Monte di Procida: Vietato dar da mangiare agli animali!
Altro Sindaco bizzarro, altro Sindaco Affamarandagi ! Commenti? Nessuno. Ci penserà il Tar a cancellare l’Ordinanza. Neppure i precedenti illustri, sbugiardati dal Tar, insegnano qualcosa a tale categoria di Sindaci!
Chiliamacisegua
Aggiornamento 11 febbraio
Monte di Procida: la tristezza di una non cultura, 600 euro di multa a chi sfama i randagi

Evidentemente a volte la legge non esiste: Sembra non sia bastata l’esperienza fatta e poi subìta dal Sindaco di Brindisi Domenico Mennitti a Giugno 2009, quando, il suddetto ordinò il divieto assoluto di sfamare gli animali randagi, ordinanza poi sospesa dal tar della Puglia, su denuncia di Lav, Lac e e Lega Protezione Animali, con le seguenti motivazioni : “ la mancanza di cibo può comportare un peggioramento delle condizioni degli animali, tale da determinare una perdita dell’abitudine del contatto con le persone ed una contestuale, specie con riferimento ai cani randagi, predisposizione ad aggregarsi in branco creando così un reale pericolo per la cittadinanza”
Nell’emettere la sua ordinanza da 600 euro a cranio, che chissà come mai, va a gravare sul portafoglio delle persone più di buon cuore,è bene, On.Francesco Paolo Iannuzzi, Primo Cittadino di Monte di Pger”, S’intende invece trasferire gli animali vaganti (esseri “dotati” di una vita, sempre secondo la legge, oltre che secondo il buon senso) in strutture apposite, dove devono essere sfamati e curati, come ”l’essere” umani comanderebbe.
Anche non esistendo queste strutture, il Comune è comunque tenuto a provvedere al mantenimento degli animali sul territorio, inoltre il non dare da mangiare è visto come un maltrattamento anche secondo la legge(189/05) che , per chi non lo sapesse, punisce con sanzioni penali e pecuniarie chi la viola.
In sostanza, le ordinanze affama randagi sembrano il più delle volte fregarsene della legge, di più leggi , sia quella sul maltrattamento e conseguentemente l’uccisione, per fame, di animali, sia quella che riguarda gli obblighi di un Comune in materia di salute pubblica.
Tralasciando poi tutto il discorso chiamato comunemente “animalista“, ma che in realtà potrebbe essere definito anche “cristiano” piuttosto che visto come un insegnamento di Ghandi, o , molto più semplicemente un aiutare chi è in difficoltà; sfamare un cane di Monte di Procida,come principio non è diverso da sfamare un bambino di Haiti, o un immigrato, o un senzatetto. Senza fare paragoni tra umani e animali, quelli citati sono tutti casi di esseri viventi bisognosi,niente di più, niente di meno.
A.S.
Repubblica Napoli
Dai cento ai seicento euro di multa a chi dà da mangiare ai randagi, cani o gatti che siano, e forse anche piccioni e passerotti. È la trovata del sindaco di Monte di Procida che vuole così “tutelare i pubblici spazi dal punto di vista igienico e sanitario da chi lascia cibo nelle strade”. Lo stesso provvedimento nei mesi scorsi è valso, oltre alla “gogna mediatica” a numerosi colleghi di Francesco Paolo Iannuzzi, parecchi annullamenti e pronunce contrarie da parte del Consiglio di Stato (per Galliate in provincia di Novara), del Tar della Puglia e del Tribunale di Siracusa. La Lega Antivivisezione definisce l’ordinanza illegittima — la legge regionale 16/2001 assegna proprio i randagi “al primo cittadino” che è responsabile della loro salute e ne è proprietario, quindi la contraddizione è palese. Dei randagi flegrei invece si occupa l’associazione Fido e dintorni, volontari che sopperiscono alle mancanze delle istituzioni: un caso molto comune in Italia. “Il sindaco piuttosto — dice in una nota Walter Caporale degli Animalisti Italiani onlus — individui dei luoghi dove somministrare il cibo”.
(s.cer.)
http://freebacoli.blogspot.com/2010/02/monte-di-procida-vietato-dar-da.html
martedì 9 febbraio 2010
Monte di Procida: Vietato dar da mangiare agli animali!
Con un’ordinanza sindacale, a Monte di Procida, si fa divieto alla cittadinanza di somministrare cibo a cani e gatti randagi del paese onde essere puniti con una sanzione pecuniaria dai 100 ai 600 euro, al fine di risolvere problematiche di carattere igienico-sanitario nelle pubbliche vie, piazze e spazi di verde attrezzato, causati da residui di cibo somministrati da privati cittadini.
Posto che i cani e i gatti randagi sono per legge di proprietà del Comune di appartenenza e che il Sindaco ha il dovere di prendersene cura, e posto che la somministrazione di alimenti agli animali possa essere svolta anche nel rispetto delle norme igieniche e secondo i principi di civile convivenza, lascia basiti come non si pensi a individuare e sanzionare con appositi provvedimenti comportamenti scorretti di alcuni cittadini e si pensi invece di emanare un’ordinanza volta al peggioramento delle condizioni degli stessi.
Ma veniamo alle regolamentazioni:
La legge Regionale 24 novembre 2001, n. 16 sulla “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”, articolo 3, comma 4, così recita “Sono considerati maltrattamenti la violenza di ogni tipo, occasionale o abitudinaria, fame, sete“.
La Legge n.189/2004 , introducendo nel codice penale il Titolo IX bis ” Dei Delitti contro il sentimento per gli animali” detta una nuova disciplina diretta a garantire anche agli animali una tutela giuridica in quanto esseri viventi e come tali portatori di diritti individuali.
Posto poi che a Monte di Procida è prevista, secondo l’articolo 10 della Legge Regionale sui cani di quartiere, la reimmissione sul territorio dopo sterilizzazione, permettendo un risparmio alle casse comunali dei soldi di un rifugio, in che modo si pensa al sostentamento degli stessi, dal momento in cui viene loro privato l’aiuto spontaneo e gratuito di semplici cittadini?
Ma se da una parte c’è chi prende decisioni superficialmente, non curandosi di guardare al di là del proprio naso, dall’altra c’è chi da anni si batte con costanza e intelligenza per la salvaguardia e la tutela degli animali.
L’associazione “Fido e Dintorni”, presente sul territorio da più di cinque anni, si preoccupa tra le innumerevoli attività, di combattere il randagismo anche con campagne di sterilizzazione di cani e gatti, al momento effettuabili gratuitamente (per info contattare sig. Annamaria Savino: 081-8683409 o sig. Tina Elia: 081-8045443 ).
C’è chi si preoccupa quindi di salvaguardarne la salute (la sterilizzazione, sopratutto se eseguita prima del primo calore riduce quasi a zero il rischio che le femmine in età adulta sviluppino tumori mammari, annulla la possibilità di insorgenza di neoplasie ovariche e uterine e di piometre), di garantirne una migliore qualità della vita e di dare una chance agli ospiti dei rifugi di trovare una famiglia, c’è chi invece in barba al buonsenso, calpestando i diritti di chi non ha voce, decide di affamarli.
Alessandra Sagliocchi
Redazione Freebacoli
freebacoli@live.it
Vale per cani, gatti e i colombi
Sfami i randagi? Seicento euro di multa
Monte di Procida, ordinanza del sindaco «per fronteggiare problemi di carattere igienico»
NAPOLI – Vietato rifocillare i randagi. Chi sgarra paga multe salatissime: da 100 a 600 euro. L’ordinanza del sindaco di Monte di Procida (Napoli) parla chiaro. La scure delle sanzioni amministrative si abbatterà su «chi dà da mangiare in strada, o nei parchi, a cani e gatti randagi e ai colombi».
NELLE PIAZZE E NEI PARCHI - «Il ricorso al provvedimento – si legge nell’ordinanza – è spiegato con la necessità di fronteggiare problemi di carattere igienico sanitario in alcune pubbliche vie, piazze e spazi di verde attrezzato, causati da residui di cibo che vengono somministrati a cani e gatti randagi e ai colombi da privati cittadini». Fantasticando, si potrebbe immaginare a questo punto la replica del sindacato dei cagnolini che, in un duro comunicato, va giù sarcastico: «Sindaco, adesso verremo a mangiare a casa sua?».
Redazione online
10 febbraio 2010
SINDACO COMUNE DI MONTE PROCIDA NAPOLI
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Franco Iannuzzi PDL
segretario@comune.montediprocida.na.it;
Ho appena scoperto che il sindaco di Monte di Procida, Franco Iannuzzi è entrato nel Club dei Sindaci Affamarandagi d’Italia, emanando un’ordinanza già sperimentata da altri Sindaci, che l’hanno dovuta ritirare immediatamente!
L’Ordinanza( http://88.59.107.69/monteprocida/index.php?option=com_docman&Itemid=361)
prevede una MULTA per chi dà da mangiare ai cani e gatti randagi del paese.
Questa ordinanza è ILLEGALE
LA LEGGE REGIONALE CAMPANA 16/01 Art. 3 comma 4 RECITA:
4. Sono considerati maltrattamenti la violenza di ogni tipo, occasionale o abitudinaria, fame, sete.
Peraltro è doppiamente coglione in quanto a Monte di Procida è prevista la reimmissione sul territorio: cioè i cani vengono presi, sterilizzati e rimessi dove stavano.
In questo modo il Comune RISPARMIA i soldi del canile (100 euro al mese per ogni cane) e affida alle volontarie il sostentamento dei cani stessi.
Questa procedura è prevista dalla Legge Regionale Art. 10 sui cani di quartiere: che fa? prima fa rimettere i cani sul territorio e poi li fa morire per fame?
Se volete il testo della denuncia, ve lo scrivo io.
Tenetemi aggiornata per posta o per tel: 329 29 77 084
Marianna Guaccio
LETTERA DI MARIANNA GUACCIO
Al Sindaco di Monte di Procida Francesco Paolo Iannuzzi
Con la presente la informo che, avendo preso contatti con avvocati del settore della tutela del benessere animali, sto per procedere ad un ricorso al Tar avverso l’ordinanza che impedisce di sfamare cani e gatti randagi sul territorio di Monte di Procida.
Trovo estremamente grave da parte di un sindaco l’ignoranza della Legge.
La Legge regionale Campana 16/01 recita infatti:
Art. 3
Misure di protezione
4. Sono considerati maltrattamenti la violenza di ogni tipo, occasionale o abitudinaria, fame, sete,
incrudelimenti con fruste, pesi e finimenti, eccessi di fatica, lavoro non adeguato all’età e allo stato di
salute, le condizioni di vita che ne impediscono la deambulazione e lo sviluppo delle ordinarie attività
fisiche, la somministrazione di droghe e/o di farmaci senza controllo veterinario, qualsiasi pratica clinica
o chirurgica esercitata da persone non abilitate all’esercizio della professione medico-veterinaria.
Ed ancora:
Art. 10
Cani di quartiere.
3. I cani di quartiere devono essere vaccinati e sterilizzati dal servizio veterinario dell’A.S.L. competente
per territorio o da medici veterinari convenzionati.
4. I cani di quartiere devono essere iscritti all’Anagrafe canina, tatuati o riconosciuti a nome del Comune
di appartenenza e portate un segno di riconoscimento ben visibile.
Nel Comune di Monte di Procida è tuttora prevista la reimmissione sul territorio per i cani sterilizzati.
Art. 11
Protezione dei gatti in libertà.
1. I gatti che vivono in libertà sono tutelati dalle Istituzioni.
2. È vietato a chiunque maltrattare o spostare dal loro territorio singoli gatti o colonie feline che vivono in
libertà.
Le invio, inoltre, come testimonianza di ordinanze identiche già sospese, la seguente rassegna stampa:
http://www.diariodelweb.it/Articolo/Animalia/?d=20090327&id=77033
http://www.chiliamacisegua.org/2009/01/28/sospesa-lordinanza-affamarandagi/
Saluti
Marianna Guaccio
Diritto di dare cibo ai gatti randagi
Milano (17 NOVEMBRE 2009)
Il primo round davanti al tribunale civile di Milano lo hanno vinto i gatti per KO tecnico. Il processo davanti alla XIII sezione civile del tribunale di Milano vedeva loro malgrado i gatti della colonia felina del super condominio di Via Mar Nero imputati in quanto accusati da una coppia di condomini di cacciare abusivamente i topi nelle cantine del palazzo, ma cosa ancor più grave i gatti erano accusati di aver sistemato le loro cucce confortevoli nelle quali passare le stagioni fredde nello spazio condominiale comune, cosa questa che proprio non è andata giù alla coppia di condomini che non potendo portare direttamente i gatti in tribunale, ha visto bene di portare i gattari che storicamente si occupano di questa piccolissima colonia e per buon conto di chiedere oltre alla rimozione delle casette e l’allontanamento dei mici anche un risarcimento morale agli altri 500 condomini del supercondominio di via Mar Nero e via Nikolajewka.
Dopo tre anni di discussione è arrivata la sentenza di primo grado emessa dalla dottoressa Sabrina Bocconcello della XIII sezione civile del tribunale di Milano con la quale i gatti hanno vinto alla grande il primo round. Nelle undici pagine della sentenza numero 12370/09 si riconosce ai gatti il diritto di vivere nel palazzo (e quindi la caccia ai topi in cantina non è atto abusivo), ma la sentenza con un passaggio storico riconosce anche il diritto della famiglia di gattari a lasciare le casette al loro posto dove i gatti potranno continuare a vivere comodamente.
11 pagine di sentenza senza precedenti quella del tribunale di Milano che richiama per la prima volta le normative della legge 281 riconoscendo che i gatti sono animali sociali che si muovono liberamente su un determinato territorio radunandosi in gruppi denominati colonie feline, pur vivendo in libertà sono stanziali e frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato, creandosi cosi un loro habitat ovvero quel territorio, o porzione di esso, pubblico o privato, urbano e no, edificato e non, nel quale vivono stabilmente. Nessuna norma di legge né nazionale né regionale proibisce di alimentare gatti randagi nel loro habitat. Secondo detta normativa i gatti che stazionano e/o vengono alimentati nelle zone condominiali non possono essere allontanati o catturati per nessun motivo.

