Canili come miniere d’oro anche a Caserta: un business da miliardi e miliardi all’anno
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Canili come miniere d’oro anche a Caserta: un business da miliardi e miliardi all’anno
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| UN CANILE |
CASERTA – Sono al centro di una vera e propria tratta, per lo più dai paesi dell’Est (Ungheria e Slovacchia in testa): ogni anno nel nostro Paese vengono importati illegalmente circa 500mila cuccioli: i confini tra commercio legale e traffico illegale “sono labili e non solo perchè il tragitto e la provenienza sono gli stessi, ma perchè molte volte, dietro importazioni legali e autorizzate vengono celati, tra i meandri di documentazione, certificati e passaporti, animali clandestini”.
Gli animali, privi di certificati d’identificazione, ovvero scortati da false certificazioni di vaccinazioni e di profilassi mai eseguiti, sono poi rivenduti all’interno del territorio nazionale, con riverberi fiscali illeciti di non poco conto.
“Stabile” ma “sempre allarmante” il business legato alla gestione di canili-lager (strutture spesso sovraffollate e inadeguate sotto l’aspetto igienico sanitario e strutturale) e il business sui randagi (particolarmente numerosi in Calabria, Campania, Sicilia, Puglia e Lazio), che garantiscono ai responsabili introiti nell’ordine del mezzo miliardo l’anno: grazie al gioco delle convenzioni, un canile con 1.000 posti e una diaria di 7 euro a cane può garantire fino a 2,5 milioni di euro l’anno). “Inquietanti” i segnali di ripresa sul fronte della cinomachia, dopo il ridimensionamento degli ultimi anni: nel 2008 si sono registrati nuovamente denunce, sequestri e arresti. In undici anni, dal 1998 al 2008,sono state denunciate 431 persone e sequestrati 1041 cani. Tra le province più a rischio, Napoli, Palermo, Caserta, Bari, Foggia, Ragusa.
FAUNA PROTETTA – Gli esperti stimano che il traffico illecito interessi almeno un terzo di quello legale: avorio, pappagalli, falchi, camaleonti, tartarughe, leoni, ma anche conchiglie, coralli, caviale, zampe di elefante, coccodrilli imbalsamati e prodotti in pelle di animali protetti, come leopardi, lupi, varani e lontre. Si confermano diffusi il bracconaggio e i reati relativi all’uso e detenzione di armi e munizioni, mentre la vendita di animali imbalsamati e il traffico di fauna per l’alimentazione umana muovono un giro d’affari di circa 5 milioni di euro.

