I gatti di Bresso hanno fame Aggiornamento
16 aprile 2010 -
Il Sindaco di Bresso Fortunato Zinno si è impegnato a provvedere ai gatti come ha dichiarato nella intervista riportata da Libero
Rassegna Stampa
Dal sito del Comune di Bresso 22 aprile
http://www.bresso.net/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/792
COLONIA GATTI SELVATICI
E’ in via di risoluzione la vicenda che vede protagonista una “gattara” di Bresso, che recentemente ha trovato chiuso il cancello della scuola elementare dove era solita portare il cibo ad una colonia di gatti selvatici.
La chiusura era stata decisa dalla Direzione Didattica per motivi di igiene e sicurezza, ma aveva così causato il disagio della signora che nutre i gatti, la quale aveva perfino temuto che in tal modo se ne provocasse la morte.
In realtà già da tempo il Sindaco di Bresso stava cercando una soluzione alternativa per la sistemazione di quella colonia, raccogliendo così le sollecitazioni della Scuola, di molti cittadini e dell’ASL stessa, che segnalavano la difficile convivenza tra la colonia e l’attività scolastica. La decisione della Direzione di chiudere il cancello ha un po’ anticipato il reperimento della soluzione, pertanto ci siamo fatti carico di sistemare la colonia provvisoriamente presso un sito di proprietà comunale non lontano dalla scuola attrezzandolo con casette per i gatti, e posticipandone l’utilizzo per il quale era destinato.
A breve pertanto la colonia verrà trasferita, e la direzione didattica si è impegnata a consentire a un addetto comunale l’entrata per nutrire i gatti della colonia fino al momento del trasferimento.
Cogliamo l’occasione per informare tutti coloro che si sono interessati della questione testimoniando in tal modo il loro amore verso gli animali, che non è mai stata adottata nessuna ordinanza per chiudere il cancello in questione, né tantomeno per affamare i gatti, e che il Comune di Bresso è sempre stato attivo nella tutela delle colonie feline, sponsorizzando anni fa la realizzazione di un gattile e pianificandone un altro, che è tuttora in fase di definizione.
Aggiornamento 20 aprile
Chiliamacisegua ringrazia il Sindaco di Bresso Fortunato Zinni, per la cortese risposta e per il suo dichiarato impegno a risolvere la questione positivamente.
Chiliamacisegua
Riceviamo e divulghiamo
I gatti di Bresso hanno fame
I fatti
Con la presente riassumo quanto sta accadendo ad una colonia felina di Bresso.
Da più di 5 anni una volontaria di Bresso (signora Rossi) a spese sue, si occupa e sfama una colonia di 12 gatti che vive all’interno della scuola elementare di Via Bologna 34/38 a Bresso.
Ci tengo a precisare che i gatti, grazie alla collaborazione con il veterinario dottor Biffi della asl 3 di Sesto San Giovanni, sono tutti sani, sterilizzati, vivono in un ambiente pulito (verificato dalla asl) e la colonia è stata registrata.
Dopo un paio di telefonate del Sindaco di Bresso nei confronti della signora Rossi, telefonate in cui l’aveva più volte invitata a non recarsi piu’ a sfamare la colonia perchè, essendo una proprietà privata rischiava una denuncia penale, stasera, la signora Rossi (recatasi come sempre a sfamare i piccoli) si è trovata i cancelli chiusi e con catena…
Trovandosi nell’impossibilità di poter lasciare la pappa ai gatti all’interno del cancello, ha chiesto consiglio al veterinario sopracitato il quale gli ha detto di lasciare davanti al cancello le ciotole con il cibo perchè i gatti dovevano comunque mangiare.
La signora Rossi peraltro aveva già denunciato proprio poco prima di Natale, la sparizione di un tot di gatti della stessa colonia…gatti che poi ha scoperto essere stati avvelenati.
Grazie per quello che potrete fare.
Roberta Braghi
Fortunato Zinni
sindaco@bresso.net;
Gentile Sindaco
La preghiamo di porre fine a questa incresciosa situazione che mette in pericolo la vita di poveri gatti , animali di cui Lei stesso è responsabile, secondo la Legge 2818/1991 a tutela del benessere animale.
Chiliamacisegua vorrebbe evitare di fare la voce grossa, per cui cerca di comporre la questione in via amichevole.
I gatti non possono essere lasciati morire di fame.
Credo che Lei stesso ne converrà.
Dunque Chiliamacisegua, la signora Rossi, la signora Braghi, gli amanti degli animali e coloro che pretendono che venga applicata la legge, aspettano un Suo segnale forte e deciso.
Ossequi
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
Inviare a
leggo@leggoposta.it;
online@quotidiano.net;
redazione@libero-news.eu;
stampaweb@lastampa.it;
cominciamobene@animalieanimali.it;
davidecavalieri@radiomontecarlo.net,
s.cervasio@repubblica.it;
lettere@lastampa.it;
IMPORTANTE DA SAPERE
Questa sentenza del massimo organo della giustizia amministrativa, per l’importanza che riveste nella microconflittualità con gli enti locali, deve essere collocata in una pagina permanente [....] Invito, quindi, chi ha formalmente contestato al sindaco l’ordinanza, a ripresentare opposizione riportando i passaggi evidenziati, dopodiché, qualora i sindaco omettesse di ritirare l’ordinanza, di chiedere in ragione di tale sentenza, l’intervento gerarchico al Prefetto.Occorre tener conto che il sindaco, in materia sanitaria, è Ufficiale del Governo, (quindi non sindaco), pertanto risponde direttamente al Prefetto, il quale, a sua volta, rappresenta il Governo in ambito provinciale ed è tenuto a provvedervi in via sostitutiva.
Mauro Bottigelli
Sentenza: Annullamento ordinanza sindaco di Galliate “divieto alimentazione animali randagi”.
( Consiglio di Stato – Sez. III – Adunanza del 16.9.1997 – Sentenza 883 )
Oggetto:
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dalla Sig.ra Roberta Corradi per l’annullamento dell’ordinanza del Sindaco del comune di Galliate del 29.8.95, n. 87 e la dichiarazione di inefficacia della sanzione amministrativa comminatale.
Visto:
- la relazione trasmessa con nota del 14.5.97 e pervenuta il 2.6.97, con la quale il Ministero della Sanità, Dipartimento alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, ha richiesto il parere del Consiglio di Stato
sul ricorso straordinario in oggetto;
- esaminati gli atti ed udito il relatore;
Considerato:
- che l’articolo 12, comma 2, della legge della regione Piemonte 26 aprile 1993, n. 34, dispone che “qualora si renda necessario, il comune, con il servizio veterinario della ASL, organizza interventi di controllo della popolazione felina che possono comprendere, secondo la natura e la gravità dei casi segnalati, in armonia con indicazioni contenute nel regolamento d’attuazione: a) l’affidamento della colonia ad una associazione per la protezione degli animali; b) il controllo delle nascite; c) la cattura e la collocazíone degli animali in affidamento od altra sede più idonea”;
- che il sindaco di Galliate, con l’ordinanza qui impugnata, non ha disposto alcuno degli interventi sopra menzionati (nonostante che l’associazione protezione animali – Amici dei Gatti gli avesse, formalmente proposto la costruzione di un gattile), ma ha vietato di deporre alimenti di qualunque genere per la nutrizione dei gatti randagi o che, comunque, vivano in libertà in determinate zone del territorio comunale, disponendo sanzioni amministrative per i contravventori;
- che nessuna norma di legge, né statale né regionale, fa divieto di alimentare gatti randagi nel loro “habitat”, cioè nei luoghi pubblici o privati in cui trovano rifugio;
- che l’ordinanza impugnata viola anche l’art. 2 della legge 14.8.1981, n. 281 (legge-quadro in materia di animali di affezione e prevenzione dei randagismo), secondo cui “i gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall’autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo… Gli enti e le associazioni protezionistiche possono, d’intesa con le UU.SS.LL., avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura e la salute e le condizioni di sopravvivenza”;
- che l’affermazione contenuta nella motivazione dell’ordinanza impugnata, relativa ai “possibili rischi per la salute umana a causa di malattie zootecniche”, determinati dalla presenza delle colonie feline, è smentita dalla relazione allegata in atti, redatta dal responsabile del servizio veterinario della U.S.S.L. competente, a seguito di sopralluoghi effettuati su richiesta dei sindaco stesso, da cui risulta che i sopralluoghi, finalizzati ad evidenziare, attraverso l’osservazione macroscopica degli animati, sintomatologie evidenti riferite a malattie contagiose in atto, hanno avuto esito negativo;
- che l’ordinanza impugnata, per i motivi sopra esposti, deve ritenersi illegittima;
- che altrettanto va detto – conseguentemente – per la sanzione amministrativa inflitta al ricorrente con verbale n. 463 – del 7 giugno 1996, per violazione della medesima ordinanza;
P.Q.M.
esprime il parere che il ricorso straordinario in oggetto debba essere accolto.
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AGGIORNAMENTO – RIETI
16 aprile 2010 -
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Staff di Chiliamacisegua
16 aprile 2010 -
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Rieti Revocato il Bando di Gara
15 aprile 2010 -
Rieti Revocato il Bando di Gara
Chiliamacisegua ancora non ci crede, ma è ufficiale!
Due righe due, di notizia stringata che riaccendono la speranza nella affermazione della legalità, in Italia e in quelle terre in ombra, dove fino ad ora, tutto è stato reso possibile.
Eccola la notizia: Rieti Revocato oggi 15 aprile 2010 il Bando di Gara tra la 5 Comunità Montana e Leonardo Bordi
Chiliamacisegua ringrazia Stefania Piazzo che nella edizione di stamattina de la Padania, unico giornale a svelare costantemente il malaffare che si cela nel mondo degli animali, ha pubblicato un articolo denuncia, risultato fondamentale per la revoca
Chiliamacisegua ringrazia altresì il Ministero della Salute e il Sottosegretario on Francesca Martini che ha seguito il caso.
Chiliamacisegua non può esimersi inoltre, dal ringraziare anche le Associazioni di volontariato che hanno fatto pressione sulla Comunità Montana e raccolto la documentazione necessaria per intraprendere questa battaglia appena vinta.
Chiliamacisegua
I fatti qui
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Rieti Col mutuo concesso dal Viminale mi ci faccio il canile con s..vista!
15 aprile 2010 -
Col mutuo concesso dal Viminale mi ci faccio il canile con s..vista!
Si la svista degli organi di controllo!
Bene, in sunto la Padania 15 aprile 2010
Un reportage di Stefania Piazzo preciso nella ricostruzione dei fatti di Rieti al millimetro.
Con le misure dell’aumma aumma, il vestito dell’inciucio, calza a pennello. Non fa una piega.
Asta farlocca, delibere farlocche, canile farlocco.
La 5° Comunità Montana di Rieti ottiene il mutuo dalla Cassa depositi e prestiti con fondi del Ministero dell’Interno, poi dirotta i soldi per acquistare il canile di Rieti della Tecnovett.
La Tecnovett, che non riesce a stare senza il suo canile, si tutela, proponendo alla 5 Comunità montana di Rieti tre modalità di compravendita, ( il gioco delle tre tavolette, fatto apposta per i gonzi che ci cascano come mosche sullo sterco), con clausole ad hoc, per “riprenderselo” in gestione per 10 anni, con personale fornito dall’Ente stesso.
Il gioco dell’oca da queste parti, gli fa un baffo alla allegra compagnia.
L’iter dei furbetti prevede in successione, l’emissione di una delibera da parte della 5 Comunità montana che approva la brillante idea di comperare a Bordi il canile.
In scena come ultimo atto, il Bando d’Asta che il 16 aprile pone in affitto lo stesso canile, non ancora acquistato dall’Ente.
Ma il canile appare e scompare? L’importante è venderlo riacquistarlo affittarlo, insomma spremerlo mettendosi in tasca i soldi nostri.
Tortuoso da comprendere, meglio leggere l’articolo di Stefania.
Chi vincerà?
L’impudicizia è tanta, ma questa volta il diavolo ha fatto la pentola senza coperchio.
Così la… ribollita ha debordato su La Padania.
Ehi, lettori, destinatari di questa missiva via email, tra voi c’è qualcuno che leggendo, ha un sussulto, intravedendo in questa inchiesta giornalisticadi Stefania Piazzo, una notizia di reato, offerta sul piatto d’argento alle Procure e ai Ministeri degli Interni e della Salute?
Cosa dobbiamo fare di più e ancora, noi, noi, appartenenti al popolo bue?
Attaccare i manifesti sulla Torre Eiffel?
Chiliamacisegua
LA PADANIA
Viaggio nell’italia bestiale venticinquesima puntata
Rieti, Milano, Molise E Umbria – i Bordi dell’impero / 3
Vi vendo il canile Tecnovett poi me lo ridate in affitto? Decide il bando d’asta
La 5° Comunità Montana del reatino ottiene dalla cassa depositi e prestiti 678mila euro per un centro servizi, attingendo a fondi previsti dal Viminale. Poi chiede di poter investire i soldi in altro senza dire che cosa. Poi infila una delibera dietro l’altra magnificando la struttura di Leonardo Bordi a Rieti
E Bordi scrive proponendo tre modalità di compravendita, con clausole per “riprenderselo” in gestione per 10 anni, con personale fornito dall’ente non per concorso ma ad personam. Segue una delibera in cui si approva di comperargli il canile. Ultimo atto l’asta il 16 aprile per l’affitto del canile non ancora acquistato
RIETI URGENTISSIMO: SI STA SPRECANDO L’OCCASIONE PER AVERE IL PRIMO DEGNO CANILE?
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Pavia feudo di chi?
14 aprile 2010 -
Pavia feudo di chi?
In Lombardia? In Italia?
Chi lo può dire?
Fino a quando appare feudo di chi? , con vassalli e valvassori, devoti al signorotto che permette leggi e leggine, interpretate ad uso proprio, è regno di ambiguità.
Anzi, interregno di impavidi compagni e compagne, che se la cantano in solitario.
E pochi,ahimè, hanno orecchio accordato, per ascoltare quell’acuto che stecca, che stride, perchè fuori dal coro della legalità.
Chiliamacisegua
Comunicato Stampa LAV Pavia
Valeggio (Pavia). Eutanasia per i cani non reclamati?
La LAV apprende dalla stampa (La Provincia Pavese del 8 aprile 2010) che nel Comune di Valeggio (PV) sarebbe prevista la pratica dell’eutanasia per i cani non rivendicati dai legittimi proprietari.
L’affermazione riportata nell’articolo è agghiacciante, poiché la soppressione di animali non reclamati è vietata da circa 20 anni (si veda in proposito la Legge 281 del 1991, che anzi detta precisi criteri di responsabilità per i Comuni, ma anche più dettagliatamente, per quanto concerne la Regione Lombardia, la legge regionale n. 16 del 2006, oggi confluita nel Testo Unico Sanità n. 33 del 2010).
Ma vi è di più. La Legge 189 del 2004 ha creato una fattispecie penale (l’art. 544 bis del codice penale) per i casi di uccisione di animale.
“È delirante riportare tali affermazioni su un organo di stampa, perché non corrispondono al vero e anzi inducono falsamente a considerare lecita l’eutanasia da parte dei Comuni o di chiunque altro voglia disfarsi di un animale, pericolo aumentato dalla diffusione capillare sul territorio. Al contrario, l’eutanasia è permessa solo in caso di conclamata malattia incurabile o in caso di comprovata pericolosità dell’animale. Non mancano i casi di persone che si rivolgono alle associazioni per comunicare la propria intenzione di disfarsi di un animale, con veterinari compiacenti, nel caso in cui non venga ritirato”.
“Il Sindaco, con una nota, ha appena escluso la propria responsabilità per le affermazioni riportate, dunque ci chiediamo di chi sia la responsabilità”, aggiungono alla LAV.
“Chiederemo alle autorità di far luce sulle responsabilità della redazione e della pubblicazione di affermazioni che potrebbero configurare un’apologia di reato, in quanto professano per lecito un comportamento che invece costituisce reato”.
LAV Provincia di Pavia
Vigevano – Viale Sforza n. 5
tel. 333.6387739
web: http://www.lav.it/sedi/lombardia
I FATTI
http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2010/04/08/PV3PO_PV304.html
PROVINCIA PAVESE 8 APRILE 2010
Randagi accordo con un canile VALEGGIO (PV). I cani randagi saranno catturati e tenuti in custodia da una ditta autorizzata di San Genesio. La giunta ha incaricato la Dogmar di intervenire e di trasportare gli animali al canile situato in strada per Mirabello. «Il Comune non può disporre di mezzi e personale adeguati per istituire il servizio di custodia e mantenimento dei cani randagi: è indispensabile stipulare un accordo con un canile privato», spiega il sindaco Fabrizio Crepaldi.
Per tre anni il canile di San Genesio si occuperà dei cani che si sono persi oppure che sono state abbandonate dai loro padroni. Il costo giornaliero per la custodia e l’alimentazione di un cane ammonta a 2 euro.
Prevista anche la pratica dell’eutanasia, effettuata da un veterinario con metodo indolore, per i cani non rivendicati dai legittimi proprietari. Nel triennio precedente il servizio era stato affidato a un’azienda agricola di Villanterio.
(u.d.a.)
http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2010/04/09/PR1PO_PR103.html
LA PRECISAZIONE Eutanasia per i cani Ecco le regole a Valeggio
A seguito dell’articolo dal titolo «Randagi, accordo con un canile», riguardante Valeggio, in cui si scrive che è «prevista anche la pratica dell’eutanasia, effettuata da un veterinario, con metodo indolore, per i cani non rivendicati dai legittimi proprietari», si rappresenta che il testo corretto dell’art. 4 della convenzione con la Dogmar di S. Genesio ed Uniti è il seguente:
«Art. 4 – La pratica dell’eutanasia per i cani che non siano stati rivendicati dai legittimi proprietari è effettuata ad opera del veterinario designato dal responsabile del servizio, con metodo indolore e solo nei casi previsti dal comma 6 dell’art. 2 della legge 14 agosto 1991, n. 281 e cioè se gravemente malati, incurabili o di comprovata necessità… omissis».
Il motivo dell’incomprensione – già chiarita con la Lav per le vie brevi – è stata la non completa riproduzione della disposizione della convenzione nell’articolo per ragioni di spazio.
La stessa Lega è invitata a prendere visione del testo della convenzione in parola, approvato con deliberazione della giunta comunale n. 23 del 31 marzo scorso. –
geom. Fabrizio Crepaldi / sindaco di Valeggi
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Giornate per l’Abolizione della Carne
14 aprile 2010 -
“Non mangerò mai qualcosa che ha due occhi”
Leonardo da Vinci
Coordinamento Italiano per l’Abolizione della Carne abolizionecarne@gmail.com
infoline 327-3209085 contatto stampa: 347-7241726
17-18 aprile 2010
Giornate per l’Abolizione della Carne
Mobilitazione internazionale
PRESIDIO A MILANO E INIZIATIVE IN ALTRE 24 CITTA’
Dopo il successo della Seconda Giornata Internazionale per l’abolizione della carne del 31 gennaio 2010, che ha visto la partecipazione di attivisti in molti paesi del mondo e di ben 22 città in Italia, il Coordinamento Italiano per l’Abolizione della Carne promuove un’altra giornata di mobilitazione in favore degli animali allevati e massacrati per l’alimentazione umana.
Numerosi gruppi e associazioni estere hanno risposto all’appello, proclamando una settimana internazionale per l’abolizione della carne, che si svolgerà dal 17 al 25 aprile.
In Italia, le città aderenti sono già 24: Milano, Monza, Brescia, Torino, Alessandria, Rovigo, Udine, Trento, Genova, S.Margherita Ligure, Ventimiglia, San Remo, Bologna, Parma, Ravenna, S.Marino, Arezzo, Roma (2 presidi), Pescara, Bari, Lecce, Taranto, Olbia, Palermo.
All’estero, sono in preparazione iniziative in vari paesi, fra cui Francia, Germania, Svizzera, Grecia, Portogallo, Stati Uniti.
La lista completa con le date ed i luoghi dei presidi è pubblicata su
http://aboliamolacarne.blogspot.com
A Milano, in particolare, è previsto un
PRESIDIO per L’ABOLIZIONE della CARNE
Domenica 18 aprile dalle ore 15
Ci troveremo in Piazza Duca d’Aosta (staz. Centrale MM2-MM3), lato McDonald’s (via Napo Torrioni) per rappresentare lo sterminio degli animali analogamente a quanto fatto a gennaio
foto su http://picasaweb.google.it/abolizionecarne
incatenandoci mascherati come individui ridotti a semplici numeri.
Che cosa sono le la Giornate per l’Abolizione della Carne?
Le Giornate per l’Abolizione della Carne intendono promuovere presso il grande pubblico la rivendicazione politica di abolizione dell’assassinio di animali a scopo alimentare. Sei milioni di esseri sensibili vengono uccisi nel mondo ogni ora (!) per essere trasformati in carne; senza neanche contare il massacro dei pesci e la sofferenza di vacche e galline ovaiole, recluse, sfruttate ed infine ammazzate in giovanissima età.
Il consumo di carne e prodotti animali causa più sofferenza e morte di ogni altra attività umana, pur non essendo affatto necessario.
Numerosi collettivi si mobiliteranno per promuovere la prospettiva dell’abolizione della carne. Non si tratterà semplicemente di incoraggiare i singoli individui a diventare vegetariani e vegani, ma di affermare, di fronte alla società, che la pratica di assassinare animali per mangiarli deve essere abolita. Nutriamo la speranza che questa iniziativa rafforzerà il movimento per gli animali nel corso degli anni. È importante rivolgersi ai consumatori chiedendo loro di non comprare prodotti animali, ma dobbiamo cominciare a rivolgerci anche ai cittadini, come fecero i militanti per l’abolizione della schiavitù: essi, pur essendo in netta minoranza, non solo chiedevano alla popolazione di boicottare lo zucchero prodotto dagli schiavi, ma esprimevano anche in modo esplicito l’idea che la schiavitù doveva essere abolita. È importante oggi interpellare chiaramente la società intera sull’argomento della carne, affinché essa non possa più evitare le conseguenze di un dibattito pubblico sulla legittimità di questa pratica.
Continua sul sito del Coordinamento italiano per l’Abolizione della Carne
Sito del Coordinamento Italiano: http://aboliamolacarne.blogspot.com/
Sito del Coordinamento Internazionale: www.nomoremeat.org
AGGIORNAMENTO
ATTENZIONE: IL LUOGO DELL’APPUNTAMENTO PER LA MANIFESTAZIONE DI MILANO (18 APRILE) E’ CAMBIATO. CI TROVEREMO IN PIAZZA DUCA D’AOSTA LATO McDONALD’S (STAZ. CENTRALE, MM2-3) ALLE ORE 15 (non più in via Dante).
SI PREGA DI FAR GIRARE AI PROPRI CONTATTI!
… quando QUALCUNO diventa QUALCOSA …
Domenica 18 APRILE ore 15
MILANO – Piazza Duca d’Aosta (staz. Centrale, MM2-MM3)
lato McDonald’s (via Napo Torriani)
Manifestazione per l’ABOLIZIONE della CARNE
Sabato 17 aprile ore 16 volantinaggio a Monza
Sabato 17 aprile, in occasione della giornata mondiale contro la carne, Oltre la specie organizza un volantinaggio in maschera per le vie centrali di Monza. L’appuntamento è alle 16.00 sotto l’Arengario. Proseguiremo fino alle 18.30 circa. Chi vuole aderire è pregato di contattare Alessandra: alexgalb@libero.it
(cell. 335-8376756) per verificare eventuali cambiamenti di programma.
“…Ti trovi su un camion, con tanti altri come te: hai a malapena spazio per muoverti. Non sai dove vada, non hai scelto tu di salire: sai solo che viaggi da ore, forse da giorni, ti chiedi quando toccherai di nuovo il suolo. Hai fame. Qualcuno dei tuoi compagni si è già ammalato: con fatica riesci a prendere sonno tra i lamenti, ma dura poco: il rumore brusco del freno ti sveglia di soprassalto. Scorgi un capannone in vicinanza: sarà forse la tua nuova casa? Ti fanno scendere, finalmente puoi muoverti, ma nell’aria c’è qualcosa di strano. E’ un odore. E’ sangue. Viene dal capannone. Ti afferrano, ti spingono, istintivamente fai resistenza:lo senti, lì dentro c’è qualcosa di brutto. Hai paura, terrore. I tuoi occhi si abituano in fretta all’oscurità, alle luci artificiali: adesso vedi. Vedi altri come te andare verso la fine. Ma consolati: se sarai fortunato, sarà questione di un attimo: una scossa e via, non ci sarai più. Non ti toccherà morire a poco a poco, la gola sgozzata, le tue viscere che colano sangue. E poi, hai un altro motivo per gioire: quando non sarai più un coniglio, un agnellino, un maialino, ma semplicemente un piatto di carne, sarai trattato con tutti gli onori, i cuochi si daranno un gran daffare per darti un adeguato contorno.”
Queste parole sono le parole di un vitello, di un maiale, di un pollo, o di un pesce: sono le parole che pronuncerebbe se potesse parlare la nostra lingua.
Sono le parole di uno qualsiasi dei miliardi di individui non umani uccisi ogni anno negli allevamenti e nei macelli di tutto il mondo per nutrire altri individui umani.
Queste parole sono le parole che sentiamo guardando negli occhi i maiali in viaggio verso il mattatoio, i polli rinchiusi nei lager, i pesci agonizzanti con un gancio nella bocca o nelle reti dei pescherecci.
Sono le parole di qualcuno che è diventato qualcosa.
Quando gridiamo che la soluzione più urgente e più realistica a questo massacro quotidiano è l’abolizione della carne, del latte e delle uova, sappiamo dunque di non essere una minoranza nella società.
Siamo milioni di esseri umani che hanno scelto di non contribuire in prima persona a questa guerra, diventando vegetariani; ma soprattutto, siamo i miliardi di animali rinchiusi e uccisi per un capriccio alimentare non necessario, quegli animali che se potessero non ci penserebbero due volte a battersi per l’immediata chiusura di tutti gli allevamenti.
Poiché la produzione di carne implica l’uccisione degli animali che vengono mangiati…
Poiché le loro condizioni di vita e di macellazione provocano sofferenza a molti di loro…
Poiché mangiare carne e altri prodotti animali non è necessario, e poiché gli esseri senzienti non devono essere maltrattati o uccisi inutilmente…
… Per questi motivi allevare, cacciare e pescare animali a fini di consumo, così come vendere ed acquistarne i corpi, deve essere vietato.
17-18 aprile giornate mondiali per l’abolizione della carne
infoline 327-3209085
http://aboliamolacarne.blogspot.com
Allevamenti intensivi
http://consumatori.myblog.it/archive/2009/07/14/carni-e-allevamenti-intensivi.html
http://www.saicosamangi.info/animali/
http://www.chupacabramania.com/articoli/animali/allevamenti_intensivi.htm
http://www.aamterranuova.it/article1672.htm
http://www.ilfoglio.it/soloqui/1580
Video
http://www.youtube.com/watch?v=Es09EABp3Go
http://www.youtube.com/watch?v=bBAX4qc-3Ro
=X&oi=video_result_group&ct=title&resnum=8&ved=0CC0QqwQwBw
Libro
http://www.guanda.it/scheda.asp?editore=Guanda&idlibro=6842&titolo=SE+NIENTE+IMPORTA
SE NIENTE IMPORTA
Perché mangiamo gli animali?
Autore: Jonathan Safran Foer
Traduzione di Irene Abigail Piccinini
Pagg. 368
€ 18.00
Reportage
Collana: Biblioteca della Fenice
In libreria dal: 25 Febbraio 2010
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VIVISEZIONE:CORTEO NAZIONALE CONTRO GREEN HILL
13 aprile 2010 -
Albert Einstein:
“Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni”
24 APRILE 2010 @ MONTICHIARI (BS) CORTEO NAZIONALE CONTRO GREEN HILL
Allevamento di cani beagle destinati alla vivisezione.
L’allevamento destina ogni mese 250 cani ai laboratori di vivisezione.
Un piano di ampliamento porterebbe nelle gabbie di Green Hill un numero di 5000 cani, tutti destinati ai laboratori come cavie per la vivisezione!
INFO: www.fermaregreenhill.net
Riceviamo e segnaliamo
PER CHI PARTE DA IVREA
Gentilissimi,
vi prego di inoltrare mail con miei dati per pullman che parte da Ivrea (TO) diretto a Montichiari.
Partenza ore 11 dal casello autostradale di Ivrea
Costo euro 20,00
Prenotare alla mail animalistanata@libero.it oppure 328/7757508
Grazie
Ylenia
http://www.beppegrillo.it/2006/01/la_vivisezione.html

Ammetto che quando penso alla vivisezione animale mi vergogno della specie umana e mi sento solidale con l’agente Smith di Matrix quando dice che gli uomini non sono mammiferi, ma virus.
Io vorrei abolire la vivisezione animale per legge.
L’obiezione che viene fatta è: “la vivisezione è utile, meglio loro di noi”.
Vorrei vedere se qualcuno vivisezionasse il vostro gatto o il vostro cane come reagireste a queste parole.
Comunque, la vivisezione è inutile e non lo dice un comico, ma la rivista Nature, uno dei punti di riferimento della scienza mondiale, che ha pubblicato il 10/11/2005 unarticolo con le dichiarazioni di alcuni scienziati:
” – I test di tossicità che abbiamo utilizzato per decenni sono semplicemente cattiva scienza. Oggi abbiamo l’opportunità di incominciare da zero e di sviluppare dei test basati su prove evidenti, che forniscono una reale opportunità per la tossicologia di diventare infine una scienza rispettabile.
- E’ stata riconosciuta la cattiva qualità della maggior parte dei test su animali, che non sono mai stati sottoposti ai rigori della validazione oggi imposta ai metodi alternativi in vitro. La maggior parte dei test su animali sovrastimano o sottostimano la tossicità, o semplicemente non sono in grado di fornire dati precisi sulla tossicità riferita all’uomo (il 75% dei test su animali vengono fatti per prove di tossicologia, ndr)
- I test di tossicologia embrionale fatti su animali non sono affidabili per la previsione nell’uomo: quando scopriamo che il cortisone è tossico per gli embrioni di tutte le specie testate, eccetto quella umana, cosa dobbiamo fare?”
E’ in discussione a Bruxelles la proposta REACH per la valutazione e regolamentazione delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente, che sono causa, è stato stabilito, di circa un milione di morti premature nella UE (cancro, malattie degenerative come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla).
Ho deciso di sostenere il Comitato Scientifico Equivita (già Comitato Scientifico Antivivisezionista), che chiede di inserire nella bozza REACH il divieto di usare sperimentazione animale per valutare la tossicità delle sostanze.
La sperimentazione su animali consente alle industrie di ottenere qualsiasi risposta desiderino (cambiando la specie animale usata) e di evitare la responsabilità civilesostenendo che il modello animale non consente “la certezza della prova“.
Esistono metodi di indagine predittivi per l’uomo come la tossicogenomica, già inserita nel testo di REACH come scelta possibile. La tossicogenomica studia la reazione del genoma della cellula umana con risultati 100 volte più veloci e più economici.
Chiudo questo lungo post con una frase di Albert Einstein:
“Vivisezione. Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni”.
Ps: Ho incontrato a Lugano *Hans Ruesch, un novantenne giovanissimo, fondatore del movimento antivivisezionista e autore del libro: “Imperatrice Nuda”. Lo saluto con affetto dal blog.
http://www.hansruesch.net/vita.htm
*Hans Ruesch (1913-2007)
http://www.veganzetta.org/?p=553
Di recente il BUR della Regione Friuli Venezia Giulia ha dato notizia ufficiale della Legge Regionale 11 febbraio 2010 n° 3. Una legge dal titolo “Norme per la diffusione di metodologie alternative alla sperimentazione animale”, una legge sulla vivisezione.
Premettiamo che ben poco ci si può aspettare da una legge regionale dato che la materia è normata già a livello nazionale, tuttavia si possono evidenziare delle particolarità a nostro avviso importanti perlomeno nelle dichiarazioni d’intenti del testo presentato per la discussione.
Forse per la prima volta in Italia un testo di una Proposta di Legge cita l’antispecismo nella sua presentazione.
Infatti il testo “norme contro la vivisezione” del 9 settembre 2008 presentato dal Consigliere Giorgio Venier Romano (UDC) recita:
“Ma l’aspetto fondamentale della mia contrarietà alla vivisezione e che intendo sottoporvi in questa sede, a sostegno della presente proposta di legge, è riconducibile in particolar modo alla necessità che, al di là dell’aspetto inerente la vita e la morte degli animali, una società cosiddetta civile deve evitare comunque la sofferenza degli animali.”
Ed anche:
“Da un punto di vista etico non può esserci alcuna giustificazione a questo massacro. Chi sostiene la vivisezione accusa chi la combatte di “sentimentalismo” nei confronti degli animali, e chiede spesso: “preferite salvare un topo piuttosto che un bambino?”, facendo leva, egli stesso, sulle emozioni (ma di verso opposto).
La risposta giusta a questa domanda è: “preferiamo salvare sia il bambino che il topo” perché, al di là delle spiegazioni scientifiche secondo cui la sperimentazione sull’animale può causare la morte anche del bambino, è importante capire che una scienza in cui si adotti il principio che “il fine giustifica i mezzi” è una scienza malata, in cui qualsiasi atrocità potrà essere legittimata.
E’ importante rilevare come non si possa accettare che esistano da un lato, la “vivisezione giusta” (quella per scopi medici) e dall’altro, la “vivisezione sbagliata” (ad esempio, quella per i cosmetici). La vivisezione è sempre ed in ogni caso inaccettabile, sia dal punto di vista scientifico che da quello etico.
Occorre escludere la sperimentazione animale, così come ogni altra forma di tortura, anche perché vi è sempre un’altra via, con basi scientifiche e senza violenza: è quella che va esplorata e allargata, è quella che concretamente porta i risultati migliori per l’uomo.
La vivisezione, definita da Gandhi “il crimine più nero tra i neri crimini commessi dall’uomo”, va avanti per una forma di inerzia culturale, perché non ci si oppone agli interessi che la sostengono e che impongono come dogma che “la vivisezione è necessaria”.”
Sulla vivisezione nel testo si afferma:
“La risposta giusta a questa domanda è: “preferiamo salvare sia il bambino che il topo” perché, al di là delle spiegazioni scientifiche secondo cui la sperimentazione sull’animale può causare la morte anche del bambino, è importante capire che una scienza in cui si adotti il principio che “il fine giustifica i mezzi” è una scienza malata, in cui qualsiasi atrocità potrà essere legittimata.
E’ importante rilevare come non si possa accettare che esistano da un lato, la “vivisezione giusta” (quella per scopi medici) e dall’altro, la “vivisezione sbagliata” (ad esempio, quella per i cosmetici). La vivisezione è sempre ed in ogni caso inaccettabile, sia dal punto di vista scientifico che da quello etico.
Occorre escludere la sperimentazione animale, così come ogni altra forma di tortura, anche perché vi è sempre un’altra via, con basi scientifiche e senza violenza: è quella che va esplorata e allargata, è quella che concretamente porta i risultati migliori per l’uomo.
La vivisezione, definita da Gandhi “il crimine più nero tra i neri crimini commessi dall’uomo”, va avanti per una forma di inerzia culturale, perché non ci si oppone agli interessi che la sostengono e che impongono come dogma che “la vivisezione è necessaria”.”
Il Consigliere conclude il suo testo con un’analisi che si rifà alla filosofia antispecista nella sua accezione più classica (ad esclusione di Kant):
“Il pensiero occidentale non è mai stato particolarmente benevolo verso gli animali, visti quasi sempre come creature poste al servizio dell’uomo. Si può dire che fino a pochi anni fa la visione antropocentrica del mondo sia stata quasi universalmente accettata, anche se, già nell’antichità, si siano fatte sentire voci di dissenso a questa impostazione, come quelle di Pitagora, Porfirio, Plutarco, Celso.
A questa visione si oppose anche Kant, il quale, pur non riconoscendo agli animali diritti derivanti dalla loro condizione di esseri viventi e senzienti, riteneva che l’uomo dovesse rispettare gli animali perché la crudeltà nei loro confronti predisponeva ad uguale comportamento verso i nostri simili.
Solo alla fine del 1700 il filosofo utilitarista Jeremy Bentham iniziò, per la prima volta, a porre le basi per il riconoscimento dei diritti animali. Egli disse: “il problema non è “possono ragionare?”, né “possono parlare ?”, ma: “possono soffrire?” (in un essere umano sottoposto a torture analoghe a quelle della vivisezione, essere cerebroleso o, al contrario, dotato di un alto quoziente di intelligenza, non modificherebbe certo la dimensione della sua sofferenza).
Agli inizi degli anni ’70 cominciò ad organizzarsi un vero e proprio movimento per il riconoscimento dei diritti degli animali. Alla base delle argomentazioni vi è il concetto di specismo: l’uomo mette in atto comportamenti crudeli verso gli animali soltanto perché non appartengono alla sua stessa specie. Allo stesso modo, i razzisti discriminano in base alla razza ed i sessisti in base al sesso. Riconoscere agli animali diritti quali la vita, il benessere, un equo trattamento e il rispetto della propria specificità, rappresenta quindi la logica conseguenza del riconoscimento dei diritti umani.
In sintesi, la vivisezione, dal punto di vista etico, deve essere abolita perché rappresenta un esempio di comportamento specista, gravemente lesivo di tutti i diritti che le più avanzate correnti di pensiero filosofico riconoscono agli animali; essa è un crimine in qualsiasi modo si tenti di giustificarla: che la si compia credendo di “far del bene all’umanità” o che la si compia, come spesso avviene, solo per interessi personali e di carriera.
In conclusione è sulla base di queste articolate motivazioni che nasce la presente proposta di legge e con la quale si intende vietare, su tutto il territorio regionale, l’allevamento, l’utilizzo e la cessione di animali ai fini di sperimentazione.”
Ci preme sottolineare che si dal titolo “Norme contro la vivisezione” il testo ha voluto essere una denuncia di una delle maggiori vergnogne umane, lo stesso Consigliere fa la seguente considerazione che non lascia adito a dubbi interpretativi:
“La parola “vivisezione” significa, letteralmente, “sezionare dal vivo”, cosa che non avviene certo in tutte le ricerche compiute sugli animali. Chi esegue esperimenti sugli animali preferisce usare il termine meno cruento di “sperimentazione animale” che non richiama altrettanto l’idea della violenza e della tortura anche se, in realtà, la sofferenza e la violenza sono presenti in modo forte e talvolta in misura anche maggiore dove non avviene la dissezione vera e propria (se eseguita in anestesia). Pertanto i termini “vivisezione e “sperimentazione animale” possono considerarsi come sinonimi.”
Una seconda considerazione è relativa al termina “specismo” che forse per la prima volta compare in un testo ufficiale di un progetto di legge in Italia, ciò appare come un passo fondamentale verso la piena legittimazione della filosofia antispecista da parte di chi ha responsabilità politiche e di governo. Tale passo – a prescindere dalle effettive ricadute che la legge avrà nella realtà della vivisezione nel nostro paese – l’impianto teorico generale è di considerevole rilevanza, e rappresenta un importante precedente che speriamo possa portare ad una crescita della visione antispecista in ambito sociale e culturale.
Auspichiamo che il testo della legge venga divulgato il più possibile e possa rappresentare un esempio anche per altre Regioni contribuendo al rinvigorimento del fronte antivivisezionista italiano.
Testo completo del Progetto di Legge
BUR Regione Friuli n° 7 del 17 febbraio 2010
Iter della Legge
Testo definitivo della Legge
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CACCIA. Doppiette no limits: decide la Camera
13 aprile 2010 -
Caccia? Cacciatori? No grazie, non amiamo lo “sport” che uccide,la morte procurata per divertimento.
Chiliamacisegua
http://www.vita.it/news/view/102426
CACCIA. Doppiette no limits: decide la Camera
13 aprile 2010
In Commissione agricoltura la legge che prevede l’estensione del calendario venatorio
“Domani i Deputati della Commissione agricoltura della Camera si prenderanno la responsabilità di decidere se l’Italia debba diventare un Paese in cui gli animali selvatici siano destinati ad essere massacrati dai cacciatori tutto l’anno”. Così il WWF a proposito del voto previsto in Commissione delll’articolo 43 della “Legge Comunitaria 2009” che modifica la legge quadro sulla caccia (Legge 157/92 ), cancellando gli attuali limiti temporali alla stagione venatoria (1 settembre-31 gennaio, clicca qui per saperne di più) Nell’Anno internazionale della Biodiversità, inaugurato dall’ONU a gennaio, per il WWF la norma in votazione domani appare tanto più stridente e contraddittoria poichè va in senso tutto contrario alle leggi e ai principi di conservazione.
“E’ vergognoso che il Parlamento inganni gli Italiani con una norma che, invece di diminuire la pressione venatoria come ci chiede l’Unione Europea, estende la stagione di caccia oltre i già lunghi 5 mesi attuali , deliberando così lo sterminio di milioni di uccelli migratori e la condanna sicura dell’Italia a pagare ingentissime multe per l’ennesima violazione delle leggi europee ed internazionali per la tutela degli animali selvatici “ dichiara Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia.
Il WWF chiede la soppressione dell’articolo 43, ricordando l’incompatibilità assoluta del prolungamento della stagione venatoria con la direttiva europea 79/409/CE, con la Costituzione e con la Convenzione sulla biodiversità. La soppressione definitiva di questa norma è l’unica risposta seria e legittima che il Parlamento possa dare . In caso di approvazione di questa legge, i milioni di italiani che sono rappresentati dalle oltre centro Associazioni che a febbraio hanno inviato un appello al presidente Berlusconi, sono pronti a mobilitarsi con ogni mezzo, compreso il referendum abrogativo. Nonostante l’art. 43 sia stato oggetto in questi giorni di trattative all’interno della maggioranza, con emendamenti migliorativi , torna il rischio che domani si voti invece in favore di “caccia selvaggia”.
In un recente appello, il Comitato scientifico del WWF Italia, un organo costituito da scienziati e dai migliori esperti in materia ambientale sia nazionali che internazionali, ha rivolto un Appello al Parlamento dove è ribadito l’effetto devastante che una deregulation della caccia avrebbe sulla conservazione dell’avifauna migratrice.
“Siamo al rush finale – continua Leoni – e c’è da augurarsi che il voto in Commissione agricoltura alla Camera previsto per domani non riservi brutte sorprese. Il WWF, anche attraverso il suo Comitato scientifico, ha ribadito quanto dannoso sarebbe un qualunque prolungamento della stagione venatoria oltre i paletti oggi esistenti” – “Chi ha a cuore la conservazione delle specie migratrici sa perfettamente che se si cacciasse oltre gennaio non solo si andrebbe contro le direttive comunitarie, ma si intaccherebbe gravemente la componente riproduttiva più importante di una popolazione (gli adulti esperti), ovvero quel “capitale” che maggiormente contribuisce alla produttività degli “interessi” (i giovani dell’anno)”.
Il nostro Paese ha una posizione geografica strategica per l’attraversamento ogni anno di milioni di uccelli migratori e vede, già nel mese di febbraio, un’intensa migrazione verso i territori riproduttivi da parte di molte specie oggetto di caccia, come dimostra un’ampia e solida letteratura scientifica, quando soprattutto gli adulti più esperti anticipano il resto delle popolazioni.
Le modifiche all’attuale legge sulla caccia avviene poi in un Paese in cui ben l’81% dei cittadini è sfavorevole a una deregulation della caccia, come rileva il recente sondaggio che WWF insieme a LIPU, Legambiente, LAV, Enpa hanno commissionato a IPSOS. E sempre dal sondaggio risulta che solo il 3% degli elettori della maggioranza di Governo è d’accordo con il voto del loro partito e sempre nella stessa area politica , il 47% ritiene la caccia un’inutile crudeltà che andrebbe vietata.
“Risulta quindi evidente – conclude Leoni – che i legislatori, nazionale e regionali, nonché i pubblici amministratori, dovrebbero impegnarsi per accantonare definitivamente gli attacchi alla natura e agli animali, promuovendo e realizzando, invece, nel 2010 provvedimenti che diano adeguata risposta agli italiani che chiaramente domandano una tutela per gli animali e per la natura e regole più stringenti per la caccia. E’questa la via giusta per dare un serio e concreto contributo dell’Italia, con la collaborazione delle Regioni, agli adempimenti richiesti anche al nostro Paese per l’Anno internazionale della Biodiversità. “
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Striscia la Notizia – ‘La Padania’ – Il ministero parte civile …
11 aprile 2010 -
‘La Padania’ – Il ministero parte civile contro Cicerale …
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‘La Padania’ – Il ministero parte civile contro Cicerale
Per la prima volta lo Stato fa causa a chi si macchia di malasanità in una struttura pagata con i soldi del cittadino. L’Avvocatura ha dato il via libera alla richiesta del Ministero della Salute, attraverso il sottosegretario Francesca Martini, di costituirsi parte civile nel processo per maltrattamento che vede come imputato il gestore del canile di Cicerale. L’Avvocatura ha riconosciuto che è interesse legittimo dello Stato essere parte attiva nel procedimento. Senza l’impegno delle associazioni, del sottosegretario Martini al loro fianco, del suo pool ispettivo, della persistente campagna mediatica del nostro giornale, di Chiliamacisegua e di Striscia questo risultato sarebbe stato ancora lontano… Torneremo al più presto con nuovi aggiornamenti sul caso Cicerale.
(Ste.Pi./La Padania, 4 aprile 2010)
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