Affari siciliani
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Ancora affari siciliani che Chiliamacisegua divulga per conoscere meglio i fatti e le persone che compiono “i fatti”.
Chiliamacisegua
I Fatti
http://www.ilgiornalediragusa.it/politica/18856-2010-05-19-13-59-56.html
Nino Minardo ha più volte sollecitato la soluzione del problema
La Commissione “Affari Sociali” esamina i disegni di legge sul randagismo
di Redazione
Mercoledì 19 Maggio 2010 – 15:12
Modica – “La Commissione Affari Sociali della Camera prosegue l’esame dei disegni di legge sul randagismo, senza attendere il ddl del governo che è in forte ritardo, nonostante i proclami del sottosegretario Francesca Martini”.
Lo afferma in una sua nota Nino Minardo.
Il parlamentare del PdL si dice “contento della decisione presa dalla Commissione che supera finalmente l’immobilismo creato attorno ad un problema sociale e che ha interessato in particolare la provincia di Ragusa”. Nino Minardo ha più volte sollecitato la soluzione del problema randagismo in Sicilia, presentando una proposta di legge e una serie di interrogazioni.
Ma Minardo non lesina critiche al sottosegretario Martini e stigmatizza il suo comportamento per avere più volte annunciato iniziative in materia, senza però avere presentato alcun disegno di legge sulla problematica. “Tanti proclami – scrive Minardo – tante parole, inopportuni giudizi sul nostro territorio ma niente di concreto”.
I Crediti di Nino Minardi
Nino Minardo indagato del Cas: “Non ne sapevo nulla”
Non si preoccupa più di tanto Nino Minardo per l’avviso di garanzia che il sostituto procuratore di Messina, Vincenzo Cefalo gli ha fatto recapitare per alcuni atti della gestione del Cas, consorzio autostradale siciliano.
«Per la verità non ho ancora ricevuto niente – dichiara il parlamentare Pdl – e ho appreso della notizia dai giornali e questa mi sembra ormai una prassi consolidata in Italia. Sapevo che la procura di Messina stava lavorando a seguito di alcuni esposti ma non sapevo dell’avviso di garanzia ed apprendo che sarebbe per abuso di ufficio e rifiuto ed omissione di atti di ufficio». Nino Minardo ha anche rilevato una inesattezza nei resoconti.
«Vincenzo Pozzi è stato per cinque anni direttore generale dell’Anas ed è uomo di grande esperienza e prestigio. Non fu mai nominato direttore generale del Cas ma aveva solo un contratto di collaborazione, un Co.Co.Co.,per alcuni progetti specifici come la convenzione con l’Anas ed il completamento della Siracusa Gela».
Il parlamentare non vuole entrare in ulteriori dettagli ed attende di leggere i termini dei reati contestatigli dal magistrato prima di rilasciare ulteriori dichiarazioni. Nino Minardo è rimasto al vertice del Cas per quasi dieci mesi e si è dimesso il sette dicembre del 2007 quando si insediò Patrizia Valenti. Il parlamentare modicano approdò alla direzione della fondazione culturale della regione Sicilia, Federico II, ma non si insediò mai perché nell’aprile dell’anno successivo si tennero le elezioni e Minardo fu candidato nelle liste Pdl spiccando il volo per Roma.
I DETTAGLI DELL´INCHIESTA PARTITA DA MESSINA
Informazione di garanzia per i due ultimi presidenti del consorzio autostrade siciliane, Cas. Le ha inviate il sostituto procuratore di Messina, Vincenzo Cefalo, nell’ambito di una inchiesta che riguarda le gestioni del Cas sotto la presidenza di Nino Minardo, parlamentare Pdl, e di Patrizia Valenti.
Il magistrato ipotizza il reato di abuso di ufficio e di rifiuto ed omissione di atti di ufficio. Insieme ai due ex presidenti, Nino Minardo, rimasto in carica per quasi un anno e dimessosi all’inizio di dicembre del 2007 e per Patrizia Valenti, al cui posto è subentrato in questi giorni il commissario ad acta inviato da Raffaele Lombardo, Manlio Munafò, sono indagati anche alcuni funzionari e componenti del consiglio di amministrazione.
La prima indagine riguarda la presidenza Minardo per una delibera adottata dal Cda nel settembre 2007 grazie alla quale fu insediato Vincenzo Pozzi, nel ruolo di direttore generale del Cas. Per il magistrato non sarebbe stata operata la necessaria comparazione delle candidature tra quanti presentarono i loro curricula per il posto di direttore generale. La nomina di Pozzi fu contestata infatti da alcuni componenti del Cda che votarono contro mentre Nino Minardo nella sua qualità di presidente, il suo vicepresidente Carmelo Torre, ed altri due componenti votarono a favore.
Un esposto alla procura della repubblica di Messina da parte di Dario La Fauci, componente il Cda, innescò l’indagine che è ora sfociata negli avvisi di garanzia. La seconda indagine riguarda ancora l’affidamento dell’incarico a Vincenzo Pozzi per il quale fu previsto il compenso di 107mila euro l’anno lordo. Il reato di rifiuto di atto di ufficio da parte di Nino Minardo e di quanti votarono la delibera riguarda la mancata esecuzione di una sentenza del tar del 2006 che obbligava il Cas a procedere all’approvazione della graduatoria interna per titoli per procedere alla nomina del posto di dirigente generale dell’ente. La graduatoria peraltro era stata approvata l’anno prima dal commissario ad acta del Cas ed era pertanto ancora valida.
Patrizia Valenti, succeduta a Minardo nell’aprile del 2008, dopo la nomina del parlamentare modicano alla guida della fondazione Federico II di Palermo, , è tata destinataria dell’avviso di garanzia sempre per il rifiuto di atti di ufficio. Valenti infatti si è rifiutata di assumere quale direttore generale l’avvocato Olivia Pintabona, che aveva aperto una lunga battaglia legale con il Cas per vedere riconosciuti i suoi diritti.
Corrierediragusa.it
http://www.sciclinews.com/mostra_news.php?id_news=0000011269
Il deputato Pdl sotto inchiesta Consorzio Autostrade Siciliane, avviso di garanzia per Nino Minardo
Messina – La procura di Messina ha emesso sei informazioni di garanzia nell’ambito di una inchiesta aperta nei confronti delle due gestioni del consorzio autostrade siciliane. Ad essere iscritti nel registro degli indagati i due ex presidenti del Cas, Nino Minardo e Patrizia Valenti, i membri del Consiglio di amministrazione Carmelo Torre, Angelo Paffumi e Giuseppe Faraone e il funzionario dell’ente, Felice Siracusa.
Le accuse per tutti sono di abuso d’ufficio e rifiuto-omissione di atti d’ufficio per tre diverse vicende.
C’è un “atto visibile” per l’inchiesta sul Consorzio autostrade siciliane, che ha scandagliato le ultime due gestioni amministrative che si sono succedute nel tempo. Quella del modicano Antonino Minardo e quella molto più recente della siracusana Patrizia Valenti, che solo da qualche giorno ha lasciato il passo al neo commissario messinese Manlio Munafò. L’inchiesta era aperta da un paio di mesi ma l’atto “visibile” più recente sono le sei informazioni di garanzia inviate dal sostituto procuratore di Messina Vincenzo Cefalo, con cui s’ipotizzano le accuse di abuso d’ufficio e rifiuto-omissione di atti d’ufficio per tre vicende distinte. Riguardano l’ex presidente Antonino “Nino” Minardo, i membri del CdA Carmelo Torre, Angelo Paffumi e Giuseppe Faraone, l’ormai ex presidente Patrizia Valenti e il funzionario dell’ente Felice Siracusa.
Nella prima tranche d’indagine risultano coinvolti Minardo, Torre, Paffumi, Faraone e Siracusa, il primo come presidente, gli altri tre come membri del Consiglio direttivo e l’ultimo come dirigente generale facente funzioni.
C’è al centro una delibera “incriminata”, che fu adottata il 20 settembre del 2007 con cui si affidò all’ingegnere Vincenzo Pozzi, ex supermanager dell’Anas, il ruolo di direttore generale del Consorzio autostrade siciliane.
Questa nomina fu contestata all’epoca da alcuni membri del CdA (Dario La Fauci, Luigi Ragno e Ferdinando Cammissuli, che votarono contro in quella seduta di settembre, mentre furono a favore il presidente Minardo, il vicepresidente Carmelo Torre, Angelo Paffumi e Giuseppe Faraone), è fu poi oggetto di una formale richiesta di revoca da parte dell’architetto La Fauci, che sottolineò in particolare il mancato confronto fra curricula diversi ed è più volte stato sentito in Procura su questa vicenda.
L’abuso si sarebbe concretizzato perché, semplificando, per un verso non ricorreva il presupposto dell’impossibilità oggettiva di utilizzare personale interno, ed ancora perché non venne espletata la cosiddetta procedura comparativa per la scelta del contraente, in concreto non venne esaminata nessun’altra candidatura.
L’altro capo d’imputazione messo nero su bianco dal sostituto peloritano Vincenzo Cefalo è il rifiuto di atti d’ufficio, ma si sarebbe concretizzato in due vicende separate. La prima riguarda Minardo, Torre, Paffumi e Faraone, che sempre il 20 settembre del 2007 formalizzando la delibera di affidamento dell’incarico a Pozzi, con un compenso di 107.000 euro annui lordi, non hanno di conseguenza eseguito una sentenza del Tar del 2006 con cui si obbligava il Consorzio a procedere all’approvazione della graduatoria del concorso interno per titoli, proprio per coprire il posto di dirigente generale, e quindi anche la determina del commissario ad acta del maggio 2006 che aveva approvato la graduatoria.
L’ultima vicenda di gestione del Cas che fa parte dell’inchiesta, ma in questo caso ci sono stati più pronunciamenti da parte di tribunali amministrativi, riguarda l’ormai ex presidente Patrizia Valenti, la “lady di ferro” che aveva dato una sterzata verso la normalità. Il reato che contesta il magistrato è sempre il rifiuto d’atti d’ufficio ma in questo caso la vicenda è diversa: la Valenti in qualità di presidente del Cas nominata nell’aprile del 2008 dopo le dimissioni di Nino Minardo, ha rifiutato di eseguire un provvedimento del Tar di Catania che le imponeva l’assunzione immediata dell’avvocato Olivia Pintabona a direttore generale nonostante la diffida. La Pintabona con il Cas da tempo aveva avviato una vera e propria battaglia legale. Sempre in relazione a questa vicenda secondo il magistrato messinese c’è anche un profilo omissivo, perché la Valenti non convocò il Consiglio direttivo per deliberare il conferimento dell’incarico.
Nuccio Anselmo
Gazzettadelsud
Qui il dossierino con dati, cifre, fondi erogati, appunti sul fenomeno randagismo in Sicilia
http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/19/la-teoria-e-la-pratica-siciliana/
A


[...] http://www.chiliamacisegua.org/2010/05/20/affari-siciliani/ [...]
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