AVANTI A TUTTO BANZAI!
30 aprile 2010 -
AVANTI A TUTTO BANZAI!
Segni di rinnovamento, risveglio di coscienze, ripristino di valori: fiutarli nel vento, annusarli e godere dei segnali che fortificano la certezza di essere nel giusto, è corroborante.
La task force organizzata dall’on Francesca Martini che in epoca non sospetta, promise il cambiamento epocale, quando si era quattro gatti e due galline,a crederci, sorretti dalla determinazione granitica che solo divulgando lo sconcio, bacchettando i reprobi inadempienti, i sindachetti, le asl, la filiera del silenzio in tema di benessere animale e applicazione della legge 281/1991, informando i media a più non posso, a rischio di ricevere sgradevoli ma giustificatissime risposte con in oggetto: “incivile uso delle mail”, come ha operato Stefania Piazzo con La Padania, come ha reso in immagini Edoardo Stoppa con Striscia la Notizia, è realtà di queste ore.
E dovrà fare sfracelli di quel malaffare imperante, annidato nelle pieghe di una Italia che si riscopre sana e che non vuole più avere a che fare con la sua parte malata.
E allora grazie a tutti coloro che questa coscienza l’hanno ascoltata e ognuno nel suo precipuo, si è dannato per oliare la macchina da guerra per la conquista della legalità.
E della umanità.
Soprattutto i volontari, fondamentali nel loro compito di denuncia.
Ci siamo, sulla buona strada e allora, ora che la meta si avvicina, ora che la giustizia non è più un miraggio, AVANTI A TUTTO BANZAI!
Chilamacisegua
Una speranza per un futuro davvero umano
Liberazione Animale
Sui voli Lufthansa non c’è posto per cani e gatti da vivisezionare
Fino a pochi anni fa, l’opposizione agli esperimenti sugli animali era portata avanti solo dagli animalisti e mai, o quasi mai, qualcuno fuori da questo ambiente pensava di occuparsene, tanto meno imprese commerciali rinunciavano a qualche guadagno solo per non risultare coinvolte negli esperimenti di vivisezione. Il vento però sta cominciando a cambiare direzione.
E’ notizia recentissima, diffusa dalla Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), organizzazione statunitense per i diritti degli animali, che la compagnia aerea Lufthansa ha deciso che non trasporterà più cani e gatti destinati alla vivisezione. La compagnia aerea tedesca ha raccolto l’appello dell’associazione animalista che aveva mostrato sul suo sito le foto di 50 cani beagle terrorizzati che Lufthansa stava trasportando in un laboratorio scozzese, il Charles River Laboratories (Crl), per test su veleni e pesticidi. Di qui la decisione di cambiare politica sull’argomento. Ottenuto questo primo importantissimo risultato, ora la Peta sta cercando di convincere Lufthansa ad estendere lo stesso divieto a tutti gli animali.
Questa notizia dimostra come la sensibilità verso le sofferenze degli animali stia uscendo dai ristretti confini dell’animalismo.
Non solo qualcuno inizia a rinunciare a guadagni collegati alla vivisezione, ma esistono anche altrettanto recenti esempi di come la pressione degli animalisti stia creando danni economici ingenti a quanti, invece, continuano a vivere sulla pelle degli animali.
L’allevamento Morini di San Polo d’Enza è stato per molti anni l’obiettivo degli antivivisezionisti che ne chiedevano la chiusura. La struttura era adibita alla nascita e alla vendita soprattutto di cani beagle che venivano ceduti ai laboratori di vivisezione per essere sottoposti ad esperimenti che spesso li avrebbero portati alla morte o comunque avrebbero provocano loro grande sofferenza. Dopo molti anni di battaglie, svariate manifestazioni, alcune delle quale terminate con dure cariche della polizia, l’allevamento Morini il mese scorso ha dichiarato la sua chiusura.
Qualsiasi movimento avrebbe gioito di un risultato tanto importante, invece gli antivivisezionisti hanno subito individuato un’altra struttura con identiche finalità, la Green Hill di Montichiari in provincia di Brescia che, da oggi in poi, diventerà il simbolo in Italia della battaglia per la chiusura degli allevamenti di animali per la vivisezione.
In pochi giorni è stata organizzata una manifestazione che sabato scorso ha visto una incredibile partecipazione: i giornali locali hanno parlato di oltre 3000 persone. Le stesse associazioni hanno rinunciato ad esporre i propri striscioni per mettere in primo piano le foto degli animali e lo spirito collettivo dell’iniziativa. Un primo successo che apre la strada ad una campagna che, visto come inizia a tirare il vento, potrebbe portare anche alla chiusura di Green Hill e in sequenza di tutte le strutture analoghe.
I pochi e volonterosi antivivisezionisti sono diventati negli ultimi anni sempre più numerosi. Ad essi si sono uniti medici, ricercatori, personaggi dello spettacolo, sempre più giornalisti e ora anche imprese commerciali.
La semplice sensibilità nei confronti degli animali ha lasciato spazio al senso di giustizia che spinge sempre più persone, non necessariamente animaliste in senso stretto, ad osteggiare la vivisezione, una pratica crudele e dannosa, ma prima di tutto uno degli esempi più esecrabili della logica che i più forti, ossia gli esseri umani, possono disporre dei più deboli, gli animali. Ma i tempi stanno cambiando.
Stefano Cagno
in data:30/04/2010
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Si comincia a ragionare, Distrugge un nido di rondine, multa da 516 euro a un milanese
29 aprile 2010 -
Si comincia a ragionare
Distrugge un nido di rondine, multa da 516 euro a un milanese
Milano – (Adnkronos) – L’uomo, un sessantenne aveva distrutto il covo con l’ausilio di una sbarra di legno mentre il volatile femmina stava covando, e’ stato riconosciuto colpevole di violazione delle norme internazionali e nazionali di tutela dei volatili migratori
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ON MARTINI, TASK-FORCE CONTRO CANILI LAGER, IN CAMPO L’ARTIGLIERIA PESANTE
29 aprile 2010 -
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20100429135335070900.html
ANIMALI:ON MARTINI, TASK-FORCE CONTRO CANILI LAGER
29/04/2010 13:53
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I Comuni giocano al rimpallo
29 aprile 2010 -
I Comuni giocano al rimpallo
http://www.oipapuglia.it/notizie/225-asl-condannata-a-risarcire-i-danni-per-laggressione-di-un-randagio.html
Asl condannata a risarcire i danni per l’aggressione di un randagio
E’ successo a Brindisi, lo scorso 7 gennaio, data della sentenza depositata dal Giudice di PAce Govanni Quaranta, il quale ha disposto il pagamento da parte dell’Azienda Sanitaria Locale della cifra di 1.018 euro a titolo di risarcimento ad una giovane donna morsa al piede sinistro da un cane randagio mentre percorreva la via Appia a Torre Canne sul suo ciclomotore.
Come spesso succede in questi casi le responsabilità vengono rimpallate da un ente all’altro, citata in giudizio, l’Asl infatti ha chiamato in causa il Comune di Fasano, specificando che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto vigilare sul territorio e segnalare all’Asl la presenza di randagi. Il giudice però non ha potuto far altro che constatare che secondo la legge regionale pugliese la responsabilità dei randagi è affidata esclusivamente all’Asl territoriale competente.
L’Asl è stata condannata anche a rimborsare le spese processuali sia alla danneggiata nella misura di 1.590 euro, sia al Comune di Fasano nella misura di 1.300 euro.
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Sindaco avvisato, mezzo salvato
29 aprile 2010 -
http://www.newnotizie.it/2010/05/01/cassazionecomuni-responsabili-dei-danni-causati-da-cani-randagi/
Cassazione:comuni responsabili dei danni causati da cani randagi
Per una volta tanto, la colpa non è del cane. C’è quasi da stupirsene. Ogni volta che avviene un episodio negativo in cui il protagonista, suo malgrado, è un “fido” qualunque, la responsabilità dell’accaduto è inizialmente quasi sembre affibbiata a lui. In Italia i “fido” senza padrone sono circa 600.000, stima probabilmente al ribasso. C’è chi, nella sfortuna, buon per lui, vive in un canile accudito da volontari, c’è chi invece sopravvive, non per lungo tempo in qualche canile lager, fenomeno contro il quale testate giornalistiche e programmi tv e politici stanno cercando di lottare in modo concreto.
Poi ci sono i “cani di nessuno” quelli che vivono per strada, divisi in “stanziali”, “abbandonati” e “disperati”. I primi, non sempre, ma di norma se la cavano benino per qualche anno, salvo che non vengano barbaramente uccisi, per divertimento da esseri che definire persone è oltraggioso verso il resto dell’umanità. I secondi solitamente vengono reclusi in canili o si associano agli stanziali, quando va bene, se va male vengono sbranati da loro simili affamati oppure uccisi anch’essi da individui senza pietà, ne cervello.
I terzi sono quelli che circolano da lungo tempo per le strade, scacciati da tutti senza un motivo apparente e invisibili anche ai volontari che non possono, nemmeno loro, arrivare dappertutto. Probabilmente malati, senza difese immunitarie, non riescono a sopravvivere molto in questo mondo e per quel tempo che riescono non conoscono certo la felicità che può dare la vita, a loro non è permesso conoscerla.
Di tutte queste “categorie” di cani, è legalmente responsabile il comune in cui essi “risiedono”. E’ infatti responsabilità municipale quella di prevenire e combattere il randagismo, fornendo cibo, cure mediche e strutture idonee ad ospitare i poveri quadrupedi. Tutto questo troppo spesso non succede e la colpa non è mai di nessuno, se non del cane, per il solo fatto di essere nato. Agghiacciante.
La Corte di Cassazione pochi giorni fa ha ribaltato una sentenza d’appello in cui veniva scagionato il comune di Roccamonfina, provincia di Caserta, dal risarcire i danni ad una signora 80enne “aggredita” da un cane randagio. In realtà non c’è stata nessuna aggressione, anche perchè il cane in questione è risultato essere di taglia decisamente contenuta ( 6-7 kg), semplicemente sembra che la donna in questione si sia spaventata oltremodo per il sopraggiungere e l’abbaiare del cane e sia caduta da sola.
La sentenza d’appello non aveva attribuito la responsabilità all’istituzione in quanto, appunto, la signora non era stata aggredita, in realtà il cane non l’aveva nemmeno sfiorata; di conseguenza, secondo i giudici della corte d’appello, il risarcimento comunale all’anziana signora non era per niente dovuto.
La Cassazione però l’ha pensata in modo completamente opposto: definendo la precedente sentenza “intrinsecamente illogica e antigiuridica” i supremi Giudici hanno stabilito che “sussistendo l’illecito, cioe’ l’indebita presenza sulla strada del cane randagio la peculiare debolezza e sensibilita’ della vittima che si è spaventata ed è caduta, per il timore di essere morsa dall’animale che le abbaiava contro, manifestando intenzioni aggressive, non rende il danno meno grave e ingiusto“
L’espressione “sussistendo l’illecito” è dirimente: il cane non avrebbe dovuto essere lì, ma “trattenuto” nonchè accudito da strutture e personale appositamente dedicato.
“ne l’eventuale debolezza o lo scarso controllo dei propri movimenti da parte della vittima – prosegue la sentenza della Cassazione – valgono di per sè ad escludere il nesso causale fra l’illecito e il danno, salvo che si dimostri che tali condizioni fossero di tale gravita’ da potersi considerare sufficienti da sole a produrre l’evento”. In poche parole, perchè il comune non fosse responsabile della caduta della donna, questa avrebbe dovuto inciampare e fratturarsi il femore da sola, senza però che fosse presente un cane randagio, in quanto quello stesso randagio non avrebbe dovuto, ne potuto essere lì. E’ augurabile che tale, oculatissima sentenza, confermando il dovere municipale di accudire gli animali in difficoltà sul proprio territorio, “faccia giurisprudenza“.
A.S.
Animali: Cassazione, Comuni prevengano randagismo o pagano i danni
http://it.notizie.yahoo.com/7/20100429/tit-animali-cassazione-comuni-prevengano-afde0ec.html
(Dav/Gs/Adnkronos)
Roma, 29 apr. (Adnkronos) – I Comuni devono fare tutto il possibile per prevenire il diffuso fenomeno del randagismo. Diversamente dovranno pagare i danni in caso di aggressioni alle persone. Lo sottolinea la Cassazione ricordando che le “norme di legge sul randagismo impongono ai Comuni di assumere provvedimenti per evitare che gli animali randagi arrechino disturbo alle persone nelle vie cittadine”. In questo modo la terza sezione civile ha accolto il ricorso di una signora quasi 90enne residente nel comune di Roccamonfina nel napoletano che, vittima di un’aggressione di un cane randagio, era caduta rompendosi il femore.
Mail di Chiliamacisegua, datata 15 ottobre 2008, inviata a tantissimi sindaci con allegata la legge 281/1991
SINDACO AVVISATO MEZZO SALVATO
Così si sperperano i soldi dei contribuenti italiani: ad arricchire gli aguzzini impuniti, a far morire i cani, ergastolani a vita, nel canili convenzionati.
Mentre i sindaci, legittimi proprietari degli animali, che dovrebbero occuparsi di loro secondo la Legge 281 del 1991, per la tutela e il benessere animale hanno fatto orecchie da mercante, ascoltando altra musica.
Il maltrattamento è reato penale, così come l’omissione di atti d’ufficio.
La pacchia del giro d’affari legato al randagismo, stimato in 500 milioni di euro l’anno, è finita.
Tutti i sindaci ora dovranno rendere conto dei fondi erogati dallo Stato per combattere questo fenomeno in ogni Regione.
L’on Francesca Martini li sta convocando, uno ad uno. Non potranno più dire:” non c’ero e se c’ero avevo altro da fare.”
E la giornalista Stefania Piazzo ha dato la stura nelle scorse settimane con la prime puntate su La Padania di un viaggio all’inferno, che proseguirà fino a svelare tutti i canili lager della nostra bella civile Italia, alle nefandezze perpetrate da Istituzioni, privati, Enti , Amministrazioni pubbliche che hanno abusato della rete di solidarietà delle volontarie e dei volontari che di tasca propria fino ad ora, hanno cercato di mettere una pezza a tale scempio quotidiano.
Basta: ora si pretende l’applicazione della Legge, anzi Misericordia e Legge
Questo chiede l’on Francesca Martini, questo scrive Stefania Piazzo.
Questo promuove Chiliamacisegua, una Associazione nata da qualche mese per rimettere le cose a posto, supportata da un team di avvocati civilisti e penalisti che provvederà a vagliare caso per caso, la richiesta di sanzioni non solo pecuniarie, al Comune di appartenenza di ogni creatura straziata.
La pietà, la compassione battono cassa per far quadrare i conti con la giustizia.
Sindaco avvisato, mezzo salvato.
CHILIAMACISEGUA
info@chiliamcisegua.org
www.chiliamacisegua.org
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Libro Rosso: Vite Rubate
28 aprile 2010 -
Libro Rosso: Vite Rubate
Terza puntata
Asl Sud
Un epitaffio che dura il tempo di un attimo per guardare fino dentro l’anima gli occhi di queste vite rubate. Che non hanno storia ma solo cronaca di morte.
Un ricordo per questi cani che hanno vegetato ammalati, in assoluta solitudine e agonia, nell’attesa di una vita che a loro è stata rubata.
Dalla indifferenza dell’uomo.
Dalla malvagità dell’uomo.
Vita Rubata 1
Queste povere ossa ricoperte da ferite, forse piaghe da malattia, si sono consumate a poco a poco senza alcun conforto. Prima di diventare carogna.
Vita Rubata 2
Costole di paura, fame e stenti. Se ne è andato in fretta. Per fortuna.
Vita Rubata 3
Sa già che la fine è vicina e sopporta con rassegnazione il suo essere una cosa, non un cane con dignità di cane.
Vita Rubata 4
Era arrivata la salvezza per mano di una persona, quella si persona, che al cospetto di tanto orrore e tanta trascuratezza,aveva deciso di salvarlo. Completamente mangiato dai bigattini , ammalato di tumore all’interno dell’orecchio,anziano, stanco di aspettare, lasciato nel suo pus nei suoi escrementi a marcire. Forse per essere usato come fertilizzante. Trasportato al Nord, una eutanasia pietosa l’ha messo a dormire
Vita Rubata 5
Un tumore che ha avuto tutto il tempo di divorargli ogni speranza, se lo è portato via. Per farlo morire più in fretta, beh nessuna cura, o intervento o pomata è stata prescritta. Così si risparmia, no?
Vita Rubata 6
Povera creatura a cui chiedere perdono a cui dire, non tutti gli uomini sono come li hai conosciuti nella tua vita così breve.
Solo frammenti di storia per questo cane:Era un sabato quando ho stata scattata quella foto Pioveva e lui era buttato per terra nel suo box.
Ho chiamato l’inserviente e gli ho detto di toglierlo dal box perchè stava morendo.
Purtroppo ho trovato solo quella plastica gialla per coprirlo.
Ho aspettato per portarlo via. Ho aspettato il gestore per chiedergli il permesso di prenderlo con me, ma non è mai arrivato ed io mi sono dovuta arrendere ed andarmene!
Sono tornata il lunedì per prenderlo ma mi è stato detto che era, nel frattempo
Deceduto. Di domenica quando per tutti è festa.
Vita Quasi Rubata 7
Vita Quasi Rubata 8
Vita Quasi Rubata 9
Queste vite quasi rubate, ferite, sanguinati, malate, respirano ancora flebilmente.
Ora, in questo momento.
Chiliamacisegua non garantisce per la durata della loro esistenza, mentre state leggendo.
Fino a quando potranno resistere senza cure, senza attenzioni, senza provvedimenti e responsabilità che la Legge 281/1991 prevede?
Chiliamacisegua
Continua………..
A
info@fnovi.it ;
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relazioni.esterne@fnovi.it ;
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enpav@enpav.it;
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Nota
Libro Rosso
Denunciate, inviate le vostre storie per scrivere insieme il Libro Rosso, a Chiliamacisegua
Mail: info@chiliamacisegua.org
Qui la prima puntata: Bottone
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/21/libro-rosso/
Qui la seconda puntata: Randagio
http://www.chiliamacisegua.org/2010/04/22/libro-rossorandagio/
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SVZZ-VA – Integrazione diritti dei gatti e l’ultimo scandalo del Dott. Magrini: il Canile della Valcuvia
28 aprile 2010 -
Divulghiamo con piacere, la conoscenza è ricchezza, è difesa, è tutela del più debole
Chiliamacisegua
From: Ing. Francesco Faragò
Sent: Wednesday, April 28, 2010 1:42 PM
Subject: SVZZ-VA – Integrazione diritti dei gatti e l’ultimo scandalo del Dott. Magrini: il Canile della Valcuvia
Servizio di Vigilanza Zoofila e Zootecnica
Nucleo di Polizia Giudiziaria – Provincia di Varese (VA)
(L.189/2004 – L.689/81 – artt. 55 e 57/u.c. c.p.p.)
Buongiorno! Ribadisco la mia assoluta mancanza di tempo e dunque chiedo ancora scusa per la mancata formalizzazione delle mie comunicazioni ed eventuali errori di battitura etc …
Prima di fornire le integrazioni in oggetto, consentitemi però di annunciare con immenso piacere che il 5 aprile ho provveduto ad affidare anche gli ultimi 7 reduci del maxi sequestro di Arsago (34 cani).
A breve ci riaggiorneremo perciò sia per i ringraziare tutti coloro i quali hanno collaborato con me (associazioni, cittadini, veterinari etc) sia perché completata la Fase I – sequestro e trasferimento degli animali e prossima al completamento la Fase II – recupero ed affidamento degli animali e riepilogazione dell’immensa documentazione medico-veterinaria (ricordo infatti che gli animali erano ormai allo stremo), sta per iniziare la Fase III – dissequestro degli animali e accertamento delle responsabilità delle Autorità Locali (ci sarà davvero da divertirsi!).
Ciò premesso volevo dunque fornire elementi integrativi rispetto a quanto comunicatovi la scorsa volta riguardo le novità introdotte dalla legge regionale n.33 del 30 dicembre 2009 – Capo II.
Come ebbi modo di rammentare la scorsa volta, causa una eccessiva vaghezza, la legge 281/91 (legge quadro in materia di randagismo) consentiva a Sindaci e Polizie Locali di interpretarla a proprio favore. Così i sindaci hanno provveduto, per imposizione della stessa (non certo per volontà propria), ad allestire il servizio di accalappiamento e ricovero dei cani, lasciando invece al proprio destino tutti gli altri animali rinvenuti o raccolti giacché, dicevano loro, la legge non imponeva obblighi per gli altri. Tuttavia le cose non erano affatto così poiché è ovvio che se i Sindaci hanno l’obbligo di tutelare i randagi, questi non possono negare loro assistenza nel caso di bisogno (ivi compreso il ricovero dei gatti domestici smarritisi e che pertanto non possono vivere in libertà e le cucciolate feline rinvenute in sacchi di plastica gettati nei cassonetti o abbandonante in scatoloni a bordo strada. Di conseguenza invito tutti a prendere nuovamente visione del servizio che a tal proposito realizzai con Striscia la Notizia e che fu poi trasmesso in data 21/04/2009:
Il servizio narra una storia vera! A cui bisognava solo aggiungere il fatto che il felino era stato accolto presso il Gattile di Gallarate (che presiedo tutt’ora) per cui l’animale non rischiava nulla ma mi aveva molto infastidito il fatto che come al solito le Autorità Locali, tutte!, si fossero sistematicamente disinteressate del problema, per non parlare poi della Polizia Locale di Gallarate che non sapeva nemmeno che a Gallarate esistesse il gattile e che anzi invitava ad abbandonare il gatto in un parchetto …. ma la cosa non mi stupisce visto quel che avvenne alcuni mesi dopo e cioè lo scandalo del 14 settembre 2009.
Mi raccomando di ascoltare bene le dichiarazioni del comandante della Polizia Locale di Olgiate Olona, il quale ammette che i gatti godevano di minori tutele rispetto ai cani, ma dinnanzi alle telecamere la Polizia Locale decise, con un senso del dovere sconosciuto anche ai Carabinieri, di provvedervi lo stesso … infatti il gatto rimase poi da loro in attesa di adozione. Ecco, volevo rammentarvi questa vicenda perché grazie alla nuova legge regionale nonché grazie al vuoto colmato dalla cosiddetta “Nota Gallarate” (allegatavi nella scorsa mail) quanto accaduto non dovrà più ripetersi visto che gli obblighi sono adesso chiari e inequivocabili (art. 108 com. 1b e 1c).
Settimana prossima prevedo inoltre di presentare una istanza alla D.ssa Vaccari – Prefetto di Varese (che tra l’altro è anche il mio superiore!) per chiedere a Costei l’emissione di una circolare da inviarsi a tutti i Comuni e i Comandi di Polizia Locale della provincia affinché richiami l’attenzione delle Autorità Locali preposte (Sindaci e Polizie Locali) riguardo i nuovi doveri di all’art 108 com. 1b della L.R. n.33 del 30 dicembre 2009 (servizio di ricovero degli animali d’affezione catturati o raccolti). Anche perché già l’altro ieri a Samarate è stata salvata in extremis un cucciolata di gattini gettata in un sacchetto di plastica … perciò occorre che i Comuni si adeguino in fretta prendendo esempio dai Comuni di Vergiate e Cadrezzate, due comuni in cui la Polizia Locale ha sempre mostrato sensibilità all’argomento nonostante la vacuità della legge 281/91.
Per concludere allego inoltre l’utilissimo compendio della ASL di Varese inviatomi dal Dott. Oggioni riguardo i numeri utili da chiamare per chiunque rinvenisse un animale ferito.
Come ben ricorderete, circa un anno fa io stesso annunciai l’arrivo del Dott. Oggioni al posto del Dott. Magrini. Dopo le mille battaglie a cui molti di voi anno assistito nonché lo scandalo nazionale delle 8 tigri detenute illegalmente e recluse in spazi angusti presso canile di Somma Lombardo, il Dott. Magrini è stato finalmente rimosso dal suo incarico e destinato ad altra attività. Invero il Dott. Magrini rimane responsabile del servizio A, ma questo servizio è stato completamente riorganizzato (con perdita per lui di molte mansioni). Tutte la attività di prevenzione del randagismo, gestione dei canili etc sono state infatti recentemente demandante al nuovo servizio D presieduto dal Dott. Oggioni (nell’allegato trovate tutto). Il quale come prima gesto poco dopo aver ricevuto il suo incarico (metà dicembre), mi ha personalmente telefonato per complimentarsi del sequestro di Arsago offrendomi massima disponibilità per una fattiva collaborazione pro animalibus!
Sinceramente parlando le sue parole non mi parvero affatto di circostanza e anche le sue recenti azioni sembrano confermare la volontà di porre fine alla tirannide magriniana. Anzi per concludere, ci tengo a precisare che per motivi di tempo non ho mai potuto adoperarmi quanto avrei voluto per denunciare l’ultimo scandalo magriniano, il fatto cioè che egli fosse contemporaneamente Dirigente dell’AS Veterinaria Servizio A – Sindaco di Cassano Valcuvia (Forza Italia – PDL) e Presidente della Comunità della Valcuvia. Ma lo scandalo non è tanto questo, quanto se mai il fatto che, forte della sua Trinità, nel 2008, quand’ancora da dirigente ASL del vecchio servizio A, ha chiesto ed ottenuto dal ministero della salute un contributo di 60.000E per costruire il canile della Comunità Montana della Valcuvia. Vi basterà andare sul sito del Ministero della Salute per trovare conferma di quanto io asserisco e visionare il documento ufficiale con l’elenco dei contributi versati per la costruzione dei nuovi canili:
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_newsAree_298_listaFile_itemName_2_file.pdf
In altre parole, Trinità-Magrini da Presidente di Comunità Montana chiedeva i fondi per un suo nuovo canile … al quale avrebbe fatto convenzionare i Comuni della Valcuvia, ivi compreso Cassano Valcuvia di cui egli è ancora oggi sindaco e si rilasciava da solo tutte le autorizzazioni sanitarie in quanto responsabile ASL del vecchio servizio A (canili e randagismo) …. penalmente parlando magari non vi è nulla di rilevante … ma eticamente e moralmente, a mio modesto parere, la vicenda è oltremodo escrementizia (appalti, autorizzazioni, consulenze etc). Non a caso nei prossimi giorni è mia intenzione scrivere al Prefetto e al Sottosegretario di Stato On. Martini (Ministero della Salute) affinché sia valutata la trasparenza dell’operazione sperando magari che gli tolgano il finanziamento (sarebbe il colpo del definitivo KO)! Sempre che nel frattempo il Dott. Magrini non diventi anche papa e chieda fondi per il canile del Vaticano …
Quanto a me, considero l’arrivo del Dott. Oggioni come la cannonata dell’incrociatore Aurora che annunciava l’inizio della rivoluzione!
Il responsabile del servizio
Francesco Faragò
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Tesseramento o rinnovo Tessera ChiLiAmaCiSegua 2010
28 aprile 2010 -
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Viguzzolo tirato a lucido
27 aprile 2010 -
Comunicato 27 aprile 2010
Viguzzolo tirato a lucido
Nascondere i cani morti sotto il tappeto, non si riesce.
Ma rassettare il canile, in previsioni di visite, come fanno le brave massaie per le pulizie di Pasqua, si.
Soprattutto dopo che il Ministero ha richiesto indagini un mese fa. E dopo che Stefania Piazzo de La Padania ha denunciato tale orrore, nascosto da troppo tempo.
Vuoi che la pulce nell’orecchio non sia arrivata dove doveva arrivare? Ma va!
Le volontarie hanno fatto scoppiare lo scandalo, nonostante ostacoli di varia natura si frapponessero, fra loro e la pietà.
Le associazioni hanno, a loro volta, divulgato inciviltà e barbarie partorite da malacura e indifferenza e inottemperanza alla Legge 281/1991, senza giustificazione alcuna e persino la denuncia di un Sindaco, l’unico, Gianni Tagliani primo cittadino di Castelnuovo Scrivia che non ci stava a rimanere nell’elenco dei sindachetti in tutt’altre faccende affaccendati.
Tutto a posto ora?
Beh si, a leggere i comunicati, anonimi pubblicati da Il TuonoNews.it, quotidiano di Alessandria.
Una sola osservazione, assolutamente maliziosa: e ci mancherebbe pure che fosse in disordine, il canile di Viguzzolo!
Con l’eco mediatica, tutta pubblicità gratuita a Viguzzolo che nessuno sapeva dove fosse, provocata dalla rivelazione di tanto orrore!
Che la storia finisca bene, ecco quello che conta.
Che siano rese visibili le foto dei cani a cui trovare adozioni e che venga reso noto come, dove e quali cure, sono state effettuate ai superstiti.
Che per le creature volate sul ponte senza nessun conforto, si vuole almeno giustizia con la promessa che non succeda mai più violare la vita e violare la Legge.
A Viguzzolo.
Chiliamacisegua
http://www.tuononews.it/tuononews.nsf/AG02?OpenAgent&Page=7DA0426980000&Ref=EL
Ore 11 – E’ un’odissea senza fine quella del canile di Viguzzolo: nelle scorse settimane, a sollevare un polverone fu un articolo de “La Padania” che denunciò lo stato in cui versavano gli animali. A qualche settimana di distanza, arriva, sempre sulle pagine del quotidiano della Lega, una replica del Sindacato veterinari medicina pubblica, che manda su tutte le furie i responsabili dei siti internet e delle associazioni animaliste, come “Chiliamalisegua”, che ci scrive il seguente comunicato:”Il Sindacato dei veterinari delle Asl sindaca. Ancora. E si autoassolve. Ancora. Su Viguzzolo fa sapere a la Padania: “Non accettiamo di essere messi in discussione. Spieghiamo noi come sono in realtà le cose”. Ma la confutazione de la Padania, per..penna di Stefania Piazzo, smonta ancora una volta, colpo su colpo e data su data, tali audaci asserzioni. Pensava, il Sindacato, di trovare come interlocutore degli sprovveduti come accaduto fino a ieri? Beh, la legge, il senso del dovere, no, non sindacano. Che la si faccia finita di essere altezzosi e non all’altezza. Una volta per tutte. Che ci si rimbocchi le maniche e si dica pane al pane e vino al vino.
Archivio La Padania
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L’orrore rinchiuso dietro alle sbarre del canile di Viguzzolo
Alle Asl che lavorano, Asl che lavorano e alle Asl inette, Asl inette. I “fannulloni” rovinano la piazza. Chi sbaglia, paghi. Anzi, di più, sia messo in condizioni di pagare. Gli animali hanno già dato. E con gli interessi. Si cambi registro che la solita musica ha stonato.
N.B. alcune fotografie presenti nel nostro archivio potrebbero urtare la sensibilità di alcune persone. Prestare attenzione durante la visione.
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Il canile di Viguzzolo replica a “Chiliamalisegua”
L’associazione questa mattina era andata a raffica sul canile di Viguzzolo:”Chi ha sbagliato paghi”
26/04/10
Viguzzolo – Ore 17.15 – E’ arriva via mail in redazione la replica del canile di Viguzzolo. I titolari della struttura, con il comunicato in allegato: “Da oltre un mese si sta parlando e sparlando a più non posso dei canili di Viguzzolo, e chi ne parla quasi sicuramente non sa neppure dove si trova Viguzzolo e forse neanche sapeva che esistesse un paese con questo nome. Sono state pubblicate foto, una più raccapricciante dell’altra, ma chi può affermare se siano vere o false, spontaneo o contraffatte ad arte?
Nessun cane sta morendo, nessun cane sta soffrendo la fame o la sete, nessun cane è abbandonato a se stesso senza essere curato. Le foto si possono truccare le notizie si possono falsificare ma la realtà no.”
“Il recapito telefonico del canile di Viguzzolo è oramai di dominio pubblico, chiamatelo, sicuramente saranno ben lieti di incontrarvi tutti, uno alla volta perche possiate conoscere di persona loro ed i loro ospiti amici cani.”
Nota di Chiliamacisegua:” I cani ancora vivi, che quelli morti, sono seppelliti sotto la coltre della sfrontatezza e della impudicizia!”
Documenti Allegati
Il comunicato del canile di Viguzzolo – con foto (PDF - 2.260 Kb)
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Rivolto a tutti ! Canile Viguzzolo!
Quel che troppo è troppo!! Da oltre un mese si sta parlando e sparlando a più non posso dei canili di Viguzzolo, e chi ne parla quasi sicuramente non sa neppure dove si trova Viguzzolo e forse neanche sapeva che esistesse un paese con questo nome. Sono state pubblicate foto, una più raccapricciante dell’altra, ma chi può affermare se siano vere o false, spontaneo o contraffatte ad arte? La vera foto di Brontolina, non quella truccata che ormai siete abituati a vedere, soffre di dermatite allergica, è stata trovata con la spina dorsale fratturata, sembrava senza speranza, e invece…. Aveva tre costole fratturate e il diaframma perforato: è stata operata (un intervento molto lungo nonché oneroso) tutto a spese dei titolari del canile, il comune di appartenenza non ha contribuito con un centesimo (oltre ai 2 euro e pochi centesimi che passa per il normale mantenimento giornaliero) è stata da poco sterilizzata ( sempre a spese dei titolari).Non abbiamo fino ad ora volutamente intrometterci in un mondo come questo della rete, dove tutto si può dire, vero o falso che sia, dove basta un granello di cattiveria per costruire una montagna di menzogne. Ma adesso quello che è troppo è troppo.
Comunicato importante: non mandate assolutamente soldi o altro a quelle associazioni che furbescamente si stanno arricchendo con la scusa di curare i cani di Viguzzolo: nessun centesimo è mai arrivato e mai arrivera’ ai canili di Viguzzolo. Non fatevi truffare da questa gente senza cuore e senza scrupoli.
Questo è Selvaggio, è stato operato circa sei mesi fa per un tumore ad una zampa, ora sta benissimo (ovviamente anche in questo caso il comune di appartenenza non ha contribuito neppur con un centesimo )
Hunther – incrocio husky – ha un inizio di tumore nella zona anale, è già stato visitato, ed è già stato prenotato il suo intervento.
Se qualcuno di voi ingenuamente ha già inviato soldi o altro ad alcuni di questi farabutti, denunciateli subito.
Smascherate i veri bastardi, le vere bestie!
Ora vi presentiamo Liscia: è stata chiamata così perché quando è stata trovata, qualche anno fa, era talmente piena di Leishmania che non aveva neanche più un pelo, erano pelle e ossa!
A voi ogni commento !!! Nessun cane sta morendo, nessun cane sta soffrendo la fame o la sete, nessun cane è abbandonato a se stesso senza essere curato. Le foto si possono truccare le notizie si possono falsificare ma la realtà no.
Bracco e Baldo : le foto sono state fatte lunedì 19 aprile 2010, poco prima di essere portati via: erano appena stati visitati dal veterinario e fatti tutti gli esami necessari a confermare il loro ottimo stato di salute: solo due giorni dopo i soliti bastardi hanno scritto che sono morti appena usciti da qui…..
Lara e Trudy : Trudy è anziana e cieca e Lara l’accompagna in ogni passo. Vivono in simbiosi e separarle sarebbe per loro una grande sofferenza. Eppure verranno prelevate da due persone diverse che se ne fregano dei loro sentimenti, si perché anche i cani provano sentimenti anche se queste persone appartenenti ad associazioni, se ne fregano! ( Anche Trudy è stata sterilizzata, circa un anno fa, sempre a spese dei titolari).
E allora noi chiediamo a tutti voi, realmente mossi da vero amore verso gli animali, andate a visitare i Canili di Viguzzolo.
Appello rivolto soprattutto a tutti quelli che si sono lasciati abbindolare da questa ragnatela intessuta con crudeltà ed abilità ed in buona fede hanno insultato tutti i poveri malcapitati coinvolti in questa spietata congiura (titolari , sindaci, asl) : andate a constatare di persona la reale verità dei fatti…. E poi decidete se continuare ad insultare o chiedere scusa a chi è ingiustamente accusato ed insultato.
I fatti
BASTA. CHIEDIAMO ALL’ON MARTINI DI COMMISSARIARE LE ASL
AGGIORNAMENTO DA RAPID DOGS RESCUE
SITUAZIONE DI VIGUZZUOLO ! APERTO IL DIALOGO CON LE ISTITUZIONI ! CHIARIMENTI IMPORTANTI !
Tanto per mettere i puntini sulle i, che senza non si reggono in piedi
www.radiopnr.it/news.php?id_news=3993
VIGUZZOLO – Chiuso canile a Viguzzolo
22 marzo 2010 – Un’ordinanza comunale intima la chiusura a due canili dopo il sopralluogo Asl per carenze igieniche. Il Sindaco Luigi Butteri Rolandi ha provveduto a rendere esecutive con un’ordinanza le indicazioni dei sanitari che avevano verificato gravi irregolarità presso le strutture operanti in paese, in strada Montecanino, l”una adiacente all’altra e della medesima proprietà. Circa 150 cani sono ospitati presso le strutture “Animali Amici” e “Barbablù”, che fanno riferimento a una proprietaria residente in provincia ad Imperia, Grazia Colin. I due canili svolgono funzioni complementari, una più prossima agli aspetti sanitari e al rifugio, la seconda come allevamento e pensione.
GIORNAL – 24 marzo 2010 – 150 cani rinchiusi nella sporcizia
Alessandria – Questa mattina i Carabinieri del NAS di Alessandria sono nuovamente ai canili di Viguzzolo, visitati alcuni giorni fa, per controllare che siano iniziati i lavori di adeguamento richiesti. I militari avevano già segnalato che i canili “Animali Amici” e “Barbablù” (di fatto la stessa struttura) non avevano le condizioni igienico sanitarie per ospitare 150 cani randagi per la troppa sporcizia tra le gabbie.
Le due strutture sono convenzionate con alcuni comuni del tortonese ed effettuano servizio di accalappiacani e di ricovero a fini adottivi. Pare che il Sindaco, vista la situazione, abbia revocato l’autorizzazione sanitaria al canile. “Ringraziamo il comandante dei Carabinieri dei NAS di Alessandria, il capitano Renato Giraudo, per il tempestivo intervento e i veterinari ASL Giuseppe Gamaleri e Angelo Seghesio che hanno contribuito a far luce sulla grave situazione in cui versavano le strutture”, ha detto Silvia Berni responsabile LAV di Alessandria “Rimane però l’amarezza delle sofferenze che, anche a causa delle pessime condizioni igieniche, i cani hanno dovuto subire prima di questo intervento”.
La LAV di Alessandria aveva chiesto l’intervento dei veterinari ASL e dei Carabinieri, in seguito alle numerose segnalazioni che riportavano le cattive condizioni dei cani.
http://blogalessandria.blogspot.com/2010/03/canile-di-viguzzolo.html
Comunicato stampa LAV Alessandria, 22 marzo 2010
CANI, VIGUZZOLO (ALESSANDRIA): ISPEZIONE DEI NAS PRESSO I CANILI ANIMALI AMICI E BARBABLÙ. DENUNCIATI PER MALTRATTAMENTO LA TITOLARE E IL GESTORE DELLE STRUTTURE. IL SINDACO REVOCA ALLA STRUTTURA ANIMALI AMICI L’AUTORIZZAZIONE PER L’ATTIVITÀ DI CANILE SANITARIO.
Lo scorso 17 marzo i Carabinieri dei NAS di Alessandria hanno effettuato un sopralluogo presso i canili Animali Amici e Barbablù, due strutture site nel territorio del comune di Viguzzolo, convenzionate con diversi comuni del tortonese. In seguito ai controlli la titolare e il gestore delle due strutture sono stati denunciati per maltrattamento di animali e al canile Amici Animali è stata revocata l’autorizzazione sanitaria.
“Ringraziamo il comandante dei Carabinieri dei NAS di Alessandria, il capitano Renato Giraudo, per il tempestivo intervento e i veterinari ASL Giuseppe Gamaleri e Angelo Seghesio che hanno contribuito a far luce sulla grave situazione in cui versavano le strutture – dichiara Silvia Berni responsabile LAV di Alessandria – Rimane però l’amarezza delle sofferenze che, anche a causa delle pessime condizioni igieniche, i cani hanno dovuto subire prima di questo intervento”.
La LAV di Alessandria aveva chiesto l’intervento dei veterinari ASL e dei Carabinieri, in seguito alle numerose segnalazioni che riportavano le cattive condizioni dei circa 150 cani presenti nelle due strutture.
22.03.2010
LAV Alessandria
Telefono: 333/2113280
e-mail: lav.alessandria@lav.it
www.lav.it
LAV Lega Antivivisezione
http://www.difendiamoli.it/appelli/Canili_e_pensioni_per_animali_in_Italia/Piemonte.html
22/03/2010 ordinanza di chiusura
Viguzzolo (AL)
Allevamento Barbablu’
di Colin Grazia 15058 Viguzzolo (AL)
1, Cascina Montecanino
0131 898700
360 415176
22/03/2010 ordinanza di chiusura
Viguzzolo (AL)
Canile sanitario Animali Amici di Colin Grazia 15058 Viguzzolo (AL)
1, Cascina Montecanino
0131 898700
360 415176
A
martini_f@camera.it;
info@fnovi.it ;
presidenza@fnovi.it ;
relazioni.esterne@fnovi.it ;
ufficiostampa@fnovi.it;
enpav@enpav.it;
info@anmvi.it;
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Asl allo Stato brado
26 aprile 2010 -
Asl allo Stato brado
Chiliamacisegua riceve questo comunicato, rilegge e divulga.
Altro “aumaaumma” delle Asl! E brave queste Asl, sciolte, slegate dalla Legge, allo Stato brado!
Ma qualcuno, quel qualcuno a cui è affidato il controllo, che fa? Le parole crociate, invece di prendere provvedimenti?
Fino a quando quel qualcuno permetterà che i nostri soldi vengano intascati pro tasca propria?
Stato, se ci sei batti un colpo, altrimenti Stato, perdi i cittadini!
Stato, ci stai togliendo anche la speranza che la Legge, ah la Legge, sia applicata.
Ovunque.
Con amarezza
Chiliamacisegua
COMUNICATO RAN
Video Denuncia S.O.S. CATS ABRUZZO
pubblicato su You Tube
E` dall’ottobre 2009 che la sede secondaria della mia onlus, R.A.N. sede Abruzzo, sta protestando contro gravi violazioni della L.281/91 e della L.266/91, legge quadro sul volontariato, da parte dell’ASL AQ.
Essendo presente nelle zone terremotate da meta` aprile 2009 e rendendomi conto che non c’era una cultura molto pro gatti nella zona, nell’agosto 2009 ho presentato il progetto SOS Gatti Terremotati (dettagli disponibili nel nostro blogspot: sosgattiterremotati (www.sosgattiterremotati.blogspot.com), con l’obbiettivo di lasciare nella zona qualcosa che potesse durare nel tempo a favore della tutela dei felini locali.
Pur avendo il Patrocinio del Comune dell’Aquila ed in seguito anche quello del Ministro Michela Vittoria Brambilla, L’ASL locale non mi ha permesso di portare avanti suddetto progetto, che di fatto e` stato ostacolato pur di mandare avanti un fantomatico progetto “benessere piccoli animali” dell’ASL AQ, di cui nessuno ha potuto verificarne l’esistenza fin’ora. L’ASL AQ ha poi “favorito” un’associazione irregolare, che aveva spudoratamentepresidiato il Canile Sanitario AQ a meta` settembre, per godersi insieme le luci di ribalta dei media locali. Avessero almeno lavorato bene!
Il risultato di questa collaborazione ILLEGALE fra l’ASL AQ ed un’associazione locale non riconosciuta ha portato SOLO a disagi e dolori sia ai gatti terremotati che agli sfollati con compagni felini: adozioni non a norma di centinaia di gatti padronali dalle zone terremotati – a scapito della “guarigione psicologica” dei terremotati che cercavano e cercano tuttora i loro amati compagni non umani dispersi nel sisma e scomparsi in nulla nei mesi scorsi, mancato censimento gatti necessario sia per monitoraggio benessere gatti che per sterilizzazione dei randagi, assistenza gatti terremotati intrappolati nella Zona Rossa di pessimo livello e MAI controllato dall’ASL AQ, nessun programma di sensibilizzazione presso la popolazione locale a favore del mondo felino, nessun riconoscimento “colonie feline” e rispettivi responsabili, “sparizione” di centinaia di gatti sani nelle zone terremotate (per adozioni “irregolari” al Nord oppure per stenti?).
Vari appelli alle autorità e media locali riguardo questa situazione di totale mancanza di trasparenza non hanno portato a nessun esito concreto. E i soprusi sui gatti terremotati continuano ancora oggi a dispetto di tutte le leggi in vigore nel nostro paese re. tutela gatti ed il volontariato.
E` accettabile che dopo i fiumi di denaro e donazioni che sono defluiti nel Cratere del Sisma non solo dal governo e milioni di singoli cittadini italiani ma anche dall’estero, che l’ASL AQ ed una manciata di aquilani in malafede possano continuare ad agire in barba delle leggi nazionali in vigore nel nostro paese – NON da ieri bensi` dal 1991? E` possibile che i dirigenti sanitari locali NON siano a conoscenza dei dettagli di suddette leggi? Oppure vogliono semplicemente ignorarle?
Lo scopo del nostro video denuncia e`quello di bucare il muro di gomma costruito intorno al Cratere del Sisma da alcune autorità locali portando alla conoscenza del mondo intero gli illeciti perpetrati vergognosamente su poveri animali indifesi e sugli sfollati con compagni non umani.
L’Aquila ha ospitato il G8 nel 2009? Nel 2010 le autorità aquilane vogliono finalmente adeguarsi allo standard nazionale per tutela animali oppure vogliono rimanere nell’età della pietra?!
Chiediamo la vostra collaborazione per la massima diffusione del nostro video denuncia, corredato di traduzione testi in italiano, in tutta Italia con la preghiera di inviare mails/fax di protesta alle autorità aquilane!
O.N.L.U.S.
Via delle Calcare 2, Mazzano Romano (RM) 00060 tel.: +39/339 8606567
Codice Fiscale: 97393500588 info@ranonlus.org
LINK VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=_VdMXFEp4xU
PER FAVORE
Inoltrate telefonicamente le vostre proteste all’Ambasciata/Consolato italiano piu` vicino a voi!
Inoltrate mails di proteste ai media!
Inoltrate mails/fax di proteste alle autorità aquilane!
Riportate come “ogg.: violazioni L.281/91 e L.266/91” indirizzando le mails a:
Servizio Veterinario AQ
direzione.generale@asl-laquila.it
Sindaco Comune de L’Aquila
Video da:
Luigi F. Rubei
Presentazione da:
Giuseppina Puntieri detta Josephine Scandi
Blogspot: sos gatti terremotati
www.sosgattiterremotati.blogspot.com
RASSEGNA STAMPA
LINK
http://www.inabruzzo.com/?p=27444
Cronistoria della mia esperienza “99gattiaq”
http://www.sivemp.it/index.php?a=rassegna&prid=612
Terremoto
Il giallo dei terremogatti dell’Aquila
La Padania – 21/02
documento
LA PADANIA 21 FEBBRAIO 2010
IL CRATERE DELL’ASL
Il giallo dei… terremo gatti dell’Aquila di Stefania Piazzo
Non chiamiamola guerra tra gattari. Le cose non stanno così. Sembra una storia da niente, quella della zona rossa dell’Aquila. Eppure nemmeno i gatti sono rimasti indenni dagli effetti delle macerie e dalle polemiche, che sono le pietre che resistono a qualsiasi fenomeno e lapidano le coscienze. Andando al sodo la questione è semplice: da una parte c’è un’associazione, la Ran onlus, operativa dal 10 aprile 2009 nella città. Dall’altra una realtà che ne avrebbe “occupato” ruolo e missione. Un po’ di domande sul tavolo già ci sono, escludendo in primis quella più sciocca: «Ma con tutti i problemi che ci sono nel post-terremoto, mancavano anche i gatti?». Ovvio che sì, perché non bastano le loro sette vite a suggerirci un filo rosso che apre il varco di domande, interrogativi.I soliti: l’Asl, il Comune, i volontari, chi si occupa di chi e come e cosa. Per farla breve, parte un progettino niente male, “Sos gatti terremotati”. Parte, s’intende, con l’autorizzazione del sindaco, con patrocinio del Comune e del ministero del Turismo. C’è anche un’Unità di crisi veterinaria, che doveva provvedere al recupero degli animali e a prevenire la diffusione di malattie. Al resto, dovevano pensarci i volontari. Come al solito. La Ran si organizza e, forte dell’esperienza sul campo delle colonie feline romane, entra nella zona del Cratere. Viene contattata dall’Istituto zooprofilattico di Teramo e viene accolto il piano per censire, individuare i gatti padronali e le postazioni alimentari. Pronti, via. A fine maggio il progetto diventa operativo nella zona rossa. E chiede la collaborazione ai volontari del territorio. A Ran che chiede rendiconti dettagliate su donazioni, un registro di cassa tanto per capire, e la rinuncia a postepay personali, il gruppo dice di no. Meglio far da sè. E parte la prima bordata, un esposto, per denunciare l’apertura dei “dissidenti” di un “centro operativo” nel canile dell’Asl, «in violazione della legge 266/91, la legge quadro sul volontariato, senza l’autorizzazione scritta né dell’Asl né dell’Unità di crisi veterinaria».Viene ventilato un «progetto benessere piccoli animali» ma i dettagli ancora sfuggono, denuncia l’associazione Ran. Perché preferire una non onlus a chi lo è già? E ancora, si interroga la Ran, che fine ha fatto il censimento dei gatti del Cratere? Dov’è il registro delle colonie feline? E dei gatti sterilizzati? Che fine hanno fatto i punti ristoro in zona rossa? Peccato, c’era pure una convenzione tra l’Ordine dei medici veterinari aquilani e l’Anmvi con Ran per le sterilizzazioni… Allora, sono solo beghe tra animalisti o all’Asl hanno pesi e misure diverse per distinguere chi è o non è a norma di legge? Crollata la città, crollano anche le norme sul volontariato? ste.pi.
A
alfredo.moroni@regione.abruzzo.it;
direzione.generale@asl-laquila.it;
giuseppe.bucciarelli@regione.abruzzo.it;
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