Cani killer: il sindaco di Scicli indagato per omicidio colposo

Bookmark this on Hatena Bookmark
Hatena Bookmark - Cani killer: il sindaco di Scicli indagato per omicidio colposo
Share on Facebook
Post to Google Buzz
Bookmark this on Yahoo Bookmark
Bookmark this on Livedoor Clip
Share on FriendFeed

13/03/2010 – 13:03

Cani killer: il sindaco di Scicli indagato per omicidio colposo

Un anno fa, l’apocalisse dei cani siciliani, alcuni la chiamano così; un anno fa, un bimbo di 10 anni Giuseppe Brafa, originario di Modica ( sempre in Sicilia), morì sbranato da un branco di cani “randagi”. Da quell’episodio non ci fu mai più pace per gli animali dell’isola, appena successo il fatto si scatenò una vera e propria ” caccia al mostro” e questo mostro erano i cani, non importava più nemmeno se fossero cuccioli o di proprietà di qualcuno, gli animali vennero comunque uccisi a migliaia, avvelenati, uccisi a fucilate,  trucidati con armi contundenti e via dicendo. Vennero picchiate anche alcune volontarie del posto, tanto per non lasciare niente di incompiuto.

Dopo il masscaro inizio a venir fuori la verità, i cani erano detenuti tramite affido della procura di Modica da tale Virgilio Giglio.  “Detenuti” perchè, senza cibo, senz’acqua, malati, alcuni morenti. Questi cani gli scapparono e, per fame, ci andò di mezzo il piccolo Giuseppe, ovviamente del tutto innocente ed estraneo ai maltrattamenti ai danni degli animali.

A distanza di un anno le indagini sono terminate e  per il sindaco di ScicliGiovanni Venticinque, è stata prospettata l’ipotesi di omicidio colposo. Ancora sconosciute le motivazioni della sentenza, si presume però che uno dei motivi più rilevanti sia   l’omesso controllo delle condizioni dei cani nel casolare di Giglio. Quelle condizioni, spaventose, furono la causa dell’aggressività dei cani, che risultò mortale per Giuseppe. Ai tempi Venticinque si espresse così ai microfoni di Radio 24:

“Non erano cani randagi ma erano affidati dalla procura di Modica a un privato cittadino, un animalista convinto che li teneva. C’é l’assenza di leggi e se ci sono, sono superficiali. Cominciamo a preventivare l’abbattimento degli animali, qualora si ritengano pericolosi. Questa possibilità non esiste in Italia.”

Le parole sono a dir poco stupefacenti: “un animalista convinto”?? Tutti possono darsi la definizione di “animalisti” convinti o meno che siano, il dimostrarlo però è tutt’altra faccenda. E’ incredibile che il Primo cittadino di Scicli pensasse che Giglio fosse un animalista e infatti i risultati si sono visti. Per quanto riguarda “l’abbattimento dei cani pericolosi” c’è solo da dire che, anche un umano se ha fame diventa pericoloso.

Oltre al sindaco Venticinque sono indagate altre 7 persone, tra le quali, ovviamente il detentore “animalista” dei suddetti animali.  Risultano poi accusati il comandante della polizia municipale di Scicli, Franco Nifosì, ed i veterinari dell’ Ausl 7, Roberto Turlà, Antonino Avola e Saverio Agosta.

A distanza di un anno quindi, dopo una morte di un bambino innocente e un’immane uccisione di massa perpetrata anche da cittadini, per così dire, ”normali”, cavalcando l’onda emotiva dovuta alla morte del piccolo Giuseppe, si comincia a fare un po’ di luce anche a livello giudiziario. Non sta a chi scrive dire di chi siano veramente tali responsabilità, ma è augurabile che i colpevoli vengano veramente fuori, in modo che tragedie del genere possano non accadere mai più, pensando sia ai bambini, sia ai cani.

A.S.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Resta ancora tanto da fare

Randagismo: ad un anno dalla tragedia,l’allarme su cani vaganti resta alto

di Redazione
Venerdì 12 Marzo 2010 – 13:42
Modica - A quasi un anno dalla tragedia del Pisciotto, dove è morto sbranato dai randagi il piccolo Giuseppe Brafa, il fenomeno è ancora molto presente in provincia di Ragusa e in particolar modo nella zona del modicano. Troppe le segnalazioni degli ultimi mesi di aggressioni da parte di randagi. Un paio di esempi: Giovanni Migliore, consigliere comunale, denunciò pubblicamente che i cani avevano attaccato e sbranato un gregge di pecore in una zona di campagna; mercoledì sera in contrada Quartarella, sulla vecchia strada che da Modica porta a Scicli, tre cani di grossa taglia hanno attaccato una utilitaria con un gruppo di ragazzi a bordo e uno dei cani ha morso il pneumatico della macchina forandolo. Eppoi le aggressioni a cacciatori, a contadini ed una serie di episodi che danno il senso di come il problema resti forte e sentito.

Secondo una stima effettuata dal Ministero della salute, in provincia di Ragusa ci sarebbero circa 4 mila cani randagi. Dati ancora teorici questi che sono stati forniti dai responsabili dei servizi veterinari dell’Asp di Ragusa.

C’è da aggiungere che molte sono state le catture effettuate su tutto il territorio nei due canili che si occupano della cattura dei randagi, ovvero la Maia a Comiso e la Dog professional di Ragusa. Canili dove non c’è più posto per altri animali e che chiedono aiuto ai comuni.

La situazione è grave e di spiragli se ne vedono pochi. E lunedì Modica ricorderà a San Giorgio il piccolo Giuseppe, sapendo che questa tragedia non ha ancora fine