GUBERTI RINVIATO A GIUDIZIO

IL 18 MAGGIO 2010 LA PRIMA UDIENZA NEL PROCESSO CHE LO VEDE IMPUTATO PER MALTRATTAMENTO
Questo processo è molto importante perché Guberti non è un pazzo isolato, né un povero vecchio scimunito che non ce la faceva più: Guberti, le cui teorie nel mondo della cinofilia erano note e apprezzate, non è che la punta dell’iceberg di tutta un’area di allevatori che applica e condivide i suoi metodi.
Per questo è difeso con veemenza da colleghi, associazioni di allevatori e venatorie e trova tra i suoi sostenitori persone insospettabili di cui tra poco parleremo.
Guberti è una persona abile e astuta e rappresenta gli interessi della sua categoria.
Ciò che è in discussione oggi è la pretesa di questa categoria di allevare i cani senza interferenze di alcun genere e, in nome della selezione, avere il diritto di operare in qualunque modo, anche nell’inosservanza della legge sul maltrattamento degli animali che secondo loro dovrebbe riguardare solo gli animali d’affezione e non quelli da “lavoro” quali i cani da caccia. Come se i cani non fossero sempre cani e non soffrissero allo stesso modo.
Una selezione operata in condizioni di vita estreme, senza cibo, cure e ripari adeguati, nella promiscuità di maschi, femmine, cuccioli e adulti affamati, spinti a sbranarsi tra loro per l’esasperazione: questa è la teoria e la prassi di Guberti & C.
Questo è il metodo difeso da veterinari e cattedratici tra i quali spiccano il prof. Stefano Cinotti, ex preside della Facoltà di Veterinaria di Bologna, oggi direttore dell’Istituto Zooprofilattico dell’Emilia Romagna e Lombardia che, in una perizia compiuta su incarico del tribunale di Ravenna nel 2003, escluse la presenza di maltrattamento giustificando il metodo di Guberti che indicò addirittura come “selezione naturale”, il che scientificamente è un’aberrazione perché la selezione naturale è quella che avviene in natura dove l’ambiente cioè gli spazi e le condizioni territoriali, le vie di fuga sempre disponibili, le possibilità di approvvigionamento di cibo e di dotarsi di ripari è completamente diverso da un recinto dove i cani vivono in cattività. La perizia del prof. Cinotti contribuì in modo determinante all’assoluzione nel processo che nel 2003 vide Guberti incriminato.
Successivamente nel 2008, in un secondo procedimento, fu la perizia del veterinario toscano Paolo Pardini, noto allevatore di pointer e dresseur dei cani di Guberti, a portare il P.M. di allora a chiedere e ottenere l’archiviazione.
Branchi di cani costretti a lottare per la sopravvivenza in una condizione innaturale imposta allo scopo di selezionare i più forti, questi sono gli allevamenti riconosciuti dall’E.N.C.I. fino al giorno in cui furono sequestrati.
Questi sono gli allevamenti tutt’ora difesi da associazioni quali l’A.A.C.I. Associazione Allevatori Cinotecnici Italiani presieduta da Alberto Veronesi (www.ilcinofilo.it), dal Pointer Club, da Il Bracco Italiano ecc.
Il rinvio a giudizio di Guberti segna una data storica nel nostro paese: il rispetto della legge deve valere per tutti, anche per gli allevatori.
Esprimiamo il nostro più vivo apprezzamento per l’operato della Procura e della Forestale di Ravenna che, nel contempo, hanno deciso l’apertura degli affidamenti per i pointer sequestrati.
E’ una svolta epocale: i cani sequestrati potranno avere una famiglia invece di restare, come è sempre avvenuto, imprigionati a vita in strutture di custodia in attesa di sentenze definitive.
Animal Liberation
per contatti Lilia Casali 393 4186697
presidente@animalliberation.it
I FATTI
http://www.animalliberation.it/allevamentoguberti.html
http://www.chiliamacisegua.org/2008/12/21/allevamento-enci-di-giorgio-guberti-ravenna/
http://www.chiliamacisegua.info/ravenna.html
http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/12/sequestro-ravenna-un-anno-dopo/
http://www.facebook.com/note.php?note_id=43494033446
http://www.facebook.com/note.php?note_id=40731623446
http://www.forumetici.it/viewtopic.php?f=10&t=9690&start=30
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http://lv-lv.facebook.com/topic.php?uid=35124804455&topic=7265
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http://www.chiliamacisegua.info/ravenna.html
DI STEFANIA PIAZZO
Ravenna – Vita da Pointer. La merenda dei campioni
Chi sapeva ha taciuto. E approvato per anni. Difficile dire cosa sia più insopportabile. Se il silenzio di una lobby, delle istituzioni locali che si sono limitate a stare alla finestra, senza avere un sussulto di coscienza, o se sia stata più terribile la decisione a tavolino per la ratio della selezione naturale. Chi la pensa così è accusato di antropomorfismo. Chi non la pensa così, come il Club del pointer, prende le difese del proprio socio e parla, fuori dai denti, di «aggressione mediatica ». Intanto però non c’è più un cane (erano 250) nell’allevamento Del Vento del tanto acclamato Giorgio Guberti, il guru dei pointer di Ravenna. Merito, o colpa, dipende dai punti di vista, di una rete istituzionale e di volontariato che ha avuto come regia il ministero della Salute, con il sottosegretario F r an c e sc a Marti ni ancora una volta scesa personalmente in campo accanto al consigliere regionale della Lega Nord, Mauro Manfredini, con l’allertamento dei Nas, e con gli stessi carabinieri che hanno consentito ai volontari, grazie all’intervento diretto del ministero, di seguire la vicenda. «È stata una grande operazione di squadra per la tutela dei cani e contro i maltrattamenti commenta con soddisfazione il sottosegretario Martini -Un’operazione ben riuscita tra noi, i volontari, i consiglieri regionali, i Nas, il Nirda (per il sequestro) del ministero delle Politiche agricole ». Questa volta, sottosegretario, non ci sono canili ma un allevamento nell’occhio del ciclone. «Un allevamento tenuto in un insopportabile stato di degrado, su cui abbiamo puntato tutti i nostri riflettori. Ma è solo l’inizio, perché grazie a questa nuova efficace rete tra istituzioni e associazioni sul territorio, col supporto indispensabile dei Nas, non possono più dormire tranquilli coloro che si spacciano per allevatori e maltrattano. È tolleranza zero». Ma leggete qua la reazione del Pointer Club: «Le condizioni da lui (Guberti, ndr) applicate alla selezione, potranno essere considerate stravaganti a una visione animalista (bisognerà chiederlo anche ai Nas, ndr), meno discutibili sul piano zootecnico ». A Ravenna le immagini parlano chiaro: un’azienda dell’autoselezione, della privazione. Le prime denunce esibivano le immagini di un mondo a parte, con cani scheletriti, piegati su se stessi come un asse da stiro chiuso, volti distrutti e scarnificati dalle malattie, box dove le deiezioni stazionano da anni. Decisiva l’azione di Animal liberation e del tam tam su internet promosso da Chiliamacisegua per reperire gli stalli.
Un’operazione che non ha precedenti in Italia. Eppure contestata dal Club di razza. Sul sequestro commentano: «Nutriamo qualche fondato dubbio sulla completa legittimità della decisione e molte perplessità sulla forma con cui è stato gestito ». Neanche i giudici vanno bene al Club. Si fa come dice Guberti. Le strutture dell’allevatore sono sotto sequestro, convalidato. La prima mossa del sindaco era stata quella di annunciare, a metà dicembre scorso, un’ordinanza che avrebbe intimato all’allevatore di mettersi in regola entro sei mesi. Poi arrivò la denuncia della Lega Nord, per voce del consigliere regionale, Mauro Manfredini, il primo e solo politico locale intervenuto per chiedere la soluzione del caso. Ma arrivò solo un ’ordinanza per cessare l’attività. Forse non erano state riscontrate già prima anomalie e storture? Manfredini, ancora provato per ciò che ha visto, durante le operazioni in costante contatto con il sottosegretario Martini, commenta così: «Era dal 2003 che il Comune sapeva. Il sindaco aveva l’obbligo di intervenire, per legge. Invece ha preso tempo e distanza con l’ordinanza per la chiusura dell’al leva men to entro 90 giorni. Figuriamoci! Le dico solo che quando ho visto i cani mi sembrava di essere entrato in un campo di…. Ho provato un dolore indescrivibile». Una reazione antropomorfa anche questa. Già processato per maltrattamento, Guberti, fu assolto: secondo il giudice il fatto non sussisteva. Era il 2003. L’archiviazione è di pochi mesi fa. La situazione attuale è affidata ora alle immagini. Stesso allevamento, stessi cani. Guberti, alla stampa, spiega: «La gente non sa che i pointer vanno allevati così. Il pointer non è un cane da salotto, è da competizione, deve crescere sulla terra così impara a resistere al fango e al freddo dove poi si troverà nelle gare. Sono magri? Certo che sono magri, altrimenti non sarebbero campioni». Così invece l’ordinanza del sindaco: «I terreni degli allevamenti favoriscono l’accumulo delle feci e la proliferazione di roditori (…). Le feci vengono rimosse ogni due anni. (…). Gli allevamenti sono privi della prevista autorizzazione del sindaco». I Nas di Bologna erano già stati lì nel luglio scorso, rilevando «l’inadeguatezza delle modalità di abbeveraggio; le attrezzature per la somministrazione di mangimi e acqua non sono state costruite in modo tale da garantire che ciascun animale vi possa accedere senza essere aggredito (…), mancano strutture dedicate per l’isolamento e la cura degli animali malati (…)». Intanto il Club di razza: «Siamo vicini a Giorgio, vogliamo rassicurare tutte le persone che lo conoscono». Le carcasse di chi non ce l’aveva fatta sotto quali fauci sono finite? E come finivano le carcasse di polli e conigli congelati ritirati da allevamenti, sottraendoli alla discarica? Chi ha partecipato alle operazioni di sequestro parla di branchi di cani assolutamente deprivati, non socializzati, con un atteggiamento aggressivo tra loro, in competizione per sopravviver e. Sono stati ritrovati uccelli vivi in gabbie, impiegati per l’addestramento alla caccia. In gabbia anche alcuni esemplari di gatti selvatici protetti dalla Convenzione di Washington. Vivevano in gabbie tra escrementi, urina e pezzi di carne cruda e putrescente. Sta agli atti. Se non è maltrattamento e crudeltà, è un ennesimo punto di vista antropomorfo. Tanto che l’avvocato Ridolfi, che lo fece assolvere nel 2003, orgoglioso dice: «Guberti è uomo di intelligenza straordinaria, è un poeta e la sua poesia è il pointer». Ora però c’è anche allarme sanitario. Nell’allevamento di Osteria sono stati trovati cinque animali morti: uno di questi per leptospirosi. Per tutti i cani sottratti all’allevatore ora c’è l’isolamento sanitario. Poesia allo stato puro. Il consiglio direttivo del Club del pointer è ora preoccupato del destino dei cani, perché «Le attività di alcune associazioni sedicenti di “protezione degli animali” pongano in serio pericolo la conservazione dei caratteri genetici». Ma non sedicenti per il ministero! Lo strazio continua.
s.piazzo@lapadania.net
Manfredini, Lega Nord, denuncia il Sindaco e tre dirigenti del Comune di Ravenna
(Sesto Potere) – Ravenna – 11 marzo 2009 – “Riscontrato che la grave situazione degli allevamenti di Campiano e Osteria (RA) è stata ripetutamente trascurata dal Comune di Ravenna”, – afferma Mauro Manfredini, Consigliere Regionale della Lega Nord, – “ho deciso di denunciarne il Sindaco, Fabrizio Matteucci, nonché tre dirigenti, Patrizia Alberici (del Servizio Politiche di Sostegno), Carlo Boattini (Direttore Generale) e Vanna Moro (rapporti con U.S.L. di Ravenna) per il reato di omissione, rifiuto di atti d’ufficio, omissione di referto e omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale.
Nonostante le numerose segnalazioni e un’interrogazione presentata in Comune già nel 2003”, – continua l’esponente del Carroccio – “l’Amministrazione ravennate non ha effettuato i necessari interventi sui due allevamenti in questione e l’ordinanza emanata dal Comune si è rivelata essere un provvedimento del tutto inappropriato.
Dopo aver informato la Procura di Ravenna di queste negligenze, ho sollecitato l’intervento del Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, affinché le autorità competenti operassero un sopralluogo nelle strutture sopracitate.


[...] http://www.chiliamacisegua.org/2010/03/23/guberti-rinviato-a-giudizio/ [...]
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