Randagismo, i Sindaci iblei snobbano il Sottosegretario Francesca Martini

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“Deve pensare solo a mandare le risorse”

Randagismo, i Sindaci iblei snobbano il Sottosegretario Francesca Martini


di Cico

I Sindaci iblei intenzionati a «snobbare» il Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, se questa non verrà a Ragusa. Ma pare che il rappresentante del Governo giovedì sarà in Sicilia, ma si fermerà a Palermo dove avrebbe intenzione di incontrare i Sindaci iblei ed i Servizi Veterinari iblei per parlare della questione randagismo dopo i fatti tragici di Sampieri. Ma per tutta risposta i Sindaci si sono convocati per parlare del piano sanitario. La riunione era prevista per oggi, ma è stata rinviata a giovedì.

Sulla visita del Sottosegretario dice la sua, Nello Dipasquale. «Ad oggi non ho ricevuto nessun invito ufficiale, ma dico che il Sottosegretario è stato inopportuno dal punto di vista delle dichiarazioni in quanto in un momento drammatico ha scaricato responsabilità ai Sindaci della provincia di Ragusa in particolare, della Sicilia e del Sud dimostrando una scarsa sensibilità per il rispetto istituzionale. Inoltre il Sottosegretario Martini è stato intempestivo perchè viene solo dopo 15 giorni perchè non era interessata a risolvere il problema, ma gli interessava solo un fatto mediatico. Noi non abbiamo già voluto interloquire con il suo funzionario. Gli abbiamo fatto avere le nostre richieste per portarle al Ministro. Arrivato a questo punto – incalza Di Pasquale – non servono neanche le scuse. Ora ci servono le risorse. Noi dovremmo spostarci per andare da un rappresentante dello Stato che ci ha anche insultato? Non merita la nostra considerazione ed il nostro rispetto. Può riscattare l’immagine che a mio avviso ha inficiato, dimostrando di fare arrivare risorse consistenti per mettere in condizione i sindaci di intervenire. Solo dopo l’intervento economico non solo parleremo con lei ma gli diremo anche brava, viceversa saremo costretti ad annoverarla tra i tanti chiacchieroni che ci sono nel nostro Paese».

Anche il coordinatore provinciale dell’Anci e sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, non ha peli sulla lingua: «Non abbiamo nulla da dire al Sottosegretario. Abbiamo bisogno solo delle risorse. Ci ha offesi senza conoscere bene la situazione. A Chiaramonte già la mia amministrazione annualmente impegna per il randagismo 35.000 euro. E per un comune come Chiaramonte è una bella cifra».

IL GRUPPO DEI NOTABILI


giuseppe-nicastro

Giuseppe Nicastro Sindaco di Chiaromonte Gulfi

sindaco@comune.chiaramonte.rg.it

Comizio di Giuseppe Nicastro Forza Italia

http://www.youtube.com/watch?v=83JQyNUIZHc

nello-dipasquale-sindaco-di-ragusa

Nello Dipasquale Sindaco di Ragusa

sindaco@comune.ragusa.it

Di Pasquale Nello Ragusa Sindaco Forza Italia

http://video.aol.com/video-detail/di-pasquale-nello-ragusa-sindaco-forza-italia/1431324918


http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo445451.shtml

Cani randagi,indagati 2 veterinari

Ragusa, bimbo morì e turista fu ferita

Nuovi avvisi di garanzia della Procura di Modica nell’inchiesta sulla morte di un bambino e sul ferimento di un altro piccolo e di una turista, sbranati da un branco di cani a Sampieri, frazione di Scicli. Due veterinari della Asl di Ragusa sono indagati dopo l’arresto di Virgilio Giglio, 62 anni, che aveva in custodia gli animali. In due sopralluoghi i medici avrebbero accertato le condizioni igieniche dei cani ma non la loro pericolosità.


http://www.libero-news.it/pills/view/9131

Cani randagi di Modica indagati due veterinari

Due veterinari della Asl di Ragusa sono indagati nell’inchiesta sulla morte del piccolo Giuseppe Brafa, sbranato da un branco di cani a Sampieri, frazione di Scicli, il 15 marzo scorso, e sulle gravi ferite riportate da un altro bambino e da una turista tedesca azzannati dai randagi. Dopo l’arresto, avvenuto il pomeriggio del 15 marzo, di Virgilio Giglio, 62 anni, a cui gli animali erano affidati in custodia, dalla Procura di Modica, dunque, ci sarebbero nuovi avvisi di garanzia. Li ha firmati il pm titolare dell’inchiesta, Maria Letizia Mocciaro.

DA RICORDARE

http://www.reteiblea.it/?p=3938

info@reteiblea.it

Nello Dipasquale contesta il Governo sul randagismo

Bloccando il piano di abbattimento dei cani randagi pericolosi, autori domenica scorsa dell’uccisione di un bambino di appena dieci anni e dell’attacco, registrato stamane,  alla turista tedesca ridotta in fin di vita, il Governo italiano si sta assumendo la responsabilità di questi episodi e di quelli che potrebbero ancora verificarsi nel ragusano”.

A dichiararlo è il Sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale il quale aggiunge: “Dire non al piano di abbattimento dei cani randagi che è stato disposto  dal Prefetto di Ragusa e dalla magistratura, è un atto di assoluta irresponsabilità da addebitare al Sottosegretario alla salute, Francesca Martini  che non ha assolutamente l’idea della gravità della situazione in cui ci troviamo”.

“Se dovesse ancora accadere un altro episodio così grave – precisa il primo cittadino di Ragusa -  assieme agli altri sindaci dei comuni della nostra provincia sposteremo la nostra protesta a Roma davanti a Palazzo Chigi”.



http://www.corrierediragusa.it/public/articoli/5230-in-stato-di-shock-il-bimbo.asp

Il Ministro Maroni ordina lo stop all´abbattimento dei cani

Il procuratore Platania: “Non ho colpe, qualcuno pagherà”

A settembre l´Ausl aveva fatto un sopralluogo in casa Giglio, proprietario dei cani, trovando tutto regolare

Un sequestro «simbolico» dei cani. Così il procuratore Domenico Platania ha definito il provvedimento «eseguito impropriamente» dai Carabinieri lo scorso settembre, quando «raccomandarono – ha dichiarato Platania – a Virgilio Giglio di stare attento ai cani che possedeva. Allora si trattava di 11 animali adulti, tra cui alcune cagne gravide, e 20 cuccioli».

Comincia così la dettagliata disamina del procuratore sulla vicenda drammatica dell’aggressione mortale da parte dei cani al piccolo Giuseppe, dalla quale è scaturito l’arresto del possessore degli animali, per l’appunto Giglio, con l’accusa di omicidio colposo. Platania ha specificato che non può essere contestato a Giglio anche il reato di malgoverno di animali «perché quei cani non sono mai stati affidati in custodia giudiziale al possessore degli stessi. Aldilà di ciò, lo stesso reato di omessa custodia non è punibile penalmente, ma solo come illecito amministrativo, a seguito della depenalizzazione di due anni fa».

Platania rigetta pertanto ogni responsabilità, leggendo testualmente un documento dell’Ausl 7 servizi veterinari in cui «si attesta che il casolare abitato da Giglio è agibile e che i cani vivono con lui in un clima salubre e legati al padrone da un reciproco attaccamento affettivo». In sostanza il procuratore ribadisce che, carte alla mano, non c’era nessun motivo di dubitare di questo documento, inviato dalla stessa Ausl il 5 settembre 2008 ai Carabinieri, dopo la denuncia sporta da una turista che, ad agosto, fu morsicata dai cani.

Furono proprio le forze dell’ordine a risalire a Giglio e ai suoi animali, sequestrati ma lasciati nella disponibilità dello sciclitano, con la raccomandazione di starci attento. «Non era nostra competenza – ha precisato il procuratore – stare attenti al successivo comportamento di Giglio, così come non sono mai stati affidati cani o altri animali a questa persona. Se poi sia stato egli stesso a raccogliere randagi per strada – ha aggiunto Platania – non lo potevamo sapere, così come non avremmo comunque potuto togliergli gli 11 cani adulti e i 20 cuccioli che già aveva con sé, semplicemente perché non avevamo dove metterli. Li avremmo dovuti buttare per strada e questo non era possibile. Ricordo – ha concluso Platania – che non fu possibile individuare nessuna struttura alternativa dove ospitare i cani, pertanto lasciati con Giglio, esortato dai Carabinieri a vigilare su di essi».

E’ storia recente invece che i cani potevano entrare e uscire liberamente dal tugurio in cui viveva Giglio, tra escrementi, carcasse e ossa di animali e altro ciarpame. Tant’è che i cani hanno azzannato a morte il piccolo Giuseppe domenica scorsa, tentato di morsicare un’anziana residente di 74 anni lunedì e sbranato alla faccia ieri mattina la turista tedesca di 24 anni, rendendo necessaria la cattura immediata e vietando l’accesso alla zona. Platania ha dichiarato che effettuerà un sopralluogo nel casolare, posto sotto sequestro, accertando ogni responsabilità. Giglio sarà invece interrogato stamane in carcere dal giudice per le indagini preliminari.

Spetterà adesso all’Ausl, chiamata in causa, chiarire come stanno le cose in merito alla tragedia. Ci sarà qualche responsabile che ha provocato la morte di un bambino di 9 anni, il ferimento di un altro di 10, ricoverato al «Maggiore» di Modica in condizioni stazionarie, il ferimento di una donna di 72 anni e di una turista tedesca di 24 anni trasportata in elisoccorso a Catania in condizioni disperate.

GLI INTERVENTI DI MARONI, DELLA MARTINI E DEL SINDACO DI RAGUSA DIPASQUALE

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni e la sottosegretaria alla Salute Francesca Martini. Dal Viminale arriva un ordine categorico al prefetto Fanara con il quale si impone il divieto di ammazzare i cani randagi.

E’ quello che chiede anche la Lav regionale citando la legge Finanziaria 2008 in materia di tutela degli animali d’affezione e di prevenzione del randagismo. Almeno mezza dozzina di cani sono stati già abbattuti dai tiratori scelti.

C’è il rischio che s’inneschino conflitti istituzionali. Perché a seguito dell’intervento del ministro Maroni, il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale ha emesso un duro comunicato con il quale definisce «un atto di grave irresponsabilità del governo l’ordine di bloccare il piano di abbattimento dei randagi pericolosi. La sottosegretaria Martini non l’idea della gravità della situazione».

Il sindaco è disposto ad andare anche oltre. «Se dovesse accadere un altro episodio così grave- conclude -assieme agli altri sindaci dei comuni della provincia sposteremo la nostra protesta a Roma davanti a Palazzo Chigi».

L´OPINIONE DEL SINDACO DI CHIARAMONTE GULFI GIUSEPPE NICASTRO

La lotta al randagismo dei cani non può essere un problema solo a carico dei Comuni. Il controllo del territorio implica risorse e mezzi che non sempre sono alla portata di tutti gli enti locali. Questo il senso della precisazione del sindaco di Chiaramonte Gulfi, Giuseppe Nicastro, che ha inteso prendere le distanze dalle dichiarazioni rese dal sottosegretario di stato al Ministero degli Interni, Francesca Martini, che ha scaricato ogni responsabilità, mettendo sulla graticola i Sindaci.

«Come primo cittadino di Chiaramonte Gulfi, ha commentato Giuseppe Nicastro, respingo le affermazioni della Martini che oggi, alla luce dei tragici eventi di Sampieri, se la prende con i Comuni. Il nostro ente ogni anno, puntuale nei pagamenti, spende per il ricovero dignitoso dei cani randagi circa 30 mila euro ogni anno, una cifra di tutto rispetto (per un piccolo comune di 8000 abitanti), alla luce delle difficoltà economiche e dei continui tagli che subiscono le comunità locali.

Ogni cane ricoverato in canile comporta giornalmente una spesa di oltre due euro al giorno. La sottosegretario Martini, ancor prima di attaccare i Sindaci e in special modo il collega di Scicli, Giovanni Venticinque, a cui va tutta la mia solidarietà per le assurde accuse ricevute, farebbe bene a proporre al governo uno stanziamento di risorse, vincolate alla lotta al randagismo, in modo tale d’avere i mezzi necessari per affrontare questa situazione di grande allarme sociale. Solo in tal caso sarebbe legittimata a «rimproverare i sindaci”.

In ossequio alla sua provenienza legista ogni occasione, anche tragica come questa che stiamo vivendo, è buona per di attaccare il sud ed i suoi amministratori.

Non è pensabile, ha poi aggiunto il primo cittadino, che i Comuni possano,a fronte di territori estesissimi, come quello di Chiaramonte Gulfi ( oltre 126 Kmq ), avere un controllo puntuale di tutti i dei cani randagi presenti nel territorio. Noi – conclude il sindaco di Chiaramonte Nicastro – ci mettiamo tutto l’impegno possibile ma le altre istituzioni, Stato, Regioni, Province non possono solo alzare il dito: devono assumersi le loro responsabilità e mettere i Comuni nelle possibilità di operare» non solo nel settore del randagismo ma anche in altri campi in cui le Amministrazioni comunali sono chiamate ad intervenire senza che le vengano attribuite le risorse economiche necessarie.

SITO UFFICIALE DI RAGUSA

http://www.comune.ragusa.it/animali/01animali.htm

Randagismo

Nel 1998, ancor prima dell’emanazione della Legge Regionale n.15 del 3-07-2000, il Consiglio Comunale del Comune di Ragusa, giusta deliberazione n. 11 del 19-02-1998, istituiva il servizio di cattura, ricovero e mantenimento dei cani randagi ai sensi della legge n. 281 del 14-08-1991 “Legge quadro in materia di affezione e prevenzione del randagismo” che fa carico ai Comuni di provvedere al risanamento dei canili comunali esistenti o alla costruzione di rifugi per i cani, e che vieta di sopprimere i cani vaganti catturati. Non esistendo una struttura comunale di proprieta’ idonea a ricoverare i cani randagi catturati, il Comune di Ragusa ha assicurato tale servizio, dal 1998 ad oggi, convenzionandosi di volta in volta, mediante asta pubblica, con ditte private che hanno garantito la cattura immediata e il ricovero dei cani randagi e la cura degli animali feriti o incidentati.

Il 2 Aprile 2005 e’ stato inaugurato e attivato l’ambulatorio comunale per l’Anagrafe Canina. Attraverso un Protocollo d’Intesa con i Comuni di Chiaramonte Gulfi, Monterosso Almo e Giarratana e’ stato stabilito l’utilizzo, in modalita’ associata, della struttura ambulatoriale veterinaria sita c/o la zona ind.le 1a fase di Ragusa.

Dal 2005 al 31 gennaio 2009 sono stati anagrafati complessivamente n. 5.518 cani. Lambulatorio comunale dell’anagrafe canina, diretto da un veterinario dell’A.U.S.L. n.7 di Ragusa, e’ dotato di apposita sala chirurgica per gli interventi di sterilizzazione di cani e gatti che, tramite un protocollo procedurale, hanno avuto inizio nell’Ottobre del 2006, ad opera di medici veterinari convenzionati con il Servizio Veterinario della A.U.S.L. n. 7.

Attraverso apposita intesa con le Associazioni animaliste, sono stati pure stabiliti i criteri per la reimmissione dei randagi sterilizzati nel territorio e per una ricognizione dei cani presenti nelle masserie e, con rinnovato Protocollo d’intesa con l’Area di Sanita’ Pubblica Veterinaria dell’A.U.S.L n. 7, e’ stato garantito il prosieguo sia dell’attivita’ di Anagrafe canina che della nuova attivita’ di sterilizzazione e reimmissione, secondo quanto stabilisce la Legge Regionale in materia per il contenimento demografico dei randagi vaganti.

Colonie feline

Nel 2008, ai sensi della vigente normativa regionale (art. 18 L.R. 15/2000) e con deliberazione della Giunta Municipale n. 283 dell’8 luglio 2008, l’Assessorato Tutela Animali ha dato inizio al censimento delle colonie feline che vivono all’interno del territorio comunale. Facendo leva sulla disponibilita’ dei cittadini, i cosiddetti “Gattari” o “Gattare”, possono richiedere la iscrizione all’Elenco dei Referenti per le colonie feline, e presentare richiesta di sterilizzazione dei gatti randagi della colonia presso l’Ufficio Servizi Sanitari. Gli interventi di sterilizzazione verranno praticati gratuitamente presso l’ambulatorio di Anagrafe Canina da operatori veterinari dell’A.U.S.L. n. 7.

Lo schema della domanda di iscrizione all’Elenco dei Referenti puo’ essere:

a) scaricato dagli interessati dal sito internet dell’ente e inoltrato al seguente indirizzo e-mail: serv.sanita@comune.ragusa.it;
b) richiesto personalmente c/o il Comune di Ragusa – Ufficio Servizi Sanitari in C.so Italia, 72 – 2º piano, stanza n. 33 – tel./fax 0932.676.282/275, presso il quale potra’ anche essere presentata la richiesta di sterilizzazione della colonia.

Colombi

Nel Novembre 2003 e stato iniziato il Progetto “COLOMBI IN CITTA”: il Comune di Ragusa ha intrapreso un’azione di lotta contro la proliferazione incontrollata dei colombi urbanizzati, mediante la somministrazione, dal 2005, di mangime medicato che inibisce le capacita fecondative dei colombi e che si e protratta fino ad ottobre 2007.

A sostegno del progetto, e stata emanata, inoltre, l’ordinanza sindacale n. 357/R.O.S. del 4-10-2007 con la quale si vieta ai cittadini la somministrazione di cibo ai colombi e si fa obbligo ai proprietari di immobili disabitati o privi di infissi la chiusura di questi affinche non diano la possibilita ne di accesso ne di nidificazione ai colombi. (vedi ordinanza)
A marzo del 2009 e stata avviata una nuova campagna di somministrazione di mangime antifecondativo ai colombi che avra la durata di tre anni.