Il governo all’attacco dei sindaci
22 marzo 2009 -
Corriere della Sera
Il fenomeno Il sottosegretario Martini: 30 milioni mai usatiI nuovi branchi dagli abbandoni Il governo all’attacco dei sindaci150 Mila cani abbandonati vengono ospitati nei rifugi, ma almeno 400 mila vagano per le stradeROMA – «Comuni e Regioni colpevoli di non aver controllato il fenomeno». L’ accusa, scagliata dal sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, è condivisa da etologi, animalisti e da chi, politicamente, ha posizioni opposte a quelle del governo. «Dal 2001 a oggi in base alla legge per la lotta al randagismo sono stati stanziati 30 milioni di euro. Le pubbliche amministrazioni non li hanno utilizzati, le domande sono rimaste inevase nei nostri uffici perché prive di documentazione», punta l’ indice la Martini, intervenuta in modo rigoroso ed efficace nelle politiche per il benessere animale. Sicilia, Puglia, Calabria, Campania, in parte il Molise (che si sta mettendo in riga), queste le Regioni con la maglia nera, dove la prevenzione dei branchi per strada anche attraverso la sterilizzazione, dei maltrattamenti ai cani e le iniziative per la chiusura dei rifugi lager sono lettera morta. Non è un caso che gli episodi più gravi si siano verificati al Centro Sud. E in Sicilia «ultima nella classifica della ripartizione dei fondi». Oggi su disposizione del Welfare i Nas saranno a Ragusa per «accertare le responsabilità sul territorio». Con la complicazione della presenza nei branchi di randagi di seconda generazione, nati da animali abbandonati, e quindi senza timore per l’ uomo. È un partito trasversale quello che attribuisce responsabilità ai Comuni. Tra loro c’ è anche Annamaria Procacci, ex Verde, consigliere dell’ Enpa (ente protezione animali), madrina delle legge del ‘ 91 contro il randagismo: «Una legge con molti nemici. Ai sindaci fa più comodo far accalappiare i cani e ammazzarli o farli riprodurre e poi abbandonarli. È urgente un piano straordinario di sterilizzazione. E poi stronchiamo una volta per tutte il fenomeno dei canili lager, fonti di speculazione». C’ è un denominatore unico dietro gli episodi come quello avvenuto a Scicli. I protagonisti sono randagi di seconda e terza generazione. «Non hanno mai conosciuto l’ uomo, ne hanno paura, sono irritabili. Non aggrediscono intenzionalmente ma solo perché non hanno dimestichezza con l’ altra specie», analizza Enrico Alleva, presidente della società italiana di etologia. E parte da lontano. Quando tutti sapevano trattare il cane, perché animale dell’ aia del villaggio: «Oggi è un oggetto. Li prendiamo in casa perché magari li abbiamo visti in braccio a Totti o alla Velina di turno e poi li buttiamo fuori perché non ci piacciono più o magari ce li hanno regalati contro i nostri desideri». «Bisogna colpire duramente chi li abbandona. Applicare le pene previste dal codice penale», incalza la Martini, ricordando gli unici, pochi dati ufficiali. Gli ospiti dei rifugi sono circa 150 mila, si stima siano 400 mila quelli senza padrone e neanche un tetto. L’ Anci, associazione nazionale comuni italiani, sotto accusa, gioca a rimpiattino. La competenza, fanno notare, è delle Asl. Mentre i Comuni devono occuparsi in base alla legge del ‘ 91 dei canili e l’ accalappiamento, ad esempio, dovrebbe essere compito delle Regioni
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La Padania:Modica
22 marzo 2009 -
22 marzo
Scendo il cane lo sparo Disse il sindaco
Dopo il dramma di Modica
La vita nel Mezzogiorno funziona al contrario La morte entra dalla porta sbagliata, aperta dalla consuetudine all’ignoranza dei politici
In bici si può essere vittime della strada. Al Sud si è vittime del randagismo
C’è un popolo afflitto da sindaci ignoranti, inadeguati, incapaci di concludere
di Stefania Piazzo
18 marzo
Ferma presa di posizione del sottosegretario Martini col Viminale La Lega: stop alla mattanza Maroni, «Rispettare le leggi»
È dovuto scendere in campo il Governo. Sono dovuti intervenire il ministro degli Interni, Roberto Maroni, il sottosegretario alla Salute Francesca Martini,
per richiamare le autorità al rispetto della legge e per fermare l’inaudita mattanza che rischiava di abbattersi su Modica, su input del prefetto
di Stefania Piazzo
La lettera dell’Oipa siciliana Quando le tragedie sono annunciate
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PREPARIAMO UNA BATTAGLIA EMAIL CON I CONTROFIOCCHI
21 marzo 2009 -
Forza chiediamo le dimissione dei politichetti da quattro lire che si sono affacciati alla ribalta nazionale
senza provare alcuna vergogna.
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E’ molto importante scrivere a giornali come Libero, Repubblica, Il Messaggero, Corriere delle Sera, L’Arena (Verona), Il Giornale di Vicenza, Padania, Il Giornale, La Padania , La Stampa Sono questi i quotidiani che fanno opinione Dobbiamo far sentire la nostra voce ai media letti dai politici, che si devono rendere conto della nostra forza della nostra rabbia della nostra voglia di CAMBIARE lo stato delle cose orrende, di fermare il lucro sulla pelle di poveri animali, di randagiare politicanti rozzi, indegni e dannosissimi per il partito di appartenenza ma soprattutto ignoranti seguendo,se volete, alcuni input, qui suggeriti
PREPARIAMO UNA BATTAGLIA EMAIL CON I CONTROFIOCCHI Qualche suggerimento per scrivere mail di protesta per i fatti vergognosi siciliani Le lettere ai quotidiani possono articolarsi sui seguenti contenuti: -responsabilità morale ed amministrativa del Sindaco di Modica, indirettamente responsabile della morte del bambino. -Degrado da terzo mondo, dovuto a incapacità amministrativa (vi erano segnalazioni da Agosto di casi di aggressioni, ma lui….) -Dimissioni immediate, se un Sindaco di un paese come Modica , non riesce ad amministrare attuando le più semplici e normali regole di convivenza uomo-animale per le strade del suo paesino (nel 2010..) e non riesce a garantire la sicurezza ed il decoro della sua città, vuol dire che è un incapace (politicamente e dal punto di vista legislativo-gestionale) -La gente non riesce ancora a crederci: sparare in mezzo alle strade e nelle spiagge ai cani!!! (nel 2010, in Italia…). Il sindaco in questione ha deciso di risolvere il problema del randagismo come gli Ayatollah dell’Iran e della Turchia. Ammazziamo tutti i randagi, così abbiamo risolto il problema… E molto siciliani si divertono, polpette avvelenate, impiccature, cani bruciati vivi, bastonate, etc…. - Il Nord ha risolto il problema del randagismo 30 anni fa, evidentemente in Sicilia e Modica in particolar modo, sono rimasti un pò indietro….. -A Palermo 10 mila randagi, a Treviso neanche uno…. -Bella immagine per il Turismo al nord ed all’estero! -Per colpa del Sindaco, molti cittadini e giovani del paese perderanno il posto, chi ci va più in vacanza lì??? Anche questa sarà una sua responsabilità. -La televisione in questi giorni, mandando in onda le drammatiche e sconvolgenti immagini da Modica, ha mostrato all’intera Italia, ma anche in Europa, il lato più povero, ignorante, becero, arretrato e mafioso del nostro bel paese, ha mostrato la vergogna di essere italiano. -Arroganza e non curanza delle Disposizioni Legislative e Ministeriali (Maroni, Prefetto, Viceministro Welfare, l’unico che si è speso per questa battaglia di civiltà), maleducazione, pressapochismo, di coloro che dovrebbero essere i primi cittadini e dare esempio altoad@tin.it; segreteria@avvenimenti.it; avvenire@avvenire.it; redazione@bresciaoggi.it; corriere.adriatico@fatnet.it; corgiorno@peg.it; rimini@corriereromagna.it; abbonati@corr.it; cronachedinapoli@libero.it; gazzpr@tin.it;ilcentro@mixo.it; posta@ilcittadino.it; redazione@corrierecomo.it; tep.editori@ildomani.it; lettere@lastampa.it; tribunatv@tribunatreviso.it; redazione.internet@quotidiano.net; rinascita@rinascita.net; lettere@lastampa.it; lettere@corriere.it; direttore@corrieredelsud.it;
lettere@libero-news.eu; direttoreweb@ilgiornale.it;
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Tutti i nodi vengono al pettine
21 marzo 2009 -
DECRETO 20 novembre 2008.
Progetti ammessi al contributo di cui al decreto 13 dicembre 2007, per il controllo del
randagismo nella Regione siciliana.
concessione dei contributi per:
a) progetti di risanamento di rifugi esistenti e per la costruzione di rifugi sanitari, presentati dai
comuni singoli e/o associati e dalle associazioni animaliste iscritte all’albo regionale;
b) progetti di sterilizzazione presentati dai comuni singoli e/o associati;
c) spese per il mantenimento dei cani e dei gatti ospitati presso le strutture, sostenute dalle
associazioni animaliste iscritte all’albo regionale;
a) Per i progetti di risanamento di rifugi esistenti e per la costruzione di rifugi sanitari :
Comune di Ragusa Ammesso al contributo
Comune di Ragusa E 15.000,00
b) Progetti di sterilizzazione presentati dai comuni singoli e/o associati
Comune di Ragusa Ammesso al contributo
Comune di Ragusa E 24.295,33
Spese per il mantenimento dei cani e dei gatti ospitati presso le strutture, sostenute dalle
associazioni animaliste iscritte all’albo regionale
Nessuna richiesta da parte di Ragusa
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Come stanno le cose a Siracusa!
21 marzo 2009 -
http://www.ilpontesr.it/pagina_7.html
Sul giornale di Sicilia sono stati segnalati casi di aggressioni nel siracusano. Vorrei tanto che la stampa adesso non esagerasse con l’allarmismo perchè in una zona appena fuori città stanno accalappiando i randagi ed in città hanno portato in canile anche i cani di quartiere che stavano liberi da anni.
Evitare che si formi il branco è giusto, ma portare via i cani mansueti di quartiere che vengono accuditi da privati cittadini mi sembra davvero esagerato. Per loro adesso c’è solo l’ergastolo a vita dietro gabbie dalle quali a Siracusa escono solo da morti visto che viene dichiarato sui quotidiani che le adozioni nei nostri canili sono sporadiche!!!
Le inadempienze e le responsabilità dell’uomo finiscono per pagarle vittime innocenti come Giuseppe ,tanti altri bambini ,altre persone e gli stessi cani ridotti in tale stato aggressivo dall’Uomo che li utilizza per la vivisezione, per combattimenti e per facili redditi.
Maria Elena Caligiore
caligiore_e@hotmail.com;
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IL MANAGER AUSL REPLICA AL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA SALUTE
20 marzo 2009 -
IL MANAGER AUSL REPLICA AL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA SALUTE
Per capire la gravità della arroganza di sto emerito cippirimerlo è come se il panettiere ( scusate panettieri) chiedesse le dimissioni del rettore magnifico dell’università. E che c’azzecca????
RANDAGISMO: IL MANAGER AUSL REPLICA AL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA SALUTE
«La Martini valuti l’opportunità di dimettersi»
IL MANAGER AUSL FULVIO MANNO RAGUSA
L’invito è garbato ma concreto. E’ quello a rassegnare le dimissioni. Un invito diretto al sottosegretario di Stato alla Salute, Francesca Martini, che parte dal manager dell’Ausl 7, Fulvio Manno. Ieri mattina, nel corso di una trasmissione televisiva in onda su Raidue, la Martini è stata in collegamento in diretta dal Parlamento e si è confrontata con il sindaco di Modica, Antonello Buscema, anche lui in diretta in videocollegamento.
La Martini è stata particolarmente pesante con i servizi veterinari locali che invece vengono assolutamente difesi da Manno in una lettera inviata alla stessa rappresentante istituzionale e dove è contenuto l’invito alle dimissioni.
«Occorre sottolineare come voler accollare all’Ausl la responsabilità dell’accaduto è un indegno gioco delcerino, volendo attribuire responsabilità proprie ad altri – scrive Manno –. Infatti, come dovrebbe essere noto alla Martini, nella qualità di sottosegretario del Ministero della Salute, l’Ausl non ha alcuna potestà di imporre l’apposizione di microchip a cani che sono stati sottoposti a sequestro giudiziario. Come dovrebbe essere, altrettanto, noto che per quanto sottoposto a sequestro è necessaria una specifica autorizzazione dell’autorità competente per poter effettuare qualunque modifica e, quindi, anche l’identificazione di cani mediante microchip. Corre l’obbligo di segnalare che con riferimento alla richiesta di finanziamento di oltre 1.300.000 euro per la costruzione di un canile è stato concessa al Comune di Modica la somma di 50.000 euro, a dimostrazione di una politica fatta di annunci, che privilegiando gli interventi a pioggia non risolve alcun problema se non la soddisfazione d’interessi particolari».
Poi l’invito a lasciar la carica politica ricoperta: «Per tutto quanto sopra e attesa la scarsa conoscenza delle norme di legge, non ammissibile in chi rappresenta le istituzioni, sarebbe opportuno che la Martini valutasse la possibilità di dimettersi dall’incarico ricoperto».
MICHELE BARBAGALLO
DA TENERE A MENTE
La Stampa a firma di Fabio Albanese :
“C’è anche un documento pesante: appena tre giorni dopo la visita dei vigili, il 5 settembre, gli ispettori mandati dalla Ausl 7 di Ragusa promossero come «idonea» sotto il profilo igienico e sanitario la struttura da cui, sei mesi dopo, sarebbe uscito il branco assassino per fame. “
(La Stampa)
Una rispostina qui:
http://www.sciclinews.com/news/Il-manager-Ausl-Manno-chiede-le-dimissioni-della-Martini-/0000009481
Ragusa – Il direttore generale dell’ausl 7 di Ragusa avv. Fulvio Manno in una lettera inviata al Al Sottosegretario alla Salute On.le Francesca Martini chiede le sue dimissioni. La lettera fa seguito alle accuse rese questa mattina al TG2 relativamente agli episodi verificatesi in località Sampieri (RG), che hanno causato la morte di un bambino sbranato da cani randagi e l’azzannamento di una turista tedesca ricoverata in ospedale in prognosi riservata. “Accollare – scrive l’avv. Fulvio Manno – alle UU.SS.LL. la responsabilità dell’accaduto è un indegno gioco del cerino, volendo attribuire responsabilità proprie ad altri. L’USL non ha alcuna potestà di imporre l’apposizione di microchip a cani che sono stati sottoposti a sequestro giudiziario. Corre l’obbligo – continua – di segnalare che con riferimento alla richiesta di finanziamento di oltre € 1.300.000,00 per la costruzione di un canile è stato concessa al Comune di Modica la somma di € 50.000,00 a dimostrazione di una politica fatta di annunci, che privilegiando gli interventi a pioggia (di piccolo importo per accontentare tutti) non risolve alcun problema se non la soddisfazione d’interessi particolari.
Per quel che riguarda il programma di attività attinenti il randagismo questa Azienda ha organizzato corsi per l’educazione responsabile al possesso del cane, master di clinica comportamentale del cane e del gatto e gestione del randagismo in convenzione con l’Università di Messina (Centro di Pet-therapy). Tali attività sono state svolte nel biennio 2007-2008, anticipando quanto da Ella disposto nell’ultima ordinanza del mese di febbraio u.s..
I servizi veterinari – si legge – sono stati oggetto di diverse ispezioni comunitarie dalle quali è emersa un’eccellente organizzazione e un’efficace erogazione delle attività, tutti dati già a disposizione del Ministero.
La lettera
“Questa Direzione Generale ha ascoltato le accuse rese questa mattina da Lei al TG2 relativamente agli episodi verificatesi in località Sampieri (RG), che hanno causato la morte di un bambino sbranato da cani randagi e l’azzannamento di una turista tedesca ricoverata in ospedale in prognosi riservata.
Al riguardo occorre sottolineare come voler accollare alle UU.SS.LL. la responsabilità dell’accaduto è un indegno gioco del cerino, volendo attribuire responsabilità proprie ad altri.
Infatti, come dovrebbe essere noto alla S.V., nella qualità di Sottosegretario del Ministero della Salute, l’USL non ha alcuna potestà di imporre l’apposizione di microchip a cani che sono stati sottoposti a sequestro giudiziario.
Come dovrebbe essere, altrettanto, noto che per quanto sottoposto a sequestro è necessaria una specifica autorizzazione dell’Autorità competente per poter effettuare qualunque modifica e, quindi, anche l’identificazione di cani mediante microchip.
Corre l’obbligo di segnalare che con riferimento alla richiesta di finanziamento di oltre € 1.300.000,00 per la costruzione di un canile è stato concessa al Comune di Modica la somma di € 50.000,00 a dimostrazione di una politica fatta di annunci, che privilegiando gli interventi a pioggia ( di piccolo importo per accontentare tutti) non risolve alcun problema se non la soddisfazione d’interessi particolari.
Per tutto quanto sopra e attesa la scarsa conoscenza delle norme di legge, non ammissibile in chi rappresenta le Istituzioni, sarebbe opportuno che la S.V. valutasse la possibilità di dimettersi dall’incarico ricoperto.
Si ha l’obbligo di sottolineare come il Servizio Veterinario di questa Azienda con un altissimo numero di bovini equivalente (UBA) e un basso numero di Veterinari riesce a fare fronte a tutte le incombenze del Servizio con grande serietà e professionalità.
Per quel che riguarda il programma di attività attinenti il randagismo questa Azienda ha organizzato corsi per l’educazione responsabile al possesso del cane, master di clinica comportamentale del cane e del gatto e gestione del randagismo in convenzione con l’Università di Messina (Centro di Pet-therapy). Tali attività sono state svolte nel biennio 2007-2008, anticipando quanto da Ella disposto nell’ultima ordinanza del mese di febbraio u.s..
In atto vengono svolte attività di Pet-therapy e attività assistite con animali da una specifica unità operativa di zooantropologia, che vede il coinvolgimento di altre professionalità in equipe multidisciplinare.
Nel territorio dell’AUSL n.7 di Ragusa sono presenti n. 3 (uno per ogni Distretto: Ragusa, Modica, Vittoria) ambulatori veterinari di anagrafe canina e sterilizzazione dei randagi accalappiati dai servizi comunali. L’anagrafe canina informatizzata è stata implementata con l’inserimento di microchip in circa 16.000 cani.
I servizi veterinari sono stati oggetto di diverse ispezioni comunitarie dalle quali è emersa un’eccellente organizzazione e un’efficace erogazione delle attività, tutti dati già a disposizione del Ministero.
Tanto si doveva a tutela della professionalità e della qualità dei servizi erogati dal Servizio Veterinario di questa Azienda.
Il Direttore Generale
Avv. Fulvio Manno
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MARTINI, INDAGHEREMO SU DESTINO FONDI SICILIA
20 marzo 2009 -
RANDAGI KILLER: MARTINI, INDAGHEREMO SU DESTINO FONDI SICILIA
(ANSA) – ROMA, 20 MAR – ”I sindaci dicono che non ci sono soldi per combattere il randagismo in Sicilia, ma in realta’ alla regione sono stati destinati fondi per 3 milioni di euro. Sulla possibilita’ che su questo specifico settore si siano innescati interessi diversi vogliamo andare a fondo”. E’ quanto ha dichiarato il sottosegretario al Welfare Francesca Martini in una intervista andata in onda a Uno mattina, su Rai 1. Martini ha inoltre sottolineato che da quando e’ iniziata l’ emergenza ha avviato uno stretto rapporto con l’assessore della sanita’ Massimo Russo e che con il suo aiuto, attraverso una serie di fittissimi vertici e incontri, ”finalmente si riusciranno a sostenere serie politiche di tutela al randagismo anche in Sicilia”.(ANSA). VI
20/03/2009 10:29
Allarme cani randagi e risorse del Governo

ALLARME CANI RANDAGI IN SICILIA. DOVE SONO FINITI I FONDI DEL GOVERNO?
I VETERINARI CHIEDONO CHIAREZZE SUI FINANZIAMENTI A FAVORE DI MISURE DI CONTROLLO E PREVENZIONE PER L’INCOLUMITÀ DEI CITTADINI
E’ emergenza in Sicilia dopo l’ennesima aggressione di cani randagi ai danni di una turista tedesca di 24 anni che rimane in condizioni gravi all’ospedale Cannizzaro di Catania. Si trovava a fare una passeggiata sul lungo mare di contrada Pisciotto tra Marina di Modica e Sampieri quando un branco di cani randagi l’ha assalita con morsi profondi in diverse parti del corpo. La donna in seguito a diverse urla è stata soccorsa dai carabinieri che l’hanno subito portata in ospedale con il volto sfigurato e il corpo pieno di sangue. I randagi sono riusciti a scappare ma nelle ultime ore si stanno attuando misure più drastiche. Purtroppo non è il solo caso successo negli ultimi giorni. Ricordiamo che giorni prima lo stesso branco ha aggredito e ucciso il piccolo Giuseppe Brafa di soli dieci anni e due carabinieri sono stati assaliti dagli stessi che per difendersi ne hanno dovuto abbattere due. Dopo l’ennesimo caso sono intervenuti i veterinari della Federazione medici Uil Fpl che chiedono un incontro ed un intervento urgente con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
“Vogliamo che i fatti di Scicli e di Modica, in provincia di Ragusa, dove un branco di cani negli ultimi due giorni ha aggredito tre persone, uccidendo un ragazzo di dieci anni, segnino finalmente un’inversione di tendenza sulla attuale insensata gestione del problema randagismo, che determina spreco di denaro pubblico, allarme sociale e un attentato all’incolumita’ pubblica”. Lo afferma in una nota Claudio Fantini, responsabile nazionale veterinari della Federazione medici Uil Fpl.
“Non possiamo continuare – afferma – ad assistere silenziosi e impotenti al verificarsi di aggressioni di animali randagi e non, che comportano gravissimi danni a persone, animali o cose. E’ necessario – sottolinea Fantini – potenziare i Servizi veterinari pubblici che, in sinergia con la rete ambulatoriale veterinaria privata e con gli enti e le fondazioni di protezione animale, in sintonia con i dettati della sussidiarieta’, possano finalmente dare vita a seri programmi di contenimento del fenomeno del randagismo: non solo intervenendo direttamente sugli animali, ma anche sulla cultura e conoscenza di quanti si occupano di cani e di altri animali da compagnia”.
La pericolosità della situazione attuale porta il ministro a ricercare nuove applicazioni sull’articolo 4 della legge 281/91 che riguarda il “randagismo”, ad attuare misure più concrete e invita a riguardare e rivalutare la stessa legge, bisognosa di nuovi interventi e nuove misure a favore della sicurezza del cittadino contro quelli che sono i rischi per la salute dei cittadini contro gli animali randagi.
Il ministero della Salute ha effettuato delle analisi e i dati sono allarmanti. Sembra infatti che i cani randagi in Italia siano ben 600 mila quasi tutti al Sud, 150 mila sono nei canili. Sono concentrati per lo più in Campania che ne ha 70.671 segue la Puglia con 70.003, e al terzo posto c’è la Sicilia con 68 mila randagi. Nel Sud la situazione è allarmante ma per il Nord già cambia tutto ed è una svolta rispetto al meridione. Nelle regioni della Lombardia, del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, della Valle D’Aosta e delle province di Trento e Bolzano il problema è quasi risolto o se non del tutto eliminato. In effetti sono quasi a zero i cani randagi presenti in queste province. Va attuato un sistema che porti al controllo della situazione al Sud attraverso degli investimenti del governo a favore della prevenzione del fenomeno. I veterinari mirano proprio a questo e vorrebbero risposte certe e concrete per far fronte al problema e risolvere una volta per tutte quello che per la Sicilia è divenuto un incubo.
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Il Gip convalida il fermo di Virgilio Giglio
20 marzo 2009 -
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Gli sono stati concessi gli arresti domiciliari
Il Gip convalida il fermo di Virgilio Giglio
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Cronaca: Sequestrati sei canili in tutta la Sicilia
20 marzo 2009 -
Cronaca: Sequestrati sei canili in tutta la Sicilia |
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Sequestro amministrativo per sei canili siciliani da parte dei Nas di Palermo. I provvedimenti sono scaturiti da una serie di controlli avvenuti su tutto il territorio siciliano contro il fenomeno del randagismo. Nel corso delle verifiche è venuto fuori che molte strutture, oltre a essere sprovviste delle autorizzazioni necessarie e dei requisiti minimi stabiliti dalla legge, ospitavano animali non iscritti all’anagrafe canina.Nel dettaglio, a Campobello di Licata, è stato segnalato all’autorità amministrative e sanitarie il legale responsabile del rifugio per cani “Dog Time”, in contrada Garcitella, sottoponendo a sequestro amministrativo l’intera struttura il cui valore ammonta a circa 50 mila euro. I 10
animali ospitati sono stati sottoposti a profilassi e microcippatura da personale dell’Ausl 1 di Agrigento. Stesso storia in provincia di Trapani, a Marsala, dove è stato segnalato il responsabile del rifugio per cani della zona industriale, in via Favara, con il sequestro dell’immobile del valore di 60 mila euro. L’Ausl 9 ha provveduto alla profilassi e microcippatura dei 10 cani presenti. Settantatrè i cani ospitati dalla cooperativa “Arca piccola società” di Partinico. Sigilli alla struttura da 60 mila euro e segnalato il presidente. Medesima sorte per il rifugio per cani del valore di 40 mila euro, gestito dall’associazione Lega nazionale per la difesa del cane di viale Diana, dove sono ospitati 253 cani. Anche in questo caso il personale del distretto veterinario dell’Ausl 6 ha provveduto agli accertamenti sanitari. Ancora a Palermo, i carabinieri hanno sequestrato il rifugio di via Gramsci, del valore di 50 mila euro e con 27 cani, segnalando il presidente dell’associazione protezione animali “Gramsci Onlus”. Infine, a Misilmeri, sigilli sono stati apposti al ricovero di contrada Portella di mare, del valore di 70 mila euro, dove sono stati trovati 25 cani, sottoposti a profilassi e microcippatura. http://it.notizie.yahoo.com/9/20090319/tit-cani-randagi-blitz-nas-nei-canili-si-8968993.html |
Cani Randagi: Blitz Nas Nei Canili Siciliani, Sequestri
(AGI) – Palermo, 19 mar. – I carabinieri del Nas di Palermo hanno proceduto al sequestro amministrativi di diversi canili al termine di controlli in tutto il territorio siciliano contro il fenomeno del randagismo. Nel corso delle verifiche e’ stato accertato che molte strutture, oltre a essere sprovviste della prescritta autorizzazione e dei requisiti minimi stabiliti dalla legge, ospitavano animali non iscritti all’anagrafe canina. Nel dettaglio, a Campobello di Licata (Agrigento), e’ stato segnalato alle autorita’ amministrative e sanitarie il legale responsabile del rifugio per cani “Dog Time”, in contrada Garcitella, sottoponendo a sequestro amministrativo l’intera struttura il cui valore ammonta a circa 50 mila euro. I 10 animali ospitati sono stati sottoposti a profilassi e microcippatura da personale dell’Ausl 1 di Agrigento. Stesso copione in provincia di Trapani, a Marsala, dove e’ stato segnalato il responsabile del rifugio per cani ubicato nella zona industriale, in via Favara, con il contestuale sequestro dell’immobile del valore di 60 mila euro. L’Ausl 9 ha provveduto alla profilassi e microcippatura dei 10 cani presenti. Settantatre, invece, i cani ricoverati presso i locali della cooperativa “Arca piccola societa’” di Partinico (Palermo). Sigilli alla struttura da 60 mila euro e segnalato il presidente. Medesima sorte per il rifugio per cani del valore di 40 mila euro, gestito dall’associazione Lega nazionale per la difesa del cane di viale Diana, dove sono ospitati 253 cani di varia eta’ e razza. Anche in questo caso il personale del distretto veterinario dell’Ausl 6 ha provveduto agli accertamenti sanitari. Ancora a Palermo, i carabinieri del Nas hanno sequestrato il rifugio di via Gramsci, del valore di 50 mila euro e con 27 cani, segnalando il presidente dell’associazione protezione animali “Gramsci Onlus”. Infine, a Misilmeri (Palermo), sigilli sono stati apposti al ricovero di contrada Portella di mare, del valore di 70 mila euro, dove sono stati trovati 25 cani, sottoposti a profilassi e microcippatura. .
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Sicilia : è il fallimento di una politica miope
20 marzo 2009 -
http://www.unita.it/news/83006/scicli_stazionaria_la_turista_tedesca_guerra_ai_cani_randagi_avvelenati
Scicli – Stazionaria la turista tedesca. È guerra ai cani randagi: 5 avvelenati…
Prosegue la «guerra ai cani» in Sicilia. Mentre sono stazionarie le condizioni della turista tedesca di 24 anni, aggredita tra Marina di Modica e Sampieri, nei comuni di Scicli e Modica, in tutta la provincia di Ragusa le forze dell`ordine sono mobilitate per catturare gli animali – meno di una decina, sembrerebbe, quelli ancora liberi – responsabili domenica scorsa della morte del piccolo Giuseppe Brafa, 10 anni, aggredito e ucciso in contrada Pisciotto. Il sindaco di Modica, Antonello Buscema, che si è ricordato proprio domenica che esiste nel suo comune il problema del randagismo, ha proclamato l`emissione di un`ordinanza con la quale ordina «l`abbattimento da parte di tutte le forze dell`ordine dei cani abbandonati di cui risulti la pericolosità, presenti nel territorio comunale».«È solo una soluzione di buon senso», ha poi commentato tronfiamente a chi gli chiedeva conto della cosa.
Il sottosegretario al Welfare Francesca Martini aveva chiesto di dare priorità alla cattura e alla sterilizzazione. Il primo cittadino, però, sembra volere andare dritto per la sua strada. Per dar forza alle sue idee e cercare di sviare sospetti sulla sua incapacità a gestire la situazione il sindaco Buscema ha anche goffamente annunciato che il comune di Modica si costituirà parte civile nell`eventuale processo a presunti responsabili della morte del bambino. «Faremo di tutto affinché venga fatta giustizia», ha trionfalmente annunciato. Il sindaco di Modica è poi corso dal padre del bambino per fargli sapere subito della decisione presa.
La Sicilia e il randagismo
Intanto, in tutta l`isola la «guerra» ha avuto le sue prime trionfali vittorie. Dopo indagini a tutto campo e un inseguimento serrato, sarebbe stato catturato, secondo i veterinari, il “capobranco” del gruppo di cani killer. Ma sono molti i volontari che aiutano le forze dell`ordine. Sono stati avvelenati cinque cani tra Cinisi e Terrasini, nel palermitano. Anche nella maggiore isola delle Eolie, Lipari, si canta vittoria: sono 13 i cani randagi catturati a Lipari. E si denuncia che nelle zone alte di Lipari (Quattropani, Pianoconte, Monte Gallina, Lami), si registrano continuamente stragi di galline.
Addirittura, la «guerra» è stata ufficializzata dall`Assemblea regionale siciliana, che si è accorta del problema. L`assessore alla sanità Massimo Russo, ha scoperto anche lui il problema e ha chiesto agli esperti del suo assessorato di redigere una relazione sui fatti e che chiederà all`Assemblea di integrare gli insufficienti fondi ministeriali al fine di creare nuovi canili.
Del resto, che la Sicilia avesse problemi col il randagismo lo si sapeva da tempo. Secondo le ultime stime regionali, che risalgono al 2008 e sono a disposizioni di tutti Assemblea e giunta regionale di destra compresa, sono circa 75mila i cani randagi nell`isola. Eppure proprio alla fine dello scorso anno, lo stesso assessore regionale Russo aveva firmato tre provvedimenti sul tema della prevenzione del randagismo, utilizzando appositi fondi trasferiti dal ministero della Salute nell`ambito dei finanziamenti previsti dalla legge 281/91. Con il primo sono stati finanziati tre progetti per l`ampliamento e la costruzione di nuovi rifugi, impegnando 415mila euro; il secondo ha riguardato il controllo della nascite attraverso la sterilizzazione dei cani randagi, con l`assegnazione di 350 mila euro in favore di 14 comuni siciliani che avevano presentato i relativi progetti; con il terzo si è provveduto al pagamento di quasi 200mila euro in favore di alcune associazioni per la protezione degli animali per il mantenimento degli animali da loro custoditi.
Eppure di tutti questi soldi i comuni di Modica e Scicli, non hanno visto un euro. Almeno questo è quello che dicono i due sindaci. Perché anche il sindaco della seconda cittadina è sotto i riflettori per le sue dichiarazioni. Giovanni Venticinque (nella foto), che guida una giunta di destra, ha cercato di replicare alle accuse che il sottosegretario Martini gli ha rivolto, farfugliando delle risposte sull`aggressione dei cani alla turista tedesca: «Questo non è un caso di randagismo», ha cercato di giustificarsi il primo cittadino di Scicli, «ma un caso di incuria perché i cani avevano un proprietario che era responsabile». La Martini ha risposto: «Quando i cani sono affidati a un soggetto e poi non sono più gestiti da questo, escono da quella situazione di protezione e ridiventano cani vaganti, quindi randagi». Ma è in merito ai finanziamenti previsti agli enti locali per il arginare il fenomeno del randagismo che crolla ogni tesi difensiva. «Ma quali fondi? Non abbiamo visto nessun fondo», si è giustificato Venticinque. «La Regione Sicilia è stata destinataria in questi ultimi anni di tre milioni di euro proprio finalizzati all`applicazione della legge 281 del `91 in materia di lotta al randagismo», ha risposto Martini. «Nel mio paese», si è difeso il sindaco di Scicli, «non è arrivato il becco di un centesimo: tanti finanziamenti restano nelle casse della Regione». Il sottosegretario alla Salute, che ha già accusato di inadempienze il Comune di Modica perché non ha mai utilizzato un finanziamento di 50mila euro per la realizzazione di un canile, ha risposto che «per ricevere dei fondi bisogna prima sviluppare una progettazione e quindi fare una procedura anche istruttoria».
«È il segnale evidente che nulla è stato fatto dal comune di Scicli per evitare il fenomeno, che oggi si sta ripercuotendo tragicamente sui cittadini», ha fatto sapere il “Centro per i diritti del cittadino”, con le parole della responsabile Ambiente Valentina Coppola. Il Codici assicura inoltre che «vigilerà sull`utilizzo dei fondi e denuncerà alla Corte dei Conti eventuali distrazioni o appropriazioni illecite». Anche «la non utilizzazione dei fondi per la prevenzione del randagismo – prosegue la Coppola – rappresenta di per sé un danno erariale».
Gli esperti: «È il fallimento di una politica miope»
La scelta della «guerra» è sbagliata. Lo dicono gli esperti: «La proliferazione dei randagi incontrollati e le conseguenti ipotesi di abbattimento rappresentano il fallimento della prevenzione nel campo della sanità pubblica», spiega Carlo Scotti, dell`Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. Responsabile del progetto Leavet, dichiara che «l`emergenza randagismo è un fenomeno cronico nel nostro Paese, tanto più nel Sud, sottovalutato da decenni. Nel frattempo la medicina veterinaria ha fatto passi da gigante sul fronte della prevenzione e della gestione degli animali senza proprietario, elaborando studi e programmi di intervento nei canili. Tutte conquiste ignorate». E adesso, «tocca assistere a tesi da “soluzione finale” – è l`amaro commento di Scotti – per le incapacità di amministrazioni».
D`accordo anche il professor Enrico Alleva, direttore del reparto di Neuroscienze comportamentali dell`Istituto superiore di Sanità e presidente della Società italiana di Etologia. Per l`etologo la miglior forma di prevenzione per evitare episodi di questo tipo «sta nel combattere il fenomeno degli abbandoni, che causano colonie di randagi, e nel promuovere progetti di ri-adozione degli animali abbandonati».
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Sequestro amministrativo per sei canili siciliani da parte dei Nas di Palermo. I provvedimenti sono scaturiti da una serie di controlli avvenuti su tutto il territorio siciliano contro il fenomeno del randagismo. Nel corso delle verifiche è venuto fuori che molte strutture, oltre a essere sprovviste delle autorizzazioni necessarie e dei requisiti minimi stabiliti dalla legge, ospitavano animali non iscritti all’anagrafe canina.