SENSIBILIZZARE L’UOMO CONTRO L’ABBANDONO DISTRUGGERE L’IGNORANZA…
19 giugno 2009 -
SEGNALIAMO UN INTERESSANTE VIDEO CON l’AUGURIO CHE POSSA ESSERE L’ ILLUMINAZIONE DI DAMASCO PER GLI AMMINISTRATORI CHE PENSANO CHE PROVVEDERE AGLI ANIMALI, SIA UN ROBA DA ISTERICHE ZITELLE MALNATE E MALVISSUTE, CON LA PREGHIERA CHE QUEI SINDACI CHE NON SANNO INTERPRETARE NE IL RUOLO POLITICO NE IL PENSIERO INDOTTO DALLA CONOSCENZA, RITROVINO ALMENO LA COSCIENZA CIVICA
I Cani Abbandonati
SENSIBILIZZARE L’UOMO CONTRO L’ABBANDONO DISTRUGGERE L’IGNORANZA…
DANILO MAINARDI SPIEGA A GIANNI RIOTTA IN TV7
http://www.youtube.com/watch?v=ACXZQiCB8Zw
CHILIAMACISEGUA
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Cucciolo di cane divorato dalle larve senza intervento delle autorità a PALERMO
19 giugno 2009 -
AGGIORNAMENTO STATO DI SALUTE CAGNETTO CHIAMATO CRICCHIO 1 luglio 2009
Salve a tutti, ricorderete del piccolo Cricchio, cuccioletto segnalato a Piana degli Albanesi (Pa) con la zampa ormai divorata dalle larve…
Molti di voi si sono interessati e ci sn stati vicini in tanti modi. Chi aggiornandosi e diffondendo l’appello, chi dando un contributo economico, chi offrendo stallo, ecc…
Il cane è stato operato pochi giorni dopo l’invio dell’appello. All’inizio era molto, molto debole…ma la sua voglia di vivere ha avuto la meglio!
Cricchio ha superato l’amputazione dell’arto, e giorno dopo giorno si è andato sempre più abituando al suo nuovo assetto da tripede. Ancora barcolla quando scodinzola all’impazzata…nn si è abituato a scendere e salire le scale, ma col tempo riuscirà a compensare e a trovare il suo equilibrio. Una persona meravigliosa si è offerta come adottante…ed eravamo quasi rassegnate a farlo partire pur dovendo affrontare un viaggio fino a Pescara, senonchè, durante la convalescenza in ambulatorio, una dolcissima coppia si è recata dalla veterinaria con un rondone che quella mattina era entrato dalla finestra della loro casa. Mentre la veterinaria visita il rondone, Cricchio si gode le coccole dei due fino a che il rondone non torna a volare e questi vanno via…
Ma qualche ora dopo, si ripresentano…vedono Luisa (la veterinaria) e non sono servite spiegazioni…
Sembra una favola e invece, è tutto vero!
Cricchio finalmente è felice e, con la sua nuova famiglia, dimenticherà tutta la sofferenza che ha passato.
La nostra angoscia era proprio per il suo futuro, e il destino è stato clemente. Queste esperienze ci danno la forza per continuare a combattere per tutti gli altri casi disperati e irrisolti…
Grazie di cuore a tutti per il vostro sostegno e la vostra solidarietà.
Silvia ASVA – Pa
AGGIORNAMENTO DEL 23/06/2009:
Cari amici,
il piccolino come vedete si sta riprendendo benissimo! Cerca ancora famiglia,quindi sosteniamolo ancora per un pò.Non siamo riusciti a coprire le tante spese,vi chiediamo gentilmente di continuare a divulgare il nostro numero di postepay.Vi ringraziamo per tutto e il piccolo Cricchio pizzicalaluna vi manda una scodinzolata con bacino.Paola e Lucio.
AGGIORNAMENTO DEL 20/06/2009 dalla volontaria Paola Muscarello:
Il cucciolo ormai amputato alla coscia destra (di cui a giorni vi mostrerò le foto) si sta riprendendo molto bene.E’ molto allegro nonstante le sue difficoltà e reagisce con grande coraggio.La prossima settima inizieremo i vaccini, anche perchè sia allo studio che a casa mia stà sempre a contatto con altri cani.
il cane ora è piccolissimo ma diventerà un cane di taglia media.E’ tutto nero con delle lievi sfumature d’ottone, le chiamo io.Ha un indole tenerissima.
CONTATTI:
paola muscarello indirizzo e-mail: ginoandlule@gmail.com
Paola Muscarello cell:3287898777
Lucio Maniscalco cello: 3358086227
lo studio veterinario La cavera,largo principe paternò n.1,dottoressa Luisa Li Vecchi.(091308314 – 3395020212).
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI
info@diegocammarata.it;
segreteria.igiene.sanita@comune.palermo.it ;
servizio.ambiente@comune.palermo.it ;
segnalazioni@vig.comune.palermo.it ;
segreteriagabinetto@regione.sicilia.it ;
direzionegenerale@ausl6palermo.org ;
ispettore.irv@regione.sicilia.it ;
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segreteria.urspa@funzionepubblica.it,
segreteria.urspa@funzionepubblica.it,
segreteria.capogabinetto@tesoro.it;
gabmin.legislativo.finanze@finanze.it;
Inconcepibile in una società che si dichiara civile che accadano simili orrori quotidiani, disattendendo la Legge 281/1991 sulla Tutela del benessere animale.
Il Sindaco sta alla finestra delegando alle volontarie un suo preciso dovere istituzionale.
Per quanto tempo ancora la Sicilia sarà da depennare dalle mete turistiche? Dalla cartina geografica della civilità?
Dove finiscono i soldi dei contribuenti?
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
Ennesima quotidiana richiesta di aiuto: sempre ci si appella alla compassione dei cittadini.
Basta , chi di dovere svolga il suo dovere!
“Cari amici animalisti e non, siamo di fronte a un caso davvero disperato…per questo vi chiedo di inoltrare l’ appello in tutta Italia. Siamo angosciati dalla fine che possa fare questo meraviglioso cucciolo a cui sarà amputata una zampa, se riesce a superare questo momento critico…
Si tratta di un cucciolo di circa 45 gg, segnalato a Piana degli Albanesi, dentro uno scatolo. Gli unici ad intervenire, nonostante le numerse richieste di intervento agli organi competenti (canile, polizia, ecc…), sono stati 2 ragazzi che, da soli, si trovano quotidianamente ad fronteggiare le emergenze che competerebbero alle istituzioni!
Quando si sn accorti che il piccolo aveva una zampa ferita e, praticamente DIVORATA dalle larve, l’hanno portato a Palermo in un ambulatorio privato. Allego le foto del cane quando era stato ripulito e gli erano stati tolti la maggiorparte dei vermi. Tutto ciò accadeva Lun 7 Giugno. Temevamo nn superasse la notte e invece…fino ad oggi è vivo, anche se molto debilitato. Purtroppo però x il piccolo nn è ancora finita. Appena le sue condizioni lo consentiranno, sarà sottoposto all’amputazione della zampina…o meglio, a ciò che resta della sua zampina… Nn sarà l’intervento a scoraggiarci perchè faremo un colletta e sappiamo che possiamo farcela; ma la nostra preoccupazione è per il futuro di quest’angelo che, più degli altri cani, avrà bisogno di una famiglia che gli voglia davvero bene e possa farlo sentire un cane come gli altri nonostante l’handicap che l’accompagnerà x tutta la vita…
Il cucciolo si trova, al momento, ricoverato presso l’ambulatorio La Cavera di Largo P.di Paternò a Palermo. Chi volesse chiedere sue info o darci una mano per le spese affrontate e da affrontare può contattare la dott.ssa Li Vecchi o i ragazzi che l’hanno soccorsa e che continuano a starle vicino quotidianamente. I loro contatti sono : Paola 3287898777 e Lucio 3358086227. Per contattare la dottoressa, potete usare il num dell’ambulatorio.
Servono stalli anche temporanei x la degenza.
Hanno bisogno di noi…facciamo sentire che ci siamo!!!”
Silvia
piccolina79sg@libero.it
Il Sindaco di Palermo Diego Cammarata
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Il faidate per arginare il fenomeno del randagismo in Sicilia
18 giugno 2009 -
| Psicosi da cani ed azioni esagerate
Colli di gallina avvelenati per uccidere
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| L’assessore Cavallo: “La regione ci aiuti a risolvere il problema”
Cani morti nel canile di Pozzo Bollente
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| di Francesca Cabibbo |
| Martedì 26 Maggio 2009 – 23:57 |
| VITTORIA – Undici cani morti nel canile di contrada Pozzo Bollente a Vittoria. Avvelenat, quasi certamente, come era accaduto qualche giorno fa e nei mesi precedenti. A fare la macabra scoperta, ieri mattina, è stato Salvatore Mangione, l’uomo che da alcuni anni gestisce il canile che fino a ieri raccoglieva circa 60 cani. Un canile “fai da te”, dove il comune, un mese fa, ha realizzato una recinzione.
Ma l’ente non può fare di più e la notizia dell’uccisione dei cani addolora l’assessore comunale Filippo Cavallo. “Fatti come questo dimostrano che la cattiveria umana non ha limiti. Pochi giorni fa, nella stessa struttura erano stati avvelenati altri due cani. Ora, quest’altra brutta notizia. Purtroppo, nonostante il costante dialogo con l’Ausl 7 di Ragusa, ed in particolare con il dottor Nunzio Firrincieli, non è ancora stata trovata una soluzione definitiva al problema del randagismo. Il Comune ha speso settemila euro per realizzare la recinzione del ricovero di contrada Pozzo Bollente, ma bisogna affrontare la questione in maniera radicale e definitiva. Avevamo messo a disposizione un terreno, quello dell’azienda agricola Rizza, di proprietà del Comune, per una struttura idonea, ma non abbiamo avuto le autorizzazioni dagli organi competenti, che all’epoca considerarono “canile” o “allevamento” una struttura che, in realtà, non era né l’uno né l’altro. Oggi torniamo a chiedere alla Regione un’autorizzazione in deroga, e il relativo finanziamento, per la realizzazione di un’area recintata all’interno della quale allocare i cani di Mangione”. Problemi difficili da risolvere, una vera e propria corsa ad ostacoli. Cavallo chiede di avere al suo fianco le associazioni animaliste: “Spiace sottolineare lo scarso coinvolgimento delle associazioni animaliste, che si fanno sentire solo quando succede il danno. Se a questo si aggiunge che la gara per l’affidamento del controllo del randagismo, espletata lo scorso 22 maggio, è andata deserta, abbiamo sufficienti elementi per una seria riflessione. Vorrei portare questa problematica, nei suoi molteplici aspetti, all’esame del Prefetto di Ragusa, al quale a breve chiederò un incontro”. Intanto, l’’Oipa (Organizzazione Italaiana Protezione Animali) chiede che venga applicata l’ordinanza del sottosegretario Francesca Martini. La delegata, Valentina Raffa, ricorda che “le carcasse degli animali morti devono essere inviate all’Istituto zooprofilattico perché il medico possa emettere diagnosi di avvelenamento. Il sindaco, informato degli avvelenamenti, deve disporre un’indagine e la bonifica dell’area per eliminare eventuali esche”. Altri episodi, in questi giorni, si segnalano a Santa Croce ed Ispica. L’Oipa chiede anche ai cittadini di “segnalare questi episodi ed i responsabili anche in maniera anonima”. |
Da www.ilgiornalediragusa.it
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Un aiuto per gli animali torturati – Taviano (Lecce)
18 giugno 2009 -
sindaco@comune.taviano.le.it ; redazione@lecceprima.it,
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Chiunque nella zona o limitrofi possa prestare un aiuto per questi esseri torturati, senza voce e senza voto, sarà il benvenuto.
Fonte, immagini e riferimento – Taviano libera
(http://fotografandolavitablog.blogspot.com/2009/05/un-aiuto-per-gli-animali-torturati.html )
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Salvatore D’Argento, classe 1956, sposato con Anna Maria Coppola, è padre di due figli, Antonio e Giulio, rispettivamente di 20 e 13 anni. |
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SICILIA Definiti i Compiti e le responsabilità sul problema “randagismo”
16 giugno 2009 -
http://bagheria.blogolandia.it/2009/06/15/definiti-i-compiti-e-le-responsabilita-sul-problema-randagismo/
http://www.sicilianews24.it/index.php?option=com_content&task=view&id=9334&Itemid=181
SICILIA
Definiti i Compiti e le responsabilità sul problema “randagismo”
Una nuova direttiva per fronteggiare l’emergenza randagismo in Sicilia è stata inviata dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ai manager delle Ausl, ai servizi veterinari e ai sindaci dei Comuni. La direttiva ribadisce compiti e doveri stabiliti dalla legge regionale del luglio del 2000 e dalla normativa nazionale. Sono puntualmente specificati gli obblighi e le competenze dei Comuni, dei servizi veterinari delle Ausl e dei proprietari di cani. Vengono anche evidenziati responsabilità e rimedi sostitutivi previsti dalla normativa vigente in caso di inadempimento. Queste le parole dell’Assessore, “… l’attività di cattura dei cani vaganti compete ai sindaci dei Comuni, la microchippatura degli animali e il loro ricovero in rifugi adeguati compete alle Ausl che hanno anche compiti di sterilizzazione. Il problema, è inutile nasconderlo, è stato fin troppo sottovalutato dalle amministrazioni locali e adesso è esploso in tutta la sua gravità …”
Secondo gli ultimi dati sono oltre 210.000, in Sicilia, i cani identificati con regolare microchip, 20.000 dei quali “regolarizzati” negli ultimi due mesi, dopo l’esplosione del fenomeno. Diecimila circa sono i cani all’interno di rifugi pubblici e privati (numero comunque ancora esiguo) e circa 70.000 sono i cani vaganti.
La direttiva di Russo declina in 13 punti obblighi e competenze dei Comuni che dovranno: provvedere, direttamente o in convenzione con Enti, privati o Associazioni protezionistiche o animaliste iscritte all’Albo regionale, alla cattura dei cani vaganti con modalità che ne salvaguardino l’incolumità; dotare la propria Polizia municipale di dispositivi di lettura ISO compatibili; verificare la identità dei cani catturati o rinvenuti sul territorio a mezzo di lettori; affidare i cani vaganti catturati, dopo identificazione e microchippatura, ai rifugi sanitari pubblici o ai rifugi sanitari convenzionati; stipulare apposite convenzioni con le Associazioni animaliste o protezionistiche ovvero con rifugi per il ricovero privati per l’affidamento e il mantenimento dei cani catturati; attivare, di concerto con le Ausl, gli ambulatori veterinari dove effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione; provvedere al risanamento dei rifugi per il ricovero, ove siano già esistenti, o costruire rifugi sanitari pubblici e provvedere alla loro gestione; preporre un responsabile amministrativo nel caso in cui il rifugio sanitario pubblico sia gestito direttamente dal Comune, o affidare la gestione dei rifugi sanitari pubblici, sotto il controllo sanitario delle Ausl, alle Associazioni protezionistiche o animaliste sulla base di apposita convenzione; provvedere al mantenimento nei rifugi degli animali confiscati o affidarli alle Associazioni protezionistiche o animaliste per il loro recupero comportamentale; individuare e delimitare aree urbane da destinare alla attività motoria dei cani d’affezione; provvedere alla stipula di una assicurazione per gli eventuali danni causati a terzi da cani vaganti sprovvisti di proprietario; provvedere alla attuazione dei piani di controllo delle nascite; irrogare le sanzioni amministrative previste (che resteranno comunque destinate al finanziamento degli interventi di settore) per l’inosservanza e le violazioni degli obblighi previsti dalla normativa vigente.
Altri otto punti della direttiva sono rivolti alle Ausl che hanno, fra l’altro, il compito di garantire un corretto equilibrio del rapporto uomo – animale – ambiente.
I servizi veterinari, in particolare, sono tenuti ad acquistare i microchip, effettuare le operazioni di anagrafe e impianto del microchip, provvedere alla registrazione della scheda anagrafica e apportarvi ogni modifica e aggiornamento necessario; procedere agli interventi di sterilizzazione dei cani presso gli ambulatori veterinari comunali o presso i rifugi sanitari pubblici; predisporre interventi preventivi finalizzati al controllo delle nascite delle popolazioni canine; provvedere alla formazione del personale che partecipa ai programmi di prevenzione del randagismo e alla cattura e al recupero degli animali; collaborare con i Comuni per l’attivazione degli ambulatori veterinari comunali dove effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione; provvedere alla assistenza sanitaria dei cani ospitati nei rifugi sanitari; provvedere alla fornitura farmaceutica, dei vaccini e del materiale necessario al funzionamento degli ambulatori veterinari; coordinare e programmare interventi specifici sul territorio per la prevenzione del randagismo.
I servizi veterinari, inoltre, d’intesa con le competenti autorità sul territorio, dovranno predisporre piani operativi straordinari di contrasto al fenomeno del randagismo.
Ai proprietari o detentori di cani è fatto obbligo di registrare all’anagrafe canina l’animale, nel secondo mese di vita, mediante l’applicazione del microchip; controllare la conduzione dell’animale utilizzando sempre il guinzaglio e portando con sé una museruola. Previste sanzioni anche per i proprietari inadempienti.
Fonte: Regione Sicilia
Via| sicilianews24.it
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ATTENTA MARTINI VENIAMO A PRENDERTI SOTTO CASA
15 giugno 2009 -
commenti qui
sindaco@comune.ragusa.it;
redazione@siciliatoday.net;
redazione@radiortm.it;
RAGUSA
Nello Dipasquale
MODICA
Antonello Buscema,
SCICLI
Giovanni Venticinque
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TANTO PER CAPIRE SCICLI MODICA RAGUSA
14 giugno 2009 -
NOTIZIE
http://www.nuovascicli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6231:scicli-incontro-del-coordinamento-tecnico-sul-randagismo-lda-domani-operazione-spiaggia-sicurar&catid=67:inchieste&Itemid=81
Scicli: incontro del coordinamento tecnico sul randagismo: «da domani operazione spiaggia sicura»
Nella giornata di oggi l’ing. Corallo ha coordinato una riunione tecnico-operativa per mettere in atto, già a partire da domattina, quanto necessario a garantire la fruizione sicura dell’arenile e di tutta l’area del Pisciotto, nonché per avviare servizi mirati alla definitiva bonifica del territorio.
Il Sindaco ha avuto assicurazioni che sarà tenuto costantemente informato dei risultati delle attività di vigilanza e bonifica che vedono coinvolte le forze dell’ordine, della polizia locale, dei volontari della protezione civile e della ripartizione faunistica venatoria».
Al termine della lunga riunione tecnica, abbiamo intervistato il Prefetto, Carlo Fanara, l’on. Orazio Ragusa, il presidente del Centro Incontro Sampieri, Salvatore Assenza, Giusy Liuzzo, presidente della Consulta per Sampieri, e un residente nella borgata sciclitana, il Signor Cottone, che ci dice: «la signora forse ha esagerato nel parlare di aggressione, non è stata ricoverata».
«Mi sto impegnando in prima persona – ci dice il Prefetto Fanara – affinché si torni alla tranquillità e i cittadini possano tranquillamente godersi le vacanze. Domattina io e i sindaci di Modica e Scicli ci incontreremo con l’assessore alla sanità Russo, che sono sicuro darà il suo fattivo appoggio a tutte le iniziative che stiamo intraprendendo. Non c’è un’emergenza, ma una situazione da bonificare».
Redazione Ondaiblea
Intervista al Prefetto Fanara (crlr, mp3, 435 kB)
Intervista all’on. Orazio Ragusa (crlr, mp3, 233 kB)
Intervista a Salvatore Assenza (crlr, mp3, 492 kB)
Intervista a Giusy Liuzzo (crlr, mp3, 123 kB)
Intervista al Signor Cottone, residente a Sampieri (crlr, mp3, 590 kB)
Interviste di Carmelo Riccotti La Rocca, Foto Biancavela Press (ph crlr)
http://www.nuovascicli.it/index.php?option=com_content&view=article&catid=77:economia-e-diritto&id=4650:codice-etico-dellausl-7-ragusa&Itemid=96
Codice etico dell’Ausl 7 Ragusa
Presentati oggi, presso la sede della Direzione Generale, in Piazza Igea, a Ragusa, il Codice Etico dell’Ausl 7 e il Codice Etico delle imprese fornitrici di beni e servizi dell’Azienda.
Il Codice Etico dell’Azienda, recentemente approvato, impegna la stessa allo sviluppo di comportamenti positivi di chiunque la rappresenti, a qualsiasi livello e in qualsiasi sede istituzionale, al quale si aggiunge il Codice Etico del Personale, approvato nel 2003.
I principi ricordati nel documento hanno punti qualificanti nel rispetto della legalità e trasparenza dell’azione amministrativa; nella centralità del cittadino, al quale vanno garantiti fiducia, rispetto e imparzialità; nella valorizzazione dei dipendenti garantendone la dignità del lavoro, la sicurezza, l’aggiornamento, l’imparzialità nella valutazione e selezione, le pari opportunità; nel rispetto delle norme di tutela dell’ambiente.
In particolare, le azioni dell’azienda e i comportamenti di coloro che operano al suo interno sono ispirati ai principi di:
spirito di servizio: essere consapevoli per soddisfare i bisogni della collettività e valorizzare la centralità del cittadino;
appropriatezza delle prestazioni erogate;
sostenibilità delle iniziative intraprese;
trasparenza delle attività;
imparzialità nell’accesso e nella erogazione delle prestazioni;
legalità quale fondamento di tutta l’attività;
partecipazione degli utenti sia come cittadini che nelle forme associative;
rispetto e fiducia verso gli utenti;
autonomia delle scelte aziendali nel rispetto delle norme e delle direttive nazionali e regionali;
miglioramento continuo della qualità dei servizi erogati;
sviluppo delle capacità del personale;
selezione oggettiva e valorizzazione del personale;
sicurezza negli ambienti di lavoro;
pari opportunità per uomini e donne sul luogo di lavoro.
Altra parte del Codice contiene principi di comportamento dei dirigenti aziendali, primo fra tutti il rispetto della legalità e dell’interesse collettivo. Altre norme regolano i rapporti con le Istituzioni, le Comunità locali, le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni dei Cittadini. I dirigenti sono tenuti al segreto d’ufficio ed è loro vietato sfruttare a loro vantaggio informazioni rese accessibili dalla loro funzione e ogni situazione che prefiguri un conflitto d’interessi.
Nell’articolo 7 del Codice, l’Azienda dichiara di adeguarsi alla Direttiva del 8/5/2002 del Dipartimento della Funzione Pubblica del Ministero degli Interni in materia di semplificazione del linguaggio amministrativo, quindi comunicando in modo semplice e comprensibile, mostrando cortesia e disponibilità all’ascolto, misurando il grado di soddisfazione degli utenti. Altri articoli riguardano la trasparenza degli atti amministrativi e i mezzi adottati, il rispetto delle norme in materia di privacy, il corretto utilizzo dei beni aziendali, il corretto impiego delle risorse umane dell’azienda.
Altro documento presentato è il Codice Etico delle imprese per forniture di beni, servizi e lavori dell’Azienda, che è parte integrante del Codice Etico aziendale; in esso le imprese s’impegnano alla correttezza, al rispetto delle norme per la tutela della concorrenza e del mercato, al rispetto del Codice Etico, a denunciare all’Autorità Giudiziaria ogni illecita richiesta di denaro formulata prima della gara o nel corso dell’esecuzione del contratto, a non divulgare dati riguardanti l’attività contrattuale dell’Azienda, al rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti nel proprio processo produttivo.
Per le imprese che aderiscono al Codice sono previsti significativi punteggi premianti, mentre le eventuali violazioni delle norme in esso contenute comporteranno – in base alle varie fasi del rapporto con l’Azienda – l’esclusione dalla gara, l’annullamento dell’aggiudicazione, la risoluzione del contratto per colpa dell’impresa.
Il Codice Etico dell’Azienda, già presente da anni nel settore privato, ma strumento poco utilizzato nella Pubblica Amministrazione, rappresenta dunque un’esperienza innovativa, non a caso presentata in questa Provincia che ha, tradizionalmente, un alto senso della legalità.
Il Codice sarà portato a conoscenza di tutti i nuovi assunti dell’Azienda e nei corsi d’aggiornamento per il personale in ruolo sono previste delle ore dedicate ai principi etici.
Paolo Oddo
Randagismo: si pronuncia la Cassazione
Paolo Oddo
Provvedimenti dell’Ausl 7 e del Servizio Veterinario per il randagismo
Lotta al randagismo – Provvedimenti dell’Ausl e del Servizio Veterinario aziendale. Richiesti alla Regione 9.936.000 euro per la cattura dei cani, la sterilizzazione e il loro mantenimento
Ragusa, 20 marzo – Per ulteriori chiarimenti circa l’emergenza randagi, sulla quale il Ministero della Salute non ha trovato di meglio fare che lanciare contro questa Azienda accuse infondate, si ritiene opportuno ricordare che la cattura dei cani è avvenuta anche con l’aiuto di due veterinari dell’Azienda – Paolo Garofalo e Giovanni Emmolo – in collaborazione con l’Ufficio Veterinario di Modica e coordinati dal direttore del Servizio, Giuseppe Licitra. Tale personale, assumendosi un compito non dovuto, ha dimostrato grande serietà e disponibilità a fronte di un evento che ha provocato grande allarme sociale. Le forze dell’ordine, le guardie forestali, gli addetti dei canili privati e i veterinari dell’Azienda hanno dovuto ingegnarsi nell’affrontare l’eccezionalità con gli scarsi mezzi disponibili.
L’Azienda ha incaricato gli unici due canili esistenti in provincia – privati – di procedere alla cattura dei cani assumendosi l’onere della spesa, avendo subito compreso di trovarsi di fronte ad una situazione straordinaria.
Il Ministero della Salute, subito dopo il primo, mortale episodio, non ha ben compreso che ci si trovava di fronte ad un evento eccezionale che richiedeva necessario l’adozione di misure straordinarie e tempestive, volte o a fornire le risorse direttamente ai Comuni o dando incarico della cattura del branco a ditte specializzate. Tale intervento avrebbe potuto, quanto meno, impedire il verificarsi del secondo, grave episodio di aggressione a carico di una turista tedesca.
In realtà l’unico intervento di rilievo da parte del sottosegretario alla Salute è stato quello di proibire l’abbattimento dei cani, raccomandandone la cattura con proiettili soporiferi, dimenticando che tali proiettili vanno sparati da fucili speciali che non esistono in provincia.
Il Comune di Modica, che aveva già presentato un progetto per la costruzione di un canile comprensoriale a servizio dei Comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo, per la soluzione radicale di tale problematica e per un importo di circa € 1.350.000, si è visto gratificare dal Ministero di un “elemosina” di € 50.000 che ha fatto bene a rifiutare perché assolutamente inadeguata. Questa struttura, che avrebbe risolto efficacemente i problemi del randagismo nella zona, sebbene il progetto fosse stato giudicato positivamente, non ha ricevuto un solo euro di finanziamento. E’ troppo comodo ignorare le richieste del territorio e poi addossargli responsabilità che sono tutte proprie.
Così come concordato nel vertice tenuto in Prefettura il 18 marzo scorso con la dirigente dell’Assessorato per la Sanità della Regione, dott.sa Bullara, l’Azienda ha trasmesso i preventivi di spesa per il piano economico per la cattura, il ricovero in struttura, la sterilizzazione e reimmissione in territorio dei cani randagi e, in altra tabella, il preventivo di spesa relativo al costo per la cattura e permanenza di 4.000 cani* nel primo e nel secondo anno di ricovero in canile per un totale di € 9.936.000. A tale spesa – cui bisognerà aggiungere quella per la costruzione di almeno 10 parchi canili – si rende necessaria per risolvere con efficacia il problema del randagismo nel territorio di competenza dell’Ausl 7 di Ragusa.
Infine occorre ribadire che il Servizio Veterinario dell’Ausl non ha il potere di procedere alla microchippatura di cani sottoposti a sequestro, anche se, è bene precisarlo, un branco di cani affamati attacca l’uomo, indipendentemente dal fatto che questi siano forniti o no di microchip, essendo questi strumenti idonei solo alla loro identificazione e che sono solo la soluzione di una parte del problema.
Paolo Oddo
* nota: Mediamente 1 cane ogni 73 abitanti. Tali stime sono comunque ritenute inferiori del 30% al dato reale dal Sottogretariato alla Salute.
-MODICA (Ragusa) – Due veterinari della Asl di Ragusa sono indagati nell’inchiesta sulla morte del piccolo Giuseppe Brafa, sbranato da un branco di cani randagi a Sampieri, frazione di Scicli, il 15 marzo scorso, e sulle gravi ferite riportate da un altro bambino e da una turista tedesca azzannati dai randagi.
GIÀ IN MANETTE IL CUSTODE DEI CANI – Dopo l’arresto, avvenuto il pomeriggio del 15 marzo, di Virgilio Giglio, 62 anni, a cui gli animali erano affidati in custodia, dalla Procura di Modica, dunque, ci sarebbero nuovi avvisi di garanzia. Li ha firmati il pm titolare dell’inchiesta, Maria Letizia Mocciaro.
http://www.nuovascicli.it/index.php?option=com_content&view=article&catid=77:economia-e-diritto&id=4650:codice-etico-dellausl-7-ragusa&Itemid=96
Codice etico dell’Ausl 7 Ragusa
Presentati oggi, presso la sede della Direzione Generale, in Piazza Igea, a Ragusa, il Codice Etico dell’Ausl 7 e il Codice Etico delle imprese fornitrici di beni e servizi dell’Azienda.
Il Codice Etico dell’Azienda, recentemente approvato, impegna la stessa allo sviluppo di comportamenti positivi di chiunque la rappresenti, a qualsiasi livello e in qualsiasi sede istituzionale, al quale si aggiunge il Codice Etico del Personale, approvato nel 2003.
I principi ricordati nel documento hanno punti qualificanti nel rispetto della legalità e trasparenza dell’azione amministrativa; nella centralità del cittadino, al quale vanno garantiti fiducia, rispetto e imparzialità; nella valorizzazione dei dipendenti garantendone la dignità del lavoro, la sicurezza, l’aggiornamento, l’imparzialità nella valutazione e selezione, le pari opportunità; nel rispetto delle norme di tutela dell’ambiente.
In particolare, le azioni dell’azienda e i comportamenti di coloro che operano al suo interno sono ispirati ai principi di:
spirito di servizio: essere consapevoli per soddisfare i bisogni della collettività e valorizzare la centralità del cittadino;
appropriatezza delle prestazioni erogate;
sostenibilità delle iniziative intraprese;
trasparenza delle attività;
imparzialità nell’accesso e nella erogazione delle prestazioni;
legalità quale fondamento di tutta l’attività;
partecipazione degli utenti sia come cittadini che nelle forme associative;
rispetto e fiducia verso gli utenti;
autonomia delle scelte aziendali nel rispetto delle norme e delle direttive nazionali e regionali;
miglioramento continuo della qualità dei servizi erogati;
sviluppo delle capacità del personale;
selezione oggettiva e valorizzazione del personale;
sicurezza negli ambienti di lavoro;
pari opportunità per uomini e donne sul luogo di lavoro.
Altra parte del Codice contiene principi di comportamento dei dirigenti aziendali, primo fra tutti il rispetto della legalità e dell’interesse collettivo. Altre norme regolano i rapporti con le Istituzioni, le Comunità locali, le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni dei Cittadini. I dirigenti sono tenuti al segreto d’ufficio ed è loro vietato sfruttare a loro vantaggio informazioni rese accessibili dalla loro funzione e ogni situazione che prefiguri un conflitto d’interessi.
Nell’articolo 7 del Codice, l’Azienda dichiara di adeguarsi alla Direttiva del 8/5/2002 del Dipartimento della Funzione Pubblica del Ministero degli Interni in materia di semplificazione del linguaggio amministrativo, quindi comunicando in modo semplice e comprensibile, mostrando cortesia e disponibilità all’ascolto, misurando il grado di soddisfazione degli utenti. Altri articoli riguardano la trasparenza degli atti amministrativi e i mezzi adottati, il rispetto delle norme in materia di privacy, il corretto utilizzo dei beni aziendali, il corretto impiego delle risorse umane dell’azienda.
Altro documento presentato è il Codice Etico delle imprese per forniture di beni, servizi e lavori dell’Azienda, che è parte integrante del Codice Etico aziendale; in esso le imprese s’impegnano alla correttezza, al rispetto delle norme per la tutela della concorrenza e del mercato, al rispetto del Codice Etico, a denunciare all’Autorità Giudiziaria ogni illecita richiesta di denaro formulata prima della gara o nel corso dell’esecuzione del contratto, a non divulgare dati riguardanti l’attività contrattuale dell’Azienda, al rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti nel proprio processo produttivo.
Per le imprese che aderiscono al Codice sono previsti significativi punteggi premianti, mentre le eventuali violazioni delle norme in esso contenute comporteranno – in base alle varie fasi del rapporto con l’Azienda – l’esclusione dalla gara, l’annullamento dell’aggiudicazione, la risoluzione del contratto per colpa dell’impresa.
Il Codice Etico dell’Azienda, già presente da anni nel settore privato, ma strumento poco utilizzato nella Pubblica Amministrazione, rappresenta dunque un’esperienza innovativa, non a caso presentata in questa Provincia che ha, tradizionalmente, un alto senso della legalità.
Il Codice sarà portato a conoscenza di tutti i nuovi assunti dell’Azienda e nei corsi d’aggiornamento per il personale in ruolo sono previste delle ore dedicate ai principi etici.
Paolo Oddo
Randagismo: si pronuncia la Cassazione
Paolo Oddo
Provvedimenti dell’Ausl 7 e del Servizio Veterinario per il randagismo
Lotta al randagismo – Provvedimenti dell’Ausl e del Servizio Veterinario aziendale. Richiesti alla Regione 9.936.000 euro per la cattura dei cani, la sterilizzazione e il loro mantenimento
Ragusa, 20 marzo – Per ulteriori chiarimenti circa l’emergenza randagi, sulla quale il Ministero della Salute non ha trovato di meglio fare che lanciare contro questa Azienda accuse infondate, si ritiene opportuno ricordare che la cattura dei cani è avvenuta anche con l’aiuto di due veterinari dell’Azienda – Paolo Garofalo e Giovanni Emmolo – in collaborazione con l’Ufficio Veterinario di Modica e coordinati dal direttore del Servizio, Giuseppe Licitra. Tale personale, assumendosi un compito non dovuto, ha dimostrato grande serietà e disponibilità a fronte di un evento che ha provocato grande allarme sociale. Le forze dell’ordine, le guardie forestali, gli addetti dei canili privati e i veterinari dell’Azienda hanno dovuto ingegnarsi nell’affrontare l’eccezionalità con gli scarsi mezzi disponibili.
L’Azienda ha incaricato gli unici due canili esistenti in provincia – privati – di procedere alla cattura dei cani assumendosi l’onere della spesa, avendo subito compreso di trovarsi di fronte ad una situazione straordinaria.
Il Ministero della Salute, subito dopo il primo, mortale episodio, non ha ben compreso che ci si trovava di fronte ad un evento eccezionale che richiedeva necessario l’adozione di misure straordinarie e tempestive, volte o a fornire le risorse direttamente ai Comuni o dando incarico della cattura del branco a ditte specializzate. Tale intervento avrebbe potuto, quanto meno, impedire il verificarsi del secondo, grave episodio di aggressione a carico di una turista tedesca.
In realtà l’unico intervento di rilievo da parte del sottosegretario alla Salute è stato quello di proibire l’abbattimento dei cani, raccomandandone la cattura con proiettili soporiferi, dimenticando che tali proiettili vanno sparati da fucili speciali che non esistono in provincia.
Il Comune di Modica, che aveva già presentato un progetto per la costruzione di un canile comprensoriale a servizio dei Comuni di Modica, Scicli, Ispica e Pozzallo, per la soluzione radicale di tale problematica e per un importo di circa € 1.350.000, si è visto gratificare dal Ministero di un “elemosina” di € 50.000 che ha fatto bene a rifiutare perché assolutamente inadeguata. Questa struttura, che avrebbe risolto efficacemente i problemi del randagismo nella zona, sebbene il progetto fosse stato giudicato positivamente, non ha ricevuto un solo euro di finanziamento. E’ troppo comodo ignorare le richieste del territorio e poi addossargli responsabilità che sono tutte proprie.
Così come concordato nel vertice tenuto in Prefettura il 18 marzo scorso con la dirigente dell’Assessorato per la Sanità della Regione, dott.sa Bullara, l’Azienda ha trasmesso i preventivi di spesa per il piano economico per la cattura, il ricovero in struttura, la sterilizzazione e reimmissione in territorio dei cani randagi e, in altra tabella, il preventivo di spesa relativo al costo per la cattura e permanenza di 4.000 cani* nel primo e nel secondo anno di ricovero in canile per un totale di € 9.936.000. A tale spesa – cui bisognerà aggiungere quella per la costruzione di almeno 10 parchi canili – si rende necessaria per risolvere con efficacia il problema del randagismo nel territorio di competenza dell’Ausl 7 di Ragusa.
Infine occorre ribadire che il Servizio Veterinario dell’Ausl non ha il potere di procedere alla microchippatura di cani sottoposti a sequestro, anche se, è bene precisarlo, un branco di cani affamati attacca l’uomo, indipendentemente dal fatto che questi siano forniti o no di microchip, essendo questi strumenti idonei solo alla loro identificazione e che sono solo la soluzione di una parte del problema.
Paolo Oddo
* nota: Mediamente 1 cane ogni 73 abitanti. Tali stime sono comunque ritenute inferiori del 30% al dato reale dal Sottogretariato alla Salute.
-MODICA (Ragusa) – Due veterinari della Asl di Ragusa sono indagati nell’inchiesta sulla morte del piccolo Giuseppe Brafa, sbranato da un branco di cani randagi a Sampieri, frazione di Scicli, il 15 marzo scorso, e sulle gravi ferite riportate da un altro bambino e da una turista tedesca azzannati dai randagi.
GIÀ IN MANETTE IL CUSTODE DEI CANI – Dopo l’arresto, avvenuto il pomeriggio del 15 marzo, di Virgilio Giglio, 62 anni, a cui gli animali erano affidati in custodia, dalla Procura di Modica, dunque, ci sarebbero nuovi avvisi di garanzia. Li ha firmati il pm titolare dell’inchiesta, Maria Letizia Mocciaro.
http://www.nuovascicli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6292:scicli-ricerca-randagi-una-cagna-catturata&catid=31:cronaca&Itemid=33
Scicli Ricerca randagi, una cagna catturata
crlr
Cani Randagi, inizia a Scicli la task force: 3 chilometri di costa saranno setacciati palmo a palmo
Redazione Ondaiblea
Intervista a Ignazio Fiorilla (int. Carmelo R. La Rocca e Sonia Iacono – VR, mp3, 522 kB)
http://www.radiortm.it/Notizia.asp?Id=24621
OIPA. Solidarietà al Sottosegretario di Stato alla Salute, Martini. “Continui nella sua difficile battaglia al nostro fianco”. Inserita il 13/06/2009 alle ore 15.50.59 Redazione Questa news è stata letta: 399 volte
Inserito da Maria elena il 14/06/2009 h. 17.33.35
Perchè non rinunciano ad una sagra della ricotta, del carciofo del cavolo in meno e qualche intervento di sterilizzazione in più?
perchè non rinunciano a qualche festa paesana e ai giochi d’artificio e investono in prevenzione? Cosa vogliono soldi dallo Stato per condividerli come sempre con i gestori dei canili ? Sindaci siciliani vergognatevi!! Non siete stati capaci di presentare progetti per sterilizzazioni, rifugi, prevenzione e quant’altro potesse porre rimedio al randagismo.
Inserito da Paolo Oddo il 13/06/2009 h. 22.03.25
Amare gli animali è altra cosa dall’essere animalista: la differenza sta nel fatto che, nel primo caso, si parte dall’amore per gli esseri umani per, poi, apprezzare gli animali; nel secondo caso le parti sono rovesciate e assumono i contorni dell’ideologia e, spesso, non si arriva nemmeno ad apprezzare gli esseri umani, perchè considerati, in fondo al subconscio e fatta salva la buona fede, “cancro del mondo”.
Per questi motivi non sono d’accordo col contenuto dell’articolo e mi guardo bene dal ringraziare questo inadeguato sottosegretario.
Cuccioli abbandonati: parla in sindaco di Scicli
Scicli, 23 maggio – Alcune ragazze, durante i festeggiamenti della promozione della Virtus in C1 al Geodedico di Jungi, cercano il Sindaco, e raccontano che qualcuno ha abbandonato questi cani di pochi giorni in strada. Non sanno cosa fare, chiedono dei consigli e il Sindaco dice loro di avere la bontà di tenerli fino a Lunedì, poi si prenderanno i giusti provvedimenti.
Dei cuccioli ancora in allattamento sono stati sradicati alla madre e buttati per strada a morire, per fortuna hanno trovato delle ragazze pronte ad intervenire e a interessarsi al problema.
Purtroppo questo è uno dei tanti casi di abbandono selvaggio di cani, registrato dopo l’ordinanza del Sindaco che impone la microchippatura ai proprietari degli animali.
Ma anziché microchippare i cani o segnalare il ritrovamento di cani randagi ai Vigili Urbani, molti preferiscono abbandonarli per strada senza alcuna pietà.
Dovrebbe essere chiaro – ma evidentemente per molti non lo è – che ci sono delle associazioni che si prendono cura dei cani randagi, quello che bisogna fare è semplicemente chiamare i Vigili Urbani; poi si può decidere di tenere i cani e, in questo caso, sarà la Ausl veterinaria ad occuparsi della microchippatura gratuita dei cani, e così è anche per i cani di proprietà.
Di questo argomento abbiamo parlato con il Sindaco Giovanni Venticinque in questa intervista.
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Intervista al Sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque (mp3, 320 kB)
http://www.nuovascicli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6180:pista-ciclabile-e-cani-protestano-i-residenti-a-pisciotto&catid=56:lettere-in-redazione&Itemid=66
Pista ciclabile e cani: protestano i residenti a Pisciotto
«Quella che alleghiamo è la seconda richiesta di informazioni spedita al R.U.P. della provincia di Ragusa e la terza richiesta di informazioni spedita alla direttore dei lavori con raccomandata.
Ma ad oggi non esiste nessuna risposta a queste richieste.
Cosa centra con le aggressioni denunciate in questi giorni?
Semplicissimo se qualcuno dei residenti per bontà propria decide di dare da mangiare ai gattini che vivono in libertà nella zona non c’è assolutamente niente di male.
Ma se questa persona non ha più una recinzione ed un cancello che delimitava la propria residenza perché demoliti durante la realizzazione del nuovo percorso ciclabile ed ad oggi non ancora ripristinata, è normalissimo trovare dei cani attirati dall’odore di quel mangiare. Scatta la paura, l’allarme e tutto quello che sta succedendo in questi giorni.
Ora, il punto è il seguente se chi ha garantito a voce il ripristino di tutto quello che è stato demolito per la realizzazione della pista ciclabile ha intenzione di ricostruirlo, ci faccia sapere almeno la data di inizio di questi benedetti lavori, siamo a giugno ed i residenti vorrebbero usufruire delle proprie abitazioni, ma se non c’è l’intenzione di ripristinare tutte queste opere che venga perlomeno, per correttezza dichiarato apertamente.
Diamo la possibilità ai residenti di ritornare in tranquillità in questa zona anche sé con un’aria più triste e smettiamola di chiamarli abusivi perché prima bisogna conoscere e comprendere le vicissitudini di questa zona.
Lettera all’Assessorato Territorio e Ambiente della Provincia
Lavori di riqualificazione territoriale per la fruizione del comprensorio costiero di punta Pisciotto ex-fornace Penna, ricadente nei comuni di Modica e Scicli.
Il sottoscritto Ing. Andrea Sansone, con sede a Modica in Corso Garibaldi n° 105, non avendo ottenuto nessun tipo di risposta, al fine di un fattiva collaborazione per una rapida e legittima definizione degli interventi, chiede di poter conoscere, alla luce anche dei recenti e pericolosi episodi di aggressioni da parte di animali, i tempi revisti per la realizzazione della recinzione definitiva con i relativi varchi di accesso ove necessari e, nelle more, l’installazione, con urgenza, di una recinzione frangivento (anche provvisoria) a protezione del vigneto al fine di evitare la perdita del frutto.
* * *
Si segnala inoltre che i residenti, tenuto conto della situazione morfologica dei luoghi, vorrebbero sapere se e quali gli interventi saranno previsti nel progetto di variante (così come convenuto nelle riunioni all’assessorato); se, è stata valutata la relativa stabilità dei pendii ove necessario, o se sono previsti dei gabbioni di contenimento in case di variante; la larghezza definitiva della via di accesso primaria (pista di servizio) alle abitazioni o fondi dei residenti tenendo conto che tale via deve garantire l’accesso in sicurezza anche ad eventuali mezzi di soccorso; la tipologia di materiali utilizzati per il rifacimento dei varchi e delle recinzioni, valutando l’opportunità di prevedere, in corrispondenza di ogni passo carrabile, apposite griglie di raccolta delle acque piovane con relativi condotti di scarico all’interno delle aiuole di ogni proprietà, per evitate che le acque piovane defluiscano direttamente sui viali di accesso dei residenti creando fenomeni di ruscellamento e conseguente danneggiamento dei viali stessi; il ripristino delle cisterne idriche demolite in precedenza e l’eventuale spostamento dei contatori sulla nuova linea di confine.
* * *
Si chiede, inoltre, di valutare con attenzione l’altezza della recinzione che delimita la pista ciclabile dai fondi o dalla pista di servizio, soprattutto in corrispondenza dei paletti di castagno, in particolare considerando la postura di un ciclista, tale opera può diventare pericolosa in una qualunque situazione di caduta o perdita di equilibrio, potendo rappresentare un pericolo in caso d’urto.
* * *
In attesa di una cordiale risposta ove vengano indicate le opere che la vostra ditta intende effettuare segnalando una data indicativa per l’inizio delle nuove opere, le chiedo gentilmente di indicare tutte le opere già citate nelle riunioni o lettere precedenti, che non potranno o non saranno effettuate, non ottenendo nessun chiarimento in merito e trascorsi inutilmente 30 giorni dalla presente ai sensi e per gli effetti della legge 241/90, mi vedrò costretto ad agire in tutte le sedi competenti.
Un branco di cani, una brutta storia, che vorremo fosse stata solo un sogno
eggiamo stupefatti le dichiarazioni del sottosegretario al Welfare Francesca Martini (Lega Nord) sui recenti fatti di Sampieri (Scicli) in cui ha perso la vita il piccolo Giuseppe Brafa. «Sono costernata – dice – un fatto gravissimo che denota un degrado territoriale da Paese del terzo mondo, mentre l’Italia ha le strutture e i finanziamenti per fronteggiare l’emergenza randagismo».
Ci rendiamo conto come questo commento, francamente offensivo per il nostro territorio, del sottosegretario denoti un’assoluta mancanza di informazione da parte di chi, per il ruolo che occupa, dovrebbe documentarsi un minimo prima di lasciarsi andare a dichiarazioni di questo tipo.
È bene, perciò, puntualizzare alcune cose.
La Martini parla di degrado territoriale e di randagismo, due cose che con i fatti di Sampieri hanno ben poco a che fare. I cani killer di questa storia che avremmo voluto fosse solo un brutto sogno, infatti, non erano randagi ma appartenevano ad un unico soggetto, quel Virgilio Giglio che poi è stato giustamente arrestato per concorso in omicidio colposo e per omessa custodia. I fatti di Sampieri, perciò, non sono affatto frutto del degrado territoriale o dell’incapacità degli amministratori ma della scelta sicuramente sbagliata della Procura di Modica di lasciare i cani sequestrati in custodia al proprietario Virgilio Giglio, un uomo visibilmente incapace di badare alla custodia ed al mantenimento degli stessi, dopo che nello scorso Settembre 2008 una signora modicana era stata aggredita dagli stessi cani. Ma a sua volta il Procuratore si difende, facendo notare che l’Ausl allora ha fatto un’ispezione, trovando tutto regolare: «Ero del tutto all’oscuro – ha detto Platania – perché fuori sede. Dagli atti che ho visionato non c’è nessuna responsabilità. Da un controllo dell’Ausl effettuato a casa di Giglio, proprietario dei cani, nel settembre scorso, era risultato tutto a posto. Chi ha responsabilità pagherà»…
Tutto regolare secondo l’Ausl, quando a Settembre era palese il fatto che i cani non erano custoditi a dovere e saltavano spesso il cancello provvisorio, peraltro basso, del recinto ove erano tenuti. Si scelse però di lasciarli lo stesso al proprietario (ammesso che proprietario fosse) e si avvertì semplicemente il Giglio delle conseguenze che una nuova aggressione dei suoi cani avrebbe comportato. Ci piacerebbe sapere su quale base l’Ausl ha ritenuto che tutto fosse regolare.
Il resto è noto – purtroppo – i cani, hanno di nuovo colpito, stavolta letalmente, ma – ci teniamo a puntualizzarlo – che non si tratta di randagismo, i cani assassini hanno un legittimo proprietario (anche se il Giglio spesso, a convenienza, diceva che stavano là per caso e lui dava loro da mangiare) da cui l’autorità giudiziaria ha erroneamente preteso quello che lo stesso non poteva garantire. Dove stiano le responsabilità del “territorio da terzo mondo” proprio non riusciamo a capirlo!
Dare la colpa dell’accaduto al sindaco di Scicli vuol dire non conoscere la realtà. Bene ha fatto il sindaco Venticinque a ribadire che ci sono poche leggi in materia, e quelle che ci sono sono inadeguate. E soprattutto non vi sono fondi a sufficienza. E ad ogni modo quella decisione non l’aveva presa lui, insediato da poco. E non vi si poteva neppure opporre.
Semmai le responsabilità stanno altrove. Nelle scelte sbagliate – o quantomeno incaute – che si fecero nello scorso Settembre, appunto, e poi, se vogliamo andare oltre (ma lo ripetiamo i fatti di Scicli non c’entrano nulla con il randagismo), nel fatto che mancano leggi certe sul randagismo e nei tagli operati in questo settore dal governo. Ha detto bene il primo cittadino di Ragusa Nello Dipasquale “il governo ci aiuti non tagliando le risorse!”.
Il governo (tanto per non parlar di politica quello degli stessi partiti che sostengono Venticinque e Dipasquale), peraltro, continua a perseverare nell’errore tentando di bloccare l’abbattimento dei cani killer voluto dal prefetto di Ragusa. Decisione cui pure il sindaco di Ragusa si sta opponendo – giustamente – con tutta la sua autorità. Decisione presa altrove, senza avere contezza del problema di ordine pubblico che si sta verificando a Scicli, ma prima ancora (se ne è discusso tanto anche nel giornale) in tutta la provincia di Ragusa, quando – allora sì – si è parlato di emergenza randagismo.
Come dire, ci accusano di degrado territoriale ma poi costringono gli abitanti di Sampieri a vivere nel terrore. Terrore che evidentemente è sconosciuto al sottosegretario Martini, che pure non manca di offendere il territorio ragusano, e ai rappresentanti dell”Enpa, della LAV, dell’OIPA che ringraziano il sottosegretario Francesca Martini per l’efficace e decisivo intervento sul Prefetto”. e che addirittura confermano “l’intenzione di denunciare chiunque, a qualunque titolo, si è reso questa mattina responsabile della morte di cani”. Come se i cani assassini valessero più della vita di un bimbo (chi glielo ridà al padre, se salviamo i cani?) o di una donna. I cani non avrebbero colpe, ma ora sono un pericolo, è bene che non lo si dimentichi. Poi si discuta pure se per colpa di Giglio o di chi ha lasciato che lui li tenesse là, in quel lager.
Ma di tutte queste parole al vento, di questo scaricabarile, di questa incapacità di agire, di questi accanimenti “animalisti”, di questa voglia di dividere buoni dai cattivi, nord contro sud, chi glielo spiega al padre del bambino morto, ai parenti della tedesca in fin di vita e agli abitanti di Sampieri?
Troppo facile pontificare dai divani, dalle scrivanie ministeriali o dalle redazioni. Più difficile vivere, e passeggiare tranquilli in spiaggia senza essere aggrediti da un branco di cani affamati.
http://www.nuovascicli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5465:le-associazioni-animaliste-plaudono-a-n-minardo-per-la-proposta-di-un-contributo-contro-il-qrandagismoq&catid=55:politica&Itemid=65
Le associazioni animaliste plaudono a N. Minardo per la proposta di un contributo contro il “randagismo”di 5 milioni di euro
Le associazioni animaliste: «Pieno sostegno da parte delle Associazioni di Tutela dei Diritti degli Animali, iscritte all’Albo Regionale Siciliano, alla proposta di legge dell’onorevole Nino Minardo per la concessione di un contributo straordinario di 5 milioni di euro per affrontare l’emergenza randagismo nella provincia di Ragusa»
Ragusa, 15 maggio – Le associazioni animaliste, con un documento a firma di Biagio Battaglia (LAV), Liliana Bonavita (Lega Nazionale Difesa del Cane) e Antonio Tringali (ENPA), plaudono all’on. Nino Minardo per la proposta di elargizione di una somma per la cosidetta “emergenza randagismo”.
«Condividiamo con entusiasmo e soddisfazione la proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati dall’On.le Nino Minardo in merito alla gravissima problematica del randagismo in provincia di Ragusa. L’iniziativa parlamentare in oggetto gode nel nostro pieno appoggio. Riteniamo infatti assolutamente imprescindibile che le proposte e i piani di intervento straordinario, elaborati e pubblicizzati da vari e diversificati soggetti istituzionali e/o politici, possano divenire effettivamente realizzabili e che quindi godano di reale copertura finanziaria.
Finora durante i numerosi tavoli di confronto, aperti in queste ultime settimane, abbiamo assistito ad un continuo susseguirsi di “iper-progetti”, del tutto faraonici in considerazione degli importi di spesa preventivata. A fronte di tali piani costosissimi gli enti di competenza non hanno ancora chiarito l’entità delle risorse economiche che concretamente stanno per essere impegnate. Ecco quindi che la richiesta di un contributo straordinario di cinque milioni di euro, da parte di un parlamentare ibleo, da impiegare esclusivamente per il territorio della provincia di Ragusa è un dato politico di notevole importanza. In considerazione infatti dell’entità del fenomeno, delle tragedie accadute, del clamore suscitato, a volte anche dolosamente alimentato da vari soggetti in tal senso interessati, è necessaria una serissima riflessione che faccia sintesi dei bisogni reali e delle forze in campo.
Bisogna riuscire pertanto ad individuare con precisione gli interventi prioritari per il contenimento delle dimensioni del correlato degrado superando contemporaneamente e nell’immediato la fase dell’emergenza.
Ringraziamo l’On.le Minardo anche per le parole di apprezzamento che ha saputo rivolgere alle nostre Associazioni nelle sue ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa e che sono altresì contenute nella stessa proposta di legge. Il ritenere fondate le nostre preoccupazioni e degne di interesse parlamentare le nostre proposte ci fa ben sperare in un lavoro comune e sinergico e in un confronto sobrio e fattivo; in maniera tale che la nostra esperienza, di soggetti impegnati quotidianamente su questo difficile, complesso e grave fenomeno, possa essere valutata e attenzionata dalle istituzioni locali, così come già avviene a livello nazionale e ministeriale, nella maniera più dignitosa ed utile possibile per tutti.
Infine così come anticipato da Nino Minardo, abbiamo congiuntamente già definito uno “schema di sintesi complessiva” che ha come elemento centrale la messa “in rete” delle strutture di rifugio e degli ambulatori distrettuali, già esistenti o in costruzione nella nostra provincia, e la realizzazione di un unico parco canile provinciale.
Riteniamo oramai maturi i tempi affinché il governo nazionale, in sintonia con quello siciliano e gli enti locali comunali e provinciali, si pronunci chiaramente sulle reali risorse da destinare per la risoluzione del “randagismo” nella nostra regione e nella nostra provincia e che quindi si esprima in maniera estremamente coerente con quanto dichiarato durante “i giorni della tragedia di Sampieri e Marina di Modica”.
Auspichiamo infine che la proposta di legge dell’On.le Minardo riceva il sostegno di molti altri parlamentari, soprattutto siciliani, riuscendo così a raggiungere l’obiettivo prefissatosi. In tal senso le nostre sedi nazionali stanno già lavorando congiuntamente, in stretto contatto con il Ministero della Salute e con gli intergruppi parlamentari “diritti degli animali” della Camera e del Senato».
http://www.nuovascicli.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4207:orazio-ragusa-qquando-ce-di-mezzo-la-vita-e-indegno-parlare-di-nord-e-sudq&catid=63:opinionisti&Itemid=77
Orazio Ragusa: “quando c’è di mezzo la vita, è indegno parlare di nord e sud”
Non si rispetta il dolore delle vittime con l’esibizione di se stessi, la denigrazione di una comunità o con la ricerca del capro espiatorio. Ma con l’intima sofferenza di chi opera perché quanto è accaduto non si debba più ripetere
“Sono rimasto attonito, senza parole, di fronte alle spaventose sofferenze inflitte alle vittime ed al grande dolore delle famiglie annichilite per la tragica sorte dei propri figli. Perciò ho scelto il raccoglimento e la preghiera, per essere e per sentirmi intimamente vicino ai genitori del piccolo Giuseppe e della giovane Marya. Vite spezzate, quando si avrebbe tutto il diritto di giocare, di sognare, e di guardare al futuro con gioia e serenità. Anche se non conosco personalmente le vittime e le loro famiglie, desidero con tutto il cuore essere loro compagno nella sofferenza e nel difficile cammino che dovranno percorrere per riacquistare la voglia e la bellezza della vita.”
Sono parole di Orazio Ragusa, che però ha aggiunto: “ Dinanzi a tanto dolore, a tanta sofferenza, sono rimasto disgustato del modo stupido e volgare con cui si è voluto usare la tragedia di questi giorni per lucrare una facile visibilità nei massmedia, anche da parte di alcuni esponenti politici locali, o come ennesima occasione per marcare una differenza tra l’efficiente “Nord” e un “Sud” che in tal modo avrebbe dato l’ulteriore prova della sua “inciviltà”, anche perché in mano ad un ceto di politici e di burocrati senza rispetto alcuno per la sicurezza delle persone e delle cose che amministrano.
Non voglio né posso entrare nel merito delle indagini su eventuali responsabilità personali sui fatti accaduti. I quali, tuttavia, per la loro eccezionalità – c’è un solo precedente di vicende simili accadute nell’intera Europa – a mio sommesso giudizio dimostrano legami problematici che il più generale problema del randagismo e del trattamento e dell’abbandono di animali da parte dei loro precedenti proprietari. Che rappresentano certamente fonti di rischi e di pericolo per le comunità, in una misura che, peraltro, è stata finora generalmente e diffusamente sottovaluta, o comunque ritenuta tollerabile, tanto al “nord” quanto al “sud”, a tutti i livelli di responsabilità di prevenzione e controllo coinvolti. A partire dal Governo centrale, come peraltro dimostrano, a tacer d’altro, la scarsa attenzione, anche in termini di risorse stanziate per consentire una gestione efficiente, ed economicamente sopportabile, del problema, che non si può semplicisticamente ed irresponsabilmente scaricare sugli enti locali, o su questo o quel sindaco, corpo di polizia, addetti all’ordine pubblico, e quanti altri – dimenticando innanzi tutto, quanto, soprattutto nel Sud, sia diventato abnorme lo scarto tra risorse disponibili e carico di competenze e di servizi che si pretende debbano essere assicurate da tutti questi soggetti pubblici alle comunità amministrate.
Piuttosto, seppure nella loro eccezionalità, i fatti tragici accaduti in questi giorni chiamano in discussione il legame intimo con una diffusa incultura dei rapporti tra gli uomini e gli animali, tra uomini, natura e ambiente, dei quali il crescente fenomeno del randagismo è in larga parte conseguenza. Tutto ciò non si risolve semplicemente costruendo questo o quel canile, ma con una profonda opera di riflessione sulle culture della sicurezza, dell’accoglienza e della cura degli animali – e, credo, anche degli uomini. Perché è difficile rispettare animali ed ambiente, quando non si pensa, e, soprattutto, non si pratica la solidarietà umana, in tutte le forme che essa sollecita nel rispetto della nostre tradizioni civili e religiose. E su questi punti, sicuramente il Sud ha ancora molto da insegnare alle comunità del Nord.
L’impegno che oggi mi sento di prendere è quello di sollecitare in tempi brevissimi l’avvio di questa riflessione , qui, a Scicli. Ma per parlare oltre Scicli e oltre il Sud ! Credo che sia la maniera forse meno appariscente per guadagnare la ribalta dei massmedia. Ma certamente è la più utile e la più rispettosa per i bisogni e per il dolore della mia comunità. Che è quanto soprattutto mi interessa”.
Orazio RagusaLEGGI TUTTO...
Solidarietà al Sottosegretario di Stato alla Salute, Martini
13 giugno 2009 -
http://www.radiortm.it/Notizia.asp?id=24621
OIPA. Solidarietà al Sottosegretario di Stato alla Salute, Martini. “Continui nella sua difficile battaglia al nostro fianco”.
13/06/2009
“I grandi spiriti hanno sempre incontrato violente opposizioni da menti mediocri” (A. Einstein).
Ad affermarlo sono una serie di associazioni firmatarie tra cui anche l’Oipa nazionale. Ne siamo fermamente convinti , affermano le associazioni firmatarie, (Associazione Canili Lazio, Associazione Chiliamacisegua, Guardie Ambientali d’Italia – direzione Regione Sicilia, Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sezione di Palermo (RIFUGIO DEL CANE ABBANDONATO DELLA FAVORITA) L.I.D.A. (Lega Italiana Diritti Animale) – Regione Sicilia, Oipa Italia – Organizzazione Internazionale Protezione Animali e per questo ci stringiamo, solidali, attorno al Sottosegretario di Stato alla Salute, Onorevole Francesca Martini, che dall’inizio del suo mandato ha mostrato coi fatti di volere cambiare un andazzo superficiale a cui era abituato in tema di politiche animali il nostro Paese, di certo di anni luce indietro rispetto a tanti Paesi di cui vorremmo fregiarci di stare alla stregua.
Come diceva il grande Gandhi “La civiltà di una Nazione si vede dal modo di trattare gli animali” e solo dopo l’intervento dell’On. Martini stiamo constatando un vero interesse nei confronti della vita in generale, umana e animale in rispetto delle leggi vigenti. Purtroppo, però, è proprio a causa di questo reale interessamento a risolvere le inadempienze, che l’On. Martini è stata ingiustamente osteggiata ed anche minacciata.
Riteniamo gravissime le dichiarazioni del primo cittadino di Ragusa lette con stupore in questi giorni sui maggiori quotidiani, nelle quali afferma che la Martini “ha fatto bene a non farsi vedere in provincia di Ragusa e ad essersi fermata a Palermo” e prosegue, rivolto a lei, con “Non pensi, però, di sfuggire alle rimostranze del popolo ragusano, perché Roma è vicina, anche Verona, sua zona d’azione politica, è vicina. Al più presto deve aspettarsi, visto che non è riuscita a fornire risposte concrete, le legittime rivendicazioni della nostra popolazione. Se sarà il caso, la andremo a trovare noi, porteremo la nostra protesta sino al ministero della Salute, dove opera il sottosegretario”.
Parole che, all’indomani del “se ti fai i fatti tuoi campi cent’anni”, minacce ricevute dalla Martini a seguito dell’incontro con le associazioni animaliste e sulle quali sta indagando la Digos, risultano davvero ‘pesanti’. Ci dissociamo ovviamente da chi ci rappresenta in questa maniera e che dà pertanto un’immagine errata della Sicilia e dei suoi abitanti.
Riteniamo anche infondate le accuse mosse da alcuni sindaci della provincia di Ragusa al Sottosegretario di Stato in merito a “promesse non mantenute” peraltro suffragati, fatto gravissimo, da parlamentari che invece di parlare ora, avrebbero dovuto già in passato mostrare interesse alla risoluzione del fenomeno randagismo, e potrebbero adesso risparmiare le energie spese per blaterale a vanvera contro il Governo regionale, in particolare contro l’Assessore alla Sanità, Massimo Russo, e contro l’On. Martini, per quelli che ci appaiono essere motivazioni meramente politiche.
Fa amaramente sorridere l’accusa del mancato finanziamento concordato ad aprile in occasione dei tavoli tecnici in provincia e dell’incontro ufficiale tra noi volontari e il Sottosegretario di Stato, alla presenza anche dell’Assessore Russo, in quanto tutti sappiamo che in Italia ci sono dei tempi burocratici che vanno sveltiti ma che comunque esistono, e sconcerta che i politici che puntano il dito non sono nuovi a trincerarsi dietro fantomatici tempi burocratici per continuare a promettere e a non dare.
Sono anni che lottiamo contro le inadempienze comunali sciorinate ai cittadini chiedenti aiuto per ottemperare al problema del randagismo come valevole giustificazione del mancato intervento di cattura e rifugio dei randagi da parte di tantissime amministrazioni siciliane. Sono anni che raccogliamo cani per le strade malati, spaventati, cuccioli gettati come immondizia nei cassonetti, e cerchiamo un dialogo con chi amministra le città per ottenere spesso niente, a volte illudenti promesse mai concretizzate.
Ed ora abbiamo il sostegno concreto dell’On. Martini che si è spesa per la tutela degli animali con interventi concreti e ordinanze che ci fanno sperare, se verranno applicate, in un’Italia migliore.
A chi, infine, si lamenta della mancanza di fondi e dei grossi oneri addossati sulle spalle della figura del primo cittadino, ricordiamo per prima cosa che si sono candidati di loro sponte e sarebbe auspicabile che alle prossime elezioni si presentasse solo gente conscia dei doveri che l’importante carica di sindaco porta con sé; in secondo luogo, ricordiamo che i sindaci del Sud non hanno oneri diversi da quelli del Nord e che somme ingenti sono state stanziate per il randagismo al Sud, dove, a differenza del Nord, il problema non è stato arginato, non sono state costruite strutture adeguate gestite da volontari o personale specializzato, le sterilizzazioni sono al minimo, e ci si chiede dove siano andati a finire i fondi.
Non ci resta che concludere fiduciosi nel sostegno dell’On. Martini che ha scelto di abbracciare la nostra difficile battaglia per la legalità, convinti che le grandi opere non si realizzano con la forza, ma con la perseveranza.
Per cui “Grazie Francesca Martini”.
Associazione Canili Lazio, Associazione Chiliamacisegua, Guardie Ambientali d’Italia – direzione Regione Sicilia, Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sezione di Palermo (RIFUGIO DEL CANE ABBANDONATO DELLA FAVORITA) L.I.D.A. (Lega Italiana Diritti Animale
Randagismo, il sindaco di Ragusa accusa il sottosegretario alla Salute Martini: dove sono i fatti?
Giu 10, 2009
Vicenda randagismo. Dopo i tragici fatti che, nel marzo scorso, hanno interessato la costa iblea, e che hanno causato, tra l’altro, la morte di un ragazzino e il grave ferimento di una turista tedesca, il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, interviene con una nota stigmatizzando l’atteggiamento del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.
“Siamo stati presi in giro – dice il sindaco di Ragusa – tante belle parole, tanta attenzione nella lotta verso il randagismo, tanto interesse sul problema Sicilia, ma i fatti? Ci siamo resi conto, purtroppo, che avevamo ragione. Avevamo avuto la sensazione che l’intervento del sottosegretario Martini fosse di tipo demagogico. Sensazione suffragata dalla mancanza di fatti. Dove sono le risorse per combattere il randagismo? Perché i Comuni sono rimasti soli? Perché il Comune di Ragusa e gli altri Comuni della fascia costiera iblea, interessati dalla tragedia del marzo scorso, si trovano costretti ad intervenire con le proprie risorse per combattere un fenomeno rilevante come il randagismo? Il problema del randagismo va risolto. E va risolto con l’aiuto dello Stato e della Regione. Lo ripeto. Siamo rimasti illusi, ci ha illusi il sottosegretario con aiuti che non sono mai arrivati”.
Il sindaco Dipasquale continua: “Ha ragione il sindaco di Scicli a lamentarsi, le sue lamentele sono quelle di tutti quanti noi. Mi dispiace anche per l’assessore regionale Russo che ancora oggi non è riuscito a mettere in condizione gli enti locali e le autorità sanitarie a poter intervenire sulla delicata questione. Russo potrebbe benissimo recuperare il vuoto lasciato dal sottosegretario Martini e fare sino in fondo la propria parte. A dire il vero ci saremmo già aspettati questo tipo d’intervento da parte dell’assessore Russo. Però, è ancora in tempo. Che si adoperi lui dimostrando le incapacità della Martini. Ai Comuni non può essere lasciata la risoluzione di un problema così vasto e così complesso. Troppo semplice scaricare sui Comuni le responsabilità civili e penali. Servono anche gli strumenti, i fatti alle chiacchiere”.
Il sindaco di Ragusa, poi, continua rivolgendosi ancora al sottosegretario: “Penso che abbia fatto bene il sottosegretario Martini a non farsi vedere in provincia di Ragusa e ad essersi fermata a Palermo. Non pensi, però, di sfuggire alle rimostranze del popolo ragusano, perché Roma è vicina, anche Verona, sua zona d’azione politica, è vicina. Al più presto deve aspettarsi, visto che non è riuscita a fornire risposte concrete, le legittime rivendicazioni della nostra popolazione. Se sarà il caso, la andremo a trovare noi, porteremo la nostra protesta sino al ministero della Salute, dove opera il sottosegretario”.
Sicilia: Randagi, in arrivo 1 milione di euro 8 settembre 2008
13 giugno 2009 -
TANTO PER CAPIRE I TIPI SICILIANI RAPPRESENTANTI DEL POPOLO
http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=10074&template=lasiciliaweb
8 SETTEMBRE 2008
Sicilia: Randagi, in arrivo 1 milione di euro
La Regione ha stanziato i fondi che saranno dedicati a rifugi, sterilizzazione e supporto ai servizi veterinari per cani e gatti senza padrone nelle principali province dell’isola
PALERMO – Quasi un milione di euro è stato stanziato dall’assessorato regionale alla Sanità per interventi specifici sul territorio nel settore della prevenzione del randagismo.
Tale somma verrà prelevata dall’apposito fondo, finanziato dal Ministero della salute per l’attuazione della legge 281/91.
I bandi di gara, emanati alcuni mesi fa, erano rivolti a enti locali e alle associazioni per la protezione degli animali iscritte all’albo regionale e prevedono un finanziamento fino all’importo massimo del 50% della spesa complessiva.
I progetti pervenuti sono stati valutati dalla commissione regionale per i diritti degli animali. Per il risanamento di rifugi esistenti e per la costruzione di rifugi sanitari è stata stanziata la somma di 415.000 euro che andrà ai comuni di Ragusa e Marsala e all’Unione Comuni Terre di Collina.
Per i piani di sterilizzazione dei cani randagi, da sviluppare di concerto con i servizi veterinari delle aziende USL o avvalendosi di medici veterinari liberi professionisti, è stata assegnata la somma di 350 mila euro per i comuni di: Palermo, Catania, Agrigento, Ragusa, Trapani, Siracusa, Caltagirone, Partitico, Noto, Canicattini Bagni, Pachino, Bagheria, Unione dei comuni del Corleonese, Unione dei Comuni Terre Sicane.
Per il mantenimento di cani e gatti presso i rifugi sono stati concessi finanziamenti per 187 mila euro a nove associazioni protezionistiche che non hanno percepito alcun contributo da parte di Comuni o altri enti.
Tali contributi sono concessi in base al periodo di effettivo ricovero e comunque non superiore a 180 giorni per l’anno 2007.
http://palermo.repubblica.it/dettaglio/randagismo-il-giallo-dei-fondi-statali-la-regione-ha-sprecato-tre-milioni-di-euro/1606613
19 MARZO 2009
Randagismo, il giallo dei fondi statali la Regione ha sprecato tre milioni di euro

Tre milioni di euro in tre anni per combattere il randagismo. Soldi che lo Stato avrebbe versato nelle casse della Regione e che però non sono serviti a evitare che un bambino di dieci anni venisse ucciso da un cane su una spiaggia del ragusano. Lo denuncia il sottosegretario del Welfare, Francesca Martini. «La Regione Siciliana – ha detto la Martini – è stata destinataria in questi anni di 3 milioni di euro finalizzati alla lotta al randagismo». Ma come sono stati spesi i soldi? A gennaio del 2008 la Regione ha pubblicato un bando attraverso il quale selezionare i progetti contro il randagismo meritevoli di finanziamento. Prima di allora i soldi venivano invece ripartiti a pioggia alle Ausl provinciali.
Con i fondi 2009 l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo intende pubblicare un bando per la sterilizzazione di cani randagi, creare ambulatori veterinari pubblici e adeguare i rifugi già esistenti. Ma i fondi già accreditati come sono stati spesi? L’assessorato alla Sanità snocciola le cifre relative al 2008: con 415 mila euro sono stati finanziati tre progetti per l’ampliamento e la costruzione di nuovi rifugi; con 350 mila euro, ripartiti a quattordici comuni siciliani che avevano presentato domanda, è stato avviato un progetto di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione dei cani randagi; 200 mila euro, invece, sono stati stanziati in favore di alcune associazioni. Iniziative che però non sono riuscite ad arginare il fenomeno.
Intanto le associazioni animaliste sono sul piede di guerra e denunciano le «inadempienze croniche e gravissime di comuni e Ausl siciliane». «La stragrande maggioranza dei comuni siciliani – denunciano i responsabili di Amici del Cane Onlus, Amici degli Animali, AmiciCani, Animalisti Italiani, Associazione Rapid Dogs Rescue, Freccia 45, Anta, Lida, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Oipa – è inadempiente rispetto agli obblighi previsti dalla legge regionale 15 del 2000». Animalisti Italiani, Enpa, e Lav hanno invece diffidato il sindaco di Modica a ritirare subito l’ordinanza con cui ha dato il via libera all’abbattimento dei cani randagi. Le tre associazioni hanno scritto al prefetto di Ragusa per chiedergli «di accertare che i cani randagi della zona non siano rimasti vittime di maltrattamenti». «Comuni e Ausl hanno fatto ben poco o niente – attaccano ancora Vincenzo Romano di Gapa ed Eleonora Lo Conte di Una – Dei cani randagi nella nostra regione se ne sono fatti carico, nel bene e nel male, gli animalisti in rifugi privati che fra tante difficoltà si sono sostituiti come potevano alle inadempienze di comuni e Ausl».
Rosario Filoramo, consigliere comunale del Pd, ha invece presentato un interrogazione al sindaco Diego Cammarata sulla presenza di cani randagi in Favorita.
http://www.luigiboschi.it/?q=archive/all/2009/3/16
3 MARZO 2009
Martini: “Sul randagismo colpevole l’inattivismo dei sindaci”
Enzo Crenna
«Stiamo studiando un provvedimento ad hoc per mettere in rete la veterinaria pubblica e privata e aumentare così la sterilizzazione dei cani randagi»
(lastampa.it) ROMA «Sono costernata. Un fatto gravissimo che denota un degrado territoriale da Paese del terzo mondo, mentre l’Italia ha le strutture e i finanziamenti per fronteggiare l’emergenza randagismo». Così il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, sulla morte del bambino di dieci anni sbranato da un branco di cani randagi nel ragusano. Martini punta il dito sull’«inattivismo colpevole dei sindaci del Centro-Sud». E al primo cittadino di Scicli, il paese siciliano dove si è consumato il dramma, «che parla di “tragedia annunciata”, ricordo – afferma il sottosegretario all’Adnkronos Salute – le sue responsabilità nell’ambito della sanità pubblica, e il fatto di aver disapplicato, di fatto, le norme vigenti». «Il randagismo -spiega Martini – è un problema gravissimo di salute e incolumità pubblica. Ma i mancati investimenti di risorse destinate alla raccolta, alla “chippatura” e al ricovero dei randagi sta diventando un fenomeno altrettanto grave»
Aggredito da un branco di cani: muore a 10 anni nel Ragusano (15 marzo 2009)
(corriere.it) RAGUSA – Il giorno dopo la morte di Giuseppe Brafa, 10 anni, aggredito da un branco di cani randagi nel Ragusano, le polemiche e la richiesta di provvedimenti concreti partono dalla Sicilia e arrivano a Roma. Il sindaco di Scicli Giovanni Venticinque parla di «tragedia annunciata» e denuncia sia il vuoto legislativo che non consente di abbattere cani ritenuti pericolosi, sia la mancanza di fondi per rispettare la legge che impone a tutti i Comuni di avere un canile.
Nel nostro Paese ci sono 1 milione di “infidi”, cani abbandonati dall’uomo e sopravvissuti alla vita selvatica, che formano branchi, si accoppiano con i lupi, attaccano greggi e minacciano l’uomo. Ecco dove vivono, quanti sono e come ci si può difendere.
(Chiara Borelli)
http://www.pianetabeagle.com/2009/03/la-sicilia-e-il-randagismo-la-petizione/
LA SICILIA E IL RANDAGISMO: LA PETIZIONE
20 MARZO 2009
La Sicilia e il randagismo
Intanto, in tutta l’isola la «guerra» ha avuto le sue prime trionfali vittorie. Dopo indagini a tutto campo e un inseguimento serrato, sarebbe stato catturato, secondo i veterinari, il “capobranco” del gruppo di cani killer. Ma sono molti i volontari che aiutano le forze dell’ordine. Sono stati avvelenati cinque cani tra Cinisi e Terrasini, nel palermitano. Anche nella maggiore isola delle Eolie, Lipari, si canta vittoria: sono 13 i cani randagi catturati a Lipari. E si denuncia che nelle zone alte di Lipari (Quattropani, Pianoconte, Monte Gallina, Lami), si registrano continuamente stragi di galline.
Addirittura, la «guerra» è stata ufficializzata dall’Assemblea regionale siciliana, che si è accorta del problema. L’assessore alla sanità Massimo Russo, ha scoperto anche lui il problema e ha chiesto agli esperti del suo assessorato di redigere una relazione sui fatti e che chiederà all’Assemblea di integrare gli insufficienti fondi ministeriali al fine di creare nuovi canili.
Del resto, che la Sicilia avesse problemi col il randagismo lo si sapeva da tempo. Secondo le ultime stime regionali, che risalgono al 2008 e sono a disposizioni di tutti Assemblea e giunta regionale di destra compresa, sono circa 75mila i cani randagi nell’isola. Eppure proprio alla fine dello scorso anno, lo stesso assessore regionale Russo aveva firmato tre provvedimenti sul tema della prevenzione del randagismo, utilizzando appositi fondi trasferiti dal ministero della Salute nell’ambito dei finanziamenti previsti dalla legge 281/91. Con il primo sono stati finanziati tre progetti per l’ampliamento e la costruzione di nuovi rifugi, impegnando 415mila euro; il secondo ha riguardato il controllo della nascite attraverso la sterilizzazione dei cani randagi, con l’assegnazione di 350 mila euro in favore di 14 comuni siciliani che avevano presentato i relativi progetti; con il terzo si è provveduto al pagamento di quasi 200mila euro in favore di alcune associazioni per la protezione degli animali per il mantenimento degli animali da loro custoditi.
Eppure di tutti questi soldi i comuni di Modica e Scicli, non hanno visto un euro. Almeno questo è quello che dicono i due sindaci. Perché anche il sindaco della seconda cittadina è sotto i riflettori per le sue dichiarazioni. Giovanni Venticinque (nella foto), che guida una giunta di destra, ha cercato di replicare alle accuse che il sottosegretario Martini gli ha rivolto, farfugliando delle risposte sull’aggressione dei cani alla turista tedesca: «Questo non è un caso di randagismo», ha cercato di giustificarsi il primo cittadino di Scicli, «ma un caso di incuria perché i cani avevano un proprietario che era responsabile». La Martini ha risposto: «Quando i cani sono affidati a un soggetto e poi non sono più gestiti da questo, escono da quella situazione di protezione e ridiventano cani vaganti, quindi randagi». Ma è in merito ai finanziamenti previsti agli enti locali per il arginare il fenomeno del randagismo che crolla ogni tesi difensiva. «Ma quali fondi? Non abbiamo visto nessun fondo», si è giustificato Venticinque. «La Regione Sicilia è stata destinataria in questi ultimi anni di tre milioni di euro proprio finalizzati all’applicazione della legge 281 del ‘91 in materia di lotta al randagismo», ha risposto Martini. «Nel mio paese», si è difeso il sindaco di Scicli, «non è arrivato il becco di un centesimo: tanti finanziamenti restano nelle casse della Regione». Il sottosegretario alla Salute, che ha già accusato di inadempienze il Comune di Modica perché non ha mai utilizzato un finanziamento di 50mila euro per la realizzazione di un canile, ha risposto che «per ricevere dei fondi bisogna prima sviluppare una progettazione e quindi fare una procedura anche istruttoria».
È il segnale evidente che nulla è stato fatto dal comune di Scicli per evitare il fenomeno, che oggi si sta ripercuotendo tragicamente sui cittadini», ha fatto sapere il “Centro per i diritti del cittadino”, con le parole della responsabile Ambiente Valentina Coppola. Il Codici assicura inoltre che «vigilerà sull’utilizzo dei fondi e denuncerà alla Corte dei Conti eventuali distrazioni o appropriazioni illecite». Anche «la non utilizzazione dei fondi per la prevenzione del randagismo – prosegue la Coppola – rappresenta di per sé un danno erariale».
Gli esperti: «È il fallimento di una politica miope»
La scelta della «guerra» è sbagliata. Lo dicono gli esperti: «La proliferazione dei randagi incontrollati e le conseguenti ipotesi di abbattimento rappresentano il fallimento della prevenzione nel campo della sanità pubblica», spiega Carlo Scotti, dell’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. Responsabile del progetto Leavet, dichiara che «l’emergenza randagismo è un fenomeno cronico nel nostro Paese, tanto più nel Sud, sottovalutato da decenni. Nel frattempo la medicina veterinaria ha fatto passi da gigante sul fronte della prevenzione e della gestione degli animali senza proprietario, elaborando studi e programmi di intervento nei canili. Tutte conquiste ignorate». E adesso, «tocca assistere a tesi da “soluzione finale” – è l’amaro commento di Scotti – per le incapacità di amministrazioni».
D’accordo anche il professor Enrico Alleva, direttore del reparto di Neuroscienze comportamentali dell’Istituto superiore di Sanità e presidente della Società italiana di Etologia. Per l’etologo la miglior forma di prevenzione per evitare episodi di questo tipo «sta nel combattere il fenomeno degli abbandoni, che causano colonie di randagi, e nel promuovere progetti di ri-adozione degli animali abbandonati».
Sign for Non uccidiamo i cani randagi di Scicli !!
A: Sindaco di Scicli
Associazione Rapid Dogs Rescue PETIZIONE CONTRO LA SOPPRESSIONE DEI CANI DI SCICLI Spett.le Comune di Scicli In persona del Sindaco Spett.le Servizi Veterinari del Distretto di Modica Con la Presente petizione, siamo a chiedere alle Istituzioni competenti che i 15 cani randagi catturati a seguito del grave episodio verificatosi nella giornata del 15 marzo 2009 nel Comune di Scicli, in cui ha perso la vita un bambino, non siano soppressi, ma vengano affidati a delle idonee strutture in grado di accoglierli e avviarli alla rieducazione. Siamo coscienti della gravità dell’episodio, e vicini alla famiglia nel lutto che sta attraversando, ma concordi nel sostenere che la responsabilità dell’accaduto vada ascritta unicamente al Comune, quale responsabile della cura e della custodia dei randagi presenti sul suo territorio. E’ improbabile inoltre che l’aggressione sia avvenuta da parte dell’intero branco. Verosimilmente molti degli animali non hanno preso parte all’aggressione e non devono diventarne a loro volta vittime. E’ troppo facile adesso prendersela con gli animali, per lavarsene le mani e cercare di riparare il danno, celando così le responsabilità civili e penali di chi ne aveva la custodia. Come Associazione animalista siamo pronti ad operarci per trovare una adatta sistemazione per gli animali, onde evitare che episodi del genere possano ripetersi. Ma ci preme sottolineare che se il Comune di Scicli avesse adottato le idonee misure di prevenzione del randagismo, quali la sterilizzazione sistematica degli animali presenti sul territorio comunale, il loro ricovero in adeguati rifugi e/o canili tutto ciò non sarebbe mai accaduto.
FONTE : L’UNITA’
PETIZIONE PROMOSSA DA: “Associazione Rapid Dogs Rescue”
http://www.corrierediragusa.it/public/articoli/5227-il-sindaco-di-scicli-responsabilit-a.asp
SCICLI
La tragedia di Giuseppe – Giovanni Venticinque precisa che il caso era stato segnalato
Il sindaco di Scicli: “Non siamo noi i responsabili, ma altri”
“Cosa hanno fatto la procura e la polizia giudiziaria da agosto? In queste settimane il numero dei cani si è più che raddoppiato”. Intanto l´Oipa si oppone all´abbattimento delle bestie
Riportiamo di seguito ed in versione integrale una nota del sindaco di Scicli Giovanni Venticinque
C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare. Dopo il primo episodio noi avevamo scelto il silenzio stringendoci attorno al dramma di una famiglia nella sofferenza. Dopo il secondo evento drammatico abbiamo scelto di raccontare i fatti, per fare chiarezza.
Questa è una tragedia che ci ammutolisce: davanti alla morte di un bambino di 10 anni, da padre, posso solo dire che è terribile. Di mattina ho sentito il bisogno di recarmi subito nei luoghi dove è avvenuto il triste episodio e mi sono trovato di fronte ad un altro fatto gravissimo. Ho visto un branco di animali che avevano aggredito una giovane e non ho potuto far altro che intervenire. E’ stata un’esperienza drammatica che, sono certo, mi accompagnerà per tutta la vita. Ho sentito, come uomo, subito la sensazione di impotenza.
Per i drammatici episodi accaduti ho sentito parlare di vittime del randagismo e purtroppo anche di una responsabilità consequenziale del comune.
Si tratta di notizie assolutamente false, anzi al contrario il comune si è mosso in ogni direzione consentita per prevenire la tragedia che si è verificata.
I cani in questione non sono randagi ma hanno un padrone, identificato l´estate scorsa proprio dalla polizia municipale a seguito di un´attività d´indagine che ha preso le mosse da alcune denunce presentate presso la stazione dei carabinieri di sampieri da turisti vittime di aggressioni.
Tale identificazione ha permesso ai carabinieri ed alla polizia municipale di effettuare un sequestro penale degli animali e da allora la competenza esclusiva sulla sorte di tali cani è passata alla magistratura, non potendo il comune invadere il campo istituzionale dell´autorità giudiziaria.
Non solo, aggiungo che il comune si è mosso anche nella direzione di attivare i servizi sociali subito dopo il sequestro penale delle forze dell´ordine (settembre 2008), inviando sul posto un assistente sociale, il cui verbale è stato trasmesso all’autorità giudiziaria.
Essere sindaco di questo paese mi carica di ulteriori responsabilità e ci spinge, come amministrazione, ad attivarci nell’ambito delle nostre competenze, per poterne garantire la sicurezza.
«Non è nostra la responsabilità della tragedia. La mia amministrazione, già dalla scorsa estate, aveva segnalato la situazione alla procura. Ma nessuno ha mai mosso un dito per indurre «il mecenate dei cani» a controllarli». Non le manda a dire il sindaco del comune di Scicli Giovanni Venticinque, nel cui territorio ricade buona parte di contrada Ciarciolo, tra Marina di Modica e Sampieri, dove i cani hanno sbranato vivo il piccolo Giuseppe.
«Le responsabilità – incalza Venticinque – non stanno qua, ma più in alto. Cosa ha fatto in tutti questi mesi la polizia giudiziaria? A quanto mi consta, se lo scorso agosto i cani erano una ventina al massimo, nelle ultime serrimane il numero era più che raddoppiato: almeno una cinquantina. E mi preme precisare un dato di fatto: non ci troviamo dinanzi al fenomeno del randagismo. Questo è un caso tutto particolare, che, lo ribadisco, era già stato segnalato alla procura. Tutti sapevamo che Virgilio Giglio, al quale la stessa procura aveva affidato gli animali in custodia giudiziale, era un tipo particolare, e doveva essere tenuto sotto controllo, come i cani ai quali badava. Ma non spettava a noi farlo».
Per quanto riguarda il fenomeno randagismo, Venticinque non si tira indietro: «La notte i cani scendono fino in centro. Sono al corrente di questa situazione e, come ente, nei limiti delle nostre possibilità ci stiamo attrezzando per sterilizzare le cagne, nonché per attrezzare un canile «di fortuna» in un terreno di proprietà comunale. Ma i fondi sono inesistenti e il comune fa quello che può. Ci vogliono – conclude Venticinque – leggi nuove per arginare il randagismo, una problematica comune a tutta la nazione. E, lo ripeto, la tragedia del piccolo Giuseppe è scaturita da una circostanza a sé stante, che non c’entra nulla con il randagismo. Chi doveva vigilare non l’ha fatto».
LA CATTURA DEI RANDAGI IN UN CONTESTO DI SQUALLORE E SUDICIUME. I CANI SARANNO ABBATTUTI, MA L’OIPA E LA LAV INSORGONO
I Carabinieri hanno supervisionato le operazioni di cattura dei cani randagi, a cura di personale specializzato. Il casolare dove viveva Virgilio Giglio era un ricettacolo di sudiciume. Carcasse di cani morti, rifiuti, ossa di altri animali. E i cani, quelli ancora in libertà, tutti di colore nero, si aggiravano minacciosi nei pressi, con la coda all’insù e con i denti digrignati, pronti ad attaccare. Gli animali sono stati condotti in una struttura sicura, in attesa che la procura decida quanto dovranno essere abbattuti. Ma le associazioni ambientaliste già insorgono contro questa eventualità.
Secondo la delegata provinciale Oipa (Organizzazione italiana protezione animali) è «Una tragedia annunciata quella della morte del piccolo Giuseppe, per la quale ci uniamo al cordoglio della famiglia e della città. Sono anni – scrive la Raffa – che l’Oipa parla delle inadempienze dei comuni, che non hanno stipulato una convenzione con uno dei due canili del territorio, né tantomeno si sono dotati di un canile sanitario comunale, come dovrebbe invece essere per legge. Sono anni – aggiunge la Raffa – che l’Oipa predica le sterilizzazioni delle cagne. La verità è una sola, i sindaci sono inadempienti, perché la legge li obbliga a convenzionarsi con una struttura idonea per i cani, qualora non dispongano di un canile sanitario comunale.
Ma i debiti accumulati dagli enti con le due realtà presenti sul territorio, la «Dog professional» e la «Cooperativa Maya» – conclude la Raffa – hanno indotto i responsabili a sospendere il servizio». Il concetto è stato sostanzialmente ribadito dal responsabile provinciale della Lav (lega anti vivisezione) Biagio Battaglia.
E’ un residente infine a spezzare infine una lancia in favore di Virgilio Giglio: «faceva quello che poteva con il poco di cui disponeva. Virgilio era un volontario, si era sostituito alle istituzioni inadempienti, accollandosi i loro doveri. Non doveva finire così».
IL SINDACO DI RAGUSA NELLO DIPASQUALE STIGMATIZZA LE DICHIARAZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO ALLA SALUTE FRANCESCA MARTINI
La tragedia di Giuseppe ha fatto registrare l´intervento del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, intervento non condiviso dal sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, che così ribatte:
«Leggo con rammarico la nota del Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini che accusa i sindaci del Centro sud e della mia provincia e parla della necessità di attuare investimenti in materia di randagismo. Qualsiasi dichiarazione fatta all´indomani di un episodio che ci addolora tutti, imporrebbe il silenzio piuttosto che esternazioni dettate da un´onda emotiva».
«Non voglio assolutamente pensare che il Sottosegretario, facendo riferimento ai sindaci del sud ed essendo lei una appartenente alla Lega Nord, si sia lasciata condizionare da atteggiamenti antimeridionalisti che mortificherebbero noi primi cittadini sempre più impegnati a portare avanti progetti di crescita e sviluppo delle comunità che amministriamo. Su questo sono sicuro di sbagliarmi ma, sulla inopportunità della dichiarazione del sottosegretario Martini, ne sono certo».
«Siamo stanchi di vederci scaricare dal Governo centrale sempre maggiori oneri e servizi, senza di contro trovare uno Stato che invece di aiutarci taglia risorse. Se il Sottosegretario vuole dare un contributo ai sindaci deve piuttosto impegnarsi a farci avere degli stanziamenti. E´ troppo semplice starsene seduti in Parlamento e scaricare responsabilità su uomini che si trovano quotidianamente in trincea e che non hanno risorse per garantire servizi essenziali. Il Comune che amministro non opera sprechi e può considerarsi virtuoso, capace, nonostante tutto, di garantire servizi al territorio compresi quelli per la lotta al randagismo».
«Invito comunque i Presidenti nazionale e regionale dell´Anci – conclude Dipasquale – a stigmatizzare con altrettanta forza un atteggiamento demagogico come quello mostrato dal sottosegretario, rappresentante di un Governo che non può e non dovrebbe permettersi di attaccare ingiustamente istituzioni che ogni giorno sono impegnate a lavorare per servire la comunità amministrata».
http://www.sciclinews.com/news/Virgilio-Giglio-interrogato-per-quattro-ore/0000011000
Virgilio Giglio interrogato per quattro ore
Modica – Per quasi quattro ore è stato messo sotto torchio dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Modica, Maria Letizia Mocciaro, il pubblico ministero che ha affidata l’inchiesta sui cani randagi di Punta Pisciotto. Virgilio Giglio, il sessantaquattrenne sciclitano arrestato dai carabinieri la sera del 15 marzo scorso dopo la tragedia del piccolo Giuseppe Brafa, sbranato dai cani randagi ed attualmente ammesso ai domiciliari, è comparso davanti al magistrato alla presenza del suo difensore, l’avvocato Francesco Riccotti. Ha risposto a tutte le domande del piemme con molta lucidità. “Il mio assistito – spiega Riccotti – è stato molto preciso nelle risposte. Ha riconosciuto alcuni cani come suoi attraverso le foto che gli venivano sottoposte, e di ognuno di essi forniva anche il nome. Ha dato ampie spiegazioni, come dicevo, dando ampio contributo per individuare i cani che riconosceva essere suoi”. Intorno alle 20 l’interrogatorio si è concluso. Adesso il magistrato dovrà valutare il da farsi relativamente a Giglio dato che il suo difensore ha reiterato la richiesta di remissione in libertà mentre la prossima settimana dovrebbe celebrarsi l’udienza davanti alla Corte di Cassazione. Ma già nei prossimi giorni potrebbe esserci qualche novità nelle indagini svolte dai carabinieri che in atto vedono “avvisati” oltre a Giglio, due veterinari modicani dell’Ausl 7 di Ragusa.
Saro Cannizzaro
Articolo pubblicato su @nmvi Oggi (http://www.anmvioggi.it)
RANDAGISMO: SOLDI USATI PER COMPRARE TENDAGGI
L’Ordine del Giorno presentato il 25 marzo all’Assemblea Regionale Siciliana dal
deputato del PD Pino Apprendi e votato all’unanimità, aiuterà a fare chiarezza sulla
destinazione dei fondi per contrastare il randagismo. L’Ordine del Giorno rivela sconcertanti
particolari sulla destinazione dei fondi sul randagismo che il Ministero della Salute ha destinato
all’Assessorato Regionale alla Sanità: soldi spesi – si legge nell’atto parlamentare – “addirittura
allo scopo di acquistare tendaggi e arredi, distraendo somme altrimenti destinate alla
prevenzione del randagismo”.
Nell’Ordine del Giorno si evidenzia, purtroppo, l’assoluta inadeguatezza delle politiche e delle
iniziative regionali in materia di prevenzione del randagismo e di anagrafe canina e in
particolare si “rileva una stridente differenza tra quanto dichiarato dal Sottosegretario Martini a
proposito dei trasferimenti disposti in favore della Regione siciliana e gli impegni assunti
dall’Assessorato regionale alla Sanità che solo recentemente ha impegnato e in parte assegnato,
attraverso bandi, meno di un milione di Euro ai Comuni, consorzi di Comuni, Aziende sanitarie
locali e associazioni di volontariato”.
L’Ispettorato Veterinario dell’Assessorato regionale viene accusato di essersi contraddistinto per
ripetuti episodi d’inerzia e per una condotta che ha anche arrecato danni all’immagine turistica
della Regione. Infine, con l’atto parlamentare si chiede al Governo regionale di fornire una
puntuale elencazione dei trasferimenti ricevuti dallo Stato e un’esaustiva rendicontazione degli
impegni assunti, di verificare se gli assegnatari di fondi e dei relativi incarichi abbiano
raggiunto gli obiettivi prefissati nonché di accertare e perseguire le responsabilità
amministrative e omissive di quanti hanno determinato, nel tempo, l’attuale condizione di
disastro nella gestione della lotta al randagismo.
La LAV Sicilia ha incaricato i propri legali di depositare una richiesta d’indagine alla Procura
regionale della Corte dei Conti, per verificare come questi fondi sono stati spesi, non spesi o
non recuperati.XV Legislatura ARS
IL TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO
REPUBBLICA ITALIANA ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
RANDAGISMO: SOLDI USATI PER COMPRARE TENDAGGI Page 1 of 2
http://www.anmvioggi.it/print/9424 27/03/2009
ORDINE DEL GIORNO APPROVATO NELLA SEDUTA N. 77 DEL 25 MARZO 2009
(119)
L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
i recenti e drammatici fatti verificatisi nella Sicilia sud orientale hanno evidenziato l’assoluta
inadeguatezza delle politiche e delle iniziativeregionali in materia di prevenzione del
randagismo edi anagrafe canina;
si rileva una stridente differenza tra quanto dichiarato dal sottosegretario, on. Martini, a
proposito dei trasferimenti disposti in favore della Regione siciliana e gli impegni assunti
dall’Assessorato regionale Sanità, che solo recentemente ha impegnato e in parte assegnato,
attraverso bandi, meno di un milione di euro ai
comuni, consorzi di comuni, aziende sanitarie locali e associazioni di volontariato;
RILEVATO che tale stridente differenza lascia supporre che ingenti risorse statali siano andate
perdute nei meandri delle perenzioni;
CONSIDERATO che:
l’ispettorato veterinario dell’Assessorato regionale si è contraddistinto per ripetuti episodi
d’inerzia, addirittura allo scopo di acquistaretendaggi e arredi, distraendo somme altrimenti
destinate alla prevenzione del randagismo;
tale inerzia e tale disinvolta gestione hanno anche portato danni all’immagine turistica della
Regione e alla visibilità dell’amministrazione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a fornire una puntuale elencazione dei trasferimenti ricevuti dallo Stato e un’esaustiva
rendicontazione degli impegni assunti, delle relative finalità e dei destinatari;
a verificare se gli assegnatari di fondi e dei relativi incarichi abbiano raggiunto gli obiettivi
prefissati;
ad accertare e a perseguire le responsabilità amministrative ed omissive di quanti hanno
determinato, nel tempo, l’attuale condizione di disastro nella gestione della lotta al randagismo.
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10 GIUGNO 2009
Il sottosegretario Martini: Venticinque faccia il suo dovere per i randagi
Altola’ del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini al sindaco di Scicli che ha rilasciato dichiarazioni ad organi di informazione sul problema del randagismo in Sicilia alla luce degli ultimi episodi di potenziali aggressioni da parte di cani vaganti ancora presenti su quel territorio.”I provvedimenti intrapresi dai Sindaci delle localita’ in cui si sono verificati recenti episodi di aggressione a persone da parte di cani randagi – ribadisce Martini – non tenevano conto delle leggi vigenti e delle responsabilita’ loro attribuite, spingendosi addirittura al tentativo di mettere in atto una vera e propria mattanza dei cani. Il Ministero ha potuto verificare situazioni di incuria e degrado sul territorio che si protraevano da decenni come risultato di una costante negligenza da parte di chi aveva il dovere di utilizzare i fondi appositamente destinati al problema del randagismo per attuare politiche di sterilizzazione, microchippatura e responsabilizzazione dei proprietari di cani. Proprio per avviare un percorso ‘virtuoso’ e iniziare a dare soluzione al grave fenomeno del randagismo in Sicilia e’ stato definito in collaborazione con l’Assessore alla Sanita’ della Sicilia Massimo Russo un programma operativo preciso che spetta alla Regione e parte proprio dalla provincia di Ragusa utilizzando le opportune risorse umane e finanziarie”.”Sollecito tutte le istituzioni locali nuovamente e fermamente ad adoperarsi per tutelare l’incolumita’ pubblica ed evitare il ripetersi di continui episodi di violenza nei confronti di cani randagi”, avverte ancora Martini, ”si proceda con gli atti dovuti che riassumo per l’ennesima volta: cattura dei cani nel rispetto della loro salute, ricovero, cura, registrazione attraverso l’anagrafe canina.Ricordo inoltre al Sindaco di Scicli Giovanni Venticinque, che dice che il randagismo c’e’ anche a Milano, che sarebbe bene smetterla con questa politica dello scaricabarile che ormai fa solo ridere, e si ricordi che e’ proprio la civile Milano che ha adottato molti dei cani randagi reduci dai gravi fatti avvenuti nel ragusano. La sua affermazione, caro Sindaco, si commenta da sola…”.
Asca
http://www.sciclinews.com/news/Randagismo,-l%20Anci-chiede-misure-concrete/0000010989
Randagismo, l’Anci chiede misure concrete
Chiaramonte Gulfi – Il Sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, in qualità di Coordinatore provinciale dell’Anci, Giuseppe Nicastro, in merito alla problematica del randagismo che desta grande allarme nella popolazione e provoca gravi danni all’immagine di tutto il territorio ibleo, ha dichiarato: “ Ancor oggi, dopo i fatti eclatanti della scorsa primavera, tutto è rimasto come prima e le responsabilità sono solo sulle nostre spalle. E’ assolutamente impensabile che i Comuni possano, da soli, far fronte, anche per le difficoltà economiche e di mezzi, ad un controllo del territorio in maniera capillare ( ad es. Chiaramonte è esteso 126 kmq). Solo persone irresponsabili ed incapaci di ricoprire il ruolo che le è stato assegnato, come la sottosegretario Martini, possono pensare che l’attuale sistema sia idoneo a debellare il fenomeno del randagismo.Occorre che lo Stato, la Regione e la Provincia facciano la loro parte e sostengano in tutti i modi gli sforzi che i Comuni devono mettere in atto, accollandosi ad es. almeno il 50% delle spese necessarie per gli interventi sul territorio ed il ricovero dei cani randagi.
Creino loro delle strutture idonee al ricovero dei cani ( oggi gestite dai privati ) o diano risorse sufficienti per la loro realizzazione e successiva gestione.I Comuni della provincia fanno fronte, come possono, al ricovero dei cani randagi, sostenendo pesanti oneri (si pensi che il Comune di Chiaramonte Gulfi in un anno spende oltre 35 mila euro). Questo impegno economico alla fine è assolutamente inutile per gli effetti di una norma di legge, illogica ed insensata, che prevede, dopo la sterilizzazione dei poveri cani, ad opera del personale veterinario dei canili, l’immissione degli stessi sul territorio che a quel punto diventano “proprietà” comunale con tutte le conseguenze del caso.A quel punto il fenomeno si ripresenta in tutta la sua devastante portata e a farne le spese sono solo i Sindaci.
Basti vedere quanto è successo al collega del Comune di Scicli, Giovanni Venticinque, al quale esprimo tutta la mia solidarietà e dell’ANCI.Occorre, insomma, rivedere tutto il sistema che governa la lotta al randagismo, creare sinergie tra i vari enti, condividere percorsi comuni e, soprattutto, non scaricare sui Comuni, come succede spesso, ogni responsabilità”.Ciascuno deve fare la propria parte ed assumersi le conseguenti responsabilità.
Chiaramonte Gulfi
11 GIUGNO 2009
Il comitato per l’ordine e la sicurezza a Scicli
Randagismo, finalmente ci sono gli atti che soddisfano Giovanni Venticinque di Caterina Gurrieri
Scicli – E’ cominciata poco prima delle 14,00 a Palazzo di città a Scicli la riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza chiesta dal sindaco Giovanni Venticinque dopo l’eclatante protesta di ieri in Prefettura, cominciata dopo il vertice della mattina e conclusa solo dopo le 21.30. Solo allora il sindaco Venticinque ha avuto la certezza che lunedì mattina si recherà a Palermo con il prefetto per incontrare l’assessore regionale alla sanità Massimo Russo a cui chiederà che fine abbia fatto il decreto assessoriale su un progetto pilota per il randagismo mai entrato in vigore e sul quale era stata stanziata la somma di 900 mila euro. E proprio stamattina il sindaco ha convocato una conferenza stampa ed ha mostrato ai giornalisti il documento con data del 20 aprile 2009 dove appunto era stata istituita in provincia di Ragusa una unità operativa territoriale finalizzata alla gestione di un specifico “progetto pilota per la gestione della popolazione canina”. Intanto dal tavolo tecnico di oggi è emerso che i lavori di bonifica sull’area in questione, ovvero nella zona del Pisciotto dove vige ancora il divieto d’accesso, e in un raggio d’area di oltre 2 km e mezzo, saranno affidati nel coordinamento a Chiarina Corallo, responsabile della protezione civile di Ragusa. E già da domani la bonifica prenderà il via. Al termine di ogni intervento sarà stilata una verifica per fare il punto della situazione.
Randagismo, ancora polemiche a distanza con il sottosegretario
Francesca Martini, Venticique la smetta
“Milano ha adottato i cani del Pisciotto”
Roma – Altola’ del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini al sindaco di Scicli che ha rilasciato dichiarazioni ad organi di informazione sul problema del randagismo in Sicilia alla luce degli ultimi episodi di potenziali aggressioni da parte di cani vaganti ancora presenti su quel territorio.”I provvedimenti intrapresi dai Sindaci delle localita’ in cui si sono verificati recenti episodi di aggressione a persone da parte di cani randagi – ribadisce Martini – non tenevano conto delle leggi vigenti e delle responsabilita’ loro attribuite, spingendosi addirittura al tentativo di mettere in atto una vera e propria mattanza dei cani. Il Ministero ha potuto verificare situazioni di incuria e degrado sul territorio che si protraevano da decenni come risultato di una costante negligenza da parte di chi aveva il dovere di utilizzare i fondi appositamente destinati al problema del randagismo per attuare politiche di sterilizzazione, microchippatura e responsabilizzazione dei proprietari di cani. Proprio per avviare un percorso ‘virtuoso’ e iniziare a dare soluzione al grave fenomeno del randagismo in Sicilia e’ stato definito in collaborazione con l’Assessore alla Sanita’ della Sicilia Massimo Russo un programma operativo preciso che spetta alla Regione e parte proprio dalla provincia di Ragusa utilizzando le opportune risorse umane e finanziarie”.
”Sollecito tutte le istituzioni locali nuovamente e fermamente ad adoperarsi per tutelare l’incolumita’ pubblica ed evitare il ripetersi di continui episodi di violenza nei confronti di cani randagi”, avverte ancora Martini, ”si proceda con gli atti dovuti che riassumo per l’ennesima volta: cattura dei cani nel rispetto della loro salute, ricovero, cura, registrazione attraverso l’anagrafe canina. Ricordo inoltre al Sindaco di Scicli Giovanni Venticinque, che dice che il randagismo c’e’ anche a Milano, che sarebbe bene smetterla con questa politica dello scaricabarile che ormai fa solo ridere, e si ricordi che e’ proprio la civile Milano che ha adottato molti dei cani randagi reduci dai gravi fatti avvenuti nel ragusano. La sua affermazione, caro Sindaco, si commenta da sola…”.(asca)
http://www.sciclinews.com/news/Randagismo,-vige-la-legge-del-taglione—/0000010984
Randagismo, vige la legge del taglione
L’Esercito.
Ecco la necessità di intervenire con la forza dove buon senso e rispetto delle regole non arrivano. Eppure esiste una legge (non applicata) e fondi (stanziati e dirottati altrove) per combattere il fenomeno del randagismo che, proprio per essere stato finora volutamente e dolosamente sottovalutato, a Sampieri è diventato allarme sociale.
Un bambino ha pagato con la vita l’incapacità istituzionale che ha continuato imperterrita il proprio cammino ignorando le più elementari norme del vivere civile. La cattura di un branco di cani non identificato ha tacitato la coscienza di chi dopo avere causato una tragedia che ancora oggi rischia di ripetersi, si sente tutelato dal ruolo che ricopre. Così è bastato catturare un branco di cani sui quali è stato negato l’esame del Dna e arrestare un presunto colpevole per sollevare un polverone e impedire ogni ragionevole accertamento che lasciasse emergere nette le responsabilità. Distinguendo gli uomini dagli animali.E magari, adesso, bastasse dichiarare guerra ai cani, chiudere la spiaggia e chiamare l’Esercito per risolvere il problema. I cuccioli catturati con il branco, hanno ucciso altri cuccioli nei box del canile. Sembra ovvio, quindi, che quei cani rimasti in libertà possono uccidere chiunque e dovunque. Altrettanto ovvio appare che non avendo accertato quali animali hanno ucciso e, soprattutto, perché, la vicenda rimane pericolosamente aperta. A meno che i cani, spaventati dall’arrivo dell’Esercito, non decidano di consegnarsi spontaneamente al canile e non ammettano le proprie responsabilità per evitare che innocenti paghino per loro. Possiamo persino sperare che l’inavvicinabile capobranco si penta e consenta di identificare i complici rimasti a zampe libere. Ma i cani non parlano. Nemmeno sotto tortura. E gli uomini? A fatica, ma parlano. Vanno però indagati, interrogati, processati e giudicati. Montalbano docet.
MILANO: BASTA RANDAGI DALLA SICILIA!
12 GIUGNO 2009
Dice il Garante per la Tutela degli Animali, Dott. Gianluca Comazzi:
“Milano e la sua Provincia non possono continuare ad accogliere i cani della Sicilia perchè i Sindaci dei comuni competenti sul territorio non ottemperano alla normativa vigente in materia di tutela dal randagismo. Negli ultimi mesi decine di cani sono stati portati nei rifugi lombardi, per sottrarli a un massacro indiscriminato che si è attuato in Sicilia in seguito a specifiche direttive delle Amministrazioni locali. La Legge 281/91 prevede esplicitamente che i Comuni siano responsabili della costruzione di rifugi per i cani e che alle Unità Sanitarie Locali competa il controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante la limitazione della nascite. A differenza di quanto sostiene il Sindaco di Scicli, Sig. Giovanni Venticinque, che probabilmente non ha mai soggiornato a Milano, nella nostra città non esiste un problema randagismo e il canile recentemente inaugurato, che ospita attualmente 185 cani e una sessantina di gatti (tutti sterilizzati), è unanimemente considerato una struttura d’avanguardia a livello europeo atta soprattutto a tutelare il benessere degli animali ospitati. Ci auspichiamo che Il Sig. Venticinque e gli altri Sindaci dei comuni siciliani si attivino al più presto per ottemperare a quanto previsto dalla legge evitando proclami di abbattimento sommario dei cani e iniziando a collaborare, invece che criticare, con il Sottosegretario alla salute, On. Martini, che tanto sta facendo per migliorare la gravissima situazione del randagismo della Regione Sicilia.”
13 GIUGNO 2009
SICILIA: NUOVA DIRETTIVA SU RANDAGISMO, CATTURA SPETTA AI SINDACI (3)
(ASCA) – Roma, 13 giu – I servizi veterinari, in particolare, sono tenuti ad acquistare i microchip, effettuare le operazioni di anagrafe e impianto del microchip, provvedere alla registrazione della scheda anagrafica e apportarvi ogni modifica e aggiornamento necessario; procedere agli interventi di sterilizzazione dei cani presso gli ambulatori veterinari comunali o presso i rifugi sanitari pubblici; predisporre interventi preventivi finalizzati al controllo delle nascite delle popolazioni canine; provvedere alla formazione del personale che partecipa ai programmi di prevenzione del randagismo e alla cattura e al recupero degli animali; collaborare con i Comuni per l’attivazione degli ambulatori veterinari comunali dove effettuare le operazioni di anagrafe e di sterilizzazione; provvedere alla assistenza sanitaria dei cani ospitati nei rifugi sanitari; provvedere alla fornitura farmaceutica, dei vaccini e del materiale necessario al funzionamento degli ambulatori veterinari; coordinare e programmare interventi specifici sul territorio per la prevenzione del randagismo.
I servizi veterinari, inoltre, d’intesa con le competenti autorita’ sul territorio, dovranno predisporre piani operativi straordinari di contrasto al fenomeno del randagismo.
Ai proprietari o detentori di cani e’ fatto obbligo di registrare all’anagrafe canina l’animale, nel secondo mese di vita, mediante l’applicazione del microchip; controllare la conduzione dell’animale utilizzando sempre il guinzaglio e portando con se’ una museruola. Previste sanzioni anche per i proprietari inadempienti.
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MILANO: BASTA RANDAGI DALLA SICILIA!
12 giugno 2009 -
Milano, 12 Giugno 2009
Dice il Garante per la Tutela degli Animali, Dott. Gianluca Comazzi:
MILANO: BASTA RANDAGI DALLA SICILIA!
“Milano e la sua Provincia non possono continuare ad accogliere i cani della Sicilia perchè i Sindaci dei comuni competenti sul territorio non ottemperano alla normativa vigente in materia di tutela dal randagismo. Negli ultimi mesi decine di cani sono stati portati nei rifugi lombardi, per sottrarli a un massacro indiscriminato che si è attuato in Sicilia in seguito a specifiche direttive delle Amministrazioni locali. La Legge 281/91 prevede esplicitamente che i Comuni siano responsabili della costruzione di rifugi per i cani e che alle Unità Sanitarie Locali competa il controllo della popolazione dei cani e dei gatti mediante la limitazione della nascite. A differenza di quanto sostiene il Sindaco di Scicli, Sig. Giovanni Venticinque, che probabilmente non ha mai soggiornato a Milano, nella nostra città non esiste un problema randagismo e il canile recentemente inaugurato, che ospita attualmente 185 cani e una sessantina di gatti (tutti sterilizzati), è unanimemente considerato una struttura d’avanguardia a livello europeo atta soprattutto a tutelare il benessere degli animali ospitati. Ci auspichiamo che Il Sig. Venticinque e gli altri Sindaci dei comuni siciliani si attivino al più presto per ottemperare a quanto previsto dalla legge evitando proclami di abbattimento sommario dei cani e iniziando a collaborare, invece che criticare, con il Sottosegretario alla salute, On. Martini, che tanto sta facendo per migliorare la gravissima situazione del randagismo della Regione Sicilia.”
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sindaco@comune.scicli.rg.it;