Il faidate per arginare il fenomeno del randagismo in Sicilia
| Psicosi da cani ed azioni esagerate
Colli di gallina avvelenati per uccidere
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| L’assessore Cavallo: “La regione ci aiuti a risolvere il problema”
Cani morti nel canile di Pozzo Bollente
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| di Francesca Cabibbo |
| Martedì 26 Maggio 2009 – 23:57 |
| VITTORIA – Undici cani morti nel canile di contrada Pozzo Bollente a Vittoria. Avvelenat, quasi certamente, come era accaduto qualche giorno fa e nei mesi precedenti. A fare la macabra scoperta, ieri mattina, è stato Salvatore Mangione, l’uomo che da alcuni anni gestisce il canile che fino a ieri raccoglieva circa 60 cani. Un canile “fai da te”, dove il comune, un mese fa, ha realizzato una recinzione.
Ma l’ente non può fare di più e la notizia dell’uccisione dei cani addolora l’assessore comunale Filippo Cavallo. “Fatti come questo dimostrano che la cattiveria umana non ha limiti. Pochi giorni fa, nella stessa struttura erano stati avvelenati altri due cani. Ora, quest’altra brutta notizia. Purtroppo, nonostante il costante dialogo con l’Ausl 7 di Ragusa, ed in particolare con il dottor Nunzio Firrincieli, non è ancora stata trovata una soluzione definitiva al problema del randagismo. Il Comune ha speso settemila euro per realizzare la recinzione del ricovero di contrada Pozzo Bollente, ma bisogna affrontare la questione in maniera radicale e definitiva. Avevamo messo a disposizione un terreno, quello dell’azienda agricola Rizza, di proprietà del Comune, per una struttura idonea, ma non abbiamo avuto le autorizzazioni dagli organi competenti, che all’epoca considerarono “canile” o “allevamento” una struttura che, in realtà, non era né l’uno né l’altro. Oggi torniamo a chiedere alla Regione un’autorizzazione in deroga, e il relativo finanziamento, per la realizzazione di un’area recintata all’interno della quale allocare i cani di Mangione”. Problemi difficili da risolvere, una vera e propria corsa ad ostacoli. Cavallo chiede di avere al suo fianco le associazioni animaliste: “Spiace sottolineare lo scarso coinvolgimento delle associazioni animaliste, che si fanno sentire solo quando succede il danno. Se a questo si aggiunge che la gara per l’affidamento del controllo del randagismo, espletata lo scorso 22 maggio, è andata deserta, abbiamo sufficienti elementi per una seria riflessione. Vorrei portare questa problematica, nei suoi molteplici aspetti, all’esame del Prefetto di Ragusa, al quale a breve chiederò un incontro”. Intanto, l’’Oipa (Organizzazione Italaiana Protezione Animali) chiede che venga applicata l’ordinanza del sottosegretario Francesca Martini. La delegata, Valentina Raffa, ricorda che “le carcasse degli animali morti devono essere inviate all’Istituto zooprofilattico perché il medico possa emettere diagnosi di avvelenamento. Il sindaco, informato degli avvelenamenti, deve disporre un’indagine e la bonifica dell’area per eliminare eventuali esche”. Altri episodi, in questi giorni, si segnalano a Santa Croce ed Ispica. L’Oipa chiede anche ai cittadini di “segnalare questi episodi ed i responsabili anche in maniera anonima”. |
Da www.ilgiornalediragusa.it
