RESOCONTO DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA STERILIZZAZIONE
14 settembre 2009 -
Riceviamo e ringraziamo Marianna Guaccio
RESOCONTO DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA STERILIZZAZIONE
12 settembre ’09, CASTELVOLTURNO
Tenutosi grazie a Dorothea Friz
http://web.tiscalinet.it/legaproanimale
Essendo lungo, complesso e noioso da leggere un riassunto di tutti gli interventi fatti in quasi 10 ore di convegno, ho ritenuto opportuno riportarvi gli elementi più importanti e da cui potete tutti trarre vantaggi e giovamento.
Ho diviso tutto in paragrafi:
1) Le leggi vigenti…………………………………………………………………………………. pag.1
2) Le soluzioni al randagismo ………………………………………………………………pag.2
3) Cosa ci guadagna lo Stato se finanzia la sterilizzazione……………pag.4
4) Che tipo di sterilizzazione?……………………………………………………….pag.5
5) Le asl veterinarie hanno il compito di sterilizzare…………………….pag.5
6) Asl Na1: un modello da esportare…………………………………………………..pag.6
LE LEGGI VIGENTI:
è importante che noi volontari sappiamo quali sono i diritti e i doveri che ci spettano per la tutela del benessere dei nostri animali.
La legge vigente è la 281/91.
Questa ci garantisce che:
- il maltrattamento è un reato penale
- l’abbandono è un reato penale
- la soppressione – salvo per gravissimi motivi di salute – è illegale
Ma questa legge non fa abbastanza per impedire il randagismo.
Un’Ordinanza del 2008 aggiunge alcuni elementi:
- per i cani: obbligo di microchip e registrazione in anagrafe entro 60 giorni di vita
- solo il veterinario può installare il microchip
- sono vietati la vendita, l’affido o qualsiasi spostamento del cucciolo dalla madre prima dei 2 mesi di vita
- sono vietati la vendita, l’affido o qualsiasi spostamento di un cane non identificato da microchip e registrazione in anagrafe
- il sindaco è responsabile dell’anagrafe e deve dotare la polizia di lettori di microchip
- i microchip devono essere rintracciabili per tutto il loro percorso, dalla vendita al destinatario.
(N.B. prima il microchip poteva essere comprato dovunque e messo da chiunque ma non costituiva una garanzia: molti allevatori mettevano il microchip e non iscrivevano il cane all’anagrafe, quindi, se il cane veniva abbandonato, il n°di microchip non permetteva di risalire al proprietario).
- il proprietario è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione del cane. (quindi se il cane è aggressivo è colpa del padrone: questo è importante!!!)
Un’Ordinanza del 2009 aggiunge che:
- i cani preferibilmente non devono essere deportati dal canile di una regione al canile di un’altra regione
- se questo avviene, il nuovo canile non deve avere requisiti inferiori a quello di provenienza
- prima che i cani vengano trasferiti da un canile all’altro, devono essere microchippati e sterilizzati
- il canile può ospitare un massimo di 200 cani
- il canile deve favorire le adozioni, restando aperto almeno 3 volte a settimana, di cui una in un giorno festivo
- tutti i cani detenuti in canili che ad oggi non sono stati ancora sterilizzati, devono essere sterilizzati entro 90 giorni
LE SOLUZIONI AL RANDAGISMO
La Dott.ssa Friz lavora da 20 anni in una realtà come quella del sud Italia in cui il randagismo è un problema enorme. L’unica soluzione, secondo lei, è la STERILIZZAZIONE!
C’è stata al Convegno una realtrice, Joy Lee, di un’ associazione per la tutela degli che opera a livello mondiale, la WSPA. Questa ragazza sosteneva che la sterilizzazione è il futuro,ma il presente deve essere la soppressione.
Lei sostiene che esiste attualmente una percentuale di randagi troppo alta rispetto al numero di persone che potrebbe adottarli.
Questa follia della soppressione è stata praticata in Italia fino al ’91 ma non ha mai portato a nessun risultato.
Questo, secondo la Friz dipende da un fatto che chiama
HOLDING CAPACITY
In un certo luogo, se è disponibile una quantità fissa di cibo e acqua, se c’è un rifugio che protegge gli animali da condizioni climatiche avverse, ci sarà sempre un numero fisso di animali che vi abita.
Questo significa che anche se noi togliamo via un certo numero di cani/gatti e li sopprimiamo, quelli restanti tenderanno a riprodursi e nuovi cuccioli occuperanno i posti lasciati vuoti: la popolazione canina/felina tende sempre a raggiungere la holding capacity, cioè il numero massimo che può stare in quel luogo a quelle condizioni.
Qualche esempio:
- Fino al 1997 a San Paolo, Brasile, venivano uccisi ogni giorno 300 cani. Nonostante questo i sobborghi sono ancora pieni di cani randagi.
- Fino al 1991 a Napoli, Italia, venivano uccisi 5.000 cani all’anno e il problema del randagismo non si è mai risolto.
La Friz sostiene che non sterilizzare è come avere un rubinetto perennemente aperto che allaga il pavimento e, invece di chiudere il rubinetto, noi asciughiamo a terra. Risultato: sarà sempre bagnato.
Una valida dimostrazione di quanto lei dice è l’esperienza fatta a Marano, vicino Napoli.
Nel ’97 furono censiti su questo territorio 1094 cani.
Furono sterilizzati e di questi 774, quelli più mansueti, furono reimmessi sul territorio.
Un nuovo censimento nel 2002 ha fatto riscontrare 48 cani.
La popolazione era significativamente diminuita.
Per avere risultati significativi bisogna sterilizzare almeno il 70% della popolazione canina/felina.
Ma perché i cani/gatti non possono riprodursi e vivere “secondo natura”?
Molta gente ci fa questa domanda.
Io rispondo che noi in duemila anni ci siamo evoluti, abbiamo trasformato il mondo, abbiamo modificato l’ambiente, distrutto la maggior parte delle aree verdi e degli habitat naturali.
Noi non viviamo nelle capanne, se ci ammaliamo ci curiamo. Non andiamo a caccia di bufali con le frecce ma andiamo al supermercato a fare la spesa.
Però pretendiamo che gli animali vivano per strada “secondo natura”.
Vediamo quanti sono questi animali. Facciamo un semplice conto.
CANE- CAPACITA’ DI RIPRODUZIONE
Una coppia di cani può avere due cucciolate all’anno.
Più sono di taglia grande più il numero dei cuccioli sarà elevato, fino a 17 per gravidanza.
Ma diciamo che i cuccioli nati siano soltanto 5 per volta. Due volte all’anno fanno 10 cuccioli.
Quindi una sola coppia di cani, in un anno, genera 10 cuccioli.
Di questi le femmine dopo 6 mesi possono già avere gravidanze, due all’anno.
Moltiplicando il numero di nuovi nati per le gravidanze possibili, in 10 anni si arriva a 10 milioni di cani. Da una sola coppia di cani!
GATTO – CAPACITA’ DI RIPRODUZIONE
Una gatta va in calore 4 volte in un anno. Ogni volta fa nascere una media di 4 cuccioli.
Quindi in un anno, per una sola gatta, abbiamo già 16 nuovi gatti.
Ma una gatta a 6 mesi va già in calore e quindi tutte le femmine nuove nate genereranno, a loro volta 16 cuccioli ciascuna in un anno. In un solo anno sono già 256 nuovi gatti.
E così via. Arriviamo, anche per i gatti, agli stessi numeri: da una sola coppia, in 10 anni, abbiamo 10 milioni di nuovi soggetti.
E’ impossibile trovare un numero di persone pari al numero di animali da adottare.
E dobbiamo smettere di pensare al randagio come un naturale oggetto del corredo urbano.
UN CANE/GATTO HA BISOGNO DI UN PADRONE, NON DELLA STRADA.
Medici veterinari intervenuti al Convegno, che lavorano da 20 anni sul territorio, hanno garantito, per esperienza, che la fonte principale del randagismo deriva dagli animali padronali non sterilizzati.
Esempio: New Hampshire, Stati Uniti
Prima venivano abbattuti in media 9 animali ogni mille abitanti all’anno.
A partire dal ’94 è stata offerta la sterilizzazione ai proprietari per un costo di 10 dollari.
I veterinari sono stati rimborsati dallo Stato per l’80% del loro onorario.
La media delle uccisioni si è ridotta fino a 2,4% ogni mille abitanti all’anno.
Un’ampia fetta di popolazione, in Italia, non può permettersi i costi elevatissimi della sterilizzazione (da 100 a 250 euro) e preferisce far partorire cucciolate, che poi abbandona per strada o davanti ai canili.
COSA CI GUADAGNA LO STATO, SE FINANZIA LA STERILIZZAZIONE?
Vediamo prima quanto paga se non la finanzia.
- 100 euro al mese per ogni cane detenuto in canile. Ci sono canili che hanno anche 1200 cani…fate voi il conto!
- Se i cani/gatti sono liberi per strada e non sterilizzati, nei periodi del calore diventano aggressivi, danno vita a lotte per il possesso della femmina, possono creare danni all’uomo (morsicature) o causare o essere vittime di incidenti: il pronto soccorso è sempre a spese dello Stato
- La presenza troppo elevata di animali in un posto può dar vita a malattie, specie se questi animali si nutrono scavando nella spazzatura
- La scarsità di cibo può favorire l’aggressività
Tutto questo ha dei costi immediati e altri sul lungo termine.
La sterilizzazione, invece, costa allo Stato in media 100 euro per animale: una sola volta e basta.
Man mano che si riduce il numero degli animali sul territorio, la spesa diminuisce sensibilmente.
CHE TIPO DI STERILIZZAZIONE?
Molte persone credono che sia meglio:
- lasciare il proprio cane/gatto in calore chiuso in casa per non farlo accoppiare
- non sterilizzarlo completamente, ma fargli avere la possibilità del calore e dell’accoppiamento.
Nel primo caso, sarà come avere una figlia perdutamente innamorata e impedirle di uscire di casa: sarà presa dalla disperazione e farà di tutto per scappare.
Lo stesso farà il cane/gatto
Nel secondo caso, causeremo gravi problemi comportamentali e di salute sia ai maschi sia alle femmine: tumori degli organi sessuali, gravidanze isteriche, infezioni uterine, ipertrofia prostatica e aggressività.
I cani/gatti non soffrono per l’intervento che toglie del tutto l’istinto del sesso e della procreazione: semplicemente non lo avvertono più.
E’ possibile e doveroso sterilizzare anche le cagne/gatte incinte: dopo l’operazione, non cercheranno i cuccioli perduti. Soltanto all’atto dell’espulsione del cucciolo durante il parto vengono secreti degli ormoni (endorfine) responsabili dell’istinto materno.
LE ASL VETERINARIE HANNO IL COMPITO DI STERILIZZARE
Il 60% dei fondi che la Regione dà ai Comuni per le Asl deve essere destinato alla sterilizzazione (per Legge).
Perché non tutte le asl sterilizzano?
- perché intascano i fondi senza che nessuno ne sappia nulla, tanto non c’è un reale controllo
- perché la priorità è per i controlli sugli animali da reddito (quelli che producono latte e carne), sennò si innescano dei problemi che portano al commissariamento dell’asl.
- Il governo ha tagliato i fondi destinati alle asl: un esempio è l’asl Na4, dove, per intenderci, dovrebbe sterilizzare la famosa Rossella del Rifugio di Pomigliano d’Arco.
A dicembre la sua asl chiude!!! E già sono stati attualmente licenziati 6 veterinari!
Cosa fare se la vostra Asl non sterilizza?
- Denunciarla alla Regione
- Denunciarla al Ministero della Sanità
- Contemporaneamente si può dare risonanza alla denuncia attraverso mail che vengono mandate da tutti i volontari: internet è uno strumento prezioso! Se tutto è nascosto e c’è un solo volontario che protesta, allora non può fare nulla. Se siamo tutti noi a protestare, le cose possono cambiare.
ASL NA1: UN MODELLO DA ESPORTARE
Al Convegno, la Dott. Pompameo, dirigente della Na1, ha esposto tutte le attività che l’aslNa1 è riuscita a portare avanti in un anno e mezzo: 2008/2009, da quando è diventata Ospedale Veterinario.
L’Ospedale si occupa di:
- anagrafe canina: questa permette di ritrovare i cani smarriti ma anche di allertare controlli in casi sospetti (esempio: una persona che smarrisce molti cani o una persona che ha intestati molti cani)
- Tutti gli animali catturati vengono sterilizzati e reimmessi sul territorio
- Progetto Fiocco Azzurro: un progetto che porta a migliorare il rapporto tra i bambini e gli animali, anche con visite al canile dell’Ospedale.
- Progetti di ricerca in collaborazione con l’università per verificare l’insorgenza e la diffusione di malattie di cani/gatti/uccelli
- Favorisce le adozioni: in un anno e mezzo sono stati adottati 357 cani e 70 gatti.
Importante inoltre sapere che la Normativa Campana stabilisce due cose fondamentali:
- anche i veterinari privati hanno accesso alla Banca Dati On line: quindi un cane può essere microchippato e registrato all’anagrafe anche da un veterinario privato
- i commercianti hanno l’obbligo di far microchippare i cani e di intestarseli, altrimenti vengono sanzionati.
Importante anche sapere che a Napoli è partito un progetto che permette ai veterinari privati di sterilizzare A COSTO CONTENUTO gli animali padronali.
Il Comune mette a disposizione circa 57 euro per ogni animale padronale da sterilizzare e il veterinario può aggiungere, a questo badget, un massimo di ulteriori 100 euro.
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Ordinanza contingibile per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione
14 settembre 2009 -
Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione
MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
ORDINANZA 16 luglio 2009
Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. (09A10570) (GU n. 207 del 7-9-2009 )
IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la legge 14 agosto 1991, n. 281, concernente «Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003, concernente «Recepimento dell’accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 6 febbraio 2003, recante disposizioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet-therapy», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 4 marzo 2003;
Visto l’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979;
Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;
Vista la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987, firmata anche dall’Italia;
Visto il Trattato di Lisbona ratificato ed eseguito con legge 2 agosto 2008, n. 130, il quale sancisce che l’Unione europea e gli Stati membri tengono conto delle esigenze in materia di benessere degli animali in quanto esseri senzienti;
Ritenuta la necessità e l’urgenza, in attesa di intervenire in via legislativa, di individuare specifiche ed appropriate misure sanitarie a garanzia della salute, della tutela e del benessere degli animali nel caso in cui gli stessi siano affidati secondo le procedure di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163;
Ravvisata, altresì, la necessità e l’urgenza di evitare che animali di affezione possano essere trasferiti, in alcuni casi anche per lunghe distanze, in assenza di misure e prescrizioni sanitarie idonee a garantirne la tutela e il benessere ed evitarne lo stress;
Visto l’art. 650 del codice penale;
Visto il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle attribuzioni del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per taluni atti di competenza dell’Amministrazione al
Sottosegretario di Stato on.le Francesca Martini», registrato alla Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27;
Ordina:
Art. 1.
1. L’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la loro responsabilità secondo le norme vigenti, deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali, applicando i requisiti di cui al comma 2 anche alle procedure di cui agli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2. I Comuni, ai fini dell’attuazione del comma 1, quali livelli essenziali di tutela e benessere degli animali sono tenuti ad assicurare:
a) la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell’anagrafe canina a nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell’eventuale trasferimento in altro Comune avvalendosi del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati;
b) evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza che comunque devono essere effettuati nel rispetto del regolamento (CE) 1/2005 e del decreto legislativo 25 luglio 2007, n. 151;
c) il possesso da parte della struttura individuata di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento almeno non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani;
d) il possesso da parte della struttura individuata dell’autorizzazione sanitaria e la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario;
e) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non deve avere una capacità superiore o superare le duecento unità di animali;
f) la capacità di restituzione dell’animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalità per assicurare tale restituzione;
g) la struttura individuata per il mantenimento dei cani, deve prevedere l’accesso alla struttura e la presenza delle associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o
enti morali aventi come finalità la protezione degli animali, al fine di favorire l’adozione dei cani;
h) garantire attività che aumentino l’adottabilità dei cani e l’apertura al pubblico della struttura almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno. L’orario di apertura al pubblico deve essere comunicato all’azienda sanitaria locale competente per il territorio di ritrovamento e di arrivo degli animali e deve essere esposto in modo ben visibile tramite apposita cartellonistica all’ingresso della struttura;
i) implementazione di ulteriori iniziative utili a incentivare l’adozione dei cani anche attraverso l’affissione presso l’albo pretorio e altri spazi pubblici o apposite pagine sul proprio sito internet.
3. I Comuni in sede di bando di gara o di convenzione e di valutazione delle offerte economiche devono prevedere principi di prelazione a favore delle strutture che:
a) comportino minimi spostamenti degli animali preferendo ove possibile strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;
b) si avvalgono di servizi prestati da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalità la protezione degli animali;
c) siano gestite da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali aventi come finalità la protezione degli animali.
4. Il Sindaco del Comune rimane responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre regioni di provenienza e deve:
a) informare del trasferimento dei cani il servizio veterinario
dell’azienda sanitaria locale competente per territorio della struttura individuata;
b) effettuare verifiche periodiche sullo stato di salute e benessere dei propri animali non meno di una volta l’anno;
c) dare comunicazione dei risultati ottenuti e dello stato di salute e benessere degli animali al Consiglio comunale anche nel Rendiconto della gestione.
5. Il servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio sulla struttura individuata resta comunque responsabile della vigilanza sulla struttura stessa, sulle condizioni igienico sanitarie e di benessere degli animali e sulle azioni di prevenzione e di profilassi effettuate.
Art. 2.
I cani, non ancora sterilizzati all’entrata in vigore della presente ordinanza, presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all’intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza a cura del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani.
Art. 3.
1. Il Prefetto esercita potere di vigilanza sull’applicazione della presente ordinanza e ha facoltà di esercitare potere sostitutivo nei confronti dei Comuni inadempienti ai sensi della presente ordinanza.
2. La presente ordinanza ha efficacia per ventiquattro mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana.
La presente ordinanza e’ trasmessa alla Corte dei conti per la registrazione.
Roma, 16 luglio 2009
p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Martini
Registrato alla Corte dei conti il 5 agosto 2009
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 289
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Maltrattamento animali: un reato gravissimo secondo il procuratore capo di Milano
14 settembre 2009 -
Maltrattamento animali: un reato gravissimo secondo il procuratore capo di Milano
Secondo il Procuratore Capo di Milano, dott. Manlio Minale coloro che si macchiano di reati contro gli animali, maltrattandoli o uccidendoli ed integrando così una delle quattro ipotesi delittuose previste dalla legge 189 del 2004,sono da considerare criminali al pari di tutti coloro che commettono altri reati di competenza del giudice monocratico , che ricordiamo vanta la competenza per materia dei reati fino a 10 anni di reclusione che denotano un alto tasso di pericolosità sociale, come quelli inerenti produzione e traffico di sostanze stupefacenti, delitti contro l’incolumità pubblica, la rimozione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro e l’adulterazione e contraffazione di cose in danno della salute pubblica.
Il Procuratore Capo ha inviato a tutti i suoi sostituti una circolare informandoli che le fattispecie penali del maltrattamento animale dovranno essere prese in seria considerazione al pari di altre violazioni del codice penale.
Di fatto dunque la posticipazione di molti processi, perché ritenuti meno gravi comporta un effetto simile all’amnistia perché conduce alla prescrizione degli stessi. Non ultimo il decreto sicurezza approvato dall’attuale Governo (n. 92 del 2008) ha assegnato precedenza assoluta ai procedimenti relativi ai delitti di ‘maggiore gravità’ imponendo ai dirigenti degli uffici giudicanti di razionalizzare in tal senso i ruoli d’udienza. Ecco allora che le parole del Procuratore Capo di Milano assumono un valore forte in quanto egli ha stabilito nella circolare diramata agli uffici giudiziari della Procura che “i reati contro gli animali devono trovare idonea collocazione nell’ambito del VI dipartimento” per cui da oggi, ogni denuncia verrà girata al Dipartimento sorretto dal Vice di Milano, Nicola Cerrato, che attualmente coordina una squadra specializzata in malasanità, violazioni legate ad alimenti e prodotti farmaceutici, infortuni sul lavoro e lavoro nero, mentre fino agli ultimi mesi le denunce legate ai maltrattamenti venivano girate al “Servizio definizione Affari Semplici”, un settore nato per scremare il lavoro dei magistrati dai reati cosiddetti “minori”.
In definitiva, i reati contro gli animali destano allarme sociale quanto gli altri reati di competenza della sezione indicata.
Una posizione significativa volta a garantire l’effettività della tutela giuridica degli animali, che speriamo altre Procure vorranno seguire, sull’esempio illuminante di quella di Milano, e che soprattutto andrà contrapposta a tutti gli operatori del settore, purtroppo ancora tanti, che addirittura arrivano a negare la concreta applicabilità della normativa, perché ritenuta di ‘scarsa importanza’.
dott. Manlio Minale Procuratore della Repubblica di Milano
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RACCOLTA FONDI? POST PAY..ecc BEH… INFORMATI PRIMA DI ADERIRE.
14 settembre 2009 -
Sapete, pensavo che se un giorno mi svegliassi dicendo…voglio qualche soldo in piu…mettessi una storia tragica ecc. in tanti aderirebbero…come tutti sapete io nn ne faccio per il semplice motivo che nn ho un buon rapporto col denaro altrui.
Detto questo, sono tante le cause che REALMENTE necessitano di denaro. Se volete aderire, CHIEDETE UN CERTIFICATO VETERINARIO in cui viene scritto quanto costano le cure…QUEL CERTIFICATO DEV’ESSERE IL NULLAOSTA PER INIZIARE LA RACCOLTA. Pretendetelo.
Se date soldi ne avete tutti diritto…come pubblicano foto tragiche, pubblicassero il certificato…nessun veterinario direbbe di no! Ma soprattutto la TRASPARENZA è un quid qualificativo in più che garantisce l aiuto REALE, e aumenta le adesioni. Per cui c’è solo da guadagnarci: in sostegno reale, e in aumento a macchia d’olio al sostegno di una causa tragica.
Per cui prima di rimpinguere le tasche di qualche infame sulle spalle di poveri animali…pensateci!
VOGLIO RICORDARE A TUTTI CHE AL DI LA’ DELLA NS BUONAFEDE, c’è da sottolineare L’ILLEGALITA’ di tali raccolte se nn provviste di regolare RICEVUTA FISCALE, tipica delle ONLUS. Per cui tutti i soggetti che fanno RACCOLTE in maniera spasmodica si ricordino che chiunque avesse aderito alle loro raccolte nn documentate e avesse anche un solo dubbio potrà DENUNCIARLI….alla Guardia di Finanza…tanto per cominciare e alla Polizia per truffa.
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Con Fido Nel Cuore
13 settembre 2009 -
L’Evento “ConFido nel Cuore” Musica e Spettacolo in Difesa e per i Diritti degli Animali si svolgera’ a ROMA il 19 settembre presso il salone delle Fontane (ROMA-EUR) via Ciro il Grande 10/12 con inizio alle ore 20,30.
L’intero incasso sara’ devoluto a progetti di aiuto per canili con l’assistenza di associazioni animaliste, in particolare l’O.I.P.A. Organizzazione Internazionale Protezione Animali.
Siete tutti invitati a partecipare e a diffondere una tra le piu’ belle iniziative animaliste della Capitale !!
Davide LUCIA
Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà (Emile Zola)
Quando si tratta di amare un cane o di essere amati, non vi sono limiti di età. Nessuno è troppo vecchio o troppo giovane per amare o per essere amato. Un cane è in grado di amare qualsiasi essere umano, uomo, donna o bambino che sia, così come qualsiasi essere umano è in grado di amare un cane
(F. Douglas Bunch)
Evento umanitario
Musica e Spettacolo per la difesa e i diritti degli animali
In occasione della giornata mondiale per la difesa dei diritti degli animali, prevista il 4 ottobre
2009, Musica e Spettacolo per la difesa e i diritti degli Animali, Presidente: Zina
Giambertone e la Produzione di: David Bisceglia e l’Associazione Culturale Mitinitaly,
promuoveranno una importante manifestazione, realizzando una serata unica nel suo
genere, a Roma, si svolgerà sabato 19 Settembre alle ore 20.30 presso il Salone Delle Fontane
(Roma Eur). Tantissimi saranno i personaggi Vip, che, con la loro presenza e i loro amici a
quattro zampe daranno sostegno al progetto: CON FIDO NEL CUORE, nato da un’idea di
Giuseppe Calvo. Ma altrettanti volontari, che ogni giorno mettono a disposizione il loro
tempo, la loro esperienza, il loro sostegno per aiutare quei poveri animali che hanno il
solo limite di non saper come difendersi dalle sevizie inenarrabili, parteciperanno
all’evento fornendoci importanti testimonianze.
Saranno presenti: un responsabile L.A.V (Lega Anti Vivisezione), un responsabile LIPU (Lega
Italiana Protezione Uccelli), un responsabile LIDA (Lega Italiana Diritti Animali), OIPA
ITALIA, CHILIAMALISEGUA.
Saranno presenti: On. Mannucci, On. De Lillo, On. Casciani, On. Gianmanco, On. Rapetti.
L’evento sarà patrocinato dal Comune di Roma.
Lo scopo della serata è porre fine ai massacri che avvengono ogni giorno, richieste di indagine
su alcuni canili poco chiari, portare a conoscenza e coivolgere il maggior numero di persone
che ignorano quanto male subiscono ogni giorno nel mondo, e in particolare in Italia
e Roma i vari animali, questo non vuol dire dimenticare gli esseri umani che soffrono, ma
ricordare che, esistono anche loro: i pelosi a quattro zampe, e tutte le altre specie animali
viventi. Non ultimo, ricavare fondi destinati alle Onlus – ogniuna di loro, aiuterà a risolvere
le forti problematiche di disagio dei nostri amici.
La serata offrirà uno spettacolo emozionante, i protagonisti saranno loro: i CANI i quali
hanno acconsentito a regalarvi anche esibizioni musicali da parte di: Scialpi e Gazibo, ma
altre sorprese allieteranno la serata…
Parteciperà il presidente del Soccorso Nautico K9 Rescue: Mauro Negri accompagnato dai
suoi cani Terranova.
Parteciperà la presidente dell’ A.N.U.C.S.S Pet Therapy: Sabrina Gasparri accompagnata da
alcuni dei suoi cani, addestrati ad affiancare malati, con patologie particolari e diverse. Ci
sarà anche il Dott. Federico Coccìa, consulente tecnico veterinario, Comune di Roma e Ministero
della Salute.
Presentano: Christiana Ruggeri TG2 e Claudio Guerrini di RDS.
L’evento vedrà coinvolti tutti coloro che sono davvero sensibili al problema e lascerà sicuramente
un segno nel cuore…..
UFFICIO STAMPA e COORDINAMENTO EVENTO:
Stephany Falasconi 346.8015933
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XXYYZZKK (Censored)
11 settembre 2009 -
RISPOSTA DI CHILIAMACISEGUA AL COMUNE DI GROTTERIA
Egregi Sigg.,
ci fa piacere che il comune di Grotteria senta come vergogna la visione della carogna del cane che giace a pochi km dall’entrata della sua cittadina.
Significa che anche in Calabria si può provare il senso di vergogna seppur per rimandarlo al mittente.
Questa carogna grida comunque vendetta, abbandonata dalla pietà e dalla Legge, alla vista dei turisti e degli abitanti di altri paesi confinanti.
Cerchiamo il colpevole? L’indifferenza che non si misura a millimetri, metri o chilometri.
E’ davvero questione di trave e pagliuzza? Quella trave che non si sa di avere nel proprio occhio mentre si vede la pagliuzza del vicino?
La Calabria come regione e i suoi governanti a tutti i livelli, dal presidente al sindaco della più sperduta frazione, è latitante su ogni fronte, umano e civico. Priva di sensibilità e abbondantemente inadempiente.
Motore di ricerca Google, digitare Calabria randagismo, scempio, orrore, maltrattamento, canili lager.
Torniamo a bomba, al territorio del Comune di Grotteria (diviso in tante frazioni chericonducono alla guida di uno stesso sindaco) ed elenchiamo:
che dire del cucciolo investito giovedì scorso nel vostro territorio e sgomberato dalla strada solo lunedì 14 settembre (foto allegate);
che dire dei numerosissimi gatti abbandonati nel mese di agosto e rinvenuti cadaveri sulle strade di Grotteria?
che dire del maltrattamento reiterato da un abitante di Marcinà Inferiorche tiene legato da tanti anni, con una corda cortissima, un cane anziano di colore marrone? Il cane ormai ha il collo storto. E lo stesso individuo, lo scorso anno, aveva un cane nero sempre legato che è sparito nel nulla dal giorno alla notte. E’ stato poi ritrovato nella diga del Lordo a pochi passi
da casa. Morto. E’ stata aperta una indagine? Si è risaliti al colpevole? Oppure tantoserasolouncane?
Chiliamacisegua riceve numerose segnalazioni di maltrattamento e abbandoni, siamo testimoni di una terra abbruttita dalla mancanza di rispetto per la vita.
E scusate allora la nostra rappresentante Federica Carratelli, se con sé pronti all’uso, non aveva una mappa stradale, una vanga e un telo di nylon per raccogliere quello che rimaneva di un povero boxer straziato. E sostituirsi a chi ha il dovere di provvedere.
E scusate se magari doveva correre a salvare un cane calabrese avvelenato in un paese vicino a Grotteria.
Abbiamo un dubbio, non amate uscire dal vostri confini tanto spesso. Perché siamo sicuri che se durante un viaggetto in auto, aveste visto in prima
persona, uscendo dal perimetro di Grotteria, 28 kilometri o giù di lì più distante, i resti di quel cane, avreste con solerzia e sollecitudine chiamato il Sindaco e le Autorità competenti.
Da pari a pari e avreste provveduto alla bisogna onorando la carica di amministratore comunale.
Corinna Andreatta
Presidente
cel +39 335 1376957
fax +39 02 99981562
Associazione Chiliamacisegua
Sede Legale: Via Vincenzo Monti, 115 – 20123 Milano
C.F. : 97518410150
www.chiliamacisegua.org
www.chiliamacisegua.info
www.chiliamacisegua.wordpress.com
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DAL COMUNE DI GROTTERIA
Ci troviamo costretti a rispondere ad un ignorante ed oltraggioso comunicato che sta circolando tra ambientalisti di tutta Italia. Nel messaggio in questione, la mittente offende senza alcun motivo l’immagine del Comune di Grotteria, allegando la fotografia della carcassa in decomposizione di un cane investito da un mese sulla S.G.C. Jonio-Tirreno (S.S. 682), per il solo fatto che questa strada ha termine nel nostro territorio comunale. Peccato che la solerte e sensibile signora mittente (che ha fotografato i resti dell’animale, ma non ha avvertito il bisogno di intervenire direttamente per mettere fine all’orrendo spettacolo), nell’affermare che detta carcassa si trovi nei pressi dello svincolo autostradale, non sappia che il più vicino limite del nostro territorio comunale si trova a circa 28 chilometri dal sito da lei stessa indicato. Eppure, non ha esitato a diffondere immagini devastanti, accostandole a quelle di un ignaro e, nella vicenda, assolutamente incompetente primo cittadino di Grotteria. Complimenti e vergogna a chi la merita per davvero.
COMUNE DI GROTTERIA
comune.grotteria@tiscali.it
SOSTEGNO DALLA STAMPA
XXYYZZKK (Censored)
Riceviamo dalla nostra Federica Carratelli, Rappresentante di Chiliamacisegua sezione Calabria
“Sulla superstrada che collega Grotteria con Rosarno, prima dello svincolo dell’autostrada, a ferragosto hanno investito un boxer,anziano….ancora è lì…guardate che vergogna!!!”
C’è qualcosa da aggiungere?
Serve un commento oppure basta urlare, ma vaffa! dato che non se ne può davvero più? PIU’?
Ma siamo in Italia o dove?
Ma siamo persone o tubi digerenti?
Rispetto Pietà Legge? Civiltà?
XXYYZZKK (Censored)
Amministratori virtuosi? Sindaci? Dirigenti Funzione Pubblica, As? Presidenti Governatori, Assessori? Prefetti, Questori?
Ectoplasmi
XXYYZZKK (Censored)
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
www.chiliamacisegua.info
www.chiliamacisegua.wordpress.com
Alla svogliata attenzione di
Vincenzo Loiero Sindaco di Grotteria Reggio Calabria
Commissione Comune di Rosarno Reggio Calabria
Attualmente il Comune è gestito da una Commissione i cui componenti sono:
Prefetto Dott. Domenico Bagnato, Vice Prefetto Aggiunto Dott. Francesco Campolo, Dirigente di 2° Fascia Dott. Rosario Fusaro
A
sindaco@grotteriacomune.com; agenzia.loiero@jumpy.it; commissione@comune.rosarno.rc.it; migliaccio.rino@libero.it;
commissionestraordinaria.asprc@gmail.com; prefettura.reggiocalabria@interno.it ;
giovanni.lagana@provincia.rc.it ;
ufficiostampa.gr@regcal.it ;
sindaco@comune.reggio-calabria.it ;
g.piratino@regcal.it;
info@fnovi.it ;
presidenza@fnovi.it ;
enpav@enpav.it;
info@scivac.it;
info@anmvi.it;
SANCO-animal-welfare@ec.europa.eu;
carabinieri@carabinieri.it;
redazione@poliziamunicipale.it;
urp@corteconti.it;
CC
alfano_a@camera.it;
martini_f@camera.it;
r.brunetta@governo.it;
frattini_f@camera.it;
mannucci_b@camera.it;
MEDIA
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S. Donato Val Comino? Meglio stare alla larga, alla larghissima
11 settembre 2009 -
S. Donato Val Comino? Meglio stare alla larga, alla larghissima
AGGIORNAMENTO 15 SETTEMBRE
Lo studio legale Perrelli ha offerto il patrocinio gratuito e messo a disposizione il suo studio
per chi dara’ informazioni riguardo l’uccisione dei randagi di S.Donato V.C.
http://www.ciociariaoggionline.it/home.htm
AGGIORNAMENTO 12 SETTEMBRE
S.Donato- Il “fosso degli orrori” sotto la lente di Assise
Se ne discuterà in Consiglio……..
Il Comune si costituirà parte civile……..
Lo ha confermato l’Assessore Enrico Pittiglio….
segnale forte all’opinione pubblica per un caso che sta suscitando orrore in tutta Italia…………..
http://www.ciociariaoggionline.it/home.htm
Atina-All’attenzione dei carabinieri i fondi per il canile
Blitz dei Nas all’Unione….
Il Finanziamento di 70mila euro……….
STORIA
S. Donato Val Comino? Meglio stare alla larga, alla larghissima
Belle abitudini da quelle parti!I randagi li fanno fuori col veleno e li buttano dai dirupi. Così risparmiano anche sul costo delle cartucce.
( Per chi si fosse perso le puntate precedenti, i particolare sulle cartucce, in Storia Pregressa)
Poche parole, a che servirebbe commentare?, solo leggere attentamente e sprofondare nella vergogna di essere come questi ciociari, al posto loro. Che loro vergogna non hanno.
Fatti recenti
http://www.atinablog.it/cronaca/s-donato-cani-randagi-uccisi-e-gettati-in-un-dirupo/
S. Donato, cani randagi uccisi e gettati in un dirupo.
Orrore a San Donato Val Comino dove sulla superstrada 509 che porta a Forca D’Acero tre cani randagi sono stati uccisi, scaraventati giù per un dirupo e ritrovati l’altro ieri sera in stato di decomposizione.
A dare l’allarme una signora che era a passeggio lungo la strada ed ha avvertito il tremendo fetore delle carcasse degli animali.
Gli animalisti annunciano azioni imminenti e attaccano: «Anche se in decomposizione, i cani erano riconoscibili, uno in particolare. Erano già un po’ di giorni che alcuni randagi di San Donato erano spariti e di loro non se ne aveva più traccia, fin da subito il sospetto di chi li aiutava era che qualcuno li avesse uccisi. Questa storia non passerà inosservata e di certo riporterà gli animalisti sul piede di guerra». In particolare si ha il sospetto che l’episodio sia legato ad un modo spiccio e brutale di combattere il randagismo nella Valle di Comino, eliminando il problema alla radice.
Vittorio Fargnoli, la persona che ha recuperato nel burrone i corpi decomposti delle bestiole annuncia di ricorrere al Prefetto di Frosinone dopo le denunce all’Asl e ai Carabinieri. «Solo il caso ha permesso di ritrovare i corpi gettati sotto la scarpata che costeggia la strada verso Forca D’Acero poco dopo l’uscita del comune», afferma Vittoria, animalista dell’associazione atinate che collabora con l’ambulatorio veterinario dell’Asl di Sora.
«Sono sceso da solo, a causa della puzza l’altra persona che era con me ha preferito restare sulla strada – racconta Fargnoli – Gli animali li hanno presi e buttati giù, ma sono rimasti bloccati dalla vegetazione».
«Noi li conoscevamo quei cani li ho sterilizzati io – aggiunge il veterinario – Tre meticci buttati di sotto, uno strazio. E’ opera di più persone – assicura – Là sotto i cani ce li hanno gettati, gli animali non ci potevano arrivare in altro modo. Come li hanno uccisi? Questo non lo posso dire. E’ certo solo che è stato atroce».
«Due dei randagi uccisi si facevano avvicinare dalle persone il terzo no – spiegano gli animalisti – Presumiamo che li abbiano uccisi con il veleno o in altro modo, poi li hanno presi, caricati e fatti sparire perché se poi non si trovano è meglio. Scriverò al Prefetto». Sin qui la testimonianza di Fargnoli. Il sospetto è che dietro questo inquietante gesto ci sia il problema delle lamentele legate ai randagi e quello dei costi legati a canili e accalappiamento.
via Il Messaggero
http://www.atinablog.it/cronaca/san-donato-lenpa-si-indaghi-sulle-morti-dei-cani/
San Donato, L’Enpa: “Si indaghi sulle morti dei cani”.
Cani uccisi e gettati in un dirupo, in una località impervia di montagna, a San Donato Val di Comino. Dopo il ritrovamento delle tre carcasse (gli esemplari di randagi erano quasi irriconoscibili), l’indignazione espressa dagli animalisti e lo sconcerto manifestato da molti cittadini del paese, è arrivata l’ora della denuncia. Una sarà presentata questa mattina ai carabinieri di San Donato, coordinati dai marescialli Valerio Di Santo e Paolo Giarrusso.Ad annunciarlo è stato Vittorio Fargnoli, membro dell’Enpa (Ente nazionale protezione animali) e dell’associazione ”Sotto le ali del corvo”, sodalizio di Pontecorvo. «Domani (oggi, Ndr) presenteremo una denuncia-querela contro ignoti per chiedere di indagare affinché si faccia piena chiarezza sulla morte di questi ultimi tre cani, assassinati barbaramente. Non bisogna dimenticare – aggiunge Fargnoli – che sempre a San Donato cinque anni fa altri randagi furono trovati senza vita, stroncati dal veleno, dalla stricnina, come poi venne stabilito».Al momento la pista privilegiata è quella dell’avvelenamento, anche se non si esclude che possano essere stati dapprima tramortiti. Ma sul perché, ci sono solo ipotesi, tra cui quella legata al fenomeno del randagismo. Le carcasse, in avanzato stato di decomposizione, almeno fino a ieri mattina si trovavano ancora nel dirupo lungo la superstrada 509.
Poi Fargnoli, una vita la sua spesa anche per gli animali, aggiunge: «Non presenteremo solo una denuncia ai carabinieri, ma invieremo anche un esposto al prefetto di Frosinone affinché solleciti i Comuni ad adeguarsi alle ultime normative in materia di randagismo». La mattanza di San Donato ha avuto ampia eco anche a Frosinone. Sulla questione, infatti, è intervenuta la responsabile provinciale dell’Enpa, Nives Campanelli, che ha spiegato: «Si è trattato di un gesto di atroce crudeltà verso gli animali, ancora una volta randagi indifesi. Considerato anche il precedente di qualche anno fa, mi auguro che i carabinieri svolgano un’indagine approfondita per fare luce su questa barbarie».Nel capoluogo, intanto, i carabinieri coordinati dal capitano Pietro Dimiccoli hanno denunciato in stato di liberà all’autorità giudiziaria R.A., 24enne del posto, per abbandono e maltrattamenti di animali. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i militari, intervenuti all’interno dell’abitazione del ragazzo insieme ai vigili del fuoco, hanno rinvenuto, in evidente stato di abbandono, un cane legato con una corda a un termosifone. L’animale, che sarebbe stato lasciato anche senza cibo e acqua, dopo essere stato visitato da un veterinario è stato affidato a personale di una struttura idonea.
via Il Messaggero
Petizione
http://firmiamo.it/sandonatocanirandagiuccisiegettatiinundirupo
Chiliamacisegua
http://chiliamacisegua.wordpress.com/
Storia Pregressa
Il Sindaco si era già esibito in un doppio salto mortale senza rete, nel febbraio scorso, quando aveva manifestato la sua volontà di sterminare i randagi con le doppiette, per togliersi di torno il problema randagi.
Qualcuno forse, lo ha ascoltato e ha preferito il veleno dando suprema prova di se stesso e della sua vigliaccheria.
Alla attenzione di
Antonello Antonellis Sindaco di San Donato Val Di Comino (FR)
A
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Incredibile ma vero: anno 2009, a San Donato Val Di Comino, in provincia di Frosinone, il Sindaco ha chiesto lo sterminio dei randagi!
Antonello Antonellis, infatti, si è rivolto a Vittorio Ducoli Direttore del Pnalm, per imbastire un piano straordinario al fine di uccidere i cani randagi del suo territorio. Una minaccia tremenda dalle fauci spalancate che si aggira sulle montagne e che sgozza i caprioli.
Ma non sarà che il branco, avrà fame? Non sarà che si è creato un branco per la sopravvivenza? Non sarò per caso formato da cani lasciati nascere perla mancata attuazione di un piano di sterilizzazione? E forse i cani randagi non saranno diventati tali perché emarginati, scacciati, abbandonati?
E bravo il Sindachetto: è così che si risolve il problema del fenomeno del randagismo? E’ così che ci si lava le mani e la coscienza?
Eliminando come altri suo colleghi hanno tentato di fare, (vedi le Ordinanze affamarandagi, tanto di moda in Molise e in Puglia), salvo poi essere spernacchiati dal Tar, il problema alla radice, cioè, facendo morire il problema?
Permetta una domanda: ha mai sentito parlare dell’On Francesca Martini?
Sa , così largo circa, qualcosa del suo lavoro?
Oppure distratto come si ritrova da queste idee bizzarre, è troppo affaticato per pensare in tutta tranquillità e decidere di applicare la Legge 281/1991, sulla Tutela del Benessere Animale?
Ha mai sentito parlare della battaglia di civiltà che sta conducendo il Sottosegretario per risolvere con la collaborazione proprio dei Sindaci , fino ad ora evidentemente fuorilegge o ignoranti la legge stessa e che sono i legali tutori dei randagi del loro territorio?
Faccia due ricerche Google.
Si farà una cultura, quella cultura che nessuna Laurea può regalarle, ma acquisibile come valore e spessore umano, solo seguendo: Misericordia e Legge.
Un binomio inscindibile per svolgere appieno e con onore il compito, degno della Carica Istituzionale che lei ricopre.
Chiliamacisegua
Risposta del Sindaco Antonello Antonellis
Cari “animalisti”, leggo con piacere la preoccupazione che esprimete sulla vicenda dei cani randagi.
Credo che però, non conosciate bene la vicenda, per voi la vita di un capriolo o di un cervo ha molto meno valore delle vita di un cane.
A differenza Vostra, tutti gli animali hanno gli stessi diritti e vanno difesi e tutelati allo stesso modo.
Qui da noi, versante laziale del PNALM, assistiamo alla presenza in alta quota di un numero incredibile di cani randagi che si sono riprodotti ed il loro numero continua ad aumentare per colpa di tanti criminali che quotidianamente li abbandonano.
Questo fatto sta provocando continui attacchi, spesso mortali alle specie protette, con danni incalcolabili per il patrimonio faunistico.
Visto che il comune non ha mezzi per fronteggiare questa grave crisi, che ripeto, sta mettendo a rischio il patrimonio faunistico di una delle zone più belle del mondo, crediamo che bisogna trovare, da subito, un rimedio, altrimenti accettiamo inconsciamente le teorie naziste del più forte, ovvero i randagi uccideranno tutti i caprioli ed i cervi dell’area, nel silenzio di tutti.
In ultimo, vi voglio informare che in questo comune esiste un’azienda faunistica pubblica, dove non si sono mai verificati fenomeni di bracconaggio da parte degli iscritti, anzi sono loro quelli che controllano capillarmente il territorio, per evitare fenomeni del genere.
Cordialmente
Antonello Antonellis
Risposta di Chiliamacisegua alla risposta del Sindaco Antonello Antonellis
Di grazia, gentile Sindaco, come pensa di attuare lo sterminio?
Con un plotone di esecuzione che bendando gli occhi ai cani, preso da un moto, a Lei evidentemente sconosciuto, di pietà, li rincorrerà uno per uno?
O farà sparare nel mucchio, rischiando così di uccidere anche un cerbiatto, magari accorso in soccorso di una povera vittima della ignoranza umana?
La sua in materia, signor Sindaco, l’ignoranza della Legge 281/1991.
Oppure darà l’ordine di puntare fucili telecomandati che sparano pallottole dirette al cuore, dalla mira bionica per colpire il bersaglio al primo colpo evitando, come dire incidenti di percorso, ovvero ferite ai cani che, tremendo a d udirsi, ululerebbero di dolore?
O seminerà esche, bocconcini prelibati, che stante la loro evidente ricerca di cibo, affamati come il signor Sindaco del territorio li riduce e li lascia vagabondare, saranno divorati in un battibaleno dai poveri cani, illusi e delusi, mentre Lei, felice di aver trovato un rimedio efficace al contenimento del randagismo, riposerà il sonno del giusto?
Ha contato fino a cento come insegnano le mamme sagge, scomparse anche loro, prima di rispondere alle mail di proteste che le sono giunte?
“Credo che però, non conosciate bene la vicenda, per voi la vita di un capriolo o di un cervo ha molto meno valore delle vita di un cane….”
Ci basta sapere quello che Lei illustra, Sindaco. Per noi a vita di un capriolo e di un cervo ha lo stesso valore di quella di un cane e di un gatto e d una mucca, E di un uomo: la vita è vita e va rispettata, tutelata, difesa!
“…tutti gli animali hanno gli stessi diritti e vanno difesi e tutelati allo stesso modo..”
Tutti gli animali, meno i cani, par di capire nella sua confusa espressione linguistica. E dire che nel Suo cv, compare un titolo, laureato.
“…Qui da noi, versante laziale del PNALM, assistiamo alla presenza in alta quota di un numero incredibile di cani randagi che si sono riprodotti ed il loro numero continua ad aumentare per colpa di tanti criminali che quotidianamente li abbandonano.. ”
“Criminali che li abbandonano”, scrive Lei, scusi e allora come definirebbe un Sindaco che è il loro legale tutore, che li abbandona non uno alla volta ma tutti insieme, e che pensa di eliminarli in toto?
“Visto che il comune non ha mezzi per fronteggiare questa grave crisi, che ripeto, sta mettendo a rischio il patrimonio faunistico di una delle zone più belle del mondo, crediamo che bisogna trovare, da subito, un rimedio, altrimenti accettiamo inconsciamente le teorie naziste del più forte, ovvero i randagi uccideranno tutti i caprioli ed i cervi dell’area, nel silenzio di tutti….”
“Il comune non ha i mezzi. ” dice Lei. E allora invece di informarsi sui fondi erogati dallo Stato alle Regioni per il randagismo, invece di chiedere aiuto alle Associazioni Animaliste, invece di inventarsi qualcosa per difendere la vita delle sue creature, che fa?
Parla di teorie naziste a casaccio e di silenzio di tutti!!!!
E stermina.
Se il suo comune un bel giorno scopre di non avere fondi per le case di riposo, che fa Sindaco, prima che nella sua ridente cittadina i vecchi vengano abbandonati, randagi, per strada da figli ingrati, prima che diventino un problema senza soluzione, che fa Sindaco?
Li stermina tutti?
Ohi, ohi, non vorrei essere davvero una sua concittadina, vado per la terza età!
Che Il cielo me ne scampi da Sindaci come Lei!
Farò un fioretto perché Lei perda la carica e non venga mai più eletto.
Distinti saluti
Chiliamacisegua
INVIATO ALLEGATI LEGGI ORDINANZE ESCHE AVVELENATE A DISPOSIZIONE DI CHI LI DESIDERASSE
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CONTRO IL PALIO DEGLI ASINI A TORREVECCHIA IN PROVINCIA DI PAVIA
11 settembre 2009 -
AGGIORNAMENTO
Pavia: Palio asinelli, Martini chiede rispetto ordinanza…
13-09-2009 PAVIA: PALIO ASINELLI, MINISTERO WELFARE CHIEDE RISPETTO ORDINANZA MARTINIRoma, 12 set. – (Adnkronos) – A seguito delle numerose segnalazioni pervenute relativamente allo svolgimento del Palio degli Asinelli che si terra’ a Torrevecchia Pia (Pv) lunedi’ 14 settembre, il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali attraverso gli uffici competenti, ha contattato la Prefettura di Pavia per porre l’attenzione sulla recente ordinanza firmata dal Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, per la protezione degli equidi impiegati nelle manifestazioni popolari e per la tutela della salute pubblica. La Prefettura a sua volta, con specifica nota al Sindaco ha provveduto a sottolineare il rispetto delle norme vigenti ed ha attivato la Questura per un potenziamento dei servizi di controllo.
CONTRO IL PALIO DEGLI ASINI A TORREVECCHIA IN PROVINCIA DI PAVIA
Da Agireora: Contro il Palio degli asini Pavia
Il 14 settembre si svolgerà a Torrevecchia Pia, provincia di Pavia, la festa del paese, all’interno della quale è prevista la “corsa degli asini”. Questa corsa è particolarmente pesante per gli asini, in quanto gli animali vengono costretti a correre in un percorso al centro sportivo.
L’anno scorso, secondo testimonianze, ci sono state urla, frustate, calci, gli asini venivano trascinati a forza per la briglia. Partecipa anche il pubblico, che è autorizzato a fare di tutto perché l’asino della propria contrada vada più veloce.
Qui il programma della “festa”:
http://www.comune.torrevecchiapia.pv.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=1024
Qui non possono usare nemmeno la scusa della “tradizione”, perche’ questo e’ solo il terzo anno che la corsa si tiene.
Anziche’ evolvere, peggioriamo, tra un po’ diventeremo come la Spagna, che “consuma” centinaia di migliaia di animali l’anno in feste “popolari” sadiche, se andiamo avanti cosi’.
E’ necessario scrivere in tanti al comune di Torrevecchia Pia e alla ASL competente manifestando lo sdegno e il disgusto per questa manifestazione, che oltretutto viola delle precise leggi regionali della Lombardia in materia di maltrattamento degli animali.
La richiesta e’ quella di far sospendere una volta per tutte questa corsa assurda.
Scriviamo SUBITO
pietro_gallarati@asl.pavia.it;
martini_f@camera.it; mdebac@corriere.it;
TESTO
Al Sindaco di Torrevecchia Pia, Antonio Esposito,
Al Responsabile Servizio di Sanità Animale, Dott. Pietro Gallarati ASL
Pavia
Al Responsabile del Servizio di Controllo degli Allevamenti e dei
Trasporti di Animali, Dott. Massimo Aguzzi, ASL di Pavia
Al Sottosegretario Welfare On Francesca Martini
A Margerita de Bac Corriere della Sera
A Rita Dalla Chiesa Forum
In riferimento alla manifestazione “III PALIO DI TORREVECCHIA PIA”, all’interno della quale verranno utilizzati degli asini.
DATO CHE:
- Gli asini non sono per loro natura inclini alla corsa e in questo caso vengono costretti a colpi di frustino, calci e tirandoli per le briglie.
- Durante la gara i visitatori incitano gli asini, montati da fantini non professionisti, a correre, anche spaventandoli.
- Per far correre più veloce l’asino della propria contrada, gli abitanti urlano, fanno baccano e lo spaventano così che si intimorisca
e scappi, provocando quella corsa che lo porterà al traguardo. Le condizioni di gara non sono conciliabili con le esigenze e le caratteristiche etologiche peculiari degli asini, che sono animali di natura miti, mansueti, che corrono solo quando fortemente spaventati.
- La manifestazione in oggetto non è autorizzata dalla Regione Lombardia e ne viola alcune normative. Infatti l’art. 3 e 6 della Legge Regionale 16/06 dispone il divieto degli spettacoli, le feste, le gare, le manifestazioni, i giochi, le lotterie ecc. che comportino per gli animali maltrattamenti o “costrizioni”.
- Questo “spettacolo” non è per nulla edificante per i tanti bambini e ragazzi che interverranno alla manifestazione. Manifestazioni come questa incoraggiano il disprezzo nei confronti dei piu’ deboli.
- Non si puo’ nemmeno invocare la scusa della “tradizione”, perche’ questa “festa” e’ stata appena inventata, e non e’ proprio il caso di imbarbarire l’Italia facendole seguire le orme della Spagna, paese pieno di feste violentissime contro gli animali.
I SOTTOSCRITTI CITTADINI CHIEDONO CHE:
La corsa degli asini venga sospesa e sostituita da una manifestazione sportiva più civile e rispettosa dei diritti degli animali.
In fede,
… nome cognome … città
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Appello in rete: Salvate il toro Moscatel
11 settembre 2009 -
CORRIERE DELLA SERA
10 SETTEMBRE 2009
Lo scorso anno Valentòn impiegò 11 minuti per morire. Ambientalisti mobilitati
Appello in rete: Salvate il toro Moscatel
Proteste contro la tradizionale festa di Tordesillas che prevede l’inseguimento e l’uccisione dell’animale
Un frame di un video tratto da una delle passate edizioni di questa sorta di corrida all’aperto
MADRID Moscatel morirà. Domenica prossima. Trafitto dalle lance, come in una battaglia tribale. Solo contro tutti. Le proteste degli animalisti non basteranno a impedire che si celebri, anche quest’anno, la festa del toro de la Vega,a Tordesillas, dalle parti di Valladolid. Una manifestazione che prevede la liberazione di un toro che poi viene inseguito a cavallo e a piedi da picadores armati di lancia.
UNDICI MINUTI PER MORIRE – L anno scorso, Valenton ci ha messo undici minuti a morire, incalzato da oltre trecento lancieri a piedi e a cavallo che lo hanno inseguito dalla cittadina fino a una zona rurale, chiamata appunto de la Vega, dove il toro, ferito a colpi di picca, è stato finito sempre all’arma bianca. La regola vuole che il primo picador che è riuscito a farlo sanguinare durante la corsa sia anche colui che ha il diritto di infliggere l ultima stoccata quando, ormai sfinito dai colpi, l’animale è a terra.
LA FESTA E LE PROTESTE – Oltre 500 manifestanti si erano riuniti a metà settembre di un anno fa per chiedere che fosse risparmiata la vita a Valenton molti di più, circa 30.000 spettatori, erano arrivati invece a Tordesillas per assistere a quella che la giunta cittadina rivendica come un attrazione turistica.Fa parte della nostra cultura sostengono i difensori della festa, che è stata addirittura classificata come di interesse regionale. Fra pochi giorni toccherà al toro Moscatel, anche se gli ambientalisti di AnimaNaturalis si sono mobilitati aprendo una sottoscrizione di firme on line (in spagnolo e in inglese) per cercare di fermare la crudele celebrazione.
INVIATE MAIL DI PROTESTA
Il 15 settembre, il toro di nome ‘Moscatel’ sarà perseguitato e torturato dagli abitanti di Tordesillas. Questa celebrazione unica di crudeltà è considerato festival culturale in Spagna.
Scrivi una lettera per fermare questa pratica barbara!
E’ GIA’ PRONTA BASTA FARE COPIA INCOLLA..
Muy Sres Nuestros,
Hemos tenido constancia de la celebración que se lleva a cabo en Tordesillas durante la primera quincena de septiembre, denominada Toro de Vega, en la que centenares de personas a pie y a caballo acosan a un toro hasta la muerte a lanzazos.
Nos ponemos en contacto con ustedes para manifestarles el desagrado que este hecho nos provoca como miembros de una sociedad sensible hacia el maltrato y el sufrimiento animal.
En nuestro país disponemos de legislación en materia de protección animal que harían imposible que se dieran este tipo de celebraciones, ya que no solo perjudican a los animales sino que degradan la imagen de la sociedad que los permite.
Es por ello que les solicitamos reconsideren la celebración de dicho festejo.
Mientras se siga celebrando, daremos a conocer a los turistas las prácticas del municipio de Tordesillas como parte de la vergüenza que supone para Europa que se sigan manteniendo tan sanguinarias tradiciones, propias de otros siglos.
Atentamente,
Nome, Cognome e Paese
Da inviare a: informacion012@jcyl.es; oficinadeturismodevalladolid@jcyl.es; turismo@tordesillas.net; garherca@jcyl.es;jlrzapatero@presidencia.gob.es;
sala_prensa@Justicia.es; prensa@mju.es;
Presidente del Governo Spagnolo Josè Luis Zapatero
jlrzapatero@presidencia.gob.es;
Ministero della Giustizia
sala_prensa@Justicia.es;prensa@mju.es;
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La deportazione dei cani dalla Basilicata alla Calabria non e’ piu’ possibile
10 settembre 2009 -
http://blog.donatellaporetti.it/?p=758
La deportazione dei cani dalla Basilicata alla Calabria non e’ piu’ possibile
Il trasferimento in Calabria dei 420 cani randagi della comunita’ montana Val d’Agri, ospitati da anni in piccoli canili della regione, non e’ ancora avvenuto, e da oggi grazie all’ordinanza del ministero del lavoro, Politiche Sociali e Salute non potra’ piu’ avvenire. Da domani la nuova soluzione andra’ trovata anche a partire da quei 300 mila euro che risultano al bilancio della Regione per le politiche sul randagismo ancora non spesi.
La vicenda che da mesi si sta trascinando tanto da non capire piu’ le responsabilita’ politiche, finalmente puo’ interrompersi. La regione Basilicata per ragioni incomprensibili voleva prima spedire i propri cani in Campania nel lager di Cicereale (Sa) e poi, dopo il sequestro di quel canile, in Calabria in un altro canile con piu’ di mille cani. Tutto dopo bandi di gara talmente al ribasso che i piccoli canili di zona non potevano partecipare.
Da mesi sottolineiamo come lo sradicamento dei cani da luoghi in cui da lungo tempo vivono con un soddisfacente equilibrio psico-fisico, comporterebbe un fortissimo stress per gli animali, che puo’ avere esiti anche mortali e comunque arrecherebbe loro “inutili sofferenze”, cosi’ definite dagli stessi servizi veterinari di Potenza, in un lungo ed articolato parere. Infliggere sofferenze rappresenta un reato ai sensi dell’art. 544 ter del Codice Penale.
L’ordinanza 163 del 16 luglio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 7 settembre, e quindi oggi operativa e in vigore, fissa un principio importante: gli animali di affezione sono esseri senzienti e quindi non sono merce o un problema di cui disfarsi cercando di spendere il meno possibile, proponendo importi giornalieri per il loro mantenimento che non possono in nessun modo garantire la loro salute, o il loro benessere. E dettano rigide norme per i canili: non possono ospitare piu’ di 200 cani, devono stare aperti al pubblico per poter garantire l’adozione degli animali e aperti anche alla collaborazione delle associazioni animaliste. E poi individua nel Comune e nella Asl in cui il cane e’ stato trovato randagio la responsabilita’ delle condizioni igieniche sanitarie e di benessere del cane.
L’ordinanza voluta dal sottosegretario Francesca Martini finalmente rende giustizia alla legge sul randagismo che non voleva aprire un mercato sulla gestione dei randagi, ma voleva dare ospitalita’ di passaggio a quei cani in cerca di una nuova famiglia che li ospitasse.
Da mesi ci appelliamo senza risposta al presidente della Regione Basilicata perche’ fermi la deportazione dei cani, da mesi con interrogazioni parlamentari abbiamo chiesto l’attenzione delle istituzioni nazionali e del Governo su questa vicenda, ora e’ arrivata la risposta con l’ordinanza!
QUI LA STORIA
http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/09/05/calabria-per-i-cani-biglietto-di-sola-andata/
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