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Appello alle istituzioni, Regione, Provincia, Comuni per una seria ed efficace lotta al randagismo;
a tutti i cittadini, anello indispensabile, e collaboratori indispensabili, per arginare, e poi sconfiggere tale fenomeno.

Atteso, che sulla base di parametri, nazionalmente accettati, si presume che nella provincia di Benevento, sono presenti, almeno 5000 ( cinquemila ) cani vaganti;
che sempre sulla base dei suddetti parametri, il 35% di essi sono femmine , con la capacità di mettere al mondo due volte l’anno, da 6 a 12 cuccioli, dei quali il 35% femmine, considerato l’incremento esponenziale di cani vaganti;
considerato che nella provincia di Benevento non vi sono , nell’immediato strutture con capacità recettiva, pari all’incremento delle nascite di cani, Che la ragione Campania avesse già allertato i comuni, “ singoli o associati, le comunità montane fin dal 1 gennaio del 2008, per predisporre piani di programmazione, e di monitoraggio per il controllo delle nascite dei cani randagi e di gatti liberi;
constatato che LAS non dispone di laboratori sufficienti a fronteggiare tale emergenza, ne di avere per tempo, tentato la stipula di convenzioni con studi privati, come supporto alla soluzione di nascite indesiderate; Considerato altresì, che la responsabilità dei sindaci, alla luce della circolare Martini del 6 di agosto 2008, che vede i sindaci, responsabili dei cani “ comunque rinvenuti sul territorio” e per tanto responsabili anche delle femmine non sterilizzate, e non microcippate,; al fine di arginale lo straripante fenomeno del randagismo si propone
1) che tutte le femmine di cani randagi o vaganti, di gatti liberi, vengano sterilizzati, e rimessi sul territorio; che al fine di stabilire un equilibrio biologico, pure i maschi vengano castrati
2) che per far fronte a questa emergenza, i comuni singoli o associati, provvedano a chiedere supporto all’ordine dei veterinari, al fine di stabilire convenzioni, con studi di veterinari privati;
3) ad allestire, qualora i suddetti studi, ne fossero sprovvisti, di locali per la degenza post operatoria dei cani;
4) di rimettere sul territorio i cani cosi trattati , tenuto conto che , in ogni caso , la responsabilità dei comuni rimane la stessa, microchippati e liberi, o solo liberi, sul territorio:
5) promuovere una campagna di affido, dal momento che soprattutto per le femmine,
queste non creerebbero preoccupazioni alla famiglie affidatarie, rispetto appunto a cucciolate indesiderate, o non previste:
6) richiedere la costante collaborazione delle associazioni animaliste, sul piano pratico, e propositivo.
6) l’ ASL da subito , deve istituire , posti di pronto soccorso per cani randagi, cosi come prevede la legge R 16 presso i canili sanitari ove esistono, e cominciare ad istituirne, dove non esistono
7) istituzione dell’ufficio diritti animali, e periodiche consultazioni con le associazioni, autenticamente animaliste.
Emilio Mauro Merola – Pasqule Casciello
Appello alle istituzioni, Regione, Provincia, Comuni per una seria ed efficace lotta al randagismo; a tutti i cittadini , anello indispensabile, e collaboratori indispensabili, per arginare , e poi sconfiggere tale fenomeno.
Il Randagismo, è un triste fenomeno, che l’uomo ha creato, quando, irresponsabilmente, incautamente, senza riflettere sulle conseguenze, che questo insano gesto, avrebbe creato nella collettività.
Sta di fatto, che tutti i paesi, le città, soprattutto del sud, sono per cosi dire,”afflitte” dal fenomeno del randagismo ovvero sia cani vaganti in cerca di cibo, di ricoveri per la notte, dalla pioggia e dal freddo, durante il periodo invernale.
La riflessione, a cui, serenamente le nostre associazioni, invitano, tutti i soggetti, interessati, al problema, sono molteplici; bisogna partire da dati, dalla realtà, che ci troviamo ad esaminare, per arrivare, concordemente, pacificamente, senza colpevolizzare nessuno, ad una qualche ipotesi di soluzione, con l’apporto, la collaborazione, di quanti, interessati del problema, Istituzioni, associazioni di volontariato, privati.
Partiamo dal dato, a dir poco sconvolgente, che sulla base di parametri nazionalmente accettati, nella regione Campania, esistono ipoteticamente, circa 95.000 ( novantacincuemila) cani vaganti, o randagi, ( circa 2 cani, esattamente 1,66 ogni 1000 abitanti, situazione, pensiamo al momento; tra qualche mese, o alla fine del periodo degli amori delle cagnette, che costituiscono il 35 % la situazione sarà mutata in conseguenza di cucciolate spontanee, per cui potremmo trovarci, anzi ci troveremo, di fronte a nuovi nati, circa 160.000 cuccioli. Molti sicuramente moriranno, nei primi mesi, per fame, per stenti, per malattie che colpiscono i cuccioli, alcuni troveranno una famiglia, perché affidati, ma molti sicuramente sopravvivranno, andando ad ingrossare l’esercito dei 95.000 che già esisteva: a questi bisogna aggiungere tutti i cani abbandonati sicchè abbiamo una situazione ,assolutamente grave e paradossale.
Come affrontarla, e soprattutto come risolverla!
In tutto questo problema, va tenuto assolutamente presente, che gli animali sono destinatari, anch’essi di diritti, e particolarmente in questa campagna elettorale per le europee, va tenuto molto in considerazione, il trattato di Lisbona del 2007, che riconosce gli animali essere senzienti, per cui tutte le soluzioni che si dovranno prendere, devono rispecchiare questo riconoscimento, non tanto e non solo, perché l’art 1 della carta universale dei diritti degli animali, cosi recita all’art.1 “”tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita ed hanno gli stessi diritti al’esistenza,”” ma perché l’art. 2 comma b) fa obbligo al’uomo, (in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli, violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali; c) ogni animale ha il diritto alla considerazione , alle cure ed alla protezione dell’uomo.
Alla luce del rispetto di tali diritti, vanno studiate tutte le soluzioni de fenomeno randagismo.
La cosa più semplice ,apparentemente, che viene in mente, a quanti non fanno mente locale sul problema, è questa : costruiamo i canili. Se si volessero in un solo istante, al momento, catturare ed imprigionare tutti i cani vaganti, a parte la violazione dei diritti di cui sopra, occorrerebbero avere pronti 5277 canili ( 95.000 : 180) per la provincia di Benevento 265 . Intanto la spesa è assolutamente insostenibile, come pure la loro gestione, ma intanto che si realizzano, con la capacità di riproduzione, delle cagnette, che partoriscono due volte l’anno, da 6 a 12 cuccioli, come parlato più avanti, ne dovremmo costruire altrettanti, per il meccanismo esponenziale, per il quale questi animali si riproducono; non solo, ma entro il giro di pochi anni ci ritroveremmo ad aver costruito strutture, come vuoti a perdere.
Che fare, quale la soluzione? La soluzione non può che essere una, ed una sola L’AMORE CON LA A MAIUSCOLA! Se è vero come è vero che gli animali sono esseri senzienti, e ripetiamolo, hanno fame, freddo, sentono il dolore fisico, hanno la capacità di gioire, essere felici, se amati, accuditi curati, sfamati, coccolati, ( che non significa smanceria, ad un randagio. una carezza sulla testolina, una qualsiasi cosa da mangiare, offerta nel palmo della mano, diventa per la vita tuo amico) viceversa, saranno diffidenti, prevenuti, ed assolutamente infelici, se percepiscono, in te, diffidenza e prevenzione, per cui non ti sono amici, ma ti temono, ti scansano, ti evitano, t e senza ipocrisia ( qualità diffusa negli umani). E se guardi i loro occhi, essi esprimo questi sentimenti. Amore, fiducia, riconoscenza, o diffidenza. Non ne hanno altri Se le cose stanno cosi, stanno cosi. Cosi come la carta dei diritti dell’uomo art 9 dice che nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato detenuto o esiliato , cosi nella carta universale dei diritti dell’animale, art 5 a) ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell’ambiente dell’uomo ha il diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie. Allora L’AMORE ! Bisogna provvedere al controllo delle nascite ( è una violazione dei diritti degli animali, ma anche Malthus, ha propugnato il controllo delle nascite, anche in Cina vi sono pene severissime per il controllo delle nascite) dopo di che dobbiamo, e possiamo convivere con i nostri animali. Si tratta di sterilizzare tutti i cani vaganti, maschi e femmine, e qui il progettato ( e speriamo costruendo centro di Limatola può essere la chiave di volta del problema, oltre che per la pratica della pet terapy di cui alla recentissima ordinanza Marti, che noi abbiamo abbondantemente preceduto). Diamo loro da mangiare, cosa che non ci costa nulla, in una società cosi sprecona e consumistica, che consegna ai rifiuti , tonnellate di cibo avanzato, salvaguardando naturalmente la pulizia ed il decoro delle città. E’ questo già un concetto adombrato nella istituzione del cane di quartiere, previsto dalla legge regionale 16, istituiamo centri di accoglienza per cani vecchi , malati e scacciati , senza la possibilità di procurarsi cibo e ripari, nei quali sia possibile allestire posti di pronto soccorso, per cani feriti, investiti, malati, e se giovani, una volta guariti, rimessi sul territorio. Impariamo a convivere con i nostri animali; vi può essere il cane mordace ( intanto divenuto tale, perché offeso, maltrattato dall’uomo) che può essere isolato e riabilitato nei suddetti centri di accoglienza. Si rieducano cani addestrati per combattimenti tra cani! Non sono , queste farneticazioni; discutiamone liberamente , senza prevenzioni, nelle famiglie, nei condomini, nei circoli, nei bar, ove spesso una cagnetta in cerca di qualcosa si aggira, ignara ed innocente, e viene fatta segno a maltrattamenti, parliamone nei consigli comunali, le cui amministrazioni devono farsi carico di questo problema, come un qualsiasi altro problema , generato dalla “” modernità”” prendiamo esempio da tante amministrazioni che ottemperano a queste esigenze, e delle quali ci viene dato conoscenza attraverso la TV: Ricordiamo tutti , quando eravamo piccoli, per indurci ad amare gli animali le nostre mamme o le nostre nonne , ci raccontavano la favola del lupo di Gubbio feroce e cattivo, che S francesco prese ad amare, cosi che tutti i cittadini a loro volta cominciarono ad amare, a nutrirlo, e quando mori, tutti ne furono addolorati. Ma esistono anche oggi storie di questo tipo; di cani amati fino ad essere oggetti di funerali pubblici e di pubblico dolore. Cominciamo questa civile, pacifica rivoluzione culturale e comportamentale , valutiamo oggettivamente, il costo benefici, per cui alla fine, se è vero come è vero quello che affermava Ghandi, che “” un popolo si giudica da come tratta i propri animali”” noi stessi, e poi la storia, ci giudicherà “” bene””. |