Chiliamacisegua è di moda
11 giugno 2009 -
Chiliamacisegua è di moda
per info:
corinna@chiliamacisegua.org
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L’Esercito per Cicerale?
10 giugno 2009 -
La Padania 11 giugno 2009
L’ESERCITO PER CICERALE?
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SEGNALAZIONE
10 giugno 2009 -
LA VERA BESTIA
http://laverabestia.org/index.php
Tutti gli esseri tremano di fronte alla violenza. Tutti temono la morte. Tutti amano la vita.
Perchè chi ha aperto gli occhi una volta, non li chiuderà mai più.
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I BLABLABLERI
9 giugno 2009 -
I BLABLABLERI
Sembra ieri quando Chiliamacisegua scriveva questa lettera,
dannatamente attuale.
Fate i conti: novembre dicembre gennaio febbraio marzo
aprile maggio giugno.
Un solo nome emblematico, Cicerale
Ciò che sembrava impossibile si avvera. Anche se la strada
per rimettere le cose a posto, è lunga.
Lunghissima.
La macchina da guerra, in collaudo da settembre scorso, con ogni rotella che gira in sintonia, non si
ferma, nonostante alcuni sabotatori buttino, a scadenza fissa, sabbia negli
ingranaggi.
E chissene, se scopiazzano i nostri comunicati, se allertano
senza cognizione di causa, se diffondono notizie tendenziose, smentite dalla
realtà dei fatti.
Sono respinti dallo staff del Ministero per malcelata
arroganza, sono isolati dalle persone che usano la testa per pensare e non
solo per portare un cappello quando piove.
Quelli, i Blablableri, hanno tempo da perdere.
Non sono sul carroarmato guidato dall’On Francesca Martini
che procede imperterrita, coadiuvata da Stefania Piazzo, che su La Padania
pubblica, si proprio da ottobre, i dossier raccolti dai volontari che hanno
rialzato la testa e lottano in prima linea, in ogni parte di Italia, da noi di
Chiliamacisegua e dalle Associazioni che hanno le palle per denunciare e il
coraggio di proseguire nonostante i nonostante.
Sono nel cono d’ombra della meschinità.
E si perderanno per strada, in attesa perenne di un
passaggio, autostoppisti appiedati, riconoscibili dalla loro pomposa
apposizione sotto i comunicati :” presidente di……” , zeppi di domande pleonastiche e irritanti
rivolte al vuoto del web, poste solo per screditare chi fa il proprio dovere,
chi mantiene la parola data.
Invece di essere dirette, queste domande, magari privatamente, magari con l’offerta di
collaborazione, magari col supporto di personale azione, ( il fare e il non
dire, solo per mettere zizzania) a chi potrebbe rispondere ai loro distinguo.
No, invece di muovere il deretano, di collaborare, di darsi
da fare, meglio gettare in rete le manciate di critiche, di insinuazioni.
Di malcontento.
Di melma.
La melma si pulisce.
Il carro armato è impermeabile, atto a respingere anche
qualche beota, qualche frustrato che raccoglie e che appoggia il nulla.
Diamine, non sia mai essere relegati nel novero dei
misconosciuti!
Chiliamacisegua
Lettera ai volontari
Ottobre 2008
Gentili volontari e gentili volontarie, il mio invito è
perentorio:o ci si assume la propria responsabilità civile e si fa quello che
si deve fare, obbligati dalla propria coscienza che ha un nome e un cognome,
guidati dall’impellente bisogno, dall’urgenza di spezzare l’oscena e indecente
catena di appelli che mendicano una adozione, uno stallo, che allertano mirando
diritto al cuore cosi che il cervello non pensi, “un- per -favore –rischiano-
un- canile -lager, è -legato alla- catena- senza- acqua -e -cibo, è –rinchiuso-
in- un- terrazzo, non -esce dal- box –da- 10 -anni, dorme- per- strada, è –stato-
investito- e –lasciato- agonizzante,ha- bisogno- di –un- carrellino, ha –la-
rogna “e vi risparmio l’elenco completo o per coerenza non ci lamentiamo.
Non vi lamentate.
Leggiamo ogni giorno un copione uguale per uno sguardo
diverso:allucinato, piegato dalla paura, dalla fame. Traumatizzato, ve lo dico
a chiare lettere, dalla nostra vigliaccheria, dalla nostra codardia.
Invece che raccogliere foto,testimonianze,referti medici,
documentazione da allegare anche in forma anonima ad una denuncia alla autorità
competente, chiediamo la carità di un euro, dieci euro e che otteniamo?
Nulla Nulla Nulla
Se lottassimo per salvare nostro figlio ce ne staremmo buonebuone
a mettere una toppa, un cerotto per lenire la sua disperazione o grideremmo al
mondo la nostra fame di giustizia?
Per ottenere giustizia servono anche le palle, serve la
voce, serve la volontà di dire basta.
Chiliamacisegua chiedendosi come mai le grandi associazioni
non hanno combinato un beneamato fino ad ora, i canili lager ci sono e
proliferano con sommo spregio della legge e la grande associazione declama:
firmate la petizione, diciamo basta,ha indicato la strada. Preparare dei
dossier da tutta la penisola, fare il lavoro che mille investigatori farebbero
in dieci anni, complice la burocrazia e il menefreghismo:tanto è un animale!
Da anni si chiede di supportare la campagna nolager!
Da anni i lager si moltiplicano. Ora c’è l’emergenza clone
canile di Rieti ad Osimo, una manifestazione pronta per il 19 luglio. Si tratta
di scendere in piazza e di fare gruppo. Non ho notato nella fibrillazione del
web tanta attenzione alla opposizione del progetto di costruire un canile mostruoso
per 800 cani.
Eppure il pericolo emana il suo odore in tutta la sua
cancrena!
Basta allora lo diciamo noi.
Chiliamacisegua sta facendo la sua parte.
Volete davvero cambiare il mondo? Cominciate a cambiare la
mentalità: “zitto che io devo aiutare i cani ad uscire poi denuncerò, poi farò.”
Si,continuate a svuotare il mare con un cucchiaio!
E quando arriva una foto anonima invece di interrogarsi:”ma,
mo, mi, dove si trova questo canile? Forse nel Sud, forse nel Centro, forse nel
Nord Italia?Una bella denuncia.
Una foto firmata di questo genere può indirizzare una
indagine.
Abbiamo, avete paura? Certo se una sola persona si mette
contro il sistema, può andare incontro a guai seri, può essere malmenata,
picchiata,emarginata, isolata.
Ma se siamo un esercito che denuncia ogni giorno quello che
vede con i proprio occhi, che segnala, che scrive ai politici, che pretende
l’applicazione della legge, chi ci ammazza a noi?
A voi la scelta:continuare a proteggere i malfattori o
tutelare le vittime di questo assurdo circolo vizioso.
Per quello che mi riguarda, diffonderò appelli di emergenza
solo se ben visibile ci sarà in cc la segnalazione agli organi competenti, al
sindaco del territorio, alla Asl, a chi insomma si è dimostrato renitente alla
applicazione della legge o appelli di chi ci manderà qualsiasi tipo di
materiale digitale (foto, video, documenti scansionati) non in forma anonima
Quello che ci mandate rimane nelle nostre mani e non andrà
mai, come molti fanno, in giro per il web, ma direttamente in mano a enti
preposti a fare bene il loro dovere e mestiere, che sanno cosa e come agire. E
se no lo fanno, denunceremo anche loro.
Non dobbiamo,dovete aver paura, non dobbiamo,dovete
nascondervi dentro il nostro,vostro piccolo (anche se fantastico) mondo.
E’ ora di mostrare i pugni, la faccia.
E’ ora di agire.
E’ ora di fermare gente sfruttatrice che lucra e inganna
tutti sfruttando la vita di poveri esseri senzienti ma incapaci di difendersi.
Che hanno solo noi.
Il fine è quello di far condannare tutte le persone
coinvolte nell’orrore quotidiano e di affidare la vita dei reclusi, sempre con
la massima attenzione e costante monitoraggio a persone che abbiano davvero a
cuore quella vita per fare si che i canili siano un rifugio temporaneo e non
più lager impenetrabili.
Chiliamacisegua
DA SAPERE
Ogni persona ha la possibilità e il dovere di denunciare
alle Forze dell’Ordine (Polizia, Carabinieri, ecc) chi abbandona un animale o
anche chi più semplicemente non registra il proprio animale all’anagrafe
canina. Chi trova un cane segnala la presenza alla Polizia Municipale che
provvederà a chiamare il canile convenzionato. Per emergenze e negli orari in
cui non sono reperibili i Vigili, s avvisano i Carabinieri. Si Contattano
comunque anche le Associazioni locali che sapranno indicarvi i canili e le
procedure in atto nella zona del ritrovamento. La nuova legge n°189 del 20
luglio 2004 contiene le disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento
degli animali, nonché di impiego degli animali in combattimenti cl andestini o
in competizioni non autorizzate.
Chiunque, che sia privato cittadino o un’associazione, può
rivolgersi ad un qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia
di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili Urbani, etc…) segnalando
uno dei casi di illeciti previsti dalla nuova legge e richiedendo un intervento
per accertare il reato ed impedire che questi venga portato ad ulteriori
conseguenze. Tutte Le informazioni sono tratte da http://www.poliziadistato.it/pds/ps/consigli/animali/maltrattamenti.html
Nella Legge Finanziaria 2008 (legge del 24 dicembre 2007, n.
244) Art. 2 comma 370 si raccomanda, si chiede a tutti i sindaci, legali
proprietari dei cani presenti nel territorio,tutori indicati dallo stato, che
si occupino del fenomeno randagismo, che monitorino la situazione dei canili
che vigilino e controllino e puniscano gli episodi di intolleranza e di
maltrattamento.
Numerosissimi i casi e le testimonianze in cui gli organi
competenti contattati rispondono che non è di loro interesse e competenza.
Questo dice la Polizia e se non fa il proprio dovere,
commette il reato di omissione di atti d’ufficio Qualcuno che condanna c’è, ma
prima della condanna, serve la denuncia
Giurisp.Penale Cass.: Caccia e animali. Maltrattamento
animali (canile)
Inserito il 21/12/07 da God
Cass. Sez. III n. 44287 del 28 novembre 2007 (Ud 7 nov.
2007)
Pres. Postiglione Est. De Maio Ric. Belloni
Caccia e animali. Maltrattamento animali (canile)
Configurano il reato di maltrattamenti, anche nella
formulazione novellata, non soltanto quei comportamenti che offendono il comune
sentimento di pietà e mitezza verso gli animali destando ripugnanza per la loro
aperta crudeltà, ma anche quelle condotte che incidono sulla sensibilità
dell’animale, producendo un dolore
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Composta dagli Ill.mi Magistrati: Udienza pubblica
Dott. POSTIGLIONE Amedeo – Presidente – del 07/11/2007
Dott. DE MAIO Guido – Consigliere – SENTENZA
Dott. LOMBARDI Alfredo Maria – Consigliere – N. 02641
Dott. FIALE Aldo – Consigliere – REGISTRO GENERALE
Dott. GAZZARA Santi – Consigliere – N. 003629/2007
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA/ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
1) BELLONI PASQUINELLI CARLO, N. IL 30/08/1930;
avverso SENTENZA del 02/10/2006 TRIB. SEZ. DIST. di
PONTREMOLI;
visti gli atti, la sentenza ed il ricorso;
udita in PUBBLICA UDIENZA la relazione fatta dal Consigliere
Dott. DE MAIO GUIDO;
Udito il P.M. in persona del Dott. MONTAGNA Alfredo che ha
concluso:
inammissibilità del ricorso.
MOTIVAZIONE
Con sentenza in data 2.10.2006 del giudice monocratico del
Tribunale di Massa, sez. distacc. di Pontremoli, Carlo BELLONI PASQUINELLI fu
condannato alla pena ritenuta di giustizia, perché riconosciuto colpevole del
reato di cui all’art. 727 c.p., (”perché, nella qualità di titolare e gestore
del canile Val di Magra sito in località Calamazza, sottoponeva a
maltrattamenti i cani ivi custoditi con modalità di allevamento particolarmente
dolorose tra cui:…, in Aulla fino al 26.4.2002″ data di consumazione modificata
in dibattimento “sino al 27.1.2005″).
Avverso tale sentenza ha proposto ricorso personalmente
l’imputato, il quale con il primo motivo denuncia inosservanza ed erronea
applicazione degli artt. 42 e 43 c.p., per la non ravvisabilità dell’elemento
psicologico del reato, in quanto egli, con sentenza passata in giudicato del
Tribunale di Pontremoli in data 30.6.2003, era stato assolto da analoga
imputazione ex art. 727 c.p., (”per aver gestito un canile privato detenendo
animali in condizioni incompatibili con la loro natura, obbligandoli in recinti
e gabbie carenti dei requisiti previsti dalla legge ed utilizzando locali ad
uso veterinario in condizioni igieniche disastrose con rischi di infezioni e
contagi epidemici…, in Aulla fino al gennaio 2001″); il ricorrente sostiene
che, “trattandosi, nel caso in oggetto, di imputazione relativa al medesimo
fatto, non si poteva non valutare la buona fede dell’agente, il quale già era
stato assolto da una imputazione relativa ai medesimi fatti contestati nel
procedimento in oggetto”, tanto più che “la struttura del canile e le modalità
di allevamento dei cani non sono stati oggetti di modificazione negli anni,
tant’è che la circostanza, pur in negativo, è stata confermata dai testi
dell’accusa, i quali…hanno fatto presente che la gestione del canile non era
cambiata”.
Il motivo è inammissibile per manifesta infondatezza,
essendo evidente che la precedente assoluzione (risalente al 2003 e per fatti
dell’inizio del 2001) non può avere alcuna influenza sui fatti attuali, estesi,
a seguito della modifica del capo di imputazione, sino al 27.1.2005 e
risultanti da sopralluoghi effettuati dagli organi di P.G. e dal CTU anche nel
corso del procedimento e perciò di diversa drammatica attualità.
Al riguardo, vanno rilevati: la relazione tecnica redatta
dal FONTANINI a seguito di sopralluogo effettuato nell’aprile 2002 (pagg. 1 – 2
sent,); la relazione tecnica conclusiva 26.4.2002 della CT della Procura Livi,
con relativo fascicolo fotografico (pagg. 2 – 5);
le dichiarazioni dei testi Pagani, Piccioli, Balestraci e
Collini (pagg. 5 – 9); il sopralluogo effettuato dai CC. di Pontremoli il
27.1.2005 (pagg. 9 – 10); le riprese fotografiche e le video riprese effettuate
dal M.llo GIANNOCCARO effettuate il 27.1.2005 (pagg. 10 – 11).
Il giudicante non ha poi mancato di valutare le
dichiarazioni dei testi indicati dalla difesa MICHELACCI, BELLOTTI e PICCIOLLI
(pagg. 11 – 13).
Sulla base di tali elementi risulta giustificata pienamente
la conclusione che “dall’esame delle risultanze processuali ed attraverso la
loro relativa valutazione” è risultato “essersi raggiunta la prova della
colpevolezza…, essendo il relativo reato contravvenzionale di maltrattamenti di
animali risultato completo in tutti i suoi elementi essenziali e cioè: sia in
quelli oggettivi…come pure in quelli soggettivi”.
Tutto ciò senza che sulla situazione attuale oggetto di
indagini attuali possa avere influenza alcuna la precedente sentenza assolutoria,
relativa a una situazione precedente. Con il secondo motivo il ricorrente
denuncia inosservanza o erronea applicazione dell’art. 727 c.p., in quanto in
base alla nuova formulazione della norma “non è sufficiente per la consumazione
del reato che le condizioni di custodia dell’animale appaiano incompatibili con
la natura dello stesso, ma occorre che le stesse siano produttive di gravi
sofferenze”, laddove nel caso in esame il Tribunale “non ha speso neppure una
parola per chiarire e documentare se gli animali ricoverati…fossero
effettivamente in stato di grave sofferenza”.
Il ricorrente aggiunge che, se “il Tribunale si fosse
effettivamente curato di accertare lo stato di salute dei cani, e cioè se gli
stessi stessero o avessero subito gravi sofferenze, sicuramente non sarebbe
giunto a una pronuncia di condanna”.
Anche tale motivo è inammissibile per manifesta
infondatezza, avendo la sentenza impugnata, all’esito della lunga esposizione
di cui si è detto, rilevato che sia i Carabinieri che la veterinaria nominata
CTU avevano descritto le condizioni constatate nel canile, “espresse
documentalmente in tutta la crudezza delle immagini, così come apparse agli
operatori…, tanto da poter essere definita l’esposizione di tali soggetti come
il ritratto parlante di una situazione…che può essere sancita solo come
disumana, in quanto il maltrattamento – dolore è una violazione delle leggi
naturali, biologiche, fisiche e psichiche si cui l’animale è portatore, con
conseguente sua sofferenza”.
La sentenza è, quindi, passata (pag. 16) alla descrizione
dei maltrattamenti, definiti di tipo ambientale, igienico e alimentare, per
pervenire alla conclusione che il canile era “nient’altro che un lager, un
ghetto per animali sfortunati… per che imprigionati in uno stato di penosa
sopravvivenza”.
In definitiva, la sentenza impugnata ha fatto ineccepibile
applicazione del consolidato indirizzo di questa Corte, secondo cui configurano
il reato di maltrattamenti, anche nella formulazione novellata, “non soltanto
quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso
gli animali destando ripugnanza per la loro aperta crudeltà, ma anche quelle
condotte ed è questo il caso accertato che incidono sulla sensibilità
dell’animale, producendo un dolore”. È davvero incomprensibile come il
ricorrente possa sostenere che sia mancata, da parte del giudice di merito, la
sofferenza inferta agli animali.
Il ricorso va pertanto dichiarato inammissibile.
Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna
del ricorrente alle spese, nonché (non essendovi elementi per ritenere
un’assenza di colpa) al versamento alla Cassa delle ammende della somma,
equitativamente fissata, di Euro mille.
P.Q.M.
La Corte
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente
al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro mille alla Cassa
delle ammende.
Così deciso in Roma, il 7 novembre 2007.
Depositato in Cancelleria il 28 novembre 2007
SOVRAFFOLLAMENTO IN CANILE, PER LA CASSAZIONE È REATO.
Commento di Ciro Troiano
“Il fatto di custodire dei cani in condizioni di eccessivo
sovraffollamento in box particolarmente angusti integra il reato di cui
all’art. 727 c.p..” Cosi la Suprema Corte in una recentissima sentenza in
merito ad un procedimento penale per maltrattamento di animali. Il caso
riguarda il canile di Terranuova Bracciolini, “Luchy Animals”, posto sotto
sequestro nel marzo del 2002 dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di
Firenze in un’operazione portata a termine in collaborazione con le guardie
zoofile della LAV. Il gestore del canile fu denunciato per maltrattamento per
“aver tenuto 210 cani all’interno di box estremamente angusti, in condizioni di
sovraffollamento”. In primo grado il Tribunale di Montevarchi ha riconosciuto
la penale responsabilità dell’imputato in ordine al reato di maltrattamento per
“detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura”,
affermando che “i ma ltratta menti conseguenti al sovraffol la mento
costituiscono un fatto obiettivo”. La Terza Sezione della Suprema Corte, con
sentenza n. 2774 del 24/1/2006 (Ud. 21/12/2005), ancorché sia stata costretta
ad annullare al sentenza impugnata, senza rinvio, perché nel frattempo il reato
si è estinto per prescrizione, ha confermato la decisione del giudice di
merito. Scrivono i giudici della Cassazione: “La fattispecie contravvenzionale
di cui all’art. 727 c.p., con particolare riferimento all’ipotesi della
detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura deve
essere interpretata, pertanto, nel senso che le condizioni in cui vengono
custoditi gli animali non siano dettate da particolari esigenze e risultino
tali da provocare negli stessi uno stato di grave sofferenza, indipendentemente
dal fatto che in conseguenza di tali condizioni di custodia l’animale possa
subire vere e proprie lesioni dell’integrità fisica.”
Questo è un punto importantissimo, perché entra in merito
alla questione del concetto di “gravi sofferenze”, elemento occorrente, secondo
la nuova formulazione dell’articolo 727 c.p. avvenuta con la legge 189/04, per
l’integrazione del reato di “detenzione di animali in condizioni incompatibili
con la loro natura”. Orbene, secondo la Cassazione, per avere “gravi
sofferenze”, non sono necessarie lesioni fisiche, “potendo la sofferenza
consistere in soli patimenti”. Si tratta di un’affermazione cruciale per la
corretta interpretazione e conseguente applicazione del reato in esame.
Si legge nella sentenza: “Va anche rilevato che la riportata
interpretazione giurisprudenziale dell’art. 727 c.p., nel testo precedente alle
modifiche introdotte dal citato art. 1 della L. 20.7.2004 n. 189,
sostanzialmente
corrisponde al dettato della norma in tema di detenzione di
animali in condizioni incompatibili con la loro natura nella nuova formulazione
del predetto articolo del codice penale, sicché è evidente la continuità
normativa tra la fattispecie contravvenzionale già prevista dalla norma e
quella risultante dalla novella. Orbene, alla luce degli enunciati principi di
diritto il giudice di merito ha correttamente ritenuto che il fatto di avere
custoditi i cani in condizioni di eccessivo sovraffollamento in box
particolarmente angusti integra il reato di cui all’art. 727 c.p., avendo,
peraltro, rilevato che l’imputato usufruiva di consistenti contributi da parte
dell’Ente locale, sicché anche sotto tale profilo è stata ritenuta
ingiustificata dal giudice di merito la custodia degli animali nelle condizioni
di cui all’accertamento di fatto.”
Anche quest’ultimo aspetto è importante perché oltre ad
affermare il principio secondo il quale i maltrattamenti conseguenti al
sovraffollamento costituiscono un fatto obiettivo che tocca la sensibilità del
comune cittadino, elemento che maggiormente deve essere tenuto in
considerazione da chi si qualifica professionista nell’allevamento dei cani o
nella tenuta e nella gestione di un canile, afferma che la violazione a questo
principio ha maggior peso se si considera che a tale scopo il Comune aveva
sempre messo a disposizione risorse economiche di una certa rilevanza provvedendo
ad erogare una retta giornaliera per ciascun cane ricoverato nella struttura.
Se si considera il business che ruota intorno al randagismo, queste
osservazioni appaiono di un’importanza straordinaria: chi ha in custodia
animali li deve tenere bene, se per tale custodia si percepiscono soldi
pubblici, li deve tenere ancora
CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. III,24/1/2006 (Ud.
21/12/2005), Sentenza n.
2774
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
CORTE DI CASSAZIONE Penale, Sez. III, 24/1/2006 (Ud 21/12/2005),
Sentenza n.
2774
(Pres. Postiglione; Est. Gentile,P.M Siniscalchi Imp.
Noferi)
UDIENZA PUBBLICA DEL 21/12/2005 SENTENZA N. 2438 REGISTRO
GENERALE N. 27583/2005
Composta dagli Ill.mi Sigg.: Dott. Amedeo Postiglione
1.Dott.Alfredo Maria Lombardi 2.Dott.Mario Gentile
3 .Dott.Giovanni Amoroso 4.Dott.Giulio Sarno
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
Sul ricorso proposto dall’Avv. Francesco Molino, difensore
di fiducia di Noferi Stefano, n. a S. Giovanni Valdarno il 13.3.1951, avverso
la sentenza in data 11.2.2005 del Tribunale di Arezzo, sezione distaccata di
Montevarchi, con la quale venne condannato alla pena di € 2.000,00, oltre al
risarcimento dei danni in favore della parte civile, E.N.P.A., quale colpevole
del reato di cui all’art. 727 c.p.;
Visti gli atti, la sentenza denunziata ed il ricorso;
Udita in pubblica udienza la relazione del Consigliere Dott.
Alfredo Maria Lombardi;
Udito il P.M., in persona del Sost. Procuratore Generale
Dott. Antonio Siniscalchi, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso;
in subordine dichiararsi la prescrizione del reato con conferma delle
statuizioni civili;
Udito il difensore, Avv. Francesco Molino, che ha concluso
per l’accoglimento del ricorso;
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con la sentenza impugnata il Tribunale di Arezzo, sezione
distaccata di Montevarchi, ha affermato la colpevolezza di Noferi Stefano in
ordine al reato di cui all’art. 727 c.p., ascrittogli per avere maltrattato
numerosi cani custoditi nel rifugio canile denominato “Lacky Animals” da lui
gestito.
Il giudice di merito ha escluso che i cani fossero stati
sottoposti a strazi o sevizie o non venissero nutriti adeguatamente, ma ha
ravvisato gli estremi della fattispecie contravvenzionale ascritta allo
imputato in conseguenza del fatto che gli animali in questione venivano tenuti
in condizioni di eccessivo sovraffollamento in ciascun box. La sentenza ha
altresì condannato l’imputato al risarcimento dei danni in favore dell’Ente
Nazionale Protezione Animali, costituitosi parte civile.
Avverso la sentenza ha proposto ricorso il difensore dell’imputato,
che la denuncia con vari motivi di gravame.
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con il primo motivo di impugnazione il ricorrente deduce la
intervenuta prescrizione del reato ascritto all’imputato per essere stata
depositata la sentenza dopo la scadenza del relativo termine. Con il secondo
mezzo di annullamento si denuncia la sentenza per violazione di legge,
deducendosi
che è stata inflitta all’imputato la pena pecuniaria di €
2.000,00 senza alcuna specificazione in ordine alla natura della predetta
sanzione.
Con il terzo mezzo di annullamento il ricorrente denuncia la
manifesta illogicità della motivazione della sentenza.
Si osserva che il giudice di merito ha illogicamente
affermato la sussistenza del reato ascritto all’imputato, pur avendo escluso
che i cani di cui alla contestazione fossero stati vittima di azioni violente o
fossero malnutriti.
Si deduce in particolare che la fattispecie del
maltrattamento verso gli animali non può essere ravvisata quale conseguenza del
generico sovraffollamento dei box in cui erano rinchiusi i cani, in quanto la
detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura deve
necessariamente implicare l’inflizione di sofferenze, intese come lesioni della
integrità fisica degli stessi, perché si configuri la violazione di cui
all’art. 727 c.p.; che, altrimenti, il reato di cui alla contestazione potrebbe
essere ravvisato in ogni ipotesi di privazione della libertà dell’animale, in
quanto in contrasto con la natura dello stesso; che nella specie non vi è stato
alcun accertamento in ordine alla conseguenze nocive che sarebbero derivate ai
cani dal cosiddetto sovraffollamento dei box in cui erano custoditi. Si rileva
anche che la struttura era stata autorizzata ad ospitare un numero di cani di
molto superiore a quello riscontrato in sede di sequestro.
Con l’ultimo mezzo di annullamento il ricorrente denuncia la
sentenza per violazione di legge, deducendo che la legge della Regione Toscana
n. 43/95, che contiene indicazioni in ordine alle misure e caratteristiche dei
box e delle strutture in cui devono essere custoditi gli animali risulta
applicabile ai soli Canili Municipali ed ai Canili Rifugio dati in gestione ad
associazioni protezionistiche, ma non anche ai canili privati.
La sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio
perché il reato è estinto per prescrizione. Dalla data di commissione del fatto
(fino al 31.3.2002) è interamente decorso il termine di cui agli art. 157 n. 6)
e 160 c.p., pur tenendosi conto del rinvio del dibattimento su richiesta
dell’imputato dal 17.9.2004 all’8.10.2004, per il periodo di giorni 21, sicché
in data 21.4.2005 si è verificata la prescrizione del reato.
La pronuncia di condanna dell’imputato al risarcimento dei
danni in favore in favore della parte civile, rende, però, necessario l’esame
dei motivi di ricorso, ai fini della conferma delle corrispondenti statuizioni
ex art. 578 c.p.p.
Orbene osserva la Corte che i primi due motivi di gravarne
sono inammissibili.
Secondo il consolidato indirizzo interpretativo della
giurisprudenza di legittimità, infatti, la prescrizione successiva alla
pronuncia della sentenza non può costituire motivo di censura avverso il
provvedimento, mentre la mancata indicazione della natura della pena pecuniaria
inflitta costituisce un evidente errore materiale, correggibile con il relativo
procedimento.
Il terzo motivo di ricorso è, invece, infondato.
E’ stato reiteratamente affermato da questa Suprema Corte,
in ordine alla fattispecie contravvenzionale del maltrattamento di animali
nella formulazione dell’art. 727 c.p. precedente alla riforma di cui all’art. 1
della L. 20.7.2004 n. 189, che integra il reato previsto dalla disposizione
citata il comportamento di chi tenga rinchiuso un animale per un apprezzabile
lasso dì tempo in un luogo particolarmente angusto, come il bagagliaio di
un’auto, giacché la commissione del reato non richiede una specifica volontà di
infierire sull’animale (sez. In, 200424330, Brao, riv. 229429),
né che si cagioni una lesione dell’integrità fisica, potendo
la sofferenza consistere in soli patimenti (sez. III, 199901215, Crispolti,
riv. 212833).
La fattispecie contravvenzionale di cui all’art. 727 c.p.,
con particolare riferimento all’ipotesi della detenzione di animali in
condizioni incompatibili con la loro natura deve essere interpretata, pertanto,
nel senso che le condizioni in cui vengono custoditi gli animali non siano
dettate da particolari esigenze e risultino tali da provocare negli stessi uno
stato di grave sofferenza, indipendentemente dal fatto che in conseguenza di
tali condizioni di custodia l’animale possa subire vere e proprie lesioni
dell’integrità fisica.
Va anche rilevato che la riportata interpretazione
giurisprudenziale dell’art. 727 c.p., nel testo precedente alle modifiche
introdotte dal citato art. 1 della L. 20.7.2004 n. 189, sostanzialmente
corrisponde al dettato della norma in tema di detenzione di animali in
condizioni incompatibili con la loro natura nella nuova formulazione del
predetto articolo del codice penale, sicché è evidente la continuità normativa
tra la fattispecie contravvenzionale già prevista dalla norma e quella
risultante dalla novella.
Orbene, alla luce degli enunciati principi di diritto il
giudice di merito ha correttamente ritenuto che il fatto di avere custoditi i
cani in condizioni di eccessivo sovraffollamento in box particolarmente angusti
integra il reato di cui all’art. 727 c.p., avendo, peraltro, rilevato che il
Noferi usufruiva di consistenti contributi da parte dell’Ente locale, sicché
anche sotto tale profilo è stata ritenuta ingiustificata dal giudice di merito
la custodia degli animali nelle condizioni di cui all’accertamento di fatto.
E’, altresì, infondato l’ultimo motivo di ricorso.
Il giudice di merito ha ritenuto che i cani venivano
custoditi in condizioni di sovraffollamento tale da integrare un’ipotesi di
maltrattamento degli animali, a prescindere dalla questione circa la
applicabilità dei parametri previsti dalla legge della Regione Toscana n. 43/95
anche ai canili privati.
Dalla rilevata infondatezza dei motivi di ricorso consegue
la conferma delle statuizioni civili della sentenza impugnata.
P.Q.M.
La Corte annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché
il reato è estinto per prescrizione. Conferma le statuizioni civili.
Così deciso in Roma nella pubblica udienza del 21.12.2005
Legge 20 luglio 2004, n.189
“Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli
animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o
competizioni non autorizzate”
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio
2004
Art. 1.
(Modifiche al codice penale)
1. Dopo il titolo IX del libro II del codice penale è
inserito il seguente:
“TITOLO IX-BIS – DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI
ANIMALI
Art. 544-bis. – (Uccisione di animali). – Chiunque, per
crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la
reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per
crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo
sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per
le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un
anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli
animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che
procurano un danno alla salute degli stessi.
La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo
comma deriva la morte dell’animale.
Art. 544-quater. – (Spettacoli o manifestazioni vietati). -
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove
spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è
punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 3.000 a.
15.000 euro.
La pena è aumentata da un terzo alla metà se i fatti di cui
al primo comma sono commessi in relazione all’esercizio di scommesse
clandestine o al fine di trarne profitto per sè od altri ovvero se ne deriva la
morte dell’animale.
Art. 544-quinquies. – (Divieto di combattimenti tra
animali). – Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni
non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica
è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000
euro.
La pena è aumentata da un terzo alla metà:
1) se le predette attività sono compiute in concorso con
minorenni o da persone armate;
2) se le predette attività sono promosse utilizzando
videoriproduzioni o materiale di qualsiasi tipo contenente scene o immagini dei
combattimenti o delle competizioni;
3) se il colpevole cura la ripresa o la registrazione in
qualsiasi forma dei combattimenti o delle competizioni.
Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, allevando o
addestrando animali li destina sotto qualsiasi forma e anche per il tramite di
terzi alla loro partecipazione ai combattimenti di cui al primo comma è punito
con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro.
La stessa pena si applica anche ai proprietari o ai detentori degli animali
impiegati nei combattimenti e nelle competizioni di cui al primo comma, se
consenzienti.
Chiunque, anche se non presente sul luogo del reato, fuori
dei casi di concorso nel medesimo, organizza o effettua scommesse sui
combattimenti e sulle competizioni di cui al primo comma è punito con la
reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro.
Art. 544-sexies. – (Confisca e pene accessorie). – Nel caso
di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma
dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli
articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, è sempre ordinata la confisca
dell’animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato.
E’ altresì disposta la sospensione da tre mesi a tre anni
dell’attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali se la
sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta è pronunciata
nei confronti di chi svolge le predette attività. In caso di recidiva è
disposta l’interdizione dall’esercizio delle attività medesime”.
2. All’articolo 638, primo comma, del codice penale, dopo le
parole: “è punito” sono inserite le seguenti: “, salvo che il fatto costituisca
più grave reato”.
3. L’articolo 727 del codice penale è sostituito dal
seguente:
“Art. 727. – (Abbandono di animali). – Chiunque abbandona
animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito
con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.
Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in
condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.
Art. 2.
Divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e pellicce)
1. E’ vietato utilizzare cani (Canis familiaris) e gatti
(Felis catus) per la produzione o il confezionamento di pelli, pellicce, capi
di abbigliamento e articoli di pelletteria costituiti od ottenuti, in tutto o
in parte, dalle pelli o dalle pellicce dei medesimi, nonché commercializzare o
introdurre le stesse nel territorio nazionale.
2. La violazione delle disposizioni di cui al comma 1 è
punita con l’arresto da tre mesi ad un anno o con l’ammenda da 5.000 a 100.000
euro.
3. Alla condanna consegue in ogni caso la confisca e la
distruzione del materiale di cui al comma 1
Art. 3.
(Modifica alle disposizioni di coordinamento e transitorie
del codice penale)
1. Dopo l’articolo 19-bis delle disposizioni di
coordinamento e transitorie del codice penale sono inseriti i seguenti:
“Art. 19-ter. – (Leggi speciali in materia di animali). – Le
disposizioni del titolo IX-bis del libro II del codice penale non si applicano
ai casi previsti dalle leggi speciali in materia di caccia, di pesca, di
allevamento, di trasporto, di macellazione degli animali, di sperimentazione
scientifica sugli stessi, di attività circense, di giardini zoologici, nonché
dalle altre leggi speciali in materia di animali. Le disposizioni del titolo
IX-bis del libro II del codice penale non si applicano altresì alle
manifestazioni storiche e culturali autorizzate dalla regione competente.
Art. 19-quater. – (Affidamento degli animali sequestrati o
confiscati). – Gli animali oggetto di provvedimenti di sequestro o di confisca
sono affidati ad associazioni o enti che ne facciano richiesta individuati con
decreto del Ministro della salute, adottato di concerto con il Ministro
dell’interno”:
2. Il decreto di cui all’articolo 19-quater delle
disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale è adottato entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 4.
(Norme di coordinamento)
1. All’articolo 4 del decreto legislativo 27 gennaio 1992,
n. 116, al comma 8, le parole: “ai sensi dell’articolo 727 del codice penale”
sono sostituite dalle seguenti: “con la reclusione da tre mesi ad un anno o con
la multa da 3.000 a 15.000 euro”.
2. Il comma 5 dell’articolo 5 della legge 14 agosto 1991, n.
281, è abrogato.
3. Alla legge 12 giugno 1913, n. 611, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) l’articolo 1 è abrogato;
b) all’articolo 2, lettera a), le parole: “dell’articolo 491
del codice penale” sono sostituite dalle seguenti: “del titolo IX-bis del libro
II del codice penale e dell’articolo 727 del medesimo codice”;
c) all’articolo 8, le parole: “dell’articolo 491″ sono
sostituite dalle seguenti: “dell’articolo 727″.
Art. 5.
(Attività formative)
1. Lo Stato e le regioni possono promuovere di intesa, senza
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, l’integrazione dei programmi
didattici delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ai fini di una
effettiva educazione degli alunni in materia di etologia comportamentale degli
animali e del loro rispetto, anche mediante prove pratiche.
Art. 6.
(Vigilanza)
1. Al fine di prevenire e contrastare i reati previsti dalla
presente legge, con decreto del Ministro dell’interno, sentiti il Ministro
delle politiche agricole e forestali e il Ministro della salute, adottato entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite
le modalità di coordinamento dell’attività della Polizia di Stato, dell’Arma
dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo forestale dello
Stato e dei. Corpi di polizia municipale e provinciale.
2. La vigilanza sul rispetto della presente legge e delle
altre norme relative alla protezione degli animali è affidata anche, con
riguardo agli animali di affezione, nei limiti dei compiti attribuiti dai
rispettivi decreti prefettizi di nomina, ai sensi degli articoli 55 e 57 . del
codice di procedura penale, alle guardie particolari giurate delle associazioni
protezionistiche e zoofile riconosciute.
3. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare
nuovi o maggiori oneri per lo Stato e gli enti locali.
Art. 7.
(Diritti e facoltà degli enti e delle associazioni)
1. Ai sensi dell’articolo 91 del codice di procedura penale,
le associazioni e gli enti di cui all’articolo 19-quater delle disposizioni di
coordinamento e transitorie del codice penale perseguono finalità di tutela
degli interessi lesi dai reati previsti dalla presente legge.
Art. 8.
(Destinazione delle sanzioni pecuniarie)
1. Le entrate derivanti dall’applicazione delle sanzioni
pecuniarie previste dalla presente legge affluiscono all’entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnate allo stato di previsione del Ministero della
salute e sono destinate alle associazioni o agli enti di cui all’articolo
19-quater delle disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale.
2. Con il decreto di cui all’articolo 19-quater delle
disposizioni di coordinamento e transitorie del codice penale, sono determinati
i criteri di ripartizione delle entrate di cui al comma 1, tenendo conto in
ogni caso del numero di animali affidati ad ogni ente o associazione.
3. Entro il 25 novembre di ogni anno il Ministro della
salute definisce il programma degli interventi per l’attuazione della presente
legge e per la ripartizione delle somme di cui al comma 1.
Art. 9.
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
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ADOZIONI CHILIAMACISEGUA
9 giugno 2009 -
http://chiliamacisegua.misha.cc/
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SOS MATERA: COSA ABBIAMO FATTO
8 giugno 2009 -
http://www.chiliamacisegua.org/2009/05/27/conto-alla-rovescia-per-il-trasferimento-dei-cani-dipalo-di-matera/
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CICERALE DOCET CICERALEIDE E LA PADANIA 7 GIUGNO
7 giugno 2009 -
Cicerale docet
Chiliamacisegua non ringrazia ne il sindaco di Cicerale in carica, ne i precedenti Primi Cittadini che hanno voltato lo sguardo altrove e ricorda che la Legge, finalmente entrata dal portone, non può essere frullata, per farla rientrare dalla finestra, stiracchiata ed adattata ad uso e consumo personale di pochi intimi.
Il canile lager di Cicerale, è definitivamente chiuso.
Kaput!
Potrà al massimo diventare un Museo per ricordare l’olocausto di migliaia e migliaia di povere creatura bruciate nella ciminiera : “ACCALAPPIO E INCENERISCO ECCO IL METODO CAFASSO” -dice Laura Rossi, Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, considerati solo un tanto al chilo da smaltire e non vite straziate.
Che Ciceralensis – Oasi San Leo, rimanga ad imperituro monito per coloro che, nella parte di quella Italia, dal nord al sud, isole comprese, ancora pensano di continuare a nascondere gli orrori dei canili lager e i loro profitti.
Di fare i comodi loro.
No, non passa più il furbetto del canile! Se lo imprimano a mente gli amministratori uscenti ed entranti del Molise, de l’Abruzzo, della Puglia, della Sicilia, della Sardegna, della Lombardia, del Lazio, del Veneto, della Liguria, delle Marche, dell’Umbria, dell’Emilia e Romagna, della Basilicata, della Campania, del Friuli Venezia Giulia, della Toscana, della Liguria,della Valle D’Aosta, del Trentino Alto Adige, del Piemonte.
Cicerale docet.
Come è ben specificato a chiare, distinte, forti, cubitali lettere in questo articolo di Stefania Piazzo de La Padania del 7 giugno 2009
La Cittadisalerno 27 maggio 2009
«……….Un atto dovuto – conferma il Sindaco Nicola Gatto -che scaturisce dai provvedimenti adottati dagli Enti di competenza, gli stessi che dovranno valutare l’eliminazione dei problemi e il ripristino delle condizioni richieste ai fini della riapertura» – così ha commentato il bizzarro Sindaco di Cicerale, la chiusura definitiva del canile mostro della sua città, mentre recapitava la revoca delle autorizzazioni sanitarie, al signor Mauro Cafasso gestore, ancora incredulo e convinto di farla una altra volta franca.
Come è stato dal 1990.
CICERALEIDE
Articolo sul lager di Cicerale dal sito di Licia Colò…
www.animalieanimali.it/ln_window.asp?serie=209&novita=29800
( questo articolo appartiene al portale www.animalieanimali.it )
“UN CANILE, TANTE CONVENZIONI. VI RACCONTO COME LA VEDO IO”
L’esperienza diretta e le considerazioni di una nostra lettrice.
26 settembre 2005 – Cari amici di animalieanimali, mi chiamo Nadia Bassano e sono di Salerno. Premetto che sono una volontaria del canile municipale della mia città, gestito da un’Associazione Animalista, e di conseguenza parlo conoscendo molto bene la realtà dei canili: so perfettamente che non sono hotel di lusso e che ogni giorno può esserci un’emergenza, ma la realtà della struttura di cui sto per parlare è completamente diversa. Tra i canili lager recentemente denunciati e sequestrati in varie zone d’Italia, manca sicuramente uno all’appello, e siamo perciò in tanti a chiederci quanto potere abbia questo “rifugio” che continua, indisturbato, la sua attività da circa venticinque anni: mi riferisco al pluridenunciato canile privato “Ciceralensis – Oasi San Leo”, sito a Cicerale nel Cilento (provincia di Salerno), che ha appalti con le ASL del Salernitano e con circa 100 Comuni, il cui titolare è Mauro Cafasso, sebbene il gestore a tutti gli effetti risulta essere Giovanni Cafasso, pensionato, padre dell’intestatario. Funziona così: arriva un esposto, spesso anonimo, in un Comune del Salernitano con cui i Cafasso sono convenzionati (praticamente tutti, era arrivato ad avere convenzioni persino con alcuni Comuni della Provincia di Napoli!) su qualche cane vagante, generalmente buono e mansueto (basta un fax o una telefonata di qualche intollerante del posto che lo segnala come “pericoloso”): nel giro di pochi giorni sul posto arriva la ditta Cafasso, generalmente nella persona del padre del titolare (accompagnato da un ragazzo dell’Est) che, con metodi violenti e sbrigativi, fa entrare i cani su un angusto furgoncino, privo di adeguata aerazione, che spesso deve percorrere centinaia di km dal posto in cui si trovavano. La ditta Cafasso riceve dalle ASL circa cinquanta euro per ogni cane accalappiato, non importa quale cane: emblematico è il caso di un’husky fulva prelevata al posto di un rottweiler perché quest’ultimo non si era trovato, cosa che posso dichiarare con certezza visto che è successo proprio a me qualche anno fa! Molte convenzioni sono una tantum, ovvero il Comune paga per il prelievo dei randagi ma non fornisce fondi per il mantenimento degli stessi, quindi per la ditta Cafasso la cosa più importante è fare comunque il “pieno”. Altre volte il Comune paga per il mantenimento del cane: proprio pochi giorni fa è partita una denuncia, l’ennesima, per la sparizione di un cane accalappiato circa due mesi a Mercato San Severino, un Comune della Provincia, e dato “in custodia” al canile di Cicerale. Appena la signora che si occupava del cane ha ottenuto il permesso dall’ASL (ci sono volute settimane) per riscattarlo e farlo poi diventare cane di quartiere, è andata con alcuni volontari, ma il cane non c’era più. Lo hanno cercato in tutti i recinti, ma per loro stessa ammissione, non risultava né adottato né deceduto, anzi, dissero addirittura che poteva essere scappato! Due giorni dopo le telefonano dicendo che il cane era morto… E chissà da quanto tempo questo Comune pagava per un cane ormai deceduto. Ma tanto la specialità dei Cafasso è di avere le carte (solo quelle) in regola al momento opportuno: come è già successo altre volte, il veterinario di turno compiacente dirà che il cane era deceduto il giorno prima. Impeccabile all’occhio meno attento, conta una mortalità di cani del 70%. Basta porsi una semplice domanda: perché qualsiasi canile ben tenuto, in poco tempo, diventa saturo, mentre questo continua ad avere sempre spazio? Mauro Cafasso è già stato denunciato per utilizzo del Tanax vietato, potente e letale veleno per eliminare i cani in eccesso, magari quelli che dopo un po’ di tempo non vengono “reclamati”. Una volta trasportati nella struttura, i cani ne escono solo sotto forma di polvere e cenere dai forni crematori (l’inceneritore si trova lì dentro): è un vero e proprio lager, dove il volontariato non esiste, le adozioni neanche, la pratica di microchippare gli animali e aggiornare le schede sanitarie da parte dell’ASL sono solo parole scritte su di un testo di legge. Centinaia di animali sono stipati in recinti più o meno grandi, abbandonati a loro stessi, coperti di parassiti, annientati dalle malattie. L’ingresso in canile è osteggiato dai proprietari e dal personale. Le denunce sono tante, presentate da persone di tutta la Provincia di Salerno che non si conoscono tra loro, eppure vengono regolarmente insabbiate. Sono troppo ben protetti e fanno comodo alle varie amministrazioni comunali che, con poco, risolvono così il problema del randagismo: effettuare sterilizzazioni sul territorio, migliorare le strutture pubbliche, incentivare le adozioni, sarebbe molto più impegnativo! Volevo solo far conoscere a tutti i lettori di animalieanimali questa ennesima vergogna, chiedendo di imprimere nella propria mente anche il nome di questo ennesimo lager, così da poter esultare con me quando, spero il prima possibile, i giornali ci informeranno, finalmente, anche della sua chiusura e dell’arresto dei gestori. Grazie,
Nadia Bassano – nadia906@inwind.it
http://www.inseparabileforum.com/forum/topic_TOPIC_ID_19134_68.htm
E qui lo stesso Mauro Cafasso interviene a sua difesa in CANILE DI CICERALE: BUFALA O REALTA’??
“……..mamma quando scrivete, leggendo mi sono appassionato alla strenua lotta che hanno fatto gli “animalisti” per far migliorare il canile,… [parte cancellata dal moderatore. le minacce neanche per scherzo Mauro!] …se sono loro si devono vergognare perche’ pugnalare alle spalle un amico che ha sempre fatto di tutto per migliorare le cose, voglio essere piu’ chiaro, io nel 96′ non mi occupavo del canile poi a seguito di un’inchiesta promossa da associazioni salernitane il canile e’ stato chiuso fino al 2000, tutti gli animalisti se ne sono fregati, la struttura (dopo che il giudice in 12 giorni fece morire 300 cani) mi fu riaffidata ed e’ stata sostenuta da me in perdita per quattro anni, finito il processo e vinto la causa ho riaperto, da allora, da una situazione disastrosa ho creato con il lavoro un’ottima struttura, oggi non teme confronti, mi rendo conto adesso che quando qualche volta queste persone (pensavo fossero amici) mi hanno proposto un’aiuto era solo per entrare e rubare la “foto del cane morto”, quando abbiamo avuto discussioni su come migliorare il canile ci siamo sempre trovati d’accordo, anzi spesso le loro proposte erano state gia’ avviate, li ho visti poco, ed adesso capisco venivano per imbastire prove (nessuno ha mai lottato con me nei momenti difficili), non pensavo ci si potesse comportare in questo modo (hanno anche loro delle attivita’ e sanno che io non avrei mai fatto un’azione del genere), spero tanto di sbagliarmi ma a questo punto non posso non pensare che venga da loro, poi una cosa sola voglio capire, adesso cosa vogliono?….”
“……. ripeto mi piace il mio lavoro, ed amo i cani… “
“………..tutto e’ criticabile, ho iniziato ad occuparmi del canile dal ’96, quando ho avuto le prime denunce, allora era in uno stato diverso ho subito un’inchiesta e un processo, l’Ho vinto e dal 2000 abbiamo riaperto,da allora il canile si e’ trasformato, reinvesto sempre tutto nella struttura, migliorando i servizi, oggi e’ un gioiellino, ieri il veterinario mi ha parlato di un nuovo tipo di vaccino che si puo’ somministrare gia’ dal primo mese, l’ho subito ordinato e spero che possa contribuire alla drammatica mortalita’ dei cuccioli (costante di tutti i canili) entro tranquillamente nei rifugi e lo fa tutto il personale, se qualcuno e’ realmente interessato a passare un po di tempo con i cani e’ benvenuto, se vieni a fare delle inutili accuse troverai delle persone stressate da attacchi che non portano a niente ”
INTERVENTO DI UN LETTORE
“……..in quel canile “chiunque” non puo’ entrare, non gli è permesso dai proprietari e dalla asl perchè convinti che è tutto a posto.( A CANE:cattura 50 E sterilizzazione 20 E incenerimento 70 E ma chi se ne frega di farli campa’??)
Tanto di cappello all’obbligo imposto ai proprietari di canili privati dalla nuova normativa x la collaborazione con associazioni animaliste che debbono essere presenti all’interno di tali strutture x garantire gli affidamenti e..il benessere animale..OH OH OH scusatemi dimenticavo, a Cicerale è garantita la collaborazione di alcune guardie zoofile dell’ENPA!!!!!!!(diciamola tutta la frittata è abbondante ed appetibile, a buo intenditor poche parole)
Come puo’ venir fuori il marcio di tutta questa storia????se ogni giorno ci viviamo dentro e condivinendo o non continuiamo a vivere.
Ho avuto notizia in questi giorni che i giornalisti, chi ha proposto la petizione popolare che ha raccolto 15mila firme in tutta Italia e l’animalista maldestra che dopo la visita in quel canile ha redatto a cuore aperto la pubblica denuncia affinche’ tutti sapessero dell’esistenza di quella allucinante realta’ (fuori la testa dalla sabbia – TUTTI), be’ sono stati tutti denunciati alla magistratura perche’ hanno offeso l’onore della famiglia che da trenta anni gestisce il canile.
OGGI 26 giugno 2008 a tre anni dall’uscita del girone dell’inferno di Dante Alighieri l’attivita’ va’ a gonfie vele:
In quel canile muoiono 300 cani al mese;
In quel canile entrano dai 20 ai 30 cani al giorno;
In quel canile vivono(sopravvivono) quasi 2.ooo cani;
In quel canile lavorano due o tre dipendenti ,non si è mai capita la verita’ su questo argomento, pero’ dalle cartacce di una gara d’appalto persa dalla onorabile famiglia Cafasso si evince che presso il canile dall’INPS non risultano dipendenti della ditta Cafasso!”!!!!!!!!!!!!Se realmente esiste qualcuno che la mattina entra in quel canile visto i numero dei cani e dei box non avra’ neanche il tempo materiale di poterli guardare in faccia figuriamoci x il resto.
La Legge regionale 16 /2001 (precedentemente la L.36/93) sul randagismo è in vigore da quasi otto anni il sig.mauro Cafasso con il papa’gestisce la stuttura da trent’anni e SOLO alla fine di giugno 2006(dopo la pubblicazione dell’articolo infamante) si è fatto rilasciare le autorizzazioni necessarie ed utili x l’esistenza e gestione dell’attività. Per tutti gli anni precedenti come hanno lavorato?????? CHI li ha lasciati lavorare nell’illegalita’ ?? LE ISTITUZIONI cioè chi deve tutelare gli animali e applicare la Legge (nelle pagine iniziali del forum leggetevi i rapporti delle ispezioni!!!sono una beffa alla dignita’ umana)
I CANI NON PARLANO
L’ASL i NAS le ispezioni dei carabinieri e dei veterinari, le guardie zoofile dell’enpa e tutti quelli che ancora oggi PROTEGGONO questa fabbrica della morte con quale coraggio,coscienza,competenza,umanità,sensibilità hanno condotto le pseudovisite guidate…..certo che ci vuole una bella faccia tosta a tutelare un’attivita’ che nulla ha da invidiare alla malavita organizzata conosciuta nelle nostre zone.
GRAZIE all’intero sistema meridionalista (al nord voi non riuscirete mai a capire quello che e’ la nostra realta’, solo vivere nella nostra terra vi potrebbe realmente far rendere conto di quanto dissacrante sia l’uomo, ad ogni sfera sociale appartenente, nella nostra quotidianità!!) questa telenovela continua il suo corso, nell’anno 2006 a cicerale sono morti 2711 cani quasi tutti x arresto cardiocircolatorio QUESTA E’ LA BUFALA DELL’ASL, vagliela a contestare.
La magistratura di Vallo della Lucania nomina periti veterinari per ispezioni nel canili CARI AMICI del gestore …le relazioni sono aberranti…..il magistrato non perde il suo tempo a leggere carta allegata che analizzata dice tutto il contrario di quanto asserito dall’amico PERITO e tutto si archivia, decorrenza dei termini, non sussite il reato…..I CANI NON PARLANO.
SI I CANI NON PARLANO perche’ con 0,25 grammi di crocchette al giorno a testa (tanto ha periziato l’amico veterinario dalle fatture allegate -ma lui non lo sa’perche’ non ha letto i documenti- “alimentazione abbondante ed adeguata ai cani” BEFFA MALEDETTA) nei box comuni dove vivono 10-20 cani e il cibo è distribuito dal dispenser automatico come.fanno ad urlati la loro disperazione se non hanno neanche la forza di alzarsi in piedi e urlarti che esistono rinchiusi in quell’intercapedine bestiale del mondo senza cibo ed acqua al solo fine di arricchire un imprenditore che ha sbagliato mestiere e degli aguzzini ai quali lo stipendio PUBBLICO non basta vogliono la loro PELLE x vivere in questo sporco SUD.
I CANI NON PARLANO…..hanno scelto noi…..NOI DOBBIAMO PARLARE fino alla FINE di questa sporca storia che racconta di torture su animali…..”
INTERVENTO DI UN LETTORE
“…….Le persone intelligenti, sincere, oneste e cioè gli animalisti che lavorano seriamente a favore degli animali non hanno mai creduto ad una sola parola di quanto dichiarato su questo forum da Cafasso.
Il mio disappunto nel leggere le diverse discussioni riguardava essenzialmente la ritrattazione delle firme da una “serissima” petizione popolare pubblicata da associazioni zoofile di “prima linea” nel campo dell’animalismo in Italia.
Ritrattare una firma da una petizione e credere alla fregnate di Cafasso!!!!MA DOVE VIVETE, risollevate le fette di prosciutto dagli occhi e guardate in faccia alla realtà, in quel lager dall’86 ad oggi sono morti migliaia e migliaia di cani randagi, amine dannate nelle mani di due FONEUS ancora oggi IMPUNITI.
La vergogna assoluta è che quel posto continua ad esistere, che i NAS operano un sequestro amministrativo invece di chiudere definitivamente quella fabbrica della morte sbattendo in galera i proprietari x genocidio di animali d’affezione.
L’asl sa2 connivente e responsabile a pari livello dei proprietari, chi in questi decenni si è macchiato di reati penali deve finire la propria carriera in prigione e non continuare a rubare soldi pubblici percependo un salario nell’indifferenza istituzionale non facendo un tubo di tutto cio’ che gli compete.
Ministero della Salute, all’On F.Martini và il mio grato e sentito ringraziamento per aver attivato quest’opera di trasparenza, conoscenza ed intervento da parte delle Autorita’ di Governo, l’Italia ha bisogno di persone di questo stampo per zittire e neutralizzare gli aguzzini che vivono sulla pelle degli animali.
Grazie ai giornalisti coraggiosi come la Sig.ra Piazzo che dalla Padania continuano imperterriti a scavare nella spazzatura (umana) del Sud tirando fuori scheletri che per troppi anni la politica ed il malaffare hanno celato.
Le immagini di Striscia non hanno bisogno di commenti, ci sono 1000 cani che oggi stanno morendo di fame sete incuria sporcizia malattie.
Questo link che ho appena inserito commenta il dossier su Cicerale che si trova qui: http://www.chiliamacisegua.org/litalia-degli-orrori/ (data 06.12.08). Cliccate sulla freccia rossa centrale e scaricatelo… nel caso improbabile non sappiate ancora nulla di questo canile, vi chiarirà sicuramente le idee.
Ci tengo a sottolineare un concetto che personalmente trovo fondamentale: le immagini sono solo una parte del materiale da cui si possono trarre delle conclusioni, perché possono essere anche manomesse dall’uomo. I Cafasso (o gli animalisti) possono far vedere quello che ritengono più adatto alla situazione (vedi foto che Cafasso junior ha postato due anni fa su questo forum… Ciceralensis sembrava un piccolo eden), ma SONO I DATI A PARLARE. I conti che non tornano, i cani entrati e quelli morti, e tutte le bestiole decedute magari già dal secondo giorno e per cui i Comuni continuano a pagare, i presunti tre dipendenti per duemila cani, il cibo che facendo due conti non può essere sufficiente per tutti… Ed I SINDACI SONO I PRINCIPALI COLPEVOLI di certe situazioni: qui al Sud, e lo dico con infinita tristezza (abito nella stessa provincia dei Cafasso), la camorra la fa da padrona. Cafasso esiste perché fa comodo a tutte le amministrazioni comunali che con lui sono appaltate. Risolve un problema a basso costo: a chi interessa lavorare sul territorio, sterilizzare i randagi a tappeto, effettuare reali censimenti sui cani presenti in un dato Comune, lavorare per l’applicazione effettiva dei microchip?!? Se solo i Sindaci facessero fare controlli periodici, se applicassero la Legge Nazionale e soprattutto la Regionale (quella del 2001, in Campania)… è davvero sconfortante, credetemi.
Ultima cosa, per chi se lo fosse perso, il servizio di Striscia la Notizia di ieri sera (data 11.12.08):
http://www.chiliamacisegua.org/2008/12/11/lei-non-sa-chi-sono-io-si-il-mostro-di-cicerale/ “
INTERVENTO DI UN LETTORE
“……TENIAMO ALTA L’ATTENZIONE… SEMPRE.
Notizia del giorno.
Servizio sul canile di Cicerale a Striscia la notizia del 5 marzo 2009:
http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoll.shtml?2009%2F03%2FC_35_video_8895_GroupVideo_filevideo.wmv “
INTERVENTO DI UN LETTORE
“ La Padania – 19 aprile 2009
Martini: Cicerale VERGOGNA d’Italia
Mentre il sottosegretario ribadisce che la struttura va chiusa, la Campania manda le ispezioni nei canili delle Associazioni che contestano, col Ministero, la gestione del canile di Cafasso. Inviate le gazzelle dei Carabinieri nelle strutture della Lega Nazionale per la Difesa del Cane e di altre realtà solidali il giorno in cui il Ministero mandò gli ispettori nel canile lager.
Controblitz dei NAS di Salerno nei canili SANI del volontariato
di Stefania Piazzo
(…) Mentre il Ministero ordina di chiudere, svuotare Cicerale, mentre lo Stato prende posizione, per la prima volta nella storia dei canili lager, ecco che un altro pezzo di Stato, in provincia di Salerno, per “atto dovuto”, mandato da “qualcuno”, previa denuncia immediatamente da ottemperare di corsa e al passo, spedisce i NAS ad ispezionare le Associazioni di volontariato che, dopo aver denunciato Cafasso per decenni, ora si stanno prodigando per l’uscita di quel che resta dei cani moribondi infoibati lassù sul monte della morte. Gli accusatori diventano accusati. E alle porte dei loro canili bussano i gendarmi. (…) Se un personaggio locale “ferito” denuncia, partono le gazzelle dei Carabinieri. Ben vengano i Carabinieri a controllare che tutto sia in regola. Per tutti! Da tutti. Ma che non si trattasse di un’ispezione di routine, lo si è capito subito dalla natura del blitz. Ecco i destinatari delle visite dei NAS, tutte nello stesso giorno, il 17 aprile 2009: la Lega Nazionale per la Difesa del Cane (diretto interessato il vicepresidente nazionale Pino Gatti) – canile di Ceppaloni; l’Associazione AIPA di Atripalda – canile comunale di Atripalda; l’Associazione Zoofila Salernitana – canile comunale di Salerno; l’Associazione U.N.A. di Pontecagnano – canile “C. Longo”; ancora la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, canile ubicato ad Eboli su proprietà del Comune di Salerno. PROPRIO LE STRUTTURE GESTITE DALLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE CHE, DOPO AVER DENUNCIATO I CAFASSO PER VENT’ANNI, NEGLI ULTIMI MESI, DAL GIORNO DEL SEQUESTRO, CONTINUANO AD ESSERE QUOTIDIANAMENTE IN PRIMA LINEA PER LA CHIUSURA DEFINITIVA DI QUESTO LAGER! La dott.ssa Stefania Siano, consulente dell’Assessorato Provinciale per la Tutela Animale, è coinvolta in prima persona nel sequestro amministrativo del canile del Comune di Salerno e commenta laconicamente così: «Ce lo aspettavamo. E’ triste pensare che sia però una replica che passa attraverso le Istituzioni. Una vicenda che, per sua natura, acquisisce contorni diversi rispetto ad una normale ispezione». Una frase che dice tutto. E che si aggiunge ad un episodio consumatosi proprio nei giorni scorsi mentre lei stessa, con il vicepresidente della Lega per la Difesa del Cane, alla presenza della dott.ssa Milani dell’ASL SA3, stava ritirando undici cani come previsto dai piani di svuotamento del sottosegretario Martini. «Siamo stati vittime delle ennesime resistenze di Giovanni Cafasso (il padre del titolare, ndr). La veterinaria dell’ASL è stata aggredita verbalmente e fisicamente poiché ci veniva impedito di far uscire i poveri animali. Mi sono recata alla stazione dei Carabinieri di Ogliastro Cilento per raccontare i fatti. Ma quel che più mi ha spiazzata è stata la reazione impassibile della Polizia Provinciale che, presente con noi al canile, non ha mosso un dito. Nemmeno quando hanno visto un operaio trasferire le deiezioni dei cani in un luogo non pertinente sotto il profilo igienico. Poi – racconta – i Carabinieri hanno chiamato telefonicamente Mauro Cafasso e solo allora questi ha dato disposizione perché i cani ci venissero consegnati. Gli altri cani ancora dentro sono gravemente malati e nessuno presta loro cure». (…) Tanto, lì, è sempre “tuttapposto”. Diversamente, non si spiegherebbe il perdurare della vita e della morte nel canile in cima alla montagna, lontano dagli uomini, nel più desolato cucuzzolo anti-adozioni d’Italia, dove impera, anziché un Cristo in croce sulla cima, il campanile dell’inceneritore, il bancomat dell’affare.”
INTERVENTO DI UN LETTORE
“…..Sono una volontaria del SUD, di una cittadina non lontana dal Cilento. E sono GRATA a “La Padania” che, a differenza dei nostri giornali, ipocriti e lecchini, insieme a TUTTE le istituzioni colluse con questi personaggi, non hanno il coraggio di esporsi. L’On. Martini è stata la prima ad essersi messa in gioco, e noi animalisti di Salerno e zone limitrofe, le siamo tutti ESTREMAMENTE RICONOSCENTI. Detto questo, il canile di Atripalda è un canile municipale. Come gli altri controllati il 17 aprile 2009. NON PRIVATI COME IL CANILE DI CICERALE. No, municipali. Significa che il Comune, quasi sempre con diversi mesi di ritardo, elargisce un bonus mensile che non basta MAI. Perché le ASL non funzionano e le Associazioni che lo gestiscono devono spendere soldi dai veterinari privati, magari andando avanti ed indietro perché il professionista al canile non ha nemmeno un tavolo per visitarlo (spesso si va dai privati anche per le semplici sterilizzazioni, a volte le ASL non fanno nemmeno questo), significa che le medicine vengono acquistate dai volontari, significa che il fornitore di crocchette fa storie perché da cinque mesi non viene pagato. Perché IL COMUNE E’ INADEMPIENTE. E significa che ti ritrovi un giorno sì ed uno no, in questo SPLENDIDO SUD, gente che vuole mollarti cucciolate… sennò “le va a sperdere”. E tu volontario, che fai? E quando ti trovi cani legati fuori al cancello, che fai? Non li lasci al loro destino in questo civilissimo SUD, li fai entrare perché la tua coscienza ti impedisce di abbandonarli una seconda volta. Il Comune di tutto questo se ne sbatte altamente, consentitemi la licenza poetica: ma quando sono caxxi amari, quando i lavori per la MANUTENZIONE non vengono effettuati e tempo dopo arriva un controllo, è l’Associazione ad essere messa sotto accusa! Quaranta cani in più, ma vi rendete conto dell’assurdità? Potrebbe capitare a qualsiasi canile gestito da volontari, perché i cani purtroppo non mancano mai: non è un canile privato, in cui più cani entrano e più i volontari ci guadagnano… NO, E’ UN CANILE MUNICIPALE!!! Se ci sono più animali della capienza massima consentita, è perché “non c’era alternativa”: i cani nei canili BEN GESTITI vivono, non ci sono inceneritori che li bruciano vivi!!! SE I CANI SONO PIU’ DEL DOVUTO, I VOLONTARI NON CI GUADAGNANO, CI PERDONO SOLO, in tempo, salute e denaro!!! Ma vi rendete conto dell’assurdità di questo sequestro?!? E’ un canile MU-NI-CI-PA-LE: è l’ASL, E’ IL COMUNE, SONO LORO A DOVER ESSERE SOTTO ACCUSA, NON L’ASSOCIAZIONE! Compito dell’Associazione è garantire il benessere dei cani, cosa CHE E’ RISULTATA DAI CONTROLLI, con i pochi mezzi a disposizione dei volontari. Ma così funziona in questo nostro SUD, dove “qualcuno” ha davvero le mani ovunque… ma mi spiace: in nessuno dei posti dove hai mandato i NAS di Salerno con cui sei fortemente ammanigliato, caro Mauro (chi l’ha fatto il sequestro nella tua struttura? non i NAS di Salerno, troppo coinvolti… erano invece di Roma e Napoli, se ben ricordo), si è trovata la situazione che c’è da vent’anni nel tuo, dal punto di vista ambientale e di benessere animale! Per quanto riguarda lo sversamento dei rifiuti, sei INDAGATO per danni ambientali, e quanto al “benessere animale”… DA TE I CANI ENTRANO, MUOIONO E RISULTANO PER UN TEMPO NECESSARIO ANCORA VIVI, ma nei canili SANI, guarda un po’ che novità per te, i cani vivono!!! Tu hai avuto sempre posto, per decenni, gli altri canili sono diventati saturi in breve tempo: vogliamo chiederci, TUTTI, perché? Ma non illuderti: non hai vinto, stavolta non vincerai più, lo giuro per tutte le anime moribonde che ancora sono, purtroppo, nel tuo lager…”
CANILE DI CICERALE: BUFALA O REALTA’??
Realtà, orrida realtà perpetrata per troppo tempo
REFERENTI PER INFORMAZIONI SUI CANI RECLUSI DI CICERALE SEQUESTRATO
Stefania Siano (Associazione Zoofila Salernitana), stefysiano68@libero.it
Antonella Centanni (Lega del Cane di Salerno) info@legadelcanesalerno.it
Geltrude Fucci (Lega del Cane di San Giorgio del Sannio – BN) geltrude.fucci@alice.it
LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...
I cagnolini salvati da Chiliamacisegua in cerca di adozione
5 giugno 2009 -
I cagnolini salvati da Chiliamacisegua e pronti per una sicura adozione anche a distanza
Per info: adozioni@chiliamacisegua.org
Monica Crippa cell 3388548461
LEGGI TUTTO...
MANDURIA:SINDACO SENZA PUDORE
5 giugno 2009 -
COMUNICATO STAMPA
Canile Lager di Manduria: 98 decessi in 10 mesi !
1383 CITTADINI CHIEDONO AL SINDACO DI MANDURIA DI PROVVEDERE URGENTEMENTE
Francesco Saverio Massaro, Sindaco di Manduria, dichiara senza pudore che il “suo” canile è solamente sovraffollato, i cani stanno addirittura bene (come potete vedere dalle fotografie allegate), ed inoltre che “le morti sono fisiologiche in un canile”.
Ma in seguito il Sindaco ammette:”Il Comune è parte lesa in questa situazione perchè abbiamo affidato la gestione fidandoci dell’impresa, ma sono poi altri enti che devono verificare se le cose vengono fatte al meglio”.
Freccia 45, Chiliamacisegua ed Amicicani chiedono i nominativi degli enti che avrebbero dovuto verificare, nonché i nominativi dei responsabili preposti.
1383 CITTADINI, che hanno sottoscritto la petizione on line (copia dei tabulati qui allegati), CHIEDONO AL SINDACO DI MANDURIA DI PROVVEDERE URGENTEMENTE estromettendo l’attuale gestione dal canile comunale.
Notizie positive in merito al randagismo giungono tuttavia dal consigliere dei Verdi Gregorio Perrucci che ha recentemente dichiarato: “Finalmente si procederà ad una sterilizzazione di massa dei cani randagi, stanziando degli appositi fondi in Bilancio”.
“Uno scandalo che la maggioranza si sia astenuta in merito a decisioni così importanti” – commentano le Associazioni protezionistiche.
Le Associazioni FRECCIA 45, CHILIAMACISEGUA ed AMICICICANI, chiedono all’Onorevole NICHI VENDOLA, già messo al corrente sulla scandalosa vicenda, ed alla Regione Puglia di intervenire.
Domandano infine al Sindaco ed a tutta la Giunta Comunale di voler recapitare copia del piano per facilitare le adozioni e successivi controlli post- affido.
FRECCIA 45, www.freccia45.org
CHILIAMACISEGUA, www.chiliamacisegua.org www.chiliamacisegua.info
AMICICICANI, www.amicicani.com
FATTI … NON RITOCCHI !!!
LA PUGLIA NON PERDE IL PELO SULLO STOMACO E NEPPURE IL VIZIO: MANDURIA E MORTE
Il Canile Sanitario e Rifugio di Manduria (Taranto) sequestrato a febbraio 2009 è stato dato in custodia giudiziale al gestore che ha già fatto ben 274 vittime. Le vittime naturalmente sono i cani, i poveri ed indifesi cani.
Il Tg2 e La7 nel settembre scorso con un blitz, riuscirono a mostrare al pubblico l’agonia di povere bestie malate e denutrite, con ferite invase da mosche e parassiti, senza che qualche volontario, a cui è negato l’accesso possa alleviare le loro sofferenze.
La struttura, di proprietà del Comune, risulta essere un ex mattatoio, struttura certo non adeguata ad ospitare cani, detenuti in ambiente angusto e che difatti, anche nell’anno 2004, è stata sottoposta a sequestro amministrativo per motivi sanitari, causa del sovraffollamento e della carenza di condizioni igienico-sanitarie consone. La pavimentazione è quasi assente o coperta di escrementi e liquami prodotti dalle povere creature detenute, le reti metalliche sono a maglia larga che permettono il contatto tra cani dimorati in box comunicanti e che pertanto permettono loro di aggredirsi, sulla sporcizia meglio non dilungarsi.
Le Associazioni Chiliamacisegua, Freccia 45, Amicicani, Dobermann’s Angels, si chiedono, tralasciando di appellarsi all’umanità, evidentemente parola priva di alcun significato oltre che quasi sconosciuta da queste parti, con quale senso e dignità, il Primo cittadino abbia ritenuto di adibire simile luogo fatiscente, a canile comunale.
Inoltre chiedono come l’Amministrazione Comunale, l’ASL e la gestione del canile, non conducano alcuna campagna di adozione.
Dati alla mano si conosce che nei mesi da marzo 2008 a dicembre 2008 siano stati dati in affido unicamente 14 cani (poco più di 1 cane al mese).
Appare a dir poco singolare ed al limite dell’inverosimile, il tasso di mortalità all’interno del medesimo canile: 98 cani deceduti in soli 10 mesi (con una presenta costante di circa 250-260 cani … in soli 10 mesi, poco meno di 100 sono deceduti), come risultante dai documenti protocollati presso il Comune di Manduria dallo stesso gestore del canile.
Le Associazioni esigono spiegazioni in merito ad ogni singolo decesso avvenuto nel canile di Manduria.
Le fotografie di tempi recentissimi, mostrano la situazioni disperata in cui languono i cani, nonché le vergognose condizioni della struttura: cani morenti, con ferite visibilmente non curate, con larve di mosche agli occhi, che vivono nei loro stessi escrementi e nella più totale inedia.
CHILIAMACISEGUA, www.chiliamacisegua.org
FRECCIA 45, www.freccia45.org
AMICICICANI, www.amicicani.com
DOBERMANN’S ANGELS, www.dobermannsangels.it
Rassegna stampa:
La Puglia: maglia nera nella lotta al fenomeno randagismo: CANI RANDAGI, IN PUGLIA RECORD DI ANIMALI LIBERI
In Puglia ci sono circa 120 canili più o meno censiti, distribuiti equamente nelle varie province, a parte quella di Lecce che ne ha meno, con una media di 330 cani a testa.
I cani randagi ancora liberi e circolanti sono oltre 150.000, che producono circa 50.000 cuccioli ogni anno, di cui mediamente 35.000 muoiono prematuramente, i restanti 15.000 vanno ad incrementare quelli liberi e randagi o sostituiscono i vecchi che muoiono.
In Puglia si spendono ogni anno oltre 35 milioni solo per alimentare circa 40.000 cani tenuti, più o meno bene, nei vari canili sparsi in tutto il territorio.
In Italia, invece, si spendono circa 500 milioni; guardando la spesa della sola Puglia e facendo le debite proporzioni si noterà che la situazione è davvero preoccupante, le cifre sono calcolate per difetto. Naturalmente a spendere questi soldi sono soprattutto i Comuni con oltre il 90%, il resto lo spendono i cittadini attraverso donazioni o provvedendo direttamente loro al mantenimento dei cani o gatti accuditi. A queste cifre vanno aggiunte quelle dei canili considerati privati il cui numero dei cani detenuti varia da 5 a 50 per almeno altre 200 unità.
http://www.manduriaoggi.it/notizia.asp?idnews=778
Gestione del canile: interviene anche il consigliere Lariccia
02/02/2009
Anche il consigliere dell’Udc Lariccia interviene sulla cancellazione di Euro 2000 dall’albo delle associazioni
Ci è giunto questo comunicato del dott. Mimmo Lariccia, consigliere comunale dell’Udc, sulla novità che riguarda l’associazione che ha in gestione il canile comunale. Vi proponiamo integralmente il comunicato.
«La legge regionale n° 12 del 13 aprile 1995, prevede all’art. 13 l’Istituzione dell’Albo regionale delle Associazioni per la protezione degli animali operanti nella Regione Puglia cui possono essere iscritte istituzioni a base associativa che siano in possesso dei requisiti stabili dal comma secondo dell’articolo citato.
L’iscrizione viene disposta dai competenti organi regionali con il parere della Commissione Regionale prevista dall’art. 12 della suddetta L.R. 12/1995.
IL Settore Assistenza Territoriale e Prevenzione, Ufficio 2, (Regione Puglia) ha ritenuto, nell’esercizio dei propri doveri e poteri di sorveglianza e controllo, al fine di aggiornare l’Albo Regionale delle Associazioni, di effettuare una verifica del mantenimento dei requisiti di legge da parte delle Associazioni iscritte e di quelle che ai sensi dell’art. 13, 4° comma, che pur avendo richiesto nuova iscrizione, non avevano visto soddisfatta la propria istanza, procedendo alla richiesta di aggiornamento della documentazione.
Pertanto, la competente Commissione regionale per il Randagismo nella seduta del 08/10/08 dopo aver verificato la documentazione prodotta dalle Associazioni e inviato il relativo verbale all’ufficio competente in data 29/10/08, ha espresso i pareri necessari per l’iscrizione ed il mantenimento dei requisiti da parte, sia dei nuovi organismi associativi che, di quelle associazioni già iscritte.
Dal verbale della suddetta seduta, si prende atto, che: « la Commissione per il randagismo nella stessa seduta, avendo acquisito informazioni in merito al sequestro penale del canile di Manduria (TA) e che detta struttura risulta gestita dall’associazione Euro 2000 – Via Senio s.n. Manduria (TA), ha ritenuto di dover riesaminare il fascicolo della citata Associazione. Dalla suddetta valutazione ed in particolare dalla disamina dello Statuto e dell’Atto costitutivo, è emersa una grave carenza in merito alle finalità che la stessa Associazione si prefigge, e che non corrispondono a quelle previste dall’art. 13 della L.R. 12/95. Pertanto, alla luce di tali circostanze, la Commissione all’unanimità chiede l’immediata cancellazione dall’Albo regionale della suddetta Associazione Euro 2000 di Manduria»..
Così, la Giunta Regionale con Deliberazione del 26 novembre 2008, n. 2280, avente per oggetto “ Legge regionale 3 aprile 1995, n. 12 art. 13 – Integrazione DGR n. 154 del 02/03/2004 e successive modifiche. Approvazione Albo regionale delle Associazioni per la protezione animali”, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia nr. 15 in data 26 gennaio 2009, ha deliberato la cancellazione dall’Albo Regionale dell’associazione Euro 2000 di Manduria.
Alla luce di quanto deliberato e di quanto gravemente affermato da parte dei competenti Organi regionali, mi chiedo, se l’Amministrazione Massaro sia a conoscenza di tutto ciò, (credo di sì, considerato che il Bollettino regionale viene inviato a tutti gli Enti locali, i quali hanno l’obbligo attraverso i propri funzionari di prenderne visione), e quali iniziative giuridico – amministrative ha urgentemente intrapreso al fine di tutelare ed eventualmente regolarizzare la gestione del Canile comunale e quindi degli stessi ospiti, oltre che, mettere in autotutela l’Ente da eventuali contenziosi. Dell’argomento, comunque, sarà mia cura portare la discussione nell’aula consiliare».
Per completezza di informazione, aggiungiamo che il Comune, già venerdì scorso, ha fatto partire la lettera di revoca ad Euro 2000, così come pubblicato dall’edizioni di ieri de La Gazzetta del Mezzogiorno.
http://www.manduriaoggi.it/notizia.asp?idnews=993
MANDURIA – Durante (IdV) chiede chiarezza sul canile
25/02/2009
«Se non ci sono state opposizioni, si cambi gestione al canile rifugio»
«Il termine, di 15 giorni, entro il quale vi era la possibilità di presentare un ricorso o una opposizione al procedimento di revoca dell’aggiudicazione del servizio di custodia ed ospitalità dei cani randagi presso il canile rifugio comunale è scaduto martedì. Se l’associazione Euro 2000 non dovesse aver presentato alcuna richiesta di sospensiva del provvedimento, occorre che lasci immediatamente il canile».
Il consigliere comunale dell’Italia dei Valori, Arcangelo Durante, ritorna sulla vicenda della cancellazione di Euro 2000 dall’albo regionale delle associazioni per la protezione degli animali, stabilita dalla regione e ufficializzata tramite la pubblicazione sul bollettino regionale numero 15 del 26 gennaio scorso.
«Il Comune di Manduria ha preso atto della avvenuta cancellazione, con determina numero 2801 del 30 gennaio del 2009» ricorda Durante. «Ha quindi avviato il procedimento di revoca dell’aggiudicazione del servizio di gestione del canile rifugio di Manduria. Revoca che è stata notificata il 9 febbraio scorso. Da allora è partito il termine di 15 giorni concesso all’associazione per presentare eventuali ricorsi. Termine che è scaduto. Se, quindi, il Comune non ha ricevuto nulla, dovrà adottare i provvedimenti consequenziali: l’estromissione dell’associazione dalla struttura comunale. In tal caso la gestione del canile sia affidata urgentemente ad un’altra associazione con i requisiti previsti dalla legge che regolamenta una materia così delicata come quella del volontariato, termine oramai spesso usato impropriamente. L’Italia del Valori, per quanto verificato, oltre ad esprimere il disappunto sulla vicenda, invita l’Amministrazione, in futuro, a valutare la possibilità di ricercare nella legge regionale che regola la materia altre procedure per l’affidamento del canile rifugio comunale, evitando le gare d’appalto. Altrimenti si corre il rischio che cane e canile diventino solo business per qualcuno».
http://www.manduriaoggi.it/notizia.asp?idnews=1057
MANDURIA – La replica dell’associazione Euro 2000 che gestisce il canile
05/03/2009 Carrozzo: «Perché tanto accanimento contro di noi?»
«Tutti coloro che ora si scandalizzano per la condizione strutturale del canile, dove erano quando la stessa struttura aveva un’altra gestione?».
Franco Carrozzo, presidente dell’associazione Euro 2000, “stanco di essere bersaglio di qualche forza politica che non vuole il rispetto delle leggi”, ribatte a tutte le critiche che gli sono piovute addosso nelle ultime settimane.
«Uno dei motivi principali che ha fatto agitare gli animi di alcuni politici è stata la presentazione di un progetto per la realizzazione di un rifugio per cani previsto dalle attuali leggi» scrive Franco Carrozzo in una nota. «Mi chiedo, allora, perché queste forze politiche manduriane erano e sono contrarie al progetto. Il secondo motivo alla base delle critiche è legato al bando di gara per il servizio di custodia e assistenza dei cani presenti nel canile comunale. In questo modo, il Comune di Manduria, applicando la legge attraverso l’espletamento di una regolare gara d’appalto e dando la possibilità a tutti di partecipare senza alcun tipo di privilegi o di corsie preferenziali, ha messo fine, dopo sette anni, all’affidamento illegittimo del canile comunale e a un meccanismo perverso simile a quello che l’inchiesta sugli appalti del Comune di Taranto ha portato alla luce. Anche in questo caso alcune forze politiche erano contrarie al rispetto della legge».
Espletata la gara, viene premiata l’offerta di Euro 2000.
«A questo punto si è scatenato l’inferno: il vecchio gestore si infuria, tanto da arrivare a presentare un ricorso al Tar di Lecce, che viene bocciato» ricorda ancora Franco Carrozzo. «A questo punto ho una serie di domande da porre a questi partiti che hanno sempre osteggiato la nostra associazione. Negli anni precedenti, quando ovvero il canile aveva un gestore diverso, dove erano? E se c’erano, pur sapendo tante cose, perché stavano zitti? Perché, altresì, nessuno ha mai fatto sapere che i vecchi gestori sono stati più volte diffidati dal Comune a non realizzare recinti e box? Cosa che coloro che gestivano il canile hanno invece realizzato e per questo motivo nel 2004 il canile è stato posto sotto sequestro. Per quale motivo, inoltre, nessuno si è mosso e ha assunto i provvedimenti previsti per legge quanto, a causa del sovraffollamento, il canile è stato posto sotto sequestro? Perché nessuno fa notare che il canile è stato lasciato in condizioni pessime dai vecchi gestori? Perché nessuno evidenzia che i vecchi gestori incassavano 1,05 euro a cane per giorno, mentre l’attuale gestione riceve solo 0,80 centesimi? Spero che qualcuno mi dia delle risposte».
Rai Tg2
http://www.youtube.com/watch?v=7HjXrc19OpE
08/09/2008 – Canile in provincia di Taranto, tasso di mortalità aumentato vertiginosamente
La7 Tg
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=16483&cat=cronaca
08/09/2008 – SCOPERTO UN CANILE-LAGER IN PUGLIA
A Manduria, in provincia di Taranto, più di duecento cani prigionieri di una struttura sovraffollata e non in regola
Servizio di Emilio Nessi
http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/cani-maltrattati-nel-canile-sanitario-comunale-di-manduria.html
Cani maltrattati nel canile sanitario comunale di Manduria
E’ l’ennesima storia triste sui maltrattamenti degli animali che non vorremo mai sentire ma che va raccontato perché si verifica ogni giorno e ce ne dimentichiamo troppo presto. Questa volta non è la storia del padrone che abbandona il quattro zampe ma è la storia di un centro che ha torturato degli esseri innocenti con i soldi di tutti cittadini. E’ il canile sanitario comunale di Manduria ovvero un canile lager dove i cani venivano imprigionati in luoghi angusti e al limite della decenza. In una costruzione fatiscente venivano ospitati almeno 270 cani gestiti da una cooperativa che ha ricevuto per tre anni la somma di 250.000 euro. I cani venivano confinati in gabbie assieme al loro escrementi e per far posto ai nuovi arrivati si utilizzavano persino in box in terra battuta e le povere bestie non avevano lo spazio necessario per potersi muovere. Il veterinario che si occupa del canile sanitario nei mesi scorsi è stato denunciato e iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Taranto per maltrattamento di animali.
http://www.arca-di-noe.com/forum/showthread.php?t=8592
Il Corriere del Mezzogiorno
SVELATO LO SCANDALO DEL CANILE LAGER DI MANDURIA
Animali maltrattati, la denuncia dell’Anpa. «Torturati da chi intasca i soldi versati dai cittadini». 10 settembre 2008 – «Scoperto un canile lager in Puglia». Così hanno titolato i tiggì nazionali di Rai2 e La7. Quello indicato, era il ricovero comunale per cani randagi di Manduria, più volte al centro di denunce animaliste della provincia. Questa volta, però, il livello di attenzione ha superato i confini locali diventando scandalo in tutta Italia. Il blitz delle due troupe televisive è stato fatto domenica mattina. A guidare i giornalisti che hanno firmato i pezzi mandati in onda ieri sulle reti nazionali, sono stati gli attivisti dell’Associazione nazionale protezione animale (Anpa) e del gruppo locale di «Gaia». Una visita lampo e improvvisa che non è piaciuta ai gestori della struttura «che conducono il canile in quella maniera», fanno sapere gli animalisti, incassando in tre anni 250 mila euro di danaro pubblico che versa il Comune di Manduria. Per fare entrare le telecamere, nonostante fosse orario d’ingresso libero, è dovuta intervenire la polizia. «E’ l’ennesima storia triste sui maltrattamenti degli animali che non vorremo mai sentire ma che va raccontato perché si verifica ogni giorno e ce ne dimentichiamo troppo presto», racconta lo speaker di La7 che aggiunge: «Questa volta non è la storia del padrone che abbandona il quattro zampe ma è la storia di un centro che ha torturato degli esseri innocenti con i soldi di tutti cittadini. E’ il canile sanitario comunale di Manduria ovvero un canile lager dove i cani venivano imprigionati in luoghi angusti e al limite della decenza. in una costruzione fatiscente venivano ospitati almeno 270 cani confinati in gabbie assieme ai loro escrementi e per far posto ai nuovi arrivati si utilizzavano persino in box in terra battuta e le povere bestie non avevano lo spazio necessario per potersi muovere ». Lo stesso giornalista poi rivela un aspetto inquietante: «Il veterinario che si occupa del canile sanitario – dice – nei mesi scorsi è stato denunciato e iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Taranto per maltrattamento di animali». Questo sulle televisioni di tutta Italia. A livello locale, poi, c’è un’altra storia dai contorni ancora più preoccupanti. Secondo il consigliere comunale di Italia dei Valori, Arcangelo Durante e l’esponente di Forza Italia, Pietro Briganti, la cooperativa che gestisce il canile per conto del comune, la Euro 2000, «è diretta da persone strettamente imparentate con alcuni amministratori. Infatti – sostengono i due politici – proprio alla vigilia dell’affidamento dell’appalto due consiglieri di maggioranza che risultavano soci costitutori si dimisero per opportunità».
Il sindaco del Pd, Francesco Massaro, da parte sua, ha sempre elogiato pubblicamente l’operato della cooperativa in questione.
Di Nazareno Dinoi
STORIA PREGRESSA
http://www.inseparabileforum.com/forum/topic_TOPIC_ID_29240.htm
Corriere del Mezzogiorno
Manduria, il canile sfratta 210 randagi – 12 ott 07
Ci sono soltanto 60 posti, la protesta degli animalisti.
Il canile comunale ospita 270 cani al posto di 60? E allora via al piano comunale di epurazione che prevede lo sfratto per duecentodieci randagi nei prossimi tre anni.
«Una proposta scioccante e indecente» per gli animalisti di Gaia, l’associazione che gestisce attualmente la struttura e che questa mattina organizzerà un sit in di protesta davanti agli uffici comunali dove è prevista l’apertura delle buste di gara per l’assegnazione del nuovo servizio di gestione del canile in sovrannumero.
Gli attivisti della onlus contestano i programmi di sfoltimento canino dell’amministrazione messapica che impegna i futuri gestori del rifugio a disfarsi di un numero così elevato di cani senza suggerire alternative. «Una proposta insensata e cinica che ci preoccupa », afferma Luigia Parco, presidente di Gaia, che si dice preoccupata per quello che potrà accadere alla popolazione a quattro zampe senza padrone.
«Secondo un nostro censimento – dice l’animalista – in tutto il territorio manduriano esistono non meno di seicento randagi, molti dei quali cagne in età fertile perciò il numero è destinato a crescere. Invece di preoccuparsi di questo – accusa Parco – i nostri amministratori pensano di risolvere il problema sfrattando altri duecento potenziali randagi ». La pubblica amministrazione, che non ha voluto saperne di modificare il bando, aggiudicherà oggi il canile di sua proprietà con delle condizioni molto precise: il prezzo fissato a base d’asta è di 235.720 euro per i tre anni di durata del contratto, distribuito nella seguente maniera: 107.800 euro il primo anno, 78.642 il secondo e 49.260 euro per la terza annualità. Questo sistema a scalare, quindi, obbligherà il nuovo gestore a ridurre drasticamente il numero di cani ospitati che dovrà passare dagli attuali 278 alle 60 unità. Eventuale sovrannumero – precisa il capitolato di gara, non sarà riconosciuto dall’ente comune ai fini del computo delle rette da corrispondere all’associazione che si aggiudicherà l’appalto. Sono tre, intanto, le società che hanno deciso di partecipare al bando pubblico per la gestione del canile comunale di Manduria. Si tratta dell’ «Associazione amici del cane», di San Marzano di San Giuseppe e delle due manduriane, «Euro 200» e «Gaia».
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=320536
http://mobile.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=16&id=00319338&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_icrdrs-atto_400819&parse=no&mobile=si&index=si&toc=no
Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 093 del 18/11/2008
CAROFIGLIO – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’interno, del lavoro, della salute e delle politiche sociali e degli affari esteri – Premesso che:
la legge n. 281 del 1991 all’articolo 3, comma 2, stabilisce che “le regioni provvedono a determinare, con propria legge, i criteri per il risanamento dei canili comunali e la costruzione dei rifugi per cani. Tali strutture devono garantire buone condizioni di vita per i cani e il rispetto delle norme igienico-sanitarie e sono sottoposte al controllo sanitario dei servizi veterinari delle unità sanitarie locali”. L’articolo di questa legge è da sempre violato, spesso impunemente, in quanto in moltissimi canili, soprattutto del Centro-Sud Italia, le “buone condizioni di vita ed il rispetto delle norme igienico-sanitarie” sono spesso considerate superflue dai gestori;
gli organi d’informazione e le associazioni di animalisti hanno più volte denunciato le pessime condizioni in cui vengono tenuti gli animali nei cosiddetti “canili lager”, gestiti da soggetti privati senza scrupoli o consorzi dalla dubbia identità che vincono gare d’appalto comunali dove spesso sono gli unici concorrenti, imponendo a pubbliche amministrazioni esborsi esosi per il mantenimento dei cani. La maggior parte di queste strutture sono caratterizzate da condizioni igienico sanitarie praticamente nulle, e con i cani allo stremo per la fame;
il presidente della Lega antivivisezione, in una recente trasmissione televisiva, ha dichiarato che in Italia non esistono dati nazionali sul fenomeno dell’abbandono di cani e gatti, ma solo valutazioni di massima fatte dalle varie associazioni in ambito locale, troppo limitate per affrontare il problema in ambito nazionale;
considerato che:
in molte strutture ci sono state perquisizioni e sequestri eseguiti dalle delle Forze dell’ordine su incarico delle relative Procure (gli ultimi due: sequestro del canile di Ripamolisani (Campobasso), caratterizzato da condizioni igienico-sanitarie praticamente nulle; sequestro del canile di Manduria (Taranto);
vi sono poi numerose strutture che pare versino in condizioni disperate; si citano alcuni casi a mero titolo di esemplificazione:
il canile di Porto Empedocle (Agrigento) dove le cure medico-veterinarie, in maniera peraltro insufficiente, sarebbero garantite principalmente dal volontariato;
il canile di Cerignola (Foggia), con oltre 400 cani, nel quale mancherebbe tutto, persino la fossa biologica e che sarebbe caratterizzato da degrado generalizzato e denutrizione degli animali;
in provincia di Catania, un consorzio dai contorni di una multinazionale, pare gestisca sette canili per un totale di oltre 2500 animali; pare che non sia consentito l’accesso al pubblico e che non si sa sappia che cosa accada in quelle strutture ove, fra l’altro, sarebbero in tutti i modi disincentivate le adozioni;
a Cicerale (Salerno), circa 2.000 cani sarebbero stipati in recinti più o meno grandi, ricoperti di parassiti e annientati dalle malattie. Pare sia preclusa ogni forma di volontariato, non esistano orari di apertura al pubblico e siano impedite adozioni,
si chiede di sapere:
se, verificato quanto esposto in premessa, il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri in indirizzano non ritengano di dover intervenire quanto prima, impartendo le opportune disposizioni alle Forze dell’ordine (e in particolare alla Corpo forestale dello Stato e alle articolazioni specializzate dell’Arma dei Carabinieri) e istituendo un osservatorio a livello nazionale con il compito non solo di monitorare il fenomeno dell’abbandono degli animali, ma anche di verificare le motivazioni per le quali i veterinari pubblici – i quali ricoprono per questa attività anche la qualifica di polizia giudiziaria – nel rapportarsi con gestori privati di canili convenzionati con comuni, trovino così tanta difficoltà ad evidenziare ed a denunciare comportamenti contrari ai disposti della legge n. 281 del 1991;
se non si ritenga opportuno promuovere un aggiornamento della Convenzione europea per la protezione degli animali randagi, firmata a Strasburgo il 13 novembre 1987 e mai ratificata dall’Italia.
(4-00819)
STORIA QUI
http://www.chiliamacisegua.org/2009/04/14/la-puglia-non-perde-il-pelo-sullo-stomaco-e-neppure-il-vizio-manduria-e-morte/
LISTA FIRMATARI
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UN COLLARE LO RENDERA’ FELICE
5 giugno 2009 -
E’ un oggetto sconosciuto. Per loro, per i cani di Campobasso.
Non l’hanno mai sentito cingere il loro collo, non hanno mai provato la gioia di poter abbinare al collare il braccio,
la mano del padrone che li porta in passeggiata. Nessuna capriola, nessuno scodinzolio festante.
Chiliamacisegua chiede una mobilitazione generale per raccogliere 200 collari,
200 guinzagli di diverse misure:
piccole, medie, grandi.
Chiliamacisegua vuole insegnare a 200 povere creature ad accettare il collare.
Non come segno di sottomissione ma come primo passo verso un affettuoso rapporto di relazione con l’uomo.
Per riuscire ad ottenere questo risultato, tutti i cani, dovranno indossare il collare, 24 ore su 24. Grazie
Per info e spedizioni : Monica 338/8548461 moky80@alice.it oppure adozioni@chiliamacisegua.org
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