Giovannino: il simbolo della follia e della barbarie umana
17 novembre 2009 -
AGGIORNAMENTO
25 novembre
http://www.youtube.com/watch?v=_sF1WoazRSA
Giovannino tre giorni dopo la ricostruzione durata 5 ore. CLINICA SAN FRANCESCO, OLBIA.
22 novembre
Da Lida Olbia
Carissimi il nostro Gigante è stato operato ecco cosa scrive il veterinario, lo spiega benissimo e si capiscono anche i sentimenti e la tenacia con cui insieme a noi ha impiegato per dare dignità a questo Gladiatore:
“Stamane ho operato la zampa di Giovannino.Sono molto soddisfatto della riuscita dell’intervento anche se non nego che ho incontrato diverse difficolta’,legate in parte all’esteso danno a carico dei tessuti molli e in parte al tempo trascorso dalla fase iniziale del trauma,che ha fatto si che si creasse un tessuto infiammatorio e fibroso che ha inglobato i tendini recisi.Per poter ricostruire i tendini ho dovuto prelevare tessuto dalla coscia e trapiantarlo sui tendini perche’ questi si presentavano sfilacciati e necrotici,e non garantivano nessuna tenuta alla trazione.Ora si tratta di seguire con pazienza il post.”
19 novembre
GIOVANNINO
Lida Olbia
lidaolbia@tiscali.it
Il nostro gladiatore stà lottando tremendamente, forse riusciremo a salvarle la zampetta, deve essere stabilizzato, il cane è troppo debilitato per sopportare un intervento chirurgico ma se procederà come sino ad adesso la zampa si salvera. le verrà effettuata per…o’ la ricostruzione dei tendini, un intervento lungo e costoso e che qualcuno…….ci aiuti, dai Giovannino che devi vincere alla faccia di chi ti ha causato tutto questo dolore.
http://www.lidaolbia.it/appelli/giovannino.html
http://it-it.facebook.com/event.php?eid=175266270668&ref=mf
CON PAROLE MUTE, PESANTI COME PIETRE ALL’INDIRIZZO DI UOMINI CHE CAPACI DI TALI MOSTRUOSITA’, SAREBBE STATO MEGLIO NON AVESSERO AVUTO NASCITA.
E CHE MERITANO UN CASTIGO ETERNO.
CHILIAMACISEGUA
www.chiliamacisegua.org
Giovannino: il simbolo della follia e della barbarie umana
Ieri intorno alle 11,00 l’ennesima chiamata dai Vigili del Fuoco di Olbia: necessitava la nostra presenza per un cane che si era rifugiato in un agriturismo al Bivio per Porto Rotondo, preso in una tagliola. Come sempre le nostre corse………
Con grande fatica siamo riuscite a caricare il cane in macchina e portarlo in clinica. Il senso ” siamo riuscite” è motivato dalla scena straziante che si è presentata…. Il suo sguardo è terrificante, si legge nei suoi occhi tutto il dolore e la disperazione.
Le condizioni appaiono subito gravi, lui è rimasto intrappolato in un cappio di acciaio .Si tratta di un bellissimo cagnone di giovane eta’,probabilmente incrocio di cane corso che vista la magrezza deve aver vagato per lungo tempo in stato di abbandono.Il cavo d’acciaio che lo ha imprigionato si e’ stretto intorno all’ arto anteriore,prima in un punto,poi e’ scivolato e’ si e’ chiuso ancora piu’ saldamente in un secondo punto,provocando danni enormi all’arto che in alcuni punti vede l’asso esposto e vasi,muscoli ,tendini e nervi completamente recisi.La parte terminale dell’arto e’ ancora vitale grazie alla conservazione di alcuni vasi sanguigni della faccia posteriore della zampa,ma i danni alle strutture muscolo -tendinee e nervose probabilmente sono irrecuperabili L’aspetto della ferita induce a pensare che sia vecchia di qualche giorno.Noi cercheremo di salvare la gamba se fosse possibile, sarebbe importantissimo vista la taglia del cane ma, credo , l’amputazione sara’ la soluzione sicuramente da adottare.
Ormai c’è malvagità pure tra esseri umani (se si può definire umana certa gente?) ………
Ci sono momenti in cui sembra che, qualunque cosa facciamo,e ovunque ci giriamo,ci troviamo di fronte ad un pensiero fisso: a cosa servono le nostre corse?
I bracconieri hanno colpito ancora e con che violenza, nessuno riflette, nessuno pensa, tutti vedono ma nessuno parla e loro colpiscono ancora a tagliolee lacci, autentici attrezzi di tortura causando morte .E il fenomeno della caccia non è slegato dal bracconaggio, molti dicono che i cacciatori non sono bracconieri……….,avete pero’ mai sentito un cacciatore che denuncia un altro cacciatore per qualcosa di illegale?
L’atteggiamento di molte persone nei confronti degli animali è simile al comportamento di certi individui nei confronti di altri considerati inferiori ed anche dietro alla ” facciata del buono” si nasconde crudeltà e malvagità che non dovrebbero far parte di una società civile. Sebbene spesso sosteniamo di essere civili, credo sia un’affermazione lontana dalla realtà. Come potremmo continuare a salvarli senza l’aiuto Vostro? Noi riflettiamo sempre ma …………..Aiutateci a salvare Giovannino.
Cosetta Prontu
lidaolbia@tiscali.it
VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=o3klnJg1dLs
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PADANIA 15 NOVEMBRE MILANO LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI
16 novembre 2009 -
PADANIA 15 NOVEMBRE MILANO LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI
A MILANO LO SCANDALO DELLO ZOO DEL SAN RAFFAELE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
DI CHI VOLESSE VEDERE S’INTENDE. E NON DI CHI, GLI OCCHI POCO CARITATEVOLMENTE, LI CHIUDE
MENTRE GLI ANIMALI CONTINUANO A SOFFRIRE, A MORIRE E LE DENUNCE SI TUTANKAMONIZZANO IN ATTESA DELLA “SANTA, (BENEDETTA DAL CIELO E DAGLI UOMINI DI NESSUNA BUONA VOLONTA’) PRESCRIZIONE”.
POCO SACRA E MOLTO PROFANA.
BUONA LETTURA
CHILIAMACISEGUA
LA PADANIA 15 NOVEMBRE 2009
DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO
s.piazzo@lapadania.net;
QUARTA PUNTATA
VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE
IL RISCHIO DELLE INDAGINI IMBALSAMATE
Il caso Oasi San Raffaele. Il pm in Procura a Milano chiede l’archiviazione. Per la Regione è tutto ok. Non per il gip
LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI
Due notizie al prezzo di una. E tante domande. Allora, menomare gli animali fa bene all’uomo? Il rischio di prescrizione della denuncia fa bene altrettanto? Da una parte c’è l’Oasi San Raffaele, a Milano, che ritiene utile tagliare le ali agli uccelli (anche quelli protetti, anestesia optional),ritenendo che la loro presenza sia terapeutica alla vista dei pazienti. Se razzolano e non volano non scappano. È la nuova frontiera della pet therapy: da questa preventiva mutilazione, il paziente ne trae beneficio. It’s beautiful. Gli animali sono lì, a disposizione. Menomati. Alla faccia dei protocolli del ministero, delle terapie assistite con gli animali, lasciati invece alla mercè degli sguardi dei malati. Utile, etico? E quanto la loro immagine può alleviare le sofferenze psichico-spirituali dei pazienti? La pet è usare e tagliare dove serve per compiacere? Mica male.
…………………………………………………
TUTTO È CONCESSO. GLI ANIMALI DEVONO SOLO COMPIACERE
GLI ISPETTORI DELLA FORESTALE NEL PARADISO TERRESTRE. AMPUTAZIONI PER EVITARE LA FUGA
«Un’oasi di pace, ove la presenza degli animali contribuisce alla guarigione degli ammalati…». Annuncia così con un grande cartello “L’oasi del San Raffaele”. Segue la lunga carrellata delle presenze su quest’arca dell’alleanza e il giusto monito: «È dovere di tutti rispettare la loro natura e la loro dignità». E allora qui inizia il Purgatorio. Il Corpo forestale dello Stato entra nel Paradiso di via Olgettina. Apriti cielo, e tuona. Il Nucleo investigativo si guarda attorno, fotografa,accerta e sicuro di sè dà comunicazione di reato all’autorità giudiziaria: per maltrattamento, per possesso non autorizzato di alcune specie protette. Seguono tre verbali di sequestro della nutrita pattuglia degli “animali medicinali”, diversi dei quali mutilati, più il sequestro della macchinetta taglia becchi e taglia ali elettrica per amputare loro le parti utili alla fuga da quel paradiso terrestre.
………………………………………………………….
ALL’UFFICIO STAMPA DELLA FONDAZIONE SAN RAFFAELE
direzione.comunicazione@hsr.it
PDF DA SCARICARE
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Cassino:“Ci fate o ci siete?“
15 novembre 2009 -
AGGIORNAMENTO
16 NOVEMBRE
Da ZUCAL@cnipa.it
CONTATTARE: Cinzia
cinzia@canidicassino.it
Ringrazio tutti di cuore per le centinaia di firme e dimostrazioni di solidarietà che sono arrivate in questo fine settimana. 4 cani sono purtroppo deceduti durante il trasporto, speriamo che il loro sacrificio non sia stato invano. Non abbiamo ancora notizie della loro salute e di come sono stati inseriti in questo canile, tra oggi e domani alcune volontarie andranno a S.Agata dei Goti (BN) a fare foto, video e ci racconteranno quello che hanno visto. Intanto abbiamo ottenuto sul campo questi risultati:
Articoli di giornale sulla vicenda (Il tempo, Ciociaria Oggi, Il messaggero, La provincia), anche se edulcorati a seguito di una “telefonata politica” ad hoc
Denuncia ASL di Cassino/Pontecorvo contro il Comune di Cassino presentata oggi in Procura
Denuncia-Querela di tutte le associazioni di volontariato presentata da Cristina Salvucci (Associazione Canili Lazio) in Procura a Roma contro il Canile di Cassino
Interessamento da parte dello staff tecnico del Sottosegretario F.Martini – Ministero della Salute (oggi pomeriggio riceverà il dossier), grazie all’intervento di Corinna, Rosanna e Raffaella di chiliamalisegua
Attività di comunicazione e tam-tam da parte di CHILIAMALISEGUA, FACEBOOK e altri siti/blog animalisti
Continuate a mandarci le vostre firme, cercate su face book (DANIELA CONDEMI) il gruppo che si è creato e presto vi manderò foto e articoli di giornale. Noi chiediamo al Comune che i cani ritornino sul territorio e che venga costruita una struttura adeguata per accoglierli. Da decenni il Comune è latitante, nonostante le denuncie presentate da asl, privati e animalisti, la giustizia non ha ancora fatto il suo corso. Speriamo che ora dopo questa brutale vicenda di deportazione coatta, la Procura competente si muova. Ma credetemi non sarà una battaglia facile.
Grazie
Cinzia Zucal
ZUCAL@cnipa.it
COMUNICATO CHILIAMACISEGUA
Cassino:“Ci fate o ci siete?“
Chiliamacisegua interroga Lorsignori che continuano a giocare a rimpiattino, magari di notte, magari di mattino presto (che non ha l’oro in bocca , ma il bronzo), per celare un comportamento disdicevole, contrario alle Leggi, alle Ordinanze Contingibili in vigore, alle disposizione dell’On Francesca Martini che si sfiata per richiamare al rispetto dello Stato, gli eletti dal popolo, quelli che appunto dovrebbero essere per antonomasia i servitori dello Stato.
La domanda è: “Ci fate o ci siete? “
Chiliamacisegua supporta, divulga, diffonde questa storiaccia, l’ennesima che si fa beffa di Misericordia e Legge.
In quel di Cassino, vicino a Frosinone, in territorio ciociaro ben noto in quanto a civiltà dimostrata nei confronti della vita:
Sindaci dalla pistola o fucile facile, avvelenamenti vigliacchi di povere bestie. Indifferenza, solitudine emarginazione della pietà. Nonché umanità.
E le deportazioni, come viaggio premio ai cani dei Sindaci offerti dai Sindaci stessi, tutori legali del loro benessere!
Gli effetti collaterali, spiacevole e deprecabile fatalità, quelli che rientrano nel novero della fatalità ovviamente sono messi in conto, tollerati come in questo caso: cani, numero quattro, morti per sbranamento, stante le condizioni dell’accalappiamento e del viaggio, effettuati da veri artisti del mestiere.
E che dire del Capitano Perretta che si è prestato, reduce dal Corpo di Polizia Ecozoofila AUD ( un corpo che a quanto pare non possedeva tutti i requisiti per essere considerato dipendente delle Istituzioni, ma ravvisabile ad una Associazione privata e nulla più) al sequestro, coadiuvando il Sindaco, nella missione “Puliza cagneria varia” di Cassino?
Da che parte risbuca?
Vuole ripetere il disastro del sequestro di Ripalimosani?
http://www.chiliamacisegua.org/2009/05/24/pensiamo-a-loro-ai-sopravvissuti/
Ancora lo stanno cercando i volontari, per ringraziarlo della sua solerzia, della sua professionalità canaglia e per.. togliergli definitivamente la divisa onirica e virtuale che indossa.
Ah, il complesso della divisa, divina protesi, come il fucile, dell’uomo che non deve chiedere mai! Nemmeno dove si trovano la Legge e la creanza.
Che non si fa per risolvere il problema randagismo!
Il fai da te, insomma, per far sparire il noioso, assillante problema dei randagi, affamati, malati e non tollerati.
Dalla vista dell’occhio umano.
Umano?
CHILIAMACISEGUA
I FATTI
LETTERA APERTA AL SINDACO DI CASSINO E ALL’ASSESSORE PETRILLO
Che fine hanno fatto i cani del rifugio D’Ambrosio di Cassino? Dove sono stati deportati? In quale canile del Sud sono stati ammassati, senza nemmeno preavvertire ASL e famiglia D’Ambrosio?
Le due anziane signore che si occupano da anni dei cani abbandonati nel Comune di Cassino e non solo, che da anni suppliscono alle mancanze dell’amministrazione comunale, questa mattina hanno trovato le porte del rifugio divelte, le catene tagliate e 50 cani spariti nel nulla. Unici testimoni involontari del fatto, gli operai del vicino depuratore che hanno visto un camioncino caricare in tutta fretta questi poveri animali, la cui unica colpa è di essere nati in un comune che non li ha mai tollerati, che non li ha mai sfamati, che non ha mai creato un canile a norma, che non ha mai fatto controlli sul territorio per contrastare il randagismo, che non conosce nemmeno le più elementari norme vigenti in materia di tutela animale.
Autorità presenti presunte Carabinieri e addetti del Comune e l’ASL, come mai non è stata chiamata ad assistere alla deportazione di massa? Forse avrebbe intralciato questa orribile pratica? Sono stati chiamati solo nane, perché i cani randagi a Cassino sono un problema. E come è stato risolto?
Nessuna comunicazione scritta alle due anziane persone che da anni si occupano di questi cani, che si battono senza ricevere ascolto dal Comune affinchè venga costruita una struttura idonea, affinchè vengano corrisposti dei pasti e cure veterinarie come succede in tutti i canili della civile Italia.
Siamo indignate per quello che è successo. Siamo profondamente avvilite perché da circa tre anni utilizziamo il nostro tempo libero, le nostre risorse, le nostre macchine, i nostri soldi per dare una speranza di vita migliore a questi cani. In tre anni (dati alla mano, basta verificare le banche dati dell’ASL di Cassino e Pontecorvo) abbiamo ridato dignità, curato, salvato da morte sicura e dato una famiglia vera a più di 300 cani tutti provenienti da questo rifugio, tutti trovati sul territorio, tutti figli di una sottocultura che non sterilizza le femmine e abbandona in strada o nei cassonetti i cuccioli non desiderati. Abbiamo viaggiato di notte in estate per non fare soffrire loro il caldo, ci siamo alzate all’alba per fare le staffette fino a Milano, abbiamo caricato le nostre macchine di croccantini e scatole di cibo raccolto con le raccolte alimentari per sfamarli, abbiamo fatto notte per mettere gli annunci e gli appelli in rete, tutto il mondo del volontariato nazionale conosce la situazione di questo canile. Abbiamo aperto un sito internet, abbiamo lanciato al mondo un grido di dolore e grazie a tutto questo tanti cani, di cui possiamo portare foto e testimonianze, ora vivono una vita serena in una città del nord, amati e rispettati come si meritano.
Dopo tutto questo impegno e tanta dedizione, veniamo a sapere che quei poveri 50 cani rimasti che aspettavano nel limbo di essere “traghettati” a vita migliore, ora hanno un muro e un box, sbattuti senza alcun inserimento in qualche canile – si dice – in provincia di Benevento, nel profondo sud dove i canili lager sono una certezza, in attesa di morire, di marcire di finire la loro esistenza, lontano dagli occhi di chi può raccontare.
Noi ora pretendiamo delle risposte, vogliamo vedere il provvedimento con cui il Sindaco ha “ordinato” questa deportazione carbonara, vogliamo sapere che fine hanno fatto, chi si occuperà di loro, se mai vedranno la luce e se mai ci sarà qualcuno che penserà alla loro adozione. Vogliamo indirizzo di questo canile perché laggiù ci precipiteremo in tanti a fare foto, controlli e mostrare al mondo intero che fine hanno fatto. Vogliamo nomi e cognomi di chi si occuperà del loro benessere, della loro salute, del loro futuro.
Il mondo del volontariato nazionale è pronto per una grande manifestazione contro chi ha ordinato tale orribile “mattanza”.
ANGELA D’AMBROSIO (CASSINO)
CONSUELO SCOTTI (PAVIA)
MARGHERITA D’AMBROSIO (CASSINO)
ILARIAMATERASSI (FIRENZE)
ANDREA D’AMBROSIO (ROMA)
DANIELAMONFROGLIO (NOVARA)
SANDRA GARNERO (CERVARO-FR)
GABRIELLA GALLI (GALLIATE-NO)
CINZIA ZUCAL (ROMA)
RENATO GALLI (GALLIATE-NO)
BARBARA MASINI (FIRENZE)
ELFRIEDE AMORT (BOLZANO)
MARZIA VENTURI (BOLOGNA)
FRANCESCO IZZI (ROMA)
ANNA DE SIATI (ARPINO)
LOREDANA ALFANO (NAPOLI)
GIANPAOLO DI BRINO (TIVOLI-RM)
CINZIA COVACCIOLI (ROMA)
CLEMENTINA FORCONI (BOLOGNA)
MARTINO BOTTAI (BOLOGNA)
FRANCESCA COVACCIOLI (ROMA)
FABIO FOGGIA (ROMA)
STEFANIA PROIETTI PANNUNZI (ROMA)
ALESSANDRO CERVI (MILANO)
LUISELLA MARCO (MILANO)
PATRIZIA HOESCH (MILANO)
SABRINA GRASSO (MILANO)
PATRIZIA CALLEARO (MILANO)
SILVANA COLOMBO (MILANO)
ROBERTA BRAGHI (MILANO)
TIZIANA BORDINI (MILANO)
RITA CECILIO (ROMA)
ANDREA CRAGNOTTI (ROMA)
SERGIO CRAGNOTTI (ROMA)
MAURIZIO CRAGNOTTI (ROMA)
LAURA LUNARI (ROMA)
FULVIO LUNARI (ROMA)
LARA LUNARI (ROMA)
MARIA BERRI (ROMA)
VERA LUNARI (ROMA)
SARA/SAMMICHELI(ROMA)
SILVIA/SAMMICHELI(ROMA)
SARA/RAMADORI(ROMA)
ALESSIO/GALATOLO(ROMA)
CARLO/STIGLIANO(ROMA)
FEDERICA/RONCELLA(ROMA)
LAURA/ROSANO(ROMA)
GIULIA AZIONI (ROMA)
CARLA CANTELLI (BOLOGNA)
STEFANO FERRETTI (BOLOGNA)
PIER LUIGI PERLITI (BOLOGNA)
MAURA CANTELLI(BOLOGNA)
MARIA CATERINA BUDRONI (MODENA)
IMMACOLATA BUDRONI (MODENA)
SPANO GIANPIERO (MODENA)
SPANO IVANA (MODENA)
CRISTINA CANTELLI (BOLOGNA)
CRISTINA CARLETTI (FIRENZE)
SABRINA ZAGLI (FIRENZE)
ERIKA SCALA, MARIA PIA DIOLETTA, ANGELA DIOLETTA, ALBERTO SICLARI (ROMA)
RAFFAELLA PALLADIO, ADRIANO DE MAIO (ROMA)
BERTINI VERONICA
FOTO TESSERA CAGNETTI DEL FRUSINATE
RASSEGNA STAMPA
http://www.petpassion.tv/blog/area/?p=5240
Cassino: cani deportati in un canile lager!
E’ una notizia delle ultimissime ore e sta mobilitando tutto il mondo del volontariato laziale, e’ la notizia di una vera e propria imboscata in un rifugio di Cassino gestito da una famiglia amorevole e sostenuto dalla beneficenza e dalla buona volonta’ delle associazioni. I cani, che nel rifugio soggiornavano felici, sono stati rapiti nella notte e deportati in un canile lager probabilmente nei dintorni di Benevento.
STORIA DEL TERRITORIO
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=11368&stile=6&highLight=1
Qualche assaggio dell’Interrogazione Parlamentare presentata dall’On Barbara Manucci
……………………….
le destinazioni degli animali accalappiati nella provincia di Frosinone sono varie: Canile Marsicano di Lecce dei Marsi, SIAC con sede legale a Frosolone (Isernia), Centro Cinofilo del Fucino di Collelongo (sede legale a Trasacco);
le convenzioni stipulate dai Comuni della provincia di Frosinone con le strutture abruzzesi e molisane spesso non chiariscono chi debba prestare le cure sanitarie, nemmeno quelle obbligatorie come sterilizzazione, sverminazione, vaccinazioni. La Asl di Frosinone per legge, infatti, non può effettuare prestazioni sanitarie fuori Regione, mentre le aziende sanitarie locali abruzzesi e molisane forniscono prestazioni solo ai cani accalappiati sul territorio di competenza;
nella provincia di Frosinone non esiste un canile sanitario che possa offrire stalli per i cani per effettuare le prestazioni obbligatorie previste dalla legge;
i Comuni associati nell’Unione delle Cinquecittà e Cassino stanno trasferendo i cani già da circa due anni in Abruzzo senza che nessuno sappia il numero esatto;
altri Comuni della provincia di Frosinone che hanno stipulato convenzioni fuori Regione sono Cassino, S. Elia Fiumerapido, Monte S. Giovanni, Sora, Boville, Alatri, Anagni, Castel Liri, Isola Liri, Ferentino;
………………………………..
RICHIESTE IN ZONA
http://www.firmiamo.it/caniledicassino
di Mauro Lorini
Al fine di togliere dalla strada i cani randagi, evitare il pericolo di aggressioni che questi possano arrecare, che persone incivili facciano loro del male, affinché chi volesse abbandonare il proprio fido possa invece lasciarlo in un luogo pulito e assistito.
CHIEDIAMO AL SINDACO DI CASSINO che si faccia promotore di questa volontà cittadina, più volte sollecitata anche dalle associazioni animaliste della zona.
VOGLIAMO UN CANILE COMUNALE
VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=__Brk7SY-m0
Guardate in quali condizioni viene condotto il canile di Cassino
http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/2009/06/20/un-canile-lager-in-via-agnone/
Cassino (Fr) giugno 2009
http://iltempo.ilsole24ore.com/frosinone/2009/06/22/1039096-canile_rischia_chiusura.shtml
Cassino. Quello di Via Agnone che attualmente ospita circa sessanta randagi è stata oggetto di ispezione da parte dell’Asl
La struttura non sarebbe idonea dal punto di vista igienico e gestionale
http://www.ultimissime.net/Cronaca/CASSINO-La-Lapa-gestira’
CASSINO – La Lapa gestirà il canile di via Agnone
http://www.marinofardelli.it/attivitamministrativa.htm
di Marino Fardelli
ESIGENZA DI UN CANILE COMUNALE A CASSINO
I consiglieri comunali del Pd con una nota portano l’attenzione della politica verso la richiesta di istituire finalmente a Cassino anche un canile comunale. La proposta, ricordano i consiglieri di opposizione, è stata già per tre anni consecutivi in sede di approvazione di bilancio e di presentazione di emendamenti ad esso, presentata dai consiglieri di opposizione ma sempre bocciata dalla maggioranza che governo il Comune di Cassino. “Pensiamo, commentano Fardelli, Perna, Di Zazzo, Vittorelli, Marrocco e Lullo, considerato che molti cittadini hanno espresso la volontà di veder realizzato a Cassino un canile comunale, visto che all’interno della Città e nelle periferie sono diversi gli animali (i cani per lo più) abbandonati e che vagano per Cassino costituendo in alcuni casi anche pericolo per i passanti e i cittadini, pensiamo che sia giunto da parte di chi governa la Città di sedersi attorno ad un tavolo e pensare la realizzazione di un canile comunale”. Inoltre, sintetizzano i consiglieri del Pd, “chiediamo, sin da ora di inserire nel programma triennale delle opere pubbliche l’inserimento della costruzione di un canile comunale (Casa degli animali) permettendo anche ai privati di occuparsi della gestione e manutenzione, pensando altresì anche ad una opportunità per qualche ragazzo o ragazza di trovarmi impiego”. “La situazione del randagismo a Cassino deve essere affrontata, affermano Fardelli, Perna, Di Zazzo, Vittorelli, Marrocco e Lullo. Il Comune non può permettersi ogni anno di impegnare somme da destinare ad un servizio (accalappiacani, a seguito di segnalazioni di privati cittadini) pagando somme molto alte. Il servizio, una volta completato il canile, può essere garantito dal Comune di Cassino verso gli altri Comuni della Provincia”
Cassino, 28 luglio 2009
COME VIENE AMMINISTRATA LA GIUSTIZIA IN ZONA
http://www.atinablog.it/cronaca/animali-frosinone-e-la-giustizia-che-ci-azzecca/
http://www.chiliamacisegua.org/2009/10/18/frosinone-e-la-giustizia-che-ci-azzecca/
FROSINONE E LA GIUSTIZIA: CHE CI AZZECCA?
SINDACO DI CASSINO
Bruno Vincenzo Scittarelli
ASSESSORE MANUTENZIONE, AMBIENTE, IGIENE E SANITÀ
Gianfranco Petrillo
A
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15 novembre 2009 -
COMUNICATO
CALENDARIO 2010
Amarli non passa mai di moda
Anno nuovo speranza nuova, per i cani rinchiusi nei canili. Almeno questo è l’obbiettivo che si è posto il Calendario di Chiliamacisegua in uscita nei prossimi giorni.
Il progetto, realizzato con grande slancio da ogni componente e a titolo totalmente gratuito, mira a sensibilizzare l’opinione comune verso l’adozione dei cani attraverso i canili, questi ultimi troppo spesso trasformati in eterne dimore per questi poveri animali.
Dalla culla alla tomba, un box per tutta la loro vita. Ora uno spiraglio di luce potrà aiutarli a farsi conoscere e, chissà, a cambiare dimora.
Alcune modelle hanno accettato di offrire la loro immagine, la loro bellezza, la loro solidarietà a creature abbandonate, che languono nella più totale solitudine, in prigioni costruite dall’indifferenza dell’uomo.
Il Calendario è composto da immagini di moda, con modelle accompagnate da cani provenienti dai vari canili del nostro Paese.
Il team che si è occupato di realizzare le fotografie è composto da professionisti di altissimo livello , dal Fotografo Antonio Bruschini, dalla Elle Stylist Amelianna Loiacono, dall’Art-director Michele Sfregola, dalla Make-up artist Alessandra Casoni e dall’Hair-stylist Mimmo Di Maggio, tutti da molti anni nell’elite del settore.
Chiliamacisegua ha scelto il mondo della moda e le modelle perché troppo spesso il binomio modella-cane, è legato a bellezza-cane di razza, come se fosse bello, solo il cane “firmato”, il cane “da borsetta”.
E questo Calendario, desidera dimostrare l’opposto.
Ogni creatura ha la sua bellezza, “ogni scarafone è bello ‘a mamma soia!”
Le belle donne, le modelle con l’anima bella, sono compagne anche di cani disabili, tripodi e “bruttini”.
Le protagoniste delle passerelle milanesi, ricorderanno per tutto il 2010, che l’amore non ha sembianze, ma purezza di sentimenti.
I meticci, i bastardini, i diversamente abili e i “non perfetti” , ringraziano tutta l’équipe che ha realizzato questa opera, che rende loro dignità di esseri senzienti e si affidano per non essere dimenticati, alle foto da scorrere per far ricordare che i giorni, i mesi senza padrone, sono tempo senza tempo.
Chiliamacisegua
INVITO
CHILIAMACISEGUA TI INVITA A FARE FESTA
Festeggia l’uscita del Calendario 2010
Giovedì 19 Novembre
ore 20,30 presso il Carlsberg Ol
Bastioni di Porta Nuova, 9_ Milano
Buffet + calendario euro 25
Per prenotazioni e informazioni e per prenotare il Calendario
Monica 338/8548461 adozioni@chiliamacisegua.org
Gloria 339/8285238 gloria@chiliamacisegua.org
Corinna 335/1376957 corinna@chiliamacisegua.org
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I cani sono esseri senzienti. Punto.
13 novembre 2009 -
AGGIORNAMENTO
20 NOVEMBRE
Comunicato stampa 522
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
UFFICIO STAMPA
Sottosegretario Martini interviene per impedire che 278 cani di razza Beagle vengano destinati alla sperimentazione
In riferimento alla segnalazione da parte dell’ENPA, apparsa anche sulla stampa, relativa alla vendita all’asta di 278 cani di razza beagle di proprietà della ditta Stefano Morini S.a.s. – ditta autorizzata all’allevamento di animali anche ai fini sperimentali - il Sottosegretario alla Salute On.le Francesca Martini si è attivata per impedire che i cani fossero venduti a centri di ricerca e destinati alla sperimentazione.
Per far fronte ad alcune morosità della ditta Stefano Morini S.a.s. i cani erano stati messi all’asta dalla Società Equitalia S.p.a.
Il Ministero è intervenuto sulle autorità locali (Sindaco di San Polo d’Enza, Servizio Veterinario di Reggio Emilia e Prefetto di Reggio Emilia) per chiedere la revoca dell’autorizzazione all’allevamento di animali ai fini sperimentali e scongiurare la possibilità che detti animali potessero essere utilizzati nella sperimentazione.
Il Ministero è anche intervenuto sulla Società Equitalia S.p.a. per chiedere una rivalutazione dello strumento adottato per il recupero del credito richiamando lo status di essere senzienti degli animali e della loro tutela ai sensi della normativa vigente (Legge 281/91 e Legge 189/2004).
A seguito di tali azioni il 17 novembre l’asta è stata sospesa.
16 NOVEMBRE
Comunicato LAV. VIVISEZIONE: ALL’ASTA 278 CANI BEAGLE (REGGIO EMILIA).
APPELLO DELLA LAV: NO ALL’ASTA DI ESSERI VIVENTI
VIVISEZIONE: ALL’ASTA 278 CANI BEAGLE (REGGIO EMILIA).
La LAV ha chiesto l’annullamento dell’asta giudiziaria che mercoledì 18 novembre vedrà “in palio” ben 278 beagle della famigerata ditta Morini di San Polo d’Enza (Reggio Emilia), storica fornitrice di cani per la sperimentazione, oltre a ratti, cavie e topi.
L’associazione antivivisezionista, preoccupata che all’asta possano aggiudicarsi gli animali i laboratori di sperimentazione animale così come eventuali commercianti, chiede il deciso intervento del Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, dell’Assessore regionale alla Sanità Giovanni Bissoni e del Sindaco di San Polo d’Enza. In particolare gli ultimi due per le competenze dell’Asl veterinaria e dell’autorizzazione a fare allevamento per la vivisezione oltre che di organismo per la tutela degli animali, sono coloro che avrebbero potuto prevenire una tale situazione.
Gli animali, in quanto esseri senzienti, non possono essere considerati alla stregua di macchinari o suppellettili con le quali rifondere dei debiti che, comunque, speriamo portino alla chiusura di uno dei più importanti fabbricanti di sofferenza degli animali nel nostro Paese che ancora ad inizio anni ’90, aveva tentato – senza successo – di chiuderci la bocca portandoci in Tribunale poiché avevamo osato svelare al mondo la realtà delle loro attività: una realtà fortemente osteggiata dall’opinione pubblica, dichiaratasi, anche recentemente, contraria alla sperimentazione animale e in particolare all’utilizzo di cani.
Questa specie, infatti, viene ancora ampiamente utilizzata nei laboratori italiani ed europei per test fortemente invasivi come quelli inerenti alla tossicità, dove vengono avvelenati, ustionati, accecati, mutilati e infine soppressi.
Si vuole anche sottolineare come, nel caso specifico, anche il solo allevamento è da considerarsi maltrattamento, in quanto non vengono rispettate le necessità etologiche e fisiche del cane che prevedono un gruppo sociale e un habitat radicalmente diverso da quello degli stabulari, che prevedono una piccola gabbia illuminata artificialmente.
Ufficio Stampa LAV 06 4461325 – 339 1742586 www.lav.it
Ufficio Stampa LAV Reggio Emilia 339 8920855
http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/interna/2/Provincia-Emilia/primapagina/dettaglio/2/30979/I_278_beagle_di_Morini_potrebbero_essere_venduti_uno_ad_uno.html
I 278 beagle di Morini potrebbero essere venduti uno ad uno
(foto d’archivio)
I 278 cani di razza Beagle dell’allevamento Morini di San Polo D’Enza, che sta vivendo un momento di difficoltà, potrebbero finire in un laboratorio per la sperimentazione animale. A lanciare l’allarme è l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) di Reggio. Il timore nasce dal fatto che gli animali fanno parte di un lotto unico che sarà battuto all’asta mercoledì 18 novembre per poco meno di 116mila euro. Chi può comprare in blocco 278 cani per quella cifra? Secondo l’associazione animalista, soltanto chi li userebbe per la vivisezione.
A favore dei cuccioli però sta nascendo una sorta di movimento spontaneo. Tante persone, anche nel “Dite la vostra” di questo articolo, si sono dette interessate ad acquistare uno dei beagle dell’allevamento Morini e sperano che i 278 cani siano messi all’asta come tanti piccoli lotti. Per il momento il lotto resta unico: per il 18 novembre è fissata l’asta alle 9 in via Saragat 19 a Reggio. Il prezzo base è 115.898,20 euro. L’Istituto vendite giudiziarie di Reggio Emilia sta valutando l’ipotesi di vendere singolarmente i cani e al telefono l’operatore spiega che, se ci saranno novità in merito, saranno comunicate attraverso il sito www.re.astagiudiziaria.com.
“Ho ricevuto telefonate da tutto il Centro-Nord da persone che vogliono sapere se i cani potranno essere comprati oppure no – dice Stella Borghi, responsabile dell’Enpa di Reggio Emilia -. Speriamo che il lotto sia frazionato: in tal caso, tra l’altro, sarebbe più remunerativo, visto che i beagle vengono messi all’asta per pagare i creditori”.
L’ENPA: “RISCHIANO LA VIVISEZIONE”. L’Enpa ieri ha denunciato «la situazione paradossale creatasi a seguito delle difficoltà della ditta emiliana» e attraverso il presidente nazionale, Carla Rocchi, ha chiesto al ministero della Salute di revocare all’allevamento l’autorizzazione alla vendita di animali destinati alla sperimentazione.
«A causa della procedura esattoriale a carico di Morini – spiega Stella Borghi – i 278 beagle dell’allevamento sono stati messi all’asta come blocco unico al prezzo di circa 116mila euro, una cifra faraonica per un privato, ma non per un’impresa del settore sperimentazione».
«Ci siamo attivati non appena abbiamo saputo dell’asta – prosegue Borghi – riuscendo a ottenere il frazionamento del “lotto”. Oggi pomeriggio Carla Rocchi è intervenuta al ministero della Salute chiedendo la revoca, all’allevamento Morini, dell’autorizzazione alla vendita per la sperimentazione».
«Il provvedimento di revoca – aggiunge la Rocchi – consegue dalla difficile situazione che la ditta Morini sta vivendo, specie nel caso in cui l’impresa non dovesse essere più in grado di esercitare la propria attività».
COMUNICATO CHILIAMACISEGUA
Chiliamacisegua trova semplicemente disgustoso che i Beagles sequestrati all’Allevamento Morini di Modena, siano chiamati, considerati “il bene” e proposti all’asta come “lotto numero 4″
I cani sono esseri senzienti. Punto.
Considerarli “res”, merce da restituire entro il lasso di tempo concesso dal ”diritto di recesso” che vige tra acquirente e venditore, da sostituire se “fallata”, da mettere all’asta, fissando un prezzo e umiliando il valore e la dignità della vita, è un abominio non tollerabile da alcuna società che si considera civile.
Chiliamacisegua
DIRITTI DEGLI ANIMALI
http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=124&sub=2&lang=it
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ANIMALE
http://www.mclink.it/assoc/lida/carta.htm
I FATTI
http://www.reggioemilia.astagiudiziaria.com/index.php?azione=beni&id=261076ù
Scheda bene
Stampa la scheda del bene, per consultarla comodamente quando vuoi.
Scheda bene aggiornata il 05/11/2009 alle ore 18.06
Lotto n.4
278 CANI RAZZA BEAGLE DI VARI ANNI DI ETA’, DI SESSO DIVERSO, COME DAI REGISTRI DEL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE N. 75/6 DEL 18/11/2008 N. 213 CANI, N. 75/05 DEL 10/05/2007 65 CANI, EVIDENZIATI SUL REGISTRO, ALCUNI NON HANNO ANCORA IL MICROCHIP
Ritrovo presso la sede dell’ I.V.G. alle ore 8.45 in via Saragat, 19 Reggio Emilia
Informazioni sulla vendita
IL BENE È SOSPESO PER DISPOSIZIONE DELL’AUTORITÀ COMPETENTE
Informazioni sulla procedura
Procedura Esattoriale
N° 2009 141
ARTICOLO
Vanno all’asta i beagle destinati ai laboratori
Beagle (reverberi)
Reggio Emilia, 12 novembre 2009 – I beagles di San Polo vanno all’asta. Saranno sicuramente in molti a ricordare la vicenda dei cani beagle destinati alla ricerca scientifica (qualcuno dice alla vivisezione) allevati nell’azienda Morini di San Polo; un camion di quei cuccioli erano stati fermato nel 2002 a Vipiteno e i cani erano stati sequetrati “in condizioni non buone”.
Fu l’inizio di una lotta, a volte anche molto dura, da parte degli animalisti che protestavano contro la sperimentazione animale ed in modo particolare contro l’allevamento ora gestito da Giovanna Soprani che allevava i piccoli Snoopy per i laboratori farmaceutici.
Ora quei cani finiscono all’asta. Problemi economici dell’azienda hanno di fatto coinvolto 278 beagle. La notizia è apparsa sul sito della aste giudiziarie, correlata con tanto di foto. L’asta sarà battuta il 18 novembre alle 9, il prezzo base sarà di 115.898,20 euro per tutti i cani. Facendo due conti questi beagle verranno venduti a un prezzo di circa 400 euro.
Ma gli animalisti sono già mobilitati. L’Enpa di Roma e gli Amici della Terra di Reggio, con la sua presidente Stella Borghi si sono già attivati e hanno informato della situazione il ministero della salute. “La presidente nazionale dell’Enpa Carla Rocchi – spiega Stella Borghi – ha informato dell’asta la segreteria del sottosegretario del ministero, Francesca Martini. Abbiamo sottolineato la necessità di assicurare che i cani venduti rientrino esclusivamente in un circuito commerciale per evitare che siano presi da chi fa sperimentazioni”.
Secondo gli animalisti, il ministero potrebbe decidere di revocare immediatamente l’autorizzazione della azienda di San Polo per il commercio rivolto al circuito della sperimentazione, tenendo conto che 278 cani sono un numero impegnativo, e certamente non possono essere comprati solo dai privati.
Le associazioni animaliste fanno anche un appello rivolto agli amanti degli animali e agli allevatori per adottare questi animali e salvarli. Sul sito www.reggioemilia.astagiudiziatia.com è spiegato come visionare gli animali, che si possono vedere direttamente nell’allevamento di San Polo, lo stesso luogo dove si svolgerà l’asta.
INFO
L’ALLEVAMENTO SI TROVA A SAN POLO D’ENZA-REGGIO EMILIA
ECCO UN LINK X CAPIRE
http://www.chiuderemorini.net/foto.htm
ALLEVAMENTO MORINI IN ASTA PER PROBLEMI DI MANTENIMENTO, IN VENDITA I CANI, LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE SI MOBILITANO PER LA CUSTODIA DEI CANI.
Questo è forse l’ultimo atto di una campagna portata avanti senza esclusione di colpi, che ha visto molti attivisti mobilitarsi per far finire quell’inferno chiamato Morini. Dove attivisti VERI si sono sacrificati con presidi continui e pagando in prima persona le conseguenze di una campagna che aveva come obbiettivo la chiusura totale dell’allevamento Morini, senza deleghe e senza compromessi. Dove alcuni hanno preso manganellate dalle forze dell’ordine per manifestare contro questo lager. Dove per difendere l’indifendibile, la repressione ha raggiunto il suo apice vietando ogni forma di protesta a S.Polo, dove non ci si poteva nemmeno più avvicinare all’allevamento della vivisezione.
Speriamo solo di essere veramente alla fine, una fine annunciata da anni, ma che non sembrava mai arrivare. Il CollettivoAntispecista vuole esprimere un grazie sincero al coordinamento ChiudereMorini per tutto quello che ha fatto per le vittime senza voce nate in questo allevamento degli orrori per essere vivisezionati nei laboratori dei macellai in camice bianco.
A
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FORTUNATA DA SALVARE
13 novembre 2009 -
http://piccoliamicigrandiamori.blogspot.com/
FORTUNATA DA SALVARE
AGGIORNAMENTO
volevo solo aggiornavi che ho chiamato Sandro proprio adesso…..mi ha detto che ieri sera tardi il veterinario ha dovuto per forza amputare la zampa fin sopra la Tibia…..mi sento morire……
L’AQUILA…SALVAMI
ebbene si ragazzi….si torna a parlare del mio maledetto paese Montereale….piu’ precisamente la frazione di cui si parla e’ San Vito…ma neanche sta sulla cartina…….sono stata tutta la mattina a telefonare ai carabinieri , alla guardia forestale, alla guardia provincial dell’Aquila..e meno male che Sandro e’ partito di corsa dalla Asl a venire a prelevare quella creatura…. era una cucciolotta che circa 3 mesi fa’ ci e’ sfuggita alla cattura… ma come potevamo concentrarci su
loro quando avevamo da affrontare tutta l’emergenza dell’Aquila????…e cosi me li sono persi per strada e non sono riuscita piu’ a catturarli per salvarli ..
ma come facevo???e orA quel bastardo ha disseminato il suo terreno con lacci di acciaio per catturare tutti quei cuccioli e cucciolotti….. ce ne saranno una decina e piu’…per poi ucciderli….e io che posso fare…??? ho detto al carabiniere facendo una battuta che naturalmente se uno uccide un cane non gli fannonulla ..anzi lo ringraziano tutti…ma se io uccido quell’essere schifoso….naturalmente mi danno l’ergastolo……sono stanca e distrutta…..quella creatura la vedevo tutti i giorni che tornavo al mio paese su sul ciglio della strada….sempre terrorizzata ….sempre nascosta in cima a quel prato maledetto insieme ai suoi fratelli….mamme e altre cucciolate….
l’altra cucciola che stava sempre al la ccio e sparita…forse si e’ liberata e si e’ trascinata il laccio con se …oppure e’ arrivato quel bastardo e l’ha por tata via…uccidendola…..oddio mi sent o male al solo pensiero ……..non ho le prove che e’ stato lui .ma lo so che e’lui l’artefice di tutto questo…..e io con Elvira non possiamo fare nulla se non denuncia in procura……ma tanto …i lacci continueranno a essere messi…e chissa’ quante altre creature ci finiranno….e’ un massacro senza fine…e noi siamo sfinite…….almeno aiutatemi a cercare casa a questa creatura…ci vorra’ un po’ peR recuperarla ma con Elvira faremo dI tutto …..
contattatemi per qualsiasi cosa e magari qualche consiglio…. mi scoppia la testa……..
fabiana 347-0810209
fabiana_Abruzzo@libero.it
elvira
3933567046 elvira.damiani@tin.it
grazie
Non ho più parole perchè ormai sono state dette tutte.
Qs è quello che succede pr i paesi di L’Aquila.
Di qs cani nessuno si occupa perchè non sono convenzionati.
Altri vengono portati nei canili lager di un paio di paesacci in provincia di L’Aquila i cui Sindaci si lavano la coscienza con convenzioni “beffa” fatte con imprenditori senza scrupolo.
E noi, tutti i giorni siamo costretti ad occuparci di qs cani con il cuore ormai completamente rotto.
Qs cucciola è stata fortunata, la sorella rimasta intrappolata anche lei, è riuscita a scasppare prima che arrivassero i soccorsi e forse morirà dissanguata.
La forestale è stata contattata ma non ha fatto nulla.
I carabinieri nemmeno.
A Montereale i cappi sono ovunque e sono stati legalizzazati dall’omertà e dall’indifferenza delle istituzioni.
Noi possiamo solo continuare a lottare senza forze e senza voce.
La piccola Fortunata ora è in salvo al Canile Sanitario dove è stata sottoposto a un delicato intervento grazie alla maestria del Veterinario che vi opera.
Ma poi che fine farà?
Lei ha vissuto i primi 5 mesi della sua vita da perfetta selvaggia, non conosce l’uomo, ne ha paura e fa bene ad averne.
Noi cerchiamo qualcuno che sia in grado di recuperare l’anima ferita e martoriata di qs povera creatura, qualcuno che possa restituirle serenità e pace e che possa darne, per il suo tramite, un po’ anche a noi.
Non ho altro da aggiungere, vi invito solo a guardare le foto: lì troverete tutte le parole, tutte le domande e, mi auguro, anche tutte le risposte.
Noi non sappiamo più a chi rivolgerci.
Per favore aiutateci.
Info Elvira 3933567046-Fabiana 3470810209
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In Spagna si da fuoco ai tori
13 novembre 2009 -
http://laverabestia.org/read_post.php?id=108&user=18

In natura il toro è un animale mite, un erbivoro grande e grosso ma timido, simile alla sua femmina mucca. Forse è proprio questa mitezza a rendere gli esseri umani ancora più vigliacchi, crudeli e beceri nei confronti dei tori, usati in Spagna in molti modi, fra i quali la corrida sembra alla fine il meno cruento.
Questi spettacoli avvengono ancora oggi perchè, naturalmente, fanno parte della cultura di un popolo. E qui parliamo di radici, di tradizioni!!!
Nella cattolicissima Spagna ci sono molte “feste” in cui viene seviziato a morte un toro, mentre intere famiglie con bambini partecipano entusiaste :
tagliandogli i testicoli da vivo, ferendolo in ogni modo per tutta la notte facendo attenzione che arrivi vivo all’alba per poterlo uccidere al momento giusto, legandogli alle corna palle di catrame alle quali dare fuoco.
Chi vuole può trovare in rete molti video che mostrano cosa avviene ai toros emboleados : un toro viene liberato improvvisamente da un camion, accerchiato e afferrato da decine di “uomini” urlanti. Viene legato strettamente per il collo a un palo conficcato nel terreno, mentre decine di “uomini” continuano a tenerlo. Una palla di catrame viene infilata in ogni corno, e viene dato fuoco, inestinguibile.
Finchè il fuoco è ancora all’inizio, il toro è disorientato e spesso non agisce, non comprendendo quello che gli accade. E’ quando il fuoco arriva a bruciare profondamente le corna che il toro si anima e incomincia a correre per le strade, colpendo chi gli capita a tiro.
Capita che il toro, terrorizzato e pieno di dolore, si vada a schiantare contro un muro per porre fine alla sua sofferenza.
In diversi paesi spagnoli queste manifestazioni sono state vietate, al posto dei tori vivi vengono usati dei simulacri di metallo. Nei paesi come Medinaceli, la tradizione di massacrare un toro si rinnoverà tra due giorni.
Questa è la lettera proposta dalla League Against Cruel Sports – http://www.league.org.uk/index.asp
è indirizzata al Sindaco di Medinaceli Felipe Utrilla Dupre – info@medinaceli.es
ma anche alle altre istituzioni e uffici del turismo – presidencia@dipsoria.es;buzon.presidente@jcyl.es; oficinadeturismodesoria@jcyl.es;sotur@jcyl.es
Apreciado Sr. Utrilla,
Ha llegado a mi conocimiento de que en la ciudad de Medinaceli, Soria se celebrará el toro de Júbilo durante los días 14 y 15 de Noviembre. Durante este evento se fija a los cuernos del toro un artilugio el cual lleva unas bolas impregnadas con una solución inflamable a las que se prende fuego antes de que se le suelta por las calles.
Me opongo firmemente a este terrible y cruel maltrato de animales y le ruego que haga todo lo possible para impedir este festejo.
Como seguramente sabe hoy en día se suele usar en muchos pueblos de España un tipo de muñecos metálicos que sustituyen un toro vivo. Lo cual significa que la gente puede disfrutar de la misma manera de su fiesta pero sin necesidad de atormentar a un toro.
Una reciente encuesta realizada por Ipsos-MORI, encargada por la League Against Cruel Sports, demuestra que un 89 % de los ciudadanos británicos jamás visitarían a una corrida de toros. Encuestas a nivel europeo muestran un resultado similar.
Además, estoy seguro que Usted tiene conocimiento de que más de 180.000 ciudadanos catalanes están a favor de prohibir a las corridas de toros en su región y que una lista de firmas ha sido entregado recientemente al Parlamento Catalán.
Yo desde luego no visitaré a Medinaceli mientras tengan lugar festejos de este tipo en esta ciudad y pediré a todos mis amigos y a mi familia hacer lo mismo.
Sin otro particular reciba un cordial saludo
- firma -
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MARIA…GETTATA COME UNO STRACCIO VECCHIO
13 novembre 2009 -
SALENTO: Davanti ad un caso di DISUMANA follia e indifferenza, non posso dirvi che una parola sola: AIUTIAMOLA.
AIUTIAMO MARIA, vi prego.
VIDEO su FB
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Il suo nome è Maria, è una simil spinoncina, di circa 5/6 mesi, probabilmente è stata investita da un bel po’, e gettata lì,ha gli arti sinistri anteriore e posteriore fratturati, e strisciando per terra si è aperta una piaga, consumando la pelle e la carne è venuto fuori l’osso. In condizioni veramente pietose ho cercato subito di medicarla come potevo e ieri pomeriggio sono riuscita a portarla in clinica. Il veterinario cercherà di fare il possibile per salvarla, le farà le lastre e le analisi per capire bene che tipo di problema ha, se e come intervenire.Domattina spero di avere l’esito. Per info
Lucia Cavallo
338/8831011
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Aragona, la disumanità è di scena
13 novembre 2009 -
ARAGONA (AG): SECONDO VOI, SI PUO’ CONTINUARE COSI’? NUOVI CUCCIOLI, NATI IN MEZZO AL FANGO…
A metà novembre partirà la Seconda Missione, alla quale parteciperà Laura, una veterinaria che si occuperà personalmente delle sterilizzazioni, che con l’aiuto di altri volontari porterà
Per tutto questo occorrono fondi!
Se volete aiutare, potete inviare un bonifico a :
IBAN : IT 12 M 01030 82800 000003886127
BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.P.A. – Filiale di ARAGONA (AG)
IL DRAMMA DI ESSERE VECCHI O CANI AD ARAGONA (AG): UNA SICILIA DA BANDIRE
21/10/2009 – Immaginate di trovare nei rifiuti cucciolotti mugolanti di pochi giorni, cani gettati nel bidone con piaghe di ogni genere, abbandonati da famiglie di mostri che mai si sognerebbero di sprecare un euro dal veterinario che neanche c’è in tutta Aragona; immaginate di chiedere in giro ma nessuno ha visto e sentito niente. Allora contattate le forze dell’ordine che vi rispondono di lasciarli li e proseguire oltre perché non c’è un canile e c’è sempre altro da fare, ma non ce la fai perché quei guaiti ti squarciano l’anima più di una lama e allora li porti a casa.
Il giorno dopo apri la finestra e trovi ancora un’altra scatola di cuccioli e cani legati alla maniglia del tuo portone perché ormai tutti sanno a chi lasciare questi scomodi pacchi di carne. Immaginate di non ricevere mai risposte dal Comune e sentite lo scherno e il disprezzo della gente attorno a voi che vi deride, vi “schifa”, immaginate di avere il cancro e la chemioterapia che vi riduce uno straccio ma ci sono loro, decine di cani che ogni giorno crescono mangiano e non hanno nessuno se non voi, la fame, la disperazione, la frustrazione, la solitudine, le malattie, voi che siete soli e vecchi e non sapete neanche parlare italiano molto bene…
Mio Dio, la casa è piena, il garage anche , allora li portate nel vostro terreno, andate a frugare nelle discariche per cercare onduline, tubi, reti rotte di materasso, travi di legno, ve li caricate addosso per chilometri, quanti chilometri e quanto peso per i tuoi 70 anni di dolore, appronti recinti di fortuna nel terreno che ti ha lasciato tuo marito morendo, con il disappunto dei tuoi figliastri, ma almeno li nessuno li avvelenerà e non litigheranno tra loro per quel tocco di pane che con la misera pensione sociale riesci ad assicurargli.. Immaginate che questo incubo non termini al suono della sveglia, ma continui ad attanagliarti la mattina, il pomeriggio, la sera e la notte tanto da darvi la forza della disperazione per andare in comune,incatenarsi e cospargersi di benzina per essere ascoltata, ma è inutile anche questo anzi, ecco scattare il Trattamento Sanitario Obbligatorio! Perché in quel posto occuparsi di animali e chiedere di applicare le leggi è da pazzi!
Immaginate tutto questo che si ripete per 365 giorni, per circa10 lunghissimi anni..
Poi qualche associazione animalista di fuori inizia ad interessarsi a queste creature dimenticate da Dio , fa pressione,scrive, telefona e si fa ascoltare, ecco finalmente Vigili e Asl, forse ci siamo, forse si farà un canile, forse vi sfameranno e vi cureranno amori miei,..ma cosa sono quei verbali , cosa è quel nastro e quel cartello, perché queste divise mi parlano di rifugio abusivo, maltrattamento di animali e multe, perché se ne vanno senza degnarvi di uno sguardo, senza ascoltare i vostri guaiti, senza una crocchetta, senza un pasticca..
Questo non è un film , né un romanzo ma è la “normale, quotidiana”realtà della signora Gueli Ninfa.
NINFA GUELI è anziana , non istruita, indigente, sola e malata ma, da circa 10 anni, percorre ogni giorno lunghi km a piedi con sacchi di cibo sulle spalle, tra scherno ed indifferenza ,per sfamare ed accudire un centinaio di cani randagi che,
nel tempo, le hanno abbandonato sul davanzale di casa e nel suo terreno ; cani fantasma, non registrati, abbandonati, malati e/o seviziati, vittime come lei, delle inadempienze di uno dei tanti paesi siciliani dove i cani sono niente, possono essere uccisi, investiti, seviziati, avvelenati, tanto sono niente, come una povera vecchia e le leggi che li riguardano .
In fondo è colpa sua, perché in questi anni, invece di impelagarsi in questo problema, arrivando addirittura ad incatenarsi pur di farsi ascoltare dal Sindaco dandosi addirittura quasi fuoco, cosa che le è costata il manicomio, doveva accettare i numerosi consigli ricevuti e avvelenarli tutti o almeno voltar loro la faccia !
…infatti solo una pazza puo’ trascinarsi per km con una gamba fratturata, con un occhio operato, con i sondini attaccati al corpo , o sotto la chemioterapia per arrivare nel proprio terreno dove ha cercato sempre di accudirli al meglio delle sue poche possibilità, dovendosi suo malgrado sostituire al Comune per stato di forza maggiore a causa dell’ assenza di un canile, di convenzioni e di qualsiasi altro tipo di intervento!
..Solo una pazza può accumulare reti di materasso , tubi dimessi, onduline rotte per creare un povero piccolo pezzettino di pace per cani gettati tra i rifiuti dai suoi normali concittadini.
Per lei prima l’indifferenza e la derisione e poi.., poi,lo scorso anno, quando i panni sporchi sono usciti fuori perchè varie associazioni , anche estere, impressionate da questa buona e coraggiosa vecchietta impotente ma ostinata contro le tracotanti inadempienze degli Enti pubblici, patite sulla pelle di animali colpevoli di essere nati nel posto sbagliato, chiedevano al Sindaco di eseguire la legge occupandosi dei cani del suo territorio, è iniziata la persecuzione al più facile capro espiatorio che ci possa essere…:Ninfa.
Pare che agli Enti Preposti basti la frase “non ci sono soldi” per avere l’esenzione dall’attuazione delle leggi..
Infatti, dopo gli appelli e le petizioni degli animalisti, invece di ottenere gli adempimenti delle leggi in materia di randagismo o almeno un po’ di attenzione per loro , magari sottoforma di cibo dal Comune e di cure dai veterinari pubblici, è stata incolpata di aver costruito un rifugio abusivo (perché ha messo delle reti provvisorie per evitare accoppiamenti e aggressioni), di maltrattamento (perché con la sua minima pensione sociale non ha curato le decine di cani del Comune di Aragona) e di non aver microchippato i cani comunali (peraltro unica e sola sanzione del genere in tutto il paese!).
Così terreno e cani sono stati vincolati in un SEQUESTRO PENALE e sanitario dalla Polizia Municipale e dai Dirigenti ASL lasciandoli poi, nastro e cartello a parte , per più di un anno, dove e come erano sempre stati, avvolti in un limbo di inedia amministrativo-burocratica all’italiana.
Unico risultato di questo “Blitz”, peraltro di un contesto conosciuto da anni dagli enti competenti, è stato il blocco di tutte le adozioni trovate a dicembre grazie ai continui appelli, infatti nè Tribunale né Comune avevano degnato di risposta le richieste di adozione né l’offerta di spostare i cani presso un rifugio milanese che avrebbero fatto intravedere il lieto fine ad alcuni animali e che avrebbero anche alleggerito gli oneri del Comune.
In prima battuta la custodia giudiziaria è stata data alla Signora , nonostante sia stata anche verbalizzata la sua condizione di impossibilità fisica ed economica…
Contemporaneamente i veterinari ASL (gli stessi spesso irreperibili nelle emergenze di cani incidentati e che hanno fatto “strage” solo di Associazioni animaliste locali verbalizzandole a più non posso vedi caso A.E.P.C.R. e Aronne) si sono limitati a microchippare, e a fare qualche iniezione prelievi per l’Istituto Zooprofilattico, lasciando diversi cani alla loro sorte di agonia, ferite, malattie terminali e parassitosi (fatto peraltro accennato sui verbali!), senza nemmeno ottimizzare l’intervento cattura effettuata per inoculazione chip e prelievo ematico per sterilizzare nell’immediatezza e , ciliegina sulla torta, cercando di multarla per migliaia di euro per mancata apposizione di chip e per rifugio abusivo!!!!
Alcuni cani, per fortuna o purtroppo, hanno smesso per sempre di soffrire e sono stati lasciati nel terreno a marcire, tanto che la poverina, per non farli sbranare dagli altri cani e dai topi, non avendo neanche una automobile per spostare le carcasse, è stata costretta momentaneamente a seppellirli, attendendo la rimozione (mai avvenuta e altre volte avvenuta a corpi ormai decomposti) delle carcasse da parte di chi di dovere!
Nonostante dimostrazioni, petizioni, atti dimostrativi, avvocati, relazioni, diffide, riunioni e quant’altro, fino al marzo 2009 i cani sopravvissuti dalla morte ma avviluppati dall’inerzia e dal disinteresse istituzionale sono stati nutriti solo grazie alle tasche di volontari e benefattori sparsi in tutta Italia, e accuditi quotidianamente solo da Ninfa e da Mary, una volontaria Lida, andata più volte in ospedale a causa del luogo impervio dove si trovano gli animali.
Dal marzo 2009, dopo lunghe ed estenuanti riunioni in Comune, nella cui sede è emersa l’impossibilità concreta di attuare l’Ordinanza del Tribunale datata novembre 2008, nonché la Legge sul randagismo per via di un deficit di MILIONI di euro, si è ottenuto solo qualche sacco di cibo…
E’ già tanto: in fondo anche noi possiamo non pagare una multa o non ascoltare un ordine del Tribunale esclusivamente dicendo che non abbiamo i soldi per farlo no?!
I cani rimangono tutt’ora impantanati in questo buco nero ben consolidato da anni di omissioni, inadempienze, menefreghismo ed ignoranza… anche dopo che con un riesame, l’Autorità Giudiziaria, a novembre 2008, li ha ufficialmente affidati al vero proprietario, cioè al Sindaco…ma questo rimane solo sulla carta perché pare che soltanto un miracolo, o l’esercito o il Papa possa costringere gli Enti preposti (ed obbligati da una Ordinanza del Tribunale) ad occuparsi di queste poveri animali, dato che non ci sono riuscite centinaia di persone, né avvocati, né magistrati né riunioni con associazioni animaliste.
Solo alcuni casi canini sono stati strappati da quella realtà grazie al fatto che gli adottanti hanno trascorso giorni nel Tribunale, rimpallati da ufficio a ufficio, per ottenerne la custodia, sobbarcandosi viaggi di migliaia di km!!
Dopo molti mesi sono arrivati gli esiti delle analisi dei campioni di sangue degli sfortunati canidi aragonesi dall’Istituto zooprofilattico (molti dei quali con risultati dubbi in quanto non combacianti con le medesime effettuate presso studi privati) che hanno ufficialmente attestato la presenza di zoonosi ma , circa 10 scatole di medicine a parte date alla volontaria (con una stranissima procedura che ha visto questi medicinali passare dalle mani del Comune che li ha acquistati, a quelle del veterinario Asl che li ha semplicemente guardati e consegnati alla volontaria spiegando la somministrazione (?!!) nulla si muove nemmeno su questo fronte , e se non vi fossero gli interventi una tantum di una task force di volontari provenienti da altre Regioni per sobbarcarsi i viaggi per sterilizzazioni e gli oneri per cure e vaccini la vicenda si sarebbe tramutata oltremodo in un allevamento degli orrori…
Ma per fortuna c’è qualche gonzo animalista, forse credendo che sia meglio tenere in vita gli animali che sperare in un ipotetico processo, che mettendo mano al suo portafoglio sfama e cura i cani del nostro amato Sindaco! Per il resto campa cavallo che l’erba cresce…
Dulcis in fundo : pare che il Tribunale non abbia voluto proprio archiviare l’accusa di maltrattamento a “nonna Ninfa” e quindi una domanda nasce spontanea: come mai allora non si accusa anche il Sindaco per il medesimo reato visto che i cani si trovano tutt’ora nello stesso identico luogo nonostante i dettami del riesame e che, senza il nostro intervento e le nostre tasche, sarebbero morti di fame da mesi??
Le istituzioni sono esentate dal rispetto delle leggi?
Non ottemperare ad una disposizione dell’autorità giudiziari e non applicare le leggi non è un reato?
Perché nessuno si prende la briga di leggere e analizzare tutto lo scomodo incartamento di questo caso?
Chi cura i cani malati?Tutti quelli malati di Leishmaniosi (circa la metà) si spegneranno man mano sotto gli occhi inermi di Ninfa e di Mary?
Perché gli enti preposti attendono l’intervento di volontari invece di attivarsi autonomamente per le catture, le sterilizzazioni, le cure, i vaccini, ecc?
Perché se sei su una strada aragonese e trovi un randagio e telefoni alle forze dell’ordine ti rispondono, quasi allibiti della chiamata, di andare oltre perché tanto è tutto inutile?
Chi pagherà le spese per il loro mantenimento dopo questi ultimi sacchi di mangime regalati dalla emittente radiofonica 105 ?
Le povere anime umane e canine quanto dovranno vivere ancora tra eternit, reti metalliche e arruginite, reti di materasso, e immersi nel fango?
Quando capirà il Comune che non si può aspettare con le mani in mano la risposta della Regione alla richiesta di fondi per la costruzione di un canile e che da subito deve, o li nel terreno di Ninfa o da qualche altra parte , attrezzare decentemente l’area adibita al ricovero dei suoi cani e sostentarli?
Quando inizieranno i controlli ai cani privati che sono quelli le cui cucciolate vengono ancora abbandonate li?
Per quanto ancora rinvieranno? Fino a quando vedremo una seconda Modica?
Chi dovrà morire per far finire questo omertoso scaricabarile di responsabilità?
Ecco Ninfa… la vecchia pazza…malata della nostra stessa follia..
E la struttura precaria che ha tirato su negli anni, per amore dei cani abbandonati e seviziati, aspettando inutilmente un intervento del Comune.
Ombre di cani divorati dalle malattie mentre i veterinari Asl si limitavano a chipparli e a verbalizzare.
Altri poveri animali che hanno smesso per sempre di soffrire dopo essersi lentamente spenti sotto gli occhi disperati ed impotenti di Ninfa e l’ indifferenza dei veterinari Asl che non le hanno neanche regalato l’eutanasia per non soffrire fino all’ultimo istante.
Anche i corpi di chi non ce l’ha fatta hanno subito la stessa indifferenza istituzionale!
Secondo il Tribunale chi verrà identificato come maltrattatore?
Un Comune che ha ignorato costantemente e impunemente una legge datata 1991
oppure una vecchietta malata e con una pensione sociale che ha messo a loro disposizione il suo misero ma amorevole tutto ?
Quale Giustizia??
Un gruppo di volontari, quelli che fanno le veci delle istituzioni assenti ingiustificate
Info, foto, filmati e documenti su: www.nelnomedelcane.org
Contatti locali:
Severino Pietro e Mary (Lida Aragona) 328/4214663
Colonna Salvatore (Lida Caltanisetta) 334/2332583
De luca Cardilllo Annalisa (Lida Sicilia) 347/5967860
Mail Lida Sicilia: lidasicilia@alice.it;
Chiliamacisegua basita, orripilata, furente, segnala alla opinione pubblica, una Sicilia da bandire, da isolare, da denunciare: Quella che traspare da questa mail ricevuta e che divulga a manetta. E aspetta, assieme ai volontari che uno spiraglio di luce accenda, in questa bellissima isola, la luce della legge e della civiltà
www.chiliamacisegua.org
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Rispettare le leggi a tutela del benessere animale
13 novembre 2009 -
mail: brembio@sergiofumich.com;
Rassegna stampa – Il Cittadino, Carlo Catena, 12 novembre 2009.
«Sequestreremo i montoni della “festa del sacrificio”». È saltato sulla sedia Aldo Curatolo, coordinatore della sezione di Lodi dell’Ente nazionale protezione animali e capo nucleo delle guardie zoofile, non tanto nell’apprendere che nella mattinata di venerdì 27 novembre a Lodi, al PalaCastellotti (concesso in uso dal comune) gli islamici si ritroveranno per celebrare la festa tradizionale del sacrificio di Abramo, quanto per una frase del portavoce della comunità islamica Sabri Sashouk, che, riportata sui quotidiani, così suona: «Ognuno come da tradizione, in gruppo o in famiglia potrà andare a eseguire il rito del sacrificio di un animale, solitamente un montone».
Curatolo ha anche predisposto una comunicazione ufficiale, indirizzata al sindaco Lorenzo Guerini, al prefetto, al questore, al servizio veterinario dell’Asl e alla presidenza nazionale dell’Enpa, in cui ricorda le norme in materia (decreto legislativo 333/1998 e decreto ministeriale 11 giugno 1980) e ricorda che “scopo di tali leggi è anche di tutela della salute pubblica e di pubblica sicurezza, considerato quanto recentemente accaduto a Caselle Lurani dove un operaio del macello locale dove era praticata la macellazione rituale si è quasi amputato una mano”.
Curatolo, nella missiva che intende recapitare già stamane, rimarca infine che “il Dpr 31 marzo 1979 attribuisce ai comuni la vigilanza sull’osservanza delle norme poste a protezione degli animali”.
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