Le ragioni contrapposte del “caso Siliqua”
25 giugno 2009 -
LETTERA DEL SINDACO A L’UNIONE SARDA
unione@unionesarda.it
Le ragioni contrapposte del “caso Siliqua”
Sfamare i randagi, tutelare l’igiene: le buone intenzioni in conflitto
Un Tg nazionale ha dato grande risalto alla notizia che una pensionata sarda è stata multata perché sfamava un randagio stremato, nonostante l’ordinanza di divieto del Sindaco. Mi sono vergognata di essere sarda. Il comandante della Polizia municipale si vantava che a Siliqua c’è la più bassa percentuale di randagismo… ma quale cane si permette di sostare in un paese dove l’intolleranza si taglia a fette? Perché non si è consentito a chi poteva di adottare un randagio e farlo diventare un cane di quartiere?
PAOLA PALMAS – CARBONIA
Il sindaco di Siliqua non ha rispettato la legge 281 del 1991 sul benessere degli animali randagi. Eppure ha l’ardire di multare una povera signora che ha ritenuto doveroso nutrire un povero cane. Non solo il Sindaco non fa ciò che dovrebbe, ma vieta ai suoi cittadini di rimediare alle sue omissioni. La sua ordinanza “affama randagi” (simile ad altre, già annullate dai rispettivi Tar) determina la possibilità che i cani randagi vaganti attacchino le persone per fame.
ALESSIO MORONI – ALESSIO.MORONI@YAHOO.IT
Sono il Sindaco di Siliqua. Mortificato che il paese e i suoi abitanti siano stati rappresentati con epiteti irripetibili su migliaia di messaggi che circolano sul Web. Il buon cuore, la solidarietà, l’umanità, l’amore per il prossimo e per gli animali regolano il modus vivendi mio e dei siliquesi. Con l’eccezione di qualcuno che, ovviamente, sta strumentalizzando politicamente la situazione. La signora non è stata multata perché dava da mangiare ad un povero randagio, bensì perché aveva posto i contenitori presso il cancello della scuola materna frequentata da 88 alunni. Se gli avesse dato da mangiare nell’ingresso di casa sua, in attesa del ritiro del cane, nessuno l’avrebbe multata. Anzi, sicuramente l’avremmo ringraziata. Non è vero che i vigili urbani erano stati informati della presenza della bestiola. Alcuni genitori dei bambini della scuola materna si erano lamentati perché la signora Todde lasciava andare in giro per le vie del paese senza guinzaglio e museruola il suo cane, classificato tra i pericolosi. Non intendo fare polemiche, ma come Sindaco sono responsabile della sicurezza e delle norme igienico sanitarie. Nei confronti di tutti e in particolare dei bambini. Mi spiace se qualcuno lo dimentica, ma ho il dovere di tutelare tutti. A volte sarebbe più semplice girare le spalle e far finta di nulla, come spesso accade da altre parti. Perdonatemi, il mio senso civico è talmente forte che non ci riesco, anche a costo di incorrere in ingiuste accuse. I cittadini che conoscono me e il mio rispetto per gli animali sanno perfettamente l’abuso che si è fatto dell’episodio. Tanto mi basta.
PIERGIORGIO LIXIA Sindaco di Siliqua
Effetti devastanti di un conflitto fra Nobili intenzioni. Il Comune deve tutelare l’igiene e la sicurezza pubblica e non può consentire che davanti alla scuola materna si allestisca una mensa per randagi. La cittadina pietosa poteva essere allontanata con garbo, senza multe. Il randagio poteva essere soccorso (come da legge) e adottato. I talebani animalisti che dilagano sul Web (e sulla casella de L’Unione Sarda) potrebbero riflettere sul fatto che i Comuni sardi affrontano quotidianamente molte emergenze umane, con bilanci dolorosamente inadeguati. Infine, il Sindaco Lixia potrebbe evitare di gridare al complotto politico se finisce sui media e viene criticato. Un pizzico di buon senso generale gioverebbe alla situazione. Ma forse è più facile fare cagnara. DANIELA PINNA 25/06/2009
«Multata per il randagio? Ecco perché»
di Erminio Ariu (Fonte: LA NUOVA SARDEGNA del 24 giugno 2009)
redazione.cagliari@lanuovasardegna.it;
SILIQUA. «La signora è stata multata non perché sfamava il randagio malato, ma perchè aveva sistemato le ciotole a ridosso del cancello d’ingresso della scuola materna, mettendo a repentaglio la salute dei bambini». Il sindaco Piergiorgio Lixia rompe il silenzio e dà la sua versione sulla sanzione da 105 euro piovuta come una tegola su Natalina Todde, la casalinga che, impietosita dalle condizioni di un setter moribondo, per alcuni giorni l’aveva accudito. Un comportamento sanzionato con un provvedimento notificato dai vigili urbani ma contestato dalla donna. Che il sindaco invece difende a spada tratta. «La scuola vicino alla quale la signora nutriva il cane è frequentata da 88 bambini, ovvio che la presenza del setter costituisse pericoli sanitari – spiega Piergiorgio Lixia -. Se la signora Todde avesse dato da mangiare al cane davanti all’ingresso della sua abitazione (a quattro soli metri di distanza ndr) nessuno l’avrebbe multata». Il sindaco non ci sta ad essere considerato nemico degli animali. «Non è possibile subire questi attacchi ingiustificati – afferma -. Non voglio passare come l’orco che ha emanato un’ordinanza che vieta di dar da mangiare ai cani randagi. Sono indignato per come la realtà delle cose è stata distorta e pilotata a senso unico e in alcuni casi senza dare spazio e voce alle repliche. E non ho accettato come il comune di Siliqua è stato dipinto». Il primo cittadino di Siliqua denuncia di essere stato anche oggetto di insulti e messaggi velenosi. «Per un fatto che non corrisponde al vero – insiste Lixia -. Contro il Comune si sono mosse accuse che non stanno né in cielo né in terra. Il buon cuore, la solidarietà, l’umanità e l’amore per gli animali fanno parte del quotidiano operare dell’amministrazione comunale e dei siliquesi. Con l’eccezione di qualcuno che ovviamente sta strumentalizzando la situazione». «Eppoi non è vero che i vigili sono stati informati della presenza del cane – prosegue Lixia -. E quanto all’amore per gli animali, ricordo alla signora Todde le lamentele di alcuni genitori per la presenza nelle vie del paese del suo dalmata senza guinzaglio». Il caso ora passa al vaglio del giudice di pace, alla quale la donna, che rifiuta di pagare la multa, ha fatto ricorso.
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CANI PERICOLOSI: TAR, STOP A BLACK-LIST NON E’ IRRAGIONEVOLE
25 giugno 2009 -
| CANI PERICOLOSI: TAR, STOP A BLACK-LIST NON E’ IRRAGIONEVOLE | |||
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IL MIO CANE E’ MORTO SUL TRAGHETTO, GRANDI NAVI VELOCI RISPONDA!
25 giugno 2009 -
AGGIORNAMENTO
OLGA CRISTIANI CI SCRIVE:
“Non so come ringraziarti e come ringraziare tutte le persone che hanno letto la mia mail, non immaginavo che fossimo in tanti.Cosa posso fare per sdebitarmi? Oggi x la prima volta non ci sentiamo più soli! Qualunque cosa vi serva, aiuto di qualunque tipo mettetevi in contatto con me.Spero di potervi aiutare in futuro, come voi avete aiutato me!Grazie ancora!
AGGIORNAMENTO
Mi fa sapere l’on Barbara Mannucci che sta raccogliendo segalazioni e testimonianaze per mette mano ai trasporti con i nostri animali al seguito ( inoltrare a info@chiliamacisegua.org)
“Puoi dire a questa ragazza che abbiamo intenzione di fare una interrogazione parlamentare e di andare a fondo della vicenda. Non servirà a ridarle il cane ma almeno a fare giustizia .”
On. Barbara Mannucci
Camera dei Deputati – Popolo della Libertà
TESTO MAIL
IL MIO CANE E’ MORTO SUL TRAGHETTO, GRANDI NAVI VELOCI RISPONDA!
Come al solito “tantoèsolouncane”
Per gli indifferenti, per gli uffici stampa e per le direzioni marketing che promuovono servizi, sorrisi, facilitazioni e accoglienze pagate a caro prezzo con il doppio fondo nella valigia delle bugie che nasconde il turlupinamento, facciamo sentire la nostra opinione.
Alla Compagnia Grandi Navi Veloci dalla piccolissima umanità.
Facciamo sentire la nostra rabbia!
Facciamo sentire la nostra forza!
Boicottiamo chi si permette noncuranza e arroganza pagata con l’esistenza troncata di amici, compagni ai quali noi dobbiamo giustizia,
Questi signori considerano, la morte di un animale un mero incidente di percorso. Noi consideriamo un dovere eliminarli dalla nostra agenda.
Diffondiamo la lista nera degli ipocriti che non rispettano i sentimenti, che non danno valore alla vita ma le attribuiscono solo un costo.
Quello di un biglietto di sola andata.
Chiliamacisegua
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24 GIUGNO 2009
IL MIO CANE E’ MORTO SUL TRAGHETTO, GRANDI NAVI VELOCI RISPONDA!
Appello di una nostra lettrice di Bologna
Cari amici, mi chiamo Cristiani Olga e vi scrivo per raccontare la mia tragedia, poichè hanno cercato di farmi tacere con dei ricatti, ma non possono troncare la voce della verità e dell’amore, devo urlare il mio dolore a tutte le persone che hanno un cuore.
Il giorno 14 giugno alle ore 3:45 ho accompagnato il mio fidanzato Antonio Ricci con le nostre due cagnoline, mamma e figlia, al porto di Genova, lui si imbarcava per Barcellona sulla nave “Majestic” della compagnia “Grandi Navi Veloci”
Dopo aver imbarcato il camper il mio fidanzato con le piccole al guinzaglio si è diretto verso le gabbie per il trasporto.
Lui sarebbe partito con Inca e io lo avrei raggiunto in seguito con Gege.
Le gabbie sono ammassate di fianco alla sala motori, i cani si agitano facilmente quando non sentono la terra sotto ai piedi, ancora di più se sentono forti rumori come ad esempio quello dei motori. Prima di allora non ero a conoscenza del barbaro tipo di trasporto.
Mentre il mio ragazzo metteva la piccola nella gabbia, e teneva la grande al guinzaglio, che io stavo andando a prendere, il forte rumore ha spaventato la piccola Inca che impaurita correndo è caduta sulla banchina.
Ovviamente si è creato un certo disordine, chi ama gli animali sa molto bene quello che rappresentano affettivamente nelle nostre vite.
Io non posso avere figli e loro per me e il mio compagno erano come tali.
Il capitano per tranquillizzarci ci ha detto che aveva chiamato il veterinario e che dovevamo aspettarlo giù dalla nave poichè la nave doveva partire dato il ritardo che avevamo creato.
Sempre il capitano con tono arrogante mi ha minacciata dicendomi che se non la smettevo di piangere, e non ci decidevamo a calmarci e a scendere mi avrebbero dovuto fare una puntura, non oso immaginare di cosa.
Mi hanno detto che ero fortunata poichè non era successo a me o che dovevo essere felice poichè l’altra si era salvata, qualcuno ha detto che essendo un cane potevo comprarne un’altro.
Dopo averci fatto scendere dalla nave sono partiti, ovviamente il veterinario non lo avevano chiamato, perchè abbiamo aspettato un’ora e mezza sulla banchina e niente traccia.
Si sono però presentati tre poliziotti, nemmeno della polizia portuale, che avevano ricevuto una chiamata dal porto, senza però aver ricevuto spiegazioni sull’accaduto, non sapevano nemmeno per cosa erano stati chiamati, hanno trovato una coppia di ragazzi che piangevano la morte della loro cagnolina.
Inca ha perso la vita davanti ai nostri occhi e tra le mani del mio ragazzo, nell’attesa di un aiuto che ci era stato promesso ma non è mai arrivato.
A questo punto lascio giudicare a voi; ho pianto, e piango tutt’ora, nulla mi ridarà quello che ho perso, ma giuro che se mi fossi sentita trattata meglio, compresa, e non mi avessero detto bugie, per farmi scendere, oggi mi sentirei un po meglio.
Chiedo a tutte quelle persone che sanno di cosa sto parlando di cercare metodi di trasporto alternativi o di richiedere maggiore sicurezza.
D’altronde il biglietto lo paghiamo noi, ma lo paghiamo anche per i nostri cani: perchè hanno il dovere di pagare ma non hanno diritti?
Invece che tre casinò, potevano farne due, e aggiungere una sala adibita ai cani.
Dopo qualche giorno ho chiamato la compagnia, non sapevano nulla, la nave per loro era partita in ritardo perchè c’erano problemi ai motori.
Nessuno aveva fatto rapporto.
Ho mandato una lettera alla compagnia dove spiegavo i fatti e mi hanno risposto che non potevano farci nulla e non potevano nemmeno restituire i soldi del biglietto nè della piccola Inca ne del mio compagno poichè non era un problema loro se il mio fidanzato non aveva usufruito del viaggio, anche di fronte alla morte di una delle nostre piccoline.
Ho 27 anni, mi sto laureando, e lavoro; mia madre ha un tumore al cervello e mia sorella è malata anche lei, viviamo in maniera umile, per me e il mio fidanzato eravamo una famiglia che cercava solo di ritagliarsi un piccolo spazio nel mondo.
Mi domando se fosse accaduto ad una signora visibilmente benestante, con uno di quei bei cagnolini di razza, come si sarebbero comportati?
Non possiamo permetterci un avvocato che ci rappresenti, e quindi vi prego, vi prego tutti, dateci voce voi, non vogliamo che accada ad altri.
Ogni creatura vivente, sia a quattro zampe che su due gambe dovrebbe avere dei diritti ed essere meritevole di rispetto.
La nostra piccola famiglia è stata violentata e derubata di tutto.
Grazie per la cortese attenzione Cristiani Olga, Antonio Ricci e Gege.
Per l’approfondimento delle informazioni su Grandi Navi Veloci vi preghiamo di fare riferimento ai nostri Uffici Stampa in Italia e all’estero:
DRAGONETTI&MONTEFUSCO COMUNICAZIONE
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