La Padania Puglia, là dove bruciare cani e canili non costituisce reato
LA PADANIA 11 OTTOBRE
Puglia, là dove bruciare cani e canili non costituisce reato
DI STEFANIA PIAZZO
Puglia. Un saggio su come va? Un salto nel buio? Nel malessere animale?
Pronti. Riceviamo e pubblichiamo una lettera dalla sezione pugliese di Chiliamacisegua.
Ecco qua.“Oggi è stata una di quelle giornate nelle quali si può toccare con mano la disperazione a cui porta l’indifferenza delle istituzioni, la mancanza di una politica a favore degli animali, la solitudine che circonda chi di loro si occupa.
In un rifugio a Lido Azzurro 300 cani erano senza cibo e senza acqua da domenica, si azzannavano tra loro, per un topo, per un serpente.. Il gestore, Antonio Scarano, rifiutava anche l’aiutdi Annamaria, che voleva portare cibo per quelle povere bestie, la situazione,già da tempo precaria, non voleva si risolvesse con l’elemosina. Aveva una tanica di benzina, minacciava di dar fuoco al canile, entro l’indomani. Stamattina,la corsa contro il tempo. Ho chiamato a raccolta le tv locali, i Carabinieri,le Guardie Ecozoofile dell’Anpana perché quella tanica di benzina non prometteva niente di buono, perché si rischiava la tragedia. E si è rischiata davvero, quell’uomo stava facendo uno sciopero della fame da qualche giorno,non voleva sentir ragioni, voleva la magistratura, si è cosparso di benzina e si è arrampicato su un albero, minacciando di darsi fuoco. Ecco dove si arriva, quando si hanno trecento cani e non li si può più sfamare. Scarano ha raggiunto il suo scopo, le Tv hanno filmato, i giornalisti erano presenti, è arrivata l’Asl veterinaria e ha portato via i cani, in altri canili, i Carabinieri hanno evitato il peggio e i sanitari del 118 hanno portato via Scarano, per un ricovero”.
Sul caso, denunciato anche dalla Lega nazionale per la difesa del cane, va registrato l’ennesimo silenzio dei sindaci. Quelli degli otto Comuni convenzionati con il canile asilo gestito dalla Associazione non riconosciuta Arca di Noè (Monteiasi, Massafra, S. Giorgio Ionico, Faggiano, Roccaforzata, Carosino, Montesata e Taranto).
Nonostante siano stati messi a conoscenza della situazione ad oggi non pare abbiano preso alcun provvedimento.
È l’epilogo italiano ad una storia incredibile, dopo il sequestro del canile avvenuto un anno fa dalla Finanza per mancanza di autorizzazioni.
Finita una storia, ne inizia un’altra.
La Puglia insegna.
Il 25 settembre scorso la giustizia ha fatto bella mostra di sé al Tribunale di Bari, nel corso di un processo per maltrattamento
a carico di Alberto Schena, titolare di un canile abusivo a Torre a Mare, a pochi chilometri dal capoluogo. Scoppiò un incendio il 26 giugno scorso. Fu una carneficina. Morirono senza via di fuga, stretti in piccole gabbie, 70 cani, altri restarono gravemente feriti. “I volontari della Lega Nazionale per la difesa del Cane e di altre Associazioni locali che per primi prestarono soccorso alle povere creature, infilandosi tra le fiamme prima ancora dell’arrivo dei Vigili del fuoco, si trovarono davanti ad uno spettacolo orrendo che nessuno di loro potrà mai dimenticare: cani che bruciavano vivi
che non potevano sfuggire alle fiamme, poiché costretti in gabbie per polli, o legati alla catena”, fa sapere in una nota la Lega del cane. La Forestale non poté che arrivare e registrare il dramma, la sofferenza dei cani sopravvissuti.
Mentre i veterinari della Associazioni nominate “tutori giudiziari” fornirono ai giudici quanto necessario per documentare al di sopra di ogni ragionevole dubbio le anomalie della struttura, l’assenza di una anagrafe canina, nessuna sterilizzazione sui soggetti femmina… per non parlare dell’abbondante presenza di cuccioli nel canile. Ma come è andata a finire?
Nessun reato. Nessun maltrattamento.
Il giudice ha assolto il proprietario.
Il fuoco purifica, le fiamme distruggono anche le inadempienze. Il magistrato,
Eustachio Cafaro, ha ragionato con la propria testa. Non con quella del pubblico ministero. Pregi della democrazia e della certezza del diritto di morire bruciati senza che il carnefice ne risponda.
PROGETTO PILOTA A QUARTO OGGIARO
A volte i miracoli si compiono ancora, a Milano, con la scuola di pet therapy. Ma non al Sud, dove invece il rispetto del migliore amico dell’uomo è ancora un miraggio lontano
MILANO, LA PET THERAPY S’IMPARA A SCUOLA
Così un istituto ha deciso di diventare laboratorio: un progetto fortemente voluto da un gruppo intraprendente di insegnanti, con la benedizione del Garante per la tutela degli animali, Gianluca Comazzi
LA PADANIA 13 OTTOBRE
Martini: veterinari, pilastro fondamentale della sanità
DI STEFANIA PIAZZO
Parlare di salute animale significa entrare nelle case di milioni di famiglie, di persone sole, entrare nel vivo di un rapporto affettivo che il legislatore sta via via sempre più riconoscendo per riconferirgli quel valore sociale non secondario nella gerarchia dei rapporti all’interno di una comunità

[...] http://www.chiliamacisegua.org/2009/10/14/la-padania-puglia-la-dove-bruciare-cani-e-canili-non-costi... [...]