SARDEGNA: SCIOPERO DELLA FAME PER I CANI AFFAMATI DI VILLACIDRO

Chiliamacisegua rende noto che Ignazio Fanni, Sindaco di Villacidro (Ca) in data odierna,  si è rifiutato di ricevere Associazioni e volontari per risolvere in maniera ottimale il grave problema dei cani del suo territorio, sfrattati dal canile comunale di Villacidro per chiusura da parte dei Nas,  che hanno accertato diverse irregolarità a partire dalle condizioni in cui erano tenuti i dieci cuccioli che si trovavano all’interno della struttura realizzata dal Comune e mai completata

Cani che appartengono alla sua tutela legale e civile, in virtù della Legge 281/1991.

Il Sindaco con buona pace dell’educazione e del senso civico, proprio della carica istituzionale che ricopre che lo vorrebbe al servizio dei cittadini, ha comunicato  la sua  irrevocabile decisione  sulle scale del municipio, senza alcuna possibilità di dialogo.

I suoi cani saranno deportati al canile Europa di Olbia dopo essere stati trascurati nel suo canile comunale per lunghissimo tempo.

(http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20090724&Categ=15&Voce=1&IdArticolo=2367325)

Il  Sindaco ha dunque deciso di non ottemperare alle disposizioni della legge 281/91 e alla recente ordinanza emessa dall’On Francesca Martini che blocca la possibilità di trasferimento e gestione dei cani, attribuiti tramite regolare gara d’appalto a strutture incompatibili con il benessere degli animali assumendosene ogni responsabilità.

Per queste ragioni, Alessandra Cogotti alla testa di un gruppo di altri volontari , ha dichiarato la volontà di inziare lo sciopero della fame. Ad oltranza.

Come ultimo atto di protesta per ribellarsi ai soprusi, allo spreco di denaro pubblico e agli atti omissori delle autorità competenti.

Come urlo per l’ingiustizia evidente e per far sentire la voce di chi non può difendersi.

Corinna Andreatta

Chiliamacisegua

www.chiliamacisegua.org

www.chiliamacisegua.info

in allegato la storia di Villacidro

LA STORIA QUI

http://www.chiliamacisegua.org/2009/07/24/villacidro-storia-di-ordinaria-indifferenza-sarda/


Villacidro I carabinieri sigillano il canile «Animali maltrattati e struttura mai collaudata»

http://giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com/Articolo.aspx?Data=20090724&Categ=15&Voce=1&IdArticolo=2367325

Medio Campidano

Villacidro. Sopralluogo del Nas su incarico della magistratura dopo la denuncia degli animalisti

I carabinieri sigillano il canile «Animali maltrattati e struttura mai collaudata»

Dieci cuccioli erano tenuti in pessime condizioni. Mancano anche le autorizzazioni sanitarie necessarie per l’apertura del canile.
P ochi giorni fa la denuncia e la protesta in piazza degli animalisti. Ieri il blitz dei carabinieri del Nas che a Villacidro hanno sigillato il canile comunale. Diverse le irregolarità accertate dagli uomini del Nucleo antisofisticazioni: a partire dalle condizioni in cui erano tenuti i dieci cuccioli che si trovavano all’interno della struttura realizzata dal Comune e mai completata.
LE ACCUSE Oltre che di maltrattamento di animali, nella relazione che i militari del Nas hanno trasmesso ieri alla Procura della Repubblica, si parla anche di problemi di inquinamento. Il centro, secondo gli accertamenti dei carabinieri, non era dotato delle strutture necessarie per custodire i cani e non era neppure stato collaudato. Nel corso del blitz a Villacidro gli uomini del Nas, coordinati dal capitano Giovanni De Iorgi, hanno verificato a fondo le condizioni del canile, accertando l’assenza delle indispensabili autorizzazioni sanitarie e il mancato rispetto delle norme igieniche.
Il canile, che non è mai stato completato e di conseguenza neppure collaudato, era invece occupato da un gruppo di randagi che nelle scorse settimane sono stati recuperati nelle strade del paese dagli agenti della polizia municipale.
L’INCOMPIUTA I lavori per il canile comunale di Villacidro, nella zona di Cannamenda a due passi dalla discarica consortile, sono iniziati nel 2002 ma le opere non sono mai state ultimate. Per quella struttura, l’amministrazione comunale della cittadina del Medio Campidano ha speso già circa 250mila euro, ma per completare l’intervento ce ne vorrebbero almeno altrettanti. Per sette anni il canile non è mai stato utilizzato, ma da qualche settimana erano ospitati alcuni cani: costretti a vivere, secondo la denuncia fatta dagli animalisti, in condizioni indecenti. Senza che nessuno si preoccupasse delle vaccinazioni né degli altri trattamenti sanitari necessari.
LA POLEMICA Per protesta, la settimana scorsa, un gruppo di animalisti aveva manifestato nel centro del paese. Con i cani al guinzaglio, ovviamente. Il sindaco Ignazio Fanni aveva replicato alle contestazioni ricordando l’impegno dell’amministrazione per il completamento del centro e sostenendo che i Nas non avessero riscontrato nessuna anomalia. Ieri mattina, invece, i carabinieri hanno completato gli accertamenti, sequestrato il canile e inviato una relazione alla procura.
NICOLA PINNA

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Chiliamacisegua Sezione Sicilia

Chiliamacisegua dà il benevenuto a Maria Elena Caligiore rappresentante di Chiliamacisegua Sezione Sicilia

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ANCORA SICILIA E RANDAGISMO

http://oknotizie.virgilio.it/info/81402e124062b9a/canili_ecco_chi_fa_affari_con_i_randagi.html

Un cucciolo che mangia la carcassa di un piccolo animale, forse un cucciolo suo fratello. Cani come fantasmi di ossa vagolano in una palude di rifiuti e di brandelli di carne. Escono ed entrano da una casa fatiscente, una casa di streghe senza porte, solo materassi sfilacciati e sozzi quà e là.
È quella di Virgilio Giglio, custode dei “cani killer” che hanno ammazzato il piccolo Giuseppe Brafa.
Un film dell’orrore dove nell’abbandono nell’inciviltà e nel degrado, vivevano quegli animali insieme a quell’umano che credeva forse di essere un randagio anche lui. Eppure nel passato settembre l’Asl e i carabinieri avevano fatto un sopralluogo.
Avevano visto tutto, ma non uno tra quella gente ha deciso di cambiare nulla. Nessuno ha urlato allarmi, nessuno ha catturato cani.
Oggi un bambino che dava sfogo alla sua felicità in bicicletta è morto, una ragazza di 25 anni è stata aggredita dai cani sulla spiaggia. Solo Virgilio Giglio è in galera per omicidio colposo, unico colpevole. Ma chi sono i veri responsabili, chi i mandanti della tragedia? “
È un miracolo che le disgrazie arrivino solo adesso” Ennio Bonfanti, uomo della Lav (Lega anti vivisezione) in Sicilia ha la disperazione in gola “Anni di lavoro vano!
E oggi con la dolorosa morte di Giuseppe torniamo ai massacri, alle polpette di stricnina, e agli animalisti trattati come orchi”. Ennio aggiunge che oggi, come mai, la sporcizia della questione randagi sta nell’illegalità nutrita da certi sindaci e, di conseguenza, nei ricchi business che gli amministratori regalano a certi tenutari di galere canine.
“Ma si rende conto che in Sicilia la legge 281 del 2000 è diventata operativa solo nell’aprile 2007? Lungaggini assurde” continua Ennio.
I numeri dicono le sue ragioni.
La Lav parla di 1 milione di randagi italiani. “Il tuo padrone ti ha fatto diventare randagio, il tuo carceriere un investimento” scriveva Elisa D’Alessio mitica combattete della Lav.
Il Sud batte tutti i record.
Ma tra i 1.650 comuni che non possiedono canili proprio l’80 per cento sono in Sicilia, dove sindaci e parenti preferiscono “affidarsi” alle strutture dei “privati” Un affare che frutta ogni anno 7 milioni di euro. La commedia e gli attori sono sempre gli stessi. Li indagano, poi tutto cade nel vuoto e rischizzano fuori con prestanomi o senza. I bandi sono incredibilmente vinti dai monopolisti delle città. Le tariffe legittime sarebbero 3,50 euro al giorno per i cani piccoli e 4 per quelli che superano i 10 chili.
Calcolando che spesso un canile siciliano ha circa mille cani, ecco che, spesso, i canili in Sicilia guadagnano quasi 1,3 milioni di euro l’anno.
Oggi, però, in tempi di crisi, per accaparrarsi la sovvenzione (e il malloppo) alcuni boss canini giocano nelle aste al ribasso, chiedendo per ogni cane 1,01 euro. Così i cani, torturati dalla fame, mangeranno anche frattaglie in decomposizione. Berranno acqua putrida e se non mangeranno affatto finiranno col divorarsi uno con l’altro, l’eutanasia più economica dei canili.
E alla fine ci sarà anche l’ultimo anello dell’affare: lo smaltimento delle carcasse che verrà pagato almeno 70 euro.
Oggi i fatti di Modica si tradurranno in una tempesta di denaro proprio per i boss dei canili privati ai quali i sindaci, terrorizzati dallo scandalo e dall’emergenza, riempiranno i canili. Festa grande per i due monopolisti siciliani: lo “Zoo Service” di Catania e la “Mimiani srl” nelle province di Ragusa ed Enna.
La Zoo service ha una storia singolare.
Convenzionata con tutti i comuni, o quasi, della provincia (stima di oltre mille cani) il suo proprietario, Mauro Trombetta, ha accumulato con il comune di Catania ben 2,5 milioni di crediti negli ultimi anni. I cani che aveva “mantenuto” nella provincia erano 1.600, così pareva dichiarare lui.
Poi nei giorni scorsi è stata firmata una transazione. Pace fatta tra sindaco e Trombetta.
Contemporaneamente esce su Internet il bando per una gara europea, nella quale si offrono 1,6 milioni di euro per tre anni.
Chi la vincerà? “Nel frattempo c’è già stata una sorpresa! Improvvisamente i cani catanesi dichiarati da Trombetta sono diventati 480″ racconta una volontaria che preferisce rimanere anonima “in certi canili quando un cane muore si estrae il microchip per metterlo su un altro. E così ecco il prototipo del cane infinito con pagamento infinito”.
Sorriso amaro. La ragazza non dorme da una settimana. Dopo Modica l’ossessione del cane killer ha acceso la paura e soprattutto l’odio degli italiani.
A Porto Empedocle i cani “spariscono” di notte. Come la spazzatura a Napoli.
A Piana degli Albanesi sono stati trovati i corpi dilaniati di sette cuccioli investiti uno ad uno. “Si fanno piani di avvelenamenti nei bar, negli autotobus, nelle piazze. Una potatura che farà trovare la Sicilia pronta per i turisti estivi che rischiano di disdire le prossime vacanze nell’isola” dice Sara Tremonti militante di un associazione locale”Nascondiamo i cani di quartiere nelle case, nelle auto, negli uffici. L’altroieri ne abbiamo messi 20 su un aereo per Roma. Anche madri con intere cucciolate. Qui ingabbiano tutti: piccoli e grandi, buoni e cattivi.
La paura è diventata leggenda nei paesi e nelle città. Se un cane abbaia è cane “mursicaturo” da uccidere”.
Gli animalisti oggi sono diventati amici e complici dei mostri pelosi. In verità è gente capace di rabbia e di innocenza che solo gli animali riconoscono. Uomini e donne che non si liberano di quest’ossessione: l’amore per sempre. “Randagiamo i sindaci” è il nuovo manifesto di “Chi li ama ci segua” neonata associazione milanese.
Anche Francesca Martini, sottosegretario al Welfare, si è dimostrata paladina del dolore e della giustizia per i cani: “No alle mattanze e sì alle sterilizzazioni obbligatorie, unica salvezza” ha detto “Il randagismo è figlio di amministrazioni incapaci.
Tra il 2003 e il 2008 la regione Sicilia ha preso 3 milioni di euro dove sono? Perchè molti comuni non hanno neppure chiesto i fondi stanziati per l’emergenza? E se li hanno presi che fine hanno fatto?”. I comuni siciliani per i cani hanno un sacco di debiti. Quello di Ragusa (Modica è un suo centro) deve 310 mila euro al canile Maya, brava gente, e a quello di Ispica solo 60 mila. Mentre il comune di Agrigento sembra dover dare all’Enpa (Ente nazionale protezione animali) almeno 400 mila euro.
Qualcuno però fa notare come più di un comune abbia rifiutato i fondi regionali preferendo pagare i privati.
Il comune di San Vito Locapo, Trapani, nel 2004 ha avuto assegnati dalla regione ben 25 mila euro per un ambulatorio di sterilizzazioni. Nel 2005 però uno scritto firmato dal comandante della polizia municipale comunica “il mancato utilizzo della somma, dovuto a una diversa destinazione del sito prescelto”: dunque altri cani randagi per i soliti canili. Il comune di Enna invece ha fatto un passo avanti.
Ha costruito uno studio medico con tanto di macchinari nei locali dell’ex macello, ma lo tiene chiuso in attesa di affidare la struttura a chi la sappia usare. Per finire anche a Piazzza Armerina sono arrivati i denari per l’ambulatorio. Ma dopo un anno, capito il disinteresse, la Regione se li è ripresi.
Oggi il comune ha l’acqua alla gola e il 26 febbraio ha bandito una gara d’appalto.
Il vincitore è il noto canile Mimiani srl.
Il Mimiami è il rifugio privato più grosso del centro sud siciliano: poco meno di mille cani.
Il canile si apre in una landa deserta accanto a una linea ferrata chiusa. “Cerchiamo posti lontani perchè i cani abbaiano” ha spiegato una volta il signor Silvio Ferramosca di Lecce, proprietario di un canile in Puglia. Lui, per evitare denunce, ha addirittura fatto tagliare le corde vocali degli animali che aveva in custodia.
Ma i canili sono sempre agli inferi. Perchè nessuno veda soffrire gli animali, perchè nessuno li veda morire.
Oltre la ferrovia nasce oggi il primo embrione del nuovo canile Mimiani-Ricara.
Il Ricara è famoso. Nel suo canile molti cuccioli non superavano la settimana di vita dopo l’arrivo.
Superindagato, oggi il signor Ennio Lo Piano, proprietario del Ricara, continua ad avere circa 600 cani e a investire in nuovi rifugi.
Ma se i giganti del business sono alla fine infrangibili e intoccabili, i piccoli rifugi delle associazioni animaliste vengono invece bombardati da multe e sequestri soprattutto oggi, dopo i fatti di Modica. I Nas hanno cominciato col chiudere il canile di Maganuco, Ragusa, (illegale, anche se il proprietario manteneva i suoi cani da solo).
Il piccolo rifugio dell’associazione Aronne Onlus di Agrigento, gestito con i sacrifici dai volontari, ha incassato piogge di multe dall’Asl.
“Certo, c’erano molte mancanze, assenza di microchip e altro” dice Sandro Fanara, professore di biologia e presidente di Aronne “ma mi chiedo come mai Asl e sindaci siano molto “comprensivi” con i “grandi”,
mentre noi pesci piccoli autogestiti, dunque estranei al grande affare, siamo sempre sotto la mannaia”. Nella stessa terra ad Aragona d’Agrigento la signora Ninfa Gueli, 80 anni,
è l’esempio più vergognoso dell’inadempienza di certi amministratori. Malata di cancro Ninfa ospita, nutre e protegge 100 cani ai quali il comune non ha mai pensato.
Tempo fa pur di far capire la sua fatica si è data fuoco.
Qualcuno la ascolterà?
Stella Pende

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RANDAGISMO E SICILIA

E’ raro che pubblichiamo appelli rivolti all’adozione su questo sito, ma trattando in questo post, un  excursus siciliano, desideriamo mostrarvi come arrivano al Nord i cuccioli di quel territorio.

E loro sono salvi!

E loro sono scampati ai lager ai profittatori, agli avvelenamenti!

SICILIA, QUESTA SICILIA: NO GRAZIE

Sono gli ultimi arrivati della nostra disgraziata sicilia…sono 2 maschi di 2/3 anni e 2 cucciole sorelline di 5 mesi…x il resto le foto si commentano da sole…
riusciamo a trovare una sistemazione?…a ridare loro una speranza di vita, quella che fino ad ora è stato loro negata dall’uomo?.
rossella rossellalaudini@hotmail.it

http://catania.blogsicilia.it/2009/07/ausl3-la-microchippatura-dei-cani-e-obbligatoria-ecco-i-presidi/

Ausl3: “La microchippatura dei cani è obbligatoria, ecco i presidi”

Ausl3: “La microchippatura dei cani è obbligatoria, ecco i presidi”

Anche Antonio Scavone, il direttore generale dell’Ausl3, è intervenuto sulla tragedia acese.

“Ciò che è successo ci obbliga ancora una volta a ribadire la necessità di una corretta informazione sugli obblighi esistenti per la tutela degli animali d’affezione“. Ed a proposito di quest’aspetto “il servizio gratuito di microchippatura, effettuato dal Servizio Veterinario dell’Ausl3, diretto da Antonino Salina, consente di digitalizzare un archivio con le carte d’identità di tutti i cani che popolano il nostro territorio. Soltanto così è possibile risalire allo stato di salute dei cani e ai loro proprietari, com’è stato nel caso del dobermann di sesso femminile e dell’età di due anni, identificato dagli operatori cinofili ad Acireale a seguito della tragedia, il cui smarrimento era stato denunciato dal legittimo proprietario. Verifica che ha permesso di dare un ulteriore elemento a supporto delle indagini“.

Uno degli obblighi è, senza dubbio, la microchippatura. L’Ausl 3 ricorda che secondo le disposizioni ministeriali, tutti i detentori di cane a qualunque titolo (proprietari, allevatori, cacciatori, addestratori, a scopo di ricovero o di commercio) e in qualunque sede (civile abitazione, rifugi, canili, aree urbane e rurali, aziende zootecniche) hanno l’obbligo, entro il secondo mese di vita dell’animale o quando se ne viene in possesso, di far applicare al cane un microchip identificativo per registrarlo nella banca dati dell’anagrafe. La mancata iscrizione all’anagrafe canina comporta una sanzione amministrativa da 86 a 520 euro e da 2.887 a 17.325 euro qualora l’inosservanza riguardi cani aggressivi.

È stato anche comunicato l’elenco dei presidi veterinari dell’Ausl3 dov’è possibile effettuare la microchippatura. Cliccate qui per visualizzarlo (in pdf).

http://palermo.blogsicilia.it/2009/07/attenti-al-cane-aggressioni-a-misilmeri/

Attenti al cane. Aggressioni a Misilmeri

Attenti al cane. Aggressioni a Misilmeri

Il cane può essere il miglior amico dell’uomo. D’altronde, interpreta il ruolo da diversi millenni. Ma qualcosa, a volte, non va per il verso giusto. Il delicato equilibrio che regola i rapporti fra umani e canidi si può rompere. Ed è la tragedia.

È quel che accade a Misilmeri in queste settimane, dove non si contano più i randagi scatenati per il centro del paese. La situazione, difficile, rischia di precipitare. E mercoledì si è persino rischiata la doppia tragedia in viale Europa, a una decina di metri da piazzale Vittime di Nassiriya, e nel quartiere Gabatutti.Due distinti branchi hanno infatti circondato e assaltato due uomini, che solo per un caso fortuito sono riusciti a sfuggire ai denti aguzzi degli aggressori.

Nel primo caso, l’ incidente è avvenuto intorno alle tre del mattino, quando un panettiere è uscito di casa per recarsi al lavoro. All’improvviso, dal buio della notte, sono sbucati in gruppo sette cani randagi, che ringhiando lo hanno circondato tentando di aggredirlo. L’uomo ha gridato, richiamando l’attenzione dei famigliari, che lo hanno soccorso, mettendo in fuga il pericoloso branco. L’ accaduto è stato segnalato poi alle forze dell’ordine.

Nel quartiere Gabatutti, invece, un uomo ha dovuto penosamente attendere per più di un’ora che qualcuno lo liberasse dall’assalto di due randagi, che gli sbarravano l’ingresso nella propria abitazione minacciando di morderlo ad ogni suo movimento.

Ma la paura per i randagi sempre più aggressivi sparsi per le vie del paese è ormai diffusa in tutti i quartieri. Si contano a decine, infatti, i cani abbandonati a se stessi, spesso affamati ed ammalati, che stazionano di giorno per le vie del paese, mentre di notte, in cerca di cibo, si riuniscono in gruppo assaltando ogni essere che viene intuito come possibile pericolo per la loro sopravvivenza.

E dai misilmeresi si alza la protesta verso le autorità preposte, che vengono richiamate a trovare una soluzione all’angoscioso problema. “Prima che ci scappi anche a Misilmeri il morto”, dice il panettiere, Franco Donnarumma, che ora ha paura di compiere in solitario il breve tragitto dal negozio a casa.

http://agrigento.blogsicilia.it/2009/06/laltrasciacca-scrive-al-sindaco-vito-bono-sul-tema-del-randagismo/

L’AltraSciacca scrive al sindaco Vito Bono sul tema del randagismo

Cane Randagio

Riportiamo la lettera dell’associazione di promozione sociale L’AltraSciacca, indirizzata al nuovo sindaco saccense, Vito Bono, in merito al tema del randagismo.

Egr. Sindaco di Sciacca, dott. Vito Bono,
abbiamo già avuto modo la scorsa settimana di porgerLe i migliori auguri per la sua elezione, ma anche i più fervidi auguri di buon lavoro per i prossimi anni, perché Sciacca possa diventare sul serio prima una città normale per i Saccensi e poi una città turistica. Purtroppo in questi ultimi giorni stiamo assistendo al classico “teatrino” che ha contribuito ad allontanare la gente dalla Politica, ma ci auguriamo che Lei sappia far comprendere rapidamente agli uomini di cui si circonderà quali siano i veri obiettivi da raggiungere, anteponendo gli interessi di Sciacca e di tutti i Saccensi agli interessi individualistici e/o di partito.

Sebbene tante siano le considerazioni che potrebbero essere formulate in merito a quanto appena asserito, nell’ottica di una reale e sostanziale collaborazione, preferiamo fermarci e cominciare ad essere più pragmatici sottoponendoLe il problema del randagismo, relativamente al quale il 13 giugno 2009 è stata emanata una nuova direttiva dall’assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, ed è stata inviata ai manager delle Ausl, ai servizi veterinari e, per l’appunto, ai sindaci dei Comuni.

Tale direttiva sostanzialmente ribadisce quanto già sancito dalla legge regionale e dalla normativa nazionale. Sono dettagliatamente specificati gli obblighi e le competenze dei Comuni, dei servizi veterinari delle Ausl e dei proprietari di cani, e ciò con il chiaro intento di chiarire il quadro complessivo delle responsabilità di ciascun protagonista e sollecitare la fondamentale cooperazione: l´attività di cattura dei cani vaganti compete ai sindaci dei Comuni, la microchippatura degli animali e il loro ricovero in rifugi adeguati compete alle Ausl che hanno anche compiti di sterilizzazione.

Questi sono gli obblighi e le competenze dei Comuni:

  • Provvedere, direttamente o in convenzione con Enti, privati o Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all´Albo regionale, alla cattura dei cani vaganti con modalità che ne salvaguardino l´incolumità;

  • Dotare la propria Polizia municipale di dispositivi di lettura ISO compatibili;

  • Verificare l’identità dei cani catturati o rinvenuti sul territorio a mezzo di lettori;

  • Affidare i cani vaganti catturati, dopo identificazione e microchippatura, ai rifugi sanitari pubblici o ai rifugi sanitari convenzionati;

  • Stipulare apposite convenzioni con le Associazioni animaliste o protezionistiche ovvero con rifugi per il ricovero privati per l´affidamento e il mantenimento dei cani catturati;

  • Attivare, di concerto con le Ausl, gli ambulatori veterinari dove effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione;

  • Provvedere al risanamento dei rifugi per il ricovero, ove siano già esistenti, o costruire rifugi sanitari pubblici e provvedere alla loro gestione;

  • Preporre un responsabile amministrativo nel caso in cui il rifugio sanitario pubblico sia gestito direttamente dal Comune, o affidare la gestione dei rifugi sanitari pubblici, sotto il controllo sanitario delle Ausl, alle Associazioni protezionistiche o animaliste sulla base di apposita convenzione;

  • Provvedere al mantenimento nei rifugi degli animali confiscati o affidarli alle Associazioni protezionistiche o animaliste per il loro recupero comportamentale; individuare e delimitare aree urbane da destinare alla attività motoria dei cani d´affezione;

  • Provvedere alla stipula di una assicurazione per gli eventuali danni causati a terzi da cani vaganti sprovvisti di proprietario;

  • Provvedere alla attuazione dei piani di controllo delle nascite;

  • Irrogare le sanzioni amministrative previste (che resteranno comunque destinate al finanziamento degli interventi di settore) per l´inosservanza e le violazioni degli obblighi previsti dalla normativa vigente.

Questi sono gli obblighi e le competenze delle Ausl:

  • Garantire un corretto equilibrio del rapporto uomo – animale – ambiente;

  • Acquistare i microchip;

  • Effettuare le operazioni di anagrafe e impianto del microchip;

  • Provvedere alla registrazione della scheda anagrafica e apportarvi ogni modifica e aggiornamento necessario;

  • Procedere agli interventi di sterilizzazione dei cani presso gli ambulatori veterinari comunali o presso i rifugi sanitari pubblici;

  • Predisporre interventi preventivi finalizzati al controllo delle nascite delle popolazioni canine;

  • Provvedere alla formazione del personale che partecipa ai programmi di prevenzione del randagismo e alla cattura e al recupero degli animali;

  • Collaborare coi Comuni per l´attivazione degli ambulatori veterinari comunali dove effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione;

  • Provvedere alla assistenza sanitaria dei cani ospitati nei rifugi sanitari;

  • Provvedere alla fornitura farmaceutica, dei vaccini e del materiale necessario al funzionamento degli ambulatori veterinari;

  • Coordinare e programmare interventi specifici sul territorio per la prevenzione del randagismo.

  • Inoltre, d´intesa con le competenti autorità sul territorio, dovranno predisporre piani operativi straordinari di contrasto al fenomeno del randagismo.

Ai proprietari o detentori di cani è fatto obbligo:

  • Di registrare all´anagrafe canina l’animale, nel secondo mese di vita, mediante l’applicazione del microchip;

  • Controllare la conduzione dell´animale utilizzando sempre il guinzaglio e portando con sé una museruola (sono previste sanzioni anche per i proprietari inadempienti).

Il nostro auspicio è, signor Sindaco, che Lei recepisca sin da subito, relativamente alle sue competenze e responsabilità, la direttiva dell’Assessore regionale alla sanità e che cominci concretamente a porre rimedio ad un fenomeno che non solo ha ripercussioni sull’incolumità e la sicurezza dei cittadini, ma anche sull’immagine che la nostra città offre ai turisti. Ci attendiamo una Sua immediata azione allineata con la predetta direttiva dando così esempio ai futuri componenti della Giunta di quale dovra’ essere lo spirito di servizio che dovra’ animare la Sua azione amministrativa.

http://robertpalermo.blogspot.com/2009/07/piazza-armerina-randagismo-impossibile.html

Ricordate il bimbo ucciso dai randagi a Ragusa? A Piazza si aspetta il morto prima di intervenire?

Situazione vergognosa in città, sfuggita di mano ai nostri amministratori che stanno perdendo la faccia su questo fronte. Siamo arrivati al punto che in giro spesso sento gente affermare che è meglio che accada qualche disgrazia al più presto o il problema rimarrà insoluto. E questo non è cinismo, ma il termometro di un’insofferenza diventata tale da rendere cinici. Il cinismo è provocato da chi non risolve i problemi della gente, stando sulla propria poltrona di amministratore. Le associazioni animaliste hanno sottolineato come il fenomeno fra qualche mese si aggaverà ancora e diventerà ancora più ingovernabile.

http://agostinosella.blogspot.com/2009/07/bambini-aggrediti-ieri-sera-in-piazza.html

Bambini aggrediti ieri sera in piazza Generale Cascino da un branco di cani randagi

di Guglielmo Bongiovanni. Ieri sera, intorno alle ore 23, nella centralissima Piazza Generale Cascino, sotto gli occhi di quello che fu l’eroe della prima grande guerra, una decina di cani hanno aggredito un gruppo di bambini che giocavano con i monopattini. Momenti di paura; ma grazie all’intervento di alcuni genitori si è evitato il peggio. Questi i fatti di cronaca verificatosi ieri in tarda serata. Rimane il problema irrisolto del randagismo che ormai sembra toccare livelli da codice rosso. Diverse sono le denuncie dei cittadini che segnalano la presenza di numerosi cani randagi nel cuore della città. La periferia crediamo che non goda di una situazione migliore. “Una vergogna – questo il primo commento di uno dei genitori dei bambini – se non fossimo intervenuti celermente qualche bambino rischiava di essere morso da uno dei cani del branco. Saranno stati una decina di cani – continua il genitore – che si muovevano in branco in una piazza che ancora era popolata di gente visto l’ora e il periodo. Nessuno fa niente e la fortuna non sempre accompagnerà l’indifferenza dei nostri amministratori e politici.” Paura scampata, quindi, ma il problema rimane e merita un’ampia riflessione da parte di tutti gli organi competenti ad iniziare dalla politica. La somma di denaro messa in bilancio sembra essere finita, quindi, ogni cane preso e consegnato alla ditta di Caltanisetta dovrebbe avere un costo che l’amministrazione non può permettersi. Ma la città non può vivere con la paura dei randagi né le famiglie possono essere lasciasti nel terrore permettendo che in una piazza centrale della città dieci cani in branco scorazzino indisturbati terrorizzando i bambini. Forse è giunta l’ora che i consiglieri si diano una mossa a mettere pressione o chiedere con forza all’amministrazione che città venga dotata di un canile. Questa è l’unica strada percorribile per risolvere un problema che da mesi riempie le pagine di cronache dei giornali con episodi spiacevoli. Sarebbe un’azione buona e giusta che darebbe credito ad un’aula che sembra ormai vivere in uno stato di coma profondo irreversibile.

Pubblicato da Guglielmo Bongiovanni il martedì, luglio 07, 2009

Piazza Armerina. Randagismo. “Impossibile uscire dalla porta principale di casa con i bambini”. Donna incinta costretta ad uscire dal garage.

“È ormai pressoché impossibile uscire dalla porta principale di casa, soprattutto con i bambini, e farli giocare nel piazzale antistante i condomini”. Un gruppo di genitori di contrada Santa Croce, in una raccolta di firme indirizzata al sindaco Carmelo Nigrelli, così descrivono il loro disagio di fronte al fenomeno del randagismo. Una donna incinta, tra l’altro, è costretta ogni giorno a dover uscire dal garage per evitare il rischio di essere aggredita da un branco di randagi che si avvicina spesso in modo minaccioso nei confronti di pedoni, scooter e automobili. “Il fenomeno ha superato le normali soglie della tolleranza, riteniamo sia urgente intervenire, prima che si verifichino gravi incidenti”, si legge nel documento con il quale è stata avviata la petizione. Una bambina è stata anche avvicinata pericolosamente a colpi di latrati da un gruppo di tre cani. In pratica un clima di tensione continuo. Il problema è ormai sfuggito al controllo da parte delle istituzioni. “La presenza di tali cani, a cospetto di svariati raccoglitori dell’immondizia, rende alquanto problematica la pulizia e il decoro dei luoghi”, dicono i genitori. I randagi prelevano le buste della spazzatura, le portano sui marciapiedi e le aprono con i denti sparpagliandone il contenuto in mezzo alla strada. Ed a tutto questo si aggiungono i latrati

http://agrigento.blogsicilia.it/2009/07/randagismo-ad-agrigento-questione-da-affrontare/

Randagismo ad Agrigento, questione da affrontare

Randagismo ad Agrigento, questione da affrontare

Basta, ormai, fare un giro spassionato per le vie di Agrigento e si può notare che tutte le sere si vengono a creare in determinate zone dei gruppi di cani bulli, detti randagi.Sono come un gruppo di amici che vanno al solito bar a prendere qualcosa ma con una sola differenza. Gli amici si vedono per stare un po’ insieme e i randagi per attaccare o correre dietro alle macchine dei passanti, abbaiando.

Molta la gente che ha avuto la possibilità di poter parlare con qualcuno che gli possa tendere una mano d’aiuto, chiamando un canile o facendo anche qualcos’altro per allontanare quei cani dalle proprie abitazioni ma che non ha ancora risolto il problema.

Così si sono rivolti a noi, esponendo ancora una volta la questione, cercando di evidenziarla il più possibile.

“Caro Comune di Agrigento, la invitiamo a curare con molta più attenzione le zone di via Gioeni, via Orfane, via Garibaldi, via dell’Annunziata, via Castagna, via Sferri e la frazione di San Leone, perché ultimamente molti cani non fanno altro che comportarsi da bulli verso ragazzini, passanti e residenti alle vie vicine.

Fiduciosi in un vostro riscontro. vi illuminiamo la verità con due scatti fatti in piazza Pirandello dove c’è proprio la sede del Comune e dove sono stati tranquillamente fotografati due cani che si divertivano ad abbaiare alla gente e a correre dietro le macchine.

Grazie”.

Randagi ad Agrigento

http://caltanissetta.blogsicilia.it/2009/07/san-cataldo-randagismo-in-aumento/

San Cataldo, randagismo in aumento

San Cataldo, randagismo in aumento

Ieri, all’una di notte circa, nelle vie attigue il corso principale di San Cataldo, è stato avvistato un numeroso branco di cani randagi, alcuni dei quali di grossa stazza.Ritornando a casa, mi ci sono imbattuto anche io. Devo ammettere che ci sono stati alcuni attimi di tensione, ripensando agli episodi che ho riportato in precedenza su questo blog.

I cani erano evidentemente affamati, anche se per fortuna hanno preferito ignorarmi e continuare per la loro strada. Nessuno di loro mi ha ringhiato contro e, per fortuna, sono riuscito a mantenere la calma, a dispetto della paura che nutro da sempre nei confronti dei cani di grossa taglia. È importante, in questi casi, non farsi prendere dall’agitazione e, sopratutto evitare di scappare dato che questo comportamento può provocare un’aggressione da parte degli animali.

Ciò che mi domando, a questo punto è: oltre al vademecum contro i bocconi avvelenati per i randagi, cosa che condivido dato che il randagismo è spesso causato dalla stupidità delle persone che abbandonano i propri cani, il Comune cos’ha intenzione di fare?

http://radiomosaici.blogspot.com/2009/06/randagismo-nuova-direttiva.html

RANDAGISMO, NUOVA DIRETTIVA DELL’ASSESSORATO. RUSSO: “LA CATTURA SPETTA AI SINDACI”

Una nuova direttiva per fronteggiare l’emergenza randagismo in Sicilia è stata inviata dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ai manager delle Ausl, ai servizi veterinari e ai sindaci dei Comuni. La direttiva ribadisce compiti e doveri stabiliti dalla legge regionale del luglio del 2000 e dalla normativa nazionale. Sono puntualmente specificati gli obblighi e le competenze dei Comuni, dei servizi veterinari delle Ausl e dei proprietari di cani. Vengono anche evidenziati responsabilità e rimedi sostitutivi previsti dalla normativa vigente in caso di inadempimento. “Era necessario – spiega l’assessore Russo – riaffermare il quadro complessivo delle responsabilità di ciascun attore per sollecitare la necessaria cooperazione che è l’unico modo per fronteggiare il fenomeno del randagismo che, purtroppo, in Sicilia ha assunto proporzioni preoccupanti, con inevitabili ricadute non soltanto sulla salute dell’uomo e sul benessere animale, ma anche sul turismo. Con questa direttiva ho voluto fare chiarezza, anche in riferimento a qualche dichiarazione non proprio corretta che è apparsa sui giornali: l’attività di cattura dei cani vaganti compete ai sindaci dei Comuni, la microchippatura degli animali e il loro ricovero in rifugi adeguati compete alle Ausl che hanno anche compiti di sterilizzazione. Il problema, è inutile nasconderlo, è stato fin troppo sottovalutato dalle amministrazioni locali e adesso è esploso in tutta la sua gravità. Capisco le difficoltà di chi deve amministrare una comunità con risorse esigue e siamo pronti a dare la massima collaborazione a chi avrà un approccio serio con il fenomeno. Abbiamo già predisposto la gara centralizzata per l’acquisto dei microchip necessari e, d’intesa con il sottosegretario alla Salute Francesca Martini e le associazioni animaliste, stiamo valutando le soluzioni più opportune per la realizzazione di strutture adeguate”. Lunedì l’assessore Russo incontrerà il prefetto di Ragusa Carlo Fanara e il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque per valutare la situazione nella provincia di Ragusa dove è già partito un progetto pilota. Proprio alle prefetture, a cui la direttiva è inviata per conoscenza, l’assessore Russo dichiara la propria disponibilità ad ogni forma di collaborazione che si riterrà di dovere attivare per il più proficuo coordinamento delle attività di rispettiva competenza. Secondo gli ultimi dati sono oltre 210.000, in Sicilia, i cani identificati con regolare microchip, 20.000 dei quali “regolarizzati” negli ultimi due mesi, dopo l’esplosione del fenomeno. Diecimila circa sono i cani all’interno di rifugi pubblici e privati (numero comunque ancora esiguo) e circa 70.000 sono i cani vaganti. La direttiva di Russo declina in 13 punti obblighi e competenze dei Comuni che dovranno: provvedere, direttamente o in convenzione con Enti, privati o Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale, alla cattura dei cani vaganti con modalità che ne salvaguardino l’incolumità; dotare la propria Polizia municipale di dispositivi di lettura ISO compatibili; verificare la identità dei cani catturati o rinvenuti sul territorio a mezzo di lettori; affidare i cani vaganti catturati, dopo identificazione e microchippatura, ai rifugi sanitari pubblici o ai rifugi sanitari convenzionati; stipulare apposite convenzioni con le Associazioni animaliste o protezionistiche ovvero con rifugi per il ricovero privati per l’affidamento e il mantenimento dei cani catturati; attivare, di concerto con le Ausl, gli ambulatori veterinari dove effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione; provvedere al risanamento dei rifugi per il ricovero, ove siano già esistenti, o costruire rifugi sanitari pubblici e provvedere alla loro gestione; preporre un responsabile amministrativo nel caso in cui il rifugio sanitario pubblico sia gestito direttamente dal Comune, o affidare la gestione dei rifugi sanitari pubblici, sotto il controllo sanitario delle Ausl, alle Associazioni protezionistiche o animaliste sulla base di apposita convenzione; provvedere al mantenimento nei rifugi degli animali confiscati o affidarli alle Associazioni protezionistiche o animaliste per il loro recupero comportamentale; individuare e delimitare aree urbane da destinare alla attività motoria dei cani d’affezione; provvedere alla stipula di una assicurazione per gli eventuali danni causati a terzi da cani vaganti sprovvisti di proprietario; provvedere alla attuazione dei piani di controllo delle nascite; irrogare le sanzioni amministrative previste (che resteranno comunque destinate al finanziamento degli interventi di settore) per l’inosservanza e le violazioni degli obblighi previsti dalla normativa vigente. Altri otto punti della direttiva sono rivolti alle Ausl che hanno, fra l’altro, il compito di garantire un corretto equilibrio del rapporto uomo – animale – ambiente. I servizi veterinari, in particolare, sono tenuti ad acquistare i microchip, effettuare le operazioni di anagrafe e impianto del microchip, provvedere alla registrazione della scheda anagrafica e apportarvi ogni modifica e aggiornamento necessario; procedere agli interventi di sterilizzazione dei cani presso gli ambulatori veterinari comunali o presso i rifugi sanitari pubblici; predisporre interventi preventivi finalizzati al controllo delle nascite delle popolazioni canine; provvedere alla formazione del personale che partecipa ai programmi di prevenzione del randagismo e alla cattura e al recupero degli animali; collaborare con i Comuni per l’attivazione degli ambulatori veterinari comunali dove effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione; provvedere alla assistenza sanitaria dei cani ospitati nei rifugi sanitari; provvedere alla fornitura farmaceutica, dei vaccini e del materiale necessario al funzionamento degli ambulatori veterinari; coordinare e programmare interventi specifici sul territorio per la prevenzione del randagismo. I servizi veterinari, inoltre, d’intesa con le competenti autorità sul territorio, dovranno predisporre piani operativi straordinari di contrasto al fenomeno del randagismo. Ai proprietari o detentori di cani è fatto obbligo di registrare all’anagrafe canina l’animale, nel secondo mese di vita, mediante l’applicazione del microchip; controllare la conduzione dell’animale utilizzando sempre il guinzaglio e portando con sé una museruola. Previste sanzioni anche per i proprietari inadempienti.

Guido Monastra

http://eolienews.blogspot.com/2009/06/randagismo-dopo-la-direttiva.html

Randagismo. Dopo la direttiva dell’assessore Russo il sindaco Bruno alle prese con i randagi. La vignetta di ANONIMO EOLIANO

(Da un comunicato stampa della Regione siciliana) Randagismo, nuova direttiva dall’assessore Russo: “La cattura spetta ai sindaci”
Dopo che l’Assessore Russo ha emanato la nuova direttiva sul randagismo, Il Sindaco di Lipari con estremo senso del dovere si è messo immediatamente al lavoro. Eccolo a bordo della Sua Motoaperandagio in giro per le vie dell’isola(Anonimo eoliano).

Provincia di Ragusa: “Ci rispondevano che il randagismo non è una priorità”

Pubblichiamo un comunicato rilasciato da Biagio Battaglia (Punto di Riferimento LAV a Ragusa) poco dopo la tragica morte del bambino aggredito a Punta Pisciotto:

“Ci rispondevano che il randagismo non è’ una priorita’’. La verità è che sulla questione randagismo regna la superficialità delle istituzioni.

Su una tragedia come questa, di fronte ad un bambino aggredito ed ucciso da animali mal custoditi, tutte le istituzioni locali preposte all’attuazione delle leggi nazionali e regionali dovrebbero intervenire nel dibattito con la sacra intenzione di fare chiarezza e di indicare con lucida sincerità dove stanno le responsabilità ed invece anche in questa occasione si cerca vigliaccamente di scaricare le proprie responsabilità su altri.

Sono oramai più di dieci anni che le associazioni di questa provincia denunciano le gravissime condizioni in cui versa il nostro territorio saturo di randagi abbandonati, di branchi di cani che circolano senza controllo nelle periferie delle nostre città, degli enormi debiti accumulati dai Comuni di Modica, di Pozzallo, di Comiso, di Vittoria, ecc … delle inadempienze da parte dei piccoli Comuni sprovvisti completamente di servizi contro il randagismo, dell’inutilità di gran parte dei provvedimenti “istituzionali” volti a controllare questo fenomeno, dell’assoluta mancanza di controlli da parte delle autorità veterinarie o delle forze dell’ordine, come le polizie municipali, che non avendo risorse economiche adeguate vivono questa problematica come un problema estremamente secondario..

Da anni parliamo della necessità di canili comunali, di sterilizzazione dei randagi, di impiegare risorse economiche adeguate alla gravità del problema, ma tanti sindaci ci hanno risposto che “il randagismo non è una priorità”.
La vecchia amministrazione di Scicli (come dimenticare il sindaco Falla!) su questo è stata assolutamente distratta, debitoria, insensibile, superficiale … così come la vecchia amministrazione di Modica (sindaco Torchi) che ha completamente dimenticato di onorare i propri debiti nei confronti delle ditte affidatarie del servizio di custodia dei randagi e che ha cancellato ogni possibilità di intervento serio sul tema.
Ed oggi, per un gioco assurdo del destino, proprio i neo sindaci Venticinque e Buscema, che hanno già dall’inizio del loro mandato affrontato con attenzione le questioni che abbiamo portato a loro conoscenza, si trovano in una condizione di gravissimo disagio per responsabilità non proprie ma anzi ereditate dai loro predecessori.

Oggi in tanti gridano, urlano rabbia, inveiscono a caso. Noi sappiamo di chi sono le responsabilità reali.

Chi dirige il Servizio Veterinario Provinciale e la Procura devono pronunciare su questa vicenda parole chiare. Non è possibile che un cittadino con gravi problematiche, economiche, fisiche, e forse anche di carattere psichico, possa ricevere in custodia giudiziaria, un numero così enorme di cani.
In che maniera poteva soddisfare le loro esigenze alimentari? In che maniera la casupola che li ospitava era attrezzata? A livello sanitario come faceva una persona invalida a curare un tal branco di animali? Quante denunce servono affinché le istituzioni agiscano senza scaricare responsabilità ad altri? Le condizioni igieniche, nonostante le rassicurazioni dell’Ausl, dai filmati apparsi sui tg appaiono assurde. Nelle riprese sono state inquadrate scatole piene di ossi, cuccioli morti, carcasse di altri cani sbranati … Chi era andato a controllare lo stato di corretta detenzione degli animali affidati in custodia? E’ vero che la polizia municipale di Scicli aveva debitamente informato la Procura che non c’erano le condizioni essenziali per procedere all’affidamento allo stesso proprietario? Per la custodia di un numero così elevato di animali non sono necessarie autorizzazioni igienico e sanitarie specifiche?

E’ inutile gridare o inveire alla cieca o contro gli animalisti (che in questo caso non sono in nessun modo coinvolti) o contro i randagi in genere; a questo punto è necessario che chi ne ha il dovere intervenga ponendo l’attenzione sulla ricerca concreta delle responsabilità personali, mentre i cittadini dovrebbero interrogarsi con informazioni alla mano su come i propri sindaci si sono mossi in questi anni.

E se vogliamo che tragedie orribili, assurde, strazianti come quella di ieri non accadano più nella nostra Provincia è necessario che la Prefettura di Ragusa convochi urgentemente tutti i soggetti preposti all’attuazione delle norme in materia, visto che solo ed esclusivamente  la Città di Ragusa ha lavorato in questi anni per la risoluzione concreta di questa problematica.

Ieri il piccolo Giuseppe non è stato vittima solo di un disgraziato branco di cani, è stato vittima anche dei nostri vizi siciliani, della superficialità dei soliti, della nostra pseudo-cultura legata al  fatalismo, dei limiti della politica fatta da gente che vuol fare solo carriera.
Allo stesso modo ieri il piccolo Giuseppe ha perso la vita per responsabilità oggettive, chiare, che vanno messe in luce e giudicate dalla giustizia umana. Vanno individuate e punite.

Viviamo ancora in un territorio, al di là delle generiche affermazioni di civiltà, dove lo Stato appare e scompare a caso, dove lo Stato a volte non si sa bene che compito svolga, dove i cittadini sono lasciati soli di fronte ad ogni tipo di possibile tragedia.

Non dimenticheremo mai questa piccola vittima.
Nella nostra memoria Giuseppe rimarrà sempre presente.
Rispetto al dramma della sua famiglia siamo senza parole.
Sappiamo solo che tutto ciò poteva essere evitato.

Il Responsabile Provinciale
Biagio Battaglia

Progetto pilota sul randagismo, coordina il prefetto … Continua

MODICA – 12/07/2009

Ragusa: coinvolti Ausl, funzionari regionali e provinciali e comuni

Progetto pilota sul randagismo, coordina il prefetto Fanara

A Modica intanto persiste l´allarme in via Loreto Gallinara per la presenza di randagi potenzialmente pericolosi

CorrierediRagusa.it

Progetto pilota per il randagismo in Sicilia. Sarà il prefetto di Ragusa Carlo Fanara (nella foto) a coordinare l’unità operativa territoriale che il sottosegretario Francesca Martini e l’assessore regionale alla sanità Massimo Russo hanno messo a punto nel corso di una riunione operativa tenuta a Roma e cui ha partecipato in rappresentanza dei sindaci di Vittoria e Modica il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale.

Il prefetto Ragusa Carlo Fanara coordinerà il lavoro della istituzioni coinvolte, Ausl, funzionari regionali e provinciali, comuni, per affrontare il problema randagismo in provincia. Il sottosegretario Martini, alla luce dei buoni risultati ottenuti subito dopo la tragedia di Sampieri, pensa di estendere l’unità operativa in ogni provincia della Sicilia; questo è il motivo per cui si può parlare di un esperimento pilota, il cui modello può essere adattato a tutte le altre realtà territoriali alle prese con il fenomeno randagismo.

A Modica intanto persiste l´allarme in via Loreto Gallinara per la presenza di cani randagi. La Vanella 156, la via Addolorata S. Bartolo e la via Catagirasi sono le zone da dove arrivano le segnalazioni più pressanti per l’amministrazione. Due consiglieri comunali, Diego Mandolfo e Giovanni Migliore, si sono fatti interpreti del disagio dei residenti ed hanno chiesto al sindaco di trovare dei rimedi. Secondo le informazioni raccolte tra i residenti ci sono almeno una decina di cani che si aggirano in questa vasta area di Modica Alta e destano preoccupazione perché affamati.

Il fenomeno non è nuovo perché alcuni mesi fa la presenza del branco è stata segnalata da un centinaio di residenti che riferiscono tra l’altro che allo stato i cani si sono allontanati pur muovendosi in varie contrade vicine. «La notte non siamo tranquilli ed è difficile dormire -dice una residente– I cani si muovono in gruppo e si avvicinano alle case». Diego Mandolfo ha chiesto di attivare al più presto il servizio di accalappiacani per riportare serenità.

«L’urgenza di disporre di un canile comunale – dice Diego Mandolfo- è pressante. La città deve essere dotata di questa struttura, oggi mancante, e chiedo al sindaco quali e quanti sono i fondi a disposizione dell’amministrazione per risolvere il problema randagismo». Giovanni Migliore sposta l’attenzione anche sull’igienicità delle strade visto che i cani si avvicinano ai cassonetti e sparpagliano l’immondizia con rischio per la salute pubblica.

http://www.iloveserradifalco.com/wp/?p=17084

Incontro a Ragusa per il fenomeno randagismo interrogazione del MpA al sindaco di Modica

Inviato da Rss – Il Giornale di Ragusa on lug 6th, 2009 e publicato in Ragusa e provincia.

Modica – Il Consigliere comunale del Movimento per l’Autonomia Diego Mandolfo ha presentato un’interrogazione da discutere nella prima seduta utile del consiglio comunale dove chiede all’Amministrazione di Palazzo San Domenico di tornare ad occuparsi e magari risolvere il problema randagismo che si sta ripresentando dopo qualche mese di tregua a Modica Alta.

Nei mesi scorsi, infatti, il consigliere autonomista aveva sollevato il problema da risolvere in maniera urgente riguardante la presenza di un branco di cani randagi nella zona di Via Loreto Gallinara.

La Regione stanzia dei fondi per[br] la Provincia di Ragusa per far fronte al randagismo

Inviato da Rss – Il Giornale di Ragusa on giu 20th, 2009 e publicato in Ragusa e provincia.

Palermo – Con un decreto, predisposto dal dipartimento attività sanitarie dell’assessorato regionale alla Sanità, la Regione Sicilia destinerà dei fondi per combattere il randagismo in provincia di Ragusa.

Da Palermo, infatti, assicurano che saranno impegnati quattrocentoquarantaseimila euro per il finanziamento di tre progetti relativi alla realizzazione di rifugi, presentati dai comuni di Modica, Vittoria e Ragusa.

Riunione in Prefettura sul randagismo. Dipasquale: «basta demagogia»

Venerdì 24 Luglio 2009 13:38 Redazione 

Oggi in Prefettura una riunione sul randagismo. La dichiarazione del Sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale

Ragusa, 24 luglio – Stamane in Prefettura si è tenuta una riunione dell’Unità operativa territoriale (UOT) presieduta da S.E. il Prefetto per discutere del fenomeno del randagismo, al termine della quale il Sindaco Nello Dipasquale ha dichiarato quanto segue:

”Ancora una volta debbo lamentare la assoluta mancanza di interlocuzione diretta con i livelli nazionali e regionali che, su un problema non secondario come questo, sono assenti e parlano per interposta persona.

Per quanto mi riguarda, mi sono persuaso che il Sottosegretario Martini su questo problema porta avanti solo azioni basate su vuoti slogan ma nel concreto nel suo operato nulla si intravede che possa veramente contrastare il fenomeno del randagismo.

Attenendomi in particolare all’incontro di oggi in Prefettura, debbo segnalare che, per debellare definitivamente tale fenomeno, l’intervento del Sottosegretario Martini e dell’Assessore Russo si limita per il Comune di Ragusa alla somma di 50 mila euro, a fronte di una spesa che il Comune stesso ha sostenuto nel periodo dal 2004 ad oggi di oltre 700.000 euro.

È  troppo facile rimandare tutte le responsabilità ai Sindaci che devono garantire  i servizi necessari ai cittadini, quando a questi non vengono assegnate le risorse necessarie a tale scopo.

Intendo ribadire come, a fronte della nostra (mi riferisco ai Sindaci della provincia iblea) volontà di affrontare concretamente il problema, l’intervento dei Governi nazionali e regionali si basi solo su strumenti demagogici e sterili provocazioni”.

DA LIDA PALERMO RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
lidapalermo@live.it

ED ECCO QUELLO CHE SUCCEDE NELL ISOLA FELICE PALERMITANA……UN ANGOLO DI PARADISO……LEGGETE LEGGETE…….

DA MOLTI PALERMO VIENE DEFINITA COME UN ISOLA FELICE,UN ANGOLO DI PARADISO PER I NOSTRI ANIMALI
E ORA VE LA DESCRIVO…..ALLORA SIAMO AL 28  LUGLIO E ABBIAMO GIA SUPERATO IL RECORD DI ABBANDONI……MAI RACCOLTI TUTTI QUESTI ANIMALI X STRADA COME ADESSO……CHE BELLO PEGGIORIAMO INVECE DI MIGLIORARE…….CANILE COMUNALE STRACOLMO CHE DEVE CHIEDERE AIUTO A CANARI E GATTARI X TENERE IN STALLO GLI ANIMALI NON C E’ PIU’ POSTO…..NON C ‘E’ UN ANGOLO LIBERO…..TROPPI ABBANDONI TROPPI ANIMALI INCAPACI DI STARE X STRADA…….E RIPETO SIAMO ANCORA AL 28 LUGLIO……
SEMPRE CANILE COMUNALE SERVIZIO CHE FA PIANGERE SABATO E DOMENICA POSSIAMO CREPARE NOI CON GLI ANIMALI.
SPESSO LA GENTE CHIAMA E LORO IGNORANO LE SEGNALAZIONI INVENTANDO SEMPRE UNA SCUSA, A MENO CHE NON CHIAMI UN’ASSOCIAZIONE O UN’ATTIVISTA…ALLORA IN QUEL CASO SI CORRE….CLIENTELARISMI ANCHE IN QUESTO CONTESTO, E LA GENTE CHE TROVA UN CUCCIOLO E VA IN CANILE PERCHè NON POTEVA LASCIARLO IN STRADA RISCHIA LA MULTA!!!!  DISINFORMAZIONE, IGNORANZA, INSENSIBILITà!!!
E CHI CI RIMETTE? SEMPRE E SOLTANTO I NOSTRI FRATELLI ,IL NUMERO DI REPERIBILITA’ NOTTURNA E X I FESTIVI CHE NON FUNZIONA MAI E QUANDO RISPONDONO PRIMA DI INTERVENIRE SE INTERVENGONO CI VUOLE LA MANO DI CHISSA’ QUALE SANTO..QUESTE SOLO ALCUNE DELLE MERAVIGLIE DI PALERMO…….BOSCO FICUZZA, SAN MARTINO DELLE SCALE IN PROVINCIA DI PALERMO COME OGNI ESTATE AVVELENAMENTI A TAPPETO….VIA TUTTI I RANDAGI…..LI FANNO FUORI TUTTI…….CAPACI ISOLA DELLE FEMMINE CARINI E TUTTA LA PROVINCIA DI PALERMO RANDAGI INVESTITI SEVIZIATI TORTURATI AVVELENATI ABBANDONATI NESSUNO  VUOLE ANIMALI FRA I PIEDI….NIENTE ANIMALISTI NIENTE ISTITUZIONI CHE SI INTERESSINO A LORO…..SOLI IN BALIA DELLA CATTIVERIA UMANA……SOLI DISPREZZATI UMILIATI……CONSIDERATI NIENTE……..EH SI PALERMO E’ PROPRIO UN ANGOLO DI PARADISO MA FORSE A STO PUNTO MEGLIO VIVERE ALL INFERNO DOVE ALMENO NON SI SENTE IL GELO CHE ENTRA DENTRO. ADESSO BASTA SIAMO STANCHI DEL PARADISO SIAMO STANCHI DI TUTTA QUESTA FELICITA’  VOGLIAMO ANCHE NOI ALLORA IL CALORE DELL INFERNO ANCHE NOI ESSERE INVASI DAL CALORE DELLE FIAMME VOGLIAMO SENTIRCI BRUCIARE E POTER DIRE CI SIAMO ANCHE NOI….. SIAMO VIVI ANCHE NOI……ADESSO BASTA LE ISTITUZIONI COMPIANO IL LORO DOVERE……DENUNCE IGNORATE FORZE DELL ORDINE CHE SI RIFIUTANO DI INTERVENIRE……MA DOVE CAZZO DOBBIAMO ARRIVARE? E POI TUTTI PUNTANO IL DITO PERCHè SIAMO ARRIVATI AL PUNTO DI IGNORARE ALCUNE SEGNALAZIONI…E ARRIVANO I RICATTI MORALI DA SEMPLICI ATTIVISTI O DA MEMBRI DI ALTRE ASSOCIAZIONI!!!! SIAMO SEMPRE GLI STESSI CHE NON SANNO PIù DOVE ANDARE PRIMA. SALVIAMO UN CANE E UN ALTRO MUORE!!! SIAMO STANCHI DELLA GENTE CHE NON COLLABORA MA PRETENDE!!!!
PER QUANDO RIGUARDA LE ISTITUZIONI ADESSO BASTA SI E’ SUPERATO OGNI LIMITE DI CIVILTA’…….VERGOGNA PALERMO…..VERGOGNATI…….BELL’ ESEMPIO CHE SEI……TI ADEGUI PERFETTAMENTE AL TUO RUOLO DI CAPOLUGO DI UNA TERRA DI MERDA CHE SA SOLO PRODURRE DOLORE E OMERTA’……FALSITA’ E INDIFFERENZA..
MA NOI NON CI FERMEREMO FINCHE’ NON AVREMO VINTO LA GUERRA FINCHE’ NON CI SARA’ GIUSTIZIA PER TUTTE QUESTE ANIME INNOCENTI…….FINCHE’ NON VIVRANNO RISPETTATI E CONSIDERATE VITE……NOI SIAMO E SAREMO SEMPRE DALLA LORO PARTE SEMPRE AL LORO FIANCO…….SIAMO NOI LA LORO VOCE SIAMO NOI I LORO AVVOCATI SIAMO NOI LA LORO FAMIGLIA……ED E’ CON NOI CHE DOVRETE VEDERVELA…….FINCHE’ AVREMO RESPIRO NOI CI SAREMO A VEGLIARE SU LORO…….NON CI SENTITE?FAN CULO A VOI L UDITO VI TORNERA PRESTO……ASSICURATO……

L.I.D.A. Palermo


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Ritrovato un cane scappato nove anni fa

http://www.corriere.it/animali/09_luglio_30/australia_cane_ritrovato_9c37e0b6-7cec-11de-898a-00144f02aabc.shtml

i proprietari non vedono l’ora di abbracciarla

Ritrovato un cane scappato nove anni fa

Australia, Muffy ha vissuto abbandonata in un cortile negli ultimi due anni a circa 2mila chilometri da casa

Muffy, il cane ritrovato dopo nove anni (internet)
Muffy, il cane ritrovato dopo nove anni (internet)

MELBOURNE (Australia)- Un lieto fine da cartone animato. Perché anche se le speranze non muoiono mai, la famiglia Rushby di Brisbane in Australia, non credeva di ritrovare il suo cane, sparito da casa nove anni fa. E quando l’altro giorno è squillato il telefono, mai si sarebbero immaginati che era proprio per lei: Muffy è stata ritrovata a Brisbane, a quasi 2 mila chilometri di distanza. Urla di gioia e commozione. E adesso non vedono l’ora di riabbracciarla.

IL CASO- Muffy ha vissuto negli ultimi due anni abbandonata in un cortile di una casa a Melbourne. Come sia arrivata lì è un mistero. A ritrovarla sono stati i veterinari del Rspca (l’ente protezione animali australiana) che dopo una chiamata anonima, stavano indagando su un caso di maltrattamenti di animali. Il cane non è in buone condizioni: magro e con malattie della pelle dovute alle punture di insetti. La fortuna ha voluto che la famiglia Rushby aveva inserito un microchip anche se, ai tempi non era ancora obbligatorio. Solo così è stato possibile rintracciare i precedenti proprietari. «È una storia sorprendente», spiega Tim Pilgrim portavoce della Rspca. E proprio per avere un lieto fine come questo che «consigliamo alla gente di far inserire sempre un microchip nei loro animali domestici». Muffy verrà portata a casa, a Brisbane, la prossima settimana.


30 luglio 2009


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Uninsubria:Altri 30 anni di tortura

COMUNICATO LAV BUSTO ARSIZIO (VA):
Uninsubria:Altri 30 anni di tortura.
29 LUGLIO 2009
Siglata nuova convenzione con l’Uninsubria. Altri 30 anni di tortura.

Oggi, mercoledì 29 luglio 2009, in un afoso pomeriggio di fine luglio, il sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, e il “magnifico” rettore dell’Università dell’Insubria, Renzo Dionigi, hanno firmato la nuova convenzione per l’utilizzo da parte dell’università dei locali comunali dei Molini Marzoli e della appena ristrutturata Villa Manara. Com’era prevedibile, nel nuovo accordo non è contenuto alcun vincolo di non-utilizzo di animali nella ricerca, come invece abbiamo chiesto noi invano per sei lunghissimi anni.
Sei lunghissimi anni in cui la LAV di Busto Arsizio si è spesa con tutte le proprie energie affinchi il comune impedisse ai ricercatori dell’Uninsubria di utilizzare animali. Abbiamo denunciato la crudeltà di questi esperimenti e abbiamo portato in città medici antivivisezionisti che ne hanno smascherato la non-validità scientifica. Ma nulla abbiamo potuto contro il potere costitituito dei vivisettori da una parte e dei loro servi di Palazzo Gilardoni dall’altra. Un potere pienamente consapevole della fraudolenza scientifica di questi esperimenti, tant’è che non ha mai voluto organizzare un incontro pubblico su questo tema, perchi sapeva che i cittadini bustesi avrebbero capito bene quali nefandezze venivano compiute con i loro soldi. Ancora più ributtante è poi la presenza di un “comitato etico” interno all’Uninsubria, avente il compito di vagliare la liceità degli esperimenti: vivisettori che giudicano l’accettabilità di esperimenti che essi stessi compiono.
Abbiamo perso questa battaglia, ma siamo forti della consapevolezza di essere dalla parte della ragione. Lo dimostra il fatto che il comune e l’università non abbiano voluto organizzare un incontro pubblico su questo tema. Siamo consapevoli di portare avanti una lotta giusta e storica, la rivendicazione del diritto alla vita e alla libertà di ogni essere vivente. Siamo consapevoli, come dimostrato dalla condotta della nostra controparte, dell’effetto dirompente che la semplice discussione sulla validità della sperimentazione animale produce sul pubblico: basta approfondire l’argomento affinchi chiunque si renda conto di quanto sia assurdo utilizzare una specie per studiare patologie di un’altra specie.
Quindi se la battaglia è persa la guerra è appena cominciata. E noi non possiamo fare altro che vincerla.
Francesco Caci – (Responsabile LAV Busto Arsizio)


http://www.bastavivisezione.net/home.php

http://www.bastavivisezione.net/insubria/


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Adozioni Chiliamacisegua

Adozioni Chiliamacisegua

Video

http://www.youtube.com/watch?v=IZ6P6mEBGIc


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Guida per salvare i cani abbandonati in autostrada

LIBERO

Guida per salvare i cani abbandonati in autostrada

OSCAR GRAZIOLI

Domenica scorsa abbiamo pubblicato volentieri un intervento dell’on.le Gabriella Gianmanco (PdL) sull’omissione di soccorso nei confronti degli animali. Dato che siamo in pieno periodo di ferie (e purtroppo di abbandoni) crediamo opportuno dare qualche suggerimento su cosa fare e cosa non fare qualora ci si trovi di fronte un animale abbandonato, ferito o che comunque necessiti di un soccorso immediato. Quanto andiamo a scrivere vale anche per i proprietari che si dovessero trovare in difficoltà con il proprio cane che, molto giudiziosamente, si sono portati in ferie con sé.

Prima di partire. Se Fido soffre di qualche malattia cronica, farsi dare dal proprio veterinario una copia della cartella clinica e informarsi preventivamente sulle strutture veterinarie presenti nel posto che si è scelto e su quali hanno un reale servizio di reperibilità 24 ore su 24.

Cani e gatti abbandonati. Spesso non è facile distinguere se un cane è stato abbandonato o meno, ma alcuni segni comportamentali ci aiutano. Il cane che, per strada o nell’area di sosta dell’autogrill, vaga di qua e di là, fiutando prima l’uno poi l’altro, guardandosi intorno spaesato, trotterellando veloce per poi fermarsi all’improvviso vicino alla persona sbagliata è molto sospetto di abbandono. Se poi non ha collare, pettorina, medaglietta o altri segni di riconoscimento il sospetto è quasi certezza. Mai correre dietro un cane o un gatto per prenderlo. Scapperà ancora più forte. Mai allungare la mano sul collo: si rischia un morso pericoloso. Se non si è ben esperti di cani cercare di non perderlo di vista seguendolo cautamente e chiamare il 118 chiedendo che intervenga il servizio veterinario e i suoi addetti. Se siete in certe zone del sud (senza voler fare del leghismo di bassa lega) auguri, specie al cane. Se servizi amministrativi e sanitari pubblici funzionassero seriamente la piaga del randagismo non esisterebbe.

Cani feriti. Facile, in questi giorni, incontrare un cane investito oppure trovare il proprio cane riverso sul suolo a seguito della classica “macchinata”. Niente panico e soprattutto non precipitarsi a raccoglierlo a mani nude. Se chiamate 118, 113, 112 ecc. e non arriva nessuno (ipotesi non improbabile) tocca a voi. Il cane è in uno stato di shock che, in parte lo protegge dal dolore e non riconosce nessuno. Voi lo “svegliate” improvvisamente sollevandolo e lui, sentendo il dolore acuto delle fratture, vi pianta i denti nelle braccia. Due feriti al posto di uno. Prendete invece un telo, passatelo delicatamente sotto il cane e, facendovi aiutare da un altro, sollevate la “barella” e depositate il ferito in auto. Poi di corsa dal veterinario. Di corsa fino a un certo punto: non è il primo che prende e si tiene una multa anche con un cane moribondo in macchina e a pochi metri dalla clinica veterinaria. Dipende da chi incontrate con la paletta in mano.

Gatti feriti. Il gatto è completamente diverso dal cane. Spesso anche se ferito a morte rimane un lottatore temibile e i suoi morsi sono più pericolosi di quelli del cane. Qui la barella è inutile. Il gatto, zomperebbe via. La cosa migliore (a mali estremi estremi rimedi) è un asciugamani o una copertina di lana, gettata sul felino. Lo si fa su come un salame, fregandosene delle urla disumane (ovvio) che escono dal viluppo. Di corsa dal veterinario, come sopra.

Cani avvelenati. Se siete in campagna e improvvisamente Fido lancia un urlo, comincia a sbavare e tremare gli potete salvare la vita con una banalità. Un cucchiaio di acqua ossigenata. Vomiterà il boccone avvelenato e sarà salvo. Attenzione che non sia stata una vespa (in tal caso si gonfia a vista d’occhio). Anche qui, basta una fialetta di cortisone nello zainetto a salvargli la vita. In montagna portate nello zainetto refrigerato, oltre ai panini, una fiala di siero antivipera. I due buchini sul naso si vedono bene e le urla di dolore si sentono altrettanto bene.
La sfiga può colpire Fido in tanti altri modi (colpo di calore, veleno di rospi, piante, pesci), ma a questo punto vi conviene farvi amici con un veterinario e andare in ferie con lui.

LE ISTRUZIONI

RICONOSCERE UN TROVATELLO
Se un cane vaga spaesato, trotterella veloce per poi fermarsi all’improvviso vicino alla persona sbagliata e non ha né il collare né una medaglietta significa che è stato abbandonato. Chiamare subito il 118

COME CURARE FIDO
Non bisogna raccoglierlo a mani nude ma prendere un telo, passarlo sotto il cane delicatamente, sollevarlo e metterlo in auto. Poi via di corsa dal veterinario

COME CURARE MICIO
Fare come sopra, con un’avvertenza in più: Micio anche quand’è ferito resta un lottatore temibile e i suoi morsi sono più pericolosi di quelli del cane

BOCCONI VELENOSI
Se Fido lancia improvvisamente un urlo e comincia a tremare significa che è stato avvelenato. Per salvarlo basta dargli un cucchiaio di acqua ossigenata


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Tragedia di Acireale, il cordoglio dalla Regione

Non si trattava, infatti, di cani randagi
Tragedia di Acireale, il cordoglio dalla Regione
PALERMO – “Voglio esprimere il mio profondo dolore ai familiari del bambino di Acireale sbranato martedì sera da alcuni cani, ma è bene precisare che la vicenda non ha nulla a che fare con il fenomeno del randagismo e quindi con gli altri gravi episodi di cronaca avvenuti alcuni mesi fa in provincia di Ragusa. Tuttavia, continueremo a vigilare sul corretto comportamento delle amministrazioni comunali che, in base alle disposizioni di legge e alle direttive emanate da questo assessorato, hanno l’obbligo di assolvere ad alcuni adempimenti per contrastare il fenomeno del randagismo. E, soprattutto, questa vicenda ribadisce la necessità di una corretta campagna di educazione e di informazione anche nei confronti dei proprietari dei cani e più in generale di coloro che si trovano quotidianamente a contatto con animali domestici”.

Anonimo

L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo (nella foto), interviene così sulla tragedia verificatasi ad Acireale, vittima un bambino di 6 anni, e ha già dato disposizione ai funzionari dell’assessorato di seguire minuto per minuto gli sviluppi delle indagini. Proprio una massiccia campagna di comunicazione, con l’informazione ai cittadini e l’istituzione di progetti formativi nelle scuole, rappresenta uno dei punti portanti delle iniziative contro il randagismo elaborate dall’assessorato, d’intesa con il sottosegretario alla Salute Francesca Martini con la quale l’assessore Russo aveva avuto un incontro la settimana scorsa. Numerosi i provvedimenti che hanno accelerato il processo di contenimento del fenomeno che aveva assunto proporzioni allarmanti. I primi risultati sono già tangibili. Negli ultimi tre mesi sono stati iscritti all’anagrafe 28.000 cani, portando il totale delle iscrizioni a 218.000. Sta per essere espletata la gara centralizzata telematica per l’acquisto dei microchip che vede l’Ausl 3 di Catania come capofila. Il mese scorso, nell’ambito del progetto pilota per la provincia di Ragusa, sono stati impegnati 500.000 euro per finanziare i progetti per la realizzazione di idonei rifugi a Modica, Ragusa e Vittoria. Si è già insediato il tavolo tecnico regionale che tornerà a riunirsi venerdì prossimo per affrontare le principali criticità regionali: verranno preparati protocolli operativi per regolamentare la sterilizzazione dei cani e uniformare l’attività delle varie Ausl e inoltre saranno definiti i programmi di intervento per la cattura dei cani randagi con il pieno e fattivo coinvolgimento delle principali associazioni per la protezione animali. Al tavolo, presieduto dall’assessore Russo, partecipano un rappresentante del ministero, i funzionari dell’assessorato, i rappresentanti delle Ausl di Palermo, Catania e Trapani, dell’Enpa (ente nazionale protezione animali), della Lav (lega anti vivisezione) e della Lega nazionale difesa del cane, l’etologo dell’Università di Messina, il rappresentante della Protezione civile regionale, dell’azienda foreste, e dell’Anci. Nell’ambito delle iniziative intraprese dall’assessorato per contrastare il fenomeno del randagismo, nell’ultimo mese sono state inviate due circolari a prefetti, sindaci, manager delle Ausl e responsabili dei servizi veterinari: con la prima, del 12 giugno, sul controllo del randagismo e sulle misure a tutela dell’incolumità pubblica, si ribadiscono gli obblighi e le competenze dei comuni, dei servizi veterinari e dei proprietari o detentori di cani; con la seconda, del 9 luglio, sul divieto di utilizzare esche e bocconi avvelenati, si sottolinea l’aumento dei casi di avvelenamento di randagi e si rendono note le ultime disposizioni del Ministero che disciplinano la materia, indicando i 10 consigli utili da pubblicizzare mediante affissione.

http://www.notiziarioitaliano.it/print.php?articolo=14499&title=

Tragedia di Acireale


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Anche i randagi avranno il loro ospedale

http://www.corriere.it/animali/09_luglio_29/clinica_veterinaria_cani_randagi_ancona_001a0c2e-7c1d-11de-bec1-00144f02aabc.shtml

I medici saranno a disposizione delle associazioni che gestiscono animali senzatetto

Anche i randagi avranno il loro ospedale

L’idea di un gruppo di veterinari di Ancona: sarà un punto di riferimento per i trovatelli a livello nazionale

MILANO – Una clinica veterinaria dedicata solo ai cani randagi, oppure a quelli che sono stati abbandonati. Un posto, insomma, dove anche i cani senza padrone, rimasti feriti e momentaneamente accuditi da un’associazione o magari da un passante, potranno essere visitati gratuitamente da un veterinario. Un’occasione non solo per salvare vite, ma anche per evitare, ad esempio, che cani affetti da malattie finiscano per trasmettere l’infezione a molti altri.

VETERINARI IN CAMPO - L’idea di un ospedale per i randagi – il primo di questo genere in Italia – è venuta a un gruppo di medici veterinari di Ancona, coordinati dal dottor Luca Giovagnoli. Gli specialisti, insieme all’associazione di volontariato «Rapid dogs rescue» di Mantova, hanno poi lanciato una raccolta fondi su Facebook per finanziare il loro progetto. La sede della «Vet Rescue», così si chiamerà la struttura, sarà ad Ancona, in via delle Grazie 50. I lavori di ristrutturazione sono partiti in questi giorni. La clinica dovrebbe aprire al pubblico entro quattro mesi. Nel frattempo, lo staff di Giovagnoli ha già potuto realizzare degli interventi di sos su alcuni cani in difficoltà. L’obiettivo dei fondatori è di rendere la clinica un punto di riferimento a livello nazionale, soprattutto per le associazioni ambientaliste che necessitano di assistenza veterinaria e la speranza, per il futuro, è di creare centri analoghi in altre regioni. «Non è in alcun modo nostra intenzione sostituire l’operato delle Asl – scrivono i fondatori su Facebook – ma solo di facilitare la vita di quei volontari ed associazioni che ogni giorno devono sopperire alle mancanze delle stesse Asl, con i propri soldi».

EMERGENZE H24 - La clinica garantirà servizio 24 ore su 24 e i veterinari interverranno anche in caso di emergenza, di notte e nei giorni festivi. La «Vet Rescue» sarà dotata di una sala visita e di una sala chirurgica, di un laboratorio analisi e della stanza per la radiologia. Le visite gratuite saranno riservate ai randagi. Ma chi sosterrà economicamente il progetto, con una donazione minima di 35 euro, otterrà in cambio il programma vaccinale di base, per un anno, per il proprio animale domestico, più una visita di controllo annuale gratuita. Inoltre, gli studenti di veterinaria desiderosi di fare tirocinio, saranno i benvenuti. Se il progetto non dovesse andare in porto, l’intera cifra raccolta sarà devoluta all’Ente nazionale protezione animali.

GLI ISCRITTI SU FACEBOOK - La pagina dedicata alla «Vet Rescue» su Facebook ha riscosso un gran successo: 3 mila 364 iscritti, che crescono di giorno in giorno. Le donazioni, invece, latitano: meno di mille euro, per il momento. Il tempo, però, stringe: «La struttura dovrà essere completata definitivamente entro 4 mesi, pena la decadenza delle varie autorizzazioni e del progetto stesso» scrivono i responsabili della “Rapid Dogs Rescue”. Sul sito dell’associazione tutte le modalità per inviare un contributo.

Giovanna Maria Fagnani


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