Relazione sul randagismo: cause e azioni messe in campo per contrastare il fenomeno a Campobasso

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Relazione sul randagismo: cause e azioni messe in campo per contrastare il fenomeno

CAMPOBASSO – Com’è noto, la Città di Campobasso presenta una preoccupante incidenza del fenomeno del randagismo canino: numerosi cani, per lo più in branchi stazionano in alcune zone della città, sia nell’area residenziale che nella zona agricola antistante, con gravi danni alla collettività, a volte anche ingenerando un panico ingiustificato che tuttavia limita la libertà di movimento delle persone.

In questo quadro non certo rassicurante, il Comune da anni si trova a fronteggiare quotidianamente, e quasi sempre da solo, problemi immani, con l’utilizzo di ingenti risorse sia economiche che umane, senza peraltro riuscire a contenere in maniera significativa il fenomeno, aggravato anzi dal fatto che l’attuale quadro legislativo nazionale e regionale non prevede i necessari stanziamenti in favore dei Comuni.

LE CAUSE CHE HANNO DETERMINATO L’INGIGANTIRSI DEL FENOMENO

Breve storia del nascere del fenomeno a Campobasso
Prima dell’emanazione della legge nazionale 281/’91, (legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo), il Comune di Campobasso si è avvalso, quasi esclusivamente, per circa dieci anni e forse più, delle Associazioni di volontariato, in particolare, prima soltanto della “Lega Molisana per la Difesa del cane” e dell’Associazione Molisana Amici Animali Randagi”, poi, successivamente costituitasi, anche dell’”Ente Molisano per la protezione animali”, con cui ha stipulato una convenzione per la ricezione, la custodia e l’assistenza di circa 650 cani randagi del territorio di CB nei rifugi di Mirabello e Ferrazzano. Pur apprezzando il lavoro condotto negli anni trascorsi dalle sopra citate Associazioni protezionistiche, occorre ricordare che le strutture dei rifugi gestiti dalle suddette Associazioni, trattandosi di ricoveri di fortuna non adeguati al ricovero dei randagi, hanno sempre destato preoccupazioni di carattere sanitario legate alla carenza dei servizi, al sovraffollamento, alla vicinanza dal centro abitato ed alla zona ospedaliera, (ci si riferisce in particolare ai rifugi siti in via Garibaldi e prima di essere smantellato a quello in località Bosco Faiete), per cui il Comune di Campobasso si è conseguentemente adoperato nella costruzione di un canile municipale dando attuazione a quanto prevedeva la legge innanzi citata.

Vuoto legislativo, deficienze degli Enti istituzionalmente preposti, carenze dei Comuni confinanti.

Infatti, la L. 281/’91, all’art. 4 comma 1 ha previsto che i Comuni debbano provvedere al risanamento dei canili esistenti ed alla costruzione di rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla legge regionale. La successiva L.R. n. 11/’92 (oggi abrogata a seguito dell’entrata in vigore della L.R. n. 7/’05) all’art. 4 comma 1 lett. b), in ordine alle competenze degli Enti preposti alla tutela del randagismo, ha ribadito quanto stabilito dalla legge quadro senza però nulla specificare. Pertanto, questa Amministrazione, nel pieno rispetto delle summenzionate leggi, si è dotata di un proprio canile, anche al fine di eliminare quei numerosi ricoveri di fortuna cui si faceva innanzi riferimento.
Nonostante ciò, non si è potuto procedere allo svuotamento totale di almeno uno dei due predetti rifugi (via Garibaldi e Tappino), in quanto si è dovuta dare la precedenza agli animali che giacevano in altre aree più fatiscenti e pericolose per gli stessi e per coloro che li accudivano.
A ciò si aggiunge che:
- la normativa nazionale e la successiva legge regionale (L.R. n. 11/’92) non avevano definito esattamente i compiti istituzionali tra le A.S.L. (oggi A.S.Re.M.) ed i Comuni, soprattutto in ordine all’accalappiamento; proprio questo vuoto legislativo, in aggiunta alla scarsa dotazione finanziaria prevista dalle summenzionate leggi (artt. 8 e 9 L. 281/’91 e art. 19 L.R. 11/’92), sono stati tra i motivi che hanno dato luogo ad inadempienze ed omissioni generalizzate degli Enti istituzionalmente preposti a combattere il randagismo;
- i Comuni limitrofi non hanno mai ottemperato al disposto legislativo, non provvedendo quindi alla costruzione di appositi rifugi, per cui molti cani dei Comuni limitrofi si sono riversati e/o sono stati scaricati sul territorio di Campobasso, senza possibilità di controllo alcuno, soprattutto anagrafico, in quanto l’identificazione dei cani mediante microchip è stata avviata solo nel mese di Marzo 2005;
- la Regione Molise non ha imposto ai Comuni confinanti la costruzione di strutture di ricovero per cani, per cui, nonostante il Comune di CB abbia attivato, a proprie spese, campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, quali: l’importanza delle sterilizzazioni, la raccolta di cibo per cani all’interno dei supermercati della città, il Regolamento comunale che disciplina la tutela e la detenzione degli animali, il fenomeno del randagismo canino ha assunto connotazioni preoccupanti per dimensioni e complessità, impegnando in maniera considerevole l’Amministrazione comunale, sia in termini organizzativi ed operativi, sia in termini finanziari.

A fronte di tale situazione e, pur nella consapevolezza che il randagismo canino è uno di quei problemi, come si è avuto modo di sottolineare in diverse occasioni, che può essere risolto solo con il coinvolgimento sistemico di tutti gli Enti a diverso titolo interessati, il Comune di Campobasso a tutt’oggi, si trova ancora da solo nell’affrontare problemi complessi, acuiti a volte dalla scarsa informazione della cittadinanza che di certo non aiuta e non gratifica quanti, (parte politica e non), si adoperano quotidianamente nel cercare soluzioni a siffatta problematica, finendo così per mettere in cattiva luce questa Amministrazione.

LE AZIONI MESSE IN CAMPO DA QUESTA AMMINISTRAZIONE PER CONTRASTARE IL FENOMENO

In particolare, si riportano sinteticamente le azioni già intraprese operando un distinguo tra la situazione del rifugio di Mirabello, che in qualche misura coinvolge anche il Comune di Campobasso e quella più specificamente attinente al nostro territorio.

Rifugio di Mirabello

Il Comune di Campobasso stipulò in data 20/06/2003 una Convenzione con l’E.M.P.A. per la custodia ed il mantenimento, presso la struttura privata sita in Mirabello, di c.a. 650 cani randagi provenienti dal territorio comunale di Campobasso, per un importo inizialmente fissato in € 73.748,43, stabilendo una decurtazione annuale del 10% corrispondente alla presumibile mortalità dei cani. A fronte della riduzione del contributo annuo erogato dal Comune di Campobasso, in applicazione della suddetta convenzione, si è potuto constatare come nel corso degli anni il numero dei cani non si è ridotto, a causa soprattutto della naturale “inclinazione” che la Presidente dell’E.M.P.A, nutre verso i cani che incontra per strada, non esitando a ricoverarli nel suo rifugio. Un simile comportamento pur encomiabile sotto l’aspetto puramente umano, in quanto denota una forte sensibilità per gli esseri più indifesi, quali appunto i randagi, finisce però per avere delle ripercussioni da un punto di vista più strettamente economico-gestionale.
Infatti, la predetta sig.ra, attualmente versa in serie difficoltà economiche (avendo nel proprio rifugio un numero di cani di gran lunga superiore a quello che ufficialmente e per convenzione dovrebbe avere), per cui, allo stato delle cose, l’unica strada percorribile che possa verosimilmente condurre alla soluzione del problema, come sottolineato anche nei diversi incontri che si sono succeduti in Prefettura, sembra essere quella che si articola nei due momenti:
1) trasferimento dei cani in altre strutture;
2) richiesta contributo regionale ad hoc;

1) trasferimento dei cani.

L’ipotesi avanzata di costruire un nuovo canile, eventualmente anche con i fondi della Comunità Montana, che abbia tutti i requisiti di legge, è sicuramente da scartare.
L’ individuazione dell’area, le autorizzazioni e concessioni varie, gli appalti e la messa in opera del progetto richiedono tempi lunghi, non compatibili con l’emergenza che incombe sull’attuale rifugio di Mirabello, con tutte le problematiche ad esso connesse, soprattutto in termini di inquinamento ambientale.
Pertanto, previo opportune indagini di mercato volte ad individuare le strutture più adeguate e che siano regolarmente autorizzate ai sensi di legge, i suddetti cani dovrebbero essere trasferiti presso altre strutture, eventualmente anche fuori Regione, (nel caso in cui quelle locali non abbiano la ricettività richiesta). Con la struttura accogliente dovrà essere stipulata una convenzione che preveda, sulla falsariga di quanto ha stabilito il Comune di Campobasso nella sopra citata convenzione posta in essere con l’E.M.P.A., una diminuzione quantitativa del contributo annuale da corrispondere in 12 rate mensili, in una percentuale che tenga conto della naturale mortalità dei cani, fino all’azzeramento totale dei costi in un lasso di tempo presumibilmente di 10 anni.

2) Contributo regionale.

Un canile/rifugio che ospita oltre 800 cani, sito in un territorio ove gravitano altri Comuni (Ferrazzano e Mirabello), non lontano perciò dai centri abitati, non può evidentemente rappresentare un problema per la sola città di Campobasso, soprattutto in considerazione del fatto che, stando alla convenzione stipulata nel 2003 con l’E.M.P.A. con la conseguente decurtazione del 10% annuo, può contare, al quinto anno di applicazione della stessa, numericamente come suoi solo circa 380 degli oltre 800 cani attualmente presenti.
Per questo, appare opportuno “sollecitare” la Regione Molise, affinché intervenga con un contributo ad hoc necessario a fronteggiare le spese per il trasferimento di tutti i cani presso altre strutture, secondo le modalità innanzi dette.

Randagismo a Campobasso

Per quanto più specificamente attiene alla problematica del randagismo canino sul territorio comunale di Campobasso, le azioni di contrasto, messe in campo da questa Amministrazione sono state le seguenti:
1) Microchippatura e controlli;
2) sterilizzazione;
3) smantellamento del rifugio di Tappino
4) ampliamento del canile di S.Stefano e smantellamento del rifugio di via Garibaldi (ex mattatoio);
5) attivazione dei percorsi di adozioni;

1) Microchippatura e controlli

Il Comune di Campobasso, nell’ottica di una fattiva collaborazione con il servizio veterinario dell’A.S.Re.M., ha messo a disposizione un locale sito in via Garibaldi per effettuare, una volta a settimana, il venerdi dalle ore 9 alle ore 13, (almeno fino a quando non aumenteranno le richieste), le operazioni di microchippatura. Ai due veterinari che provvedono ad impiantare il microchip abbiamo fornito un computer con stampante, necessario ad immettere tutti i dati che verranno utilizzati quando sarà approntata la banca dati informatizzata regionale, secondo quanto previsto dall’ultimo Regolamento regionale del 29 settembre 2008.
Sempre al fine di rendere concreto e cogente l’obbligo di iscrizione e identificazione dei cani il Sindaco di questo Comune lo scorso anno emanò un’ordinanza, n. 89 del 26 giugno 2007, proprio in materia di anagrafe canina, dando precise indicazioni ai cittadini sulle modalità da seguire al riguardo, avvertendoli delle sanzioni in cui sarebbero incorsi in caso di violazioni degli obblighi di legge.
Con soddisfazione e con una certa dose di compiacimento abbiamo assistito a come i Comuni limitrofi, su sollecitazione del Prefetto, hanno poi adottato un’analoga Ordinanza, tesa al censimento/controllo della popolazione canina.
Contestualmente sono state impartite istruzioni al Corpo di Polizia municipale per l’attivazione di forme di controllo sui cani privati e nelle campagne, mediante i lettori di microchip, proprio per verificare gli adempimenti del cittadino agli obblighi di legge.
In materia di controlli, si ribadisce, come già sostenuto anche in altre occasioni, che occorre intensificare tali azioni su una più vaste area di territorio, per quelle ragioni di cui sopra.
Infatti, solo con il concorso di tutte le Forze deputate al controllo è possibile scongiurare il ripetersi dei vecchi errori e/o la commissione di nuovi.

2)Sterilizzazioni

In ordine alla sterilizzazione, stiamo assistendo, ormai da più di un anno, ad una battuta di arresto, determinata dalla presenza di norme nazionali e regionali che rischiano di compromettere i risultati positivi finora raggiunti.
In primo luogo la finanziaria del 2007, rimasta pressoché invariata, che pone a carico dei Comuni le spese di sterilizzazione, pur avvalendosi delle risorse messe a disposizione dalla Regione Molise in base ad un piano di riparto (che ad oggi ancora non c’è stato!).
In secondo luogo, ad aggravare la situazione è la previsione della L.R. n. 7/’05 nonché del regolamento attuativo che prevedono un periodo di permanenza dei cani all’interno dei canili di almeno 60 gg. prima di essere dato in adozione. Pertanto, considerato che:
- il canile è ancora sotto sequestro (dal 2004) per cui non è possibile l’ingresso di altri cani;
- i veterinari dell’A.S.Re.M. possono sterilizzare (a spese del proprio Ente) soltanto i cani all’interno del canile e non anche quelli sul territorio;
ne consegue che il Comune, in mancanza di fondi non può sterilizzare i randagi, nè incentivare le adozioni di questi ultimi, (così da affidandarli già sterilizzati), per cui si assiste al moltiplicarsi dei randagi sul territorio in misura esponenziale.
3)smantellamento del rifugio di Tappino.
Il rifugio, precedentemente ubicato in località Bosco Faiete è stato smantellato nel gennaio 2007, l’area bonificata, consentendo in tal modo all’Università degli studi del Molise di riappropriarsi dell’area interessata.
Un’operazione di vitale importanza se si pensa alla ricaduta, soprattutto in termini di impatto ambientale, di un’area ove gravano due presidi ospedalieri con l’afflusso giornaliero di numerosi pazienti e l’enorme affluenza di docenti e studenti.

3) Ampliamento del canile di S.Stefano e trasferimento dei cani dal rifugio di via Garibaldi

I lavori di ampliamento al canile di S. Stefano stanno per essere ultimati e a breve si provvederà al trasferimento dei cani di via Garibaldi, come si è proceduto per il rifugio di Tappino per poi provvedere alla bonifica dell’area.
Si ricorda a tal proposito che, proprio per consentire questa operazione di smantellamento è stata chiesta ed ottenuta dalla Regione Molise una deroga agli artt. 4 e 5 del Regolamento attuativo della L.R. 7/’05 che fissava il limite di capienza di un canile a n. 250 cani.
Per il solo Comune di Campobasso, infatti, è stata accordata la modifica al suddetto regolamento che ha portato il limite di ricettività del canile comunale a n. 700 cani.
Ciò anche in considerazione che i lavori di ampliamento del canile erano stati avviati sulla base di un progetto presentato alla Regione Molise e da tale Ente approvato per un importo di € 90.000,00 oltre al finanziamento statale per gli interventi di costruzione del canile a valere sul fondo sanitario ex art. 71 legge 488/’98.

4) Adozioni

Un programma di prevenzione del randagismo non può prescindere dall’incentivare le adozioni. Tenendo presente che le adozioni per essere risolutive del problema e non dar luogo ad altre implicazioni vanno fatte nella piena consapevolezza dell’atto, bisogna cioè responsabilizzare i proprietari e disincentivare l’acquisto emotivo perché è ampiamente confermato che alla base degli abbandoni esiste una correlazione fra la scarsa empatia delle esigenze di un cane e l’acquisto impulsivo.
Sempre in materia di adozioni questa Amministrazione con delibera di G.M. n. 293 del 26/11/’07 ha approvato un progetto presentato dalle principali Associazioni animaliste (A.V.A.R.A. ed E.M.P.A.) diretta a promuovere una campagna di sensibilizzazione alle adozioni, anche allo scopo di ridare al canile la sua finalità prioritaria, ossia collocare solo temporaneamente i cani randagi e/o vaganti, in attesa che vengano affidati, consentendo così un sistema circolare di ingresso ed uscita dei cani.
Abbiamo inoltre preso contatti con un’associazione animalista che opera su Roma ed è presente ad Isernia con notevole successo, essa si occupa in prevalenza di far adottare i randagi anche fuori Regione, siano essi collocati all’interno del canile o vaganti sul territorio.

Conclusioni

Si precisa pertanto che fino ad oggi i costi di gestione del randagismo sono a totale carico del bilancio comunale, non avendo ricevuto questa Amministrazione dalla Regione Molise fondi da destinare a tale finalità se non quelli relativi alle opere di costruzione del canile, quale quota di cofinanziamento, unitamente ai fondi ministeriali ex art. 71 legge 488/’98.
Né tantomeno ci si è potuti avvalere di fondi nazionali che pure prevedono che una quota di essi venga destinata ai Comuni per gestire il randagismo; ciò, infatti, non è mai avvenuto, (almeno fino ad oggi) in quanto, tali fondi non vengono assegnati direttamente ai Comuni, ma sono “filtrati” dalla Regione Molise che, provvede ad attribuirli, assommandoli a quelli propri, sulla base di un piano di riparto, previa presentazione di appositi progetti redatti sulla base di uno specifico Bando, (anche questo ancora non emanato!)
SPESE DI GESTIONE IN UN ANNO

Personale
4 operai € 9.600,00 al mese
€ 124.800,00 13 mesi
Mangime € 9.999,99 al mese
€ 119.999,88 12 mesi
Convenzione con l’E.M.P.A.

Contributo straordinario € 51.071,00
per l’anno 2007

€ 15.000,00
(dal 2004 al 2007)
Acquisto Gas Gpl € 600,00
Custodia cani presso canile di Roccasicura € 2.640,00
Spese per microchip € 3.025,08
Spese per pulizia straordinaria di spurgo € 2.400,00
Convenzione per custodia € 25.920,00
Acquisto medicinali per vaccinazioni € 330,00

Smaltimento di carcasse 50 capi X € 60 ciascuno
€ 3.000,00
TOTALE € 348.785,96
DATI COMPARATIVI (riferiti ad un anno)
Indigenti :( patti sociali e altri interventi in favore di tale categoria) € 170.000,00
Anziani:
assistenza domiciliare
Case di Riposo
Centri sociali
Totale spesa
€ 192.000,00
€ 85.000,00
€ 17.500,00
€ 294.500,00
Minori: € 323.000,00

SPESE PER LA COSTRUZIONE E L’AMPLIAMENTO DEL CANILE
Realizzazione del canile di Santo Stefano (1997-2000)

Euro 800.000 (50% Regione – 50% Comune)

Ristrutturazione e ampliamento (2006-2008)

Euro 450.000 (Euro 360.000 art.71 legge 488/98- Euro 90.000 contributo regionale)

PROPOSTE LANCIATE IN SEDE DI CONFERENZA STAMPA DALL’ASSESSORE ALLE POLITICHE SOCIALI DEL COMUNE DI CAMPOBASSO MICHELE DE SANTIS

1. Sospensione della parte sanzionatoria dell’ordinanza fino a che non verranno individuati i siti in accordo con i cittadini volontari che aiuteranno l’amministrazione ad affrontare il problema con serietà e collaborazione.
2. Strutturazione dei siti individuati con attrezzature, eventuale recinzione, apposizione di segnaletica.
3. Realizzazione di un albo dei volontari che si assumeranno la responsabilità della cura e della protezione degli animali per dare all’amministrazione punti di riferimento volti anche a prevenire avvelenamenti.