PER NON DIMENTICARE PAVIA : MALESSERE ANIMALE 1

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Questo dossier è presentato alle autorità competenti nel giugno 2008, un dossier raccolto da Chiliamacisegua, associazione non pavese o del territorio. Le autorità ad oggi luglio 2009 non hanno risposto.

LA SITUAZIONE DEI CANILI DI PAVIA NONOSTANTE L’USCITA DELL’ARTICOLO DI STEFANIA PIAZZO SU LA PADANIA DEL 28 NOVEMBRE SCORSO, PAVIA INFERNO O PARADISO NEL CIVILE NORD, NONOSTANTE LE DENUNCE PRESENTATE ALL’ANPANA DI PAVIA E NON SOLO, E’ RIMASTA IDENTICA

QUALCUNO HA PROVVEDUTO A CAMBIARE LO STATO DELLE COSE? QUALCUNO SI E’ PRESO LA PROPRIA  RESPONSABILITA’?

IL SILENZIO E’ D’ORO LE FACCE DI BRONZO

PER NON DIMENTICARE  PAVIA : MALESSERE ANIMALE 1

www.chiliamacisegua.org

SCARICABILE  IL PDF DA

ITALIA DEGLI ORRORI

VILLANTERIO LA PANDINA 

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La situazione dei canili di Pavia è disastrosa: disattese le leggi sulla tutela degli animali, le condizioni igienico sanitarie delle strutture sono deplorevoli, si ostacolano continuamente le adozioni (“quel cane è mordace, quell’altro è gia’ stato adottato ecc ecc”),le condizioni dei cani, una volta usciti definitivamente dal canile, sono precarie: nella maggior parte dei casi sono  affetti da filaria ed erlichia (come da referti veterinari che allegheremo), da atassia, atrofia massa muscolare che denota un  inesistente attivita’ di sgambamento, inoltre i cani si presentano affetti da ogni tipo di parassita, segni evidenti di inesistente cura sanitaria di prevenzione, otite purulenta, congiuntivite cronica, piaghe, alopecia .Nel caso di cani dal pelo lungo e detenuti da lungo tempo il pelo è spesso incrostato di feci ed urina, ed è talmente accordellato da richiedere immediata tosatura. Il cane deve essere sedato, manifestando paura e timore dell’uomo.  L’igiene e la pulizia del cane non è praticata risultano, evidenti i segni di maltrattamento, i microchip non corrispondono , a volte, al numero che viene segnato nella scheda d’ingresso del cane in possesso o a cura dell’Asl con quella del registro del canile, inoltre è capitato che sia sbagliata la segnalazione del sesso del cane da adottare. Es : l’adottante richiede un determinato cane con un n. di microchip segnalato dall’Asl, e visto sull’appello, si presenta a Villanterio ed ha la sorpresa di vedersi consegnato un cane di sesso opposto sempre corrispondente a quel determinato microchip.( vedi Sisso)

Al Dogmar (rifugio privato/allevamento) è addirittura vietato entrare a chiunque e nessun cane detenuto rivede la luce!

Le denunce fatte gli scorsi anni non hanno portato a nulla.

Al rifugio privato “La Pandina” di Villanterio (www.lapandina.it), sito sulla strada provinciale 235 Pavia-Orzinuovi al Km 20 della provinciale fra  Pavia e Lodi, convenzionato con vari comuni del pavese, gestito dalla famiglia Schiavini  che ha scelto, come da protocollo della convenzione, quale associazione collaborante l’Enpa nell’espletamento dei doveri che competono  nell’ottemperare alla legge sulla tutela e il benessere psico-fisico dell’animale (legge 281/91 e L.R. no 16 + reg. reg. no. 20). Una di queste regole è promuovere, con ogni mezzo a disposizione, (locandine, appelli, giornali, orari di apertura al pubblico, gentilezza e cortesia ecc.), l’adozione del cane recluso o di adoperarsi per ritrovare il suo padrone nel caso in cui il cane fosse disperso.

Alla Pandina, in considerazione del fatto che i numeri di microchip non collimavano (vedi sopra) non risulta nessuna attivita’ di ricongiungimento del cane al suo padrone.  Le innumerevoli segnalazioni e denunce presentate dagli stessi cittadini pavesi e non, recatisi sul posto per adottare un cane e ripetutamente negato loro, insinua qualche sospetto tanto piu’ che si e’ venuti a conoscenza del fatto che lo stesso Schiavini risulta adottante di parecchi cani reclusi a Villanterio. Per ogni cane, secondo convenzione, il Comune paga una retta giornaliera di euro 2,00/cadauno.

La Procura di Pavia ha un armadio pieno di denunce fatti da privati cittadini contro il canile di Villanterio. Il problema è che questi esposti non sono mai stati portati avanti o appoggiati da nessuna Associazione operante sul territorio ad esempio Enpa stessa.

Per i canili di Pavia  da dicembr e2007 ad oggi sono intervenuti : Nas (per il canile Rizzi di Belgioioso), Nirda (per il canile di Villanterio e Belgioso, Anpana (per il canile di Villanterio).

Non si conoscono gli esiti dei sopralluoghi,ma visto che la situazione non è cambiata, si intuisce che i sopralluoghi non abbiano determinato alcun provvedimento.

In compenso abbiamo TANTE testimonianze di persone che da dicembre ad oggi hanno adottato i cani di Villanterio:tutte documentate da referti medici che certificano patologie derivate da incuria e da mancanza totale di profilassi preventiva specie per la filariosi che è una malattia tipica delle zone della Pianura Padana.

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12 dicembre 2007 Questa la testimonianza di M.M. che ha prelevato Gullit con fatica dal canile di Villanterio :“…strisciava contro il muro per non farsi vedere, terrorizzato anche da un semplice respiro…sporco, pieno di parassiti, piaghe e altre amenità triste e spaventato, bagnato ed affamato cosa ha conosciuto Gullit? Segregazione, cattiveria e violenza, fame e sete di questo ne siamo più che sicure; sicure che la vita al di fuori di quel metro quadro non sapeva nemmeno cosa fosse…la luce gli dava addirittura fastidio abituato come doveva essere al buio di quel carcere senza finestre….
Subito
dopo l’adozione M.M. invia segnalazione a Nirda e Anpana e si reca immediatamente dal suo veterinario di fiducia  per far visitare il cane appena adottato, il dott. P. B. medico veterinario riscontra che Gullit presenta atrofia muscolare, magrezza, infestazione da endoparassiti e disorientamento psicologico. La signora M. M. è in possesso del modulo di adozione senza la data di uscita come previsto da legge. Questo è un illecito grave in quanto senza la data di dismissione il cane risulta sempre essere a carico del canile e quindi del Comune che paga.

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GULLIT RECLUSO E LIBERO

Sempre in dicembre la signora M. M. adotta SISSI ora SISSO. Il veterinario privato che visita il cane appena uscito dal canile,riscontra magrezza e vermi ma la cosa piu’ significativa è che al momento dell’adozione la signora M. M., non potendo recarsi quel giorno a Villanterio invita una sua amica ad andare a prenderlo a Villanterio. Recatasi in canile per adottare una femmina, si è accorta  che Sissi era Sisso (come da documento in possesso dell’adottante)!! Sempre la signora M.M. si è recata personalmente alla Asl per cambiare il sesso del cane. Ora il cane è stato definitivamente adottato dal sig. A. L. e vive presso la sua abitazione.

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SISSI ORA SI CHIAMA SISSO

PER LE VOLONTARIE CHE GESTISCONO

IL CANILE DI VILLANTERIO QUESTO CANE ERA UNA FEMMINA!!

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SISSO PRIMA E DOPO

05 Gennaio 2008 P. B. adotta PIPPO e rilascia la seguente dichiarazione:”…….il cane al momento dell’adozione era in evidente stato di denutrizione, dentatura nera e camminava a stento, il pelo era intriso di escrementi ed era fradicio. E’ stato consegnato senza un libretto sanitarioe e cio’ lascia pensare che non è mai stata eseguita una normale profilassi preventiva…..”;

Pippo si addormenterà per sempre il giorno 25 Giugno 2008.Libero.

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PIPPO DENTRO E FUORI

22 febbraio 2008 la signora A. R. chiede di poter adottare Biba  e deve sopportare un vero calvario. Ecco il racconto della sua avventura che fortunatamente per Biba è finita bene,inviato come protesta alla ASL Pavia, alla Regione Lombardia , sez Sanità, all’Enpa e al Sindaco di Giussago “…….il 22 febbraio 2008 ho contattato il medico veterinario dell’ASL il quale mi ha dato conferma che il cane non risultava adottato ed era disponibile per l’adozione. Mi sono recata nuovamente presso il canile La Pandina verso le 15.00 (l’orario di apertura per il pubblico va dalle ore 14.30 alle ore 17.00)
Appena arrivata al canile La Pandina, il sig. Schiavini Rino, riconoscendomi (la sig.ra A.R. era la seconda volta che andava per l’adozione di Biba, la prima volta l’avevano buttata fuori perché era arrivata ad orario di chiusura) mi comunicava che il cane non era adottabile in quanto già adottato (!!!) Gli ho chiesto se fosse sicuro riferendogli che il medico veterinario dell’ASL in mattinata mi aveva confermato l’adattabilità del cane. A quel punto Sig. Schiavini Rino specificava che il cane non è che era “stato proprio adottato, ma era stato prenotato telefonicamente da un suo amico”. Di fronte alla mia insistenza, che trovava la sua risolutezza anche nella certezza della procedura, il Sig. Schiavini Rino mi minacciava di andarsene e di chiudere il canile rendendomi a quel punto impossibile non solo adottare il cane ma anche visionarlo. Essendo ormai la situazione degenerata (il sig. Schiavini mi aveva impedito l’accesso alla sua proprietà privata mettendo la catena a
delimitare la stessa) mi trovavo costretta a chiamare i carabinieri di zona al fine di tutelare i miei diritti di
cittadino. ….”

1 Marzo 2008 la signora E. P. si reca al canile di Villanterio per adottare Oro (tossiva senza sosta, dagli occhi spurgava pus e il tumore non lo faceva camminare) e Camillo  + altri 3 cani e anche lei si ritrova in un girone dantesco ( rilascerà testimonianza e referti medici);

La sig.ra E.P. scrive : “…..Io ho pianto dall’inizio alla fine: le condizioni dei cani non erano pessime (a parte quelle di Oro e un paio di cagnetti…un pò mordaci), ma l’ambiente era sporco, umido, freddo e fatiscente e tutte queste creature che ti chiamavano, che ti baciavano! Mi sentivo mancare!Purtroppo più di 2 non abbiamo potuto prenderne. Uno schifo, una vergogna!!….”

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CAMILLO E ORO IN GABBIA

Aggiornamento 08.10.2008 da O., la mamma adottiva di ORO “...purtroppo la filaria lo sta mangiando...ma lui e' felice...solo 5 mesi di felicita'...e 10 anni da incubo! Quando l'ho tirato fuori da La Pandina, speravo di regalargli almeno altri 3/4 anni di vita...di amore e di coccole...e invece dopo solo 5 mesi la malattia che tutti i cani di Pavia hanno, la filaria, lo sta uccidendo...come Brando...e come tanti altri...non ho altre parole….”

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ORO LIBERO

15 Marzo 2008 la signora A.G. adotta Pilù,:oltre alle carenze igieniche che il cane mostra, sporco, pelo arruffato e puzzolente, il veterinario gli riscontra la filaria;

12 Aprile 2008 la signora V. S.. si reca a Villanterio per adottare un meticcio terrier . Arrabbiata, rilascia sue dichiarazioni spontanee e le invia alla Asl di competenza: ………. in data 11 aprile mi sono recata presso il canile La Pandina (Villanterio) per l’adozione di un piccolo meticcio di cui protocollo……………Dopo una fugace visita davanti al box, il gentile Signor Schiavini mi ha mostrato un documento indicatomi come scheda ASL, dove il cane da me richiesto veniva identificato come ‘mordace’, specificando l’impossibilità, vista la pericolosità del soggetto attestata da questo documento, di affidarmi il piccolo .Ho chiesto insistentemente che il cane fosse portato fuori dal box in modo da poterlo avvicinare in una situazione che fosse per lui un po’ meno stressante, ma ciò non è stato possibile in quanto, essendo appunto dichiarato mordace, nessuno dei presenti si offriva di prenderlo se non con il bastone di ferro……” Il giorno 19 Aprile V.S. adotterà definitivamente il cane e nuovamente scriverà alla Asl per mostrare il suo totale disappunto per gli atteggiamenti adottati dal personale di La Pandina e dello stesso gestore: ……Chiunque altro, al mio posto, sarebbe andato via dopo 5 minuti. E questo piccolo cane dichiarato mordace ’per errore’ (ma che in realtà si è mostrato da subito di indole estremamente docile e affettuosa…….) non sarebbe mai stato adottato!”

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BRANDO RECLUSO


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BRANDO FINALMENTE LIBERO

12 Maggio 2008 M.M. salva da Villanterio Brando, cane meticcio rinchiuso da diversi anni al canile di Villanterio. Lo alloggia in un rifugio privato dove immediatamente riceve le prime cure.

In data 3 giugno viene ricoverato presso una clinica veterinaria per ripetuti episodi di sincope.

Indagine diagnostica : test filaria sierologico positivo ad alto titolo;

Ecocardiografia Doppler: insufficienza cardiaca destra congestizia e grave ipertensione polmonare secondarie a filariosi cardiopolmonare;

Radiografia del torace: ingrandimento del ventricolo destro, ingrandimento e troncatura dell’arteria polmonare del lobo craniale

Diagnosi: grave filariosi polmonare e ipertensione polmonare. E’ stata consigliata la terapia chirurgica per rimuovere i numerosi parassiti evidenziati nelle arterie polmonari.

Brando è stato riportato in clinica il 18.06 per una grave crisi respiratoria con i seguenti sintomi : grave dispnea, apatia, disoressia, affaticamento.

Il controllo ecocardiografico ha evidenziato un aumento ulteriore della pressione polmonare e dell’ingrandimento atriventricolare destro.

Brando morirà il giorno 26.06.08

25 Maggio 2008 scoppia la bomba, la signora S.C. si reca a Villanterio per adottare Gaio E LE VIENE NEGATO QUESTO DIRITTO .

In breve la vicenda di Gaio, un cane meticcio detenuto nel canile La Pandina di Villanterio e i motivi illogici che gli hanno negato l’adozione richiesta dalla signora S.C.,premettendo che nei canili del pavese succedono cose a dir poco strane :

La signora S.C., residente in prov. di  N. e non nel territorio pavese,, il giorno 24 Maggio u.s., si è recata al canile La Pandina per adottare Gaio. Le volontarie Enpa del canile, che dovrebbero promuovere le adozioni,le hanno negato questo diritto  perchè la signora  risiede fuori provincia, addirittura fuori regione ( n.b. non esiste una legge che vieta questo).

Dopo aver contattato tuttigli Enti, tutte le Istituzioni per avere conforto ai suoi diritti, la signora S.C.  si appella  al Sindaco di Torrevecchia Pia,legale responsabile del cane detenuto in quel canile e per il quale il signor Sindaco paga, con i soldi dei contribuenti, una retta giornaliera per mantenere Gaio.

Ovviamente il primo cittadino di Torre Vecchia Pia non ha potuto far altro che dare ragione alla signora S.C. ed intimare al gestore del canile, di consegnare immediatamente il cane.

A questo punto la signora S.C., si reca nuovamente a Villanterio per l’adozione definitiva, ma, lungo il tragitto, riceve la telefonata del Sindaco stesso, il quale la informa che il cane è già stato adottato in data 24 Maggio u.s. dalle volontarie Enpa del canile.

La signora S.C. si tutela con un avvocato. L’avvocato scrive immediatamente alla Asl di Pavia,  la quale intima (e.p.c. invia un fax anche alla Regione Lombardia, all’ Enpa Lombardia) l’ Enpa Pavia  e il Gestore del canile, a consegnare IMMEDIATAMENTE il cane alla signora S.C.

Un ufficiale, su invito dell’Asl,  si reca a casa delle volontarie Enpa di Pavia, per prelevare Gaio ma le stesse si  rifiutano  di consegnarlo!!!

Conclusione:

Nessuno ha contatto la signora S.C., le direttive dell’Asl sono rimaste lettera morta.

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AGGIORNAMENTO

GAIO COME SI LEGGE NEL SITO ENPA PAVIA E’ A CASA DELLA PRESIDENTE ENPA PAVIA VINCENZA TARDINO CHE NON SI CAPACITA DELLA TENACIA DIMOSTRATA DALLA SIGNORA SACCON  A CHIEDERSI ANCORA OGGI LE RAGIONI DELLA SUA MANCATA ADOZIONE DI GAIO
NON SOLO VITTIMA DI UNA INGIUSTIZIA, MA ADIRITTURA ACCUSATA  DI ESSERE UNA TRAFFICANTE DI CANI: AVREBBE PORTATO GAIO IN SVIZZERA SECONDO QUANTO SI LEGGE SEMPRE SUL SITO ENPA PAVIA, A FIRMA ( MEGLIO DIRE SGORBIO!) DI UN FANTOMATICO GRUPPORANDAGIPAVIA AUTORE  ANONIMO, (MA CHE CORAGGIO!) DI UNA LETTERA DIFFAMATORIA PUBBLICATA SENZA REMORA ALCUNA E DIFFUSA IN RETE ANCHE DA ALTRE PERSONE CHE NON STANNO ALLA FINESTRA, MA CHE CI TENGONO A  MOSTRARE IN OGNI OCCASIONE QUELLA CLASSE E SIGNORILITA’ CHE CONTRADDISTINGUONO IL LORO OPERATO


http://www.enpapavia.it/cgi-bin/site/EnpaView.asp?id_sezione=19&id_sezioneinfo=0

DAL SITO: “……………….. la signora Saccon che per internet voleva un cane Gaio da portare a casa e si è scontrata con l’enpa di Pavia che lo aveva già adottato. Alcune persone che trovavano nel paese di Villanterio, hanno poi visto la signora Saccon che, fuori dal canile, si incontrava con gente incaricata di ritirare il cane che aveva un posto in Germania per 250 EUR. e che doveva partire con il carico di fine maggio…..”

http://www.enpapavia.it/cgi-bin/site/EnpaView.asp?id_sezione=17&id_sezioneinfo=0
LA STORIA DI GAIO SECONDO LA PRESIDENTE ENPA PAVIA

GAIO STARA’ ANCHE BENE, MA RESTA L’INOTTEMPERANZA AD UNA DISPOSIZIONE EMANATA AI TEMPI CHE INGIUNGEVA: GAIO DOVEVA  E POTEVA ESSERE DOTTATO DALLA SIGNORA SACCON


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GAIO 8 ANNI DIETRO LE SBARRE


Fine Maggio la giornalista A.B., che ha adottato 2 cani alla Pandina di Villanterio consegnati in condizioni distastrose,  si è unita  alla protesta.

È seguita ns richiesta di consenso a testimoniare.

In data 28 Maggio u.s.  anche l’Ufficio Diritti Animali  di Pavia, subissata dalle proteste pervenute, chiede di informare il dott. Francesco Melosu del CFS di Pavia.

Questo  in breve il racconto di quanto è successo a Villanterio da Dicembre ad oggi, tutti i particolari (mail, lettere inviate alle istituzioni, denunce Asl, Nirda, Nas, Digos e Anpana, segnalazioni, referti medici, fotografie ecc. ecc.) sono documentati e pronti per essere sottoposti alle autorità.

Sempre  da dicembre 2007, inoltre, sono state segnalate le condizioni dei cani detenuti a Villanterio, al quotidiano La Provincia Pavese che, dopo un lungo lasso di tempo in cui aveva messo a disposizione uno spazio alle volontarie, per pubblicare appelli di “adottasi” degli stessi cani reclusi a La Pandina, ottenendo con questa collaborazione un discreto numero di adozioni, ha ritirato di punto in bianco la concessione di tale spazio senza motivarlo.

Anzi, in data 4 Giugno u.s. ha pubblicato un articolo (abbiamo anche questo documento) in cui segnala una nuova convenzione stipulata da la Pandina di Villanterio con alcuni Comuni del pavese, esaltando la struttura come “oasi a 5 stelle per i cani.”

I volontari, gli adottanti, indignati, hanno mandato fax , mail e lettere a La Provincia Pavese, segnalando la verità dei fatti a Chiara Riffeser, la giornalista che ha redatto l’articolo , allegando le vere immagini del canile di Villanterio e segnalando le problematiche legate ad esso, chiedendo al direttore una smentita. Che non è mi stata pubblicata.

Anzi in data 10 settembre 2008,la giornalista ha bissato, pubblicando un secondo articolo assolutamente non veritiero. E questa volta, non perdendo tempo per richiedere una smentita da La Provincia Pavese, che non sarebbe mai arrivata, i volontari e gli adottanti hanno provveduto a scrivere direttamente all’Ordine dei giornalisti (e non solo), per stigmatizzare tale comportamento.

Ci sono altre innumerevoli storie di cani adottati e consegnati nelle stesse condizioni di disagio e di malattia, di quelli enunciati fino a qui e che man mano porteremo come prova in tribunale.

Tutte le persone citate in questo elenco, sono disposte a testimoniare.

Ci sono innumerevoli CANI  detenuti nei canili di Pavia e innumerevoli CITTADINI ITALIANI che attendono l’applicazione delle Leggi vigenti (281/91 e L.R. 16/2006 + regolamento di attuazione della legge regionale reg. no 20)  e  chiedono non solo GIUSTIZIA!!!!!!!!

Ma pesanti sanzioni amministrative (per non dire penali !)a tutti i Sindaci che non hanno saputo controllare i loro animali reclusi nel suddetto canile, complici di aver ostacolato le adozioni, rei di omissione di atti d’ufficio, di maltrattamento e sperpero di danaro pubblico.

info@chiliamacisegua.org

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TOUR FOTOGRAFICO DEL CANILE “LA PANDINA DI VILLANTERIO”

EPPURE LA GIORNALISTA CHIARA RIFFESER NE PARLA BENE, LEGGETE IL SUO ARTICOLO APPARSO SU “LA PROVINCIA PAVESE” IN DATA 10 SETTEMBRE 2008 ( UN PLUS DE LA PANDINA  SI VENDONO  POLLI E CONIGLI MACELLATI ALL’ISTANTE)

QUESTO L’ARTICOLO APPARSO SU LA PROVINCIA PAVESE

IN DATA 10 SETTEMBRE 2008 A FIRMA CHIARA RIFFESER

La Pandina, dai polli al canile

VILLANTERIO (PV). Le cascine hanno da sempre caratterizzato anche l’abitato Villanterio. Il 25 maggio 1440 le scorrerie delle truppe milanesi procurarono ingenti devastazioni ai territori di Villanterio e Gerenzago. Tante case e cascine andarono a fuoco. Poi arrivarono le nuove costruzioni ma non si rinunciò alla costruzione tipica rurale in cui c’è spazio per le persone ma anche per gli animali. Ed è dagli inizi del Novecento che, a Villanterio, c’è la cascina Pandina. Da subito la caratterizzazione di sito per l’allevamento di prodotti aviari. Tutti in zona, già dai primi decenni del Novecento, sapevano che se volevano cibarsi di polli, anatre e capponi doc dovevano arrivare qui. Nonno, padre e ora figlio vanno avanti, ora, con la tradizione non rompendo con il passato. Ma, sorpresa, a qualche anno qui si è voluto realizzare, a parte, anche un canile. Ed è stato subito altrettanto successo. Racconta Rino Schiavini: «Si perde nella notte dei tempi l’inizio dell’attività dei nostri nonni. Si recavano periodicamente in Emilia Romagna. Qui acquistavano polli, oche, capponi, anatre: li portavano qui nella Bassa Pavese, li ingrassavano con calma allevandoli a terra e, poi, quando erano pronti, li vendevano. In questa fattoria gli animali stavano veramente bene. Avevano tutto lo spazio che volevano per muoversi. Poi arriva il 2002. La crisi aviaria. Il commercio di questo genere si ferma o quasi. C’è la necessità di rivedere l’attività. Ma noi abbiamo scelto di non rompere con il passato, con la nostra storia. Abbiamo, invece, detto sì all’ampliamento dell’accoglienza per gli animali. E mentre ospitiamo ora anche cavallini, abbiamo aperto un canile a regola d’Asl. In pochi mesi ben 26 comuni della zona ci hanno regalato la loro fiducia convenzionandosi con noi. Il segreto? Amare veramente gli animali».  Ma qui, si sappia, gli animali sono letteralmente trattati con i guanti. Tra cinquemila metri quadrati ci sono celle riscaldate e, addirittura, l’idromassaggio in fase di lavaggio. Aggiunge Schiavini: «Noi abbiamo anche deciso di affidarci ai volontari dell’Enpa di Lodi e Pavia con cui abbiamo stabilito un accordo; si tratta di persone altamente qualificate che ci aiuteranno a trovare famiglie disposte ad accogliere i nostri amici cani. Ma si accolgono anche gatti. I volontari di Enpa si occuperanno anche di controllare la destinazione finale dei cani, in modo che questi possano trovare una situazione accogliente adatta a loro. Si legge nella convenzione siglata con Enpa, denominata, più propriamente, “intesa di collaborazione” che La Pandina si avvale “della collaborazione a titolo volontario e gratuito di volontari dell’Enpa di Lodi per le attività di sgambamento dei cani ricoverati nella struttura e di gestione degli affidi degli stessi”.  Insomma: qui si è ottenuta la quadratura del cerchio: e ne beneficiano anche gli stessi animali. Mentre si conserva l’architettura rurale dei luoghi, si allevano galline, oche e qualche cavallino: qui si conserva una tradizione millenaria.

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Un impianto a regola d’Asl

VILLANTERO (PV). Il canile dispone delle regolari autorizzazioni dell’Asl e del Comune. “Tutto questo – spiega Rino Schiavini – è una garanzia per i clienti: i cani vengono ospitati in un ambiente idoneo a loro e sano. I singoli box sono sufficientemente grandi per loro e costruiti con i materiali adeguati (ad esempio, tutti i pavimenti sono antisdrucciolo). L’acqua utilizzata per gli animali è di buona qualità ed attinta da un pozzo privato. Gli escrementi degli animali sono raccolti in una apposita vasca di decantazione e questo garantisce l’igiene di tutto l’impianto. L’impianto elettrico è verificato e a norma. Non solo: il canile dispone anche di un impianto di riscaldamento per garantire il confort degli animali anche in inverno. Gli ambienti sono coibentati e protetti da alberi che garantiscono temperature fresche in estate”.

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LE FOTO E LE TESTIMONIANZE IN NOSTRO POSSESSO DICONO BEN ALTRO!

CHILIAMACISEGUA

www.chiliamacisegua.org

LA LETTERA INOLTRATA DALLA SIGNORA CARMEN SACCON A CHI DI DOVERE RIMASTA SENZA RISPOSTA ALCUNA


Gentili signori, vi ricordo che in merito alla storia della mancata adozione di Gaio da parte della sottoscritta L’ASL mi ha DATO RAGIONE!!!!!!

Ma da quel momento, io personalmente nonostante abbia richiesto di accelerare le pratiche e portarmi a casa il cane, che credo, dopo 10 anni di permanenza in quel canile abbia già sofferto abbastanza,ho perso le tracce.

Dunque per evitare altre lungaggini burocratiche, altri inutili impedimenti, ditemi chi mi deve consegnare Gaio.

In attesa di una sollecita risposta

Carmen

www.misha.cc

ps allego documenti ricevuti
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Storia mancata adozione

Come ricorderete sabato 24 maggio 2008 alle ore 14 mi ero recata al Canile La Pandina di Villanterio e  non mi hanno permesso di adottare GAIO perche’ le sig.re dell’ENPA dicevano che ‘il loro regolamento non permetteva di dare cani in adozione fuori provincia.

Finalmente venerdi’ scorso 30 maggio 2008 mi  telefona il sindaco di Torrevecchia Pia,  dopo avergli spiegato l’accaduto mi risponde che nessuno aveva il diritto di impedirmi di adottare il cane e che avrebbe convocato per sabato mattina 31 maggio 2008 tutti gli interessati che mi avevano impedito l’adozione, e che mi avrebbe richiamata il lunedi’ successivo per darmi il via libera per l’adozione.

Oggi, sabato 31 Maggio 2008  alle ore 12,30  ricevo una telefonata dal vigile di Torrevecchia Pia che mi dice
di recarmi subito al Canile La Pandina di Villanterio  a prendere il cane, gli chiedo se mi serve qualche loro dichiarazione onde evitare  che le Sig.re dell’ENPA mi proibiscano per la seconda volta  di poter adottare il cane e lui risponde che non serviva  nulla perche’ avevano gia’  sistemato tutto loro.

Felice  mi preparo per partire  e recarmi al  canile La Pandina di Villanterio ma  suona ancora il mio telefono, rispondo e questa volta era  il Sindaco di  Torrevecchia Pia  che mi dice  che il  cane  (GAIO) che io desideravo adottare era  gia’ stato adottato.
Non riesco a capire… gli chiedo di spiegarmi e il sindaco mi dice  che il gestore del canile si era  presentato in quel momento con un foglio di adozione in cui risultava che sempre in data 24 maggio 2008 il cane era stato adottato dalla Sig.ra dell’ENPA  di Pavia.

PAZZESCO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Mi chiede  se  desidero che lui proceda per vie legali oppure se lascio il cane a questa Signora dell’ENPA che se lo era intestato facendomi presente che se avessi voluto agire per  vie legali il  cane avrebbe dovuto  rimanere  in canile  ancora per lungo tempo,  fino a che il giudice  non fosse arrivato ad una sentenza.
Sapendo che il cane era ammalato, aveva bisogno di cure urgenti ed era rinchiuso da ben otto anni gli risposi, strappandomi l’anima, di darlo pure alla  Sig.ra dell’ENPA  ma di assicurarsi che venisse  tolto subito dal canile e  ricevesse le cure del caso, facendogli notare che la cosa era  assurda e alquanto sospetta, il cane era ancora in canile dopo una settimana dall’adozione da parte della  sig.ra dell’ENPA e anche che in data 24 Maggio  2008 quando io mi recai al canile per  adottare Gaio il cane era ancora in attesa  di adozione.   GLI HO DETTO CHE GAIO DOVEVA USCIRE SUBITO DA QUEL CANILE , mi ha assicurato che il cane sarebbe uscito subito oggi alle ore 14  e che potevo  andare con lui a fare il controllo post affido alla Sig.ra dell’ENPA che si era ‘adottata’ GAIO, mi disse anche che aveva chiesto a  questa  sig.ra  dell’ENPA di Pavia se  volesse parlarmi per  sistemare le cose  ma che lei si era  rifiutata  di parlarmi.

Rimane il fatto che la Sig.ra dell’ENPA di  Pavia si e’ ‘intestata’ GAIO  il   24 maggio  2008  GUARDA  CASO CHE TEMPISMO!!!! e lo ha lasciato in canile per ben SETTE GIORNI  dopo l’adozione…………, infatti fino alle ore 14 di oggi  era ancora rinchiuso. Andro’ a controllare dov’e’ andato e come sta……….Adesso siete informate di come sono andate le  cose….
Per ripicca o altri  motivi una Sig.ra  dell’ENPA si e’ intestata GAIO, trovo che la cosa sia a dir poco
allucinante per non parlare di ‘ETICA’
Dopo una settimana  mi ritrovo  cosi’………..senza Gaio  e  con la doppia beffa.
Mi consola il fatto che almeno Gaio adesso e’ uscito e verra’ curato ma, come mi aveva urlato la Sig.ra dell’ENPA, IO NON POTRO’ MAI AVERLO. Grazie a  tutte per il sostegno che mi avete dato, avrei voluto darvi una notizia migliore ma…..la Sig.ra dell’  ENPA  NON ME L’HA PERMESSO………………..Come  sempre a voi le conclusioni……………

Carmen

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Storia

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GAIO “TENTATA-FALLITA ADOZIONE”PAVIA
Villanterio (PV) 24 Maggio 2008
Ha 10 anni, e’ rinchiuso dal 2000!!! ci sta passando tutta la vita!

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Gaio si trova in un canile in provincia di Pavia, precisamente a Villanterio al canile “La Pandina”.
Ieri sono andata in questo canile per adottarlo ma non mi e’ stato dato e non mi e’ stato permesso di vederlo.
La motivazione delle addette alle adozioni e’ stata: “PERCHE’ LEI ABITA FUORI PROVINCIA”.
Il regolamento di non dare in adozioni cani fuori provincia mi e’ stato risposto risale ad una settimana fa’, alle mie richieste di farmi vedere il regolamento per tutta risposta mi sono stati fatti attacchi verbali, insulti, derisioni con una arroganza e una cattiveria inaudita. All’ ennesima richiesta di farmi vedere questo famoso nuovo regolamento la risposta e’ stata che il regolamento risale a “DUE” settimane fa’. Dopo altre mie insistenze per poter vedere questo “FAMOSO” regolamento l’addetta alle adozioni mi ha risposto ironicamente “SA COSA LE DICO? IL CANE L’HO ADOTTATO IO” e che potevo farci una croce sopra perche’ il cane non me lo avrebbe MAI DATO. Sono intervenuti i responsabili ASL, ma non mi hanno permesso di sentire cosa dicevano perche’ sono stata allontanata. Il gestore del canile mi ha urlato che il regolamento lo aveva fatto “SUO PADRE”… urlandomi: che ca..o volevo!
Sono rimasta in quel canile per un’ora e mezza, anzi fuori dal canile perche’ mi hanno vietato di entrare e quel “REGOLAMENTO” e’ rimasto invisibile.
Gaio quindi e’ ancora in quel canile “IN ATTESA DI ADOZIONE” traete voi le conclusioni!

Carmen (NO) misha.cc

Alla cortese attenzione dell’Enpa Nazionale,

per conoscenza al Sindaco di Pavia Signora Piera Capitelli

all’Ufficio Diritti Animali Pavia,

alla redazione Provincia Pavese

Milano, 27 maggio 2008

Segnalo orripilata, choccata e irata, l’indecente comportamento tenuto da due vostre delegate al canile di Villanterio la Pandina di Pavia, domenica scorsa.

Invece che favorire le adozioni le bloccano, non amano i cani ( e dubito che possano amare un qualsivoglia essere vivente, forse sono adatte ad interloquire solo con i tuberi).

Trovo sul sito una convenzione stipulata dal comune di Pavia e l’Enpa. Vorrei ricordare che sono soldi pubblici e che dunque si deve rendere conto al contribuente come vengono impiegati.

E che se non si ottempera alle leggi, si finisce invischiati in lunghi e dispendiosi procedimenti penali con eventuale richiesta di danni in sede civile.

Non mi dilungo, ho già pronte le segnalazioni alle istituzioni, ai media che sapranno farne buon uso.

A diposizione foto del suddetto canile che non esito a definire lager e documentazione.

Ecco l’inqualificabile disavventura di un povero cane, Gaio in canile da 10 anni che le vostre delegate ( complimenti per le selezioni che effettuate!) si sono rifiutate di mostrare e di far adottare alla persona che desiderava salvare una povera vita inutile appellandosi ad un sedicente regolamento stilato dal proprietario del canile improvvisatosi legislatore della domenica.

Convinta che saranno presi provvedimenti ad hoc, porgo distinti e arrabbiati saluti


LE HO PROVATE TUTTE!!!! E ADESSO MI HA PORTATO VIA GAIO!!!!!!!!!
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Luogo: Milano
Data pubblicazione: 01-Giu-08

OGGI, 31 MAGGIO 2008

Come ricorderete sabato 24 maggio 2008 alle ore 14 mi ero recata al Canile La Pandina di Villanterio e non mi hanno permesso di adottare GAIO perche’ le sig.re dell’ENPA di PAVIA dicevano che il loro regolamento non permetteva di dare cani in adozione fuori provincia. Sono stata aggredita verbalmente ripetutamente sia dalle sig.dell’ENPA di PAVIA sia dal gestore del canile. Legalmente nessuna legge mi vietava di adottare Gaio.
Nonostante l’orario di visita me lo permettesse mi hanno proibito anche di entrare nel canile. Dopo un’ora e mezza di discussioni e insulti da parte loro
ho dovuto andarmene senza GAIO.

Finalmente venerdi’ scorso 30 maggio 2008 mi telefona il sindaco di Torrevecchia Pia, dopo avergli spiegato l’accaduto mi risponde che nessuno aveva il diritto di impedirmi di adottare il cane e che avrebbe convocato per sabato mattina 31 maggio 2008 tutti gli interessati che mi avevano impedito l’adozione, e che mi avrebbe richiamata il lunedi’ successivo per darmi il via libera per l’adozione.

Oggi, sabato 31 Maggio 2008 alle ore 12,30 ricevo una telefonata dal vigile di Torrevecchia Pia che mi dice
di recarmi subito al Canile La Pandina di Villanterio a prendere il cane, gli chiedo se mi serve qualche loro dichiarazione onde evitare che le Sig.re dell’ENPA mi proibiscano per la seconda volta di poter adottare il cane e lui risponde che non serviva nulla perche’ avevano gia’ sistemato tutto loro.

Felice mi preparo per partire e recarmi al canile La pandina di Villanterio ma suona ancora il mio telefono, rispondo e questa volta era il Sindaco di Torrevecchia Pia che mi dice che il cane (GAIO) che io desideravo adottare era gia’ stato adottato.
Non riesco a capire… gli chiedo di spiegarmi e il sindaco mi dice che il gestore del canile si era presentato in quel momento con un foglio di adozione in cui risultava che sempre in data 24 maggio 2008 il cane era stato adottato dalla Sig.ra dell’ENPA di Pavia.

PAZZESCO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

la Sig.ra dell’ENPA di Pavia si e’ “intestata” GAIO il 24 maggio 2008 GUARDA CASO CHE TEMPISMO!!!! e lo ha lasciato in canile per ben SETTE GIORNI dopo l’adozione…………, infatti fino alle ore 14 di oggi era ancora rinchiuso.

Adesso siete informate di come sono andate le cose….
Per ripicca o altri motivi una Sig.ra dell’ENPA si e’ intestata GAIO, trovo che la cosa sia a dir poco
allucinante per non parlare di “ETICA”
Dopo una settimana mi ritrovo cosi’………..senza Gaio e con la doppia beffa.
Mi consola il fatto che almeno Gaio adesso DEVE USCIRE e verra’ curato ma, come mi aveva giurato la Sig.ra dell’ENPA, IO NON POTRO’ MAI AVERLO.

Grazie a tutte/I per il sostegno che mi avete dato, avrei voluto darvi una notizia migliore ma…..la Sig.ra dell’ ENPA NON ME L’HA PERMESSO………………..

Come sempre a voi le conclusioni……………

Carmen

I dettagli dell’accaduto li trovate sul mio sito www.misha.cc

http://milano.kijiji.it/c-Animali-e-accessori-In-regalo-Cani-LE-HO-PROVATE-TUTTE-E-ADESSO-MI-HA-PORTATO-VIA-GAIO-Milano-W0QQAdIdZ54496725

LA PADANIA LA PADANIA

DIRITTO DI REPLICA E RISPOSTA LA PADANIA

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  1. Rosanna Marani ha scritto il 10 agosto 2009 alle 6:11:05:

    Verba volant, scripta manent
    et……… certificata dicunt