Cani, gatti e conigli in “visita” ai ricoverati

IL SECOLO XIX

25 NOVEMBRE 2009

Cani, gatti e conigli in “visita” ai ricoverati

Varato il regolamento
L’ospedale San Martino autorizza l’ingresso agli animali dei pazienti. Ma sarà necessario il via libera dei medici

Bruno Viani

Genova. L’ospedale San Martino accoglie ufficialmente tra i suoi ospiti, nei normali orari di visita per i parenti dei ricoverati, anche gli animali. Con qualche discriminazione che si può chiamare razzista, nel senso letterale e per nulla negativo del termine: porte aperte a cani, gatti e conigli, gli esemplari più comuni. Purché siano in condizioni di salute “certificate” e non esistano ragionevoli impedimenti come le dimensioni evidentemente eccessive. Canarini e cocorite sono, invece, esclusi perché considerati “a rischio” di trasmissione di malattie non diagnosticabili.
Il documento che dà il via libera alla rivoluzione è già stato distribuito tra i padiglioni: dai primari agli uscieri incaricati di fare da filtro. La piccola rivoluzione – che scatterà nei prossimi giorni, con ogni probabilità il 1° dicembre – è stata introdotta in sordina, senza proclami e senza “spinte” o “raccomandazioni” eccellenti: il direttore generale del San Martino Mauro Barabino, animalista convinto – si sussurra nei corridoi – possiede un San Bernardo e ama i cavalli, animali che sono esclusi dalle direttive.
La direzione sanitaria avrebbe fatto propria la segnalazione di un portinaio, poi anche la politica si è attivata a seguito di una lettera al Secolo XIX, che lamentava la difficoltà a introdurre animali all’interno del recinto ospedaliero. Quella segnalazione, arrivata negli uffici della Regione, non è passata inosservata. L’irruzione dei quattrozampe in reparto è, davvero, un’iniziativa partita dal basso. Iniziata in un pomeriggio di ottobre, con una telefonata dall’hospice presso il padiglione Maragliano: un usciere della portineria si trovava in difficoltà per la garbata insistenza di un visitatore che aveva con sé un cagnolino di piccola taglia, un fox terrier bianco. La richiesta: poterlo portare “in visita” alla padrona, un’anziana ricoverata in gravissime condizioni, con aspettative di vita molto brevi per un tumore.
Il cagnolino, quel giorno, è stato fatto passare come un clandestino: perché quella richiesta di aiuto non poteva essere disattesa e non ammetteva esitazioni. Il direttore sanitario Gianni Orengo si è fatto in quattro, usando fantasia e cuore, per superare gli ostacoli: la valenza davvero curativa della vicinanza di un animale domestico – la pet therapy – è riconosciuta a livello scientifico, recepita dal ministero della Salute, è oggetto di intese particolari , ad esempio quella del 2003 con le province di Trento e Bolzano. Però un conto è attivare percorsi di cura – dalla onoterapia con gli asini alla ippoterapia con i cavalli – ma cosa ben diversa è disciplinare la presenza in reparto di quelli che per molte persone, soprattutto anziani, sono gli amici più cari che alleviano le sofferenze e la noia degli ultimi giorni di vita.
Tradurre lo slancio emotivo in linee guida razionali – e trovare il consenso di tutto il personale coinvolto, dai primari ai caposala – non era compito facile. Tre infermiere addette al controllo delle infezioni ospedaliere sono state delegate alla stesura di una bozza di regolamento per disciplinare le modalità di accesso, la gestione degli animali in visita e la burocrazia (necessaria): dai controlli sul libretto sanitario a un certificato (recentissimo) di buona salute dell’animale.
Ancora: nessuna visita sarà improvvisata e l’autorizzazione (richiesta dal paziente o dai suoi familiari con almeno un giorno d’anticipo) sarà filtrata e firmata dai medici di ogni reparto. E, in caso di camere a più letti, dovrà esserci l’assenso di tutti i ricoverati. Limitazioni necessarie, perché un ospedale è sempre un ospedale. Ma da oggi Fido, Felix e Bugs Bunny potranno sedere ai piedi del letto.


IL SECOLO XIX

26 NOVEMBRE 2009

«Una Splendida idea».«amo gli animali ma sono perplessa»

Matteo Politanò

Genova. La possibilità di introdurre animali domestici nell’ospedale San Martino divide il parere dei ricoverati e dei parenti in visita ai propri cari. Diversi i giudizi favorevoli anche se non sono mancate le perplessità di chi, pur essendo un amante degli animali, nutre dubbi sulla questione dell’igiene e in particolare sul problema allergie.
«Molte persone sono allergiche al pelo degli animali, non capisco come sia possibile permettere ad un cane di entrare in ospedale. Amo gli animali ma resto molto perplessa su questa decisione», spiega Rita Marcias. «Io sono assolutamente d’accordo, quanto vorrei che la mia Lily fosse qui. Naturalmente in alcune zone dell’ospedale dovrei metterle la mascherina per prevenzione», sorride Irma Osso in visita al marito Francesco Meligrana, ricoverato.
«Vorrei tanto che il mio Toby mi potesse venire a trovare. In famiglia abbiamo la passione per gli animali e sono assolutamente favorevole a questa novità». Per altri la proposta va meglio definita, magari limitando l’accesso degli animali solamente ad alcune aree. «In ospedale non penso sia giusto farli entrare, forse si potrebbero creare delle zone intermedie dove i ricoverati come me possono incontrare i loro amici a quattro zampe», aggiunge Lucia Bertolotti.
Altra proposta raccolta è quella di limitare l’accesso degli animali ad un parco nei pressi dell’ospedale. «All’interno della struttura non penso sia giusto, mia moglie è ricoverata e se vedesse un cane andrebbe su tutte le furie», spiega Giovanni Padula. Per tutti i perplessi il limite di questa proposta è presentato soprattutto dal problema dell’igiene. «Non sono d’accordo, soprattutto per una questione di pulizia», puntualizza Stefano Giusti, studente. Le perplessità e gli assensi si bilanciano ma coloro che si mostrano perplessi riguardo alla questione ci tengono subito a sottolineare come il dissenso non sia sinonimo di non amore per gli animali. «Mi piacciono gli animali ma non per questo credo sia giusto permettere loro l’ingresso in ospedale. Inoltre trovo sbagliato imporre questa novità anche a chi magari non ha piacere a vedere un cane», aggiunge Carlo Massone. Per Adolfo Parodi i dubbi derivano invece dalla curiosità su come sia possibile introdurre cani in ambienti che notoriamente danno la priorità all’isolamento dei batteri. «In ospedale è importante isolare gli ambienti, molti oggetti possono portare virus e batteri. Mi chiedo come sia possibile fare entrare degli animali».


IL SECOLO XIX

26 NOVEMBRE 2009

Tutto è partitoda una lettera al secolo xix

La testimonianza

Genova – La politica è intervenuta nella vicenda degli animali al San Martino a seguito di una segnalazione di una lettrice del Secolo XIX. «Giovedì 23 ottobre mentre chiedevo il permesso di entrare con la mia autovettura presso l’ingresso carrabile del monoblocco del San Martino – scriveva Simona Parodi in una mail – sono stata intimata ed insultata dall’incaricato, di fare immediatamente inversione ed uscire dall’ospedale in quanto io avevo nel portabagagli un cane. Al mio affermare che sono un istruttore cinofilo e che il cane non sarebbe certo entrato in ospedale ma mi avrebbe atteso in macchina con un’amica, il dipendente non ha voluto sentire ragioni, citando a male parole un regolamento ospedaliero. In molte città si parla di progetti di pet therapy anche in ambito ospedaliero, a Genova invece l’ignoranza e la maleducazione per chi ha un cane la fanno da padrone come sempre». La lettera era arrivata sul tavolo del presidente della Regione Claudio Burlando e dall’ufficio del governatore era partita l’esortazione alla direzione sanitaria dell’ospedale San Martino: non sottovalutare il problema della ricerca di una sanità a misura d’uomo. Il problema denunciato dalla lettrice del Secolo XIX si è intrecciato con l’attività di preparazione del regolamento già avviato dalla direzione dell’ospedale genovese. Individuato il problema, la mobilitazione è stata corale: e i quattrozampe entrano in corsia.


IL SECOLO XIX

26 NOVEMBRE 2009

Cani e gatti in ospedale al capezzale dei padroni

Il san Martino apre le porte agli animali

Genova - Metti un coniglio (vivo) in fondo al letto. O l’amato cagnolino, o il gatto di casa. Però in ospedale, solo in orario di visita.
È la piccola, clamorosa svolta che partirà tra pochi giorni (dal 1° dicembre) al San Martino di Genova, un ospedale che si mette così idealmente in primissima fila tra le strutture sanitarie nazionali che hanno deciso di dare spazio alla pet therapy. Ovvero, il potere degli animali da compagnia di dare – se non la salute – almeno un po’ di serenità ai malati.
Gli animali potranno entrare rispettando un regolamento dettagliato che è nato per salvaguardare prima di tutto l’igiene degli ambienti, ma anche la quiete degli altri ricoverati: l’accesso sarà autorizzato dai medici dopo una richiesta presentata con almeno ventiquattr’ore di anticipo. E gli eventuali compagni di stanza, vista la convivenza forzata, saranno interpellati per consentire o vietare l’ingresso dei visitatori a quattro zampe.
I responsabili del San Martino garantiscono che non c’è razzismo nell’aver limitato l’accesso ad alcune categorie di bestiole: i canarini sono esclusi, ad esempio, perché potrebbero trasmettere infezioni. I conigli, al contrario, sono tra i più comuni (dopo cani e gatti) e sani animali da compagnia. E in fondo in ospedale sono sempre entrati, però solo nel menù: omogeneizzati.
Non serve storcere il naso pensando che la sanità pubblica potrebbe occuparsi di problemi apparentemente più concreti: la pet therapy è una cosa seria. E la vicinanza di un animale – che non costa nulla – può valere , soprattutto per tanti anziani , molto più di un cachet.

Dal 1° dicembre i ricoverati potranno ricevere la visita degli amici a quattro zampe: «È terapeutico»


LA ZAMPA.IT

26 NOVEMBRE 2009

Genova, animali ammessi all’ospedale San Martino

GENOVA – Animali da compagnia ammessi in corsia durante le ore di visita ai pazienti ricoverati: la storica innovazione, annunciata oggi dal quotidiano “Il Secolo XIX”, scatterà dal prossimo mese nell’ospedale San Martino di Genova, il maggiore della Liguria, ma sarà sottoposta ad alcune restrizioni. Occorrerà chiedere con almeno 24 ore di anticipo il permesso, che dovrà essere firmato dai medici del reparto; bisognerà ottenere l’assenso degli altri pazienti ricoverati nella stessa stanza; gli animali dovranno avere un libretto sanitario che attesti la loro buona salute; saranno ammessi cani, gatti e anche conigli ma non canarini, pappagallini e altri uccelli, potenziali diffusori di malattie.
La direzione sanitaria avrebbe preso la decisione – scrive il quotidiano genovese – dopo un episodio accaduto nell’ottobre scorso, quando un usciere tentò, inutilmente, di bloccare un visitatore che voleva portare ad un’ammalata terminale, ricoverata nell’hospice del padiglione Maragliano, il suo cagnolino per un ultimo saluto. Il direttore sanitario ha così studiato la questione ed ha stilato una bozza del regolamento, nel quale si ricorda che la pet therapy è ormai riconosciuta anche a livello scientifico.


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PEPPER ..RISPOSTA DEL SEGRETARIO AMBASCIATA D’ITALIA IN LITUANIA

Un solo commento, questi i risultati delle battaglie email
Chiliamacisegua
PEPPER ..RISPOSTA DEL SEGRETARIO AMBASCIATA D’ITALIA IN LITUANIA
Renato Quartarone (renato.quartarone@esteri.it)
Inviato: giovedì 26 novembre 2009 9.16.32
A:
Gentili Signori,

abbiamo ricevuto le vostre e-mail di protesta ed indignazione per la gratuita crudeltà di cui è stato vittima il cane Pipiras. La vicenda è talmente incredibile da non meritare alcun ulteriore commento.
Per Vostra opportuna informazione, Vi trascrivo qui di seguito la notizia apparsa sui principali quotidiani lituani, di cui abbiamo provveduto ad effettuare un traduzione in lingua italiana.

Vilnius, 23 novembre 2009

“”L’assassino del cagnolino Pipiras mandato dietro le sbarre
S.B., il 22enne abitante di Seredzius, il quale da un ponte nella provincia di Kaunas ha buttato giù il cagnolino Pipiras è stato mandato dietro le sbarre. Il tribunale del distretto di Kaunas, lunedi scorso, ha condannato S.B. a otto mesi di reclusione; in più gli è stata aggiunta una condanna precedente non scontata – 10 giorni di reclusione. Il tribunale ha considerato il fatto che l’imputato si è pentito per il fatto compiuto, constatando altresì che il delitto è stato commesso in stato di ebrezza alcolica (il che, per la legge lituana, è una circostanza aggravante – NdR).
Il Procuratore (il Pubblico Ministero, nell’ordinamento italiano- NdR) aveva chiesto per S.B.una condanna leggermente superiore a quella inflitta – 10 mesi e 10 giorni di reclusione – per “efferata crudeltà verso gli animali”. Il cagnolino, gravemente ferito, è inizialmente sopravvissuto per qualche giorno, ma domenica scorsa il suo cuore si è fermato.”"”

Paulius Garkauskas, Rafael Achmedov

Nella speranza che simili assurdi episodi non abbiano più a verificarsi – nè in Lituania, nè altrove – Vi porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Renato Quartarone
Primo Segretario
Ambasciata d’Italia
Vytauto, 1 Vilnius – LT

I fatti
La storia del cagnolino Pepper, una storia davvero brutta…

«Guardate, i cani sanno volare». Così diceva ridendo Svajunas Beniukas , 22enne lituano, mentre gettava giù da un ponte il povero cagnolino Pipiras (che signfiica Pepe). La stupidità e crudeltà di questo ragazzo è stata tanta dall’essersi fatto filmare in questo agghiacciante gesto da alcuni amici che hanno poi pubblicato il video sul web, video che consigliamo di guardare unicamente a persone forti di cuore e di stomaco!
Nelle immagini, mentre l’animale rimane fiducioso in braccio al ragazzo, lui si guarda intorno per assicurarsi che non transitino  automobili e cogliere il momento migliore per mettere in pratica il suo sadico gesto. Miracolosamente il cane si salva dalla caduta, ma rimane al suolo lamentandosi per il dolore. Fortunatamente qualcuno è riuscito a portargli soccorso e, nonostante i gravissimi danni alle ossa e agli organi interni, i veterinari sono fiduciosi sulla sua sopravvivenza.

Il video, talmente chocante che non abbiamo voluto mostrarlo, è però stato visualizzato da molti amanti degli animali sulla rete che hanno scatenato così una caccia nei confronti del ragazzo lituano sino ad individuare il ponte e la città dal quale il gesto è stato effettuato. Allertata la polizia locale, sono bastate alcune settimane per individuare lo sciagurato: sembra che il gesto sia avvenuto come vendetta perchè il cane avrebbe ucciso alcuni polli della madre del ragazzo.

Il 22enne, disoccupato e già noto alla polizia locale per problemi di alcol e risse, sembra avere una propria radice familiare nella violenza agli animali: secondo il sito Animalrights.lt, due anni fa suo nonno uccise un gatto dandolo in pasto ad alcuni cani affamati. (Fonte: La stampa )

Questa la notizia. Agghiacciante, incomprensibile, ingiustificabile.
E, temo, questa sia solo la punta di un’iceberg di dimensioni colossali.
Non lasciamoci ingannare dal fatto che questo triste episodio sia avvenuto in un paese dell’est, sicuramente cose simili avvengono anche da noi, ogni giorno.
Grazie alla stupidità e all’imbecillità degli autori di questo gesto, (sia l “lanciatore” che i suoi amici che l’hanno ripreso sono egualmente responsabili) che poi hanno avuto la brillante idea di pubblicarlo sul web, questo episodio è divenuto noto. Ma quante storie tristi di malvagità come queste non arrivano al grande pubblico?
Gli orchi sono tra noi, e sono tanti, purtroppo.
Appena mi è arrivata la notizia e dopo aver visionato il video sono stato preso da una rabbia incontenibile, non avevo parole… la gola secca, salivazione azzerata, una profonda e incredibile tristezza interiore.
E mi ha reso particolarmente triste lo sguardo di quel piccolo animale che si lasciava accarezzare e  nutrire da quegli angeli dei suoi soccorritori. Mi sono chiesto come potesse avere ancora fiducia negli umani dopo che gli avevano fatto cosi tanto male…
Com’è possibile che esistano uomini cosi? Perchè?
Domande a cui è difficile dare una risposta. L’unica risposta possibile ed attuabile sta nel continuare a fare cultura antispecista, continuare a diffondere il messaggio che tutti gli altri esseri non umani, nessuno escluso , debbano godere dei nostri stessi diritti. Bisogna continuare a dirlo, a gridarlo se necessario, senza mai perdersi d’animo.
Quindi, sbollita la rabbia, si ricomincia la quotidiana opera di informazione e di sensibilizzazione con tutte le modalità possibili. Voglio solo ricordare una petizione, che vi invito a firmare, atta a chiedere alle autorità Lituane che, l’autore di questo gesto criminale venga condannato senza sconti e che gli venga comminata una condanna pari al massimo della pena prevista dalla loro legislazione.
Trovate la petizione su QUESTO SITO .

Link di riferimento:

http://www.youtube.com/watch?v=IbkrTju_eaw

ADERITE ALLA PETIZIONE: MASSIMA PENNA PER SVAJUNAS BENIUKAS.

Link di riferimento:

http://www.thepetitionsite.com/7/maximum-penalty-for-the-man-who-brutually-killed-a-dog-in-lithuania


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Sardegna Meticcio bruciato vivo a Sorso

Aggiornamento 13 dicembre

da Leggo

CANE BRUCIATO SU UN PALO: RIVOLTA SU FACEBOOK -VIDEO

http://www.leggo.it/articolo.php?id=37761

Riceviamo da AgireOra e divulghiamo. L’abisso umano è sempre più profondo

Chiliamacisegua

AgireOra

info@agireora.org;

Segnalazione di Raffaele della Lega Nazionale per la Difesa del
Cane-Sezione di Alghero – raffaelecaneo@aiosardegna.it

Vogliamo segnalare un caso che riguarda invece un cane meticcio legato e
bruciato vivo nel Comune di Sorso (SS) a inizio novembre.

Qui di seguito la petizione messa on line che spiega in dettaglio la
vicenda, anche se purtroppo per problemi tecnici non si riesce a
firmare, comunque potete leggerla per i dettagli, e partecipare invece
alla protesta via mail:

http://www.firmiamo.it/canebruciatovivonelcomunedisorsoss

Il cane è riuscito a liberarsi ed è stato soccorso da una persona, ora è
ricoverato presso un canile consortile del Comune di Alghero ed è sotto
terapia. Sta meglio ma ha ustioni gravi su tutto il corpo e ne avrà
ancora per molto…

Il Comune di Sorso è stato spesso, e lo è ancora ora come quest’ultimo
caso di cronaca dimostra, sede di gravi violenze su animali che qualche
mente malata si diverte a torturare e, ancora, i responsabili dei vari
casi accaduti nel corso degli anni non sono stati trovati…

Ricordiamo che non tanto tempo fa, esattamente l’anno scorso,
all’interno di un noto villaggio turistico di Sorso è stata uccisa a
bastonate una cagnolina davanti a diversi testimoni; una signora, nota
psicologa toscana, ha avuto il coraggio di denunciare e ha chiesto anche
l’aiuto della nostra associazione che ha avviato una raccolta firme per
fare in modo che Sindaco e Carabinieri trovassero i responsabili; ma
questa storia, secondo i Carabinieri, dopo un anno di indagini risulta
essere non vera perchè non esistono altri testimoni… ma noi sappiamo
che è vera!

Adesso aspettiamo che abbia luogo il processo e porteremo in aula tutti
i casi relativi al Comune di Sorso, che sono davvero tanti, almeno
quelli di cui noi siamo venuti a conoscenza negli anni.

Qui di seguito alcuni link dei servizi andati in onda con le immagini
del cane sopravvissuto nonostante le gravi ustioni su gran parte del corpo:

http://www.alghero.tv/video.asp?id=2906
http://www.alghero.tv/video.asp?id=2920
http://www.alghero.tv/articoli.asp?id=5965

Qui invece gli indirizzi mail delle varie istituzioni per scrivere cosa
pensate dell’accaduto, ovviamente senza insulti.
Nota di AgireOra: chi è capace solo di scrivere insulti, si astenga
dalla protesta, perché altrimenti fa solo peggio e mette nei guai i
volontari del posto (oltre a se stesso e oltre a rovinare una protesta
legittima).

giuseppe.morghen@comune.sorso.ss.it,
segreteriasindaco@comune.sorso.ss.it, Giuseppe.pilo@comune.sorso.ss.it,
fabrizio.demelas@comune.sorso.ss.it,
simonetta.pietri@comune.sorso.ss.it, gianpaolo.sanna@comune.sorso.ss.it,
stss233640@carabinieri.it, ferdi@lavabit.com,
tribunale.sassari@giustizia.it, procura.sassari@giustizia.it,
prefettura.sassari@interno.it, sanita.animale@aslsassari.it,
martini_f@camera.it, info@legadelcane.org

oppure, col “;” come separatore:

giuseppe.morghen@comune.sorso.ss.it;
segreteriasindaco@comune.sorso.ss.it; Giuseppe.pilo@comune.sorso.ss.it;
fabrizio.demelas@comune.sorso.ss.it;
simonetta.pietri@comune.sorso.ss.it; gianpaolo.sanna@comune.sorso.ss.it;
stss233640@carabinieri.it; ferdi@lavabit.com;
tribunale.sassari@giustizia.it; procura.sassari@giustizia.it;
prefettura.sassari@interno.it; sanita.animale@aslsassari.it;
martini_f@camera.it; info@legadelcane.org

Qui di seguito invece gli indirizzi dei vari mezzi d’informazione a cui
inviare la lettera in copia:

l.soriga@lanuovasardegna.it, forum@mediaset.it, gabibbo@mediaset.it,
unione@unionesarda.it, redazione@alghero.tv, info@catalantv.it,
info@sardegna1.it, info@tcs.tv, cronaca@lanuovasardegna.it,
redazione@antenna1sardegna.tv, tgr.sardegna@rai.it

oppure, col “;” come separatore:

l.soriga@lanuovasardegna.it; forum@mediaset.it; gabibbo@mediaset.it;
unione@unionesarda.it; redazione@alghero.tv; info@catalantv.it;
info@sardegna1.it; info@tcs.tv; cronaca@lanuovasardegna.it;
redazione@antenna1sardegna.tv; tgr.sardegna@rai.it

Dateci una mano a dare voce ai nostri amici a quattro zampe che qui in
Sardegna spesso e volentieri non vengono ascoltati da istituzioni e non…

Grazie a tutti!

http://www.alghero.tv/articoli.asp?id=5980

ALGHERO – Della storia della cagnetta cosparsa di benzina e incendiata per gioco la Lega Nazionale per la difesa del cane ha interessato la magistratura. Il servizio televisivo è stato spedito alla Procura della repubblica, al ministero della Sanità e a… Striscia la Notizia. L’auspicio è quello di chiudere il cerchio intorno ai responsabili del crudele gesto.

Intervista Eva Bianchi:

giovedì 12 novembre 2009

Video
http://www.youtube.com/watch?v=TLCEU7epoOM

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Caltanissetta-Joy Pastore tedesco fucilato in pieno volto

AGGIORNAMENTO

12 dicembre
GODETEVI IL NOSTRO MERAVIGLIOSO JOY NEL NUOVO VIDEO PUBBLICATO SU YOU TUBE, CLICCANDO (O COPIANDO E INCOLLANDOLO NEL VOSTRO BROWSER) IL SEGUENTE LINK:
MASSIMA DIFFUSIONE

L.I.D.A. Lega Italiana per i Diritti dell’Animale – Onlus (Nucleo Provinciale Caltanissetta)

27 novembre

Vogliamo  informarvi in merito alla tristissima vicenda di JOY, il cane a cui hanno sparato in pieno volto, che scenderà a Caltanissetta a breve un chirurgo di Milano per operarlo.

Altri Aggiornamenti su Joy, il Pastore Tedesco fucilato il 24 Novembre scorso a Caltanissetta disponibili al seguente link:

http://www.youtube.com/watch?v=qlriObnPqes

26 novembre

Con la presente si lancia un appello a tutti perchè si riesca a reperire in tutta Italia un chirurgo veterinario maxillo-facciale che aiuti lo staff nisseno al completo recupero di Joy. Chi potesse metterci in contatto con un professionista del settore è pregato di mettersi in contatto con il Direttivo L.I.D.A. Caltanissetta chiamandoci al n.334-2332583 o scrivendoci  all’indirizzo e-mail:lidacaltanissetta@fastwebnet.it

Riceviamo e divulghiamo l’orrore
Da Lida Caltanisetta

lidacaltanissetta@fastwebnet.it

E’ stata una provvidenziale una telefonata giunta alle ore 10.30 del 24 novembre scorso al nuovo Servizio di Vigilanza Zoofila L.I.D.A. di Caltanissetta a far attivare i soccorsi per questo giovane pastore tedesco.

Il segnalante ci riferiva di un cane sdraiato sul ciglio di una strada che perdeva sangue dal muso.
In meno di 10 minuti due Guardie zoofile della L.I.D.A. hanno raggiunto il luogo indicato trovandovi una scena raccapricciante. Il povero animale giaceva in evidente stato di shock ed estrema sofferenza. Subito trasferito nell’ambulatorio veterianario Corbo di via Cittadella 1 (0934-555802) è stato visitato con massima urgenza.
Si è deciso di sedarlo per evitare altre atroci sofferenze mentre si procedeva a terapia di fluidi, esami del sangue per valutare il grado di emorragia e le condizioni generali, esame RX per valutare i danni facciali.
La lastra ha confermato ciò che temevamo tutti.
Non si è trattato di un incidente nè della morsicatura di un altro cane.
Joy è stato colpito da una fucilata. Sparata dal fucile, presumibilmente di un cacciatore, da una distanza molto ravvicinata (entro un metro). Ancora visibili le bruciature e caratteristico anche l”odore di bruciato proveniente dalla lesione lacero-contusa con grave perdita di sostanza.
La terapia prevede curettage chirurgico per rimuovere frequentemente il tessuto di granulazione e favorire la ricrescita dei tessuti, medicazioni per 5 o 6 mesi.
Già eseguito un primo riposizionamento dei tessuti ossei (l’aria che espira fuoriesce dalla guancia). Si sta adesso tentando di salvare l’occhio dx da una grave infezione.
Ancora riservata la prognosi.

Joy sta lottando per sopravvivere…

E’ tenuto sotto morfina per alleviare un dolore insopportabile e viene tenuto costantemente sotto strettissimo controllo medico.

Ancora una volta Caltanissetta è teatro di violenza. Ancora una volta l’intervento della L.I.D.A. si è rivelato prezioso per salvare una vita.
Se fosse intervenuto il canile convenzionato Joy molto probabilmente sarebbe stato abbattuto e nessuno avrebbe mai saputo niente di questo orribile crimine.

Abbiamo tardato a diffondere la sua storia mantenendo fino adesso il massimo riservo poichè nei due giorni seguenti al terrificante episodio, le Guardie Ambientali e Zoofile L.I.D.A. e WWF, con la preziosa collaborazione del Comando prov.le dei Carabinieri di Caltanissetta, hanno effettuato una capillare indagine per risalire agli autori del reato.
Moltissime le persone della zona interrogate. Adesso si cerca fra i residenti che detengono armi per eseguire le opportune verifiche del caso.

-Con la presente si lancia un appello a tutti perchè si riesca a reperire in tutta Italia un chirurgo veterinario maxillo-facciale che aiuti lo staff nisseno al completo recupero di Joy. Chi potesse metterci in contatto con un professionista del settore è pregato di mettersi in contatto con il Direttivo L.I.D.A. Caltanissetta chiamandoci al n.334-2332583 o scrivendoci all’indirizzo e-mail: lidacaltanissetta@fastwebnet.it

Cercheremo di tenervi sempre aggiornati sui progressi di Joy via mail ma potete anche visitare in qualsiasi momento il sito www.lidacaltanissetta.it

- “Se vuoi vedere il video realizzato sul bellissimo e sfortunatissimo Joy aggiungi il gruppo L.I.D.A. Caltanissetta tra gli amici di facebook. Puoi anche cliccare direttamente (o copiandolo e incollandolo nel tuo browser) il seguente link: http://www.youtube.com/watch?v=hu2s7rz_Xuc

-Chi volesse aiutarci contribuendo alle spese che dovremo affrontare per le lunghe e dispendiose terapie che Joy dovrà subire, potrà farlo attraverso:

- BONIFICO BANCARIO da un conto corrente di qualsiasi istituto bancario indicando le coordinate bancarie :

a favore di:

L.I.D.A CALTANISSETTA,

IBAN

IT42P0316501600000701000580

presso:

IW BANK S.p.A.
Via Cavriana, 20
20134 Milano

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LIDA – LEGA ITALIANA DIRITTI DELL’ANIMALE

Ente di protezione ambientale e protezione animale (Decreto Ministero Ambiente del 26/05/87)
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La Puglia è capace di sussultare?

Aggiornamento 19 dicembre

Riceviamo da Roberto Covelli

http://www.facebook.com/search/?q=roberto+covelli&init=quick#/note.php?note_id=221818472960&id=1198425088&ref=mf

Ieri pomeriggio è stata quasi conclusa la cattura dei cani malati da parte dei volontari della Lega. Purtroppo dei tre cuccioli uno era morto da poche ore (il corpicino era ancora caldo) mentre gli altri due, la mamma ed un altro cane sono stati tolti dalla strada. Adesso manca all’appello il solito cane nero ma si auspica che a breve anche lui si ricongiunga con gli amici malati. Chiedo solo a voi tutti di mandare un piccolo contributo o farmaci specifici in fondo anche solo pochi Euro sono una sciocchezza per tutti noi ma una fortuna per i piccoli consentendo l’acquisto di farmaci utili ma costosi per curarli. NON ABBANDONIAMOLI. Mi sono state richieste delle schede corredate di foto e notizie per ogni singolo cane ma come si può pretendere di farle a cani ridotti in quelle condizioni? Bisognerà aspettare che le cure sortiscano il loro effetto e che i piccoli tornino ad avere una parvenza di cani quasi normali. Poi potranno essere pubblicate. Adesso torno a ripetere il mio appello NON ABBANDONIAMOLI. Chiedo a voi tutti di vedere le foto dei sette cuccioli che non posso fotografare singolarmente i quali se non acceleriamo i tempi per toglierli da quella cuccia improvvisata e fetida potranno lasciarci per sempre a causa del freddo intenso e della presenza di una strada a pochi metri da loro. Solo chi conosce la realtà del Sud può comprendere come nella nostra terra, dove migliaia di randagi girano nelle città e nelle zone rurali, sia difficile portarli in canili superaffollati. Continuate con i volontari di Molfetta a condividere questa triste esperienza e soprattutto a far sentire la vostra importante presenza. I piccoli amici a cui l’indifferenza, l’incapacità, la mancanza di volontà degli organi preposti amministrativi e sanitari ha tolto loro la dignità ed il diritto alla vita VE NE SARANNO ETERNAMENTE RICONOSCENTI. Ripropongo alcune foto che mi auguro riescano a scardinare i cuori aridi di amministratori latitanti e senza scrupoli per invitarli a riflettere e soprattutto a pensare come anche per questi esseri meravigliosi esista il sacrosanto DIRITTO ALLA VITA.

QUESTO CUCCIOLO E’ VOLATO SUL PONTE.
QUESTI PICCOLI HANNO BISOGNO DI NOI.

Aggiornamento 14 dicembre

I cani dell’Ipercoop

Cari amici,

volevo informarvi sulla situazione “cani Ipercoop”, innanzitutto mi preme ringraziare tutti coloro che hanno contribuito con le loro offerte, al momento abbiamo ricevuto 250 euro.

I cani sono in parte ricoverati presso il canile sanitario di Molfetta, per la precisione 12, non vi è attualmente più posto presso questa struttura, e questo sta comportando non pochi problemi poiché i veterinari hanno sospeso le sterilizzazioni, per mancanza di posti, e quindi tutto il lavoro fatto in questi anni rischia di essere vanificato per l’arrivo di nuove cucciolate. Avevamo offerto, come sapete, la nostra disponibilità in accordo con l’Amministrazione Comunale,a prenderci cura noi di tutti i cani Ipercoop, proprio per evitare questo blocco a tempo indeterminato del canile sanitario, ma i sig. veterinari hanno preferito così, inutile fare commenti poiché è la storia di sempre. I restanti cani li abbiamo noi in custodia ricoverati presso Cliniche Veterinarie private, molti di loro stanno già meglio, hanno effettuato tutti gli esami ematochimici ed ovviamente cominciato le cure, sul territorio praticamente fatta eccezione per una mamma con 3 cuccioli di qualche mese ed il famoso cane nero di cui tutti parlano, non ve ne sono altri, abbiamo provato più volte a prenderli, ma sono molto molto diffidenti e veloci, peraltro qui da noi piove sempre e tutto è più difficile, ma li prendiamo state sicuri.

In merito alla cucciolata in foto, non sono ammalati ma sicuramente necessitano di aiuto, stiamo cercando uno stallo o una adozione, perché come vi ho già detto nel canile comunale non è possibile più nessun ingresso e noi per liberare il sanitario ci siamo fatti carico di 15 cuccioli e 6 cani adulti e credeteci non sappiamo proprio più come fare, abbiamo cani ovunque da parenti e amici, nella nostra sede in città, insomma ovunque, siamo veramente al collasso.

Comunque ce la faremo come sempre, abbiamo organizzato una cena di Beneficenza per raccogliere fondi, i ricoveri e le cure sono molto costose, i nostri regali di Natale questo anno più che mai saranno solo per loro.

Vi terremo aggiornati, ma per favore non LI DIMENTICATE hanno ora più che mai bisogno di tutti, siamo comunque molto felici perché questa vicenda sta per concludersi al meglio ma una volta guariti………che ne sarà di loro ???

Ancora grazie ed un saluto affettuoso a tutti

Molfetta 14.12.2009

Buon  Natale

I volontari e Mariangela La Volpe, il Presidente della Lega Nazionale per la difesa del Cane

mariangelalavolpe@libero.it

Aggiornamento

http://www.facebook.com/inbox/readmessage.php?t=190904577412#/note.php?note_id=198811197960&id=1198425088&ref=share

Molfetta 26.11 e 28.11.2009. Tutto come prima.
Rivolgo questa mia ulteriore nota agli scettici che non hanno ancora voluto firmare la mail di protesta affinchè si rendano conto della necessità di firmare poichè se Cristo si è fermato ad Eboli, la situazione dei cani del Centro Commerciale si è fermata alla notte dei tempi tranne per tre piccoli prelevati.
Resto sconcertato quando a seguito di una segnalazione relativa allo stato di salute di cani abbandonati al loro destino, peraltro oggetto di svariate segnalazioni e non ultima il ricorso a Striscia la Notizia, si ravvisi da parte di qualche individuo, a cui questa storia sembra essere andata di traverso, la volontà di affermare, anzi, di sostenere che le foto ed i filmati fossero di repertorio.
Sono costernato quando leggo su un sito che ….”la vicenda era nota a tutti ma che tutti non se ne erano preoccupati e che tiravano dritto ogni volta che passavano davanti a quei fantasmi”….. a cui la nostra vergognosa indifferenza li aveva relegati e giù critiche rivolte alla mia nota, all’aver voluto scardinare quell’omertoso e clientelare silenzio nel quale siamo abituati a vivere da sempre.
A frasi sdolcinate ed inutili, ad atteggiamenti degni della scuola di Meroliana memoria che tanto lustro ha dato al teatro partenopeo.
Perchè qui al sud chi fa qualcosa non la deve fare.
Perchè qui al sud si ha sempre bisogno.
Perchè qui al sud c’è gente che si appecorona di fronte ad uno “che conta” perchè …. non si sa mai potremmo sempre avere bisogno.
Perchè qui al sud si vota non per la capacità di colui che ti deve amministrare ma perchè amico degli amici e ….potrebbe darci una mano.
Poi ogni tanto si sveglia qualcuno che cerca di voltare pagina per scuotere animi e coscienze e le critiche non si fanno attendere perchè non hai fatto altro che dire ciò che tutti sapevano ma che al tutti sapevano tutti facevano finta di non sapere.
Allora appare evidente che per amare un’animale, per essere la sua voce, per sostituirti ad esso per denunciare i soprusi, i disagi, l’assoluta assenza di coloro che dovrebbero averne cura, diventa un fatto non di coscienza o d’amore ma pubblicitario.
Avevo visto lontano quando in tempi non sospetti, con molta umiltà mi dedicavo e mi dedico come tantissime altre persone a sfamare cani abbandonati al loro destino nelle zone rurali non molto distanti dalla città; quando rifuggivo dalla volontà di protestare per far riconoscere i loro diritti poichè conscio che non mi avrebbero ascoltato; quando ho ritenuto giusto di entrare a far parte di una Associazione benchè spesso le lotte interiori o i conflitti d’interesse cozzavano con la volontà di assumere comportamenti diversi all’interno delle stesse. Questi comportamenti vergognosi di talune persone che non denotano amore per gli animali ma solo ipocrisia.
Perchè le critiche provengono proprio da parte di coloro che si manifestano animalisti.
Tanto poi se fai solo aria fritta chi se ne frega, l’importante è che si senta un leggero odore di frittura.
Allora dico a queste persone grette ed inette teniamocelo stretto questo sud retrogrado ed omertoso oltre che clientelare ma cerchiamo anche di dirlo o farlo comprendere, ovviamente guardandoli negli occhi, a coloro che non facendo parte di questa cosiddetta razza umana aspettano con tanto amore il nostro aiuto e sostegno.
Sono veramente sconcertato dopo ciò che ho sentito ed ho letto poichè questo mi fa veramente riflettere sul perchè la nostra esistenza spesso sia inutile e improduttiva oltre che impostata a interessi del tutto personali.
Ecco perchè sono convinto che di fronte alla grandezza di un animale dobbiamo solo riflettere e farci perdonare il male fatto con la nostra cattiveria ed egoismo.
Ringrazio di cuore le Dottoresse Marani ed Andreatta di Chiliamacisegua per avermi supportato in questa battaglia così come ringrazio centinaia di persone che hanno manifestato la loro solidarietà ed il loro amore per questi piccoli.
Ho letto con molta attenzione le argomentazioni di Raffaela Vergine e Rosa Camerino che condivido pienamente perchè mettono in luce l’assoluta incapacità degli appartenenti alle Associazioni meridionali di essere coesi ed univoci.
Motivo per il quale usciremo sempre sconfitti dalle nostre battaglie, perchè quando le fai devi prima renderti conto che non ci sia qualcuno che sostiene di vivere le tue stesse passioni ma che poi al momento opportuno ti deride e ti rema contro.
Che tristezza!
E loro sono sempre lì, oggi anche nel fango perchè ha piovuto, ma sempre lì.
Forse la prossima settimana verrano a prelevare i resti dei tre cani morti, speriamo almeno facciano quello.
I buoni di cuore cercano di curarli con Ivomec ed antibiotici sperando almeno di riuscire ad alleviare le loro sofferenze.
Che vergogna!
Lui è sempre lì. Guardate le foto della nota precedente.
Roberto Covelli

brad962@hotmail.it

Lui è sempre lì. Guardate le foto della nota precedente.
Oggi 28 novembre la pioggia ha formato anche il fango ma forse avrà dato un pò di refrigerio, almeno lo spero, a questi sofferenti.
Guardate le condizioni in cui è ridotto.
La paura li attanaglia oltre alla sofferenza.
Non ha la forza neanche di uscire per mangiare.
Si nasconde per paura e forse per vergogna. Lui ha dignità, noi no!

Comunicato

Ci perviene questa ennesima disperata segnalazione.

E frulla in testa una serie di domande che rivolgiamo a Lorsignori

La Puglia è capace di sussultare?

Magari per orgoglio?

Magari per empatia?

Magari per pietà?

Magari solo per applicare la Legge 281/1991?

Magari per dare seguito alle Ordinanze emesse dal Sottosegretario al Welfare on Francesca Martini?

Magari per rientrare a pieno diritto nel consesso dei promotori di civiltà che altrove viene praticata nei confronti degli indifesi?

Magari per salvaguardare la sua immagine?

Magari per essere iscritta nella lista delle Regioni da segnalare come mete  ricche di panorami meravigliosi e abitata da gente ospitale e portatrice sana dei diritti pretesi dalla vita?

Che si rispetta.

Sotto qualsiasi forma si appalesi.

Per la rassegna stampa sulla situazione randagismo, avvelenamenti, orrori come cani e cuccioli bruciati vivi e canili lager in Puglia, Chiliamacisegua rimanda ad una ricerca google o alle pagine del suo sito.

www.chiliamacisegua.org

Chiliamacisegua

Molfetta 25.11.2009

La vergogna continua e chi paga ,sono sempre le anime innocenti.

Oggi sono tornato dove alcuni giorni fa Fabio e Mingo di Striscia avevano fatto un servizio sulla situazione igienico-sanitaria nella quale sono costretti a vivere tanti cani infelici.

Appare evidente sia dalle foto sia dai filmati che ben poco si è fatto per non dire quasi nulla. Ovviamente adesso si scatenerà la rabbia di qualcuno che verrà a dire che non è vero,  perchè in Italia accanto  alla vergogna c’è anche la menzogna.

Sono un volontario, pesce piccolo in un’oceano di squali, ma mi ribello all’indifferenza e chiedo che si divulghi questa vicenda e si prendano i dovuti provvedimenti anche ravvisando laddove ci fosse dolo, gli estremi per una denuncia al Sindaco per omissioni di atti di ufficio.

La presidente della sezione di Molfetta della Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha voluto scrivere a Striscia una lettera dove rappresenta le difficoltà riscontrate nei rapporti con l’amministrazione comunale.

Vorrei rispondere alla presidente che non c’è nessuno che non ne abbia incontrate.

Sarà difficile, ma mi auguro non impossibile tentare insieme di sanare questa incresciosa e deplorevole vicenda che dovrebbe anche interessare gli ambientalisti, per il degrado indescrivibile che vede interessata tutta l’area adiacente ad un enorme centro commerciale e nella quale, purtroppo, vivono queste povere anime del Paradiso.

Si perchè se non si prende una decisione immediata questi piccoli a breve diventeranno anime del Paradiso. Ne ho fotografato uno appena morto in una casetta fatiscente e ce ne sono altri morti a cadenza ormai da calendario fissato dal fato.

Chi ha cura di questi cani? Per quale motivo ci sono tanti cani morti ed esiste tanto degrado?

Ha ragione Bartolo, una persona di buon cuore che tutti i giorni porta cibo caldo a questi piccoli, sostituendosi alla Amministrazione Comunale,  quando sostiene che il Comune probabilmente si augura che muoiano tutti e presto per poter dire di avere risolto il problema.

A breve giungerà l’inverno e queste piccole anime, alcune delle quali (vi invito a vedere le foto) sono irriconoscibili e di cane non hanno più nulla, sono destinate a lasciarci per sempre.

Tremano come foglie, sono pieni di rogna, non hanno più pelo, la pelle arrossata e piena di piaghe, avranno sicuramente la febbre alta: insomma non fanno tenerezza ma tanta profonda tristezza.

E pena. A chi dentro di sé il cuore ce l’ha.

Allora mi rivolgo alle Dottoresse Marani e Andreatta di Chiliamacisegua, ai volontari della Puglia (una regione ormai alla deriva più totale ed assoluta), agli amici di FB: facciamo qualcosa di concreto e di serio se veramente amiamo questi esseri meravigliosi. Non posso accettare che si possa restare inermi e indifferenti di fronte ad un disagio così assurdo e indescrivibile, che si possa restare inermi di fronte alla sofferenza alla quale stiamo lasciando questi piccoli.

Se veramente li amiamo allora chiedo a Voi, fate e facciamo qualcosa per questi nostri amici.

Non abbandoniamoli, perchè loro in questo momento hanno un solo ed unico destino, per molti ormai prossimo, la morte.

Mentre scrivo ho le lacrime agli occhi perchè risento i pianti di Laura, la Signora che ha denunciato la vicenda a Striscia, quando ha visto il corpo senza vita del cane che cercava da tre giorni.

Ha voluto morire in maniera discreta, dietro un pneumatico in una casa fatiscente perchè ha ritenuto giusto non dare enfasi alla sua morte, conscio che a nessuno sarebbe importato gran che e che la sua vita breve o lunga che sia durata, è stata un fastidio per tanta gente ed un dolore per pochi.

Ho tolto il disturbo si sarà detto il nostro piccolo amico, così avranno “un problema di meno”.

Roberto Covelli

Ditemi se questo è un cane.

Il corpo del cane morto fotografato giorni fa ed ancora lì.

Il corpo del cane morto da poco.

Ciò che resta del corpo di un cane.

Un rifugio di emergenza per un’altro fantasma.

Video cani Molfetta

http://www.facebook.com//video/video.php?comments=&v=1186513021830

Striscia si è occupata di cani randagi maltrattati

Nella puntata di giovedì 19 novembre, gli inviati pugliesi Fabio e Mingo ci hanno parlato delle pessime condizioni in cui versa un branco di cani randagi.

http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2009_11_fami19.flv

http://www.molfettalive.it/news/news.aspx?idnews=10526

10 novembre 2009

Emergenza cani randagi, a Molfetta tornano le telecamere di “Striscia la notizia”

Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale

di Rosanna Buzzerio

Molfetta torna sotto i riflettori del Tg satirico di Antonio Ricci, “Striscia la notizia”.

Questa volta i due inviati pugliesi Fabio e Mingo  sono arrivati in città non per scoprire truffe o magie, ma per un problema sociale molto sentito in città e che la nostra redazione aveva già raccontato in tempi non sospetti: il randagismo.

Sabato scorso sono stati alcuni cittadini a chiedere l’intervento di Striscia, perché si trovi una soluzione per i tanti cani che affollano la zona industriale, i parcheggi e le aree verdi antistanti i centri commerciali.

A rispondere alle domande di Fabio e Mingo sarebbero stati il Comune, per voce del dirigente al servizi territorio, Altomare, ed il responsabile del servizio veterinario dell’Asl Bari, Coppola.

Coinvolti dagli inviati anche il nucleo ambientale della Polizia Municipale, che però – come da art. 2 del regolamento del Comune sul randagismo - ha solo il compito di segnalare la presenza di cani randagi al servizio veterinario dell’Asl, che poi attiva le procedure del caso.

Non interpellata, a quanto pare, la Lega per la difesa del cane.

Sarà interessante, a questo punto, vedere nei prossimi giorni le soluzioni proposte per questi animali, in molti casi affetti da leishmaniosi, ehrlichiosi e rogna.

L’arrivo di Striscia in città giunge in contemporeanea con una sollecitazione raccolta ieri dalla nostra redazione. Una nostra lettrice in poche righe ed in un paio di foto - quelle pubblicate in questo articolo – esprime tutto il senso del problema: «non so se ci sono parole per descrivere l’abbandono e la sofferenza di questi cani. Impegniamoci per fare qualcosa».

Ci auguriamo che Fabio e Mingo riescano dove altri non sono riusciti, e che non sia il solito “cane che si morde la coda”.

http://www.comune.molfetta.ba.it/

MOLFETTA. Randagismo: il comune fa chiarezza

Scritto da Ufficio Stampa Comune di Molfetta

Giovedì 12 Novembre 2009 13:12

Molfetta- “Non serve il clamore suscitato dalle televisioni per scoprire il fenomeno del randagismo: conosciamo molto bene il problema e ci stiamo lavorando già da molto tempo con significativi successi e nonostante le tante difficoltà e resistenze”. L’assessore Giacomo Spadavecchia fa chiarezza attorno al fenomeno dei cani randagi presenti nella zona industriale e in alcune zone del centro.

“Il Comune di Molfetta – spiega l’assessore – investe ogni anno 300 mila euro per mantenere efficiente un sistema composto da diversi canili. Interveniamo, inoltre, con azioni di prevenzione effettuate sul campo (prima fra tutte, la sterilizzazione) e puntiamo a soluzione capaci di contemperare la tutela della salute di questi animali con la sicurezza dei cittadini e con il decoro ambientale. Talvolta, però, il nostro lavoro deve tener conto anche delle diverse istanze che emergono durante i tavoli di concertazione cui partecipano altri soggetti interessati al problema”.

I dati reali dicono che il Comune possiede un canile sanitario dove settimanalmente vengono effettuate microchippature e sterilizzazioni da parte della ASL di tutti i cani accalappiati; un rifugio che ospita ad oggi 180 cani; una zona a stabulazione libera che ospita 110 cani; un canile in affidamento all’associazione “Progetto Vita” che ospita 130 cani.

Le spese annue sostenute solo per il mantenimento di questi animali ammonta a  300.000 euro. Tutte le strutture comunali sono al momento sature e non permettono il ricovero di ulteriori animali. Del resto, i cani randagi attualmente presenti nella zona artigianale, nella zona ASI e in alcuni quartieri della città, sono animali che vengono reimmessi sul territorio (in base a quanto previsto dalla legge regionale n. 26/2006) con autorizzazione del sindaco e previo nulla osta sanitario della ASL che ha il compito di certificare l’avvenuta sterilizzazione e microchippatura di ogni singolo animale, nonché il buono stato di salute e la mancanza di aggressività.

Secondo gli esperti del settore, infatti, la reimmissione in libertà dei cani randagi sterili è una forma di “lotta biologica” al randagismo, nella misura in cui disincentiva nel medio termine la presenza sul territorio di nuovi cani fertili e ne impedisce la loro riproduzione.

“Il vero problema legato al randagismo è l’abbandono dei cani da parte dei privati” aggiunge l’assessore Spadavecchia. “Fino a quando continueranno questi gesti di inciviltà, il problema non potrà essere risolto del tutto”. Anche a Molfetta si stima che siano ancora tanti coloro che, in possesso di un cane, non provvedono alla obbligatoria iscrizione all’anagrafe canina. Che il fenomeno dell’abbandono sia rilevante (favorito forse anche dall’estensione della zona Asi) è testimoniato anche dal fatto che spesso vengono ritrovati in strada cani adulti non microchippati, nonché cucciolate intere abbandonate nei parcheggi dei centri commerciali o, nel peggiore dei casi, nei cassonetti.

L’abbandono di un animale è un reato perseguibile penalmente e l’amministrazione comunale sta approntando una campagna di sensibilizzazione tesa a favorire la microchippatura gratuita dei cani di proprietà non ancora in regola con l’iscrizione all’anagrafe canina. L’intervento precederà una serrata azione di controllo e denuncia di coloro che non abbiano ancora registrato i propri animali.

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c.muscardini@tin.it;

mannucci_b@camera.it;

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VIVI, MORTI, RISORTI ED ECTOPLASMI IN PARLAMENTO GRAZIE ALL’ON MANNUCCI

Riceviamo e divulghiamo con sommo gaudio
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org

COMUNICATO
In allegato l’interrogazione da me presentata oggi e l’ordine del giorno che ho presentato sempre oggi in aula e che è stato accolto dal Governo.
On. Barbara Mannucci
Camera dei Deputati – Popolo della Libertà

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

L’ Anagrafe Canina Nazionale è il registro dei cani identificati con microchip o tatuaggio in Italia.

Si tratta di una Banca Dati, alimentata dalle singole anagrafi territoriali, che intende fornire on line i riferimenti utili per rintracciare il luogo di registrazione di un cane smarrito e il suo legittimo proprietario, nel rispetto della tutela della privacy del cittadino.

E’ realizzata dal Ministero della Salute in stretta collaborazione con le Amministrazioni Regionali, che vi riversano i dati locali. L’iscrizione è dunque automatica e a cura dell’amministrazione competente.

La consultazione della banca dati è libera. Chi trova un cane smarrito, digitando nel sito del Ministero della Salute il codice a 15 cifre del microchip o quello tatuato, può risalire all’anagrafe di provenienza del cane e trovare numeri utili e sportelli a cui rivolgersi per rintracciare il proprietario.
E’ possibile effettuare la lettura del microchip, per ottenere il codice, presso i servizi veterinari delle Asl e gli ambulatori veterinari privati muniti dell’apposito lettore.

In tale sito risultano gli identificativi dei cani inseriti in anagrafe dalle singole regioni e quindi, a monte, dalle singole ASL provinciali.

CONSTATATO CHE :

Alla data odierna gli identificativi di cani registrati in Sicilia sono 230.906 e a Siracusa e provincia 22.550

Se si prova  a digitare il microchip di un cane deceduto, per il quale si è  provveduto tempestivamente a presentare all’ASL di competenza il certificato di morte, stilato dal Veterinario, si scopre che per l’Anagrafe Regionale e quindi per quella Nazionale, il cane risulta ancora vivo ed appartiene al legittimo proprietario.

Stessa situazione per decine, anzi centinaia di cani deceduti nei canili ed ancora caricati nelle anagrafi suddette.

I seguenti microchip appartengono a cani deceduti , alcuni da anni ed altri da molti mesi ed ancora risultano come “identificativi registrati” nell’ Anagrafe canina Regionale della Sicilia e di conseguenza in quella Nazionale.

Questo si legge nei certificati di morte inviati all’ASL n.8 di Siracusa ed All’Ufficio dell’Amministrazione Comunale di Siracusa – Settore Ambiente, uffici dove vengono raccolti i certificati di morte, di smarrimento, di furto e di passaggio di proprietà di un cane:
1.
MICROCHIP n. 977200001635380, METICCIO ,TAGLIA MEDIA, MASCHIO, DI COLORE MIELE, CASTRATO, DECEDUTO PER COLLASSO CARDIOCI! RCOLATORIO.
IL cane presumibilmente è morto il 12-07-2006,comunicazione del 13 -07-2006 , inviata il 19-07-2006 ATTRAVERSO FAX ALL`ASL ED AL COMUNE DI SIRACUSA, SETTORE AMBIENTE , c.a Dott.ssa Pantano.
2.
Microchip n.977200001667899 , Meticcia,taglia media,femmina di colore bianco,deceduta per COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO .
La cagnetta, si presume sia morta il 17 luglio 2006 , la segnalazione scritta della morte,porta la data del 18-07-2006 , all`ASL n.8 di SIRACUSA ED AL COMUNE-SETTORE AMBIENTE E` STATA COMUNICATA solo IL 31- 07-2006, ATTRAVERSO FAX.
3.
Microchip n.977200004949271 meticcia,taglia media,femmina, di colore bianco, deceduta per COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.
LA MORTE VIENE REGISTRATA IL 1° LUGLIO 2006 e segnalata attraverso fax all`AUSL n.8 di Siracusa ed al Comune -Settore Ambiente giorno 8-07-2006.
4.
Microchip n.977200004631182. CUCCIOLA ,di taglia media, colore nero e marrone, deceduta per ! COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.
PRESUMIBILMENTE MORTA NEL PERIODO DI FERRAGOSTO, REGISTRATO IL DECESSO IL 18 AGOSTO 2006 E COMUNICATO ALL`ASL N.8 DI SR ED AL COMUNE -SETTORE AMBIENTE,DOTT.SSA PANTANO,ATTRAVERSO FAX IL 30-08-2006!
5.
Microchip n.977200004947400, pastore tedesco, colore nero focato, vecchio.
PRESUMIBILMENTE MORTO NEL PERIODO DI FERRAGOSTO, REGISTRATO IL DECESSO IL 16 AGOSTO 2006 E COMUNICATO ALL`ASL N.8 DI SR ED AL COMUNE -SETTORE AMBIENTE,DOTT.SSA PANTANO ATTRAVERSO FAX -IL 30-08-2006!

6.
Microchip n.977200004463804, METICCIA ,TAGLIA MEDIA,COLORE NERO, DECEDUTA PER COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO. COMUNICAZIONE SCRITTA DEL 13-08-2006 INVIATA VIA FAX IL 31-08-2006 ALL\`AUSL ED AL COMUNE DI SIRACUSA.

7.
Microchip n.977200004632900,meticcio,taglia media, colore nero,deceduto per COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO. Comunicazione scritta giorno 11-08-2006 ed inviata all\`AUSL ed al Comune di Siracusa, via fax, il 29-08-2006.
8.
Microchip n.977200001597837. METICCIA DI TAGLIA MEDIA ,! COLORE NERO, DECEDUTA PER COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.
Comunicazione scritta il 10-08-2006, inviata via fax l\`11-08-2006 all\`AUSL ed al Comune di Siracusa.
9.
Microchip n.977200004625211 .METICCIO, TAGLIA MEDIA,COLORE MIELE, DECEDUTO PER COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.
Comunicazione del 9-08-2006 ,inviata via fax all\`Ausl ed al Comune di Siracusa, giorno 11-08-2006
10.
Microchip n.977200001569903. METICCIO,TAGLIA MEDIA COLORE MARRONE, DECEDUTO PER COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO. Comunicazione del giorno 8-08-2006, inviata via fax all\`ASL ed al Comune di Siracusa giorno 11-08-2006
11.
Microchip n.977200004460368.Meticcio, taglia media ,colore nero,deceduto per .COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO..
COMUNICAZIONE DEL 7-08-2006, INVIATA VIA FAX ALL\`AUSL ED AL COMUNE DI SIRACUSA IL GIORNO 11-08-2006.
12.
Microchip n.977200004969580. METICCIO,TAGLIA GRANDE,COLORE MIELE, .DECEDUTO PER COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO. .COMUNICAZIONE DEL 2-09-2006,I! NVIATA VIA FAX ALL\`AUSL ED AL COMUNE IL 4-09-2006
13.
Microchip n.977200001679302. METICCIA ,TAGLIA MEDIA, COLORE MARRONE CHIARO, .DECEDUTA PER COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.. Comunicazione del 4-09-2006 inviata TEMPESTIVAMENTE LO STESSO GIORNO ALL\`AUSL ED AL COMUNE DI SIRACUSA VIA FAX.

14.
Microchip n. 977200001676191.Pastore tedesco femmina,taglia grande,colore marrone e nero,deceduta per COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.
Comunicazione del 5-09-2006,inviata via fax tempestivamente all`Ausl ed al Comune il giorno 6-09-2006.
15.
Microchip n.977200001656879. Meticcio,taglia media,deceduto per COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO.
Comunicazione del 16-09-2006, inviata all`AUSL ed al Comune il 19-09-2006
16.
Microchip n.977200004985963. Meticcio, taglia media, colore tigrato, deceduto per COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO. NELLA COMUNICAZIONE DEL 18-09-2006,INVIATA VIA FAX ALL`ASL ED AL COMUNE DI SIRACUSA IL 19-09-2006, SCRIVONO:MICROCHIP NON LEGGIBILE E POI INSERISCONO A MANO IL NUMERO SUDDETTO.
17.
Microchip n.977200001611191. Meticcia,taglia media, colore nero, deceduta per COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO. COMUNICAZIONE DEL 6-10-2006, INVIATA IL 9-10-2006 ALL`ASL ED AL COMUNE DI SIRACUSA VIA FAX.
18.
Microchip n.977200004955337. METICCIA ,TAGLIA MEDIA, COLORE TIGRATO. DECEDUTA PER COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO. Comunicazione del 7-10-2006. prot. del 10-10-2006 n.2890/c
19.
Microchip n. 977200001701963. meticcia, taglia media, colore nero con macchia bianca al petto. deceduta per COLLASSO CARDIOCIRCOLATORIO .COMUNICAZIONE DI GIORNO 8-10-2006, PROT. n. 2893/c del 10 -10-2006.

Tutto ciò premesso e constatato, la sottoscritta chiede al Ministro competente di effettuare rigide verifiche presso le ASL e le Amministrazioni competenti affinché si faccia luce sul perché i microchip di cani deceduti da anni risultano ancora  ”identificativi registrati” nell’Anagrafe canina Regionale e di conseguenza in quella Nazionale.

A.C. 2836-A/R


ORDINI DEL GIORNO

Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno.

N. 1.

Seduta del 25 novembre 2009

La Camera,

premesso che:

dall’ispezione condotta dai NAS dal 4 al 13 luglio 2008, nell’ambito della campagna del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali contro il maltrattamento degli animali da compagnia, è emerso che in Italia un canile su tre è fuori legge;

tali dati confermano il fenomeno dei cosiddetti «canili-lager», strutture in cui gli animali subiscono varie e gravi forme di maltrattamento, sono costretti a vivere in gabbie anguste e fatiscenti, con mangimi spesso scaduti e in condizioni igienico-sanitarie assolutamente precarie;

la detenzione dei cani all’interno dei canili deve essere necessariamente sottoposta a controlli regolari e frequenti da parte delle autorità competenti, al fine di contrastare ogni forma di maltrattamento nei confronti degli animali,

impegna il Governo

a dare nuovo impulso a frequenti e accurate verifiche da parte dei servizi veterinari e dalle Forze dell’ordine nei riguardi dei canili italiani.
9/2836-A-R/5. Mannucci, Giammanco, Ceccacci Rubino, Mariarosaria Rossi, Repetti.

ACCOLTO

Qui la battaglia email di Chiliamacisegua

VIVI, MORTI , RISORTI ED ECTOPLASMI

http://www.chiliamacisegua.org/2009/10/01/vivi-morti-risorti-ed-ectoplasmi/



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Carcere per chi maltratta gli animali Sì della Camera, la legge passa al Senato – Corriere della Sera

Approvata la ratifica della convenzione europea. Pesanti sanzioni anche per il traffico illegale di cuccioli

Le nuove norme prevedono anche il divieto di tagliare coda e orecchie ai cani

Carcere per chi maltratta gli animali Sì della Camera, la legge passa al Senato

Approvata la ratifica della convenzione europea. Pesanti sanzioni anche per il traffico illegale di cuccioli

Con le nuove norme sarà proibito tagliare orecchie e code ai cani (Reuters)
Con le nuove norme sarà proibito tagliare orecchie e code ai cani (Reuters)

ROMA – L’Aula della Camera ha approvato quasi all’unanimità la ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, che introduce il divieto di mutilazioni per cani e gatti. Il testo, approvato con 466 sì, un no e sei astenuti, ora passa al Senato. L’argomento era stato affrontato già a Montecitorio nelle settimane scorse ma una serie di interventi da parte di alcuni parlamentari ne avevano causato l’aggiornamento. Proprio l’impasse a cui si era arrivati in quell’occasione era stata lo spunto per la puntata di Porta a Porta dedicata agli animali da compagnia dove tra l’altro era emersa la trasversalità delle posizioni animaliste alla Camera. Bruno Vespa ebbe a commentare, nel corso di una fase concitata della trasmissione, che i politici «sono molto più gestibili quando si parla di Giustizia». Ora invece sembra che i deputati siano riusciti a trovare un’intesa e a votare in modo pressoché unanime.

«PERCORSO DI CIVILTA’» – Grande soddisfazione è stata espressa dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che parla di «percorso di civiltà» e che ora auspica «un passaggio velocissimo per l’approvazione del provvedimento al Senato dopo il lavoro di integrazione e di valutazione di tutte le posizioni effettuato alla Camera». La Martini sottolinea anche la necessità di «procedere con un cambiamento culturale e un percorso di civiltà che vede la relazione uomo-animale nel nostro Paese quale relazione di rispetto e di applicazione delle migliori prassi in Europa». «Sottolineo, inoltre – ha aggiunto -, che la stessa Convenzione è stata integrata con norme specifiche contro il traffico di cuccioli, tema di particolare rilevanza anche alla luce degli accadimenti dei mesi scorsi».

LA LAV: ORA FARE IN FRETTA – La Lav, che si era fatta promotrice di più di una iniziativa di sensibilizzazione per arrivare a questa ratifica, attesa da vent’anni, chiede ora che il Senato approvi velocemente il testo, trasformandolo così in legge a tutti gli effetti. E questo per «fornire quanto prima a forze di Polizia e servizi veterinari gli strumenti per poter contrastare efficacemente i trafficanti di vite animali, particolarmente all’opera in prossimità delle feste natalizie, tradizionale periodo di aumento di vendite di cuccioli». Quello della tratta di animali dall’Est è infatti un fenomeno di vaste proporzioni. «Questa pratica – fa notare l’associazione animalista – coinvolge ogni anno migliaia di cani e gatti, provenienti dai Paesi dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando i documenti, senza il regolare microchip, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di farmaci per farli sembrare sani all’acquirente. La mortalità dei cuccioli nella fase che va dal trasporto ai primi mesi dopo l’arrivo in Italia raggiunge il 50%. Il valore di mercato di un cucciolo importato dall’Est e spacciato per italiano falsificando i documenti può aumentare fino a 20 volte, con un giro d’affari annuo stimato in 300 milioni di euro».

NIENTE MUTILAZIONI – In base alle nuove regole sarà tassativamente vietato mutilare gli animali tagliando loro la coda o le orecchie, salvo in alcuni limitati casi che saranno individuati da un regolamento del ministero della Salute (la lobby delle doppiette si è già mobilitata per consentire il taglio della coda di alcuni cani da caccia). In ogni caso, gli interventi dovranno essere finalizzati al benessere dell’animale; e il regolamento dovrà essere redatto sentendo i veterinari.

C’E’ ANCHE IL CARCERE – Non sarà più necessario il requisito della crudeltà per punire con la reclusione da 3 a 18 mesi chi uccide un animale da compagnia. Con le nuove regole, potrà essere condannato chiunque cagiona, senza necessità, la morte di un animale. Chi maltratta un animale da compagnia potrà essere recluso da 3 a 15 mesi e condannato ad una multa da 3.000 a 18.000 euro. La stessa pena si applica anche quando l’animale è sottoposto al taglio o all’amputazione della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all’asportazione delle unghie o dei denti o ad altri interventi chirurgici comunque destinati a modificarne l’aspetto o finalizzati a scopi non terapeutici non previsti dal regolamento ministeriale. Gli interventi non terapeutici potranno esser eseguiti da un veterinario e solo per impedire la riproduzione dell’animale, per ragione di medicina veterinaria o comunque nell’interesse della bestia.

STOP AL TRAFFICO ILLECITO – Viene introdotta la fattispecie di traffico illecito di animali da compagnia: sarà recluso da 3 mesi a un anno e condannato ad una multa da 3.000 a 15.000 euro chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) o, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve. La pena è aumentata se gli animali hanno un’età inferiore a 12 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria. Sanzioni sono previste anche per i trasportatori degli animali.


25 novembre 2009


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Katmandu – La ’sacra’ mattanza di 300.000 animali

http://blog.panorama.it/foto/2009/11/24/katmandu-la-sacra-mattanza-di-300000-animali/
Katmandu - La ’sacra’ mattanza di 300.000 animali 

Una "tradizione" che dura da tre secoli(
AP Photo/Gemunu Amarasinghe)

È cominciata oggi a Bariyapur, in Nepal, una delle più importanti feste religiose del Paese, durante la quale oltre 300.000 animali vengono sacrificati dalla popolazione per ingraziarsi la benevolenza della divinità. Si tratta del Gadhimai festival, che si celebra ogni 5 anni. Animalisti di tutto il mondo, tra cui Brigitte Bardot, hanno chiesto al presidente nepalese la fine della mattanza. 40.000 bufali verranno sgozzati con capre, pecore, polli e piccioni.

Una “tradizione” che dura da tre secoli
Festival induista dedicato alla dea Gadhimai
Si inizia dall’uccisione di due ratti, un gallo e un agnello
Milioni di devoti provenienti anche dall’India
Sacrificati almeno 40.000 bufali
Per ingraziarsi gli dei
250 gli ’sgozzatori’ autorizzati
Festival induista dedicato alla dea Gadhimai
Attesi 5 milioni di fedeli
Una “tradizione” che dura da tre secoli
Sacrificati almeno 40.000 bufali
Per ingraziarsi gli dei
  • redazione
  • Martedì 24 Novembre 2009
  • FIRMA LA PETIZIONE
    https://secure.humanesociety.org/site/Advocacy?cmd=display&page=UserAction&id=4287
    Ask Nepal to prevent animal cruelty during the Gadhimai Jatra festival

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BANZAI A VITE SPIATE

BANZAI A VITE SPIATE

Chiliamacisegua, domani ore 14, a Vite Spiate, una trasmissione in diretta: spierà..i sindaci.

Web tv in streaming

http://www.vitespiate.com

Banzai: Avanti il primo!

La situazione del randagismo in Sicilia, ” Bedda Sicilia!”, è allucinante.

In studio il conduttore Claudio Margiotta , assistito da Jasmine Campisi, e l’ospite, Rosanna Marani, vicepresidente dell’Associazione Chiliamacisegua, affronteranno il fenomeno randagismo di questa Regione, dove gli episodi di inadempienza e di ignoranza della Legge 281/1991, Legge a tutela del benessere animale e le dimostrazioni di inciviltà, sono all’ordine del giorno.

La storia di Regina, senza corona è emblematica.

Maria Elena Caligiore referente di Chiliamacisegua per la Sicilia, la racconterà.

Qui riportati i fatti.

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/21/regina-e-nuovamente-senza-corona-e-senza-un-tetto/

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/11/02/regina-senza-corona/

Se qualcuno desidera rendersi parte attiva e produrre la propria testimonianza, acceda al sito

http://www.vitespiate.com/

si registri (è un attimo e totalmente gratuito), per chattare ed intervenire.

Grazie

Buon Banzai a tutti!

Chiliamacisegua

http://www.chiliamacisegua.org/

http://chiliamacisegua.wordpress.com

http://www.chiliamacisegua.info

http://www.vitespiate.com/blog/2009/11/banzai-rosanna-marani-denuncia-gli-orrori-dei-canili-lager/#more-233

Banzai! Rosanna Marani denuncia gli orrori dei canili lager

Posted 23 novembre 2009 By Vite Spiate

Domani alle 14:00, Claudio e Jasmine presenteranno la prima puntata di una nuova, importante rubrica che vede la partecipazione straordinaria di Rosanna Marani e della sua associazione Chi Li Ama Ci Segua, che si occupa di salvare cani in difficoltà e di denunciare gli scandali e gli abusi che ruotano intorno al mondo dei canili, spesso veri e propri lager.
Il grido di Rosanna e di CLACS è “Banzai: avanti il primo!”. Banzai è il loro grido di battaglia, è l’adesione alle battaglie e-mail, è l’urlo di rabbia, l’indignazione che diventa azione, è la loro adrenalina.
In ogni puntata, si parlerà di adozioni (con cani presenti in diretta), denunce, infamie, cinofilia in generale. E soprattutto Rosanna parlerà a ruota libera, senza censure, con l’enorme energia e la grande tenacia che la contraddistinguono, delle situazioni scandalose di cui l’associazione si occupa quotidianamente.

Rosanna

Con Rosanna, nella puntata di domani ci sarà anche Nero, il cane protagonista del mese di gennaio del calendario dell’associazione, accompagnato da Roberta Romani, educatrice cinofila della Scuola Cinofila Balsamo.
In collegamento chat, Maria Elena Caligiore (referente di CLACS per la Sicilia) racconterà la situazione del randagismo in Sicilia, dove gli episodi di inadempienza e di ignoranza della Legge 281/1991 (Legge a tutela del benessere animale) e le dimostrazioni di inciviltà sono all’ordine del giorno.
Verrà raccontata a tal proposito la storia di Regina “senza corona”, un caso emblematico.

Rosanna mix

Rosanna Marani, giornalista, assieme a Corinna Andreatta è tra le fondatrici di Chiliamacisegua, Associazione per la Tutela degli animali, che collabora con il Sottosegretario al Welfare on. Francesca Martini, nella difesa del benessere animale, sancito dalla Legge 281/1991.
CLACS è fatta di donne e uomini che vogliono fare la loro parte per rimettere le cose a posto nel mondo degli animali.
Persone che non chiedono compassione, pietà ma empatia.
Persone che animate dalla rabbia, vogliono operare per il benessere animale e la tutela della vita.
L’indecenza dei canili è dai più sconosciuta. Lager mantenuti con soldi pubblici che dovrebbero assicurare ai cani reclusi pasto e cure. Soldi pubblici elargiti dalle convenzioni stipulate dai sindaci delle città che volgono lo sguardo altrove indaffarati, a volte inconsapevoli. Spesso ignoranti delle stesse Leggi.
Soldi che arricchiscono le tasche di speculatori che un tot al chilo, lucrano e lasciano agonizzare creature indifese, non denunciando neppure la loro morte, provocata spesso dall’inedia, detenendo in celle frigorifere le carcasse pur di non perdere i due euro di retta giornaliera. Nella promiscuità del silenzio, “non diciamo nulla altrimenti i gestori dei canili non fanno entrare le volontarie e poveri i cani!”, si consumano connivenze tra volontarie stesse, associazioni nazionali e locali che portano con il traffico di animali all’estero, cani e gatti diritti in stabulari di industrie che ancora praticano la vivisezione.




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