La PADANIA 24 dicembre 2009 LA PAROLA AI LETTORI
23 dicembre 2009 -
La PADANIA Giovedì 24 dicembre
LA PAROLA AI LETTORI
Grazie Padania! Francesca e il giornale non si toccano
ROBERTA RATTI
MARISA
LIDIA F.
MARGHERITA CANESSA – Portofino (Ge)
ULIANA VERGONI*
ANNA BIANCA D’AMBROGI
LORELLA CIROLI – Viterbo
GIUSEPPE REGUZZONI
LETTERA Anna Maria Lelli,
Claudio e Angelo Micheletto,
Antonio Selmin, Maria Carpin,
Antonella Sardella
PAOLO BARBON – Torino
ROSSELLA TRIPODI
Chiliamacisegua
PATRIZIA PELETTI
PATRIZIA MONICA GIANNETTI – Bracciano (Rm)
NICOLETTA CASANOVA BASILE
MARIA DOLORES CAU
OASI SHANGAI
MARIELLA VILLA
LETTERA FIRMATA – Trento
SOSanimali Trento
COSETTA PRONTU – Olbia
Fratelli Minori ” di Olbia www.lidaolbia.it
DANIELA ZACCO – Torino
GIULIANA MONTELLA
LETTERA FIRMATA
DOMENICO
LUCIA BINI – Nerviano (Mi)
LUCIA URSO
Val d’Aosta
LAURA VERDURA
Presidente A.VA.P.A. (Association Valdotaine pour la Protection des Animaux), responsabile del Canile / Gattile
LETTERA FIRMATA – Guidonia
LELIO GALLO
LETTERA FIRMATA
Samantha e un bao da: Magoou e Margout e un miao da: Micio macio, Asia, Willy l’orbo e Mr. Pallino
LETTERA FIRMATA – Modena
Mara Muratori, Gilberto Rossi,Giovanna Cavoli, Aldo e Paola Costa
GIUSEPPE MORINI – Campobasso
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Buone Feste dal fango di Aragona
23 dicembre 2009 -
ARAGONA
Fango dentro..Fango attorno a noi..
100 latrati soffocati dal NULLA..
Ogni giorno sprofondiamo di più…
In una palude di vuote parole comunali e di inutili carte giudiziarie timbrate ,
la LEGGE degli umani in questo fango NON attecchisce..
NIENTE medicine, niente cucce, niente cibo..
se non da VOI, bipedi dal cuore caldo..
quindi, caro BABBO NATALE..
Grazie per l’amore e la caparbietà di Ninfa , Mary e Pietro
e degli altri caldi bipedi che ci sono vicini,
ma noi abbiamo bisogno di medicine per le piaghe della Leishmania
e per gli altri mali e di cibo per le nostre pance…
oppure di chiudere gli occhi sospirando e di non riaprirli MAI PIU’…
mai più in questa palude di indifferenza e menzogne.
Auguri a tutti gli umani dal cuore caldo…
I cani dimenticati di Aragona
LA STORIA
http://www.chiliamacisegua.org/2009/10/21/una-sicilia-da-bandire/
UNA SICILIA DA BANDIRE
Info, foto, filmati e documenti su : www.nelnomedelcane.org
Contatti locali:
Severino Pietro e Mary (Lida Aragona) 328/4214663
Colonna Salvatore (Lida Caltanisetta) 334/2332583
De luca Cardilllo Annalisa (Lida Sicilia) 347/5967860
Mail Lida Sicilia: lidasicilia@alice.it;
Sindaco di Aragona Alfonso Tedesco
CENTRO SINISTRA LISTA CIVICA
A
sindaco@comune.aragona.ag.it; info@comune.aragona.ag.it;
fvirone@comune.aragona.ag.it;fgandolfo@comune.aragona.ag.it;fcipolla@comune.aragona.ag.it;
salongi@comune.aragona.ag.it; vbuscemi@comune.aragona.ag.it; pcaruana@comune.aragona.ag.it;
info@comune.aragona.ag.it; rosalda.passarello@comune.agrigento.it;
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segreteriagabinetto@regione.sicilia.it;
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Molise mortecronaca in diretta
23 dicembre 2009 -
Molise mortecronaca in diretta
Un terzo cane muore incastrato nelle reti divisorie.
Un altro muore, non curato, di polmonite.
MOLISE VERGOGNA!
Chiliamacisegua
Storia qui
http://www.chiliamacisegua.org/2009/12/13/incivilta-molisana/
A
sandro.arco@comune.campobasso.it;
osservatoriofenomenisociali@regione.molise.it;
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serveterinarioaltomolise@tin.it;
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vincenzo.demarco@comune.campobasso.it;
giuseppe.bucciarelli@regione.abruzzo.it;
michele.desantis@comune.campobasso.it ;
info@comune.mirabellosannitico.cb.it;
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segrpolsvil@regione.molise.it;
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assessoredisandro@regione.molise.it;
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presidente@provincia.campobasso.it;
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direttore@primapaginamolise.it;
redazione@primapaginamolise.it;
radiorizzontemolise@tiscali.it;
redazione@primapaginamolise.it;
redazione.campobasso@telenorba.it;
campobasso@teleregionemolise.it;
redazione@gazzettadelmolise.com;
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campobasso@primopianomolise.it;
redazionecb@quotidianomolise.it;
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redazione@primapaginamolise.it;
radiorizzontemolise@tiscali.it;
redazione@primapaginamolise.it;
redazione.campobasso@telenorba.it;
campobasso@teleregionemolise.it;
redazione@gazzettadelmolise.com;
redazione.campobasso@telenorba.it;
osservatoriofenomenisociali@regione.molise.it;
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davidecavalieri@radiomontecarlo.net;
cominciamobene@animalieanimali.it;
Gabinetto.capo@politicheagricole.gov.it;
caposegreteria.ministro@interno.it;
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Aiutate i cani di Chiliamacisegua a trovare una adozione responsabile
22 dicembre 2009 -
E’ urgente, aiutate i cani di Chiliamacisegua a trovare una adozione responsabile.
Questi cagnetti salvati da un destino non propriamente fortunato, si stanno intristendo, giorno dopo giorno e manifestano sintomi da carenza di ..casa propria.
CHARLIE
Charlie è uno dei pochi cani usciti dal canile di Cicerale, quasi non immaginava che esistesse una strada per uscire, che esistessero persone disposte a dargli una carezza e a guardarlo negli occhi con dolcezza e amore! Eppure riesce ancora a crederci, riesce a fidarsi, a scodinzolare a tutti, a gioire di una corsa nel prato, a credere nell’amicizia di una nuova famiglia.
Adesso aspetta con ansia e curiosità cosa succederà dopo, cosa accadrà ancora di speciale nella sua vita e noi faremo di tutto perché davvero accada qualcosa di speciale e unico per un cane che
hanno sofferto così tanto!!!! Charlie ha 3 anni, microchippato, è una taglia media contenuta, di buon carattere, è sano, negativo alla leishmania.
Si richiede adozione con possibilità di controllo, pre e post affido.
Preferibilmente nelle zone di Milano, Bergamo o nord Italia
Per adozioni
Monica 338 8548461 adozioni@chiliamacisegua.org
Corinna 335 137697 corinna@chiliamacisegua.org
BARAK
Sono molto, molto triste. La mia sorellina Michelle (mi hanno salvato con lei da un avvelenamento a Venosa) è stata adottata.
Sono straordinariamente contento per lei ma profondamente addolorato per me. Ci facevamo compagnia, dormivamo abbracciati di notte e di giorno giocavamo e litigavamo come in tutte le migliori famiglie. Mi manca la mia Michelle ma mi manca una casa, la mia casa come la immagino io. Un divano, una cuccia, una copertina, pappa in abbondanza e il calore di tante carezze. In fretta perché sto smagrendo a vista d’occhio, ho solo 10 mesi e non voglio privarti dei miei mesi più belli. Mi dicono che ho un carattere da manuale. Senza una sbavatura. Sono educato, tranquillo, non tiro al guinzaglio, amo i bambini, sono estremamente ubbidiente, penso che farei fare un ottima figura al mio amico uomo in una gara di agility. Sono una spugna, imparo tutto in fretta. La mia taglia è media e il mio mantello è nero come il velluto. Adottami, saprò ricompensarti con tanto affetto.
Per adozioni
Monica 338 8548461 adozioni@chiliamacisegua.org
Corinna 335 137697 corinna@chiliamacisegua.org
OTTO
Brrr. Sto male. Ogni giorno che passa sto sempre peggio.
Dal boato del terremoto de L’Aquila con le cure di chi mi ha accolto mi sono ripreso. Ma il peso della solitudine di un canile no, non riesco proprio ad abituarmi. Credo che solo un abbraccio del mio amico uomo, quello che mi sceglie come compagno per la vita, potrà annullare sia la paura che lo stress. Mi vedi nella foto? Il mio aspetto riflette il mio stato d’animo. Senza difese immunitarie, perché sono molto infelice, la rogna demodettica mi ha di nuovo aggredito e i dottori mi hanno detto che solo una casa potrà guarirmi. Non sono infettivo e giuro sono anche un bel giovanotto di 15 mesi. Non ci credi? Allego a questo mio appello la foto di quando ero in forma. Ti prego fammi tornare cosi!
Per adozioni
Monica 338 8548461 adozioni@chiliamacisegua.org
Corinna 335 137697 corinna@chiliamacisegua.org
CESARE….L’ILLUSIONE DI UN NATALE FELICE
Perche’ a me ??…proprio a me…ma lo sapete cosa e’ stata la mia vita fin’ora..??
Un’ illusione …solo questo !
Vivevo a Matera…ogni giorno rischiavo di essere sbranato da altri cani…perche’ io non mi difendevo…ero piccolo…avevo circa 6 mesi….avevo solo paura e i miei occhi chiedevano aiuto ogni momento.
Qualcuno mi ha ascoltato e mi ha portato via da li’…al nord…dove dicevano che avrei trovato una famiglia…una casa….la vera amicizia e il vero amore …ma non e’ stato cosi’ !
Sono stato in un rifugio…insieme ad un altro cane…un cane sfortunato come me…ancora piu’ timido e solo di me…ci siamo fatti coraggio a vicenda…ci siamo voluti bene….e lui ora forse avra’ una famiglia !
Ma io no !
Io l’ho avuta solo per pochi giorni…quasi non ci credevo…mi hanno detto che sarebbe stato il mio primo Natale…quello vero…adesso sono grande…ho un anno…finalmente comincia la mia vita!!!
Ma era un’illusione…solo questo !
Sono arrivato nella mia nuova casa…la prima della mia vita…c’era caldo…c’era luce….c’era cibo a volonta’…non sapevo che potesse esistere tutto questo e io ho mangiato …tutto…anche piu’ di quello che dovevo…ho fatto indigestione e sono stato malissimo…non mi hanno voluto piu’ !
Ho fatto lo sbaglio di star male…non dovevo!
Domani ritorno in canile…al freddo…solo…e in gabbia…sono stato stupido a crederci…per me non esiste il Natale!
Sono troppo buono….troppo amichevole con tutti i cani e persino con i gatti…troppo tranquillo e silenzioso….troppo di tutto quello che forse non piace…non sono nemmeno bellissimo….e sono una taglia media….ne’ piccolo….ne’ grande..chissa’ forse sara’ per questo che sono invisibile agli occhi di chi cerca un amico a quattro zampe per sempre !
Sono triste…abbattuto…e scoraggiato…ma auguro a tutti un Buon Natale…perche’ nel mio cuore ci sono solo piccole speranze…e non conosco il rancore…ma se qualcuno si accorgesse di me e mi volesse bene davvero io sarei il cane piu’ felice del mondo!
Cesare si trova al rifugio di Arzago D’Adda ed e’ adottabile con modulo di adozione e controlli pre e post affido, per informazioni:
Corinna 335 1376957 corinna@chiliamacisegua.org
Marisa 348 4924781 marisavalchera@alice.it
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Aragoste e astici maltrattati, blitz della Lav
21 dicembre 2009 -
Aragoste e astici maltrattati, blitz della Lav
Quaranta denunce contro supermercati e negozi che li esponevano vivi sul ghiaccio e con le chele legate
MILANO – Quaranta controlli e quaranta denunce per maltrattamento nei confronti di animali destinati alla vendita. La Lega antivivisezione (Lav) ha inviato i propri attivisti in supermercati e punti vendita di decine di città italiane per verificare in quali condizioni vengano esposti al pubblico aragoste, astici e altri crostacei che, secondo molti, devono essere cucinati ancora vivi affinché vivi affinché sia garantita la massima freschezza delle pietanze. Ma la loro presentazione nei banchi delle pescherie sul ghiaccio o con le chele legate va contro le indicazioni ministeriali di evitare inutili sofferenze agli animali destinati alla macellazione e al consumo alimentare.
CARCERE E MULTE SALATE – La Lav ricorda che il ministero della Salute, attraverso il proprio Centro di referenza nazionale per il benessere degli animali, ha pubblicato un documento intitolato «Sofferenza di aragoste e astici vivi con chele legate e su letto di ghiaccio durante la fase di commercializzazione», nel quale si sottolinea proprio come la consuetudine di offrire al pubblico crostacei ancora vivi (o semivivi) sia in realtà una pratica alquanto crudele. E proprio per contrastarla è stato deciso il blitz, da cui sono scaturite le denunce per violazione dell’articolo 544 ter del codice penale, quello appunto che punisce il maltrattamento di animali e che prevede sanzioni fino ad un anno di reclusione o fino a 15mila euro.
IL DOCUMENTO DEL MINISTERO – Il documento tecnico-scientifco del Ministero della Salute afferma infatti che «il posizionamento degli animali sul ghiaccio, anche se avvolti in sacchetti a tenuta, è assolutamente inappropriato sia come metodo anestetico che come metodi di stoccaggio, in quanto il contatto diretto con il ghiaccio determina asimmetria della perfrigerazione, sbalzo improvviso di temperatura, shock ipoosmotico da acqua di scioglimento o da condensa, ipossia e stress anaerobico». A proposito di esposizione alla luce diretta e intensa, come spesso succede, il parere medico scientifico parla di «condizione generatrice di stress che riduce inoltre i tassi di sopravvivenza». Per ciò che riguarda la legatura prolungata delle chele afferma che «determina atrofia muscolare e inibizione dell’alimentazione se naturale e causa la ben più importante interferenza con i comportamenti di minaccia/difesa, l’applicazione della banda in animali freschi di muta può distorcere e indebolire le chele». Problemi sempre sottovalutati nella convinzione che tanto questi animali sono comunque destinati a morire. Ma proprio per questo, visto che il loro destino è segnato, tanto vale che il passaggio dalla vita alla morte avvenga nel modo più indolore e rapido possibile. La Lav sul proprio sito Internet propone in ogni caso un menù natalizio completamente vegetariano finalizzato proprio ad evitare sacrifici di animali.
IL PARERE DEL VETERINARIO – Dello stesso tenore il parere espresso dal dott. Enrico Moriconi, medico veterinario di sanità pubblica e presidente dell’Associazione Veterinaria per i Diritti degli Animali, secondo il quale «si può affermare senza tema di smentite che le aragoste mantenute sul ghiaccio sono in uno stato malessere e stress e pertanto chi li sottopone a tali condizioni causa loro una sofferenza punibile ai sensi della legge 189\04 (…). Se si analizza con lo stesso metro di giudizio il sistema di uccisione per immersione in acqua bollente, è ugualmente chiaro che il metodo è sicuramente doloroso perché la coagulazione delle proteine non avviene immediatamente a tutti i livelli e il danno provocato dal calore, cioè dall’acqua bollente, induce un dolore molto intenso (…) si deve affermare che si tratta di maltrattamento sia il mantenimento sul ghiaccio delle aragoste sia la loro soppressione tramite immersione in acqua bollente».
I PRECEDENTI – La recente giurisprudenza di merito ha già confermato tale assunto con diverse pronunce, tra cui il Tribunale di Vicenza (24 aprile 2006) che ha emanato un decreto penale di condanna ad un ristoratore reo di aver maltratto gli astici, o la stessa Procura di Milano (6 novembre 2006) che ha emanato un decreto penale di condanna contro un ristoratore milanese. E alcuni Comuni, per esempio Roma, hanno espressamente vietato questa pratica nei propri Regolamenti per la tutela degli animali.
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La speranza nasce all Scuola Media Statale Pirandello di Agrigento
21 dicembre 2009 -
http://scuola.repubblica.it/sicilia-agrigento-smspirandello/2009/basta-col-maltrattamento-degli-animali/
SCUOLA MEDIA STATALE - LUIGI PIRANDELLO
Basta col maltrattamento degli animali!
Ormai al telegiornale sentiamo prevalentemente notizie che riguardano attentati e omicidi, ma alle volte scopriamo che anche gli animali non si sottraggono alla brutalità degli uomini.
Ad occuparsi, in particolare, di questo tema c’è il TG satirico Striscia la notizia.
Proprio in questi giorni si è parlato di uccellini catturati clandestinamente con delle trappole a rete oppure con delle esche come la frutta.
Nel caso della rete i poveri uccellini, ignari dell’agonia che li aspetta, volano tranquilli in un boschetto e, all’improvviso, si trovano impigliati in una rete, invisibile ai loro occhi, dove restano intrappolati e, in alcuni casi, muoiono dopo molte ore di sofferenza.
Nel secondo caso, invece, quando l’uccellino si posa sulla frutta scatta un martelletto che lo tiene intrappolato per le zampette e, anche qui, dopo una lunga e lenta agonia, muore dissanguato.
Ogni anno la Forestale cerca di contrastare questo fenomeno, ma restano ancora molti i volatili che vengono poi cucinati nei ristoranti o nelle case.
L’Italia, in questi ultimi giorni, è stata anche scenario di una terribile storia, la storia di Spighetto.
Spighetto è un cagnolino di cinque mesi, vittima di una spietata azione: mentre il povero randagio andava in giro in cerca di cibo, è stato preso da alcuni ragazzini, avvolto nel filo spinato e usato come pallone da calcio.
Ho subito pensato che le persone che fanno una cosa del genere, sono persone mutilate nell’anima, a cui manca qualcosa, perché non è umano fare una cosa del genere.
Chi agisce così ha, a sua volta, bisogno di aiuto, perché non è normale sfogarsi su chi è debole, su poveri animali indifesi.
Questa storia mi ha sconvolta, mi ha fatto capire che viviamo in una terribile realtà, intrisa di crudeltà, nella quale si arriva al punto di fare del male ad un altro essere vivente solo per divertirsi un pò.
Il fatto di poter fare del male ad una povera bestia innocente è per me un mistero, il mio cervello non arriva a cogliere il perché di certe azioni.
Ma la cosa che mi ha sconvolto di più è stato scoprire che questo fatto è accaduto proprio nella mia città.
Io non riesco a pensare di poter convivere fianco a fianco con persone del genere nella stessa nazione, figuriamoci nella stessa città!
Dopo essere venuta a conoscenza di questa storia, ho telefonato ad un apposito centro, per chiedere informazioni su Spighetto.
Mi è stato detto che il cagnolino si è ripreso fisicamente, ma che la cosa più difficile sarà farlo guarire psicologicamente, fargli capire che gli uomini non sono tutti delle bestie.
Articolo scritto il 10.12.09
da Christy
Sosteniamo la loro battaglia che è anche la nostra
20 dicembre 2009 -
Sosteniamo la loro battaglia che è anche la nostra
Chiliamacisegua invita a sostenere Stefania Piazzo, La Padania e l’on. Francesca Martini.
Non c’entra l’appartenenza politica.
C’entra soltanto il coraggio di un giornale, l’unico a memoria d’uomo, che ogni domenica, grazie alla sensibilità del suo direttore Leonardo Boriani, offre lo spazio per una denuncia forte, costante, determinata e precisa che fa conoscere l’ignoranza, la disumanità, l’inadempienza, l’omissione, la collusione.
C’entra la solitudine di una penna usata come un bisturi contro la malasanità animale ristagnante da secoli, in mano agli affaristi, alla mafia, alla camorra.
C’entra la determinatezza dell’on. Francesca Martini nel proseguire nel suo programma, costi quello che costi, per abbattere un muro di omertà.
Dobbiamo fare quadrato attorno a questo treno in corsa che qualcuno sta tentando di far deragliare con minacce, pressioni, intimidazioni, insabbiamenti, tentativi di depistaggio e dileggio.
Dobbiamo difendere chi si espone per garantirci la libertà d’informazione, chi si prodiga per ridare significato alla moralità di un paese che può finalmente contare sul cittadino informato e consapevole pronto a fare la sua parte.
Dobbiamo difendere chi ha acceso qualche fiammella di speranza qua e là che fiocamente risplende, in attesa che divampi l’incendio della applicazione della Legge.
Per isolare, emarginare, punire coloro che l’hanno calpestata, la Legge, pensando di farla franca.
Per sempre. Come è stato fino a ieri. Da sempre.
Fino all’arrivo dell’on. Francesca Martini
Fino all’arrivo de La Padania.
Fino all’arrivo di Stefania Piazzo.
In campo a dichiarare guerra.
Abbiamo bisogno come il pane de La Padania.
Della penna di Stefania Piazzo.
Della forza dell’on. Francesca Martini.
Questi, a nostro avviso, gli auguri di Natale migliori, due righe due, per far sentire a La Padania, a Stefania Piazzo, all’on. Francesca Martini, il nostro appoggio.
Per far sapere loro che non sono sole.
Hanno noi.
Chiliamacisegua
A
s.piazzo@lapadania.net; martini_f@camera.it; direttore@lapadania.net;
mail Stefania Piazzo
s.piazzo@lapadania.net
mail on Francesca Martini
martini_f@camera.it;
mail direttore la Padania
direttore@lapadania.net
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LA PADANIA 20 DICEMBRE MOLISE: CHI FA PULIZIA DI QUESTA VERGOGNA?
19 dicembre 2009 -
COMUNICATO
Non è Natale per tutti
Non è Natale per i volontari e le Associazioni molisane che chiedono Misericordia e Legge per i cani del territorio.
Non è Natale per loro, i cani del Molise, i cani dimenticati da chi ha il dovere di provvedere al loro benessere.
Che hanno invece, come guardiano Belzebù.
Dopo la povera vittima questa, la cui morte deve trovare pace, se ne oggi, aggiunge un’altra con le stesse modalità.
Un corpo straziato dalle grate arrugginite, senza volto, senza storia, se non quella scandita dal tempo infinito che ritma l’abbandono in cui vengono lasciati gli ospiti del canile meno 5 stelle.
Senza foto come per il suo sventurato compagno, a fissare l’ennesimo orrore che non scuote ne animo, ne coscienza, da queste parti, ma che muove il popolo del web alla rabbia e alla ribellione.
Che c’è e che si trasformerà in fatti concreti, una denuncia pronta a schioccare come una frusta, sul lassismo delle Istituzioni.
La storia della prima vittima qui:
http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/30/molise-morte-annunciata-al-santo-stefano/
La Padania 20 dicembre
Santo Stefano, l’orrore che ti penetra dentro come un forcone.
Un incubo che la giornalista Stefania Piazzo racconta per noi, per chi non può vedere.
E che nemmeno l’immaginazione più sadica può arrivare a concepire in tutto il suo osceno, reale quotidiano.
Un’immersione choc, un viaggio per cuori coraggiosi nei cunicoli della morte, un’inchiesta che si fa carico di raccontare il luogo dei lamenti, dei silenzi, in un’inimmaginabile sofferenza calpestata.
Un tormento che chiede giustizia.
Tutti tacciono. Tutti voltano la testa dall’altra parte.
Allora grazie, ancora una volta, Padania, grazie per non aver paura di scrivere, indagare, rischiare.
Questo articolo al servizio della verità finalmente svelata, alla vergogna finalmente chiamata con il suo nome e cognome, enti inadempienti, sciupio di denaro pubblico, omissioni di atti di ufficio, è la pietra d’angolo per la petizione che Chiliamacisegua e tutte le persone libere presenteranno all’Europa.
Perché la giustizia è in fuga dall’Italia.
Chiliamacisegua
DALLA PARTE DEGLI ANIMALI
Decima puntata
Viaggio nell’Italia bestiale
E RAPID DOGS RESCUE PORTA CIBO, MEDICINE E METTE IN SALVO 18 CANI
LA PIETÀ E LA CIVILTÀ CLANDESTINE A CAMPOBASSO
MOLISE: CHI FA PULIZIA DI QUESTA VERGOGNA?
NOSTRO INVIATO
STEFANIA PIAZZO
CAMPOBASSO – I cani di Santo Stefano abitano in un letto di guano e urina. Non abbaiano. Gemono.
Non hanno occhi ma oblò neri che spurgano orrore. Defecano sangue, mentre mangiano nella morbida purea acida apparecchiata per servire il ciclo schizofrenico del cibo che esce ed entra nella stessa prigione.
Non è un canile. È un depuratore di randagi, produttore di ossessione. È un manicomio per cani-pendolo, dentro e fuori dai cubi bagnati dei loro ripari, dove la geometria degli ingressi è modificata dal morso della fame, dall’inedia, dal non trovare una risposta alla disperazione invisibile.
Quando tocchi i cani di Santo Stefano dalla loro gola esce un lamento umano, un doloroso pianto acuto, ripetitivo e monodico, che non fermi neanche con le carezze.
Perché i cani impazziti che alla tua vista, dalla paura si rintanano come iene nel caverna del cubo, hanno un mantello multiuso: un pelo da elettrochoc, gonfio e deforme, grappoli con una lunga storia, palle di lana
senza regola, una spugna che spazza il guano e che si fa commiserevole coperta penetrabile per l’acqua che ristagna, che marcisce i bancali ritagliati a giacigli. Il mantello è un lievito di prigionia.
Il marrone, il nero, il ghiaccio, sono i colori che infestano l’aria, dove l’odore ha un colore , quello di morte che non arriva mai, che si fa desiderare come l’amante che brama l’abbraccio.
Mentre tu percorri i vicoli delle celle, entri vivo, esci morto, l’energia ti abbandona, assorbita dal degrado, dalla dolosa malafede umana, dall’impietosa indifferenza che consente a 750 vite di soffrire sul cucuzzolo di una montagna per far guadagnare chi gestisce l’immonda situazione, dove la veterinaria pubblica dovrebbe scomparire dalla vergogna. Dove i sindaci, gli assessori, i delegati al benessere, dovrebbero spiegare se esistono parametri al benessere, all’igiene. Parametri di vita. E spiegare perché le deiezioni dell’ex mattatoio venivano smaltite nei cassonetti della città. Perché quelle di Santo Stefano finivano nelle fogne della borgata.
Tanto che un giorno scoppiarono i tombini, pieni di liquame di cane. Il sopralluogo e il verbale dei carabinieri dei Noe finì nel nulla.
A Santo Stefano non è stato fatto un cazzo. Nonostante i tavoli del sottosegretario Francesca Martini e i sequestri dissequestrati perché il giudice per disperazione ha visto che tanto lì dentro merda era e merda restava, il canile. Dall’aprile scorso “si danno da fare” perché il canile abbia due veterinari, in una sorta di baratto tra Comune e Azienda sanitaria. Io ti dò gli ambulatori per sterilizzare, tu mi dai i medici. Bene, finalmente due veterinari dello Stato per denunciare quelle fogne sotterranee della città, i tombini che rigurgitano ogni malessere.
E a chi? Al tesoriere dell’Ordine nazionale dei veterinari, che magari vigila anche sul canile? All’Asrem? Al Comune?
Con che forza professionale si sottoscrive che lì abita il benessere? Non lo sai, ma la capisci eccome tanta ostinazione nel firmare le carte che assolvono l’uomo. I cani mangiano, gli uomini pure. Tutti lavorano, tutti devono mangiare. I cani un po’ meno. Un altro cane sabato è rimasto vittima dei compagni, incastrato nelle reti da cantiere, cibo per quelli che hanno fame perché i sacchi calano di continuo. Era già successo.
L’appalto è da 250mila euro l’anno, ma ventimila sono già spesi per pagare il delegato del Comune che vigila sulle associazioni che curano i cani di Santo Stefano. 20 mila euro di cibo in meno, per pagare il delegato che guarda e che fa parte di un’Associazione cinofila locale.
E nella cooperativa di quattro operai (quando uno di loro è di riposo nessuno pulisce l’area di pertinenza) che gestisce i latrati spenti chi c’è? La ragnatela delle parentele che s’appiccica a chi in Comune si occupa di benessere. Manco per sogno di quello dei cani.
E che ne parliamo del benessere se il delegato del sindaco si autofirma nella legalità formale l’aumento di stipendio? Come lo dici ai rantoli indifesi, ai sudari? Non glielo dici.
L’assessore regionale alla Sanità, prima che la sanità venisse commissariata per bella gestione, aveva deliberato 135mila euro di spesa per metterci una pezza. 35mila dovevano andare all’anagrafe canina.
Dovevano. Altri 70mila sono stati spesi per fare volantini, sull’anagrafe canina. I volantini però per l’impervio Molise non tutti li hanno visti, dovevano essere distribuiti.
Dovevano. Altri 30mila euro dovevano andare per le sterilizzazioni. Dovevano.
Si sa invece che le razioni del rancio ottimo e abbondante non dovevano ma devono autoridursi del 10%, per prevista moria dei cani e sterilizzazioni. Mentre di randagi ne continuano a entrare.
E le sterilizzazioni sul territorio fanno ridere. Il morbo infuria, il pan ci manca, sul ponte sventola bandiera bianca.
Dopo sfinenti vertici e convocazioni dei vertici al ministero, il Molise era ancora lì che se la raccontava, con un altro vertice tra Comune e associazioni, il 7 ottobre scorso. Per «discutere la bozza di accordo», dopo più di un anno dalla prima visita a Santo Stefano del sottosegretario. Le calende molisane discutevano delle tre aperture pomeridiane della struttura al posto di una. Che due… bozze, il Molise.
Che ha persino fatto finta di non leggere le indicazioni del ministero della Salute che autorizzavano la sterilizzazione con reimmissione su strada. Non capivano, avevano detto, cosa ci fosse scritto, sull’Abc del benessere animale.
Che disastro nazionale.
Dopo l’ultima chiamata del ministero, nei giorni scorsi, per imporre legalità, in attesa che il guano si trasformi in fogna di ghiaccio, cosa inventeranno ancora le istituzioni del Molise per sopravvivere a se stesse, colossale monumento alle deiezioni?
(10 – continua)
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