PADANIA 15 NOVEMBRE MILANO LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI

PADANIA 15 NOVEMBRE  MILANO LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI

A MILANO LO SCANDALO DELLO ZOO DEL SAN RAFFAELE E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.

DI CHI VOLESSE VEDERE S’INTENDE. E NON DI CHI, GLI OCCHI POCO CARITATEVOLMENTE, LI CHIUDE

MENTRE GLI ANIMALI CONTINUANO A SOFFRIRE, A MORIRE E LE DENUNCE SI TUTANKAMONIZZANO IN ATTESA DELLA “SANTA,  (BENEDETTA DAL CIELO E DAGLI UOMINI DI NESSUNA BUONA VOLONTA’) PRESCRIZIONE”.

POCO SACRA E MOLTO PROFANA.

BUONA LETTURA

CHILIAMACISEGUA

www.chiliamacisegua.org

LA PADANIA 15 NOVEMBRE 2009

DALLA PARTE DEGLI ANIMALI A CURA DI STEFANIA PIAZZO

s.piazzo@lapadania.net;
QUARTA PUNTATA

VIAGGIO NELL’ITALIA BESTIALE

IL RISCHIO DELLE INDAGINI IMBALSAMATE

Il caso Oasi San Raffaele. Il pm in Procura a Milano chiede l’archiviazione. Per la Regione è tutto ok. Non per il gip

LA PET THERAPY CHE SEGA LE ALI

Due notizie al prezzo di una. E tante domande. Allora, menomare gli animali fa bene all’uomo? Il rischio di prescrizione della denuncia fa bene altrettanto? Da una parte c’è l’Oasi San Raffaele, a Milano, che ritiene utile tagliare le ali agli uccelli (anche quelli protetti, anestesia optional),ritenendo che la loro presenza sia terapeutica alla vista dei pazienti. Se razzolano e non volano non scappano. È la nuova frontiera della pet therapy: da questa preventiva mutilazione, il paziente ne trae beneficio. It’s beautiful. Gli animali sono lì, a disposizione. Menomati. Alla faccia dei protocolli del ministero, delle terapie assistite con gli animali, lasciati invece alla mercè degli sguardi dei malati. Utile, etico? E quanto la loro immagine può alleviare le sofferenze psichico-spirituali dei pazienti? La pet è usare e tagliare dove serve per compiacere? Mica male.

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TUTTO È CONCESSO. GLI ANIMALI DEVONO SOLO COMPIACERE

GLI ISPETTORI DELLA FORESTALE NEL PARADISO TERRESTRE. AMPUTAZIONI PER EVITARE LA FUGA

«Un’oasi di pace, ove la presenza degli animali contribuisce alla guarigione degli ammalati…». Annuncia così con un grande cartello “L’oasi del San Raffaele”. Segue la lunga carrellata delle presenze su quest’arca dell’alleanza e il giusto monito: «È dovere di tutti rispettare la loro natura e la loro dignità». E allora qui inizia il Purgatorio. Il Corpo forestale dello Stato entra nel Paradiso di via Olgettina. Apriti cielo, e tuona. Il Nucleo investigativo si guarda attorno, fotografa,accerta e sicuro di sè dà comunicazione di reato all’autorità giudiziaria: per maltrattamento, per possesso non autorizzato di alcune specie protette. Seguono tre verbali di sequestro della nutrita pattuglia degli “animali medicinali”, diversi dei quali mutilati, più il sequestro della macchinetta taglia becchi e taglia ali elettrica per amputare loro le parti utili alla fuga da quel paradiso terrestre.

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ALL’UFFICIO STAMPA DELLA FONDAZIONE SAN RAFFAELE

direzione.comunicazione@hsr.it

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