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DALLA LIDA LEGGI DA IMPARARE A MEMORIA

agosto 23, 2009 By: Rosanna Marani Category: Documentazione

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http://www.lida.it/index.php?option=com_content&task=view&id=330&Itemid=51

Un saluto a tutti gli animalisti e a tutte le associazioni

che hanno aderito alla manifestazione



ImageSono Giovanni Porta Presidente nazionale della LIDA Associazione che da più di trent’anni lotta per i diritti degli animali e che ha voluto fortemente questa iniziativa per dare un risalto maggiore alle innumerevoli mancanze istituzionali relative alla applicazione delle Leggi a tutela degli animali, dare un risalto ai comportamenti omissivi, e istigatori di violenza nei confronti di poveri animali vittime di abbandoni, uccisi a fuoco lento o lasciati a morire, prolificare, accattonare sul territorio dalla indifferenza istituzionale di chi da anni avrebbe di istituto dovuto occuparsene, scaricando con violenza sui poveri animali uccisi per una colpa non dovuta.

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Tutti abbiamo espresso solidarietà nei confronti di quel povero bimbo morto e della ragazza tedesca, vittime  di un sistema indifferente ai problemi.
Problemi che hanno sviluppato in itere come se non bastasse  più livelli  di maltrattamento nei confronti degli animali.

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La principale causa di tutto, come abbiamo detto, è l’inadempienza e il non rispetto delle Leggi che possono configurare nei confronti di quei comuni, sindaci e Asl che non le applicano una serie di  reati  perseguibili penalmente: vediamoli con attenzione perché vale la pena perdere due minuti  per rendersi conto della gravità di tali comportamenti per altro fin ora tollerati:

-     Art  328 cp relativa alla Omissione di atti d’ufficio
-     Art  331 cp relativo all interruzione di un pubblico servizio e/o di Pubblica necessità
-     Violazione al DPG 320/54  regolamento di polizia veterinaria  in relazione al artt. 84, 85,86,87  88 89 90,91,92 che prevedono dal lontano 1954 che i comuni abbiano singolarmente o consociati un servizio cattura e un canile sanitario e che i Prefetti in caso di inadempienza dei comuni li obblighino d’impero a farli
-     Violazione al DPR 31 MARZO 1979  decreto nel quale lo Stato chiude giudicandoli inutili alcuni enti e ove  viene stabilito chiaramente che dopo la perdita di possesso di ente di diritto pubblico dell’Enpa  trasformato in ente di diritto privato  è il Sindaco  responsabile civilmente e penalmente degli animali randagi che insistono sul territorio e che l’abbandono degli animali è un reato. Quindi  il Comune, rappresentato dal primo Cittadino, è responsabile per i danni cagionati da cani randagi, atteso che proprio ad esso spetta :
- il controllo del fenomeno del randagismo,
- il potere di controllo e di vigilanza sul territorio
- deve provvedere alla cattura,
- al ricovero,
- alla custodia
- al mantenimento dei cani stessi. Esiste giurisprudenza in tal senso vedi sentenza del   Giudice di Pace di Pozzuoli ne del 28 giugno 2004 che si è espresso in tal senso.
- Violazione alla Legge 281 del 91 la quale ribadisce all’art 1 che è lo Stato che tutela gli animali da affezione ed i sindaci non sono esenti da applicare tale normativa,   non solo ma la legge nei Principi generali  dichiara  che:

“1. Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente.”
. 2 – I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso le strutture di cui al comma 1 dell’articolo 4, non possono essere soppressi.”
Art. 4       Competenze dei comuni
“1. I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi dei contributi destinati a tale finalità dalla regione.
2. I servizi comunali e i servizi veterinari delle unita’ sanitarie locali si attengono, nel trattamento degli animali, alle disposizioni di cui all’articolo 2.”
Occorre a questo punto ricordare che la Legge 281 ha stanziato nel corso degli anni cospicui fondi per la sterilizzazione, e la costruzione di canili. Ci chiediamo, vista la situazione, dove essi siano finiti,  chi li ha utilizzati, in che modo…….. Specialmente quei sindaci che non hanno esitato a emettere ordinanze di abbattimento per risolvere un problema (loro)……. di inadempienza in disprezzo peraltro alla sopracitata legge, ed al regolamento di Polizia veterinaria.
I Sindaci protagonisti di queste ordinanze di abbattimento   non hanno messo in essere una struttura ricettiva per i cani vaganti nei loro rispettivi paesi ed inoltre  il Prefetto ed il Sindaco, che hanno ordinato il primo e avendone disposto l’esecuzione il secondo indiscriminato abbattimento, poi eseguito, di cani ritenuti pericolosi (ma da chi?) hanno posto in essere atti idonei a ravvisare il reato di maltrattamento di animali previsto e punito dal codice penale.
Precisamente dagli art 544. bis, ter e dagli artt 727 1° e 2° comma del c.p..
Collegata a questa tematica occorre ribadire chiaro il concetto di responsabilità degli abbandoni da parte di quei cittadini  che continuano a porre in atto comportamenti irresponsabili e che sono sicuramente concause di tragedie nei confronti sia degli umani che degli animali.
Infine, altro punto saliente di questa petizione, i canili lager gestiti da persone senza scrupoli che vedono esclusivamente la parte economica tenendo questi poveri esseri in condizioni pietose, non curandoli, risparmiando su tutto pur di guadagnare  e quando non basta, di  esportarli chissà dove. A volte travestendosi pure da associazioni animaliste dai nomi più accattivanti ponendo in essere vere associazioni che mirano dove possono al monopolio,  aiutati naturalmente dai soliti comportamenti ommissivi quando non veri e propri complici, compagni di sventura per poveri animali stremati.
Occorre combattere le ecomafie  dei canili, e chiedere che avvenga la  restituzione e la confisca da parte dello Stato di quelle  strutture canile gestite dalle ecomafie  con affido delle stesse alle associazioni animaliste riconosciute.

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Limitare il commercio di animali  con Blocco  della vendita degli animali di affezione:  applicando una moratoria negli allevamenti con blocco delle vendite per almeno due anni onde svuotare i canili (in alternativa gli allevatori potrebbero riconvertire le strutture in rifugi convenzionati).

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Altra tematica che ci sta particolarmente a cuore è quella relativa agli avvelenamenti che sempre più prendono piede specie in periodi pre caccia.
Occorre, a mio parere, chiedere il Blocco della vendita di sostanze tossiche presso farmacie e cooperative agricole, chiedere autocertificazione per chi le acquista, per contrastare gli avvelenamenti, di cani ed animali.

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Infine la vigilanza  che è lasciata alle bizze di ogni  Prefettura e Provincia Italiana ove ognuna decreta all’interno della normativa di riferimento una  miriade di regolamenti con machiavelliche interpretazioni che mettono a dura prova i volontari che null’altro chiedono che di poter operare ma forse è proprio questo il problema che dà fastidio: l’efficienza porta sempre lavoro e si sa come vanno certe cose……… comunque  chiediamo con questa petizione  che le Guardie Zoofile:  abbiano una competenza legata alla presenza territoriale; con decreti di validità su tutto il territorio nazionale per le associazioni riconosciute dal Ministero e lo snellimento di tutte quelle pratiche infinite che chi opera nel settore ben conosce.

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Un caro ringraziamento a tutti i presenti,  a chi ha aderito ed anche un caro.. ringraziamento a chi non lo ha fatto dandoci così il modo di capire finalmente, come se ce ne fosse bisogno, chi sta con gli animali………………….

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Grazie
Giovanni Porta

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