MENEFREGHISTI “QUARAQUAQUA”MOLISANI
31 agosto 2009 -
MENEFREGHISTI “QUARAQUAQUA”MOLISANI
RIPALIMOSANI
IL VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=Cf7Bpo4AcGo
CHI PAGHERA’ PER QUESTO SCEMPIO?
PANTALONE OVVIAMENTE, DI TASCA PROPRIA. MENTRE QUESTI CANI CONTINUANO A MORIRE, VITTIME DELL’INDIFFERENZA E DEL DILEGGIO CHE IN QUESTO TERRITORIO E’ D’USO (E ABUSO) CONSOLIDATO, ALLA APPLICAZIONE DELLA LEGGE 281/1991
QUELLA LEGGE ANCORA UNA VOLTA PRESA PER I FONDELLI
LA VITA CALPESTATA, UCCISA SENZA CHE NESSUNA DELLE ISTITUZIONI CHE…. BLABLABLABLA, AVEVANO SOTTOSCRITTO UN IMPEGNO CON L’ON FRANCESCA MARTINI, ABBIA UN FREMITO DI ROSSORE, UN PALPITO DI SENSO DEL DOVERE CIVICO.
SONO STATI ELETTI DAL POPOLO, SONO I NOSTRI RAPPRESENTANTI SONO PAGATI DA NOI E NON FANNO UN BENEAMATO CIPPIRIMERLO
BASTA.
ALL’INDICE I SINDACI E ASSESSORI E COMPAGNIA CANTANTE DEL MOLISE, NON POLITICI MA SOLO POLITICANTI PRO DOMO EIUS
NON SERVI DELLO STATO MA MENEFREGHISTI “QUARAQUAQUA”
IN EVIDENTE STATO CONFUSIONALE DI IGNORANZA DELLE LEGGI E SENZA ALCUNA MANIFESTAZIONE DI UMANITA’
INSENSIBILI E INSENSATI, IMPEGNATI A FARE REGREDIRE IL MOLISE, A RINTUZZARE QUALSIASI FORMA DI CIVILITA’
E QUESTA l’EMERGENZA PER LA QUALE CHILIAMACISEGUA CHIEDE L’INTERVENTO IMMEDIATO DI QUALCUNO CHE ABBIA GLI ATTRIBUTI PER MODIFICARE LO STATUS QUO DI INERZIA
NATI SOTTO UNA CATTIVA STELLA. ABBANDONATI FUORI DAL LAGER, VI SONO ENTRATI DI DIRITTO ANZI DI ROVESCIO
POVERO PICCOLO NOTARE LE UNGHIE, GIA’, CANE PIGRISSIMO CHE OZIA IN POLTRONA A GUARDARE “IL COMMISSARIO REX”, MENTRE FORSE, UN PO’ DI MOTO, GLI FAREBBE BENE
SONO TUTTI CUCCIOLI CHE HANNO UNA ADOZIONE
DUNQUE, UNO, DUE, TRE, PRONTI VIA! ESPLETATE LE FORMALITA’ DI PRASSI.
NO, A CAMPOBASSO NON E’ COSI’
NIENTE DA FARE IL GESTORE, GIOVANNI MANDATO, CHE SVENTOLA UN CONTRATTO QUALE RIFORNITORE UFFICIALE DI CIBO PER IL CANILE DI SANTO STEFANO, DA QUELL’ORECCHIO NON CI SENTE
E’ TITOLARE DI UNA DITTA, BEAUTY DOG, VIA ALFIERI VITTORIO, 6- 86100 CAMPOBASSO TEL.: (+39) 0874438181 WEB: WWW.BEAUTYDOG.IT DESCRITTA QUALE CENTRO DI BELLEZZA PER CANI E GATTI, TOELETTATURA E ALIMENTI.
BELLEZZA! TOELETTATURA! ALIMENTI!
CONFLITTO D’INTERESSI, A PUGNI CON LA COSCIENZA IN OGNI DOVE, MA QUA, NO.
E’ PALESE CHE LA COSCIENZA NON ESISTA DA QUESTE PARTI
QUALE E’ LA DIARIA CHE IL SIGNOR MANDATO RICEVE CADACANE?
PAGATA CON I SOLDI DEI CONTRIBUENTI
ED ORA SFOGLIATE L’ALBUM, AHIME’ NON DEI RICORDI DA
CONSERVARE MA DEGLI ORRORI DA FISSARE
FOTOGRAFIE CHE STRAZIANO, FOTOGRAFIE CHE URLANO:
UOMO DOVE SEI, DOVE TI SEI PERSO?
MOLISE: AL DI LÀ DELL’INDIFFERENZA
IL 4 AGOSTO 2008 IL CANILE VIENE MESSO SOTTOSEQUESTRO.
LO SCENARIO CHE SI PRESENTA DAVANTI AGLI OCCHI DEI VOLONTARI È APOCALITTICO
NESSUN BOX PRESENTA UNA DISTINZIONE TRA ZONA COPERTA E SCOPERTA. BOX INTERAMENTE ESPOSTI AL SOLE E ALLE INTEMPERIE, ALTRI TOTALMENTE COPERTI E AL BUIO.
TETTOIE IN ETERNIT E PILE DI ETERNIT ACCATASTATE A STRETTO CONTATTO CON I CANI.
ALL’INTERNO DEI BOX MANCANO CUCCE E L’ACQUA TROVATA SPORCA E MELMOSA È POSIZIONATA A CIRCA 10-15 CENTIMETRI DAL PAVIMENTO. CIÒ IMPLICA LA DIFFICOLTÀ PER I CANI PICCOLI DI POTERSI ABBEVERARE
• I CANI NON ESCONO MAI DAI BOX
• NON ESISTONO AREE DI SGAMBAMENTO
• MANCA UN DEPOSITO PER IL CIBO
• MANCA UN’INFERMERIA
• MANCA LA ZONA ISOLAMENTIO
• MANCA UN ARMADIETTO DEI FARMACI PER IL PRIMO SOCCORSO
• MANCA UN REGISTRO DELLE ENTRATE E DELLE USCITE CON IDENTIFICAZIONE PER MICROCHIP E FOTOGRAFIA DEI CANI PRESENTI.
BOX SOVRAFFOLLATI, FEMMINE NON STERILIZZATE E MASCHI CONVIVONO E RIPRODUCONO CONTINUAMENTE
LE MAGLIE DELLE RETI DEI BOX HANNO UNA DIMENSIONE DI CIRCA 10 CM PER 10, CHE CONSENTE AI CANI DI ENTRARE IN CONTATTO TRA DI LORO, AGGREDENDOSI E SPESSO DILANIANDOSI. LE RETI SONO ARRUGGINITE E PRESENTANO IN MOLTE PARTI SPUNTONI AFFILATI.
GRAVISSIMO LO STATO PSICHICO DEI CANI.
LA MAGGIOR PARTE È TERRORIZZATA DALLA PRESENZA DELL’UOMO, IN PARTICOLARE SE DI SESSO MASCHILE.
BEN 7 CANI SU 16 PRELEVATI NON RIESCE AD INTERAGIRE CON L’UOMO, ANCHE A DISTANZA DI 2 MESI DELL’USCITA. MOLTISSIMI NECESSITANO DI RECUPERO PSICOLOGICO, OLTRE CHE SANITARIO.
MOLTI RIPORTANO GRAVI FERITE DA SBRANAMENTO
GRAVISSIMO LO STATO PSICHICO DEI CANI, LA SITUAZIONE ESASPERATI DALL’AFFOLLAMENTO, DALLA FAME E DALLA LIMITATEZZA DEGLI SPAZI, STIMOLA L’AGGRESSIVITÀ.
ü I CANI SI PRESENTANO MAGRI, DENUTRITI AI LIMITI DELLA SOPRAVVIVENZA.
ü LA MAGGIOR PARTE DI LORO PRESENTANO DERMATITI ESTESISSIME
ü ALTISSIMA LA PROBABILITÀ CHE QUESTI CANI SIANO AFFETTI DA MALATTIE DEL SANGUE TRASMESSE DA ZECCHE (ERLICHIOSI, RIKKEZIOSI, MALATTIA DI LYME) CHE, SE NON CURATE, PORTANO ALLA MORTE DELL’ANIMALE.
ü LE DEIEZIONI RINVENUTE NEI BOX SI PRESENTANO LIQUIDE E SANGUINOLENTE.
ü CANI INFESTATI DA ASCARDI, TENIA, COCCIDI E GIARDIA.
ü MOLTI CANI PRESENTANO LESIONI DA SBRANAMENTO INFETTE.
ü LA SITUAZIONE MEDICA DEI CANI PRELEVATI È RISULTATA GRAVISSIMA.
ü PRESENZA DI TOPI
ü GRAVISSIMO LO STATO PSICHICO DEI CANI, LA SITUAZIONE ESASPERATI DALL’AFFOLLAMENTO, DALLA FAME E DALLA LIMITATEZZA DEGLI SPAZI, CIÒ STIMOLA L’AGGRESSIVITÀ.
ü UN CUCCIOLO GRIGIO NEONATO È STATO TROVATO URLANTE SUL CEMENTO BAGNATO.
ü NO PROFILASSI ANTIPARASSITARIA
ü NO PROFILASSI SANITARIA
LA MAGGIOR PARTE DI LORO PRESENTA DERMATITI ESTESISSIME, CHE TOCCANO ANCHE L’ 80% DELLA SUPERFICIE CORPOREA, ZECCHE E PULCI CHE, IN ALCUNI CASI, HANNO MANGIATO LA CARNE.
DICEMBRE 2008 : PETIZIONE FUORI I CANI DAL LAGER DI RIPALIMOSANI
WWW.FIRMIAMO.IT/FUORICANIDALLAGERDIRIPALIMOSANI
I CANI SI PRESENTANO MAGRI, DENUTRITI AI LIMITI DELLA SOPRAVVIVENZA
AFFETTI DA LEISHMANIA
PSICOLOGICAMENTE PROVATI
INFESTATO DA TOPI
DICEMBRE 2008 A DISTANZA DI 4 MESI DAL SEQUESTRO NON È CAMBIATO NULLA. NONOSTANTE LE NOSTRE RICHIESTE, NESSUN PROVVEDIMENTO SANITARIO È STATO ADOTTATO AL FINE DI RENDERE QUANTO MENO ACCETTABILI LE CONDIZIONI DI VITA DI QUELLE POVERE BESTIE MALATE NEL CORPO E NELL’ANIMO. NON UNA SVERMINAZIONE, NÈ UN VACCINO. NON UN ANTIBIOTICO NÈ UN ANTIPARASITARIO. NULLA NULLA NULLA! E NULLA È CIÒ CHE I GESTORI, I COMUNI CONVENZIONATI E LE ASL INTENDONO FARE!
IN PIÙ A SEGUITO DI PERIZIA TECNICA OPERATA SU RICHIESTA DEL TRIBUNALE SI 109 CANI RIMASTI CIRCA 30 SONO RISULTATI AFFETTI DA LEPTOSPIROSI, COSA CHE NOI VOLONTARI, COORDINATI DAL DOTTOR ASSENZA, MEDICO VETERINARIO, AVEVAMO GIÀ SOSPETTATO E SEGNALATO!
PER CHI NON LO SAPESSE LA LEPTOSPIROSI È UNA MALATTIA MORTALE PER GLI ANIMALI E GLI UMANI. RIENTRA INFATTI NELLE COSÌ DETTE ZOONOSI, OSSIA MALATTIE TRASMISSIBILI ALL’UOMO. E’ TRASMESSA DAI RODITORI (I RATTI ABBONDANO I QUEL CANILE) E SI DIFFONDE MEDIANTE CONTATTO CON URINA E SANGUE. E’ PERTANTO SOTTOPOSTA A REGOLAMENTO DI POLIZIA VETERINARIA CHE IMPONE: ISOLAMENTO DEGLI ANIMALI SOSPETTO DIVIETO DI TRASFERIMENTO PROVVEDIMENTI SANITARI
DI TALI PROVVEDIMENTI L’UNICO APPLICATO È STATO IL DIVIETO DI TRASFERIMENTO!NESSUNA CURA È STATA INFATTI INIZIATA PER I CANI MALATI. NESSUN VACCINO È STATO EFFETTUATO AI CANI RISULTATI NON INFETTI!
ED IN QUELLE CONDIZIONI IGIENICO SANITARIE, IN UN LAGER SENZA FOGNE E SENZA SCOLI DELLE ACQUE DEI BOX, IL NUMERO DI CANI MALATI È DESTINATO A CRESCERE! LA MALATTIA SI DIFFONDERÀ COME UNA PESTE E QUEL LUOGO DIVENTERÀ UN ORRENDO SERBATOIO DI MORTE.
VIOLAZIONI
SE SI FA RIFERIMENTO AL REGOLAMENTO REGIONALE MOLISE 21/3/2006 N. 1 (BUR 1/4/2006 N. 8) CHE ATTUA LA LEGGE REGIONALE MOLISANA 4 MARZO 2005 N°7, NELL’AMBITO DELLA LEGGE QUADRO NAZIONALE 281 DEL 14 AGOSTO 1991, SI RAVVISANO LE SEGUENTI VIOLAZIONI:
• COMMA 4: MANCANZA RESPONSABILE SANITARIO INDIVIDUATO DAL SOGGETTO CHE GESTISCE LA STRUTTURA CHE REGISTRI I DATI, CLINICI ED EPIDEMIOLOGICI RILEVATI, AI FINI DELLA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI FINALIZZATI ALLA LOTTA DELLE ZOONOSI E DELLE MALATTIE PROPRIE DELLA SPECIE CANINA.
• COMMA 5, LETTERE A) E B): I CANI CHE ACCEDONO AL CANILE NON SONO SOTTOPOSTI AD ALCUNA VISITA DI VALUTAZIONE PREVENTIVA,NÉ A TRATTAMENTI TERAPEUTICI E PROFILATTICI, NÉ VIENE COMPILATA SCHEDA DEL CANE ENTRANTE. IN RELAZIONE ALLA LETTERA C) INVECE MOLTI CANI PRELEVATI RISULTANO SPROVVISTI DI MICROCHIP IDENTIFICATIVO.
• COMMA 6: I CANI NON SONO AGGREGATI NEI BOX SECONDO LE COMPATIBILITÀ CARATTERIALI NÉ SECONDO LA TAGLIA. E’ POSSIBILE RINVENIRE CANI DI 5 CHILI CON CANI DI 30 CHILI. SPESSO INFATTI I CANI PIÙ PICCOLI O PIÙ REMISSIVI VENGONO SBRANATI.
• COMMA7:POCHISSIMI CANI SONO STERILIZZATI. DUE CAGNETTE SONO STATE AFFIDATE IN STATO INTERESSANTE E DIVERSI CUCCIOLI NEONATI SONO STATI TROVATI NEL CANILE, IN CONDIZIONI ASSOLUTAMENTE INIDONEE A GARANTIRNE LA SOPRAVVIVENZA. IN PARTICOLARE UN CUCCIOLO GRIGIO NEONATO È STATO TROVATO URLANTE SUL CEMENTO BAGNATO.
• COMMA 8: MANCA REGISTRO DELLE ENTRATE E DELLE USCITE DI CUI ALL’ARTICOLO 10 DELLA LEGGE REGIONALE N. 7/2005.
PREMESSO CHE IL RILASCIO DELL’AUTORIZZAZIONE È SUBORDINATO ALL’ESISTENZA DEI REQUISITI PREVISTI NELL’ART. 4 DEL PRESENTE REGOLAMENTO NONCHÉ DEL POSSESSO, DA PARTE DELLA PERSONA RESPONSABILE, DELLE COGNIZIONI NECESSARIE ALL’ESERCIZIO DI TALE ATTIVITÀ, CI CHIEDIAMO INNANZITUTTO COME SIA STATO POSSIBILE CONCEDERE AL UNA SIMILE STRUTTURA NON SOLO LE DOVUTE AUTORIZZAZIONI MA ADDIRITTURA I FINANZIAMENTI DEL COMUNE. IL GESTORE, PUR ESSENDO PROPRIETARIO DI UN NEGOZIO DI ANIMALI E AVENDO ESPERIENZA DI ALLEVAMENTO DI PASTORI TEDESCHI, NON DIMOSTRA ALCUNA ATTITUDINE, NÉ AMORE, NÉ CURA DEGLI ANIMALI CHE DETIENE. E’ EVIDENTE IL SUO UNICO SCOPO DI LUCRO.
ART 5: CRITERI TECNICO-COSTRUTTIVI ED IGIENICO SANITARI
• COMMA 4: LA SUPERFICIE MINIMA PER CAPO SECONDO I VALORI RIPORTATI NELLA TABELLA DI SOTTO E INDICATI DAL REGOLAMENTO STESSO NON È RISPETTATA, TANTO CHE, IN BOX DI 1 METRO PER 2, SONO CONTENUTI FINANCHE 6 CANI E IN BOX DI 3 METRI PER 3 ANCHE 7; LETTERA B) E C): LE RETI SONO IN MAGLIE LARGHE DI CIRCA 10 CM PER 10, IN MOLTI PUNTI ARRUGGINITE, SPESSO CON SPUNTONI NON COPERTI O RETI ALLA VENTURA (IN UNA FOTO È VISIBILE UNA RETE DI MATERASSO); MANCANO TOTALMENTE AREE DI SGAMBA MENTO, MANCANO INFERMERIA E BOX DI ISOLAMENTO, MANCANO SISTEMI DI DISINFEZIONE E DISINFESTAZIONE, MANCANO CANALI DI SCOLO PER LE ACQUE DI LAVAGGIO, MANCANO DEPOSITI PER CONSERVAZIONE E PREPARAZIONE DEGLI ALIMENTI.
INACCETTABILE L’INDIFFERENZA CHE GRAVA IN QUESTO CASO SULLA VITA DI 100 ANIMALI
INNOCENTI
AGOSTO 2009 IL CANILE È STATO DISSEQUESTRATO MA
DAL 4 AGOSTO 2008, GIORNO DEL SEQUESTRO, NULLA È CAMBIATO.
I CANI VIVONO SEMPRE NELLA STESSA STRUTTURA CON LE CATASTE DI ETERNIT SOPRA LA TESTA, CON LE GALLINE, I TACCHINI E LE OCHE.
I VOLONTARI NON POSSONO ENTRARE E LE ADOZIONI NON SONO PERMESSE.
HANNO APERTO LA NUOVA STRUTTURA CON BOX COIBENTATI E A NORMA MA I CANI DI RIPALIMOSANI, DI BARANELLO E MIRABELLO CONTINUANO A VIVERE E A MORIRE NEL LAGER DI RIPALIMOSANI
GRAZIE SIG SINDACO DI RIPALIMOSANI
GRAZIE SIG. SINDACO DI BARANELLO
GRAZIE SIG. SINDACO DI MIRABELLO
GRAZIE REGIONE MOLISE
CHILIAMACISEGUA
http://chiliamacisegua.wordpress.com/
ALLA ATTENZIONE CHE NON SI E’ MAI DIMOSTRATA CORTESE DI
comune@comune.ripalimosani.cb.it;
vincenzo.demarco@comune.campobasso.it;
giuseppe.bucciarelli@regione.abruzzo.it;
michele.desantis@comune.campobasso.it ;
sandro.arco@comune.campobasso.it;
vincenzo.demarco@comune.campobasso.it;
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presidente.consiglio@regione.molise.it;
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ALLEGATI LEGGI E REGOLAMENTI
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QUANDO LA CLASSE E’ ACQUA
31 agosto 2009 -
PUBBLICATO DA LA PROVINCIA PAVESE
http://laprovinciapavese.gelocal.it/notizie-dal-web/dettaglio/QUANDO-LA-CLASSE-E-ACQUA/125221408?edition=Voghera
QUANDO LA CLASSE E’ ACQUA
INIZIO
Volano nel web frecce avvelenate, scoccate quotidianamente da aspiranti querelandi, sotto ogni forma, come pacco dono di una Befana anticipata, ahimè cieca e zoppa e soprattutto senza scopa.
In mailing list, su facebook, su blog per fortuna poco frequentati ma moltiplicati, tutti uguali a fotocopia, poichè chi scrive anche se fa rimandi e link a tutta pagina, un loop vertiginoso, non sa ricordare, a memoria che unoperuno fa sempre uno. Visitatori.
Un riassuntino per coloro che ci hanno chiesto “macomeperchècosaavetefatto”
Nulla di diverso dal solito, rispondere a chi civilmente domanda aiuto, a chi chiede un consiglio. Offrire supporto, smistare le segnalazioni. Preparare battaglie mail, comunicati. Impegnarsi seriamente e concretamente per tentare di far conoscere la Legge 281/1991 e magari di farla applicare, 12 ore su 24. Ogni giorno.
Denunciare. Badare ai nostri cani salvati da Cicerale, Modica, L’Aquila, Campobasso, Matera e Rizziconi.
Lasciare aperta la bacheca del sito per chi avesse aggiornamenti su situazioni che peraltro sono datate, ovviamente verificate, sottoscritte e consegnate a chi se ne deve occupare a tutto tondo, essendo noi non investigatori ma una associazione. che si è assunta il carico e l’incarico di coordinare la raccolta di dossier in tutta Italia e di comunicare ciò che ci viene segnalato ai media e al ministero.
E fine.
Ecco il memo della situazione Pavia che ha scatenato il lancio delle pietre.
Malessere animale 1 e Malessere animale 2 che da Pavia è espatriato nel web.
Che il Malessere sia contagioso?
Tutto scaricabile dal sito, dall’agosto 2008. Nessun segnale di richiesta danni o rettifica pervenuto nel frattempo. Ma anche nessuna risposta dalle Istituzioni a cui il malloppo era stato inviato e reinviato.
Buona lettura, nuda e cruda, senza altre parole che davvero non ce ne è bisogno.
Un invito peraltro sincero: chi ha qualcosa da dire o da ridire su Chiliamacisegua e sul suo operato, scriva per favore a info@chiliamacisegua.org o ci denunci o ci quereli come stiamo provvedendo noi, con la tribù del Blablableri che si è formata spontaneamente da qualche mese.
A corto di idee, grammatica, sintassi e conoscenza delle leggi.
A corto di educazione e soprattutto di rispetto. Verso se stessi e verso gli altri.
E soprattutto verso gli indifesi che da un anno, finalmente, hanno una voce forte che si fa sentire.
Per la casella di posta elettronica relativa alla melma, ci stiamo attrezzando perchè finisca direttamente o dal nostro avvocato o nello spam.
Chiliamacisegua
LA PADANIA 23 novembre 2008
Pavia, Inferno o Paradiso nel civile Nord
Un altro viaggio nei canili amati o contestati.
Testimonianze giornalistiche e referti veterinari.
Nel mezzo loro, i cani che “parlano”.
Una sola realtà. Due versioni dei fatti. Corre l’obbligo di riportarli entrambe. Per il titolare del canile la Pandina, a Villanterio, le cose stanno così. Da La Provincia Pavese del 10 settembre 2008: «In pochi mesi ben 26 comuni della zona ci hanno regalato la loro fiducia convenzionandosi con noi. Il segreto? Amare veramente gli animali». «Ma qui si sappia – si legge nel servizio di Chiara Riffeser – gli animali sono letteralmente trattati coi guanti. Tra i cinquemila metri quadrati ci sono celle riscaldate e, addirittura, l’idromassaggio in fase di lavaggio». Poi aggiunge Rino Schiavini: «Noi abbiamo deciso di affidarci ai volontari dell’Enpa di Lodi e Pavia con cui abbiamo stabilito un accordo». Un marchio doc. «Insomma – prosegue La Provincia – qui si è ottenuta la quadratura del cerchio: e ne beneficiano anche gli stessi animali». La Pandina, un’oasi, un paradiso. Magari ce ne fossero altre.
Così parlò il gestore del canile. Così parlò il quotidiano di Pavia.
Poi c’è un’altra versione, quella di alcuni referti veterinari che dipingono questo angolo pavese sotto un’altra prospettiva: l’inferno anche al Nord. Non serve andare lontano, scorrere le immagini dei canili tristemente noti di Ripalimosani, di Rieti, di Campobasso: basta andare a Pavia, sembra ti suggeriscano. Cani dalla magrezza impaurita, dagli occhi scavati e sgomenti, mortificati nel corpo e nell’anima, morti per malattia e incomprensibili trascuratezze veterinarie. Il maltrattamento, che è spesso lasciare indifferenti il cane al proprio destino, è un fenomeno trasversale, non guarda in faccia la geografia ma solo la coscienza umana.
Ecco le storie di Gullit, di Oro, di Brando, di Sisso, di Pippo, emblema di un modo di essere considerati cani il cui vivere è sancito da una convenzione e da una retta giornaliera! versata dai comuni.
Alcuni di loro sono morti di filaria, il parassita che occupa il cuore, le arterie e strangola la vita lentamente come un tumore bianco e sottile. A Pavia, nella bassa padana umida e fluviale, la filariosi è la leshmania del Nord. Senza profilassi, ti salva solo la fortuna. Altrimenti sai che muori con un verme che come un pitone si avvita al cuore ed entra strisciante nell’autostrada del sangue. Un’impiccagione progressiva.
Come è possibile che sia accaduto proprio a la Pandina, a Villanterio? Incomprensibile, impossibile. La Pandina è modello di eccellenza ed efficienza.
Ecco i referti sanitari. Gli aggettivi, i sostantivi dei veterinari, professionisti che rispondono ad un Ordine professionale, non hanno bisogno di commenti.
Pietro Baldi, veterinario in Vigevano, nel dicembre 2007: «In data odierna ho visitato un incrocio spinone di nome Gullit, di era apparente 3 anni, che presenta atrofia muscolare, marcata da inanità, magrezza e infestazione da endoparassiti. Il soggetto presenta disorientamento psicologico in fase depressiva». La testimonianza dell’adottante è più forte ma non la riproduciamo. Basta il referto.
Questa è la storia di Brando, in canile dal 2003, adottato nel maggio 2008. Dal referto di Alessandra Scorza, veterinario in Alessandria: «Il cane di nome Brando appena adottato presenta difficoltà respiratorie sotto minimo sforzo». Ricoverato il 3 giugno dopo ripetuti episodi di sincope vengono effettuati approfonditi esami: il test filaria sierologico è positivo ad alto titolo. Viene riscontrata «insufficienza cardiaca destra e grave ipertensione, troncatura dell’arteria polmonare». L’esito degli esami della dottoressa Simona Morini è impietoso: viene riportato in clinica il 18 giugno per una grave crisi respiratoria. Brando morirà il 26 giugno. Di filaria.
Il 5 gennaio 2008 è la volta dell’adozione di Pippo. La testimonianza è cruda, ma non la riportiamo. Tranne un dettaglio: «È stato consegnato senza un libretto sanitario». Sicuramente una s! vista dell’oasi canile. Pippo si addormenterà per sempre il 25 giugno 2008. Libero. Riportiamo invece questo: «Se ne è andato dopo solo 6 mesi di libertà, era vecchio, ammalato e stanco già ai primi di gennaio di quest’anno quando ha lasciato per sempre il canile dove ha vissuto la maggior parte dei suoi 14 anni».
Questa è la storia di Oro. È il 1 marzo 2008. Tossisce senza sosta, racconta chi lo aveva adottato. La testimonianza non la riportiamo. Ma questo sì: l’8 ottobre 2008 la padrona racconta che «purtroppo la filaria lo sta mangiando ma lui è felice. Solo 5 mesi di felicità e 10 anni da incubo. Quando l’ho tirato fuori speravo di regalargli almeno 3-4 anni di vita, invece dopo 5 mesi la malattia lo sta uccidendo».
Questa è la storia di Sissi. Il veterinario Baldi che lo visita il 7 gennaio 2008 dopo l’adozione certifica la sua «magrezza eccessiva». E consiglia immediata sverminazione e il «miglioramento dell’alimentazione». Il cane è pieno di parassiti. Ma c’è una sorpresa. Sissi è Sisso. Per chi gestiva il canile era una femmina. D’altra parte l’’Asl di Pavia ne era proprio convinta. Nel certificato di iscrizione all’anagrafe canina il sesso dichiarato è quello femminile. Sicuramente una svista, un errore in buona fede, con tutti quei cani da seguire… Non facciamone un dramma.
Questa è la storia di Biba, un capitolo tutto a parte. È il 22 febbraio 2008. La signora A.R. si reca in canile per adottare Biba. Il veterinario Asl conferma che il cane è adottabile. Ma non per il gestore, che lo dichiara già “prenotato” telefonicamente. Ci volle l’intervento del maresciallo dei carabinieri per consentire alla signora di adottare Biba. Naturalmente l’episodio fu una casuale incomprensione, un equivoco. A la Pandina, infatti, le porte sono sempre aperte, i cani attendono felici nuovi padroni: un passaggio indolore da un paradiso all’altro.
LA PADANIA 7 DICEMBRE 2008
LA LETTERA DELLA PRESIDENTE TARDINO
L’Enpa di Pavia replica sul canile modello “la Pandina”
ENPA SEZ. PAVIA: Richiesta ai sensi della legge 08/02/1948 n. 47 art. 8
http://www.enpapavia.it/cgi-bin/site/EnpaView.asp?id_sezione=22&id_sezioneinfo=0
Richiesta ai sensi della legge 08/02/1948 n. 47 art. 8
In merito all’articolo pubblicato dal quotidiano La Padania il 23/11/2008 a firma di Stefania Piazzo, la scrivente Sezione Enpa, citata nell’articolo ma non interpellata dalla giornalista, desidera precisare quanto segue:
Le sezioni Enpa di Pavia e Lodi prestano la loro opera di volontariato nel canile La Pandina di Villanterio in forza di un accordo firmato il 24 gennaio 2008. Fino al dicembre 2007 erano presenti in questa struttura altre due associazioni di volontariato, le stesse che pubblicano foto e appelli per questi cani in internet. I cani a cui si riferisce il servizio erano presenti in canile da anni e la signora Piazzo potrebbe chiedere a loro quali cure prestavano agli animali presenti quando prestavano volontariato.
Le condizioni di detenzione dei cani nei canili privati convenzionati dipendono dalle convenzioni stipulate dai comuni con i gestori. Il compito del volontariato è, ad avviso della scrivente, quello di trovare casa ai cani (una casa non un altro canile) e di migliorare al vita dei cani nella loro permanenza nelle strutture.
Appare pertanto curioso che si citi l’Enpa insieme ad alcune storie di cani malati senza assumere informazioni riguardo ai tempi della presenza Enpa in questo canile. Da quando Enpa è presente in questa struttura è stata approntata un’area di sgambo, Enpa ha acquistato in due tornate antiparassitari per tutti i cani, ha iniziato a testare e vaccinare i cani presenti in canile, compatibilmente con le sue possibilità economiche, poiché, contrariamente a quanto alcuni credono, o vogliono credere, Enpa è un’associazione di volontariato e non Re Mida.
Enpa inoltre sta dotando tutti i box di coperte e cucce e contiamo di finire entro Natale.
Rimane sconcertante come si sia potuto scrivere un tale articolo senza prendersi il disturbo di verificare con i diretti interessati e magari di andare a vedere il canile. Forse si sarebbe anche potuta fare una ricerca in internet e scoprire come i canili della provincia di Pavia, che non sono né meglio né peggio della maggior parte dei canili, siano vuoti, perché i cani sono stati portati via tutti e mancano all’appello oltre 1.300 cani.
I controlli che ha chiesto l’Enpa hanno evidenziato un grosso problema: i cani non ci sono e non si vuole dire dove sono finiti. Rimane anche da chiarire perché, in un’inchiesta che tratta di canili lager non si parli mai del canile in cui sono stati trovati i cani fintamente adottati da prestanome nei canili municipale di Pavia, Dogmar e La Pandina definiti lager da coloro che i cani li hanno poi portati in questo canile del quale alleghiamo alcune foto. In questa struttura, definita in internet “pensione per cani dove ora si trova XY salvato dal lager”, sono stati trovati i cani portati qui lo stesso giorno dell’adozione dagli adottanti che testimoniano tuttora ovunque la loro volontà di salvarli, salvo poi cederli ad altre associazioni e scordarseli in questo canile.
Si sarebbe potuto scoprire anche che vengono scritte cose tipo “…io e la mia amica facendo finta di adottare i cani ne abbiamo portati via due…” o ancora – si parla di un altro canile e si dice “… l’80% dei cani sono stati sequestrati dal canile La Pandina e la Dogmar di Pavia… qua sotto troverete il conto corrente ….”. Giova forse specificare che non c’è stato alcun sequestro né alla Dogmar né a La Pandina, di concreto rimane una richiesta fondi con motivi non veri.
Tutti questi documenti sono facilmente reperibili in internet. I riferimenti sono a disposizione dei comuni e delle istituzioni che dovessero richiederli.
Enpa ha presentato una richiesta per verificare l’intestazione in anagrafe canina dei cani presenti nelle strutture citate in questi documenti.
Rimaniamo in attesa di cortese e sollecito riscontro,
Il Presidente Enpa di Pavia
Maria Vincenza Tardino
REPLICA DI STEFANIA PIAZZO LA PADANIA 1 DICEMBRE 2008
Gentile signora Tardino, dalle nostre parti (e da quelle dei lettori) hanno destato forse più sconcerto i referti dei veterinari
sui cani malati adottati (e poi deceduti) presso Villanterio
che non il non aver fatto visita al canile da parte nostra. Su
quelle povere bestie invece, non una parola. Ma accettiamo
l’invito per venirVi a trovare, dateci una data. Peraltro la nostra
citazione (in positivo) dell’Enpa è tratta da un articolo
di una collega di un altro quotidiano.
Sconcertarsi per ciò può essere legittimo ma è paradossale. Ci si
può semmai sconcertare sul fatto che una convenzione non è sufficiente per garantire cure a tutti gli ospiti e che i volontari sono quindi soli a combattere. Forniteci i dati, diteci cosa Vi serve, la nostra porta è aperta per qualsiasi denuncia.
Prego, accomodateVi. Pubblichiamo pertanto con piacere la Vostra
lettera. Che affronta tuttavia preponderatamente anche altri temi,
esulando dalla nostra inchiesta, fatto di per sè strano per il contenuto
di una rettifica. Comunque accogliamo volentieri le proposte
ma chiediamo di essere più circostanziati quando si parla di
1.300 cani spariti dai canili di Pavia; quando si parla di finte
adozioni presso i canili di Pavia, Dogmar e Pandina; quando si citano
stralci di conversazioni di persone terze, palesando conflitti tra
gruppi, associazioni, bracci di ferro intestini interni al volontariato. Per
chi legge, l’impressione è che si voglia rendere pan per focaccia a qualcuno. A chi? Ai referti dei veterinari?
Prima di tutto, per noi, vengono i cani, non le beghe tra
umani. La pagina del benessere animale su la Padania non è luogo
di risciacquo di questioni personali, lo sa bene il dottor Sellitto,
coordinatore regionale lombardo dell’Enpa che sa di cosa si parla
quando ci onora di partecipare fattivamente al nostro tavolo di
incontro con le associazioni e il sottosegretario Martini, che tiene
particolarmente a cuore la presenza e la collaborazione dell’En -
pa, visto il fattivo e consolidato rapporto con la presidente Carla
Rocchi. Siamo qui per risolvere i problemi del volontariato e soprattutto dei nostri amici a quattro zampe. Il resto per noi può attendere.
Anche le lettere e le mail anonime che girano in rete, che
screditano tizio o caio pubblicate persino su siti istituzionali, o quella
da Lodi su un indirizzo altrettanto istituzionale con il commento al
nostro servizio su Pavia: “Cazzate”. La tengo nel cassetto. Preferisco
“perder tempo” solo dietro ai cani. Credo anche voi.
Stefania Piazzo
LETTERA ANONIMA ANCORA OGGI SUL SITO ENPA PAVIA NONOSTANTE LA DIFFIDA INVIATA E CHE ANCORA QUALCHE BUONTEMPONE RIPRENDE POSTA INOLTRA PUBBLICA DIVENTATO CORREO E PERSEGUIBILE PER LO STESSO REATO
http://www.enpapavia.it/cgi-bin/site/EnpaView.asp?id_sezione=19&id_sezioneinfo=0
Diffamazione e calunnia online diffusa dalla mailing list di Bairo, sempre in prima linea nella difesa delle persone perbene.
La diffamazione nel diritto italiano
Reato di Diffamazione nel Codice Penale italiano
Art.: 595 c.p.
Pena prevista: reclusione fino a 1 anno o multa fino a 1032 Euro per le ipotesi del I co.; reclusione fino a due anni o multa fino a 2065 Euro per le ipotesi previste dal II co.; reclusione da 6 mesi fino a tre anni o multa non inferiore a 2052 Euro per le ipotesi previste dal III co.;
La diffamazione, in diritto penale italiano, è il delitto previsto dall’art. 595 del Codice Penale secondo cui:
Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.
Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore ad euro 516.
Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.
La norma, con un parziale rinvio al delitto di ingiuria previsto dall’articolo 594 del codice penale, punisce chi, comunicando con più persone, offende l’onore o il decoro di una persona non presente. Tre sono, dunque, gli elementi necessari perché si possa configurare il delitto in esame: l’offesa all’onore o al decoro di taluno, la comunicazione con più persone e, infine, l’assenza della persona offesa.
L’assenza del soggetto passivo si deduce dall’inciso fuori dei casi indicati nell’articolo precedente.
Per aversi comunicazione con più persone è necessario e sufficiente che la comunicazione avvenga con almeno due persone, tra le quali non vanno tuttavia compresi gli eventuali concorrenti nel reato. È opinione prevalente in dottrina che la comunicazione diffamatoria possa avvenire a soggetti diversi anche in tempi differenti, consumandosi in tal caso il reato nel momento della comunicazione alla seconda persona.
Commette reato chi diffama e chi diffonde la diffamazione
Esprimere su un sito, quindi in un “luogo” potenzialmente visitabile da una molteplicità di persone, apprezzamenti che possano offendere la reputazione.
Pil diritto italiano è reato offendere qualcuno anche quando il fatto eventualmente attribuito sia rispondente a verità. In sostanza, non si può dare del “ladro” al ladro stesso, pena una possibile denunzia per diffamazione o ingiuria (la differenza è spiegata dalla stessa Corte di Cassazione più avanti).
Al reato previsto dall’articolo 35 legge 675/96 e si aggiunge anche quello ex articolo 595 Cp.
Questi due reati sono rispettivamente:
Art. 35 Legge 675/96: Trattamento illecito di dati personali.
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 11, 20 e 27, è punito con la reclusione sino a due anni o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da tre mesi a due anni.
2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, comunica o diffonde dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 21, 22, 23 e 24, ovvero del divieto di cui all’articolo 28, comma 3, è punito con la reclusione da tre mesi a due anni.
3. Se dai fatti di cui ai commi 1 e 2 deriva nocumento, la reclusione è da uno a tre anni.
Art. 595 codice penale: Diffamazione.
1. Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con piu’ persone offende l’altrui reputazione, e’ punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a lire due milioni.
2. Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena e’ della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a lire quattro milioni.
3. Se l’offesa e’ recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicita’, ovvero in atto pubblico, la pena e’ della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a lire un milione
4. Se l’offesa e’ recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorita’ costituita in collegio, le pene sono aumentate.
—– Original Message —–
From: Gruppo Bairo
Sent: Wednesday, November 19, 2008 9:22 PM
Subject: cani e affidi
ricevo e giro,
saluti Bairo
www.bairo.info
dal GRUPO RANDAGI DI PAVIA il messaggio inviato agli indirizzi evidenziati sotto):
(il messaggio è completo di 5 allegati che non trasmettiamo per motivi di spazio)
Alla dott.ssa Piazzo, al Direttore de La Padania. Al Sottosegretario Martini, al Ministro della Salute, all’Assessore Regionale alla Salute, al Nirda
Vogliamo ringraziare la dott.ssa Piazzo e il Direttore per la serie di articoli che sta pubblicando sul quotidiano La Padania per la sensibilità mostrata. Abbiamo perciò la speranza che vogliate tener conto anche di un`altra terribile realtà: a fianco del business dei privati che gestiscono i canili, si è sviluppato un altro fiorentissimo business: quello dei privati cittadini e delle pseudo associazioni che lucrano sugli animali peggio degli altri perché si ammantano di un finto animalismo.
Esempio: la signora Corinna Andreatta della associazione chiliamacisegua si scaglia contro i canili lager. Perché allora lei e gli altri della sua associazione, Luca Radici, Laura Ciavarella, per esempio, i cani che prendono dai canili che definiscono lager (e per questo avranno le loro buone ragioni), li mettono in un canile che è un orrore e che ha fatto star male più di una persona che l’ha visto: il canile Rizzi di Belgioioso (PV).Nell’articolo pubblicato su La Padania il giorno 2 ottobre si parla, molto bene, della Fondazione Barattieri di Arzago. Nel sito http://baratieri.misha.cc/?p=4 I cani di questa pagina hanno come riferimento per le adozioni anche la signora Andreatta.e in questa pagina si legge “I nostri cani sono adottabili SOLO in Lombardia”. Quindi forse potreste chiarire voi come mai i cani cercano casa anche in Germania. Il cane chiamato Gigio viene spedito in Germania in cambio di 200 €. E non è certo l’unico caso. Alleghiamo un altro esempio: Black, cane prelevato a Pavia e mandato in Germania per 220 €. In questo caso la partenza è stata sponsorizzata dall’associazione Cercapadrone, il cui vicepresidente, avvocato Laura Ciavarella, è il difensore della signora Saccon che per internet voleva un cane Gaio da portare a casa e si è scontrata con l’enpa di Pavia che lo aveva già adottato. Alcune persone che trovavano nel paese di Villanterio, hanno poi visto la signora Saccon che, fuori dal canile, si incontrava con gente incaricata di ritirare il cane che aveva un posto in Germania per 250 €. e che doveva partire con il carico di fine maggio. I reiseberichte – viaggi in Italia – avvengono con cadenza mensile: i tedeschi arrivano con cibo e soldi e ripartono con i cani. Un esempio è nel sito www.projekt-pfote.de.vu/
Il giro è molto esteso e ramificato e alleghiamo come esempio quello di due cagnoline, pubblicizzate a Mantova per un cerco casa e che invece sono “Riservate” in Germania per 270 €. I cani partono da tutta l’Italia, basta andare a vedere i siti tedeschi per rendersene conto. Se poi è tutto regolare, allora bisogna dichiararlo, non gridare allo scandalo per l’abbianmento soldi-cani dei canili – da due a sei-sette euro al giorno – e poi vendere i cani all’estero per cifre da 150 fino a 300 e rotti euro.
C’è anche un secondo aspetto e per rendersene conto basta fare una piccola ricerca in rete: quello dei privati che, con la scusa di aiutare gli animali, raccolgono fondi su conti correnti o carte poste pay personali che non sono soggetti a nessun controllo. Questi animali, più spesso cani che gatti, vengono dapprima messi in pensione, poi adottati o vengono dichiarati deceduti, senza che venga mai fatto un controllo sul loro destino da parte delle Autorità.
Ci piacerebbe che venisse indagato anche questo filone del business del randagismo, più subdolo e più drammatico dell’altro perché qui il male viene fatto da insospettabili.
Alcuni siti tedeschi in cui si possono cercare i cani, non solo italiani, sono: www.adoptiere.eu (qui non vengono indicati i prezzi), www.tiervermittlung.de (qui si) e basta poi sfogliare le pagine e passare di link in link.
GRUPPO RANDAGI PAVIA
Omettiamo le firme perché siamo già stati minacciati e abbiamo subito ritorsioni. Se deciderete di seguire questo filone, avrete modo di accorgervene in prima persona.
Autorizziamo la pubblicazione nella lista di Bairo e ovunque.
Verità e giustizia per i cani.
Grupporandagipavia
FINE
Peccato che Chiliamacisegua non autorizzi la diffusione di diffamazione e calunnie. Davvero peccato.
Ma ci penseranno gli avvocati a provvedere alla bisogna
Chiliamacisegua
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PADANIA 30 AGOSTO IL CONTO ALLA ROVESCIA
30 agosto 2009 -
PADANIA 30 AGOSTO IL CONTO ALLA ROVESCIA
Storie di ordinaria e disordinata amministrazione. Ma sta per arrivare la riforma della legge 281. Nessun alibi più per nessuno. La rivincita del volontariato sano
Il conto alla rovescia
DI STEFANIA PIAZZO
Questa settimana abbiamo fatto parlare il territorio, i volontari. I testimoni.
Le loro immagini (Modugno e Battipaglia. Su quest’ultima segnalazione torneremo a indagare). E sono solo alcune tra le decine di segnalazioni che ci arrivano in redazione, peraltro sempre al vaglio del sottosegretario Francesca Martini e del suo staff ministeriale. Testimonianze vere. Documento di un Paese a due velocità legali, a due velocità, una umana, l’altra disumana, Ma questa, l’Italia dei sindaci che non sanno fare il loro mestiere, colpevoli di una diffusione criminale del randagismo e dei canili privati intoccabili, delle Asl e della vigilanza urbana che si ostinano a non conoscere la legge, sta per finire.
Sarà il passaggio chiave, epocale, quello dell’imminente riforma della legge 281. Conto alla rovescia anche per l’ordinanza che darà una stretta ai canili privati. Destinati, così come sono concepiti, all’estinzione. L’etica, la moralità, il rispetto della vita entrano di diritto anche nei canili. Mai più gestori killer, sindaci collusi, inceneritori da difendere oltre ogni ragionevole dubbio. Una strada pericolosa, che sfida tutte le mafie. Un cambio di passo, in cui non sono ammesse renitenze degli enti locali e della veterinaria pubblica al nuovo ordinamento, né difese a oltranza, spesso anche di un volontariato improvvisato, agli affari dei canili privati.
O si sta con la legge, quindi col rispetto degli esseri senzienti, o si è con chi i cani li massacra per mestiere.
Una bella partita. La vera rivoluzione arriva adesso. Quello che Francesca Martini ci aveva fatto vedere fino ad oggi era solo l’antipasto.
MODUGNO
Barese, terra di cani vaganti. Comune e Asl inesistenti. Solo il volontariato…
NAPOLI
Un clandestino: prende a sassate un cane aggredisce passanti e carabinieri. Ed è libero!
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SICILIA: A CAMPOBELLO SINDACO DENUNCIATO DA ANIMALISTA
29 agosto 2009 -
CHILIAMACISEGUA PLAUDE L’INIZIATIVA DEL DOTTOR GASPARE LIPARI DELL’ASSOCIAZIONE LAICA DI CATELVETRANO E SI AUGURA CHE IL SUO ESEMPIO SIA RIPRESO OVUNQUE LUNGO LO STIVALE, LADDOVE CI SIANO INADEMPIENZE E OMISSIONI
E’ ORA DI PRETENDERE IL RISPETTO DELLA VITA.
E’ ORA CHE SI APPLICHINO LA LEGGE 281/1991 CHE TUTELA GLI ANIMALI RANDAGI E LA LEGGE 189/2004.
RICORDIAMO AL SINDACO CHE CON LA LEGGE N.189/2004 , IL LEGISLATORE HA INTRODOTTO NEL CODICE PENALE IL TITOLO IX BIS ” DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI” CON IL QUALE DETTA UNA NUOVA DISCIPLINA DIRETTA A GARANTIRE ANCHE AGLI ANIMALI UNA TUTELA GIURIDICA IN QUANTO ESSERI VIVENTI E COME TALI PORTATORI DI DIRITTI INDIVIDUALI , E PONE LIMITI AL COMPORTAMENTO TALVOLTA DISUMANO DELL’UOMO.
I CANI RANDAGI SONO PER LEGGE DI PROPRIETÀ DEL COMUNE DI APPARTENENZA, IL SINDACO HA IL DOVERE ISTITUZIONALE DI PRENDERSENE CURA.
CHILIAMACISEGUA
http://chiliamacisegua.wordpress.com/
E’ ORA
http://gattopoli.it/news/sicilia-a-campobello-sindaco-denunciato-da-animalista.html
SICILIA: A CAMPOBELLO SINDACO DENUNCIATO DA ANIMALISTA
29 AGOSTO 09 – Se si crede davvero in qualcosa, non si guarda in faccia nessuno. E il dottor Lipari, noto medico oncologo castelvetranese, da sempre convinto animalista, non ci ha pensato due volte a denunciare il sindaco di Campobello di Mazara come responsabile indiretto per “mancato soccorso di animali in chiaro stato di sofferenza”.
Abbiamo incontrato il dottor Gaspare Lipari che ci ha raccontato come sono andate le cose.
“Il 19 agosto scorso, sul lungomare est di Tre Fontane (frazione di Campobello di Mazara), verso le 9,00 alcuni bagnanti hanno trovato un cane in fin di vita, disidratato e dolorante. Hanno chiamato i responsabili dei servizi comunali di Campobello, ricevendone però soltanto dinieghi e scuse varie per non intervenire. Due ore dopo, l’animale era ancora lì, che respirava a fatica, immobile, anche se qualcuno aveva provveduto a bagnarlo con dell’acqua di mare e a procurargli un pò d’ombra.
Fu allora che un mio conoscente che si trovava sul posto decise di chiamarmi al cellulare, informandomi su ciò che stava accadendo e chiedendomi se qualcuno dell’associazione animalista LAICA della vicina Castelvetrano, di cui faccio parte, avesse potuto fare qualcosa. Io gli chiedo se avessero informato anche i vigili urbani, ma mi viene risposto che sono venuti in due e, dopo aver visto l’animale, si sono allontanati dicendo che la cosa non era di loro competenza.
Mi attacco al cellulare e contatto la signora Liliana Signorello, presidente della LAICA di Castelvetrano che, a sua volta, sollecita l’intervento di alcuni funzionari del comune di Campobello. Le rispondono però che non sarà possibile intervenire prima delle 18,00.
Intanto sono già l’una. L’aria è sempre più rovente e il cane sta ormai per morire, quando la signora Signorello e il marito riescono a recarsi sul posto, caricando sulla loro macchina l’animale che quasi non riesce più ad aprire gli occhi. Se lo portano a casa, gli prestano le prime cure e poi lo trasferiscono all’ambulatorio veterinario del dottor Roma e della dottoressa D’Antoni.”
Il cane si è ripreso?
Per fortuna si. Non grazie alle istituzioni, ma ad un amore per gli animali a prescindere da confini territoriali di competenza.
E poi?
Poi mi sono reso conto dell’assurdità di questa inerzia nel soccorso da parte delle istituzioni e mi sono deciso a sporgere denuncia contro il sindaco perchè, anche se indirettamente, ritengo che sia responsabile di questo mancato soccorso. Non è normale lasciare un cane in quelle condizioni dalle nove del mattino, dicendo che non sarà possibile intervenire prima delle sei del pomeriggio.
Che cosa si aspetta da questa denuncia?
Che ci sia più attenzione e che i servizi possano funzionare meglio, perchè non si tratta solo di soccorrere gli animali in difficoltà e, se i servizi funzionano, i primi a beneficiarne sono proprio gli esseri umani. Oltre alla difesa degli animali, un servizio che funziona contribuisce a garantire la sicurezza dei cittadini e la sanità pubblica. Non sono cose da poco, soprattutto in piena estate e con le spiagge popolate da bagnanti. Se nessuno denuncia, è come se il problema non esiste e se il problema non esiste non c’è motivo di risolverlo. Io spero che questa denuncia, più che un terreno di scontro possa invece rappresentare uno stimolo al miglioramento. Credo che la maturità di una comunità si possa misurare anche da come vengono trattati gli animali.
Ma, senza il pieno appoggio delle istituzioni, le associazioni animaliste possono fare ben poco.
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PER CHI VOLESSE SAPERNE DI PIU’
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ALLEGATI
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Benessere e randagismo Sicilia
Ordinanaza Martini canili
Direttive Ass Russo
NON POSTATI DA RICHIEDERE A info@chiliamacisegua.org
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La tredicesima carica dei 100 e più il 5 e 6 settembre a Cantù (CO)
28 agosto 2009 -
La tredicesima carica dei 100 e più il 5 e 6 settembre a Cantù (CO)
L’Organizzazione di volontariato “Gli Amici del Randagio” di Mariano Comense organizza per il 5 e 6 settembre a Cantù (CO) presso l’area “Il Bersagliere” una festa a favore degli ospiti del rifugio con pranzo a base di cucina vegetariana e bio, sfilata per cani, caccia al tesoro e tante altre iniziative dedicate soprattutto ai bambini. Al termine una lotteria. Tutti i fondi raccolti verranno destinati al mantenimento dei randagi raccolti dal rifugio di Mariano Comense. L’ Associazione Chiliamacisegua sarà presente all’evento con il piccolo Berto e una sua rappresentanza. Raggiungeteci numerosi!!!
Per informazioni: ombretta@gliamicidelrandagio.it cell. 328 7064395
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Piemonte: maltrattamenti denunciati dalla Lida
28 agosto 2009 -
Crudeltà, ignoranza, meschinità, disumanità
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SEQUESTRO GUBERTI SONO PASSATI OTTO MESI
28 agosto 2009 -
LA VITA DEI POINTER OGGI
BEA ha ripreso a vedere!
Le foto di BEA, cieca e immersa nel fango con altri cani scheletrici come lei commossero in tutta Italia e attirarono l’attenzione contribuendo a far scattare il sequestro.
Quando ci fu consegnata pesava 11 KG, la sua temperatura corporea era 33° ( per i cani normalmente è 38°) e stava morendo.
I veterinari stimavano avesse 14 anni.
Ora ne dimostra la metà, pesa il doppio pur essendo ancora snella, vede e ha cominciato a giocare, potete rivederla in queste foto.
BEA è l’emblema di questo sequestro.ma anche tutti gli altri cani sono molto cambiati, non sono più pelle e ossa, non sono più rattrappiti dalla paura, non fuggono più quando compare un essere umano anzi, quando vedono qualcuno arrivare in molti si avvicinano per salutare, per chiedere coccole ed invitare al gioco.
Ogni giorno tutti i pointer del sequestro Guberti escono per alcune ore a turno nel prato di circa 2000 metri che hanno a disposizione, corrono, saltano, scavano buche e giocano con l’acqua. Una volontaria ha portato due piscinette per cani e in tanti ci vanno a fare il bagno.
SUL PIANO LEGALE
Sul piano legale è ancora aperta la fase delle indagini preliminari e questo secondo noi significa che la Procura di Ravenna sta accuratamente raccogliendo elementi necessari per il rinvio a giudizio. Nel frattempo il P.M. dott. Barberini ha chiesto e il GIP dott.ssa Calandra ha disposto un incidente probatorio sui corpi dei cani trovati morti nell’allevamento il giorno del sequestro e sui cuccioli morti dopo (come le loro madri erano molto deperiti e parassitati e nonostante le cure, l’ambiente riscaldato e l’assistenza veterinaria, una parte di essi non sopravvisse) ciò è stato molto triste ma abbiamo fatto tutto ciò che era possibile.
L’incidente probatorio aveva lo scopo di accertare le cause dei decessi ed è consistito di fatto in necroscopie svolte collegialmente dai vari periti nominati: i periti nominati dalle Associazioni, il perito di Guberti, il perito nominato dal P.M. e il consulente del Tribunale.
Queste perizie congiunte hanno portato ad alcune relazioni peritali e il tutto è culminato in una udienza apposita che si è svolta il 24 luglio 2009 in Procura a Ravenna. Il Prof. Militerno, consulente del Tribunale nominato dal GIP, ha esposto verbalmente le sue acquisizioni descritte in una relazione di oltre 70 pagine. Per i cani ritrovati morti nell’allevamento ha parlato di “mutilazioni orrende, lacerazioni provocate da corpi accuminati e contundenti” , ma gli interventi degli avvocati e dei periti delle Associazioni non sono riusciti a fargli parlare apertamente di cani morti per sbranamento. Il Giudice dovrà valutare e formarsi il proprio convincimento.
Noi di Animal Liberation insieme a Mondo Cane sos Cuccioli di Forlì, alla Lega Nazionale per La Difesa del Cane di Forlì e l’Occhio Verde di Ravenna abbiamo conferito l’incarico al Dott. Rodingo Usberti direttore Area Sanità pubblica veterinaria ASL di Forlì e al Dott. Roberto Milan che opera presso la Clinica Veterinaria Baroni di Rovigo. La LAV e la LAC nominarono come proprio perito il Dott. Enrico Moricone il quale però non ha partecipato a nessuno dei quattro incontri nei quali si sono svolte le autopsie collegiali mentre ha partecipato con gli altri periti all’udienza del 24 luglio 2009. Non chiedeteci il perché dell’assenza del perito della LAV e della LAC alle autopsie collegiali congiunte perché non ne conosciamo la ragione.
Abbiamo fiducia nei nostri consulenti e li ringraziamo di aver accettato l’incarico che stanno svolgendo con competenza e impegno.
Siamo molto impegnati nel reperimento di elementi utili da fornire alla Procura per la dimostrazione del maltrattamento.
LA SITUAZIONE ECONOMICA
La situazione economica è molto seria: da quasi otto mesi accudiamo e curiamo oltre 200 cani bisognosi di tutto senza un euro di contributo da alcun ente pubblico e, trascorso il primo periodo, le offerte ricevute, naturalmente, sono precipitate….
….. per favore, questi cani hanno già sofferto tanto, meritano un gesto di aiuto: è assolutamente necessario. Dobbiamo farli vivere fino a che sarà maturo il tempo in cui sarà permesso loro di andare in affido a famiglie disponibili. Alla fine dicembre 2008 durante il sequestro operato dal NIRDA del Corpo Forestale dello Stato successivamente convalidato dalla Magistratura, noi di Animal Liberation insieme al Centro Soccorso Animali di Modena abbiamo vuotato gli allevamenti di Campiano e Osteria di Ravenna, abbiamo preso con noi oltre 200 cani e li abbiamo portati in salvo. E’ stata un’impresa e un piccolo miracolo ma ora il miracolo deve compiersi fino in fondo.
La nave della salvezza sulla quale viaggia la vita dei pointer non può naufragare proprio ora che è in vista del porto.
Occorre l’aiuto delle persone sensibili che comprendono l’importanza di questa vicenda sia per la vita dei cani coinvolti sia perché, quando riuscita, sarà uno dei primi esempi di sequestri dove agli animali si assicura una vita famigliare. Dopo i sequestri infatti spesso gli animali vengono lasciati in custodia allo stesso proprietario accusato di maltrattamento oppure trasferiti e richiusi per anni in altre strutture. E’ molto importante che in Italia si consolidi il nuovo iter.
Puoi dare il tuo contributo con un versamento nelle seguenti modalità:
Con bollettino postale C/C postale nr. 21 15 44 06
Con bonifico da Banca o da Banco Posta Codice IBAN IT 34 O 07601 02400 000021154406
intestato a:
Animal Liberation, Antivivisezione – onlus
Via degli Albari 2
40126, Bologna
Per contatti telefonare a Lilia Casali al 393 418 66 97
VOLANTINO
200 CANI MALTRATTATI hanno bisogno di te
A fine dicembre 2008 fece notizia lo scandalo di un alleva¬mento di cani di razza POINTER di Ravenna, che venivano maltrattati e la¬sciati morire di fame, di freddo e indotti a sbranarsi tra loro.
Gli animalisti erano intervenuti soccorrendo i cani e denunciando anche con foto e immagini la tragica situazione.
L’Autorità Giudiziaria dispose il sequestro per maltrattamento dei 218 cani degli allevamenti di Campiano e Osteria di Ravenna di proprietà di G.G.Guberti.
ANIMAL LIBERATION e CENTRO SOCCORSO ANIMALI li hanno presi in consegna tutti e portati in salvo.
In parte sono stati ricoverati presso il rifugio del C.S.A. di Modena e 174 sono alloggiati a cura delle due Associazioni in una pensione per animali di Occhiobello (Ro), che si chiama “BauBau MicioMicio” dove sono stati allestiti box di emergenza.
Ora ricevono acqua, cibo, riparo e cure veterinarie, il tutto a spese di Animal Liberation, Centro Soccorso Animali e dei volontari disponibili. Oltre alle cose materiali, questi cani, avendo subito molti traumi e uscendo terrorizzati da una situazione così violenta, necessitano di presenza paziente e aiuto per socializzare e trovare fiducia nell’uomo.
COME PUOI AIUTARLI ?
Facendo volontariato, donando un po’ del tuo tempo a chi non ha mai avuto una carezza e ne ha tanto bisogno, contattando LILIA CASALI, presidente di Animal Liberation, al n. 393 418 66 97 o all’indirizzo e-mail presidente@animalliberation.it
Facendo un’ offerta, tramite versamento sul Bollettino Postale: C/C postale n° 21 15 44 06
Oppure bonifico tramite Banca o Banco Posta codice IBAN IT 34 O 07601 02400 000021154406 intestati a
Animal Liberation Antivivisezione onlus
Devolvendo il tuo 5 x 1000 nella dichiarazione dei redditi apponendo la tua firma nella casella “Sostegno delle organizzazioni non lucrative” indicando il Codice Fiscale 92029450373 di Animal Liberation che sta curando al meglio questi poveri animali che per colpa dell’uomo hanno sofferto così tanto!
Animal Liberation
ANTIVIVISEZIONE Onlus
Via degli Albari, 2 – 40126 Bologna
Per ulteriori informazioni sulla vicenda visitate il sito www.animalliberation.it
BEA
BEA ha ripreso a vedere!
Le foto di BEA, cieca e immersa nel fango con altri cani scheletrici come lei commossero in tutta Italia e attirarono l’attenzione contribuendo a far scattare il sequestro.
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Siliqua Trovato un padroncino per Kikki
28 agosto 2009 -
Siliqua Trovato un padroncino per Kikki
Una signora milanese adotta il cane multato
C on la sua storia ha fatto intenerire e appassionare migliaia di amanti dei cani. Per lui sono intervenute associazioni animaliste di tutta Italia. Ora finalmente ha trovato una casa, chi gli vorrà bene e si prenderà cura di lui. Kiki, il setter inglese al centro della querelle tra il Comune di Siliqua e Natalina Todde, la casalinga multata dai vigili per aver dato da mangiare all’ormai ex randagio, scodinzola felice alla nuova padrona.
«Avevo letto di lui nei giornali, quando ho visto una sua foto è stato subito colpo di fulmine», dice Piera Rosati, di Pescara, ma residente a Milano, responsabile del settore comunicazione e sviluppo della Lega nazionale per la difesa del cane. «Il problema del randagismo non si combatte a suon di ordinanze, ma con seri programmi di sterilizzazione e responsabilizzando chi decide di adottare un animale. Ora Kiki verrà a stare con me a Milano, dove potrà giocare e divertirsi in compagnia di altri tredici cani. Molti erano dei trovatelli come lui, strappati ai canili, spesso malati, con una difficile storia alle spalle».
Kiki posa per i fotografi nel dog hotel Chinarello di Assemini, struttura convenzionata con il Comune di Siliqua, dove ha trovato ospitalità in questi mesi. Tante carezze, qualche biscotto. Il cane gioca felice, sicuramente ignaro di aver suscitato, suo malgrado, tante polemiche.
Vagabondava denutrito e malato per le strade di Siliqua, in cerca di cibo e attenzioni. Ma un po’ di acqua e qualche crocchetta sono costate care alla sua benefattrice, che si è vista recapitare a casa un verbale dei vigili urbani per aver accudito e alimentato l’animale, violando un’ordinanza anti-randagismo firmata dal sindaco Lixia. «Una multa di ben 105 euro che non ho pagato e che, nonostante siano già scaduti i 60 giorni di tempo disponibili, non ho nessuna intenzione di pagare», dice Natalina Todde. «Kiki mangiava dentro il mio cortile, proprio perché ero a conoscenza dell’ordinanza. La multa è ingiusta, citerò in giudizio il Comune».
PAOLO VALLONE
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Il caso dei gatti: accordo Comune – Lav
28 agosto 2009 -
Il caso dei gatti: accordo Comune – Lav
Ma Schirato non revoca l’ordinanza e Enpa diffida il sindaco
27 agosto 2009
Tra lettere di protesta, molte di ingiurie e tanti insulti (altre 500 mail hanno intasato la posta elettronica del Comune di Portula) pare avviata ad una soluzione la vicenda dei gatti del paese.
Martedì il sindaco Schirato ha incontrato le rappresentanti della Lav.
E’ lui stesso a spiegare gli accordi raggiunti: «Martedì inizieremo a censire i gatti. Le rappresentanti della Lav si sono offerte per dare una mano al Comune. Penso che potrà essere una collaborazione proficua. Dopo aver censito gli animali, l’associazione provvederà a mettere delle gabbie per catturare le femmine che saranno poi sterilizzate».
«Il Comune pagherà i costi di sterilizzazione che, grazie all’accordo con la Lav, saranno contenuti. Se, come spero, si inizieranno a vedere dei risultati, sarò felicissimo di sospendere l’ordinanza».
Tra le prese di posizione nei confronti del sindaco Schirato e della sua ordinanza anche una diffida che giunge dall’Enpa.
A firmarla il commissario Marco Bravi che, a seguito dell’articolo comparso sul nostro giornale, ricorda a Schirato la normativa:
«Le colonie feline» scrive Bravi «sono tutelate dalla legge 291/92 che vieta a chiunque di maltrattare i gatti che vivono in libertà; nessuna norma di legge né statale né regionale fa divieto di alimentare i gatti randagi nel loro habitat come ribadito dalla sentenza del Consiglio di Stato del 16.9.97 che annullava un’ordinanza del sindaco di Galliate»
«La legge regionale 34/93 affida ai Comuni la programmazione di interventi di sterilizzazione delle colonie feline che non sono un’opzion ma un preciso obbligo di legge, obbligo che ad oggi da quanto letto sugli articoli risulta completamente disatteso; iniziative di qualunque tipo che configurino sofferenze agli animali (ivi compresa la mancata somministrazione di cibo) possono configurare il reato penale di di maltrattamento».
Bravi ha quindi pubblicamente diffidato il sindaco dall’attuazione dell’ordinanza, richiedendone l’immediata sospensione e riservandosi di denunciare il primo cittadino alla Procura della Repubblica.
Imperterrito Vanni Schirato: «Facciano tutte le denunce che vogliono. Io non sono contro i gatti, semplicemente mi ritrovo a dover risolvere un problema troppo grosso per un Comune piccolo come il mio. Se vi è collaborazione, Portula farà la sua parte. Altrimenti non ho alcuna intenzione di ritirare l’ordinanza».
Sul fronte delle proteste le prese di posizione non si contano.
La notizia è destinata a fare ancora più scalpore da quando è stata pubblicata sul blog di facebook Chiliamacisegua (indirizzi www.chiliamacisegua.org oppure www.chiliamacisegua.info).
Ma, mentre associazioni e amministratori cercano una soluzione, che fine fanno i gatti di Portula? «Sono lì tranquilli» dichiara Schirato. «E continuano ad essere ben nutriti».

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Una passante
28 agosto 2009 -
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI
segreteria@ordineavvocati.napoli.it; info@tribunalenapoli.it
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
www.chiliamacisegua.info
Una passante
Tornando a casa dopo il lavoro attraverso via Marina, via principale di
Napoli affacciata sul porto, dove dopo le 21 c’è il cosiddetto coprifuoco
(deserto, i pochi negozi chiusi, luci spente). Mi costringe a fermarmi un
sampietrino che quasi colpisce le ruote della mia Panda. Era uno straniero
che staccava cubetti di porfido dal marciapiedi e li lanciava contro un
cucciolo. Un lancio lo colpisce, spingendolo al centro dell’incrocio, dove
un automobilista riesce a evitarlo con una frenata. Intanto la sassaiola
continua. Mi fermo, scendo e dico al tizio di smetterla immediatamente.
Questo comincia a insultarmi pesantemente e continua a colpire il cane.
Allora prendo il cellulare e gli annuncio che se non se ne va, chiamerò i
carabinieri. Lui mette una mano in tasca e mi mostra chiaramente la sagoma
di un oggetto appuntito. <E’ meglio per te, se te ne vai, io sto qui, qui è
casa mia>, mi dice e fa per lanciarsi contro di me. Io scappo verso la
macchina e chiamo i carabinieri, che arrivano in cinque minuti. Nel
frattempo lo straniero si mette a lavare i vetri delle auto al semaforo
dell’incrocio. I militari mi chiedono di identificarlo da vicino e io lo
faccio, gli chiedono i documenti e lui non li ha. Tentano di arrestarlo e
lui per tutta risposta prima cerca di scappare, poi aggredisce i carabinieri
con graffi, pugni, calci e sputi. Tutto questo avviene in mia presenza,
mentre dico ai militari “non fategli del male, voglio solo denunciarlo”.
Alla fine, aiutati da alcuni passanti e da due guardie giurate, riescono a
fermarlo e lo portano in caserma. Prima di andar via mi chiedono se ho
intenzione di denunciarlo. La domanda non è peregrina: a Napoli tutti
ricorrono alle forze dell’ordine, ma al momento della querela di parte, si
ritirano per paura o per non avere fastidi. Presento la denuncia in caserma,
dove resto fino a mezzanotte. Quindi mi annunciano che lo straniero che mi
ha minacciato e ha ferito due carabinieri con contusioni ed escoriazioni
guaribili in 7 e 10 giorni, è stato arrestato per insulti, resistenza,
violenza e minacce a pubblico ufficiale. Sarà giudicato il giorno dopo alle
9 per direttissima, mi consegnano la convocazione.
All’orario stabilito sono nell’aula della direttissima. Vengono ascoltati
uno dei carabinieri feriti, il denunciato, che si chiama Elbattar Abdelahi,
ha 28 anni, è marocchino, ha tre diverse identità (ma uguali impronte
digitali che lo identificano) e condanne precedenti per rapina e oltraggio,
oltre a un decreto di espulsione della questura di Napoli cui non ha
ottemperato. Il pm chiede 1 anno e 4 mesi di detenzione, l’avvocato
difensore d’ufficio, molto abbronzato, si duole che la denunciante <si sia
presa la briga di chiamare le forze dell’ordine per una ragione che pare
eccessiva> (certo, il cane non è morto, ma in compenso io sono stata
minacciata con le forbici e chiunque poteva essere colpito dal lancio al
centro di incrocio, per non parlare dei carabinieri feriti ai quali in
ospedale hanno detto di ripetere per qualche tempo le analisi, perché
potrebbero ammalarsi, se non di aids, di epatite virale). Mentre quindi i
militari mi avevano ringraziato perché a Napoli vengono continuamente
chiamati ma nessuno poi fa arrestare nessuno perché non sporge denuncia,
l’avvocato dà un bell’esempio di invito all’omertà, di cui questa città ha
tanto tanto bisogno. Il giudice, visibilmente annoiato, legge una sentenza
di condanna a otto mesi di firma in commissariato (il più vicino al semaforo
dove il marocchino ha detto che lavora…). Il rito abbreviato non prevede
che testimoni la parte lesa. Il secondo procedimento, per non aver
rispettato il decreto di espulsione, comporta l’ingiunzione ad Abdelahi a
presentarsi all’Ufficio Immigrati della questura di Napoli. Sono certa che
giustizia sia stata fatta, ora che lo straniero firma in questura ogni
giorno, compatibilmente con gli orari di lavoro al semaforo (e i lanci di
sampietrini contro cani che stanno per i fatti loro), e soprattutto ora che
si è presentato di certo in questura, per farsi cacciare nuovamente. Sono
tranquilla anche perché domani mi ritroverò al solito semaforo lo straniero,
che sarà certamente meno ubriaco e disarmato, senza lame e pietre e armato
invece delle migliori intenzioni nei confronti di persone e cani “passanti”.
Firmato
Una passante
I PROTAGONISTI
Il giudice Luigi Buono, tribunale di Napoli
L’avvocato Vittorio Quoti
Il maltrattatore Elbattar Abdelahi
Le vittime un cucciolo la passante e i carabinieri
La testimone una passante
Il pubblico altri passanti e due guardie giurate
Il teatro Napoli
(S)Comparsa la legge 281/1991
LANCIA SASSI CONTROCUCCIOLO RANDAGIO, AGGREDISCE CC, ARRESTATO
(ANSA) – NAPOLI, 26 AGO -
Elbattar Abdelahi, 28 anni, marocchino, e’ stato arrestato a Napoli dai carabinieri della compagnia centro per insulti, resistenza, violenza e minacce a pubblico ufficiale.
L’immigrato, gia’ denunciato in precedenza e non in regola con i documenti, stava lanciando dei sassi contro alcuni cani
randagi nella zona del porto, all’incrocio tra via Marchese Campodisola e via Cristoforo Colombo, quando una passante lo ha rimproverato. Per tutta risposta lui ha preso ad insultarla e a minacciarla, la donna allora ha chiamato il 112. Arrivati sul posto, i carabinieri sono stati aggrediti dall’uomo: due di loro hanno riportato contusioni ed escoriazioni guaribili in 7 e 10 giorni.
Immobilizzato con l’aiuto degli uomini del nucleo radiomobile di Napoli e della compagnia di intervento operativo del battaglione Campania, il marocchino e’ stato arrestato ed e’ ora in attesa del rito direttissimo.
Dalla perquisizione, l’uomo e’ stato trovato in possesso di un paio di forbici lunghe 16 cm. (ANSA).
GUE
26-AGO-09 20:28
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