BAARIA? L’ARTE NON E’ UN MACELLO

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http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nazionale/news-dettaglio/3724098

CINEMA: TORNATORE,ANIMALISTI INSULTANO SENZA SAPERE FATTI

“Mi dispiace per quello che e’ accaduto. Gli animalisti hanno insultato senza sapere come siano andate le cose”. Cosi’ il regista Giuseppe Tornatore ha commentato, nel corso di una conferenza stampa a Firenze, le polemiche arrivate dagli animalisti relative ad una scena del film nella quale si uccide ‘in presa diretta’ un animale. “E’ una scena che non poteva essere evitata – ha proseguito Tornatore – e sulla cui importanza soltanto io ho deciso.

LA PADANIA DI DOMENICA 27 SETTEMBRE STIGMATIZZA L’ACCADIMENTO CON LE DICHIARAZIONE DELL’ON MARTINI, A CURA DI STEFANIA PIAZZO

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AGGIORNAMENTO

COMUNICATO STAMPA SUL FILM BAARIA DEL SOTTOSEGRETARIO MARTINI
INDAGHEREMO SU IMMAGINI FILM BAARIA

(AGI) – Roma, 25 set. – In merito a quanto segnalato oggi su organi di informazione dalla Lav relativamente ad una scena del film Baaria, dove un animale sarebbe stato ripreso mentre viene ucciso in maniera cruenta, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha dichiarato “Fatto gravissimo. Una produzione cinematografica italiana deve rispettare le regole vigenti nel proprio Stato, in Italia come obbligo giuridico e all’estero come obbligo morale. L’uccisione cruenta di animali e’ regolata e sanzionata da normative nazionali ed europee.
Verificheremo come si sono svolti esattamente i fatti e se questi corrispondono ad una ipotesi di reato. In tal caso valutero’ la possibilita’ di procedere”. (AGI)

Mail on Martini  martini_f@camera.it

COMUNICATO STAMPA SUL FILM BAARIA DELL’ON BARBARA MANNUCCI

Roma 25 settembre. ” Mi unisco alle proteste delle Associazioni animaliste contro il film Baaria  di Giuseppe Tornatore. Sono profondamente amareggiata e schifata dalla scena in cui il regista ha fatto uccidere barbaramente un bovino con un punteruolo conficcato nella fronte del povero animale prima di sgozzarlo facendolo morire dissanguato” afferma il deputato del PDL Barbara Mannucci.
“Ovviamente la scena è stata girata in un Paese come la Tunisia che non conosce neanche lontanamente cosa voglia dire rispetto per gli animali.”
“Stiamo facendo tanto in Italia per far capire alle persone che anche gli animali hanno diritto di essere rispettati e per questo spero che si prendano seri provvedimenti nei confronti del film e del regista che, se avesse fatto una cosa simile in Italia sarebbe stato punito penalmente per maltrattamenti poichè la macellazione è stata effettuata senza stordimento e al di fuori di un macello autorizzato. Spero vivamente che tutti gli amici degli animali non vadano a guardarlo come sicuramente farò io. ”

Mail on Mannucci  mannucci_b@camera.it

BAARIA?  L’ARTE NON E’ UN MACELLO

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Chiliamacisegua si associa alla protesta di chi ha a cuore il rispetto della vita e che non uccide, ne per gioco, ne per divertimento, ne per sport, ne per spettacolo, ne per passare il tempo, ne per titillare bassi istinti, ne per provocare clamore.

Forse Giuseppe Tornatore per il suo film Baaria, ha preferito non pagare qualche comparsa, divenuta in questo caso protagonista di un orrore che sconcerta, passando alla vie estreme, per risparmiare sul budget?

Fatto è che a noi non è stata risparmiata una agonia, una morte ripresa, rappresentata, indagata, scrutata, voluta, cercata che mai e poi mai, potrà essere contrabbandata per arte.

L’arte non è un macello

Chiliamacisegua

CASA CINEMATOGRAFICA CHE DISTRIBUISCE IL FILM BAARIA MEDUSA

http://www.medusa.it/

Mail Medusa  infofilm@medusa.it

http://www.corriere.it/animali/09_settembre_24/bovino-sgozzato-accuse-tornatore-baaria_371d8a6e-a906-11de-aaa2-00144f02aabc.shtml

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L’uccisione di un bovino (frame dal trailer di Baarìa)

Appello al sottosegretario alla Salute: Vigili sui set cinematografici

Bovino sgozzato sul set di Baarìa Tornatore nel mirino della Lav

L’animale è stato ucciso e ripreso mentre moriva. Scena girata in Tunisia, in Italia sarebbe stato un reato

MILANO – Un bovino viene colpito alla testa con un punteruolo conficcato nella fronte. Si accascia a terra ancora cosciente e in quel momento gli viene tagliata la gola. Il sangue zampilla copioso mentre l’animale batte le palpebre e si muove leggermente fino a morire. Il tutto davanti all’occhio elettronico della macchina da presa. Nel mirino della Lav c’è una sequenza di Baaria, il film di Giuseppe Tornatore presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, ambientato nella Sicilia degli anni Trenta, che esce nelle sale a fine settimana. La scena incriminata è quella sopra descritta, in cui l’uccisione è finalizzata a ricavare del sangue da raccogliere in tazze far bere ad una persona quale cura all’anemia.

SCENA RACCAPRICCIANTEPer la Lav, che ha visionato il film nella Commissione di revisione cinematografica di cui è componente per legge, la scena è raccapricciante e cruenta, tanto più perché realizzata con un animale ucciso appositamente!

«Perché Tornatore – si chiede ora l’associazione -, volendo rappresentare un atto efferato dell’epoca rappresentata nel film, non ha scelto di utilizzare degli effetti speciali? Perché realizzare in Tunisia una scena che in Italia sarebbe considerata maltrattamento secondo il Codice penale poiché effettuata senza stordimento e al di fuori di un macello autorizzato, fuori dal quale un bovino non può essere abbattuto?».

Interrogativi, questi, che l’associazione animalista rivolge ora sia a Tornatore sia alla società di produzione Medusa, chiedendo altresì al sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, «di realizzare il controllo sui set cinematografici e televisivi da lei annunciato alcuni mesi fa. Siamo convinti che così, anche per produzioni italiane realizzate in Paesi dove vigono norme più permissive di quella italiana, le cose cambierebbero».

C’E’ CHI LA PENSA IN QUESTO MODO

http://www.katerpillar.it/2009/09/24/le-sterili-polemiche-animaliste-sul-film-di-tornatore/

Le sterili polemiche animaliste sul film di Tornatore

Posted by AdGiopi

Maiale

Quasi sempre le polemiche giovano alla riuscita di un film e sicuramente anche Tornatore con il suo Baaria che sarà nelle sale italiane dal 25 settembre, con la serie di polemiche che si sono scatenate per qualche scena ritenuta cruenta  ne gioverà positivamente in fatto di spettatori (spero di esserci anchio).

Una scena piuttosto cruenta relativa all’uccisione di un vitello ha provocato le reazioni degli animalisti ed in particolare della LAV (Lega anti vivisezione) che ha pensato bene di rivolgere alcune domande sia al regista, sia alla casa di produzione: “Perché Tornatore ha rappresentato nel suo ultimo film Baaria una scena raccapricciante, in cui un bovino viene ucciso con un punteruolo? Perché il regista ha deciso di non utilizzare degli effetti speciali? Perché ha girato in Tunisia una simile scena?”.

Proprio quest’ultimo interrogativo mira a puntare i riflettori su una questione abbastanza controversa, la minor rigidità normativa riguardo la vita degli animali, che vige in alcuni paesi extraeuropei.

A tale proposito, la Lav interpella il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, chiedendole di: “realizzare il controllo sui set cinematografici annunciato alcuni mesi fa”, dicendosi inoltre convinti che con una maggior rigore “anche per le produzioni realizzate in paesi dove vigono norme più permissive, le cose cambierebbero”.

Nella storia del cinema italiano, in particolar modo se si ripensa a un altro film in cui è raccontata un’epopea, vista con gli occhi di gente semplice, è inevitabile non rimandare alla mente una scena de L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi.

Se non ricordo male anche in Novecento di Bertolucci viene riprodotta la cruenta e allo stesso tempo normale scena dell’uccisione del maiale, un rito millenario che solo negli ultimi 20 anni è andato scomparendo, un vero peccato!

Scene che ripropongono la realtà della vita contadina non possono essere mai crudeli anzi servono a ridare una giusta dimensione al ruolo degli animali nella vita delle persone e far capire che la carne non si produce in una fabbrica per poi finire sui banchi di un supermercato, ma da animali allevati, curati e poi ammazzati dall’uomo.

In che modo conta poco…