratello degli animali Edoardo Stoppa, hanno seminato un terreno che ora ha l’humus fertile per l’inarrestabile movimento di progresso e di civiltà che risveglia le coscienze.
E che trovera’ mille, centomila, milioni di sostenitori.
Che si riconoscono in coloro che ci hanno creduto e che ci credono che il mondo si può cambiare. Insieme.
L’on Michela Vittoria Brambilla e il suo Manifesto “ La coscienza degli animali” cui hanno aderito il professor Umberto Veronesi, il direttore del Giornale Vittorio Feltri, il teologo don Luigi Lorenzetti, Franco Bergamaschi (dell’Erbolario), l’avvocato svizzero Antoine Goestchel e la scrittrice Susanna Tamaro, il regista Franco Zeffirelli e la scrittrice Dacia Maraini, ne è la prova tangibile.
Per stabilire la netta demarcazione tra ieri e oggi.
Tra la fine e l’inizio
Tra a morte e la vita.
Si, è arrivata l’ora di scegliere da che parte stare.
Chiliamacisegua ha già scelto.
Chiliamacisegua
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Basilicata: è l’inizio della fine
13 maggio 2010 -
Riceviamo e divulghiamo
Chiliamacisegua
Questo e il primo “pacchetto” , è l’inizio della fine. Ormai non abbiamo piu nesuna possibilita di tenere con noi i nostri cani
Pina Maselli
Soc.Coop.ECO a.r.l
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ORRORE E CORDOGLIO PER DUPLICE OMICIDIO GUARDIE ECOZOOFILE
12 maggio 2010 -
Chiliamacisegua porge le sue condoglianze ai familiari delle vittime, deprecando l’accaduto e augurandosi che simili episodi non abbiano a ripetersi mai più, attuando una severa opera di prevenzione, condividendo il pensiero dell’on Martini , di Aldo Curatolo e di Oscar Grazioli
Chiliamacisegua
SOTTOSEGRETARIO MARTINI ESPRIME ORRORE E CORDOGLIO PER DUPLICE OMICIDIO GUARDIE ECOZOOFILE IN CANILE GENOVA
“CONTROLLI PIU’ SEVERI SU REQUISITI MORALI E PSICHICI PER GESTORI CANILI”
Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini esprime profondo cordoglio e orrore in merito alla notizia del duplice omicidio avvenuto questa mattina a Sussisa, nella riviera di Levante di Genova, dove due guardie zoofile sono rimaste vittime del fuoco aperto dal titolare del canile gestito in convenzione. L’omicida Renzo Castagnola si è poi tolto la vita.
Le guardie erano andate ad effettuare un sopralluogo di verifica della condizione dei poveri cani detenuti in condizioni di maltrattamento sulle quali erano pervenute numerose segnalazioni. L’obiettivo era quello di accertare le violazioni di legge che avrebbero fatto scattare il doveroso eventuale sequestro della struttura.
Sulla drammatica vicenda il Sottosegretario Martini dichiara:“Questo gravissimo episodio ci fa comprendere come quella della difesa degli animali sembri avere i profili di una vera e propria battaglia di civiltà con le sue vittime. Non a caso anche alla sottoscritta sono arrivate più volte intimidazioni. Da sempre considero le guardie ecozoofile un patrimonio di estremo valore per le istituzioni e per il territorio. Sono sconvolta da quanto accaduto e mi stringo ad un abbraccio alle famiglie di queste straordinarie persone che oggi ci vengono violentemente strappate. Fatti di una violenza inaudita come questo pongono in evidenza la assoluta necessità che i gestori di canili, di qualsiasi natura, siano sottoposti a valutazione di ordine morale ed equilibrio comportamentale e psichico, nonché debbano in futuro certificare una formazione in materia, un percorso su cui mi muoverò immediatamente sul piano legislativo”.
Comunicato Guardie Zoofile ENPA Lodi
Uccise due guardie zoofile
Nell’entroterra di Sori, il 65enne Renzo Castagnola ha ucciso Elvio
Fichera e Paola Quartini, guardie zoofile volontarie, che gli notificavano
il decreto di convalida del sequestro di alcuni cani per maltrattamento.
L’uomo poi s’è tolto la vita.
Castagnola ha sparato sei colpi con una pistola secondo i rilievi dei
Carabinieri e del medico legale Marco Salvi. Tre proiettili della calibro
9 automatica, trovata a terra sul luogo dell’omicidio, hanno raggiunto
Paola Quartini al viso, al torace e ad una gamba. Un colpo solo
all’indirizzo dell’uomo, Elvio Fichera, raggiunto alla testa. Un
proiettile ha ferito di striscio la moglie di Castagnola, ma non è chiaro
se l’intenzione dell’uomo fosse della di ucciderla oppure se la donna si
sia trovata sulla traiettoria. I corpi delle due guardie zoofile sono
stati trovati a terra, vicini a quello dell’omicida, nell’area all’aperto
delimitata da una recinzione dove si trovano anche le gabbie in cui sono
tenuti i cani. Secondo quanto riferito dai militari, gli animali sono
stati trovati nelle loro gabbie, in spazi ristretti, in una situazione
igienica piuttosto precaria.
L’episodio potrebbe sembrare un momento di follia del cacciatore.
Personalmente sono convinto che ad armare la mano del cacciatore assassino
sia stato il suo viscerale disprezzo per i volontari, per quello che
facevano e che rappresentavano. E’ da tempo che i cacciatori e le loro
organizzazioni offendono, denigrano, diffamano, sviliscono la figura delle
guardie zoofile volontarie, spesso con la compiacenza di certe autorità
pubbliche, e questi sono i risultati.
Il servizio delle Guardie Zoofile, come ogni altra attività di vigilanza,
non è esente da pericoli ma al pari degli altri operatori di polizia, le
Guardie Zoofile hanno il diritto di svolgere il loro servizio in
condizioni di sicurezza per quanto possibile. Questo significa non solo
dotare le Guardie Zoofile dei necessari poteri di polizia e di controllo
ma anche, come per le altre guardie giurate, degli strumenti per la
sicurezza e difesa personale. Credo quindi ormai superata, qual’ora ve ne
fosse ancora bisogno, ogni possibile disquisizione sulla opportunità di
dotare le guardie zoofile di porto d’arma.
Concludo con un sincero cordoglio alle famiglie dei colleghi caduti,
secondo alcuni stolti, per nulla.
In realtà sono morti per una cosa bellissima, una civiltà migliore, per
gli animali e per gli umani.
Aldo Curatolo
Presidente e Capo Nucleo Guardie Zoofile ENPA Lodi
Troppi animali in mano a violenti
di Redazione
di Oscar Grazioli
E adesso che la faccenda non riguarda più soltanto i cani e il loro tanto invocato benessere, succederà qualcosa di serio? Non mi pare sia cambiato molto da quando, diversi anni fa, giravo per canili o allevamenti più o meno abusivi, più o meno in mano a gente esaltata o disperata e raramente gestiti da persone o associazioni equilibrate e dotate di buon senso.
La gravissima piaga sociale del randagismo, che colpisce soprattutto i «Pigs», come gli economisti anglosassoni amano chiamare Portogallo, Irlanda (e Italia), Grecia e Spagna, ma soprattutto l’inettitudine dei governi che passano senza prendere soluzioni veramente decisive per porvi fine, alimenta il fenomeno dei canili lager, così come dei piccoli allevamenti di privati, che Striscia la Notizia, e il suo inviato Edoardo Stoppa, ogni benedetta sera ci trasmette.
Cani scheletrici, malati, morti; gatti ciechi, sordi, impazziti o ridotti a vegetali dalle angherie di chi li governa, spesso sovvenzionato dalle amministrazioni pubbliche, ogni sera accompagnano dal monitor la nostra cena e non è la prima volta che l’amico degli animali di «Striscia» rischia di brutto, per avere rotto le scatole a un esagitato più aduso al bastone che alla carota.
Leggo che proprio in questi giorni finalmente a Bari, la giunta ha deciso di finanziare una sterilizzazione di cani straordinaria, a partire dai cani padronali che nelle campagne mettono al mondo decine di cuccioli, ogni anno, che vanno ad alimentare il randagismo e, in seguito, il business dei canili.
È di qui che si passa, dalle sterilizzazioni (anche obbligatorie) e non dall’aumento dei posti nei canili e alle maggiori sovvenzioni loro concesse.
Qualche anno fa sono andato a Brindisi a visitare un canile con oltre 1000 randagi.
Per entrare nella struttura, ancora gestita da un ex amministratore in galera, ci volle la polizia. Quel giorno mi sono reso realmente conto dei rischi che si corrono quando si vanno a toccare business saldamente in mano alla malavita organizzata.
E qui, la sufficienza delle amministrazioni e delle Asl diventa connivenza e correità. È di questi giorni il rinvio a giudizio del sindaco di Scicli e del guardiano cui il Comune aveva affidato i cani che dilaniarono il povero bambino sulla costa siciliana, guardiano totalmente inaffidabile che pare nutrisse i cani con i cadaveri di quelli di sua proprietà.
Ma non solo nel profondo Sud si cela il male. È di pochi giorni fa la perizia sui cani morti nel canile comunale di Cremona: l’autopsia ha rivelato lesioni da museo degli orrori.
La tragedia avvenuta nel Levante di Genova non pare legata alla malavita o al business dei canili lager, ma è lo specchio di un profondo disagio, per non dire disperazione, che coglie chi arriva a uccidere i suoi simili per poi togliersi la vita, terrorizzato che qualcuno tocchi i suoi cani o quelli che governa in convenzione con questa o quella amministrazione pubblica.
La leggerezza delle due povere guardie volontarie (e togliamoci il cappello di fronte a queste persone) nell’avere omesso di chiamare da subito le forze dell’ordine, non cancella la realtà di un clima di esasperazione che ormai regna nei giganteschi canili consorziali così come nei piccoli allevamenti di privati.
Si può concordare con il sottosegretario Martini che vuole le task force per i canili, i patentini per i proprietari dei famosi cani «impegnativi» (cosa siano ancora non lo sa nessuno) e ora percorsi didattici e di formazione culturale per chi gestisce i canili, ma non possiamo pensare di risolvere tutti i problemi legati al randagismo mandando a scuola anche cani e gatti.
Forse è più adatta la sala operatoria.
I FATTI
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo481356.shtml
Sparatoria nel Genovese, 3 i morti
Uccide due guardie zoofile e si spara
Tre persone sono morte in una sparatoria avvenuta in una frazione di Sori, sulle alture della riviera genovese di levante. Secondo le prime ricostruzioni un 65enne avrebbe ucciso due guardie provinciali, un uomo e una donna, che stavano procedendo con il sequestro dei suoi cani da caccia a seguito di una denuncia per maltrattamenti su animali. Dopo averli colpiti l’uomo si è tolto la vita. Sul posto il 118 e i carabinieri di Sori e di Santa Margherita.
Il duplice omicidio è avvenuto a Sussisa. Renzo Castagnola, questo il nome del 65enne, titolare di un canile e caposquadra dei cacciatori della zona, avrebbe anche ferito la moglie che stava tentando di fermarlo dal compiere il folle gesto. Le guardie provinciali, Elvio Fichera e Paola Quartino, si erano presentate con un decreto, firmato dal Pubblico Ministero Piercarlo di Gennaro, di sequestro dei suoi cani da caccia in seguito a segnalazioni di maltrattamenti.
Dopo aver ascoltato la lettura del decreto e delle contestazioni, al momento di firmare, l’uomo ha detto “Vado a prendere una penna”. Invece è tornato armato e ha cominciato a sparare. Sul luogo erano presenti anche vigili urbani e carabinieri che fortunatamente sono riusciti a mettersi in salvo. A seguire le indagini il pubblico ministero Cardona Albini.
Castagnola aveva un porto d’armi per armi da caccia poiché faceva parte di una squadra per le battute di caccia al cinghiale. L’uomo, prima di trasferirsi a Sussisa, abitava a Capreno, altra frazione di Sori: in paese, da tempo, girava voce che maltrattasse gli animali.
Gruppo su Facebook Omaggio alle guardie zoofile volontarie di Genova
http://www.facebook.com/home.php?sk=lf#!/group.php?gid=126092914073599&ref=ss
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Basilicata: Per 420 cani solo 1euro per andare a morire
12 maggio 2010 -
Basilicata: Per 420 cani solo 1euro per andare a morire
Riceviamo e divulghiamo segnalando la mail del Presidente della Regione Basilicata, a cui indirizzare il proprio commento: civile s’intende, anche se di civile e sensato in questa vicenda, non c’è molto a cui ispirarsi.
Chiliamacisegua
Informo che dal 13 maggio c.m., inizierà la deportazione dei 420 cani della Basilicata in uno dei tanti canili del sud, in Calabria, pare a Cosenza, malgrado le lotte combattute in rete, da un anno e un mese, esattamente. In questo paese più si è virtuosi, più si agisce per il benessere dei cani e più si devono affrontare indifferenza ed ostilità.
Domani è prevista al canile la visita di una scolaresca, chissà se nel canile calabrese dove andranno a finire i cani ci saranno le porte aperte e nulla da nascondere come in questo caso?
Ne dubitiamo. Con pervicacia il Presidente della Regione che mai ha voluto discutere la cosa e trovare un accordo, ha mantenuto il suo iniziale disegno.
Dando così prova del rispetto per la democrazia e per i suoi amministrati.
Dando prova che neanche legge le disposizioni in materia di tutela e benessere degli animali più volte ribadite dall’on.le Martini.
Possiamo solo diffondere questa ennesima vergogna.
Ed è triste considerare che è l’unica arma che abbiamo.
Grazie
Roberta Ratti
Lida Nordovest Roma
AGGIORNAMENTO 12 maggio
http://blog.donatellaporetti.it/?p=1408
Cani randagi Basilicata. Lettera aperta al Giudice Sergio Marotta
All’Ill.mo Sig.Giudice Dott. Sergio Marotta
Procura della Repubblica
Tribunale di Potenza
Ill,mo Sig. Giudice,
da oltre un anno sono impegnata con i senatori Perduca, Amati, Chiaromonte, Sbarbati nella vicenda del trasferimento di 420 cani dei comuni della comunità montana Alto Agri – attualmente ospitati in canili locali -, in una struttura situata a Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza. A destare la mia, la nostra, viva preoccupazione non è soltanto lo “sradicamento” degli animali, che si trovano in buone condizioni, ma anche l’inosservanza nello spirito e nella lettera della normativa nazionale e locale sulla tutela degli animali d’affezione e sulla prevenzione del randagismo. Norme che il legislatore ha voluto raccogliendo la sensibilità generale, che da diversi anni ormai è caratterizzata dall’esigenza di rispetto e protezione verso gli animali.
Di segno diverso sembra essere stata la decisione adottata sul finire del 2008 dalla comunità montana, con l’indizione di una gara al massimo ribasso dei cani sino ad allora affidati in regime di convenzione alle strutture “ECO” e “Pippo” (Potenza) Tale affidamento, essendo andato deserto il bando di gara europeo emanato dalla Comunità Montana Alto Agri, fu effettuato con procedura negoziata, con invito a 13 ditte; solo una rispose ed è pertanto l’aggiudicataria. Probabilmente, non vi fu ulteriore partecipazione in quanto il prezzo non fu ritenuto congruo rispetto al necessario livello di tutela e benessere dei cani. In tale materia, vi è stata anche una sentenza del TAR della Puglia.
Come ho sottolineato in precedenti atti ispettivi rivolti al ministro della Salute, ritengo che tale affidamento violi la legge 281 del 1991 “Norme per la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali d’affezione” con particolare riferimento agli articoli 1, 2 e 4, nonché la legge della Regione Basilicata n. 6/93 in particolare gli articoli 8, 9, 11 e 12. Lo sradicamento dei cani dai luoghi in cui sono ospitati da anni comporterebbe loro un forte trauma per la perdita di ogni riferimento, anche affettivo, consolidato nel tempo. Si tratta in gran parte di cani anziani che subirebbero un notevole stress, con conseguenze negative sull’ equilibrio psico-fisico.
La nuova legislazione sui maltrattamenti, legge 189/2004, non prevede la necessità di una lesione all ’integrità fisica, è sufficiente una lesione di tipo ambientale e comportamentale.
A tal proposito in data 15 maggio 2009 il Servizio Veterinario dell’A.S.P di Potenza indirizzò al Ministero del Lavoro e della Salute e delle Politiche Sociali, all’Ente Nazionale Protezione Animali (che aveva presentato diffide), al Presidente della Comunità Montana Alto Agri e al Dirigente Generale dell’ Ufficio veterinario della Regione Basilicata, un parere sfavorevole al trasferimento dei cani. Lo stesso Ministero, al quale ho rivolto congiuntamente ai miei colleghi senatori diverse interrogazioni, aveva espresso la propria contrarietà con nota del 22 luglio 2009, rivolta alla Regione Basilicata ed al Servizio Veterinario della ASP di Potenza.
L’ aggiudicazione definitiva degli animali al “Varca Group” di Cassano allo Ionio avvenne nel giugno del 2009. Solo ieri, il 10/05/10, è stato comunicato a mezzo fax alle strutture che ospitano i cani della Regione Basilicata il calendario dei trasferimenti, a partire dal 12/05/10. E’ dunque intercorso un lasso di tempo considerevole, che non può non destare perplessità. Mi risulta che il presidente del Consorzio Canili Basilicata Giuseppina Maselli abbia inoltrato alla Procura della Repubblica denuncia querela a carico del Commissario Straordinario della Comunità Montana Alto Agri e del Segretario Generale per violazione delle leggi vigenti e per delle irregolarità nell’affidamento della gara.
Ill.mo Sig. Giudice, su questa vicenda, che è purtroppo assurta alle cronache nazionali per la sua emblematicità, ho ritenuto opportuno presentare una nuova interrogazione, che le sottopongo.
La ringrazio vivamente per la Sua attenzione e le porgo distinti saluti.
sen. Donatella Poretti
I FATTI
Solo 1euro per andare a morire
“La ditta ha vinto la gara d’appalto con tariffe bassissime, le bestie rischiano maltrattamenti”
ROMA – Deportati, affamati, usati per le lotte, per fare carne, semplicemente abbattuti. Cani da rendita, animali da macello. Potrebbe essere questo il destino di 420 randagi ospitati da circa dieci anni in due strutture della Basilicata e venduti per poco più di un euro ciascuno alla Calabria: nel giugno scorso Antonio Imperatrice, presidente della comunità montana Alto Agri di Potenza, ha deciso di offrirli per conto di 11 comuni al miglior acquirente. La gara è stata vinta da un mega canile a Cassano allo Ionio (Cosenza), che ha promesso di mantenere gli animali per 1 euro e sessanta centesimi l’uno al giorno.
Una tariffa ultra low cost visto che nel bando si precisa che nell’ammontare sono comprese le spese di alimentazione, assistenza veterinaria, accalappiamento dei cani nei territori della Comunità, smaltimento dei corpi delle bestie morte, anche di quelle che non appartengono a specie selvatiche né esotiche, dunque mucche e pecore per esempio. Nessuno dei canili della zona, neanche quelli che già accolgono i 420 cani, ha potuto competere nell’appalto. Prezzi troppo stracciati, ribasso vicino al sospetto che con quei pochi soldi i randagi avranno un futuro quanto meno dubbio.
Le associazioni animaliste si sono opposte inviando diverse diffide alle autorità locali, il popolo del web si è mobilitato, due interrogazioni parlamentari della senatrice Pd Donatella Poretti e una lettera aperta dei senatori Roberto Della Seta (Pd) e della stessa Poretti alla Regione Basilicata non hanno avuto ancora risposta. Il canile calabrese, una specie di maxi colonia da mille posti-cani, attende solo l’autorizzazione dell’antimafia per concludere l’affare: il via libera potrebbe arrivare entro dicembre.
Nonostante le proteste, nonostante un lungo e articolato parere contrario al trasferimento della Asl: lo “sradicamento” arrecherebbe «inutili sofferenze» agli animali dicono i servizi veterinari di Potenza. «E infliggere sofferenze rappresenta un reato ai sensi dell’art. 544 ter del Codice Penale» ricorda Annamaria Procacci, consigliere nazionale dell’Enpa (ente nazionale protezione animali), una delle promotrici della legge sul randagismo (la 281/91). «Abbiamo scritto pagine fondamentali per la cultura italiana con quella norma, così come quella del 2004, la 189, ha stabilito che i maltrattamenti sugli animali sono da considerare reati».
La battaglia va avanti, si annuncia un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti per far luce, come ricorda l’Enpa, di «300mila euro nelle casse della Regione Basilicata per le politiche sul randagismo, mai spesi». L’estate scorsa il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha stabilito con l’ordinanza 163 (16 luglio 2009) un principio importante: gli animali di affezione sono «esseri senzienti» e quindi non sono merce o un problema di cui disfarsi. Appunto. Sarebbe un macello, anche della civiltà.
http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=12894
Deportazione cani. Appello al presidente della Basilicata: la fermi!!
Sen. Donatella Poretti on 12 Maggio, 2009
Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali – Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita’
http://blog.donatellaporetti.it/?p=1075
Interrogazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca ai Ministri del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per i rapporti con le Regioni e della giustizia
Legislatura 16 – Risposta all’interrogazione n. 4-01717
Risposta all’interrogazione n. 4-01717
Fascicolo n.62
http://www.associazionedna.org/141109-deportazione-cani-calabria.html
19-01-2010
Si tratta di 420 cani, appartenenti ai paesi della Comunità Montana Alto Agri, ospitati in canili lucani, che, per risparmiare pochi centesimi faranno emigrare. Saranno sradicati da dove vivono, perderanno il contatto con le persone che ogni giorno si prendono cura di loro. Ma la legge del mercato non tiene conto nè dei sentimenti umani ne dei diritti degli esseri viventi … sono solo cani… vanno messi all’ asta, al prezzo più basso … purtroppo contano solo i numeri… non il diritto alla vita!
Aggiornamento: leggi l’articolo qui
Aiutateci ad impedire il trasferimento, dalla Basilicata a un megacanile della Regione Calabria, di 420 cani ospitati da oltre dieci anni in canili lucani e a far rispettare le leggi che tutelano il benessere animale da parte dei Sindaci di detta Comunità Montana !
Pina Maselli, a nome di Maria Argenzio Associazione DNA – Diritti Natura Animali-Pz della Costituenda Associazione dei Canili della Basilicata :
Canile E.C.O di Potenza
Canile ARGO di Matera
Canile MPL Pippo di Paterno
Canile FULL SERVICE di Latronico
Associazione QUA LA ZAMPA di Matera
I Volontari di Villa D’Agri
Presidente della Regione Basilicata
Vito De Filippo
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A
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Brambilla: Puntiamo all’abolizione totale della caccia
11 maggio 2010 -
Questa si che e’ una notiziona
Che l’Italia si appresti a diventare, da tomba a culla della civiltà?
No, non ci si può ancora credere!
Ma coltivare la speranza , si, con ogni palpito vitale di ogni fibra del nostro cuore, del nostro cervello.
Che si cancelli il Medioevo per dare origine al Nuovoevo, quello del rispetto per la vita.
Chiliamacisegua
Brambilla: Puntiamo all’abolizione totale della caccia
Roma, 11 MAG (Il Velino) –
‘Prima di tutto vanno aboliti zoo e circhi. Gli animali in gabbia, nel 2010, non hanno senso.
Secondo: puntiamo all’abolizione totale della caccia. Uccidere per divertimento e’ incivile’.
Michela Vittoria Brambilla, anticipa a “Chi”, in edicola domani, mercoledi’ 12 maggio, la campagna in difesa degli animali che verra’ ufficializzata il 13 maggio al Palazzo Reale di Milano.
‘Ho la delega per la valorizzazione dell’immagine dell’Italia e il nostro Paese non offre una bella immagine quando non tutela il benessere degli animali’, dice il ministro per il Turismo, nell’intervista pubblicata sul numero in edicola di “Chi”, e spiega gli ulteriori obiettivi dell’iniziativa:
Terzo: siamo contro la macellazione rituale, con torture agli animali.
Quarto: l’allevamento va attuato in condizioni dignitose.
Quinto: niente vivisezione. Si puo’ sperimentare su culture di tessuti invece che sugli animali.
Ultimo: risolvere la piaga dell’abbandono di cani e gatti’.
Alla campagna, che si chiama “La coscienza degli animali”, partecipano illustri personalita’, come il professor Umberto Veronesi, le scrittrici Susanna Tamaro e Dacia Maraini, Vittorio Feltri, Franco Zeffirelli, l’industriale Franco Bergamaschi, l’avvocato degli animali Antoine Goetschel e il teologo Luigi Lorenzetti
Mail del Ministro del Turismo on Michela Vittoria Brambilla
segreteria.turismo@governo.it;
http://it.notizie.yahoo.com/19/20100511/tit-animali-brambilla-veronesi-e-zeffire-59fdfba.html
Animali: Brambilla, Veronesi e Zeffirelli Ad Iniziativa a Milano
(ASCA) – Roma, 11 mag – Giovedi’ prossimo 13 maggio alle ore 10,30, a Palazzo Reale in piazza Duomo a Milano, si terra’ il primo incontro pubblico del pool di illustri relatori che hanno deciso di essere ”La Coscienza degli Animali”.
E’ questo il titolo dell’iniziativa nata dalla volonta’ del Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e del senatore e professore Umberto Veronesi, che intendono ”fare” la coscienza degli animali e dare voce a chi non ce l’ha e, nel nostro Paese, non e’ sufficientemente ascoltato e tutelato. ”La tutela e la promozione dell’immagine del paese fanno parte dei miei compiti istituzionali – ha spiegato il ministro Brambilla – ed un’Italia che non garantisce a sufficienza la tutela dei diritti degli animali e non li rispetta, non puo’ certamente essere attraente per quei tanti turisti che vivono in paesi dove il sentimento nei loro confronti e’ ben diverso”.
Il dibattito tocchera’ il tema della caccia, degli zoo, dei circhi, dell’allevamento, della macellazione, della vivisezione, del maltrattamento, dell’abbandono e delle pellicce.
A mettere il loro volto per fare la coscienza degli animali, insieme al ministro Brambilla e al prof. Veronesi, saranno Vittorio Feltri, Susanna Tamaro, Dacia Maraini, Franco Zeffirelli, Don Luigi Lorenzetti, Franco Bergamaschi (Erbolario) e l’avvocato svizzero Antoine Goestchel.
L’appuntamento e’ nella sala delle Otto Colonne.
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Il TAR CAMPANIA contro il sindaco Iannuzzi: “eccesso di potere per irragionevolezza” per l’ordinanza affama randagi
11 maggio 2010 -
Ecco la fine che fanno i sindachetti. Ben gli sta!
Chiliamacisegua
Era lo scorso 11 Febbraio quando, in risposta alle segnalazioni dei cittadini della provincia di Napoli, il CODICI prometteva battaglia all’amministrazione del Comune di Monte di Procida (Na) ed all’ordinanza subito battezzata dalla stampa “affamarandagi” emanata dal Sindaco del paese.
In base a tale ordinanza,contro la quale si era pronunciata anche la sottosegretario Martini, i cittadini sarebbero stati puniti con una sanzione pecuniaria, da 100 a 600 euro, se scoperti a sfamare – negli spazi pubblici – cani, gatti e colombi, e questo, in nome dell’igiene e del decoro urbano.
Oggi, a distanza di appena tre mesi, la sentenza della quinta sezione del Tar Campania, da’ ragione al CODICI che, con ricorso formulato dall’avvocato Massimo Rizzato,si è opposta al provvedimento in oggetto.
Sulla motivazione del tribunale si legge : “Rilevato che il ricorso è fondato sussistendo nell’ atto eccesso di potere per irragionevolezza, atteso che l’amministrazione procedente avrebbe potuto limitarsi a sanzionare la mancata raccolta dei residui di cibo per i randagi, piuttosto che vietarne del tutto la somministrazione.”
“Una importante vittoria”, afferma Valentina Coppola, responsabile ambiente del CODICI- Centro per i diritti dei cittadini, “soprattutto perchè individua l’ irragionevole abuso di potere messo in campo da alcuni Sindaci che, in barba a leggi e regolamenti, pensano di fare il bello ed il cattivo tempo nei propri Comuni”.
Il CODICI fa sapere di aver impugnato provvedimenti simili anche nel Lazio, in provincia di Viterbo ed in Calabria in provincia di Catanzaro.
Napoli, 11 maggio 2010
fonte: http://www.agi.it
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Il sindaco chiarisce l’ordinanza contro la somministrazione di cibo ai randagi
Il 21 aprile 2010 è stato pubblicato sul sito del Comune di Monte di Procida un avviso del sindaco contenente chiarimenti in merito all’ordinanza 1189/2010 relativa al divieto di somministrazione di cibo ai randagi.
Il testo dell’avviso è datato 12 aprile 2010.
Di seguito l’ordinanza Prot. n.1189 del 28.01.2010:

E questo è il chiarimento:
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Cibo ai randagi, il sottosegretario alla Salute Martini risponde al Sindaco Iannuzzi

Francesca Martini, sottosegretario alla Salute, risponde al Sindaco di Monte Procida, in merito alla oramai famosa ordinanza che vieta di sfamare i randagi nelle pubbliche vie, piazze e spazi verdi.
«Vorrei ricordare al primo cittadino di Monte Procida che le leggi vigenti attribuiscono ai Sindaci la responsabilità di raccogliere i cani randagi, curarli, ricoverarli in canile, microchipparli e sterilizzarli e non certo farli morire di stenti. Privare gli animali del sostentamento rientra nel reato di maltrattamento e non risolve il problema del randagismo. I milioni di proprietari di animali da compagnia in Italia pretendono dalle Istituzioni comportamenti civili e di rispetto delle leggi sacrosante di cui fortunatamente il nostro Paese è dotato. Prenderemo immediatamente contatto con l’amministrazione e con la Asl territorialmente competente, perché iniziative come queste vengano prontamente interrotte e sanzionate».
STRISCIA LA NOTIZIA a MONTE di PROCIDA per il divieto cibo ad animali
22 aprile.STRISCIA LA NOTIZIA con il suo inviato EDOARDO STOPPA a MONTE DI PROCIDA per l’ordinanza di divieto di somministrare in un pubblico luogo,cibo agli animali da poco rettificata.In piazza ci sono state varie interviste a cittadini montesi poi dopo un giro a Montegrillo e Acquamorta alla ricerca di cani randagi l’inviato del programma di CANALE 5 ha intervistato stasera alle 20.30 il sindaco di MONTE DI PROCIDA FRANCO IANNUZZI .Sicuramente tutto questo lo vedremo prossimamente suCANALE 5.
si ringrazia Gustavo Scotto per le foto e la collaborazione.

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L’ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali diffida il sindaco Iannuzzi
Questa mattina 11 febbraio 2010 l’ENPA, ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI ha diramato un comunicato stampa informando di aver diffidato il sindaco di Monte di Procida per l’ordinanza contro la somministrazione di cibo a cani e gatti randagi. Di seguito il testo del comunicato:

L’Ente Nazionale Protezione Animali ha inviato al Sindaco di Monte di Procida (Napoli) una diffida con la quale chiede il ritiro dell’ordinanza “anti-randagi” che punisce con una sanzione pecuniaria (da 100 a 600 euro) i cittadini scoperti a sfamare – negli spazi pubblici – cani, gatti e colombi.
“Ci risiamo. Ancora una volta dobbiamo intervenire contro un Sindaco che, vestendo l’abito da sceriffo, vuole trasformare in un atto di pietà in comportamento illecito. Non è la prima volta che ciò accade – casi simili si sono verificati in passato a Brindisi, Campobasso e nel Foggiano – anche se, francamente, avremmo sperato di non dover più affrontare situazioni del genere”, dichiara l’Enpa, commentando il provvedimento del Sindaco di Monte di Procida.
“Un conto – prosegue la Protezione Animali – è il rispetto le regole di civile convivenza, un altro è l’imposizione di regole astruse e crudeli. Se il Sindaco intendeva preservare la pulizia e l’igiene degli spazi pubblici era sufficiente chiedere ai cittadini di rimuovere il cibo e i relativi contenitori dopo aver nutrito i randagi, e non sanzionare tout court un gesto sensibilità”.
Con l’occasione l’Enpa ricorda al primo cittadino di Monte di Procida che, secondo quanto previsto dalla legge dello Stato, la responsabilità dei “trovatelli” ricade proprio sui Sindaci e non sui cittadini, i quali, di fronte alle inadempienze della amministrazioni locali sono spesso costretti a esercitare una funzione vicaria.
“Oltre al danno la beffa – conclude l’Enpa -: i cittadini di Monte di Procida rischiano di essere puniti per aver supplito a una grave carenza e di pagare due volte il prezzo dell’inerzia dimostrata dall’amministrazione comunale. A nostro avviso, il provvedimento può configurare l’ipotesi del reato di maltrattamento; ci riserviamo pertanto di ricorrere all’autorità giudiziaria, qualora il Sindaco dovesse insistere con i suoi assurdi propositi punitivi”. (11 febbraio)
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Libro Rosso: Artax
11 maggio 2010 -
Libro Rosso: Artax
Quarta puntata
Asl Sud
Il 18 settembre 2009 arriva al Nord, presso la Pensione con cui siamo convenzionati, un dobermann maschio di età non meglio identificata, liberato da un canile convenzionato, controllato dalla Asl, a modo suo, evidentemente lager.
Ricordo ancora la prima volta che la volontaria mi aveva scritto: “Ho trovato in canile, un dobermann in fin di vita, buttato per terra come uno straccio sporco. Potete aiutarlo?”
Abbiamo risposto: “Assolutamente si, immediatamente si.”, viste le foto del dobermann che mostravano una condizione di estrema sofferenza.
Bisognava fare presto , la sua vita era attaccata ad un soffio. Con urgenza!
Già, l’urgenza il cui significato evidentemente è double face, una faccia per l’umanità e l’altra per l’indifferenza, si è dipanata in due settimane. Due settimane per riuscire a portare via Artax, necessarie alla volontaria per convincere quel “gentiluomo” che lo teneva in canile, a farlo uscire da quel postaccio immondo.
Le condizioni in cui è arrivato Artax erano agghiaccianti e il referto della prima visita parla chiaro:
AGGIORNAMENTO ARTAX 19 SETTEMBRE 2009
Oggi, 19 settembre 2009, ho visitato il cane maschio adulto dobermann di nome Artax, il quale si presenta in pessimo stato di nutrizione con ipotrofia muscolare e debolezza grave.
Presenta inoltre lesioni cutanee, quali eritemi, piodermiti secondarie e alopecia, compatibili con dermatite causata da fluidi corporei, e, in corrispondenza delle prominenze ossee, presenta ipercheratosi ulcerate da irritazione per attrito della cute con superfici dure.
L’esame obiettivo particolare degli apparati cardiovascolare e respiratorio erano nella norma, linfonodi nella norma, mucose pallide, ipertermia, TRC nella norma.
Ho rilevato otoacariasi, congiuntivite mucopurulenta e gonfiore alle articolazioni degli arti,soprattutto l’articolazioni tibiotarsale destra.
In attesa dei risultati dell’IF per sospetto di leishmania, elettroforesi proteine e VES.
Si consiglia ricovero in terapia intensiva.
Nonostante un sensorio nella norma si consiglia visita neurologica specialistica e accurata valutazione comportamentale, il cane infatti è affetto da anteropulsione e movimenti di maneggio continui.
RISULTATO ESAMI DI LABORATORIO
Leishmania (Immunofluorescenza)
1:640 (Positivo ++++)
Quale mostro perché uomo non è, può permettere che un cane si riduca così? Quale mostro, perchè uomo non è, ha occhi talmente trasparenti e freddi, da vedere questa sofferenza e passare oltre?
Perchè in Italia è permesso torturare queste creature?
La Asl colpevole di tutta la sofferenza che ha passato Artax, deve essere punita.
Ad oggi non sappiamo se sia stata la voglia di vivere o un miracolo che lo ha fatto rinascere: Artax è un cane rinato.
Anche se a volte, forse, ricorda ancora tutto quello che ha patito, subito, sopportato. Noi vogliamo che sia fatta giustizia per Artax e per tutti i cani che sono ancora tenuti in ostaggio in quel canile lager, dalla indifferenza, dalla inefficienza e dalle omissioni di atti di ufficio di chi è pagato coi soldi dei cittadini.
Foto
Artax quando era affidato alla Asl del Sud

Artax, ora è un cane
Video Artax
http://www.youtube.com/watch?v=rCkqN7D5AwQ
Chiliamacisegua
Continua………..
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Libro Rosso
Denunciate, inviate le vostre storie per scrivere insieme il Libro Rosso, a Chiliamacisegua
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Qui la prima puntata: Bottone
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Qui la seconda puntata: Randagio
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Qui la terza puntata: Vite rubate
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