LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010 Cosa è successo davvero dentro Cicerale?

LA PADANIA 7 FEBBRAIO 2010

Cosa è successo davvero dentro Cicerale?  Nei processi dei reati prescritti, delle truffe tentate?

E dentro l’inceneritore? Cosa entrava, quanto bruciava, quanti cani sono passati per il camino?

Quanta moneta sporca ha fruttato ad un privato, l’ignoranza, l’amicizia dello Stato tra Asl pasticcione, la coincidenza delle parentele, i Sindaci indifferenti  e gli appalti vinti senza requisiti?

Questa, che Chiliamacisegua divulga, è la prima inchiesta giornalistica minuziosa e documentata che prende in mano sul serio le carte di Cicerale, le mette insieme una dopo l’altra,  che interroga

il Viminale e il Ministero della Salute sui 15 anni del canile più discusso d’Italia.

Questa è la vera storia dell’orrore di Cicerale.

Sotto gli occhi di tutti coloro che vorranno e sapranno leggere. E farne l’uso che si deve.

E questo che leggete su la Padania dell’7 febbraio 2010, a firma di Stefania Piazzo, non e’ un articolo:

E’ UNA BOMBA!
Il coraggio di Stefania ha acceso la miccia.
Ad orologeria, a tempo.
Siamo qui a volerci godere lo spettacolo. Delle risposte e dei provvedimenti.
Beh è arrivata finalmente quell’ora:

Stato fai lo Stato, salva la giustizia che da queste parte è ancora costretta a battere i marciapiedi!
Chiliamacisegua

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FEBBRAIO

07 febbraio

*VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE SEDICESIMA PUNTATA

*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 1


Indicazione per Cicerale

07 febbraio

*I CANI NON TORNANO MUORI CHE TI PASSA

*STORIA INEDITA DI UN SISTEMA 2


La ciminiera di Cicerale

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NOTA
CHILIAMACISEGUA VI SEGNALA  I LINK DEGLI ARCHIVI DE LA PADANIA 2008 2009 2010  CHE COMPRENDONO TUTTI GLI ARTICOLI DENUNCIA DI STEFANIA PIAZZO.

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PER UNA LETTURA COMODA

CICERALE STORIA INEDITA DI UN SISTEMA

Un inceneritore nel Comune in cui bruciare, eventualmente, la droga sequestrata. Un canile con e senza autorizzazioni. Fatture di accalappiamenti tutte da verificare. Un processo per reati tributari verso i comuni convenzionati, reati finiti in prescrizione (correvano gli anni 1994 e 1995 e si parlava di fatture emesse per operazioni in parte o in tutto inesistenti o con importi superiori…).

E, ancora, altri pagamenti incassati  a fronte di nessun sindaco che andò a sbirciare quanto cani erano stati catturati nei furgoncini.

Nessuna ulteriore verifica tributaria.

Perché? Tanti processi per maltrattamento.

Perché? Appalti vinti senza requisiti.

Perché?

E poi? Varie ed eventuali.
Si può scrivere? Bisogna scrivere.

La storia di Cicerale è scolastica, didattica, perché insegna come funziona in Italia il sistema canili, il meccanismo delle convenzioni, delle autorizzazioni. Quando ci sono. Dei cani accalappiati in abbondanza, magari sempre quelli, pagati sull’unghia dai comuni, che non controllavano se quanto pagavano corrispondeva alla pesca miracolosa del furgoncino.

Ed è un sistema sublime da scoprire visto che la premiata ditta Cicerale si aggiudicava gli appalti, al ribasso anche del 54%, senza presentare tutte le carte ma solo quelle per “allevamento e addestramento cani” intestata al padre e non al figlio titolare.

Cosa ben diversa dal fare canile. Come dire: faccio l’esame da ragioniere e mi danno la laurea.

Nel Cilento fa lo stesso. A tutti andava bene così. Nessuno faceva una visura camerale. Così, fino al 2004, si accalappiava.

Zitti e ciccia. Bastava la medaglia alla memoria per avere un tempo allevato cani.

Il curriculum del padre per promuovere il figlio.
Cicerale è anche un sistema affascinante da indagare per tutte quante le realtà e le coincidenze collaterali che ruotano attorno a questo mondo nascosto non a caso su una montagna.
L’INCENERITORE
Partiamo dalle ceneri della fenice.
Di Cicerale era il pusher, Gianguerino Cafasso, omonimo dei gestori Cafasso del canile, assassinato l’estate scorsa, che riforniva di droga gli ambienti della Roma politica di Marrazzo.
A Cicerale-Cicerazzo c’era e c’è un inceneritore, autorizzato (ma anche no), dentro il canile, che le forze dell’ordine guardavano con interesse per  le partite di droga sequestrate da incenerire.

Si capisce, è prassi. Ma fin lassù non era scomodo? Forse no.

Sicuramente un registro di carico e scarico di queste cose esisterà, semmai si volesse capire quanto è entrato e uscito. Eventualmente forse.
Un momento di silenzio anche per i poveri cani. Pace all’anima loro e alle loro pance aperte e chiuse.

Polvere siamo e polvere ritorniamo, nulla si crea, nulla si distrugge, a Cicerazzo.
L’inceneritore, il suo ruolo, il suo uso, il mistero di come per 15 anni il sistema Cicerale sia sopravvissuto nonostante tutti i temporali…

La chiave di lettura sta tutta qui? Di sicuro nessuno rompeva le scatole a Cafasso, di certo nessuno dei 97 comuni convenzionati discutevano le sue condizioni.

E di certo la giustizia non infieriva. I cani riempivano il canile, i cani passavano per il camino, i cani stavano tutti bene.

Un controllo ambientale di polizia all’interno della struttura dell’inceneritore? Macchè. E anche se l’allora procuratore capo di Vallo della Lucania (che si favoleggia pure parente di un’ex custode giudiziale della struttura, ndr) era stato interpellato, che bisogno c’era di andare proprio a verificare? Solo “sentito dire”.
Intanto la camorra ogni tanto faceva sparire qualcuno, roba da Chi l’ha visto. Dalle parti anche di Cicerale.

Quante ne avrà sentite raccontare anche l’inceneritore di storie portate dal vento.
SENZA AUTORIZZAZIONE
Un giorno qualcuno s’incazza. È il titolare della ditta Iguazu srl. Partecipa all’appalto per la “Convenzione per la custodia e mantenimento invita dei cani randagi” del Comune di Battipaglia.  Cafasso vince, ma l’altro concorrente ricorre al Tar. E che porta in Tribunale per sconfiggere il sistema-Cicerale?

Una cosa tanto banale quanto normale da verificare anche per il Comune: i requisiti. Nel luglio 2003 parte la corsa all’appalto. A novembre il Comune stringe la mano al vincitore Cafasso. Ma le carte non tornano. L’Iguazu si appella al Tar.

Che c’entrano gli attestati di servizi svolti per alcuni enti e l’attesto Enci del padre con il servizio richiesto da Battipaglia? Proprio niente. Proprio niente.

Eppure la commissione di gara confermava di nuovo, nonostante il primo ricorso, la ditta Cafasso. Ma allora il Comune di Battipaglia se la stava proprio cercando?

Per forza! Perché il certificato rilasciato dalla Camera di commercio il 3 novembre 2003 scriveva che la ditta Cafasso risultava sì iscritta ma solo per “allevamento e addestramento cani”.

E non per il servizio di ricovero e custodia come chiesto dal bando di gara. Di più, un anno dopo la vincita, Cafasso manco per sogno aveva ancora prodotto la certificazione  contributiva all’Inps.

Ma Battipaglia ci riprovava e chiedeva alla Camera di Commercio se essendo iscritto come “piccolo imprenditore”, Cafasso non potesse proprio tenersi quell’appalto. Duri, a Battipaglia!
E la Camera di Commercio, bocca della verità, spiegava ai tardoni del Comune che i requisiti per il ricovero e la custodia e il sostentamento dei cani sono soggetti al rilascio di un’autorizzazione sanitaria fornita dall’Asl.
Intanto, grazie alla grana di Battipaglia e dopo che il Tar boccia Cafasso, si scopre che la ditta ha iniziato l’attività il 19 luglio 1989! Oggetto:  allevamento e addestramento cani.

(Un’ altra chicca però ci sta: con dichiarazione sostitutiva Mauro Cafasso dichiarava di aver svolto servizio di allevamento cani dal 1975 al 1989 con riconoscimento di affisso Enci. Ovvero, dall’età di 10 anni, visto che Mauro nasce il 24 febbraio 1965, ndr).
Dall’11 marzo 1995 la ditta fa custodia dei cani randagi; dal 17 giugno 1998 fa incenerimento delle carcasse; dal 1° marzo 2004 svolge accalappiamento dei randagi e dal 24 febbraio 2005 incenerisce anche animali di media e grande taglia. Mammiferi.
ACCALAPPIO L’APPALTO
Agli atti l’attività procede con iscrizioni a singhiozzo. Eppure il canile ha svolto attività di mantenimento, custodia, cura e accalappiamento anche negli anni precedenti.

Per chi e quando? Usl 60 di Agropoli, anni dall’89 al ’94. Usl 56 di Oliveto Citra, anni dal ’92 al ’94. Asl Sa/2, anni dal ’95 al 2003. Asl AV/1 di Ariano Irpino maggio 2002-2003; Comune di Napoli anni 2001-2002 e Procura di Napoli anni 2002-2003. Pure l’accalappiamento, che non era registrato alla Camera di Commercio, per conto della Procura!!

Grandissimo Cafasso.
Tiriamo le somme: per oltre 16 anni dal 19 luglio 1989, inizio dell’attività dell’impresa al 9 dicembre 2005, giorno in cui Cafasso viene autorizzato almeno per l’accalappiamento dei randagi, Mauro Cafasso non risultava iscritto alla Camera di Commercio di Salerno né per l’accalappiamento né per la custodia.
Se l’autorizzazione sanitaria dell’Asl (quella che esibisce Cicerale è la n. 3659 del 1° marzo 1995 per la sola custodia dei cani, in barba alla nuova legge regionale 16/2001, art. 7 e 8 per i nuovi requisiti dei rifugi) è strettamente legata al tipo di iscrizione alla Camera di Commercio, in tutto questo lungo arco di tempo Cicerale si è aggiudicato  appalti in un centinaio di comuni del salernitano e oltre, pur non essendo in possesso dell’iscrizione camerale?

Comuni interessati, Asl e chissachì non hanno mai sollevato mai obiezioni in merito.

Che ne pensa il ministro dell’Interno, Roberto Maroni?
FATTURE A PROCESSO
Reati prescritti, reati depenalizzati. Truffa non andata a segno perché le false fatture tornarono impagate dai Comuni che dovevano sborsare i soldi. Dunque truffa non andata a buon fine e non punibile. Morale: assolti per non aver commesso il fatto (tentato).

Corre l’anno 2004 e il tribunale di Vallo della Lucania chiude un capitolo processuale contro Mauro e Giovanni Cafasso. Le accuse: «evadere le imposte sui redditi (..)» con «fatture per operazioni in parte o in tutto inesistenti o recanti l’indicazione dei corrispettivi o dell’Iva in misura superiore a quella reale o utilizzando lo stesso documento fiscale per diverse operazioni». O «per prestazioni non chieste dall’ente», si legge nell’imputazione.

Ma… le fatture non andarono a buon fine. E quel che «era penalmente rilevante non ha più tale rilevanza alla luce del d.lgs 74/2000».

E il fatto, quindi, non costituisce reato. Quanto la tentata truffa «il reato si è estinto per  intervenuta prescrizione alla data del 2/4/2003».
COINCIDENZE
Almeno fino al 2006 Mauro Cafasso risultava consigliere comunale a Cicerale, Comune dove sorge il canile e per il quale vince a ripetizione l’appalto per l’accalappiamento e il mantenimento dei cani.

Coincidenza..
È anche consigliere della Comunità Montana di Alento-Montestella, con comuni convenzionati per il canile.

Coincidenza.
Il responsabile del dipartimento di veterinaria e direttore del servizio di sanità animale Asl Salerno 3 è il dr. Domenico Nese. Il fratello, dr. Aureliano Nese, è stato direttore sanitario del canile di Cicerale.

Coincidenza.
Il dr. Alfonso Nigro, in merito alla capacità ricettiva del canile (documento del 6 marzo ’06, in risposta ai Nas che chiedono quanti cani possa contenere Cicerale, e al quale risponde gli attuali «2.250 (…)», anche se «lo spazio a disposizione poteva consentire il ricovero di un numero maggiore ma questo comporterebbe maggiori problemi di gestione», ndr), si presenta come medico veterinario dirigente del distretto 108 di Agropoli, responsabile Asl Sa3 per la vigilanza permanente presso la struttura in oggetto specificata e si firma “veterinario responsabile del canile”.

Nigro, durante il periodo di sequestro del canile, risulta essere stato nominato Ctu dal Tribunale di Vallo della Lucania: suo compito era la verifica del rispetto del benessere animale all’interno del canile.

Coincidenza.
Si favoleggia che la moglie del veterinario sia figlia di un noto giudice della Corte di Cassazione. Anche fosse, non è  reato essere parenti.

Ma coincidenza.
Due dei tre dipendenti del canile (tre per quando ce n’erano 1676), ovvero Bruno Cantarella e Mario Luca Cantarella, sono imparentati con un omonimo ex pm a Vallo della Lucania, ora in forza a Salerno. Anche questo non è reato.

Coincidenza.
I CANI NON TORNANO
Verbale dei Nas del 23 febbraio 2006: presenti 1.676 cani. Venti giorni prima i  Nas ne documentano 1700, 1350 adulti e 350 cuccioli. In una lettera a Repubblica il 22 giugno 2006 Cafasso parla di 1.000 cani.

Il dr. Nigro, in una comunicazione del 6 marzo parla di «2250 cani». Secondo i Nas la superficie di Cicerale è di 22.400 mq. Cafasso, in una lettera del 24 novembre 1995 al quotidiano “Cronache del Mezzogiorno”, parla di «circa 36mila mq con 200 cani come verificato dai Nas di Salerno qualche mese addietro». In pratica i cani in dieci anni sono passati da 200 a 2000, in controtendenza rispetto ai rifugi che offrono maggiore spazio per ciascun animale ospitato.

A Cicerale gli animali crescono del 1.000 per cento.
I CONTI, CHE BARBA
Mortalità a Cicerale fa rima con incongruenze. Vai tu a capire perché.

Quanti cani entrano, quanti ne vengono accalappiati e per il cui servizio i Comuni pagano la ditta Cafasso?

Dati non recenti ma illuminanti, per capire come al solito il funzionamento del sistema-Cicerale. L’Asl Sa2 distretto di Eboli certifica al 14/5/05, che «i cani accalappiati dal 1/1/01 al 12/12/03 sono 590».  poi, «dall’1/1/04 al 15/03/05 sono stati 322». In comunicazione  della Polizia municipale di Eboli invece al «31/8/05 ne risultano 291».

Sommando i 590 cani accalappiati a Eboli dal 1° gennaio ’01 al dicembre ’03, i circa 93 nel 2004 e i 217 nel 2005, i cani di Eboli risultano un terzo di quanti dovrebbero essere: 291 anziché 900.

Eboli ha pagato cani fantasma mai accalappiati? Ha mai verificato il Comune?
Dove stava la “gabola”?

Nel pagamento forfettario. Appalti un tot per cane e un tot per il mantenimento.

Chi aveva cura quindi di contare cosa entrava?

La convenzione firmata a Eboli, come quella del Comune di Buonabitacolo fissava all’art.5 che «il costo della custodia è pari a euro 1549,37 e quello della rimozione e distruzione delle carogne nella misura forfettaria in euro 200,63, per complessivi euro 1.750 al mese».

A tutto ci pensava Cafasso.

I numeri degli accalappiamenti però sono impressionanti: a Giffoni Valle Piana 90 randagi nel 2003; dal 3/01/05 al 29/12/05 tra Campagna, Eboli, Serre, Altavilla Salentina e Sicignano ne vengono presi 405; altri 92 nel medesimo periodo solo a S. Cipriano Picentino, altri 67 a Montecorvino Pugliano e 111 a Montecorvino Rovella.

Solo in questo Comune, record dei record, in un solo giorno ne risultano accalappiati il 23 maggio ’05 ben 30. Tutti in due furgoncini. Un bottino!
Ebbene, con i dati, incompleti, di questi cinque comuni  e il distretto di Eboli, rispetto ai cento comuni circa convenzionati, dal 1 gennaio ’01 al 29 dicembre ’05 la presenza dei cani dovrebbe superare le 1.400 unità, cifra in contrasto con i dati dei Nas del 23 febbraio ’06 (1676 cani presenti).
Di più. Nella fattura che Cafasso si accinge a presentare a Eboli per la tranche novembre 2004-gennaio 2005, risultano in vita 199 cani dei 912 portati in canile a partire dall’1/1/01.

E gli altri?
MUORI CHE TI PASSA
Schede di rilevamento dell’Asl Sa3, anno 2006. Esemplificativo.

E occhio alla mortalità!
A gennaio 2006, 1.746 cani, 213 accalappiati, 310 morti.

Febbraio: 1.672 presenti, 255 morti.

Marzo: 1.786 cani, 208 morti.

Aprile: 1.745, 237 morti.

Maggio: 1.763, 402 morti.

Giugno: 1.682 cani, 350 morti.

Luglio: 1709 cani, 299 morti.

Agosto: 1.691 cani, 325 morti.

Settembre: 1.691 cani, 325 morti.
Dall’analisi comparata dei dati del registro di carico e scarico  ecco le  cifre:  cani sani entrati 863; cani malati entrati 810, totale 1.673.

Cani sani usciti: 200; cani malati usciti 616, cani soppressi 60, totale 876.

Restano vivi in canile i 797 cani entrati più quelli in essere al 31 dicembre ’05, 1.763.

Ma al 3 ottobre 2006 nel canile dai registri telematici risultano presenti 2.560 cani.

Chi pagava? C’è discordanza numerica tra le entrate mensili dei registri e il resoconto del dr. Nigro: 1.481 contro 2.756.

Secondo Nigro i cani morti e inceneriti sono stati nel 2006 2.711, quelli affidati 124.
Secondo il registro telematico al 3/10/06: 1.673 entrati, 876 usciti, 797 in vita, affidati 124.

Totale 2.436 cani presenti.
Secondo Nigro, riepilogo: entrati 2.756, usciti 2.711, in vita 45. In esistenza 1.763, affidati 124.

Totale cani presenti 1.683.
Una tombola.

A nessuno è venuto in mente di percorrere la strada dei controlli tributari, fiscali, delle corrispondenze tra cani pagati, cani accalappiati e fatture emesse?
La struttura di Cicerale è agli sgoccioli, oggi.

Ma Cafasso o chi per esso continua ad accalappiare e a destinare i randagi in altre strutture.

Sue o di persone fidate poco conta.

È semplicemente il sistema che si riproduce.

Più che i Nas, serve la Guardia di Finanza dentro i canili.

Una nuova alleanza col ministero della Salute è la via da percorrere.


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Lo chiamano “Il Paradiso dei Cani”, l’Hotel Dog’s di Correzzola (Padova)

Aggiornamento 7 Febbraio

MATTINO DI PADOVA 06/02/2010
MATTINO DI PADOVA 07/02/2010

Fatti precedenti

Articolo e foto nel Gazzettino di 27 ottobre 2009, pagina 20..
Martedì 27 Ottobre 2009,
Titolo: CANILE LAGER A SANT’ANNA…
«Chioggia ha davvero bisogno che venga ultimato al più presto il canile di Sant’Anna». Lo sostiene il consigliere del Pd Giuseppe Penzo che chiede con un’interpellanza rivolta all’Amministrazione comunale di spiegare i motivi del grave ritardo dei lavori.
«È già passato un anno – spiega Penzo – da quando avevo chiesto la data del completamento dei lavori del nuovo canile comunale. Allora avevo ottenuto dagli amministratori una risposta rassicurante, però a distanza di un anno sono costretto a tornare sulla questione perché non ci sono stati sviluppi».
Nell’interrogazione rivolta a sindaco e Giunta il consigliere del Pd si rivolge direttamente al sindaco Romano Tiozzo. «Vorrei conoscere le motivazioni dei gravi ritardi – spiega Penzo – nella progettazione del secondo stralcio dell’intervento per la realizzazione del nuovo canile. È indifferibile e urgente concludere l’iter procedurale per l’assegnazione dei lavori, perché non si capiscono le ragioni che fino ad oggi non hanno permesso di rendere funzionante questa importante struttura».
Nell’elencare i lavori che ancora mancano per aprire la struttura Penzo ricorda il mancato completamento dei recinti di custodia per i cani e la nuova area per ospitare i gatti abbandonati, attrezzata con casette in legno e zona servizi. Le preoccupazioni sono però anche altre: finora i cani sono stati custoditi nella struttura di Correzzola a cui l’Amministrazione comunale paga una cifra considerevole per la custodia.
«Purtroppo – spiega il consigliere Penzo – siamo venuti a conoscenza di situazioni poco dignitose per i 35 cani che sono custoditi lì. Pare che gli animali siano in uno stato praticamente di abbandono. Sarebbe davvero molto grave verificare che i cani sono denutriti per mancanza di cibo adeguato o perché affetti da parassiti intestinali o magari perché non sono stati vaccinati a tempo debito».

Il consigliere del Pd invita inoltre il presidente della commissione consiliare competente a organizzare quanto prima un sopralluogo sia nel canile di Correzzola sia nel cantiere di quello di Sant’Anna per verificare come stanno davvero le cose.

Comunicato

Un altro orrore svelato nella civile  (ma per favore!!!!) Italia del 2010, grazie agli attivisti di Centopercentoanimalisti.

Questa volta e’ il nord che nascondeva scempi. E questo sta a dimostrare che lo schifo non ha ne latitudine ne longitudine, ma solo coordinate di marciume.

Quello che danna l’uomo per l’eternita’.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

Comunicato n. 36 5   febbraio 2010

Ministero  della Salute

UFFICIO STAMPA

SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE FRANCESCA MARTINI DISPONE ISPEZIONE AL CANILE DI CORREZZOLA

In merito a notizie diffuse oggi da organi di informazione circa la denuncia dell’Associazione 100% Animalisti sulle carenze del canile di Correzzola nel padovano, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha immediatamente disposto un’ispezione attraverso i Carabinieri dei Nas.

http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/02_febbraio/05/animali_100percentoanimalisti_denuncia_canile_lager_nel_padovano,22845746.html

Animali/ 100%animalisti denuncia canile lager nel padovano

Associazione: animali morti o malati ma struttura resta attiva

postato 21 ore fa da APCOM

L’associazione 100% animalisti denuncia un canile lager a Correzzola nel padovano, animali morti, malati e affamati, ma nonostante questo la struttura continua a restare attiva e – riferisce l’associazione – il comune di Cavarzese ha affidato alle stesse ‘mani’ i cani abbandonati. Qualche settimana fa, raccontano i volontari, alcuni attivisti si sono infiltrati all’interno della struttura ‘hotel dog’s’ ed hanno documentato con alcune foto lo stato dei cani randagi reclusi nella pensione di Correzzola, Padova. Lo chiamano ‘Il Paradiso dei Cani’, l’Hotel Dog’s di Correzzola un allevamento di Riesenschnautzer Neri, con annessa pensione, toelettatura, addestramento per cani “nobili” – raccontano gli animalisti – ma per i cani abbandonati che erano stati affidati (a pagamento) dal Comune di Correzzola, era solo un “lager dove 30 poveri animali erano tenuti in condizioni miserevoli, come testimoniano le foto che li ritraggono scheletrici, sporchi, terrorizzati, pieni di parassiti, malati e non curati”. Alcuni sono morti, altri sono stati trasferiti nel canile di Chioggia, dove li stanno curando con amore le volontarie locali. Nonostante questo, denuncia 100% animalisti, “il comune di Cavarzere, Venezia, ha affidato agli stessi soggetti la gestione dei cani abbandonati di tutto il territorio”. “Un affare lucrativo per i gestori, che intascano i contributi del Comune e dedicano ai cani cure e spese prossime allo zero”, sottolinea l’associazione, che la scorsa notte ha affisso con il nastro adesivo sulla palizzata del cantiere del municipio di Cavarzere in ristrutturazione, uno striscione diretto alla giunta comunale affinché tolga subito i cani randagi dalla pensione “hotel dog’s”. E il comunicato-denuncia – avvertono i volontari – è stato comunicato, oltre ai media, è stato spedito al comune di Corezzola e all’usl veterinario locale, “sperando in un prossimo celere intervento”. L’associazione, a testimonianza, pubblica sul sito www.centopercentoanimalisti.com, non solo le foto del blitz notturno nel cantiere del comune di Cavarzese, ma anche le foto scattate tempo addietro dello stato degli animali tenuti nel canile Hotel dog’s di Corezzola.

http://www.centopercentoanimalisti.com/phpBB2/correzzola-pd-gli-orrori-del-canile-lager–vt39247.html?highlight=canile+++correzzola

Nelle settimane precedenti, alcuni nostri simpatizzanti si sono infiltrati all’interno della struttura “hotel dog’s” ed hanno documentato con delle foto, lo stato agghiacciante dei cani randagi reclusi presso la pensione di Correzzola….

Lo chiamano “Il Paradiso dei Cani”, l’Hotel Dog’s di Correzzola (Padova): un allevamento di Riesenschnautzer Neri, con annessa pensione, toelettatura, addestramento etc. per cani “nobili”.

Ma per i cani abbandonati che erano stati affidati (a pagamento) dal Comune di Correzzola, era solo un lager dove 30 poveri animali erano tenuti in condizioni miserevoli, come testimoniano le foto che li ritraggono scheletrici, sporchi, terrorizzati, pieni di parassiti, malati e non curati….

Alcuni sono morti, altri sono stati finalmente trasferiti presso il canile di Chioggia, dove li stanno curando con amore le volontarie locali.

Ora il Comune di Cavarzere (Venezia) ha affidato agli stessi soggetti la gestione dei cani abbandonati di tutto il territorio.

Un affare lucrativo per i gestori, che intascano i contributi del Comune e dedicano ai cani cure e spese prossime allo ZERO.

L’ennesima speculazione sulla pelle degli animali!

CENTOPERCENTOANIMALISTI, come ha denunciato la vergogna del Canile della Muratella di Roma, ora sotto inchiesta della Magistratura romana, così non permetterà che si consumi un’altra infamia ai danni dei fratelli animali più sfortunati.

La scorsa notte, alcuni attivisti di 100%animalisti, hanno affisso con il nastro adesivo sulla palizzata del cantiere del municipio di Cavarzere in ristrutturazione, uno striscione diretto alla giunta comunale affinché tolga subito i cani randagi dalla pensione “hotel dog’s”….

Le foto che seguono sono atroci, documentano lo stato allucinante di alcuni dei poveri cani, quindi non continuate a visionare i prossimi topic se siete particolarmente sensibili.

Questi cani per fortuna, ora sono salvi in buone mani, sono stati trasferiti al canile di Chioggia (Venezia).

Una sequenza di foto, ritraggono un pelosone che purtroppo, non ce l’ha fatta.


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IL SIGNIFICATO DELLA LOTTA DI CHI VUOLE l’ARMONIA NEL MONDO

IL SIGNIFICATO DELLA LOTTA DI CHI VUOLE l’ARMONIA NEL MONDO E’ IN QUESTO VIDEO, UN VIDEO MOLTO BELLO E COMMOVENTE CHE VALE LA PENA VEDERE



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MOBILITAZIONE GENERALE PER LA DEPORTAZIONE DI CANI DA VIESTE

MOBILITAZIONE GENERALE PER  LA  DEPORTAZIONE DI CANI DA VIESTE

Questa  l’ultima goccia che fa traboccare il vaso!

Ora basta.

Gli animalisti di tutta Italia,

(e si segnala a tutti gli amministratori pubblici in indirizzo, come il loro numero cresca di giorno in giorno)

NON VOGLIONO, NON POSSONO, NON DEVONO

piu’ sopportare le iniziative  personali e private di tutti i  pubblici amministratori donne e/o uomini, che dovrebbero gestire al meglio, i denari di tutti noi .

Soldi pubblici che noi cittadini abbiamo loro affidato, perché provvedano   – e sottolineiamo: A NOME NOSTRO -  alla risoluzione dei problemi che ci riguardano, nel pieno rispetto della civiltà, moralità ed etica comunemente sentita.

Siamo indignati oltre misura e civilmente protestiamo contro le iniziative personali e private  di chi utilizza una posizione di potere, a discapito di chi tale potere gli ha conferito.

Esigiamo il rispetto immediato ed incondizionato della legge , in particolare la L.281/1991, a cui  tutti i sindaci d’Italia,  incluso il meridione, sono tenuti ad ottemperare.

Senza mezze interpretazioni o adattamenti “locali” che disattendono le intenzioni di tutti noi, cittadini di buon senso.

Questi comportamenti offendono lo Stato, offendono la Nazione, offendono e turbano  il nostro senso etico e morale.

Chiliamacisegua

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AGGIORNAMENTO 2 FEBBRAIO

E’ ARRIVATO IL DIVIETO DI TRASFERIMENTO DEI CANI.

Una nuova Circolare dell’Assessorato regionale alla Sanità, ha rinnovato il parere contrario al trasferimento dei cani. Parere inviato sia alla Prefettura che al Comune di Vieste.

Alle ore 12.30 sono dunque andati via a… camion vuoti, gli addetti al trasporto dei cani  e con le pive nel sacco sia i carabinieri che la polizia municipale.

Non è dato sapere se la cresta della sindachetta, si sia abbassata o, rigogliosa, tenterà di svettare ancora rossa non per la vergogna, ma per la sua disubbidienza ai dettami del Ministero e a quelli del Presidente Regione Puglia.

Grazie al Presidente della Regione Puglia e  grazie alla determinazione, alla testardaggine e alla tenacia di Walter Caporale e degli Animalisti Italiani Onlus.

L’avevano detto, che non avrebbero mai permesso la deportazione dei cani e hanno stoppato l’ignominia, con catene, fischietti, bandiere e striscioni pronti a tutto, anche ad incatenarsi.
L’Associazione che gestisce il Canile di Vieste, L’Arca di Noè dichiara che non abbasserà la guardia visto che nonostante i pareri negativi rispetto al trasferimento, i 104 cani della struttura hanno corso il serio pericolo di una “deportazione” inaccettabile.
Walter Caporale si dichiara pronto a nuove barricate

E TUTTI GLI ANIMALISTI DI PURA RAZZA BASTARDA, CON LUI

I FATTI

ULTIMA ORA
Oggi verranno deportati 104 cani da Vieste ad Acerra

Il sindaco di Vieste, Ersilia Nobile, ha deciso di procedere nonostante in parere contrario del Ministero.

I volontari dell’Associazione Arca di Noè che gestiscono il canile in cui questi cani erano ospiti, sono a dir poco disperati.

Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani è già sul posto, si legheranno davanti al canile per bloccare l’ingresso.

Piera Rosati
dir. Ufficio Comunicazione e Sviluppo LNDC
comunicazione.sviluppolndc@gmail.com

Lega Nazionale per la Difesa del Cane
Via Catalani 73, 20131 Milano
cell. 335 7107106
Tel. 02 36565297
Fax 02 26116502
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COMUNICATO PRECEDENTE

Comune di Vieste (FG) deportazione di 104 cani dalla Puglia alla Campania

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA

I cani non sono rifiuti da conferire in mega discariche a un tanto al kg ma cittadini del proprio territorio e come tali soggetti di diritto.

In riferimento all’affidamento del servizio di ricovero e mantenimento dei cani randagi del Comune di Vieste in favore della ditta Mister Dog s.r.l. di Acerra, le Associazioni Lega Nazionale per la Difesa del Cane , Animalisti Italiani Onlus e Chiliamacisegua, chiedono al Sindaco di Vieste, Ersila Nobile, di fermare l’operazione di deportazione dei cani fuori dalla Regione Puglia. Non sempre quelle apparentemente più economiche sono le soluzioni migliori, il benessere dei cittadini, e degli animali, per l’organo monocratico a capo del governo di un comune, deve essere la norma di tutti i provvedimenti.

Mentre il modello delle piccole e medie strutture, diffuse sul territorio si afferma come uno dei pilastri per la prevenzione del randagismo, insieme alla sterilizzazione, all’anagrafe canina e alle campagne educative, il Comune di Vieste decide per una deportazione di massa di cui non si comprende il senso, neppure da un punto vista economico. Le mega strutture se inizialmente possono garantire un “prezzo” al ribasso nel medio e lungo termine sono molto più costose di quelle a misura di cane. Infatti, come le recenti esperienze insegnano, i gestori di queste inumane prigioni non hanno alcun interesse alla risoluzione del problema “randagismo”, che rappresenta per loro una lauta e inesauribile fonte di guadagno.

Il problema del randagismo va risolto localmente come è stato fatto in buona parte della nazione dove la legge viene applicata. I cani non sono rifiuti da conferire in mega discariche a un tanto al kg ma cittadini del proprio territorio e come tali soggetti di diritto.

Non possiamo credere che solo un criterio di economicità sia alla base della scelta del trasferimento in Campania dei 104 cani randagi del comune in questione, ospitati da anni nel rifugio, gestito dai volontari dell’Associazione Arca di Noè, si ricorda in proposito che anche la magistratura (TAR Puglia) si è pronunciata contro la “non-congruità rispetto al livello di tutela” in gare analoghe.

Se il Signor Sindaco, considera questi animali merce di cui liberarsi, allora basta interrompere la loro vita e evitare l’umiliazione di ulteriori sofferenze nel nome di una retta economica, ma oggi né la normativa né il senso civico, orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società il cui si vive, lo consentono.

La deportazione dei cani in grandi strutture fuori dalla regione è una misura del tutto estranea e contraria alla norma e allo spirito della legge sul randagismo 281/91 “Norme per la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali d’affezione”, con particolare riferimento agli articoli 1, 2 e 4. L’articolo 1 di questa norma nazionale recita infatti: “Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente”. Da tutto il contesto della legge, si evidenzia le responsabilità della Regione in materia di randagismo e benessere animale, quelle delle ASL e quelle dei Sindaci. Non solo. Il combinato disposto tra la legge 281/91 e la 189/2004 sui maltrattamenti, porta a considerare maltrattamento l’eradicazione, dopo tanti anni di buona permanenza, dei cani che dovrebbero essere sottoposti ad uno stress psicofisico con conseguenze irreversibili; sotto l’aspetto giurisprudenziale è da rilevare come la letteratura riconosca l’infliggere una condizione di stress come maltrattamento e definisca la sofferenza degli animali legata anche ad aspetti non semplicemente fisiologici. Così, la sentenza n. 175 del gennaio 2008 della Cassazione penale, sezione III, ha affermato che la sofferenza può consistere nei soli patimenti; procedere dunque al trasferimento dei cani significherebbe, alla luce della giurisprudenza sopra citata, infliggere volontariamente sofferenze e dunque incorrere nel reato di maltrattamento, ai sensi dell’articolo 544-ter del codice penale.

Crediamo infine che la decisione del sindaco di Vieste oltre che provocare un grave danno alla salvaguardia del benessere degli animali, sia lesiva dell’immagine di una città con forte vocazione turistica.

Le Associazioni Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Animalisti Italiani Onlus e Chiliamacisegua, ritenendo che le reiterate operazioni di trasferimento dei cani in strutture di altre Province e Regioni avvengano in violazione delle norme regionali e nazionali di tutela degli animali, degli interessi della collettività, ed in spregio alla diffusa sensibilità, le stesse valuteranno le responsabilità nelle più opportune sedi intraprendendo da subito pubbliche denunce di informazione in merito alla cittadinanza.

Le Associazioni Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Animalisti Italiani Onlus e Chiliamacisegua, invitano i cittadini italiani che hanno a cuore la tutela degli animali ad esprimere il proprio educato ma fermo dissenso alla deportazione dei cani di Vieste al Presidente della Regione Puglia all’e-mail: segreteria.presidente@regione.puglia.it

SINDACO DI VIESTE

Ersilia Nobile

A

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ATRIPALDA: DATECI UNA MANO

ATRIPALDA: DATECI UNA MANO

Riceviamo e divulghiamo, orami senza sorprenderci più di tanto. Ma se il senso della sorpresa, diminuisce, aumenta a dismisura, il senso della rabbia.

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

MAIL

Questo mio appello nasce dalla seria disperazione  che in questi giorni avvolge la mia vita e quella dei quasi duecento cani ospiti del Canile Municipale di Atripalda, provincia di Avellino.

Tutti voi conoscete bene le vicissitudini che ci hanno interessato da Aprile  2009 -giorno del sequestro dei NAS x sovraffollamento- per  effetto di ritorno del  “ciceraletornado”.

http://www.atripaldanews.it/2009/04/17/blitz-dei-carabinieri-e-nas-al-canile-municipale-di-atripalda-sequestrata-la-struttura/

http://www.dentrosalerno.it/web/2009/02/05/altavilla-silentina-chiusura-del-canile-di-cicerale/

Da allora la nostra situazione non è affatto migliorata …anzi, l’attuale  amministrazione comunale, grazie all’eredità dei precedenti amministratori ancora piu’ ciechi e sordi al dilagare della piaga randagismo,  sta’ trascinando il Comune al dissesto finanziario, in poche parole in mancanza di liquidita’ non paga NESSUNO.

Orbene, questa politica  assunta peraltro da molti comuni nella nostra Regione Campania, di rendere tutto equo senza distinzioni di sorta ha ulteriormente  reso INVISIBILI i cani di proprieta’ del Sindaco di Atripalda , Aldo Laurenzano, dal mese di  AGOSTO 2009 -compreso- la retta mensile di € 3.750,00  (pari a 30 centesimi al  giorno a cane) non viene piu’ pagata all’Associazione AIPA, i quaranta cani convogliati  in altro canile privato LA GINESTRA in quel di Quindici, la cui retta è di 1 euro e 90 centesimi al giorno, sono tutti morti senza che nessuno dei proprietari (imprenditori aguzzini)  ne  abbia mai certificato il decesso e le cause connesse.

Non sto’ qui ad illustrarvi le tante dimostranze  anche Legali che la scrivente ha inoltrato  al Sindaco, agli Amministratori, ai quotidiani (pronti solo a sbatterti in  prima pagina quando conviene economicamente a loro) ai mezzi d’informazione, al Capodipartimento Servizi Veterinari della ASL AV2,

TUTTO VANO, ho quasi la sensazione  estrema di ritrovarmi sola a combattere  contro i mulini a vento.

VI CHIEDO UN AIUTO, non rientra nelle mio modo d’essere ma questa volta HO BISOGNO di tutti VOI, mi rivolgo a Chiliamacisegua che mediaticamente riesce a martellare in maniera determinante QUANTI incollati alle poltrone di  prestigio e di comando snobbano gli animalisti rilegandoli  al basso ruolo di  animalari, manovali che non hanno altro di importante nella vita che pensare ai  cani e quant’altro.
Alla nostra drammatica situazione  : 183 cani da sfamare ed assistere ogni  giorno-medicinali da comprare-veterinario da pagare x sterilizzazioni ed assistenza medica ai cani del canile ed a quelli su strada- ,materiali da comprare x pulizia , manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura ,  ………………………………….solo chi vive all’interno puo’ capire e  condividere.

I progetti presentati dalla AIPA-COMUNE alla regione Campania x ottenere fondi pubblici per la sterilizzazione sono stati bocciati in quanto, motivava il settore veterinario regionale,  La ASL non vi rientrava operativamente, oltre al danno la beffa, oltre al totale assenteismo della Veterinaria Pubblica dobbiamo anche autotassarci per sterilizzare i randagi, e questo succede dall’entrata in vigore della Legge Regionale n. 16 del 2001, siamo o non siamo parte dell’ITALIA
A questo drammatico scenario si somma una PROVINCIA  completamente abbandonata “ QUI AL SUD I CANI SU STRADA NON ESISTONO “ il randagismo non esiste sia per i Sindaci che  per le ASL, i cittadini???risolvono le emergenze con mattanze di randagi avvelenati, torturati e uccisi nelle maniere più atroci, i canili privati???catene di montaggio cani che entrano, sopravvivono e muoiono perpetrando un’olocausto senza fine, l’obbligo dei Sindaci di costruire Canili sanitari???un miraggio nell’arido deserto dello stivale.

La Prefettura di Avellino ha convocato una riunione tempo fa’ escludendo dall’invito  categoricamente tutte le sigle animaliste, una chiacchierata fra compagni di merenda,  giusto x lavare la faccia al popolo e chissà forse anche al Ministero della Salute che divulga Ordinanze a favore dei fastidiosi randagi, la ASL AV2 stà attrezzando da tempo immemorabile, quasi un ventennio, un ambulatorio veterinario nell’area periferica della provincia di Avellino ……..gestito  da un dirigente che fà questo lavoro da vent’anni e non ha ancora capito cosa è  un cane, lo stesso che a Capo dell’Ufficio randagismo nato “ad personam” a dirigere, organizzare, coordinare non si capisce ancora cosa e chi, continua ad ignorare l’esistenza dell’UNICO Canile Municipale esistente nell’intera Provincia di Avellino, negando assistenza sanitaria, sterilizzazioni, medicinali, pronto intervento sia di soccorso che di cattura.
VI IMPLORO DATECI UNA MANO ADESSO credo  che la mia ponderata convinzione di  battagliare a favore dei cani possa seriamente deteriorarsi  sotto questo  immenso peso traboccante di pubblica indifferenza e gratuita malvagità umana.

Angela Luongo

Presidente AIPA

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Aldo Laurenzano

A

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CAPRINO BERGAMASCO: GAIA ADOTTATA

E’ stato difficile per noi scegliere tra oltre 40 richieste di adozione, che non cessano a tutt’oggi di arrivare.
Il buon senso (speriamo) ci ha spinto a fissare sabato il primo appuntamento con un’aspirante famiglia: e quella famiglia appena l’ha vista ovviamente se l’è portata via.
Terrorizzata, sporchissima, ferita, ma sempre BELLISSIMA.
Gli uomini l’hanno piegata, umiliata, violentata..ma lei non ha mollato..
Altri uomini l’hanno vista, salvata, e portata al sicuro. Ed ora la sua famiglia la amerà come è giusto che sia. (nella foto il primo bacio da parte del suo nuovo papà)
E com’è giusto che sia, chi per ignoranza l’ha ridotta così, deve risponderne.
Non si possono chiudere gli occhi.
Legata da cucciola a 1 metro di catena che non è mai stata né tolta né allargata (guardate la ferita che le ha lasciato sulla gola),
relegata in un bidone in mezzo ai suoi escrementi,fino alla sua liberazione, un anno dopo la sua nascita.
La nuova famiglia ha un grande giardino, dove la piccola potrà incominciare a camminare.
Ma ce la farà: tutti noi la seguiremo con amore a distanza, come un vittoria del bene sul male, del giusto sull’ingiusto.
Lei ne è un simbolo!!!
Piccola Gaia, ti vogliamo bene.


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SOS SERBIA -12

SOS SERBIA -12

PARTE DA QUESTO ISTANTE  LA PRIMA FASE D’AIUTO CHE SI CONCLUDERA’ INDEROGABILMENTE ENTRO IL 12 FEBBRAIO

I CANI MUOIONO A GRAPPOLI E SI TENTA RESTRINGENDO IL TEMPO, DI SALVARNE IL PIU’ POSSIBILE IMMEDIATAMENTE

LA RACCOLTA PROSEGUIRA’ PER LE FASI SUCCESSIVE.

EVITIAMO LA NARRAZIONE DI PARTICOLARI MORBOSI E MACABRI.

BASTANO LE FOTO E L’APPELLO DEI VOLONTARI A DELINEARE LA DRAMMATICITA’ DELL’ EMERGENZA

SERVONO OLTRE ALLE DONAZIONI IN DANARO CHE SERVIRANNO CHE ACQUISTARE CIBO : GUINZAGLI, IMBRACATURE, COLLARI, TRASPORTINI (TUTTE LE DIMENSIONI), CESTE  E CUCCE,CIOTOLE, GIOCATTOLI , COPERTE SOTTILI

FARMACI (ANTIBIOTICI, MEDICO / UNGUENTI, ANTIPARASSITARI, ANTIBIOTICI, VITAMINE, ECC)

(SI PREGA DI NON INVIARE  MATERASSI, CUSCINI E TRAPUNTE PERCHÉ E ‘ PRATICAMENTE IMPOSSIBILE BYPASSARLI IN FRONTIERA)

AIUTIAMOLI

Chiliamacisegua   Freccia 45    Amicicani

http://www.amicicani.com/index.php?oper=priorityprojects_dettagli&idprojects=23

SOS Serbia – Associazioni animalistiche

Gli animalisti della Serbia riuniti nella associazione RespectA, unica realtà attiva a tutela dei diritti animali nell’area di Belgrado chiedono disperatamente il nostro aiuto.
Infatti , per via della carenza assoluta di mezzi e di supporto pubblico, i volontari locali, le cui condizioni economiche personali si definirebbero di povertà nel nostro Paese, hanno esaurito anche le loro poche risorse personali nello svolgimento della loro fondamentale attività di gestione del più grande “canile” della Serbia (oltre 1.000 animali – Firby Asilum”).
Attualmente i volontari sono costretti a marciare per 12 km al giorno in condizioni metereologiche proibitive e nell’assenza di strade.
Pertanto hanno chiesto con urgenza la donazione di un veicolo idoneo al trasporto di persone, cibo, animali, medicinali fino al “canile” .
La Swissitalian Associates SA di Lugano si è già impegnata a donare tale veicolo che un addetto della stessa società condurrà sino a Belgrado per la consegna diretta nelle mani dei volontari di RespectA.
Sarebbe utile caricare il veicolo di provviste ed altri materiali come coperte e tessuti, meglio se usati per via delle dogane.
La televisione Serba (probabilmente Studio B di Belgrado) seguirà in diretta la consegna degli aiuti a garanzia del buon esito dell’operazione
Le foto non testimoniano la realtà di un canile lager gestito da persone senza cuore.
Drammaticamente raccontano la disperazione dei volontari che non riescono più ad accudire gli animali. Non ce la fanno ad arrivare sul posto tutti i giorni, perché devono camminare per 12 km nel fango o nella neve alta.
Aiutiamo la loro disperazione, aiutiamo questi poveri cani destinati ad una morte lenta, per stenti, fame e freddo.
Insieme.

Associazione AmiciCani
Raccolta fondi e acquisto materiale
Luca Radici – priorityprojects@amicicani.com
http://www.amicicani.com

Associazione Chiliamacisegua
Coordinamento
Corinna Andreatta – presidente@chiliamacisegua.org
Avv. Laura Micella – lm@insurancelaw.it
http://www.chiliamacisegua.org

Associazione Freccia45
Centro logistico e di raccolta
Susanna Chiesa – susannachiesa@libero.it
http://www.freccia45.org

Associazione RespectA
Associazione di appoggio in Serbia
http://www.respectafirby.org

Alcune foto:


A disposizione ci sono un conto corrente bancario per donare tramite bonifico bancario o tramite PayPal con carta di credito con transazione immediata e sicura.
L’intero ricavato verrà utilizzato per far fronte alle emergenze animalistiche e devoluti interamente a Associazioni animalistiche.
Vogliamo assolutamente precisare che tutte le donazioni saranno visibili singolarmente online tramite conto corrente visibile a questa pagina.

Bonifico bancario
IBAN: IT67 N069 3065 7800 0000 0001 218
intestato ad Associazione AmiciCani
causale: SOS Serbia

Carta di Credito

Donazioni: 0 €
Versamenti già fatti in conto progetto: 0 €
Spese di gestione: 0 €
Restano in totale in conto progetto: 0 €
(saldo aggiornato al giorno precedente al 01/02/2010)
Clicca qui per vedere i dettagli del conto corrente online

Centro di raccolta (per donazione di materiale)
ANNALISA MARELLI
Via Leopardi, 11
Barzago (LC)
Riferimento: Susanna Chiesa – 339 8738493


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