Bimbo sbranato dai cani, il fratello non risponde ai pm
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Ivan Azzarello, fratello del piccolo Giuseppe (Foto Ansa)
Bimbo sbranato dai cani, il fratello non risponde ai pm. Il legale: “Non accetta la responsabilità”
Si è rifiutato di rispondere ai magistrati Ivan Azzarelli, 19 anni, il giovane indagato per la morte del fratellino di 6 anni, Giuseppe, sbranato martedì scorso ad Acireale da alcuni cani custoditi in un terreno. Di fronte al Pm della Procura di Catania, il ragazzo “si è avvalso della facoltà di non rispondere”. Secondo quanto riferito dal suo legale, l’avv. Rosario Pennisi, lo ha fatto “non per una scelta di strategia processuale, ma soltanto perché in condizioni fisiche e psichiche di grande prostrazione”. Il giovane, che era accompagnato anche dal padre, Nino, ha evitato i giornalisti uscendo da un ingresso secondario del Palazzo di Giustizia.
Il legale ha fatto il punto sull’inchiesta - “La situazione di Ivan rimane quella di indagato – ha spiegato il penalista – quando sarà in grado di fare qualche dichiarazione saremo noi a contattare la Procura. Al momento lui non accetta minimamente di essere in qualche modo considerato responsabile della disgrazia occorsa al fratello”. Rispondendo a una domanda circa le dichiarazioni contrastanti rese dal suo assistito, che in un primo momento aveva ammesso di essere proprietario dei cani, il legale ha detto: “Ivan è un ragazzo molto fragile che ha un sostegno del servizio sociale ed é seguito da alcuni psicologi. Credo non possa essere attribuita importanza alle dichiarazioni fatte in un momento di grande confusione”.
“Non mi risulta che si sia presentato spontaneamente dai carabinieri”. Il legale ha infine parlato della mamma del ragazzo, che è stata sentita ieri. “Sia lei sia il parroco avevano fatto delle denunce sulla presenza di questi cani, mettendo in guardia dal pericolo rappresentato dagli animali. Ma di queste denunce non esiste traccia cartacea”.
La confessione poi la marcia indietro - Il giovane in un primo momento aveva detto ai magistrati che i cani erano suoi. Pare che il ragazzo, non potendo tenerli in casa, li tenesse nel recinto di un vicino di casa. Ivan, che ha precedenti per furto, ed è soggetto all’obbligo di firma. Ivan Azzarelli era poi tornato sulle sue dichiarazioni, precisando che lui si limitava a portare del cibo ai cani. “Quelli non sono i miei cani, ha a detto a una tv locale Ivan Azzarelli, io da loro ci andavo una volta ogni tanto, gli davo da mangiare perché mi facevano pena”.
Ai funerali è svenuto - Le esequie sono state celebrate da don Mario Arezzi, parroco della chiesa dei Santi Cosma e Damiano, la parrocchia della frazione dove abitano gli Azzarelli e dal vicario episcopale della diocesi di Acireale Guglielmo Giambanco. Quest’ultimo, nell’omelia, ha detto che “tutti sono responsabili” della morte di Giuseppe e ha invitato a “una maggiore responsabilità per il bene comune”. Ha anche letto un messaggio di cordoglio fatto pervenire dal vescovo di Acireale, monsignor Pio Vittorio Vigo.
L’addio della mamma – Particolarmente toccante, durante i funerali, è stato il momento in cui la madre ha salutato il feretro chinandosi su di esso e sussurrando alcune parole. Al termine della funzione mentre la bara bianca stava per essere caricata sul carro c’è stato un applauso sarcastico rivolto al sindaco al grido di “evviva il sindaco, che lascia in giro i leoni”
La vicenda – Martedì sera il bambino, come aveva fatto altre volte, è andato a far visita agli animali ed è stato sbranato. Ad ucciderlo sarebbero stati due morsi; uno dei quali, quello fatale, alla giugulare. Il cane che ha aggredito il bimbo tuttavia non si trova: al momento sono stati catturati cinque dei sei animali che stavano sul fondo. Uno, il doberman, è risultato esser stato rubato un mese e mezzo fa in uno dei paesi della fascia pedemontana.
I cani - Alcuni dei cani trovati, quelli di taglia più grande, secondo la Procura potrebbero essere stati allevati per combattimenti clandestini. Indagini sono comunque in corso per comparare il dna sui vestiti del piccolo Giuseppe con quello dei cani finora trovati per identificare se l’animale che ha morso il bambino alla giugulare sia tra quelli sequestrati.
Redazione Tiscali
