Relazione sul randagismo: cause e azioni messe in campo per contrastare il fenomeno a Campobasso
24 maggio 2009 -
Relazione sul randagismo: cause e azioni messe in campo per contrastare il fenomeno
CAMPOBASSO – Com’è noto, la Città di Campobasso presenta una preoccupante incidenza del fenomeno del randagismo canino: numerosi cani, per lo più in branchi stazionano in alcune zone della città, sia nell’area residenziale che nella zona agricola antistante, con gravi danni alla collettività, a volte anche ingenerando un panico ingiustificato che tuttavia limita la libertà di movimento delle persone.
In questo quadro non certo rassicurante, il Comune da anni si trova a fronteggiare quotidianamente, e quasi sempre da solo, problemi immani, con l’utilizzo di ingenti risorse sia economiche che umane, senza peraltro riuscire a contenere in maniera significativa il fenomeno, aggravato anzi dal fatto che l’attuale quadro legislativo nazionale e regionale non prevede i necessari stanziamenti in favore dei Comuni.
LE CAUSE CHE HANNO DETERMINATO L’INGIGANTIRSI DEL FENOMENO
Breve storia del nascere del fenomeno a Campobasso
Prima dell’emanazione della legge nazionale 281/’91, (legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), il Comune di Campobasso si è avvalso, quasi esclusivamente, per circa dieci anni e forse più, delle Associazioni di volontariato, in particolare, prima soltanto della “Lega Molisana per la Difesa del cane” e dell’Associazione Molisana Amici Animali Randagi”, poi, successivamente costituitasi, anche dell’”Ente Molisano per la protezione animali”, con cui ha stipulato una convenzione per la ricezione, la custodia e l’assistenza di circa 650 cani randagi del territorio di CB nei rifugi di Mirabello e Ferrazzano. Pur apprezzando il lavoro condotto negli anni trascorsi dalle sopra citate Associazioni protezionistiche, occorre ricordare che le strutture dei rifugi gestiti dalle suddette Associazioni, trattandosi di ricoveri di fortuna non adeguati al ricovero dei randagi, hanno sempre destato preoccupazioni di carattere sanitario legate alla carenza dei servizi, al sovraffollamento, alla vicinanza dal centro abitato ed alla zona ospedaliera, (ci si riferisce in particolare ai rifugi siti in via Garibaldi e prima di essere smantellato a quello in località Bosco Faiete), per cui il Comune di Campobasso si è conseguentemente adoperato nella costruzione di un canile municipale dando attuazione a quanto prevedeva la legge innanzi citata.
Vuoto legislativo, deficienze degli Enti istituzionalmente preposti, carenze dei Comuni confinanti.
Infatti, la L. 281/’91, all’art. 4 comma 1 ha previsto che i Comuni debbano provvedere al risanamento dei canili esistenti ed alla costruzione di rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla legge regionale. La successiva L.R. n. 11/’92 (oggi abrogata a seguito dell’entrata in vigore della L.R. n. 7/’05) all’art. 4 comma 1 lett. b), in ordine alle competenze degli Enti preposti alla tutela del randagismo, ha ribadito quanto stabilito dalla legge quadro senza però nulla specificare. Pertanto, questa Amministrazione, nel pieno rispetto delle summenzionate leggi, si è dotata di un proprio canile, anche al fine di eliminare quei numerosi ricoveri di fortuna cui si faceva innanzi riferimento.
Nonostante ciò, non si è potuto procedere allo svuotamento totale di almeno uno dei due predetti rifugi (via Garibaldi e Tappino), in quanto si è dovuta dare la precedenza agli animali che giacevano in altre aree più fatiscenti e pericolose per gli stessi e per coloro che li accudivano.
A ciò si aggiunge che:
- la normativa nazionale e la successiva legge regionale (L.R. n. 11/’92) non avevano definito esattamente i compiti istituzionali tra le A.S.L. (oggi A.S.Re.M.) ed i Comuni, soprattutto in ordine all’accalappiamento; proprio questo vuoto legislativo, in aggiunta alla scarsa dotazione finanziaria prevista dalle summenzionate leggi (artt. 8 e 9 L. 281/’91 e art. 19 L.R. 11/’92), sono stati tra i motivi che hanno dato luogo ad inadempienze ed omissioni generalizzate degli Enti istituzionalmente preposti a combattere il randagismo;
- i Comuni limitrofi non hanno mai ottemperato al disposto legislativo, non provvedendo quindi alla costruzione di appositi rifugi, per cui molti cani dei Comuni limitrofi si sono riversati e/o sono stati scaricati sul territorio di Campobasso, senza possibilità di controllo alcuno, soprattutto anagrafico, in quanto l’identificazione dei cani mediante microchip è stata avviata solo nel mese di Marzo 2005;
- la Regione Molise non ha imposto ai Comuni confinanti la costruzione di strutture di ricovero per cani, per cui, nonostante il Comune di CB abbia attivato, a proprie spese, campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, quali: l’importanza delle sterilizzazioni, la raccolta di cibo per cani all’interno dei supermercati della città, il Regolamento comunale che disciplina la tutela e la detenzione degli animali, il fenomeno del randagismo canino ha assunto connotazioni preoccupanti per dimensioni e complessità, impegnando in maniera considerevole l’Amministrazione comunale, sia in termini organizzativi ed operativi, sia in termini finanziari.
A fronte di tale situazione e, pur nella consapevolezza che il randagismo canino è uno di quei problemi, come si è avuto modo di sottolineare in diverse occasioni, che può essere risolto solo con il coinvolgimento sistemico di tutti gli Enti a diverso titolo interessati, il Comune di Campobasso a tutt’oggi, si trova ancora da solo nell’affrontare problemi complessi, acuiti a volte dalla scarsa informazione della cittadinanza che di certo non aiuta e non gratifica quanti, (parte politica e non), si adoperano quotidianamente nel cercare soluzioni a siffatta problematica, finendo così per mettere in cattiva luce questa Amministrazione.
LE AZIONI MESSE IN CAMPO DA QUESTA AMMINISTRAZIONE PER CONTRASTARE IL FENOMENO
In particolare, si riportano sinteticamente le azioni già intraprese operando un distinguo tra la situazione del rifugio di Mirabello, che in qualche misura coinvolge anche il Comune di Campobasso e quella più specificamente attinente al nostro territorio.
Rifugio di Mirabello
Il Comune di Campobasso stipulò in data 20/06/2003 una Convenzione con l’E.M.P.A. per la custodia ed il mantenimento, presso la struttura privata sita in Mirabello, di c.a. 650 cani randagi provenienti dal territorio comunale di Campobasso, per un importo inizialmente fissato in € 73.748,43, stabilendo una decurtazione annuale del 10% corrispondente alla presumibile mortalità dei cani. A fronte della riduzione del contributo annuo erogato dal Comune di Campobasso, in applicazione della suddetta convenzione, si è potuto constatare come nel corso degli anni il numero dei cani non si è ridotto, a causa soprattutto della naturale “inclinazione” che la Presidente dell’E.M.P.A, nutre verso i cani che incontra per strada, non esitando a ricoverarli nel suo rifugio. Un simile comportamento pur encomiabile sotto l’aspetto puramente umano, in quanto denota una forte sensibilità per gli esseri più indifesi, quali appunto i randagi, finisce però per avere delle ripercussioni da un punto di vista più strettamente economico-gestionale.
Infatti, la predetta sig.ra, attualmente versa in serie difficoltà economiche (avendo nel proprio rifugio un numero di cani di gran lunga superiore a quello che ufficialmente e per convenzione dovrebbe avere), per cui, allo stato delle cose, l’unica strada percorribile che possa verosimilmente condurre alla soluzione del problema, come sottolineato anche nei diversi incontri che si sono succeduti in Prefettura, sembra essere quella che si articola nei due momenti:
1) trasferimento dei cani in altre strutture;
2) richiesta contributo regionale ad hoc;
1) trasferimento dei cani.
L’ipotesi avanzata di costruire un nuovo canile, eventualmente anche con i fondi della Comunità Montana, che abbia tutti i requisiti di legge, è sicuramente da scartare.
L’ individuazione dell’area, le autorizzazioni e concessioni varie, gli appalti e la messa in opera del progetto richiedono tempi lunghi, non compatibili con l’emergenza che incombe sull’attuale rifugio di Mirabello, con tutte le problematiche ad esso connesse, soprattutto in termini di inquinamento ambientale.
Pertanto, previo opportune indagini di mercato volte ad individuare le strutture più adeguate e che siano regolarmente autorizzate ai sensi di legge, i suddetti cani dovrebbero essere trasferiti presso altre strutture, eventualmente anche fuori Regione, (nel caso in cui quelle locali non abbiano la ricettività richiesta). Con la struttura accogliente dovrà essere stipulata una convenzione che preveda, sulla falsariga di quanto ha stabilito il Comune di Campobasso nella sopra citata convenzione posta in essere con l’E.M.P.A., una diminuzione quantitativa del contributo annuale da corrispondere in 12 rate mensili, in una percentuale che tenga conto della naturale mortalità dei cani, fino all’azzeramento totale dei costi in un lasso di tempo presumibilmente di 10 anni.
2) Contributo regionale.
Un canile/rifugio che ospita oltre 800 cani, sito in un territorio ove gravitano altri Comuni (Ferrazzano e Mirabello), non lontano perciò dai centri abitati, non può evidentemente rappresentare un problema per la sola città di Campobasso, soprattutto in considerazione del fatto che, stando alla convenzione stipulata nel 2003 con l’E.M.P.A. con la conseguente decurtazione del 10% annuo, può contare, al quinto anno di applicazione della stessa, numericamente come suoi solo circa 380 degli oltre 800 cani attualmente presenti.
Per questo, appare opportuno “sollecitare” la Regione Molise, affinché intervenga con un contributo ad hoc necessario a fronteggiare le spese per il trasferimento di tutti i cani presso altre strutture, secondo le modalità innanzi dette.
Randagismo a Campobasso
Per quanto più specificamente attiene alla problematica del randagismo canino sul territorio comunale di Campobasso, le azioni di contrasto, messe in campo da questa Amministrazione sono state le seguenti:
1) Microchippatura e controlli;
2) sterilizzazione;
3) smantellamento del rifugio di Tappino
4) ampliamento del canile di S.Stefano e smantellamento del rifugio di via Garibaldi (ex mattatoio);
5) attivazione dei percorsi di adozioni;
1) Microchippatura e controlli
Il Comune di Campobasso, nell’ottica di una fattiva collaborazione con il servizio veterinario dell’A.S.Re.M., ha messo a disposizione un locale sito in via Garibaldi per effettuare, una volta a settimana, il venerdi dalle ore 9 alle ore 13, (almeno fino a quando non aumenteranno le richieste), le operazioni di microchippatura. Ai due veterinari che provvedono ad impiantare il microchip abbiamo fornito un computer con stampante, necessario ad immettere tutti i dati che verranno utilizzati quando sarà approntata la banca dati informatizzata regionale, secondo quanto previsto dall’ultimo Regolamento regionale del 29 settembre 2008.
Sempre al fine di rendere concreto e cogente l’obbligo di iscrizione e identificazione dei cani il Sindaco di questo Comune lo scorso anno emanò un’ordinanza, n. 89 del 26 giugno 2007, proprio in materia di anagrafe canina, dando precise indicazioni ai cittadini sulle modalità da seguire al riguardo, avvertendoli delle sanzioni in cui sarebbero incorsi in caso di violazioni degli obblighi di legge.
Con soddisfazione e con una certa dose di compiacimento abbiamo assistito a come i Comuni limitrofi, su sollecitazione del Prefetto, hanno poi adottato un’analoga Ordinanza, tesa al censimento/controllo della popolazione canina.
Contestualmente sono state impartite istruzioni al Corpo di Polizia municipale per l’attivazione di forme di controllo sui cani privati e nelle campagne, mediante i lettori di microchip, proprio per verificare gli adempimenti del cittadino agli obblighi di legge.
In materia di controlli, si ribadisce, come già sostenuto anche in altre occasioni, che occorre intensificare tali azioni su una più vaste area di territorio, per quelle ragioni di cui sopra.
Infatti, solo con il concorso di tutte le Forze deputate al controllo è possibile scongiurare il ripetersi dei vecchi errori e/o la commissione di nuovi.
2)Sterilizzazioni
In ordine alla sterilizzazione, stiamo assistendo, ormai da più di un anno, ad una battuta di arresto, determinata dalla presenza di norme nazionali e regionali che rischiano di compromettere i risultati positivi finora raggiunti.
In primo luogo la finanziaria del 2007, rimasta pressoché invariata, che pone a carico dei Comuni le spese di sterilizzazione, pur avvalendosi delle risorse messe a disposizione dalla Regione Molise in base ad un piano di riparto (che ad oggi ancora non c’è stato!).
In secondo luogo, ad aggravare la situazione è la previsione della L.R. n. 7/’05 nonché del regolamento attuativo che prevedono un periodo di permanenza dei cani all’interno dei canili di almeno 60 gg. prima di essere dato in adozione. Pertanto, considerato che:
- il canile è ancora sotto sequestro (dal 2004) per cui non è possibile l’ingresso di altri cani;
- i veterinari dell’A.S.Re.M. possono sterilizzare (a spese del proprio Ente) soltanto i cani all’interno del canile e non anche quelli sul territorio;
ne consegue che il Comune, in mancanza di fondi non può sterilizzare i randagi, nè incentivare le adozioni di questi ultimi, (così da affidandarli già sterilizzati), per cui si assiste al moltiplicarsi dei randagi sul territorio in misura esponenziale.
3)smantellamento del rifugio di Tappino.
Il rifugio, precedentemente ubicato in località Bosco Faiete è stato smantellato nel gennaio 2007, l’area bonificata, consentendo in tal modo all’Università degli studi del Molise di riappropriarsi dell’area interessata.
Un’operazione di vitale importanza se si pensa alla ricaduta, soprattutto in termini di impatto ambientale, di un’area ove gravano due presidi ospedalieri con l’afflusso giornaliero di numerosi pazienti e l’enorme affluenza di docenti e studenti.
3) Ampliamento del canile di S.Stefano e trasferimento dei cani dal rifugio di via Garibaldi
I lavori di ampliamento al canile di S. Stefano stanno per essere ultimati e a breve si provvederà al trasferimento dei cani di via Garibaldi, come si è proceduto per il rifugio di Tappino per poi provvedere alla bonifica dell’area.
Si ricorda a tal proposito che, proprio per consentire questa operazione di smantellamento è stata chiesta ed ottenuta dalla Regione Molise una deroga agli artt. 4 e 5 del Regolamento attuativo della L.R. 7/’05 che fissava il limite di capienza di un canile a n. 250 cani.
Per il solo Comune di Campobasso, infatti, è stata accordata la modifica al suddetto regolamento che ha portato il limite di ricettività del canile comunale a n. 700 cani.
Ciò anche in considerazione che i lavori di ampliamento del canile erano stati avviati sulla base di un progetto presentato alla Regione Molise e da tale Ente approvato per un importo di € 90.000,00 oltre al finanziamento statale per gli interventi di costruzione del canile a valere sul fondo sanitario ex art. 71 legge 488/’98.
4) Adozioni
Un programma di prevenzione del randagismo non può prescindere dall’incentivare le adozioni. Tenendo presente che le adozioni per essere risolutive del problema e non dar luogo ad altre implicazioni vanno fatte nella piena consapevolezza dell’atto, bisogna cioè responsabilizzare i proprietari e disincentivare l’acquisto emotivo perché è ampiamente confermato che alla base degli abbandoni esiste una correlazione fra la scarsa empatia delle esigenze di un cane e l’acquisto impulsivo.
Sempre in materia di adozioni questa Amministrazione con delibera di G.M. n. 293 del 26/11/’07 ha approvato un progetto presentato dalle principali Associazioni animaliste (A.V.A.R.A. ed E.M.P.A.) diretta a promuovere una campagna di sensibilizzazione alle adozioni, anche allo scopo di ridare al canile la sua finalità prioritaria, ossia collocare solo temporaneamente i cani randagi e/o vaganti, in attesa che vengano affidati, consentendo così un sistema circolare di ingresso ed uscita dei cani.
Abbiamo inoltre preso contatti con un’associazione animalista che opera su Roma ed è presente ad Isernia con notevole successo, essa si occupa in prevalenza di far adottare i randagi anche fuori Regione, siano essi collocati all’interno del canile o vaganti sul territorio.
Conclusioni
Si precisa pertanto che fino ad oggi i costi di gestione del randagismo sono a totale carico del bilancio comunale, non avendo ricevuto questa Amministrazione dalla Regione Molise fondi da destinare a tale finalità se non quelli relativi alle opere di costruzione del canile, quale quota di cofinanziamento, unitamente ai fondi ministeriali ex art. 71 legge 488/’98.
Né tantomeno ci si è potuti avvalere di fondi nazionali che pure prevedono che una quota di essi venga destinata ai Comuni per gestire il randagismo; ciò, infatti, non è mai avvenuto, (almeno fino ad oggi) in quanto, tali fondi non vengono assegnati direttamente ai Comuni, ma sono “filtrati” dalla Regione Molise che, provvede ad attribuirli, assommandoli a quelli propri, sulla base di un piano di riparto, previa presentazione di appositi progetti redatti sulla base di uno specifico Bando, (anche questo ancora non emanato!)
SPESE DI GESTIONE IN UN ANNO
Personale
4 operai € 9.600,00 al mese
€ 124.800,00 13 mesi
Mangime € 9.999,99 al mese
€ 119.999,88 12 mesi
Convenzione con l’E.M.P.A.
Contributo straordinario € 51.071,00
per l’anno 2007
€ 15.000,00
(dal 2004 al 2007)
Acquisto Gas Gpl € 600,00
Custodia cani presso canile di Roccasicura € 2.640,00
Spese per microchip € 3.025,08
Spese per pulizia straordinaria di spurgo € 2.400,00
Convenzione per custodia € 25.920,00
Acquisto medicinali per vaccinazioni € 330,00
Smaltimento di carcasse 50 capi X € 60 ciascuno
€ 3.000,00
TOTALE € 348.785,96
DATI COMPARATIVI (riferiti ad un anno)
Indigenti
patti sociali e altri interventi in favore di tale categoria) € 170.000,00
Anziani:
assistenza domiciliare
Case di Riposo
Centri sociali
Totale spesa
€ 192.000,00
€ 85.000,00
€ 17.500,00
€ 294.500,00
Minori: € 323.000,00
SPESE PER LA COSTRUZIONE E L’AMPLIAMENTO DEL CANILE
Realizzazione del canile di Santo Stefano (1997-2000)
Euro 800.000 (50% Regione – 50% Comune)
Ristrutturazione e ampliamento (2006-2008)
Euro 450.000 (Euro 360.000 art.71 legge 488/98- Euro 90.000 contributo regionale)
PROPOSTE LANCIATE IN SEDE DI CONFERENZA STAMPA DALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI DEL COMUNE DI CAMPOBASSO MICHELE DE SANTIS
1. Sospensione della parte sanzionatoria dell’ordinanza fino a che non verranno individuati i siti in accordo con i cittadini volontari che aiuteranno l’amministrazione ad affrontare il problema con serietà e collaborazione.
2. Strutturazione dei siti individuati con attrezzature, eventuale recinzione, apposizione di segnaletica.
3. Realizzazione di un albo dei volontari che si assumeranno la responsabilità della cura e della protezione degli animali per dare all’amministrazione punti di riferimento volti anche a prevenire avvelenamenti.
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LA PADANIA IN EDICOLA 24 MAGGIO:LA FAVOLA DELL’ORRORE
24 maggio 2009 -
LA PADANIA IN EDICOLA 24 MAGGIO
A TIRACAMPA’ ARRIVANO LE INDAGINI SULL’INCENERIMENTO DEI CANI. UN AFFRESCO DEL PAESE, DA NORD A SUD, DOVE LA CORRUZIONE VUOLE FARSI BEFFE DI CHI COMBATTE IL FENOMENO DEI CANILI LAGER
C’ERA UNA VOLTA IL PAESE DI TIRACCAMPA’
‘O CAPACCHIONI LA GANG D’O CANILE
LA FAVOLA DELL’ORRORE: MORTESICURA COL RANDAGISMO DA’ LAVORO A TUTTO IL PAESE. ARRIVANO I CARABINIERI CORROTTI A INTERROGARE I VERTICI VETERINARI CORROTTI DELL’ASL. IL COLLEGA ONESTO SOCCOMBE, COME CIO’ CHE BRUCIA NELL’INCENERITORE
DI STEFANIA PIAZZO
Faceva caldo anche se la primavera era restia a scombussolare le campagne. I tremila abitanti di Tiraccampà, il vecchio paese sulla collina, erano abituati anche a peggio. Quando l’inverno stringe, l’acqua e il fango di marzo sembrano un toccasana per la pelle.
Quella mattina però non c’era sole né pioggia a tenere banco. Tiraccampà era tutta un chiacchiericcio di scazzette, sigarette e caffè perché erano arrivati il maresciallo dei carabinieri della vicina, città, Capacchione, e il capitano, Lass’fammè. Belli, bellissimi nei loro arnesi lucenti, con la scarpa lucida a sfidare la terra. Dovevano ascoltare ‘i vetrinari”, i miedici d’e cani. I dottori erano conosciuti da tutti. C’era il dottor Commannotutt’ì, il capo dei veterinari di tutta la collina. C’era il suo vice, il capo del canile, il dottor Accis’e fatica, e il dottor Avimmacuntato, che i cani li aveva marchiati tutti. Perché prima nessuno lo aveva ancora fatto. Così nessuno poteva sapere che affare mai fosse quel buco nel buco del mondo. E perché su quella fabbrica che era il canile e che dava lavoro a tutti, entravano migliaia di cani ’e miez’a via, i cani scugnizzi, e uscivano fumi, tanti fumi tutti i santi giorni.
La puzza di carne bruciata, di barbecue al sangue, aveva disturbato la valle, al punto che dopo dieci anni di davanzali e tetti affumicati dalle polveri della montagna, la gente aveva perso la pazienza. E si era messa a protestare. Qualcuno, allungando due soldi agli inservienti, aveva fatto anche fotografie, così da spiegare perché tutte le mattine dovevano spolverare i davanzali. E uscire a volte con gli ombrelli.
«Allora, Commannotutt’i, che cos’è tutta sta storia d’e feneste chiuse? Ci stanno o non ci stanno i can’e miez’a via” dint’o furno? Avessema fà che arriva rrobba a fore paese? Vi ricordate? Qualche anno fa mettettero i sigilli a u furn pecchè era arrivà ’rrobba a fore, quacched’uno facette a spia? Perdetteme a comodità e ’o piacere e fà o’ piacere a qualche amico».
«Capitano, non si sta bruciando neanche un cane ! Tutte storie ’e male lengue. Compare Mortesicura, o padrone ’e stù lazzaretto, fa tanta misericordia. A quelli più deboli fa il piacere di non farli soffrire. Ce fà ’a sereng. E gli altri, signor capitano, muoiono da soli, arrivano già tutti ammalati. e moribondi. Vuole togliere ai moribondi anche l’ultimo piacere? e passà p’o’ tubbo? I cani non mancano. Basta che le femmine figliano e’ accucchiammo ’o nummero, Pantalone paga! Ma chi avess’ mai cuntati? I cani muort’servono pure: cani da trasporto… La sapete la favola che si racconta? I cani muort’,e’ fore paese, gli tagliano la pancia e ci mettono dentro quello che non si deve né vedere e né sapere, poi li mandano quà a passare per il tubbo! Fantasie!!!».
«E allora, che c’è tanto da contestare a Tiraccampà? Dico a lei, dottore Avimmacontà? Lei aveva, forse, capito che bisognava contarli tutti e poi mandarli via? Ha sentito il suo capo, l’esimio Commannotutt’ì? Qui si fa giustizia e carità. Che dice, sono reati?».
Avanza la pancia e le sue fibbie. Sopravanza il maresciallo Capacchione.
«Vede, capitano, tutti i giorni chiamavo Mortesicura, e gli dicevo: statte calmo, non t’e ncazzà, fottitene , vedrai che a quelli di giù passerà la voglia di contestare. Ce pensamme nuie! Mò ce damm’ fastidio e capiscono che s’ann fà i cazzzz loro! Che è mai un po’ di polvere sui vestiti della domenica. Qua, invece, tu dai da lavorare a tutti. E le feste che organizzi? Tutti magiano e bevono a spese tue? E manco il Sindaco ti può toccare! Pecchè tu stai subbito pronto quanno te chiama. Capisci ’a me. Tutti i compari bacino monte Tiraccampà per quel che fa: con quei 4 milioni di euro l’anno ben sudati, c’è lavoro per tutti. Volete, adesso, tutti più disoccupati, dottor Avimmacontà? Si sa. Sto povero compare Mortesicura mica p’ò dda mangià a tutti ’sti cani? Quant’avessa spennere?».
Avimmacontà non riusciva a parlare. Capiva che la fibbia del maresciallo e la bandana del capitano stavano strangolando il suo respiro.
«Allora, capitano – prendeva forza il dottor Commannotutt’ì, ha capito anche lei che questi cittadini sò pazz’, for ’e cape, nun tengono niente a fà…».
«Sì, sì, ho capito che loro e i loro giornali scrivono strunzate, nfamerie, s’ò cose faveze, ndrecchie. Chiacchiere ’e giurnal’,servono p’è passà tiemp e rrobbà sord! Bugie… cane accise, spuorch’e sang? Ma chi toccasse st’animali? Noi i cani non li abbiamo mai guardati e mai toccati! Il dott. Avimmacontà li aveva anche in tasca questi giornali. Carta’ e giurnale, signor capitano, non si deve più preoccupare. Quà è tutto a posto, li abbiamo contati i cani e adesso la polvere con la pioggia sembra la sabbia che arriva dal deserto. Con queste stagioni chi ci capisce più…».
«Siamo d’accordo? Marescià ci pensate voi a fà sta zitt’ sti chiacchiere? I giornalini del nord, non tengono nient’a fà al paese loro? Arrivano quà e fanno a spia! pensano e ce fà paura? Faciteli sta zitt. Basta fà -bum- e tutti scappano! Loro se nevanno e nuie restammo».
«Ma signor capitano, guardi che lo sapranno già. Il dottorino Avimmacontà li chiamerà e glielo farà sapere che i più forti siamo noi. Quà non c’è camorra, quà c’è la legge, Tiraccampà e Mortesicura è il loro nome. Capitano, venga che le faccio vedere la manovalanza che c’è. Altro che Pil e crisi, qua si lavora, si rastrella la sporcizia e là si brucia, anche quella che gli amici ci mandano! Senta il silenzio. Che pace. Andiamo da compare Mortesicura, ci aspetta per il caffè».
«Allora capitano, con Roma ci pensa lei?».
«Glielo dico io Qui c’è ordine. Vuole che non mi credano? Vado a casa loro, a Roma, per farli stare sicuri, anzi mi porto anche il mio Capintesta. Il mio Capintesta serve: ora si presenta in politica! Tutti servitori siamo, dello Stato. Che quando qui non ci arriva ha appunto noi per ragionare. Serviamo tutti Tiraccampà. Se siamo tutti d’accordo, tra di noi, li facciamo fessi e contenti quelli di Roma, di Milano, di Canicattì e Pescolamazza! E poi, ora che, anche il dott. Commannotutt’ìo entra in politica ce ne fotte di quelli che stanno a Roma. Con una fava, le elezioni, accontentiamo due piccioni: Commannotutt’ì e Capintesta, che pure si presenta».
«Che metto a verbale, capitano?».
«Tutt’apposto, Capacchione».
«Ancora verbali? Questa volta aggiungiamo anche le nostre fotografie».
«Certamente! Visto che quelle vere, dei cani muort’accise dint’a monnezza, si sono perse…».
s.piazzo@lapadania.net
CONTRO I CANILI LAGER SERVE L’ANTIMAFIA UNO SCENARIO DEGNO DI PIRANDELLO E SCIASCIA
Solitamente si dice che qualsiasi riferimento a cose o persone di cui si parla in una storia come quella in questa pagina è puramente casuale. Noi andiamo oltre e diciamo che si può prendere questa storia romanzata e appoggiarvi sopra una qualsiasi regione, di un qualsiasi canile lager, di una qualsiasi città. Ed ecco che fedelmente ritroverete i volti, i nomi noti, le vicende che si trascinano da decenni sul territorio di ciascuno. Perché quella dei canili e della diffusa corruzione di una classe politica e veterinaria nelle Asl con l’avvallo dei capetti delle svariate forze dell’ordine locali è l’elemento essenziale perché tutto si perpetui. Non è solo malamministrazione. A seconda delle regioni è camorra, sacra corona unita, mafia. Ma siccome si tratta di cani il problema davanti all’opinione pubblica resta secondario, come se gli affari generati non fossero consistenti. Anzi, si può persino scoprire che dentro un canile, al Sud, possono scomparire non solo i cani. E allora la questione può diventare ancora più intrigante. E criminale. Proprio mentre il sottosegretario Francesca Martini riceve minacce di morte dopo il suo viaggio contro il randagismo in Sicilia, proprio mentre la classe medica veterinaria onesta si stringe accanto a lei per riavere ruolo e dignità, poteva la Padania non alzare il tiro e chiamare questa lotta col suo nome, antimafia?
ste. pi.
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CHILIAMACISEGUA TI INVITA ALLA CENA PER RACCOLTAFONDI STERILIZZAZIONE
23 maggio 2009 -
PARTECIPATE NUMEROSISSIMI
SARA’ ANCHE UN OCCASIONE PER CONOSCERCI E PASSARE INSIEME
UNA PIACEVOLE SARATA
Giovedì 28 maggio, presso il Carlsberg Platz, sito in Piazza Lugano, 22 - Milano, ore 20.00 si terrà una cena organizzata dall’ Associazione Chiliamacisegua al fine di raccogliere fondi per poter effettuare le sterilizzazioni dei cani randagi nella città di Olbia.
La sterilizzazione ha lo scopo di:
- diminuire il fenomeno del randagismo;
- migliorare le condizioni di vita degli animali randagi;
- diminuire gli incidenti stradali causati dal randagismo;
La cena, che viene proposta al costo di 25 €, comprende:
- pizza a scelta;
- bibita a scelta;
- dolce (macedonia, gelato o tiramisù);
- caffè;
All’interno del prezzo della cena è già compresa la quota da destinare a questa iniziativa;
Dare conferma ENTRO e NON oltre martedì 26 Maggio ’09
Monica 338 8548461 (dopo le 17.30)
Gloria 339 8285238 (dopo le 17.30)
Grazie.
Elenco dei donatori Chiliamacisegua
04.05.09 Annamaria F. Trieste euro 10
15.05.09 Mariella V. Garda euro 50
21.05.09 Laura G. Mandello del Lario (Lecco) euro 30
23.05.09 Giacomina Z. Verona euro 25
27.05.09 Carla D. Campi Bisenzi (FI) euro 50
28.05.09 Claudia G. Perugia euro 10
28.05.09 Annamaria L. e Claudio M. Padova euro 100
28.05.09 Francesca Z euro 15
Cena del 28.05.09 CHILIAMACISEGUA euro 365
29.05.09 Elisabetta R. Milano euro 25
31.05.09 Rossella M. Zanica (Bg) euro 20
Versamento effettuato in data 1 giugno 09
785 euro
QUI GLI AGGIORNAMENTI DELLE DONAZIONI
http://www.lidaolbia.it/
LEGGI TUTTO...
SOS CANI DI DIPALO
22 maggio 2009 -
SOS CANI DI DIPALO URGENTE ALTRA EMERGENZA RICHIEDESI AIUTO PLANETARIO!!!!!!
JENNY SCRIVE:
Ragazzi, purtroppo il giorno del trasferimento definitivo dei cani di Di Palo è arrivato.
Lunedì 25 maggio verranno portati via tutti e avranno come destinazione un canile che già contiene un elevatissimo no di cani.
Chiediamo con la massima urgenza di attivarvi per gli stalli, non facciamoli inghiottire in quel canile.
Grazie
Per tutte le info
Jenny Visceglie
Rapid Dogs Rescue
340/3825769
QUI LA STORIA
http://www.chiliamacisegua.org/wp-admin/post.php?action=edit&post=2475
230 cani dell’imprenditore altamurano Dipalo devono essere urgentemente adottati
Dipalo, da alcuni mesi, è al centro delle cronache cittadine per via di alcune sue clamorose iniziative. Ha più volto minacciato di togliersi la
vita e una volta si è allontanato da casa senza lasciare messaggi, acuendo lo stato di apprensione di parenti, amici e conoscenti. I problemi, con ogni
probabilità, sono anche legati all’andamento della sua azienda nell’area industriale di Jesce che ricade in territorio del Comune di Matera. Al di là
di queste vicende, nella buona e nella cattiva sorte, la famiglia Dipalo ha sempre avuto un debole per i migliori amici dell’uomo. Insomma, non ha mai
chiuso il cancello della sua azienda ai randagi che ha tolto dalla strada e che ha accolto per poterli aiutare a spese proprie, benchè molto onerose.
Ciò fino a quando non si sono presentati particolari problemi di carattere economico che hanno coinvolto l’azienda.
Al momento, come detto, i 170 cani adulti e 62 cuccioli, si trovano in contrada Jesce, a Matera, all’interno dell’azienda che da circa 2 anni è
stata dichiarata fallita.
Accade, così, che i cani riescono a sopravvivere già da lungo tempo solo grazie alle donazioni di alcune Associazioni animaliste quali l’ANTA, la
LAV, Rapid Dogs Rescue, Associazione Canili Lazio, Coordinamento per la Difesa del Randagio ed altre.
A dicembre, infatti, quando l’imprenditore pugliese fece perdere le proprie tracce per alcuni giorni si fece avanti il mondo del volontariato e
dell’associazionismo, raccogliendo cibo e trasportandolo a Jesce per affrontare l’emergenza.
Successivamente il Tribunale di Matera dispose una fornitura di cibo per soli 2 mesi.
Un mero rimedio temporaneo. Da allora in poi è sempre stata emergenza. Ora i cani sono stati posti sotto sequestro penale per maltrattamento perchè
le condizioni igieniche non sono più tollerabili. La struttura non può essere adeguata perchè facente parte del fallimento e
posta anch’essa sotto sequestro. I cani devono essere sgomberati d’urgenza…l’emergenza non è più solo il cibo ma la loro stessa vita!
Sono adottabili in tutta Italia.
Per contatti
392/4867348
giovisceglia@yahoo.it
Luogo: matera adottabili in tutta Italia
http://forum.alfemminile.com/forum/animaux/__f24032_animaux-Aggiornamento-cani-di-dipalo.html
“Sono stati sequestrati ieri dai Nas dei carabinieri di Matera e affidati al Comune lucano i cani custoditi nel recinto dell’azienda dell’imprenditore altamurano Francesco Dipalo che li aveva raccolti nella zona industriale di Jesce. Il numero era arrivato a 160 e, per la difficile situazione economica dell’azienda, seguita ormai da un curatore fallimentare, rischiavano di morire di fame.
Il Tribunale di Matera a dicembre aveva disposto la fornitura di cibo per due mesi. Alla fine del mese il mangime è terminato.
La Lav intanto lancia una campagna di adozioni (60 cuccioli piu’ gli adulti) anche presso rifugi. Molti hanno bisogno di cure immediate. L’emergenza cibo sembra non essere finita.”
Mentre la Lav il 27 marzo scrive:
Il sequestro NON ha chiuso l’annosa vicenda, intanto ieri il Comune di Matera, da noi interpellato, ci ha fatto sapere che i signori Dipalo si sarebbero intestati tutti i cani!
QUINDI L’EMERGENZA RESTA
il 17.12.2009 lanciammo un appello (che circola di nuovo in questi giorni creando confusione)
CI ATTIVAMMO SUBITO PORTANDO CIBO PER I CANI
dopo qualche giorno l’imprenditore ritorn a casa ma l’emergenza rimase,intanto il curatore fallimentare, grazie anche alla nostra mobilitazione, riuscì
ad ottenere da parte del Tribunale di Matera una fornitura di cibo per due mesi (forniturache è finita il 28 febbraio), lo stesso curatore fallimentare invi una diffida a Sindaco e ASL servizio
veterinario affinchè intervenissero immediatamente e risolutivamente per risolvere la situazione;la struttura in cui sono ricoverati i cani è acquisita come immobile del
fallimento dalla Curatela fallimentare.
FACEMMO PARTIRE SUBITO UNA CAMPAGNA DI ADOZIONI DEI CANI (all’interno della struttura c’erano anche tantissimi cuccioli) MA LE STESSE SONO STATE PRATICAMENTE IMPOSSIBILI PER IL RIMBALZO DI RESPONSABILITA’ : la sigra Dipalo voleva un’autorizzazione (impossibile?) da parte della curatela fallimentare.
Ai primi di marzo 2009 la situazione è nuovamente precipitata, il cibo fornito dal Tribunale era finito e nel frattempo erano nati nuovi cuccioli.
il 17.03.2009 i NAS hanno sequestrato l’area dove sono detenuti i cani affidando i cani stessi al sindaco di Matera, diffondemmo questa nota:
—– Original Message —–
From: LAV Matera
To:
Sent: Wednesday, March 18, 2009 9:43 AM
Subject: MT- NAS sequestrano cani Dipalo: affidati al Sindaco
MASSIMA DIFFUSIONE
Ieri pomerigio i NAS hanno provveduto al sequestro dei cani di Dipalo, gli stessi sono stati affidati al Comune di Matera; in effetti si tratta di randagi materani, raccolti dalla famiglia di Palo nella
zona industriale Jesce di Matera.
Ora ci dobbiamo attivare tuttte/i per le adozioni, ci sono moltissimi cuccioli, ma anche cani adulti bisognosi di cure immediate e soprattutto dobbiamo evitare di condannarli all’ergastolo.
Dobbiamo attivare una campagna di adozioni straordinarie anche presso rifugi.
Mando altre info, appena sono disponibili
LAV Matera
ps: credo che per qualche giorno l’emergenza cibo continui!
Visto che i cani erano stati affidati al Sindaco, ritenevamo che in pochi giorni l’emergenza fosse superata,ma il Sindaco ha rifiutato la custodia dei cani e fino ad ora non ha fornito
cibo per i cani
il 24.03.2009 diffondemmo un’altra nota
—– Original Message —–
From: LAV Matera
Sent: Tuesday, March 24, 2009 8:14 PM
Subject: cani Dipalo (Matera) aggiornamento
Riassunto della vicenda
Il sequestro dovrebbe chiude una annosa vicenda.
I signori Dipalo nel corso degli anni hanno raccolto i randagi presenti nella zona industriale Jesce
del comune di Matera, confinante con la provincia di Bari (Altamura), mantenendoli a proprie spese.
Poi sono falliti e la loro azienda è passata alla curatela fallimentare.A dicembre scorso, quando l’imprenditore scomparve per alcuni giorni, la signoraci chiam perchè i cani non mangiavano da diversi giorni.Ci attivammo subito diffondendo un appello e procurando il cibo. Intanto il curatore fallimentare riuscì ad avere da parte del magistrato una
fornitura di cibo per due mesi.Superata momentaneamente l’emergenza ci attivammo affinchè le asl facessero il loro dovere, ovvero la sterilizzazione delle femmine, che sfornavano
(e sfornano) due cucciolate all’anno. Il curatore fallimentare invi una diffida a sindaco ed asl affinchè mettessereo in atto i loro compiti istituzionali.
Ai primi di marzo si è presentata di nuovo l’emergenza cibo, la fornitura del tribunale era finita.
Il servizio televisivo, andato in onda domenica scorsa, è stato girato uno o due giorni prima del sequestro.
Con il sequestro i cani sono stati affidati al sindaco di Matera e le asl dovrebbero iniziare sterilizzazioni e microchippatura.
Resta l’urgenza delle adozioni, altrimenti un po’ alla volta i cani saranno trasferiti presso il canile di Matera:ovvero da una prigione all’altra.
LAV Matera
Il sequestro NON ha chiuso l’annosa vicenda, intanto ieri il Comune di Matera, da noi interpellato, ci ha fatto sapere che i signori
Dipalo si sarebbero intestati tutti i cani!
QUINDI L’EMERGENZA RESTA
LAV Matera”
I cani di Dipalo stanno mangiando perchè i volontari giornalmente portano loro il cibo.
Il Comune di Matera ancora non sta provvedendo al loro mantenimento.
SCRIVIAMO AL SINDACO comune@comune.mt.it
il telefono della segreteria del sindaco è 0835334052
Il video trasmesso da LA7 è stato registrato qualche giorno prima del sequestro.
VIDEO
http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=24006&cat=cronaca
LEGGI TUTTO... C’è un commento: leggi...
DEPORTAZIONE CANI BASILICATA
22 maggio 2009 -
Società Cooperativa ECO <soc.coop.eco@gmail.com>
Purtroppo vi dobbiamo informare che la Comunità Montana ha effettuato l’aggiudicazione provvisoria dei 420 cani al canile VARCA GROUP di Cosenza.
L’immobilismo ingiustificato della Regione ci ha molto addolorati.
Giovedi 4 giugno alle ore 11.00 effetturemo una manifestazione di protesta sotto la Presidenza della Regione invitando anche tutti i ns. simpatizzanti che dovranno intervenire con i loro cani, e doteremo ogni cane di un cartello di protesta .
Soc.Coop.ECO a.r.l
C.da Tiera Scalo
85100 Potenza
Tel-Fax 0971-63327
0971-63907
PER LEGGERE CLICCARE SU FOTO
LA NUOVA DEL SUD MATERA
redazione@lanuovadelsud.it
I SILENZI DELLA REGIONE
LEGGI TUTTO...
GIORNATA NAZIONALE L. 281/91 IN OLTRE 30 CITTA’ DI ITALIA
21 maggio 2009 -
GIORNATA NAZIONALE L. 281/91 IN OLTRE 30 CITTA’ DI ITALIA
UNA GIORNATA PROMOSSA DA :
RAPID DOGS RESCUE – A.P.D.A TORINO – LEGA ANIMALISTA – AMICICANI – CHILIAMACISEGUA –
LEGA DEL CANE REGGIO CALABRIA – ASSOCIAZIONE CANILI LAZIO – FRECCIA45 –
OIPA LIVORNO -EIPA – LIDA OLBIA – LIDA FIRENZE – ENPA TREVISO –
ASSOCIAZIONE TRINAS DE ORO – ASSOCIAZIONE SHAKTI –
ASSOCIAZIONE I GATTI DI MARIA LUIGIA – A.D.L.A - ASSOCIAZIONE ARKE’
puoi trovare nelle seguenti piazze i nostri gazebo,
dove potrai parlare con i responsabili che risponderanno a tutte le tue domande
e ti consegneranno un dossier informativo sulle motivazioni che ci hanno spinto a creare l’evento…
Esclusivamente per la città di Roma in collaborazione con LIVE AND LET LIVE
TROVA LA TUA CITTA’
Coordinatrice Nazionale : Roberta Scabello ( A.P.D.A. Torino ) – Cell. 347/2289334
Per candidarti come Responsabile per la tua città o essere accreditato presso uno dei nostri stand CLICCA >> QUI
Per scaricare la nostra locandina in formato immagine CLICCA >>> QUI
Per scaricare la nostra locandina in formato stampa CLICCA >>> QUI
Per scaricare il comunicato CLICCA >>> QUI
Per scaricare il nostro dossier CLICCA >>>QUI
Per scaricare la nostra petizione CLICCA >> QUI
Per scaricare la Legge 281/91 CLICCA >> QUI Per scaricare la Legge 189/04 CLICCA >> QUI
( l’elenco delle città è in continuo aggiornamento )
|
Città |
Luogo |
Responsabile |
|
Telefono |
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TORINO |
PIAZZA CASTELLO |
ROBERTA SCABELLO ( A.P.D.A. Torino ) |
pelosi.inpericolo@gmail.com la.ri.mar@hotmail.it |
- |
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AREZZO |
PONTE A POPPI -PIAZZA RISORGIMENTO |
CHIARA PIA |
chiarina46@hotmail.it |
- |
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CHIETI |
PIAZZA GIANBATTISTA VICO |
ANTONELLA RICCARDO |
ricc_antonella@hotmail.it |
- |
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FERRARA |
- |
ELISA TOSI |
pontearcobaleno@gmail.com |
- |
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GORIZIA |
PIAZZA S.AMBROGIO banchetto alla FIERA BIOEST |
Francesco Tominich |
- |
Cell 3494490967 |
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MONFALCONE (GO) |
PIAZZA S.AMBROGIO banchetto alla FIERA BIOEST |
Fiera Bioest |
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- |
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GROSSETO |
CORSO CARDUCCI 94/96 |
FEDERICA BELLONE |
fede.bellone@alice.it |
- |
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Semproniano (GR) |
Piazza del Popolo |
Gabriela - Ass. SHAKTI |
maddalenadarco@hotmail.com |
Cell. 3476757540 |
|
Manciano (GR) |
Via Gramsci |
Maria Laura – Ass.SHAKTI |
maddalenadarco@hotmail.com |
Cell. 3281695055 |
|
Orbetello (GR) |
Piazza Garibaldi |
Giuliana – Ass.SHAKTI |
maddalenadarco@hotmail.com |
Cell. 3275317240 |
|
Montefiascone (VT) |
Piazzale Roma |
Anna Lisa – Ass.SHAKTI |
maddalenadarco@hotmail.com |
Cell. 3332523616 |
|
LIVORNO |
PIAZZA GRANDE |
GABRIELLA PAGGI |
gabriellapaggi@gmail.com |
- |
|
MOLFETTA ( BARI) |
CORSO UMBERTO altezza GALLERIA PATRIOTI MOLFETTESI del RISORGIMENTO |
FRANCESCA |
francidevirgi1@tin.it |
- |
|
NAPOLI |
VILLA COMUNALE, CASSA ARMONICA E SPIAGGETTA ROTONDA DIAZ |
ANGELA IZZO MARIA PIA SCALERA |
info@leganimalista.it |
Cell. 3388097997 |
|
OLBIA |
AUCHAN dalle 16 alle 20 |
BARBARA PICCINNU |
- |
- |
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PARMA |
VIA MAZZINI 12 OPPURE ANGOLO VIA CAVESTRO |
VITTORIA ROSATO |
vittoria.rosato@libero.it |
- |
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PALERMO |
- |
SIMONA SAVONA |
simonasavona@hotmail.com |
- |
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PERUGIA |
- |
DANIELA STEFANIA TRIPODI |
nascira@hotmail.it |
- |
|
ROMA |
EX- MATTATOIO TESTACCIO EVENTO LIVE CONCEPT CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA CAMPO BOARIO |
FRANCESCO PERRA SARA FERRI ALFREDO PARLAVECCHIO ARIANNA STIVALI AMBRA SERRA ANTONELLA RUSSO |
info@rapiddogsrescue.com |
Cell. 3771896463 |
|
REGGIO CALABRIA |
Piazza San Giorgio al Corso |
Raffaella Gambino |
legadelcanerc@libero.it |
- |
|
TARANTO |
VIA DI PALMA ANGOLO VIA PUPINO |
CECILIA NOCITO |
bypulcy@libero.it |
- |
|
VICENZA |
PIAZZA CASTELLO |
AURORA BASILE |
aurorabasile@libero.it |
- |
|
BOLOGNA |
c/o CENTRO BORGO IPERCOOP – VIA M. E. LEPIDO 186 |
LAURA MAGLIANI |
stranalaura@live.it |
Cell. 3332761314 |
|
CATANZARO |
INGRESSO PARCO DELLA BIODIVERSITA’ MEDITERRANEA Via Vinicio Cortese, 1 |
FRANCESCA CONSOLE ( Delegata Provinciale Rapid Dogs Rescue ) |
darsha@tin.it |
- |
|
CAGLIARI |
PIAZZA GARIBALDI |
ASS. TRINAS DE ORO |
presidente@trinasdeoro.it |
- |
|
CATANIA |
PARCO COMMERCIALE LE ZAGARE CONTRADA BOTTAZZI S.GIOVANNI LA PUNTA (CT) |
ALDA LEONE |
info@alcione.net |
- |
|
Pitigliano( GR) |
Via Zuccarelli 60 |
Libreria Arkè (Associazione) |
- |
Mattia 349 3014076 |
|
LECCE |
PIAZZETTA DEPACE ANGOLO VIA TRINCHESE DALLE 18-21 UNICA PIAZZA |
FABIO IPPOLITO |
fabio.ippolito@unisalento.it |
- |
|
MILANO |
PIAZZA DEL DUOMO ANGOLO PIAZZA DEI MERCANTI |
ROBERTA SCABELLO |
pelosi.inpericolo@gmail.com |
- |
|
MERANO (BZ) |
PIAZZA DEL GRANO CENTRO STORICO FRONTE QUESTURA |
MASSIMO MAROCCHIO |
info@zeusacademy.org |
- |
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SANREMO |
PASSEGGIATA IMPERATRICE DIFRONTE HOTEL ROYAL |
SIMONA FANCIULLI -EIPA |
eclairer@hotmail.com |
- |
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SANTHIA’ |
CORSO NUOVA ITALIA ORE 15-19 |
ASSOCIAZIONE “GATTILE SAN FRANCESCO D’ASSISI” LUCIANO ZUBLENA |
luciano.zublena@fastwebnet.it |
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TREVISO |
PIAZZA BATTISTERO |
ANTONELLA DE LEVA – ASS. CANILI VENETO |
presidente@associazionecaniliveneto.it |
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MESTRE – VE |
CENTRO LE BARCHE – PIAZZA XXVII OTTOBRE |
ANTONELLA DE LEVA – ASS. CANILI VENETO |
presidente@associazionecaniliveneto.it |
- |
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FOGGIA |
CORSO VITTORIO EMANUELE – ZONA PEDONALE |
DANIELA TIBOLLO |
daniela.tibollo@alice.it |
Cell. 3403057110 |
Associazione Rapid Dogs Rescue
Via E. Rabin 64 – 46100 Mantova
Tel. 0376/1850620 Fax. 0376/1850918 Codice Fiscale : 93056360204
http://nuke.rapiddogsrescue.com/
LEGGI TUTTO...
I RACCOMANDATI OVVERO I GESTORI DI CANIFICI OVVERO QUELLI CHE NON LI SCHIODA NESSUNO
21 maggio 2009 -
I RACCOMANDATI OVVERO I GESTORI DI CANIFICI OVVERO QUELLI CHE NON LI SCHIODA NESSUNO
VITA MIRACOLI DI COLORO CHE SUI CANI HANNO COSTRUITO UN IMPERO E MORTI IMPROVVIDE DEI CANI A LORO AFFIDATI.
LOMBARDIA CANILE DI PANTIGLIATE E DI ZELO BUON PERSICO
IL MOLINO E L’AIRONE
PIETRO ANTONIO CIRILLO NATO A BOSCOTRECASE(NAPOLI) IL 13/10/1950 socio di maggioranza de Il Molino srl,
a capo della quale ha nominato quale amministratore unico, sua moglie MIDGLEY Deborah Anne, nata a Leeds (Inghilterra) il 24.05.1962
DICONO DI LUI
Corriere della Sera
6 febbraio 1995
Curavano cani con farmaci scaduti
Blitz dei carabinieri nel canile di Pantigliate gestito da Pietro Cirillo. L’ uomo e’ stato denunciato per maltrattmenti agli animali e uso sui cani di medicinali scaduti. L’ episodio e’ stato reso noto dal leader degli animalisti Stefano Apuzzo e denunciato in una interrogazione del verde Camillo Piazza all’ assessore regionale alla Sanita’ Nanni Rossi. Secondo Apuzzo il canile, convenzionato con Ussl, avrebbe un giro miliardario su cui sarebbe opportuna un’ indagine della magistratura anche per accertare se i soldi stanziati dalle Ussl vengono ben spesi e se la Regione ha omesso di fare controlli.
http://gaiaitalia.it/modules.php?name=News&file=article&sid=519
Anche l’ASL Milano Due è nei pensieri della “Befana verde”, a causa di un appalto per la gestione di centinaia di cani della provincia di Milano. Il servizio di accalappiamento e custodia dei cani, da anni, viene assegnato ad un “canificio”, enorme e disumano, il canile “Il Molino” di Pantigliate e Zelo Buon Persico, più volte al centro dell’attenzione dei media per il trattamento riservato agli animali. Secondo il Portavoce di Gaia Onlus, l’ex parlamentare Stefano Apuzzo, il capitolato d’appalto predisposto dall’ASL Milano Due è stato redatto su misura per il Sig. Pietro Cirillo, proprietario della immensa struttura di Pantigliate – Zelo Buon Persico. L’appalto, in realtà, fotografa la situazione dei capannoni del canile “Il Molino” (450 cani) e il fatturato del gestore, impedendo una reale concorrenza tra canili che permetta di innalzare i parametri di benessere degli animali e della loro corretta e umana accoglienza in strutture adeguate.
http://www.chiliamacisegua.org/wp-content/uploads/2009/01/sesto-4-gennaio-09-pg-18.pdf
Polemica per l’appalto al canile di Pantigliate, proprietà dei noti Cirillo“Violentato” il Comune di Sesto.
Oldrini accusa: «Impressionato dalla violenza con cui ci si rivolge alla nostra Amministrazione».
Egregio Signori, sono il Sindaco di Sesto San Giovanni, sinceramente impressionato dalla violenza con cui ci si rivolge alla nostra Amministrazione comunale. Sesto San Giovanni è una grande città, la quinta della Lombardia. Abbiamo due case di riposo comunali, 8 asili nido comunali, 5 centri anziani comunali, un Centro vacanze, un laboratorio per portatori di handicap e altro ancora. Assistiamo decine di minori che ci vengono assegnati dal Tribunale, abbiamo rapporti con centinaia di associazioni di volontariato. Per informazione vostra da anni il nostro sito vince i maggiori premi delle associazioni specializzate. Per quanto riguarda i cani, abbiamo fatto un bando e una gara di appalto assolutamente regolari, secondo le leggi vigenti e il canile di Pantigliate, registrato nell`apposito sito della Provincia, ha presentato condizioni migliori di quello di Segrate. Naturalmente, come facciamo sempre per tutti i nostri appalti, controlleremo. Se ci saranno irregolarità le correggeremo, se si dimostrerà che è un canile lager, senza cusstodia, con box più stretti di quello che è stato dichiarato, toglieremo l’app alto. Quello che mi impressiona però è la violenza delle vostre e mail. Abbiamo cambiato molti appalti, anche in settori delicatissimi, in questi anni e mai nessuno si è permesso di parlarci in questi termini: chi ha perso la gara ha accettato il responso, non ha scatenato gli amici. Abbiamo fatto fronte alla situazione di bambini in estrema difficoltà. Mai abbiamo ricevuto e mail. Evidentemente viviamo in un Paese per il quale l’attenzione per decine di bambini è di molto inferiore a quella per 7 cani. E lo dice uno come me che ha sempre avuto ed amato cani.
Giorgio Oldrini
Sindaco di Sesto San Giovanni
Ecco la replica:
Caro sindaco, lei è un esempio di vera civiltà
Caro sindaco, le esprimiamo tutta la nostra solidarietà per la violenza inaudita subita dalla sua amministrazione comunale, che primeggia su tante altre per le gare di solidarietà e i salvataggi di bambini e anziani in difficoltà. Gli applausi non bastano, bisogna spiegare alla gente che occuparsi di queste emergenze, per un sindaco, non è ordinaria amministrazione. È straordinaria gestione dell’ordinario. Ogni volta che accade bisogna ricordare quanto lei è bravo nel suo mestiere. Porre sullo stesso livello una discussione sul benessere animale e mettere alla berlina un appalto che riguarda soldi pubblici, è da pazzi. Eppure lei è ora ingiustamente preso di mira da decine e decine di animalisti villani e da appiccicose associazioni (vedi le lettere in pagina ) che le contestano l’appalto vinto dal canile di Pantigliate. Pensi che prende posizione persino la segreteria nazionale della Lega per la difesa del cane. Spediamoli ai servizi socialmente utili. Fuori c’è un mondo che chiede aiuto. Imparino da Sesto la lezione: prima vengono la fame nel mondo, la crisi, la recessione, l’Afri – ca, il Tibet. È una vergogna che qualche cane meriti più attenzione che decine di bambini. Quando, tra cento, duecento anni, sarà abolito l’Unicef, risolto il problema delle guerre, affronteremo più sereni la civilizzazione dell’uomo verso il rispetto degli animali. È questione di priorità. Una cosa alla volta. Lo capissero anche i volontari! Un sindaco sensibile al futuro e alla civiltà è un sindaco che va rispettato. Quei volontari fanatici che hanno invaso, mi creda, anche la mia mail, le recriminano di aver scelto un canile tanto discusso. Pensi che è convenzionato con 46 comuni, molti dei quali fuori dai limiti territoriali previsti dalla legge. Ma se i cani vanno a star meglio, chi se ne frega. Pensi che c’è persino una nuova legge regionale che dà nuove direttive ai comuni: mai più canili gestiti dai privati. Ma è scema anche la Regione, adesso? Tutti che ci vedono sporco. Roba da matti. Noi siamo con lei, per sempre. E se le tirano fuori l’inchiesta di Panorama, del 2005, risponda come ha fatto l’Asl. Legga qua: «Celle piene di carogne, vermi, diarrea. I Nas sono inquilini abituali nei canili del signor Pietro Cirillo che dalle asl e dai comuni intorno raccoglie per i due canili almeno 1,1 milioni di euro. Per telefono cerchiamo il dottor Sartori, responsabile della asl di Milano. È serafico: «Quelle vicende giudiziarie sono invenzioni della malafede degli animalisti. Mi scusi, ma per 700 cani i canili Cirillo sono ok». I volontari sono solo dei visionari. E, ora scopriamo, anche violenti. Vergogna.
di Stefania Piazzo
Lega Difesa del Cane
Rendiamo noto che la Lega Nazionale per la difesa del Cane, accogliendo l’appel – lo di tantissime persone sensibili e preoccupate, ha adottato ufficialmente tutti i cani di proprietà del Comune di Sesto San Giovanni (MI), custoditi presso il rifugio di Segrate che avrebbero dovuto essere trasferiti presso il Canile “Il Molino” di Pantigliate (MI). Il Comune di Sesto San Giovanni, attraverso i suoi rappresentanti, ha ribadito più volte in questi giorni che il rammarico della Lega fosse legato a uno squallido discorso economico, dimostrando in tal modo di non comprendere, ancora una volta, malgrado “tutto ”, l’operato e l’azione di sensibilizzazione e di informazione che la nostra associazione in questi anni ha portato avanti. L’unico nostro rammarico è unicamente ancorato alla profonda delusione rispetto a una totale mancanza di sensibilità di questo ente nei confronti di volontari le cui azioni mirano a tutelare il benessere degli animali e non certo ad alleviare detta Amministrazione dai suoi doveri. L’adozione di questi cani da parte dei nostri volontari è stato un gesto generoso e comporta un aggravio sicuramente significativo sulla già difficile gestione del nostro Rifugio. E per tutti i cani che verranno? Non resta che la consapevolezza che, dal primo Gennaio 2009, per i cani accalappiati sul territorio comunale di Sesto San Giovanni, “Il Molino” sarà il canile di riferimento e questo precluderà ogni nostro possibile futuro intervento. Inoltre, l’intera vicenda è significativa in quanto delinea il preoccupante fatto che gli animali sono stati e sono considerati alla stessa stregua di oggetti da recapitare al “migliore” offerente. È ora che sia preclusa la possibilità di indire aste al ribasso, in linea con una Legge che sicuramente fu creata a tutela degli animali e non per favorire speculazioni e ulteriori maltrattamenti (Circolare Ministeriale- 5/2001).
Lega Nazionale per la difesa del cane
Gentilissimi Amici, Vi informiamo che dal 1 gennaio 2009, i cani accalappiati sul territorio del comune di Sesto S.Giovanni, non saranno più ospitati presso il Rifugio di Segrate, di proprietà dell’Associazione, bensì, trascorsi i primi 10 giorni di canile sanitario andranno al Canile Cirillo/Pantigliate (..). Infatti, ci è stato riferito che, malgrado il rifugio di Segrate sia notoriamente sempre aperto tutti i giorni, compresi i festivi, Natale, Pasqua, Ferragosto ect. sia mattina, sia pomeriggio, il canile di Pantigliate offra ancora più ampia rosa d’apertura. (…) inoltre vi è una ragione economica, in quanto, oltre qualche centesimo in più che richiede l’Associazione, Pantigliate ha offerto un servizio di sterilizzazione delle femmine a euro 50, contro i 175 da noi richiesti e necessari a parere dei nostri veterinari onde operare con un protocollo di sicurezza, comprendente esami del sangue pre-operatori, preanestesia, anestesia gassosa, nonché terapia antidolore- antibiotica postoperatoria e ricovero in locale risveglio, riscaldato e asettico. Per ben 12 anni, dall’inizio della collaborazione con Sesto, tutte le operazioni specialistiche, nonché vaccinazioni e profilassi sono sempre state a carico dell’Associazione, il Comune provvedeva solo a rimborsare poco più di 2 euro al giorno, senza altro riconoscere. (…). Tutti i nostri animali escono a sgambare due volte al giorno in ampi cortili interni soleggiati e piantumati, accuditi con amore da volontari esperti e preparati, mangiano due volte al giorno, sempre ben controllati ad uno ad un da operatori ed escono regolarmente in passeggiata. Sono affidati ad un team di educatori (…). Tutti i nostri animali hanno riscaldamento invernale, e refrigerio estivo con piscine, e vari accorgimenti di annaffiamento delle tettoie. I cuccioli sono divisi, vengono nutriti a parte con mangimi idonei e accuditi nella nursery, gli anziani hanno da sempre un posto privilegiato, cure ed attenzioni amorevoli. (…) … è dal lontano 1997 che, su decisione dell’allora amministrazione comunale di Sesto, i cani già rinchiusi a Pantigliate furono prelevati dai nostri volontari, i quali iniziarono da allora un lavoro stoico e generoso nel recupero di poveri animali da anni giacenti senza speranza alcuna (quelli rimasti vivi). Altresì generosamente, da allora la Lega del Cane ad oggi è arrivata ad ospitare, di proprietà del comune di Sesto San Giovanni ben 497 cani, di cui solo 19 sono deceduti (quasi tutti per sopraggiunta vecchiaia) tutti gli altri sono stati adottati, dopo essere stati vaccinati, schedati, operati, sterilizzati a spese dell’Associazione. (…). Questa (…) è la sconfitta di un Comune che, malgrado i nostri sforzi e chiari segnali pervenuti ultimamente dal Ministero della Salute, non ha tuttavia compreso che non sono pochi centesimi a fare il benessere animale (…).
I volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane
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20 cani via dall’inferno di Pantigliate-Zelo Buon Persico, anche grazie a Gaia
ANIMALI: TRASFERITI DAL CANILE DI PANTIGLIATE I CANI DEL COMUNE DI OPERA (MI), AFFETTI DA VERMI, PULCI, ROGNA E DIARREA.
Anche i cani di Opera lasciano l’inferno di Pantigliate/Zelo Buon Persico, un mega canile (“Il Molino”) con business milionario, incredibilmente convenzionato con i Servizi veterinari della ASL di Melegnano- Melzo per il servizio di canile sanitario.Dopo 5 anni di amministrazione di Centro-sinistra, finalmente i 19 cani randagi di Opera trovano una sistemazione ottimale presso il rifugio canile “Lutz” di Segrate (Mi).
Il trasferimento dei cani randagi rinvenuti nel territorio di Opera è terminato in questi giorni.Dopo questi anni di semi abbandono nella mega struttura (più simile ad un grande allevamento di galline che ad un rifugio), le bestiole sono finalmente accudite, cibate e curate con tutte le attenzioni, l’amore ed il rispetto che meritano degli esseri viventi e senzienti.
I cani sono arrivati nel nuovo rifugio affetti da rogna, vermi, pulci e diarrea, senza schede veterinarie e con tatuaggi per lo più illeggibili o non rispondenti. Una bellissima cagnolina bretone era rinchiusa in gabbia addirittura dal 1993. Tutte le bestiole più piccole di taglia sono terrorizzate. Le condizioni in cui sono stati rinvenuti i cani fanno sorgere il dubbio di maltrattamenti o di trattamenti inadeguati. L’indice degli amministratori del Comune di Opera è puntato sui gestori del canile Il Molino di Pantigliate (Pietro Cirillo, la moglie ed il figlio), più volte denunciati per maltrattamenti agli animali. Pietro Cirillo, in particolare, ha un curriculum giudiziario degno di uno dei migliori personaggi di Quentin Tarantino (allegato, un volantino del 1996 distribuito a Milano).
Il trasferimento, con il passaggio della convenzione da “Il Molino” di Pantigliate/Zelo Buon Persico al canile rifugio Lutz di Segrate, è il frutto dell’impegno dei Verdi, in giunta a Opera e in particolare del consigliere ambientalista, ex parlamentare, Stefano Apuzzo e dell’Assessore all’Ecologia Augusto Sandolo.
“Le strutture di Pantigliate e di Zelo Buon Persico, isolate in mezzo alle campagne, sono più simili ad allevamenti in batteria che non ad un canile. Siamo felici di aver finalmente portato i nostri cani in un rifugio degno di questo nome, pagando la retta di 5 euro al giorno e garantendo agli animali una vita decorosa e tutte le cure necessarie. Il risparmio sarà evidente entro breve, quando la maggior parte dei cani saranno adottati, grazie alla nuova collocazione ed alle cure ricevute”, afferma Apuzzo.
“E’ incredibile come possano molti Comuni dell’hinterland, mantenere in vita una convenzione con Pantigliate e Zelo Buon Persico. Il tutto a spese dei cittadini”, conclude Apuzzo, ricordando che adesso i 20 cani aspettano visite in via Redecesio, 5 a Segrate per essere adottati da famiglie di buon cuore. L’Associazione operose “Il Riccio” ha fotografato tutti i cani e, con le schede informative, ne sta promovendo le adozioni.
Il Portavoce di Gaia, Stefano Apuzzo, è disponibile ad offrire consulenza gratuita ai Comuni che intendono portare via i propri cani dall’orrore di Pantigliate e Zelo Buon Persico ricercando soluzioni dignitose ed economiche (anche per redarre nuovi capitolati di appalto che tengano conto del benessere animale, come ha fatto Opera – Mi).
http://www.amicicani.com/index.php?oper=newsleggi&id=626
Il canile di Pantigliate e quello di Zelo Buon Persico (Lodi) famosi alle cronache
Il canile di Pantigliate e quello di Zelo Buon Persico (Lodi), entrambi gestiti da Pietro Cirillo e dalla consorte sono famosi alle cronache per casi giudiziari e per le battaglie condotte dalle associazioni animaliste. Il canile e` convenzionato con oltre 40 Comuni della provincia di Milano e con molte ASL. Gaia ha deciso di scrivere una lettera a diverse istituzioni, come le ASL, che dovrebbero salvaguardare il benessere degli animali e valutare la correttezza della spesa delle pubbliche amministrazioni. Di seguito il testo.
Milano 22 maggio 2003 Servizio Veterinario ASL di Melegnano, C.a. Dott. Sirtori, Via VIII Giugno 69 20077 MELEGNANO (Mi) E, per conoscenza On. Roberto Formigoni Presidente Regione Lombardia Via Pola, 9/11 20124 MILANO Servizi Veterinari della Regione Lombardia, c/o Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia Via Pola 9/11 20124 MILANO Servizi Veterinari del Ministero della Salute C.a Dott. Papalia Piazzale Marconi 25 00144 ROMA Gentile Dott.ssa Vacchi Uff. Tutela Animali del Comune di Milano C/o Assessorato Ecologia Piazza Duomo, 2 20123 MILANO Oggetto: convenzione ASL con il canile di Pantigliate e di Zelo Buon Persico (Lo) del Sig. Pietro Cirillo Egregi Signori, in passato i media si sono ripetutamente occupati della vicenda del canile di Pantigliate e di Zelo Buon Persico, due strutture, una decisamente fatiscente, l`altra più simile ad un allevamento in batteria di animali da produzione che ad un rifugio, condotti dal Sig. Pietro Cirillo e dalla sua consorte. Le denunce per maltrattamenti, violazioni delle leggi sanitarie e molte altre ipotesi di reato a carico del conduttore di detta struttura, costituiscono una vasta letteratura. Desidero portare alla Vostra gentile attenzione due nuovi casi, che dovrebbero indurre la Pubblica Amministrazione ad una seria riflessione se sia o meno il caso di proseguire nella collaborazione con questa struttura e con chi la gestisce. Una recente ispezione dei NAS dei Carabinieri ha riscontrato nel canile di Zelo e di Pantigliate numerose infrazioni e violazioni di legge, riportate in un breve articolo del Corriere della sera, che allego. Una ispezione condotta dagli amministratori del Comune di Gorgonzola, ha verificato gravi inadempienze che porteranno, presumibilmente, alla anticipata disdetta della convenzione in essere. La vicenda è riportata in un articolo de Il Giorno che allego. La percentuale di adozioni dei cani affidati a questo canile dalle pubbliche amministrazioni è bassissima e non esiste alcuna collaborazione con associazioni animaliste con un minimo di rilievo e presenza territoriale. Ciò significa che, spesso, i cani dei Comuni, muoiono in canile, con costi esorbitanti a carico delle pubbliche amministrazioni. Un esempio di gestione dei fondi pubblici e di spreco decisamente contro corrente, nel momento in cui le PA sono impegnate in operazioni di ottimizzazione dei costi. Meno tempo passato in canile, perché il cane è adottato, significa un sicuro risparmio per il Comune. Alcune ASL, tuttavia, tra cui quella di Melegnano, si ostinano a proseguire nella convenzione di “canile sanitario” con il Sig. Cirillo, inducendo molti Comuni a stipulare essi stessi convenzioni con la struttura “Il Molino” di Pantigliate per il servizio di custodia comunale. Di fronte a protratte e ripetute violazioni delle norme, delle leggi, del benessere animale, della corretta conduzione della struttura, di fronte a risultati di affido decisamente deludenti, di fronte a casi di cani malati e non curati e di morti sospette e non denunciate, di fronte all`ipotesi di vere e proprie truffe ai danni di alcune Amministrazioni pubbliche, mi chiedo che cosa aspettino le ASL in questione, prima tra tutte quella di Melegnano, a disdire le convenzioni con questo canile, cercando operatoti seri, capaci, che rispettino gli animali e che abbiano percentuali di adozioni tali da far risparmiare le Pubbliche Amministrazioni. Voglio solo ricordare che anche il Comune di Milano non ha più rinnovato la convenzione che aveva con “Il Molino” per la detenzione e cura dei cani accalappiati sul proprio territorio. In attesa di una Vostra indagine sulla vicenda e della Vostra gentile risposta colgo l`occasione per salutarVi cordialmente, Stefano Apuzzo (Portavoce Associazione Gaia animali & ambiente, Onlus) Allegati: le notizie della stampa. Un rifugio sicuro per Fido Il Giorno domenica 23 marzo 2003 PESSANO – Quattro cani adottati nel giro di due mesi e soprattutto un`impennata di speranze per tutti gli altri che vivono ancora nel randagismo e per quelli che da anni aspettano in un box di ricevere cure migliori. Le buone notizie arrivano dal settore Ecologia del Comune di Pessano che, dopo anni di convenzione con un ex canile, ha deciso da quest`anno di cambiare del tutto strada. “Abbiamo deciso infatti di non firmare più accordi con il canile di Pantigliate – spiega l`assessore Giuseppe Moretti – presso il quale portavamo i cani accalappiati nel nostro territorio. Diciamo che non ci piaceva come l`ente gestiva il servizio e anche che in una recente ispezione abbiamo dovuto constatare che la maggior parte degli animali si trovava in cattive condizioni, insomma che i cani erano malati e non curati”. Un servizio, questo, per cui il comune pagava qualcosa come 15mila euro all`anno ma che a parere degli esperti comunali non garantiva condizioni ideali per i cani. “Ci siamo rivolti quindi – continua l`assessore – al canile di Segrate che, al contrario di quello precedente, non è gestito da un privato ma da volontari della Lega Nazionale per la difesa del cane. Persone quindi che di fondo mettono amore e impegno per gli animali e che, come primo obiettivo, hanno quello di farli adottare”. I risultati si sono visti immediatamente, e rispetto al numero pressochè nullo di animali che venivano accolti con la vecchia gestione, nel nuovo canile su sedici cani già quattro hanno trovato padroni pronti a dare cure e affetto. “Una svolta radicale sia per gli amici a quattro zampe che per il comune – afferma Moretti -. Infatti noi paghiamo circa 2 euro e 50 al giorno per animale, soldi che servono alle cure e al cibo, ma di fatto l`interesse primo dei volontari non è quello di tenersi lì i cani per garantirsi un finanziamento dalla pubblica amministrazione, bensì quello di farli vivere meglio in qualche famiglia”. Centocinquanta in tutto sono i cani che arrivano a Segrate da tutti i paesi dell`hinterland. “Ogni giorno – dice Elisa Cezza, volontaria del canile – sono visitati da un veterinario, escono per le passeggiate e ricevono cure. Inoltre abbiamo promosso l`iniziativa dell`adozione a distanza attraverso la quale con 15euro al mese si può aiutare un cane, e magari portarlo fuori nel week end”.
di Stefania Culurgioni
www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=CRONACA_MILANO&doc=Daa
28 marzo 2003
PANTIGLIATE Carcasse di animali nel canile Sequestrata la cella frigorifera
Blitz dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni nel “Molino”, canile di Pantigliate, convenzionato con 42 Comuni dell`hinterland. I militari hanno messo sotto sequestro una cella frigorifera che conteneva circa settanta carcasse, tra cui quelle di una pecora e di un vitello. Dentro, secondo i documenti, avrebbero invece dovuto esserci 230 cani: all`appello ne mancherebbero dunque circa 150. Le indagini dovranno ora fare chiarezza sulla vicenda. Martedì 20 maggio 2003 Blitz del comune al canile GORGONZOLA – Un blitz a sopresa del comune nel canile di Pantigliate. Un`improvvisata, quella di venerdì mattina, fatta dall`assessore all`Ecologia Loris Riva e dalla responsabile dell`ufficio dei diritti degli animali Cristina Morara, fatta per verificare concretamente condizioni di salute dei randagi dati in “affido” alla struttura. “Volevamo renderci conto di quali sono le condizioni in cui vivono – ha spiegato Riva – di come vengono trattati, dell`ambiente in cui stanno ogni giorno, e soprattutto volevamo vederli tutti, i venti cani che Gorgonzola ha affidato a questo centro”. Un vigile, due volontarie e i due responsabili del comune, questa la delegazione che si è presentata in canile e che infine ha ottenuto di portarsi via cinque dei suoi animali poi affidati ai controlli della dottoressa Rita Fusari, veterinaria gorgonzolese. L`esito divisite e analisi era considerato determinante per il proseguo della convenizone con il canile che potrebbe anche essere revocata in anticipo sulla scadenza “naturale” prevista per la fine dell`anno. “Le analisi del sangue e delle feci – ha spiegato la dottoressa Fusari – servono per capire se sono stati curati adeguatamente e se hanno ricevuto tutte le vaccinazioni. La prima impressione non è stata favorevole: sembravano depressi e abbattuti. Il responso delle analisi ci ha detto che tre dei cinque esemplari sono affetti da filaria. La malattia è in stato decisamente avanzato, troppo, date anche le condizioni generali dei cani, per sperare di debellarla completamente; potremo fare solo una terapia di contenimento. Quattro delle cinque bestiole, inoltre, sono malate di otite”. Proprio il timore che i cani non fossere in buona salute ha fatto scattare il blitz dell`assessore. “Il comune di Gorgonzola- spiega Riva- promuove e incentiva l`adozione dando ai nuovi padroni più o meno trecento euro per sostenere le cure”. “In tutti questi anni, dei cani recuperati nel nostro territorio, affidati al canile e per i quali il comune paga l`operatore, solo quattro o cinque sono stati quelli adottati. Ci pare – afferma Riva – un numero troppo basso, quando invece il nostro fine sarebbe proprio quello di dare una vita migliore agli animali. E poi devo ammettere che a prima vista l`ambiente mi è sembrato piuttosto triste..insomma a me ha fatto una pessima impressione”. Ora conosciuto l`esito, decisamente negativo, dei controlli l`amministrazione comunale dovrà decidere che atteggiamento tenere rispetto la convenzione. Due mesi fa, un altro comune ha deciso di cambiare il rifugio dei propri cani. A marzo infatti Pessano scelse di disdire la convenzione con il canile di Pantigliate, “perchè – dichiarò l`assessore Giuseppe Moretti – non ci piaceva come l`ente gestiva il servizio e abbiamo dovuto constatare che la maggior parte degli animali versava in cattive condizioni”.
di Stefania Culurgioni
Gli illustri Sindaci di Sesto San Giovanni e Cornate d’Adda
gennaio 01, 2009

Giuseppe Ripamonti Partito del Ripamonti
Giorgio Alberto Oldrini Partito dell’Oldrini
Chiliamacisegua, certa di offrire un buon servigio ai Sindaci di Sesto San Giovanni, Giorgio Alberto Oldrini, e di Cornate d’Adda,
Giuseppe Ripamonti, tutti presi dalla archiviazione dei festoni di Capodanno,
offre loro una rassegnina stampa sul Canile di Pantigliate, facile facile da reperire on line.
Poichè Internet e i suoi miracoli sono ancora sconosciuti alla stragrande maggioranza delle Amministrazioni Comunali, analfabetizzate,
tecnologicamente parlando, Chiliamacisegua suggerisce loro due righe di ricerca con Google, con le parole chiave: canile lager, Pantigliate, Pietro Cirillo.
L’accordo che queste due illuminate Amministrazioni Comunali hanno sottoscritto con il gestore di Pantigliate, nasce davvero sotto una buona stella, con la certezza della Applicazione della Legge 281 del 1991 e del Regolamento di attuazione no 16/2006 della Regione Lombardia appena migliorato con le modifiche esemplari presentate dalla Lega Nord, il 17 dicembre 2008.
Chiliamacisegua ricorda ai Sindaci in caso di improvvisa smemoratezza, di essere dipendenti dei cittadini italiani, che, quali loro datori di lavoro, non amerebbero fare tali siffatte, figuracce e aggiunge che la cabina elettorale è sempre fonte di acuti suggerimenti e buoni consigli, quali per esempio, un licenziamento in tronco per giusta causa, dall’impegno politico non onorato a dovere.
A Chiliamacisegua e ai suoi numerosissimi militanti di strada, non resta che augurare buona lettura e rivolgere ai Sindaci smemorati, un applauso speciale.
Con tutti coloro che gli animali li amano e li tutelano e che si vergognano per coloro che, non solo non li amano, ma che della Legge in loro difesa, se ne fanno pallottoline di carta straccia.
Buon anno 2009
Chiliamacisegua
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ALLA CORTESE ATTENZIONE DI
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Comunicato Stampa Enpa
Milano, 28 marzo 2003
OGGETTO: Ispezione NAS al Canile di Pantigliate
In riferimento alla notizia pubblicata oggi sulle Cronache locali in merito ad un sopralluogo svolto dai Nuclei Antisofisticazione dei Carabinieri nel canile “Il Molino” di Pantigliate, convenzionato con 42 Comuni dell’hinterland, che ha portato al sequestro una cella frigorifera con alcune carcasse ed alla attivazione di indagini per la sparizione di 150 carcasse di cani, la Sezione desidera evidenziare quanto segue:
Il canile Il Molino di Pantigliate è convenzionato da molti anni con diverse decine di Comuni nella provincia di Milano(area sud-est) per l’accalappiamento e la gestione dei cani randagi vaganti, disponendo di una struttura che è in grado di ospitare circa 900 cani. Il canile è stato oggetto nell’ultimo decennio di numerosissime segnalazioni per l’incuria nella custodia dei cani e per difformità nello svolgimento del servizio.
Nel 1994 una perquisizione delle Guardie Zoofile dell’ENPA e del Nucleo Antisofisticazione dei Carabinieri su mandato della Procura della Repubblica di Milano esitò con una notizia di reato nei confronti del gestore Sig. Pietro Cirillo per la violazione di diversi reati penali, tra cui il maltrattamento ad animali e la falsa attestazione sulle catture dei cani vaganti. La perquisizione esitò inoltre nella denuncia per la violazione di diverse norme sanitarie e della legge a tutela della fauna selvatica. Nel corso dello stesso anno vennero successivamente depositate dall’ENPA di Milano ulteriori notizie di reato per le modalità di appalto del servizio con la ASL locale.
Ancora una volta quindi si ripropone il problema, più volte sollevato da ENPA, della gestione in appalto dei servizi di cattura e custodia dei cani vaganti, un fenomeno che ormai coinvolge la grande maggioranza dei Comuni non soltanto nella nostra Regione. Sono oramai decine i casi di Società appositamente costituite per la gestione dei canili rifugio in appalto, spesso gestite da elementi con rilevanti precedenti penali o legati alla criminalità organizzata, in cui gli animali risultano essere mantenuti in condizioni vergognose. Questo fenomeno, purtroppo per molti anni non sufficientemente indagato dalle forze di polizia e dalla magistratura, ha portato alla creazione ed alla proliferazione di strutture inadeguate ed inaccettabili, mentre il denaro pubblico finiva nelle tasche di organizzazioni criminali, talvolta coinvolte nel giro dei combattimenti fra cani e delle scommesse clandestine.
Nonostante la legge nazionale a tutela del randagismo non preveda l’appalto a privati e demandi ai Comuni singoli o associati l’onere di costruire o ristrutturare canili e rifugi in proprio, la prassi di affidare il servizio a strutture come allevamenti, pensioni o, come nel caso de “Il Molino”, società specifiche il cui business è la sola gestione dei cani randagi, è ancora tristemente diffusa. I problemi che derivano da questo tipo di gestione sono intrinseci alla stessa natura dell’accordo che si stabilisce tra i Comuni ed i convenzionati: questi contratti prevedono infatti un compenso calcolato per ogni giorno di permanenza nella struttura di ogni cane catturato ed è pertanto facile comprendere come l’affido degli animali accalappiati sia di per sé controproducente per i titolari dei rifugi convenzionati. Oltre a ciò, il fattore della lontananza dei rifugi dal territorio cittadino (spesso decine di chilometri e talvolta in altra provincia) riduce fortemente le possibilità di collocazione degli animali. In questo modo i Comuni si trovano in una situazione dove, anche se il costo di custodia giornaliera risulta relativamente ridotto, la permanenza per lunghi periodi degli animali presso la struttura convenzionata è responsabile di alti costi totali di gestione.
Troppo speso inoltre i Comuni non effettuano controlli periodici sulla reale presenza dei cani nelle strutture convenzionate con conseguente addebito di costi per animali non presenti perché affidati, restituiti o deceduti. Negli anni scorsi la Procura di Milano aprì un’inchiesta ipotizzando il reato di truffa nei confronti della pubblica amministrazione proprio per questo tipo di situazioni.
Questo fenomeno e i problemi che ne derivano, ben più vasti di quanto sopra brevemente esposto, sono peraltro amplificati dalla inaccettabile assenza di una normativa regionale di recepimento della legge nazionale 281/91: dopo infatti 12 anni dalla emanazione della legge, la Regione Lombardia resta l’ultima regione in Italia a non aver ancora adottato una propria normativa, il cui progetto giace ormai da tempo immemore in Consiglio Regionale.
Ermanno Giudici
Presidente Sezione di Milano e Consigliere Nazionale ENPA ENPA Sez. di Milano
Via Gassendi 11 20155 MILANO tel+39/02/39267064 fax +39/02/33000437
http://randagismo.info/traffici/panorama-20050317.html
Canili da 5 a 0 stelle
di Stella Pende
17/3/2005
Feriti, malati, affamati, soli: così vivono i cani in troppe strutture pubbliche
e private, come documenta la storia di copertina di Panorama. Ma in Italia ci
sono anche strutture, piccole e grandi, dove esperti e volontari danno agli
animali l’amore e le cure che meritano. Ecco una lista con il punteggio, divisa
per regioni, dal Nord al Sud.
LOMBARDIA
MILANO
Canile sanitario e rifugio privato il Molino, Pantigliate, convenzionato con 46
comuni. Telefono 02 90686188. Gestore: Pietro Cirillo. Numero di cani: 700.
In passato sono stati denunciati casi di maltrattamenti e inosservanza di norme
sanitarie. I Nas nel 2000 hanno sequestrato celle frigorifere con decine di
carcasse di cani e altri animali, alcune visite della asl hanno evidenziato
malattie tra i cani, come rogna, vermi, diarrea e pulci. Non vaccinano e non
sterilizzano tutti i cani. Chiedono a chi adotta un pagamento di 13 euro. Gabbie
anguste e vecchie, sporche, con animali nervosi. Non tutti gli ospiti del canile
escono quotidianamente per la sgambatura.
Cibo: croccantini
Trasparenza: insufficiente
Stelle: 1
http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001029879
………..Ancora in macchina. Chilometri e chilometri. L’Italia è diventata un paese di gabbie. Di latrati. Di impotenza. La Calabria è lontana. Durante il viaggio Elisa mi ricorda che non si possono dare colpe solo al profondo Sud. Ha ragione da vendere. Il canile di Molino di Pantigliate, a Milano, e quello di Zelo Buon Persico, a Lodi, sono veri collezionisti di casi giudiziari. Celle piene di carogne, vermi, diarrea. I Nas sono inquilini abituali nei canili del signor Pietro Cirillo che dalle asl e dai comuni intorno raccoglie per i due canili almeno 1,1 milioni di euro. Per telefono cerchiamo il dottor Sartori, responsabile della asl di Milano. È serafico: «Quelle vicende giudiziarie sono invenzioni della malafede degli animalisti. Mi scusi, ma per 700 cani i canili Cirillo sono ok».
http://www.luigiboschi.it/?q=node/18610
Non mandiamo cani al canile di Pantigliate!
Milano – Facciamo si che i cani accalappiati a Sesto San Giovanni non vadano a Pantigliate ma alla Lega del Cane di Segrate
dall’ufficio stampa della Lega difesa del cane
Gentilissimi Amici,
Vi informiamo che dal 1 gennaio 2009, i cani accalappiati sul territorio del comune di Sesto S. Giovanni, non saranno più ospitati presso il Rifugio di Segrate, di proprietà dell`Associazione, bensì, trascorsi i primi 10 giorni di canile sanitario andranno al Canile Cirillo/Pantigliate. Trattasi di una valutazione operata dall`Amministrazione del Comune di Sesto, il quale ha ritenuto che il suddetto canile offra maggiori vantaggi.Infatti, ci è stato riferito che, malgrado il rifugio di Segrate sia notoriamente sempre aperto tutti i giorni, compresi i festivi, Natale, Pasqua, Ferragosto ect. sia mattina, sia pomeriggio, il canile di Pantigliate offra ancora più ampia rosa d` apertura.
I box, offrirebbero miglior benessere, perché più ampi ed inoltre vi è una ragione economica, in quanto, oltre qualche centesimo in più che richiede l`Associazione, Pantigliate ha offerto un servizio di sterilizzazione delle femmine a soli euro 50, contro gl! i euro 175, da noi richiesti e necessari a parere dei nostri veterinari onde operare con un protocollo di sicurezza, comprendente esami del sangue pre-operatori, pre-anestesia, anestesia gassosa, nonché terapia antidolore- antibiotica post-operatoria e ricovero in locale risveglio, riscaldato e asettico.Per ben 12 anni, dall`inizio della collaborazione con il comune di Sesto, tutte le operazioni specialistiche, nonché vaccinazioni e profilassi sono sempre state a carico dell`Associazione, il comune provvedeva solo a rimborsare poco più di 2 euro al giorno, senza altro riconoscere. Ormai, pur con l` aiuto economico dei soci, tale situazione si era resa insostenibile, anche perché, come si sa, i comuni rimborsano parecchi mesi dopo (quando sono puntuali!) e con lo scadere della convenzione, la nostra richiesta ha dovuto comprendere altre spese necessarie per un benessere effettivo.
Tutti i nostri animali escono a sgambare due volte al giorno in ampi cortili int! erni soleggiati e piantumati, accuditi con amore da volontari esperti e preparati, mangiano due volte al giorno, sempre ben controllati ad uno ad un da operatori ed escono regolarmente in passeggiata con i volontari e soci. Sono affidati ad un team di educatori provetti che con un lavoro assiduo li aiutano a recuperare la fiducia nell`uomo e ad assumere un comportamento corretto che ne favorirà un` idonea adozione. Tutti i nostri animali hanno riscaldamento invernale, e refrigerio estivo con piscine, e vari accorgimenti di annaffiamento delle tettoie. I cuccioli sono divisi, vengono nutriti a parte con mangimi idonei e accuditi nella nursery, gli anziani hanno da sempre un posto privilegiato, cure ed attenzioni amorevoli. Spesso accade che, volontari generosi, accolgano in casa proprio i più malati e vecchi, ed evitano loro di morire in canile.I box vengono SEMPRE lavati e disinfettati due volte al giorno, logicamente quando i cani sono all`esterno e mai si è lesinato su cure od interventi, in quanto il nostro direttore sanitario, se! necessario, ci indirizza anche verso professionisti e specialisti affermati.
Noi qui non desideriamo fare alcun commento: è dal lontano 1997 che, su decisione dell’ allora amministrazione comunale di Sesto, i cani già rinchiusi a Pantigliate furono prelevati dai nostri volontari, i quali iniziarono da allora un lavoro stoico e generoso nel recupero di poveri animali da anni giacenti senza speranza alcuna (quelli rimasti vivi).Altresì generosamente, da allora la Lega del Cane ad oggi è arrivata ad ospitare, di proprietà del comune di Sesto San Giovanni ben n. 497 cani, di cui solo n.19 sono deceduti (quasi tutti per sopraggiunta vecchiaia) tutti gli altri sono stati adottati alla grande, dopo essere stati vaccinati, schedati, operati, sterilizzati a spese dell`Associazione. Attualmente, in canile ne sono rimasti 9, di cui uno, più fortunato degli altri 8, possiede la carta della salvezza, poiché è stato prenotato e fra un giorno o due dovrebbe andare in! adozione, gli altri verranno prelevati e portati a Pantigliate, il giorno 1 Gennaio 2009.
Trattasi di poveri animali con grosse problematiche comportamentali e storie di maltrattamenti alle spalle, che abbisognano di box singoli e restii a socializzare con altri animali o persone sconosciute.
Questa, a prima vista sembrerebbe una nostra sconfitta, ma non è così, noi siamo subissati e corteggiati da innumerevoli comuni che da anni desiderano collaborare con noi, invece è la sconfitta di un comune che, malgrado i nostri sforzi e chiari segnali pervenuti ultimamente dal Ministero della Salute, non ha tuttavia compreso che non sono pochi centesimi a fare il benessere animale, è la sconfitta di un comune che ha ricambiato con ingratitudine chi si è prodigato per tanti anni, contribuendo a fargli risparmiare ben molto di più di pochi spiccioli e a farlo annoverare tra i comuni \”modello\”.
La più grande sconfitta, però, rischiano di averla poveri animali indifesi e tutti coloro, volontari ed associazioni, che in questi anni si ! sono battuti incessantemente affinché la legge 281 fosse davvero a tutela degli animali abbandonati e non divenisse invece la loro condanna per ulteriori maltrattamenti, la loro tomba e un business per privati.
Ad ognuno di Voi lasciamo ogni valutazione e libertà d`intervento.
volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane,
Via Redecesio, 5/A Segrate (Milano)
legadelcanemi@fastwebnet.it
tel. 02 2137864
resp. Andrea- Cristina – Elisa
– dott.ssa Daniela Bellon
Responsabile Ufficio Stampa Nazionale
335/6981807
Lega Nazionale per la Difesa del Cane -Presidenza Nazionale
Via Catalani, 73 – 20131 Milano
tel.02/26116502
web: www.legadelcane.org
http://www.luigiboschi.it/?q=node/18640
7 gennaio 2009
Egregi Signori,
siamo venuti a conoscenza della scelta da parte dei Comuni di Cornate d’Adda e di Sesto San Giovanni di aver sottoscritto un accordo con il canile di Pantigliate di proprietà del Sig. Pietro Cirillo.
Vogliamo ricordarvi come questo canile sia già saltato alle cronache per casi giudiziari e per le battaglie condotte dalle associazioni animaliste, per l’assoluta mancanza delle norme a tutela degli animali.
Non mettiamo in dubbio la regolarità della gara d’appalto da parte dei vostri Comuni, perchè evidentemente il canile di Pantigliate ha presentato condizioni migliori. Siccome però, ci preme il benessere degli animali, poiché esseri senzienti ed aventi diritto ad una vita dignitosa, gradiremmo facciate tutti i controlli del caso affinchè vengano rispettate le norme vigenti in materia di benessere animale (non vogliamo mettere gli animali prima dell’essere umano, e sicuramente ci sono situazioni di bambini e adulti indigenti, li mettiamo sullo stesso livello poiché il diritto alla vita è di tutti, uomini e animali, e l’amore lo si può manifestare in diversi modi, ci sono molte associazioni che operano a favore degli umani, ma ancora troppo poche quelle a favore degli animali).
In questi ultimi tempi abbiamo visto come attraverso la sensibilità delle persone siano venute allo scoperto situazioni di canili lager, come quello già noto di Cicerale, e vorremmo assistere sempre meno alla visione di animali morti di stenti, di fame e malattia,dell’incuranza dell’uomo, perché al proprietario non interessava minimamente il loro benessere. http://www.youtube.com/watch?v=0gHQI1jS8gY
Auspichiamo che la Legge 281 del 1991 e del regolamento di attuazione n° 16/2006 della Regione Lombardia appena migliorato con le modifiche presentate dalla Lega Nord il 17 dicembre 2008, vengano rispettate.
Cordiali Saluti
FRECCIA 45
Associazione per la protezione e difesa animale
Corriere della Sera
9 luglio 1997
Metodo Cirillo per accalappiamento
Feroce mastino contro lupo Nei guai padrone del canile
Nei guai padrone del canile Mastino contro randagio in un duello provocato proprio da una persona che invece avrebbe dovuto tentare di evitare ogni danno agli animali. La denuncia e’ stata fatta da Stefano Apuzzo leader degli animalisti italiani e ripropone, se sara’ accertata la sua fondatezza, un altro episodio di crudelta’. Secondo Apuzzo tutto sarebbe cominciato con la richiesta di intervento inoltrata al canile “Il molino” gestito da Pietro Cirillo e nel quale sono ospitati anche cani trovatelli per i quali il Comune (contestato dagli animalisti che vorrebbero altro canile) paga una retta. In una risaia, secondo la segnalazione, c’e’ un cane pastore tedesco evidentemente abbandonato. L’addetto al canile tenta due volte di catturarlo; alla terza sguinzaglia un feroce mastino che rintraccia subito il cane abbandonato e lo azzanna immobilizzandolo. “E’ un sistema barbaro – afferma Apuzzo -, ed ho presentato denuncia contro Pietro Cirillo responsabile del canile ed al quale il Comune nonostante le molte proteste degli animalisti continua ad affidare i randagi”. Il presidente di Gaia ha poi invitato a segnalare al telefono appositamente istituito ed in funzione dal lunedi’ al venerdi (02 / 86463111) eventuali episodi di crudelta’ su animali in abbandono.
http://www.petnews.it/maggio%202003/pets267.htm
20 maggio 2003
Blitz del comune al canile
GORGONZOLA — Un blitz a sopresa del comune nel canile di Pantigliate. Un’improvvisata, quella di venerdì mattina, fatta dall’assessore all’Ecologia Loris Riva e dalla responsabile dell’ufficio dei diritti degli animali Cristina Morara, fatta per verificare concretamente condizioni di salute dei randagi dati in «affido» alla struttura.
«Volevamo renderci conto di quali sono le condizioni in cui vivono – ha spiegato Riva – di come vengono trattati, dell’ambiente in cui stanno ogni giorno, e soprattutto volevamo vederli tutti, i venti cani che Gorgonzola ha affidato a questo centro».
Un vigile, due volontarie e i due responsabili del comune, questa la delegazione che si è presentata in canile e che infine ha ottenuto di portarsi via cinque dei suoi animali poi affidati ai controlli della dottoressa Rita Fusari, veterinaria gorgonzolese.
L’esito di visite e analisi era considerato determinante per il proseguo della convenzione con il canile che potrebbe anche essere revocata in anticipo sulla scadenza «naturale» prevista per la fine dell’anno.
«Le analisi del sangue e delle feci – ha spiegato la dottoressa Fusari – servono per capire se sono stati curati adeguatamente e se hanno ricevuto tutte le vaccinazioni. La prima impressione non è stata favorevole: sembravano depressi e abbattuti. Il responso delle analisi ci ha detto che tre dei cinque esemplari sono affetti da filaria. La malattia è in stato decisamente avanzato, troppo, date anche le condizioni generali dei cani, per sperare di debellarla completamente; potremo fare solo una terapia di contenimento. Quattro delle cinque bestiole, inoltre, sono malate di otite».
Proprio il timore che i cani non fossero in buona salute ha fatto scattare il blitz dell’assessore. «Il comune di Gorgonzola- spiega Riva- promuove e incentiva l’adozione dando ai nuovi padroni più o meno trecento euro per sostenere le cure».
«In tutti questi anni, dei cani recuperati nel nostro territorio, affidati al canile e per i quali il comune paga l’operatore, solo quattro o cinque sono stati quelli adottati. Ci pare – afferma Riva – un numero troppo basso, quando invece il nostro fine sarebbe proprio quello di dare una vita migliore agli animali. E poi devo ammettere che a prima vista l’ambiente mi è sembrato piuttosto triste..insomma a me ha fatto una pessima impressione».
Ora conosciuto l’esito, decisamente negativo, dei controlli l’amministrazione comunale dovrà decidere che atteggiamento tenere rispetto la convenzione.
Due mesi fa, un altro comune ha deciso di cambiare il rifugio dei propri cani. A marzo infatti Pessano scelse di disdire la convenzione con il canile di Pantigliate, «perchè – dichiarò l’assessore Giuseppe Moretti – non ci piaceva come l’ente gestiva il servizio e abbiamo dovuto constatare che la maggior parte degli animali versava in cattive condizioni».
di Stefania Culurgioni
http://www.animalisullarca.it/Tesseramento.htm
7 gennaio 2009
Buongiorno a tutti
sono una volontaria LEAL che opera, tra gli altri, anche presso il canile
FUSI di Lissone
La stessa vicenda di Sesto San Giovanni, è capitata ai cani di Cornate
d’Adda che ha pensato bene di aggiudicare il servizio di mantenimento
randagi a Pantigliate grazie ad un bando aggiudicato al ribasso.
Abbiamo intrapreso una serrata campagna adozione per i cani di questo
Comune e fortunatamente siamo riusciti ad affidarli tutti con successo.
Erano solo 4 cani, gli ultimi di un gruppo di ben 16 cani che hanno trovato
tutti casa grazie al massiccio lavoro dei volontari e in parte anche alla
gestione Fusi collaborativa e disponibile.Tutti cani controllati, curati e
sterilizzati a carico della LEAL o dei privati che li hanno accolti in
famiglia.
Purtroppo i prossimi cani catturati nel territorio di Cornate finiranno
necessariamente a Pantigliate.
Il Comune di Cornate d’Adda è stato convenzionato per anni col canile Ca’
San Marco dove nessun cane è stato mai affidato, dove nessun controllo è
mai stato effettuato e dove, per chi come me ha visitato la struttura, i
cani erano detenuti in condizioni penose e di sovraffollamento.
I cani sono stati assegnati all’Allevamento Fusi a seguito della chiusura
di Ca’ San Marco ed il Comune certamente ha potuto constatare l’incremento
degli affidi conclusosi con un numero pari a ZERO di cani a carico
dell’amministrazione comunale.
Inoltre l’allevamento Fusi, pur essendo una gestione privata, offre la
massima trasparenza: l’accesso è libero in tutta la struttura, i cani sono
visibili per chiunque, gli affidi sono seguiti dalla LEAL che può valutare
la qualità delle adozioni, promuovere le sterilizzazioni e monitorare il
benessere psicofisico dei cani. I cani escono con i volontari regolarmente
dalle gabbie che sono nuove, coibentate e tutte dotate di doppio box
interno ed esterno per un migliore riparo dalle intemperie. Sono
disponibili ampi giardinetti per far sgambare i cani ed esiste un
ambulatorio veterinario per le emergenze. I cani sono tutti socializzati,
seguiti e all’occorrenza curati per le diverse patologie dimostrate sempre
dai nostri volontari.
Poco è servito allertare l’Amministrazione, poco è servito fornire
documentazione e testimonianze che comprovano il mantenimento di randagi in condizioni disperate c/o il canile di Pantigliate, poco è servito chiedere
di concederci di effettuare un sopralluogo per verificare la veridicità di
quanto promesso in fase di gara d’appalto.
Abbiamo richiesto la tutela dei cani dei Cornate e ad oggi non l’abbiamo
ottenuta dato che le nostre richieste si scontrano con le clausole
stabilite all’interno del “Regolamento dei volontari” in vigore c/o
Cirillo. Come se il Comune proprietario dei cani, oltre che primo
responsabile del loro benessere, dovesse sottostare al volere della
struttura che li dovrebbe ospitare, mentre dovrebbe poter avere il massimo
controllo sul trattamento riservato ai propri cani.
Intendo allineare questa nostra esperienza a quanto accaduto col Comune di
Sesto San Giovanni e alla Lega per la Difesa del Cane, perchè ancora una
volta i Comuni disattendono la propria responsabilità definita dalla Legge
sul benessere degli animali presenti sul loro territorio; i canili privati
sembrano farla da padroni e il lavoro enorme delle Associazioni non viene
puntualmente riconosciuto:
Sono le Associazioni che a spese proprie recuperano i cani fisicamente e
caratterialmente in modo da renderli affidabili, sostengono i costi per le
terapie veterinarie, lavorano nei canili per far passeggiare i cani e
conoscerli singolarmente, rendono visibili i cani reclamizzandoli, fanno
opera di informazione e sensibilizzazione, concludono le adozioni con un
tangibile e facilmente verificabile vantaggio economico per ogni Comune.
La LEAL in soli 7 mesi di attività presso l’allevamento Fusi, ha ridotto
del 50% il numero di cani ospiti. Ogni Comune convenzionato può riscontrare
l’operato dell’Associazione nei propri tabulati e verificare. Abbiamo
chiesto la tutela di tutti cani a tutti i Comuni e le risposte positive
sono state poche o limitate. Le amministrazioni sono disinformate, poco
sensibili, poco lungimiranti e molto distanti dall’applicazione delle leggi
e delle diverse ordinanze e circolari in vigore in tema di prevenzione del
randagismo.
I Comuni devono necessariamente responsabilizzarsi, seguire in prima
persona il benessere degli animali, riconoscere l’economicità del lavoro
delle Associazioni animaliste serie, specie sul lungo periodo, sostenere il
nostro lavoro non solo a parole ma anche coi fatti, investire sulla salute
dei cani e non premiare chi si vuole arricchire stabulando i cani in modo
poco trasparente e con tempi che rasentano solo le condanne all’ergastolo.
Mi unisco al vostro appello per sostenere l’importanza, la qualità ed i
risultati del lavoro delle Associazioni che sono le uniche che hanno
davvero a cuore il benessere degli animali, che evitano loro inutili
maltrattamenti e che lavorano contro il dispendio di denaro pubblico.
Grazie per l’attenzione
Catherine Maternini
IL MOLINO CANILE DI PANTIGLIATE (MI)
GIUGNO 2008
ASSOCIAZIONE DOG ANGELS ESTROMESSA
Canile privato di Pantigliate , gestito dalla famiglia Cirillo (è intestato alla moglie) e convenzionato con circa 42 comuni dell’Hinterland milanese. Conosciuto alle cronache per le numerosissime denunce, segnalazioni e sequestri. I Cirillo sono stati più volte denunciati per maltrattamento nei confronti degli animali e illeciti amministrativi nonché scommesse clandestine ecc. ecc. Parlare a un milanese di Pantigliate è come parlare di Cicerale a un napoletano.
Il canile di per sé non si presenta male. Mi sono recata di persona la prima settimana del 2008 e ho potuto verificare che vi sono diverse strutture e capannoni. In una piccolo struttura ricavata da uno sgabuzzino in cemento sono detenuti i cuccioli. Se desideri adottare i piccoli li puoi portare a casa immediatamente se invece vuoi un cane adulto, devi presentarti in canile per 3 volte (è una regola fissa!) e avvicinarti al cane gradatamente. All’esterno c’è uno sgambatoio per l’attività motoria dei cani rinchiusi. Intorno ad esso sorgono le gabbie. Nella prima fila i box sono grandi e apparentemente in ordine, stavano dipingendo le gabbie. I cani che ho visto erano tutti bagnati, spaventati e agitati. Bagnati perché quando lavano i box i cani restano rinchiusi nelle gabbie e non escono mai (ho notato l’addetto alle pulizie che con il getto violentissimo dell’acqua lavava un box e il cane era completamente schiacciato nella cuccia. Ci sono dei piccoli abbeveratoi e la ex volontaria mi ha detto che spesso si blocca la fuoriuscita dell’acqua e i cani restano per lungo tempo senza bere; in inverno l’acqua si ghiaccia e i volontari erano costretti a rompere il ghiaccio per farli bere; pare che il cibo venga somministrato con il badile (mangiano sempre al pomeriggio) ovvero gli operai passano con la carriola del cibo e utilizzando dei bastoni, che si possono notare lungo il perimetro della struttura o sopra i box, li picchiano violentemente sopra le gabbie in modo tale che i cani si rintanano in un angolo e gli operai possono aprire i box e “buttare” il cibo a terra(in tutta la struttura ci sono pochissime ciotole, circa una ventina, e loro si giustificano dicendo che utilizzano sempre le stesse per dar da mangiare agli ospiti ma com’è possibile dar da mangiare a 300 cani con circa una 30di ciotole??? A che ora finisce il giro pappa???) i cani giovani e veloci mangiano in abbondanza, i vecchietti o i più deboli restano senza cibo; ho notato dei box privi di luce solare quindi sempre al buio; ho notato dei box lunghi e stretti e non conformi al regolamento di attuazione della Regione Lombardia che prevede misure ben precise dei box e obbliga i gestori a rispettare i requisiti: parte notturna riparata e scaldata per l’inverno con la presenza di lampade per l’eventuale manipolazione del cane durante la notte, un giaciglio isolato dal suolo per il riposo ecc. ecc. ho notato che come giaciglio hanno un semplice bancale di legno e molti di essi sono ricoperti da lamine di alluminio con spigoli vivi perché inchiodati anziché avvolti intorno al legno; la domenica non mangiano, i signori Cirillo si giustificano dicendo che ai cani fa bene osservare un giorno di digiuno. Peccato che queste povere creature vivono solo per mangiare, mai una carezza, mai una passeggiata e la presenza umana per loro è inesistente. Gli unici esseri viventi che vedono sono operai che gli gettano violentemente l’acqua addosso, picchiano i bastoni sulle strutture per spaventarli e raddoppiare il livello di sofferenza negandogli la ciotola della domenica mi sembra una violenza assurda!I volontari sono stati estromessi perché non stavano alle regole della famiglia, con la Dog Angels le adozioni erano troppo numerose (200 cani in un anno e mezzo). I volontari potevano fotografare i cani utilizzando la sola macchina fotografica di proprietà dei Cirillo che doveva essere riconsegnata immediatamente dopo aver scattato le foto. E dal 2007 le foto erano proibite. Ai volontari, dopo aver dato in adozione il cane, era proibito parlare con la famiglia adottante . Un mese fa, al rifugio dove presto opera di volontariato è arrivato Tobia, un cane di taglia grande ma magrissimo, sotto l’abbondante pelo si contavano le ossa, ho scoperto che usciva proprio dal canile il Molino di Pantigliate, la cosa doveva rimanere segreta, nessuno doveva sapere che si trovava lì. Ha vissuto un mese con noi sembrava si stesse riprendendo poi è peggiorato e sabato 19 u.s. è morto. Pare che il CIMURRO lo abbia stroncato. Stiamo aspettando gli esiti per procedere ma tutti sanno che Cirillo ha raccomandazioni anche in Paradiso . Le nostre prove hanno poco valore, non riusciremo mai a ottenere un mandato di perquisizione per entrambe le strutture (Pantigliate e Zelo Buon Persico), lui opera al limite della legalità e quando la asl esce su segnalazione, non trova mai nulla di anomalo. L’unica nostra speranza è il sacrificio di Tobia, il CIMURRO potrebbe essere la prova inconfutabile per mettere con le spalle al muro la famiglia Cirillo
AIRONE CANILE DI ZELO BUON PERSICO (LO)
vedi Pantigliate
Il Molino Srl
Informazioni di contatto, Il Molino Srl
Telefono: +39-(02)-90658383
Sede: V. Lodi. 1
26839, Zelo Buon Persico
http://www.molinodicirillo.it/
Presso il Molino potrete acquistare cuccioli, cuccioloni addestrati alla caccia, cani già iniziati per prove,
figli di campioni di lavoro iscritti al LOI delle razze Kurzhaar tedesco ed Épagneul bretone.
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KURZHAAR TEDESCO |
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ÉPAGNEUL BRETONE |
Come raggiungerci:
Molino di Pietro Cirillo
Cascina RIVA
20090 Pantigliate (MI)
Italia
Tel.& Fax. 02.90.68.61.88
e-mail: molinodicirillo@tiscalinet.it
Pantigliate – Il Molino
Sei in: Direzione Centrale Pianificazione e Assetto del Territorio < Diritti degli animali < Indirizzi utili < Pantigliate – Il Molino
descrizione canile privato convenzionato
indirizzo Cascina Il Molino di Sopra
CAP 20090
telefono 02.90686188 fax 02.90686188
referente Pietro Cirillo – Migdey Deborah Anne
Il Molino SRL – Sede di Pantigliate Il Molino SRL – Zelo Buon Persico
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CERCHIAMO AVVOCATI
21 maggio 2009 -
CERCHIAMO AVVOCATI CON LE PALLE VOLONTARI COME NOI PER DARE BATTAGLIA ANZI PER SCENDERE IN GUERRA CONTRO CHI E RESPONSABILE DI REATI DI MALTRATTAMENTO E SCIUPIO DI DANARO PUBBLICO
info@chiliamacisegua.org
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“Randagismo ora sotto controllo”
20 maggio 2009 -
http://iltempo.ilsole24ore.com/molise/2009/05/21/1026769-trasferimento_randagi_milano_comune_difende_scelta_fatta.shtml
Trasferimento dei randagi a Milano, il Comune difende la scelta fatta
Sono in totale 330 i cani che saranno trasferiti nel canile «modello» di S.Giuliano Milanese, dove sono già arrivati i 140 animali ospitati fino a qualche giorno fa nella struttura di via Garibaldi, tutti in buone condizioni di salute, come hanno certificato i veterinari e come ha voluto precisare l’amministrazione comunale, smentendo voci di decessi durante il trasporto. Animali provenienti anche da Mirabello (dei 240 cani di proprietà del comune 140 andranno a Santo Stefano, dove sono in costruzione 64 nuovi box, 100 in Lombardia), da rifugi di Ferrazzano e Frosolone, cui si aggiungeranno i 25 randagi accalappiati per strada. Costo dell’operazione, duramente contestata dalle associazioni animaliste, per motivi affettivi e di scelta strategica, 1 milione e 250.000 euro per 13 anni, con un consistente abbattimento dei costi rispetto all’attuale spesa sostenuta dal Comune. È per questo, è stato detto, che non c’è una delibera di giunta, ma solo una determina dirigenziale firmata da Vincenzo De Marco, ieri al fianco del sindaco Giuseppe Di Fabio e dell’assessore alle politiche sociali Michele De Santis in un conferenza stampa in cui non sono mancate le critiche nei confronti della Regione, accusata di aver fatto poco per applicare le leggi per la prevenzione del randagismo. Liberare la struttura di via Garibaldi, «non un canile, ma un rifugio abusivo tollerato per anni», hanno detto il sindaco Di Fabio e l’assessore De Santis, era un dovere per l’amministrazione, anche in termini di recupero urbano della zona, come già fatto a Monte Faiete, dove oggi è sorta la Casa dello studente. «Anzi – hanno aggiunto – ci scusiamo con i cittadini per aver risolto solo ora il problema, pur comprendendo le motivazioni affettive degli animaliste, ma non potevamo pensare ad altre soluzioni che al trasferimento». A Milano, hanno concluso, i cani avranno spazi più adeguati e saranno costantemente controllati. Intanto, altra novità, a seguito di una convenzione con la Forestale, a giorni inizieranno i controlli sulle microchippature, in centro e nelle periferie, con sanzioni per chi non ha messo in regola i propri animali . C.S.
http://www.ilgiornaledelmolise.it/view.php?idarticolo=96792923220052009204420
Così Giuseppe Di Fabio ha motivato il trasferimento dei cani da Campobasso a Milano
“Randagismo ora sotto controllo”
La buona notizia c’è: nessun cane di quelli trasferiti da Campobasso a Milano è deceduto, al contrario “Sono arrivati in ottimo stato di salute”: la conferma arriva da Giuliano Galasso, il veterinario che ha accompagnato gli animali dal Molise alla Lombardia. E secondo il sindaco Di Fabio in futuro staranno anche meglio, perchè ospitati in una struttura dignitosa, con box ampi e buone condizioni igieniche. Ma in fondo si sa, al nord le cose funzionano diversamente. A Campobasso, invece, sono costretti ad emigrare perfino gli animali perchè in 25 anni nessuna delle amministrazioni è riuscita a contenere il fenomeno del randagismo che – in tempi recenti – ha raggiunto domensioni preoccupanti. Tanto da indurre il comune di Campobasso a trasferire complessivamente 330 cani (in un arco di 13 anni) in Lombardia. Nelle intenzioni di Giuseppe Di Fabio, il risultato sarà quello di riportare l’attuale “emergenza randagismo” ad una situazione di governabilità – e per di più con un risparmio significativo per le casse comunali – e di restituire alla città una zona diventata invivibile a causa di guaiti e infestazione di topi: “Nessuna delle strutture locali è a norma e abbiamo ritenuto opportuno trasferire gli animali dove potranno stare meglio – ha chiarito – inoltre in quell’area ora sorgeranno nuovi parcheggi e non ci saranno più disagi”. Nel dettaglio: saranno trasferiti a San Giuliano milanese i 140 cani di via Garibaldi, 40 del canile di ripalimosani, 5 della struttura di Roccasicura, 120 dai canili di Ferrazzano e Mirabello e circa 25 ancora da accalappiare. Il comune smentisce le irregolarità nella procedura di trasferimento: lunedì mattina in via Garibaldi c’erano 7 veterinari, due di Milano e 5 della asl locale; inoltre secondo Di Fabio, gli animalisti erano al corrente del provvedimento: “L’ampliamento della struttura di Santo Stefano e il conseguente smantellamento dell’ex mattatoio di Campobasso era stata concordata nel 2004 anche con gli animalisti” ha ricordato Di Fabio che ha aggiunto: “Le responsabilità del ritardo sulla questione randagismo sono diffuse e non risparmiano nessun Ente – ha aggiunto il sindaco uscente – noi – ha concluso – abbiamo fatto la nostra parte per affrontare il problema e siamo certi che chi amministrerà la città troverà certamente una situazione migliore rispetto a quella che abbiamo dovuto affrontare noi”.
red cb [20/05/2009]
SINDACO DI CAMPOBASSO GIUSEPPE DI FABIO
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La notizia: dei 44 cani deportati a Milano 22 sarebbero morti durante il viaggio
20 maggio 2009 -
http://www.nuovomolise.net/e_view.asp?E=10044&S=1&C=2&G=5
Trasferiti a Milano gli animali dal canile di via Garibaldi
Chissenefrega ! E’ questa l’esclamazione che verrebbe da fare attorno all’accusa, nemmeno tanto velata, fatta a carico dell’amministrazione Di Fabio: quella di aver tentato in articulo mortis, cioè a fine mandatato e in piena campagna elettorale, di avviare a soluzione il problema del randagismo in città.
Campagna elettorale o no, se il bliz di ieri mattina al canile di via Garibaldi è un passo avanti verso il benessere degli animali, verso la bonifica della città da canili estemporanei e verso la tranquillità dei cittadini, allora ben venga.
E’ successo questo: ieri mattina, intorno alle 6, presso l’ex mattatoio di via Garibaldi, maldestramente riciclato in canile, si sono presentati con due pulmini gli addetti di una azienda di Sag Giuliano Milanese presso la quale gli animali verranno ospitati. A garantire il servizio una convenzione di 90mila euro all’anno per dieci anni, secondo il Comune, e di 120mila secondo gli animalisti. Su due furgoni sono stati caricati, tra le veementi proteste delle associazioni animaliste, 44 dei 140 cani ospiti in via Garibaldi. Tra oggi e i prossimi giorni verranno trasferiti anche gli altri. Per gli animalisti è tutto irregolare e fuori norma, a partire dal trasferimento di 44 animali <costipati> in due pulmini.
<Dove verranno alloggiati, come verranno trattati? Nessuno ci ha detto niente e sono anni che ci occupiamo di loro> queste le parole, tra lacrime e rabbia, dei volontari.
A loro risponde l’assessore alle politiche sociali del Comune, con delega anche alla <tutela degli animali>, Michele De Santis . <Abbiamo avviato a soluzione un problema vecchio di 15/20 anni, considerando soprattutto il benessere degli animali. Quella che abbiamo adottato Š, in assoluto, la soluzione migliore. Gli animali verranno ospitati da una struttura in regola con tutte le certificazioni, così come verificato dai nostri tecnici e da quelli dell’Asrem. Il tutto fatto a nostre spese e senza un centesimo in più rispetto alla spesa corrente. L’iniziativa, di cui sono al corrente Prefettura, Questura e Regione, Š quanto di meglio potevamo fare>.
In serata è arrivata anche una nota dell’assessore regionale Sandro Arco, delegato da Iorio a seguire il problema .<E’ una forzatura dell’ultima ora. Mi sento, in questo momento, affianco alle associazioni animaliste>.
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