Cicerale: Corriere della Sera (edizione Mezzogiorno) 01.03.09

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Per protestare contro il canile definito «lager» chiedendone la chiusura definitiva in tanti si sono dati appuntamento a Cicerale per formare una catena umana che ha circondato la struttura tuttora sotto sequestro.
Momenti di tensione quando il proprietario del canile ha chiesto di intervenire. La portavoce del sottosegretario Martini: il canile va chiuso!

CICERALE — Una catena umana per protestare contro il canile Oasi San Leo di Cicerale. Ieri le associazioni animaliste provenienti da tutta la Campania si sono date appuntamento nella sala polifunzionale del comune cilentano, per chiedere a gran voce la chiusura definitiva della struttura considerata un lager. Trascinando con sé la presidentessa della Lega nazionale per la difesa del cane, Laura Porcassi Rossi, i legali dell’associazione, Luca Scagliotti e Giovanni Ricco, e chiedendo di nuovo l’intervento del Ministero della Salute. Che, per la seconda volta, ha risposto attraverso la dottoressa Rosalba Matassa, presente all’iniziativa. «Questo canile deve chiudere – ha ribadito la portavoce del sottosegretario Francesca Martini – abbiamo diffidato l’ente regionale a prendere provvedimenti in merito, ma non abbiamo ricevuto risposta e mi dispiace che oggi non siano presenti né i rappresentanti dell’Asl Sa3 né quelli regionali». Anche Giovanni Cafasso, padre del titolare del canile incriminato, era presente in aula. E quando ha cercato di prendere la parola, gli animalisti hanno imposto a carabinieri e vigili urbani di portarlo fuori. Cafasso ha insistito e l’assemblea si è infuocata. Ha mostrato anche l’invito fattogli pervenire dal sindaco ma le associazioni non si sono fatte convincere. E al grido di «vergogna » l’uomo è stato scortato fino a fuori. Ma, la protesta non si è fermata. È proseguita fino al canile, sequestrato due mesi fa dai Nas di Salerno e affidato al servizio veterinario dell’Asl Sa3 e delle associazioni animaliste. Centodieci persone si sono prese per mano e hanno circondato simbolicamente la struttura. Ieri, sono stati adottati quattro cani di grossa taglia da Corinna Andreatta, Presidente di Chiliamacisegua, che è partita da Milano con un camper per «contribuire a svuotare il lager».
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