ANIMALI: MARTINI, PIU’ TUTELE E GARANZIE. IN ARRIVO LEGGE QUADRO
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ANIMALI: MARTINI, PIU’ TUTELE E GARANZIE. IN ARRIVO LEGGE QUADRO 22-09-09 |
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(ASCA) – Roma, 22 set – Una legge che riconosce il diritto alla salute di tutti gli animali, siano essi domestici o randagi, dai cani di strada ai cavalli da corsa, prevedendo un livello di qualita’ della vita che deve essere assicurato ad ogni singolo animale che viva sul nostro territorio. Un vero e proprio codice che riordina, unifica e armonizza l’intera disciplina in materia e le numerose ordinanze emanate nel tempo per far fronte alle situazioni di emergenza. E’ quella voluta – e presentata oggi a Roma – dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini , illustrata in occasione del convegno ”Uomini e animali. Ma siamo poi cosi’ diversi?”, promosso dalle associazioni Donneinrete e FormAzione. Oggi quasi 45 mln di animali vivono nelle nostre case: circa 7 milioni di cani, 7,5 milioni di gatti, 12 milioni di uccelli, 15 milioni di pesci, 500 mila roditori e 1 milione e mezzo di altre specie. Amati e ben curati, tanto che si stima in 2 milioni di euro l’anno la spesa media degli italiani per i loro amici, che da qualche tempo godono anche delle vacanze. Sono sempre piu’ numerose, infatti, le strutture turistiche che accolgono gli animali domestici, facilitando anche la vita delle persone che non vogliono rinunciare alle vacanze ma neanche alla compagnia del loro amico animale. Una fotografia da favola disneyana. Ma il vecchio detto ”vita da cani” ha ancora ragione di esistere. Sono oltre 500 mila i cani randagi e oltre 1,3 milioni i gatti. Nel solo anno 2005 ci sono stati in Italia 150 mila abbandoni e 73 mila maltrattamenti nel 2004, che nel 48% dei casi hanno portato alla morte dell’animale. I 72.812 casi di maltrattamento accertati nel 2004, peraltro, non sono che la punta dell’iceberg, cioe’ quei casi effettivamente verificati e denunciati. Ma quante migliaia saranno i maltrattamenti sommersi?. La legge e’ costruita attorno ad alcuni pilastri. Obbligo del microchip sui cani e di anagrafi canine per garantirne la rintracciabilita’ dell’animale. I randagi vanno raccolti, curati, ricoverati in strutture realizzate secondo standard di qualita’ e registrati sotto responsabilita’ dei sindaci e con servizi appaltati in base ai requisiti di legge e sistemi di trasparenza, ma anche continui monitoraggi per verificare le condizioni delle strutture e di assistenza. I ricoveri per gli ”orfani”, infatti, dovranno rispondere a requisiti minimi di qualita’, per evitare il ripetersi di episodi in cui i canili somigliavano piu’ a dei lager che non a dei rifugi, con gabbie talmente piccole o piene di ospiti da impedire agli animali di muoversi, poi tozzi di pane secco se non addirittura cibo avariato. Orrori a cui le associazioni di cittadini e la politica italiana vogliono dire basta. res-mpd/sam/alf |
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