GESSATE (MILANO):CI SIAMO ANCHE NOI
11 febbraio 2009 -
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI
Sindaco di Gessate (Milano)
Dottor Mario Leoni
Assessore ai Lavori Pubblici
Antonio Balconi
assessore.lavoripubblici@comune.gessate.mi.it;
Assessore al Bilancio
Giovanni Pirozzi
assessore.bilancio@comune.gessate.mi.it;
COMUNE DI GESSATE (MILANO)
Chiliamacisegua chiede cortesemente alla Sua Amministrazione, di dare la possibilità ai Suoi ospiti a quattro zampe, tutelati dalla Legge 281/1991, ormai universalmente riconosciuti come essere senzienti, di potere prendersi una pausa nella lunga giornata, spesso passata in solitudine tra quattro mura, senza neppure il conforto di un cafferino ( proibitissimo ai cani!) con una , due corsette giornaliere che tanto fanno bene anche all’amico umano.
Vista dall’alto la ridente cittadina che Lei amministra con responsabilità propria della sua onorevole carica, così curata, così ordinata e pulita, mostrerebbe macchie di verde, aree che potrebbero fungere all’uopo: uno spazio recintato per la sgambatura, la socializzazione con i simili.
Una sgranchitina quotidiana non se lo meritano i suoi concittadini con la coda?
Pensi come, riconoscendoLA , al suo passaggio, scodinzolerebbero riconoscenti!
E immagini la carica di gratitudine dei gessatesi che non sarebbero più costretti ad emigrare allo sbando, fuori dalla Sua cittadina, alla ricerca di un campo, di un prato per far respirare aria fresca ai loro compagni fedeli.
Che dice Sindaco, si può fare?
Chiliamacisegua, ci conta, ci spera, ricordandoLe che tutto torna, sotto tante forme.
Anche di voto di preferenza.
Chiliamacisegua
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LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI DI OLBIA, MERAVIGLIOSA CITTA’ DELLA MERAVIGLIOSA SARDEGNA
10 febbraio 2009 -
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI:
SINDACO DI OLBIA
DOTTOR GIANNI GIOVANNELLI
ASSESSORE PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE
DOTTOR MARCO PIRO
SEGRETARIO GENERALE GIOVANNI ACHENZA
ASSESSORE DELLE POLITICHE SOCIALI E DELLE PARI OPPORTUNITÀ,TUTELA DEGLI ANIMALI
DOTTOR TIZIANO PINNA
SEGRETARIO GENERALE GIOVANNI ACHENZA
ASSESSORE ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE, SVILUPPO E MARKETING TURISTICO, POLITICHE COMUNITARIE
DOTTOR VANNI SANNA
SEGRETARIO GENERALE GIOVANNI ACHENZA
LETTERA APERTA ALLE ISTITUZIONI DI OLBIA, MERAVIGLIOSA CITTA’ DELLA MERAVIGLIOSA SARDEGNA
Chiliamacisegua chiede di affiancarVi nella Vostra coraggiosa battaglia di civiltà, intrapresa in prima persona dal Sottosegretario on Francesca Martini, perché si possa citare ad esempio, nel mondo, tra i turisti che sono paladini delle bellezze di Olbia e della Sardegna, una Amministrazione, che non solo esalta le bellezze del suo territorio, ma che segnala e reclama il rispetto della vita, con provvedimenti intelligenti, applicando e addirittura anticipando la Legge 281/1991,che detta regole imprescindibili, per Tutela del benessere animale.
Certi di una Vostra programmata, incisiva strategia per far si che nella Vostra Terra, non avvengano più scempi, orrori, avvelenamenti provocati da vigliacchi, stigmatizzati e perseguibili, dalla recente Ordinanza sulle esche, emanata dal Ministero, già in vigore da gennaio 2009, che riveste il Sindaco del suo responsabile impegno, la difesa dei deboli e la denuncia dei colpevoli, Vogliate gradire i nostri più cordiali saluti.
Per sostenerVi, abbiamo creato una petizione le cui firme, alla chiusura della stessa, Vi saranno recapitate per mostrarVi l’interesse di quali e quante persone che hanno a cuore la Vostra Sardegna e tutto il suo patrimonio.
Chiliamacisegua
www.firmiamo.it/sterilizzazioneobbligatoriaproprietariolbia
Al Sindaco di Olbia Dottor Gianni Giovannelli
All’Assessore per la Difesa dell’Ambiente Dottor Marco Piro
All’ Assessore delle Politiche sociali e delle Pari opportunità, Tutela degli animali Dottor Tiziano Pinna
All’Assessore delle Attività produttive, Sviluppo e Marketing turistico, Politiche Comunitarie Dottor Vanni SannaCHIEDIAMO ACCORATAMENTE E URGENTEMENTE:
IL CENSIMENTO E LA STERILIZZAZIONE OBBLIGATORIA DI TUTTI I CANI E GATTI DI PROPRIETA’PER I PROPRIETARI NON GIUDICATI RESPONSABILI DELLA PROLE DEI LORO ANIMALI DOMESTICI, COME UNICA SOLUZIONE PER ARGINARE L’EMERGENZA CREATASI.
CON AIUTI PER CHI NON HA LA POSSIBILITA’ DI PROCEDERE ECONOMICAMENTE.
UN’INDAGINE PER FERMARE GLI AVVELENAMENTI DI MASSA NELLA CITTA’ DI CANI E GATTI.
DISTINTI SALUTI
Numerose segnalazioni, nonostante l’impegno dei cittadini e Associazioni di volontariato gli abbandoni nel 2008 si sono triplicati, a noi tutti risulta che gli abbandoni provengono dai privati che creano il randagismo nella città, unico motivo cani non sterilizzati e successivo abbandono dei cuccioli in cassonetti, scatoloni, campagne, rifugi, cliniche veterinarie, case di privati giudicati amanti degli animali e sobbarcati fino allo stremo.
CHILIAMACISEGUA
CHILIAMACISEGUA SEZ OLBIA
SEGUONO LE FIRME DEI CITTADINI DI OLBIA, FRAZIONI E DINTORNI.
E FIRME DEI TURISTI CHE FREQUENTANO LA ZONA.
FIRMATE, FRIMATE, FIRMATE
www.firmiamo.it/sterilizzazioneobbligatoriaproprietariolbia
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LA PADANIA IN EDICOLA 8 FEBBRAIO 2009
8 febbraio 2009 -
LA PADANIA IN EDICOLA 8 FEBBRAIO 2009
A cura di STEFANIA PIAZZO
CAMPANIA: E’ lì che in troppi hanno voluto che tutto andasse bene. Ma è finita un’epoca.
ll ministero manda un messaggio: Cicerale è un simbolo, indietro non si torna
L’ispezione targata Martini
Cicerale, la Waterloo è appena iniziata
Il ministero parla chiaro L’obiettivo: «Svuotare e chiudere»
CALABRIA: A Gioiosa Ionica, bocconi killer vicino all’asilo. E tutto tace. Nessuna bonifica, nessun cartello
Quattro cani avvelenati, il Comune se ne frega dell’ordinanza
DI FEDERICA CARRATELLI
LAZIO: Il piano del bravo Antonello Antonellis sindaco per sterminare i randagi a S. Donato Val Comino
Risposta del Sindaco «Il Comune non ha mezzi per fronteggiare il fenomeno, che fa danni al patrimonio faunistico»
MOLISE: Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Campobasso revoca il sequestro su Santo Stefano. E non perché la struttura sia mutata in meglio…
Mazziotti, Lega Cane: «Con l’assessore Arco una soluzione per garantire gli ingressi ai volontari»
Molise: il Comune sarà processato
S. Stefano, revoca del sequestro preventivo: il reato di maltrattamento continua a ripetersi
SICILIA: A Palazzolo Acreide (SR),
BOLDO, AVVELENATO dentro l’Asl e già adottato
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Risposta personale alla risposta del Sindaco Antonello Antonellis
6 febbraio 2009 -
Dalla redazione di Sandonatovaldicomino.net riceviamo richiesta di non inviare mail di protesta a loro, in quanto precisano e ci chiedono di pubblicarlo, non hanno nessun legame con il Comune d San Donato Val di Comino.
Inviato: sabato 7 febbraio 2009 11.37
A: info@chiliamacisegua.org;
Oggetto: Re:
la finiamo o no?
Per colpa della superficialità di una pseudoassociazione animalista state intasando la casella di posta del sito. Siete pregati di cessare immediatamente ogni invio di posta e per il futuro di prestare attenzione quando si inviano mail. Questo è spam. Il vostro modo di agire è spam. Come redazione pubblichiamo esclusivamente notizie di rilevanza locale o comunicati stampa. Non mail deliranti. Teniamo a far presente che non siamo legati nè al Comune di San Donato Val di Comino nè (e ci mancherebbe altro) a questa associazione animalista. Le prossime mail che arriveranno verranno segnalate all’abuse del service provider.
Risposta personale alla risposta del Sindaco Antonello Antonellis
Di grazia, gentile Sindaco, come pensa di attuare lo sterminio?
Con un plotone di esecuzione che bendando gli occhi ai cani, preso da un moto, a Lei evidentemente sconosciuto, di pietà, li rincorrerà uno per uno?
O farà sparare nel mucchio, rischiando così di uccidere anche un cerbiatto, magari accorso in soccorso di una povera vittima della ignoranza umana?
La sua in materia, signor Sindaco, l’ignoranza della Legge 281/1991.
Oppure darà l’ordine di puntare fucili telecomandati che sparano pallottole dirette al cuore, dalla mira bionica per colpire il bersaglio al primo colpo evitando, come dire incidenti di percorso, ovvero ferite ai cani che, tremendo a d udirsi, ululerebbero di dolore?
O seminerà esche, bocconcini prelibati, che stante la loro evidente ricerca di cibo, affamati come il signor Sindaco del territorio li riduce e li lascia vagabondare, saranno divorati in un battibaleno dai poveri cani, illusi e delusi, mentre Lei, felice di aver trovato un rimedio efficace al contenimento del randagismo, riposerà il sonno del giusto?
Ha contato fino a cento come insegnano le mamme sagge, scomparse anche loro, prima di rispondere alle mail di proteste che le sono giunte?
“Credo che però, non conosciate bene la vicenda, per voi la vita di un capriolo o di un cervo ha molto meno valore delle vita di un cane….”
Ci basta sapere quello che Lei illustra, Sindaco. Per noi a vita di un capriolo e di un cervo ha lo stesso valore di quella di un cane e di un gatto e d una mucca, E di un uomo: la vita è vita e va rispettata, tutelata, difesa!
“…tutti gli animali hanno gli stessi diritti e vanno difesi e tutelati allo stesso modo..”
Tutti gli animali, meno i cani, par di capire nella sua confusa espressione linguistica. E dire che nel Suo cv, compare un titolo, laureato.
“…Qui da noi, versante laziale del PNALM, assistiamo alla presenza in alta quota di un numero incredibile di cani randagi che si sono riprodotti ed il loro numero continua ad aumentare per colpa di tanti criminali che quotidianamente li abbandonano.. ”
“Criminali che li abbandonano”, scrive Lei, scusi e allora come definirebbe un Sindaco che è il loro legale tutore, che li abbandona non uno alla volta ma tutti insieme, e che pensa di eliminarli in toto?
“Visto che il comune non ha mezzi per fronteggiare questa grave crisi, che ripeto, sta mettendo a rischio il patrimonio faunistico di una delle zone più belle del mondo, crediamo che bisogna trovare, da subito, un rimedio, altrimenti accettiamo inconsciamente le teorie naziste del più forte, ovvero i randagi uccideranno tutti i caprioli ed i cervi dell’area, nel silenzio di tutti….”
“Il comune non ha i mezzi. ” dice Lei. E allora invece di informarsi sui fondi erogati dallo Stato alle Regioni per il randagismo, invece di chiedere aiuto alle Associazioni Animaliste, invece di inventarsi qualcosa per difendere la vita delle sue creature, che fa?
Parla di teorie naziste a casaccio e di silenzio di tutti!!!!
E stermina.
Se il suo comune un bel giorno scopre di non avere fondi per le case di riposo, che fa Sindaco, prima che nella sua ridente cittadina i vecchi vengano abbandonati, randagi, per strada da figli ingrati, prima che diventino un problema senza soluzione, che fa Sindaco?
Li stermina tutti?
Ohi, ohi, non vorrei essere davvero una sua concittadina, vado per la terza età!
Che Il cielo me ne scampi da Sindaci come Lei!
Farò un fioretto perché Lei perda la carica e non venga mai più eletto.
Distinti saluti
Rosanna Marani
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STERMINIO RANDAGI FROSINONE PROVINCIA
6 febbraio 2009 -
OGGI
Alla cortese attenzione di
i.perego@gov.it;bandiere.arancioni@touringclub.it;
organismo.vigilanza@touringclub.it;
corso.italia@touringclub.it; centrostudi@touringclub.it;
Il Touring Club concede a San Donato Val Comino la Bandiera Arancione, ossia il marchio di qualità turistico ambientale che viene attribuito alle località che soddisfano criteri di analisi correlati allo sviluppo di un turismo di qualità.
La valorizzazione del patrimonio culturale, la tutela dell’ambiente, la cultura dell’ospitalità, l’accesso e la fruibilità delle risorse, la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici sono solo alcuni degli elementi chiave per ottenere il marchio. Ed infatti, per chi non lo conoscesse, questo paesino arroccato sul versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo, offre scorci medioevali di rara bellezza e paesaggi naturalistici unici. Ma il Touring Club sa quali sono i sistemi per preservare tanta meraviglia, usati dalla sua amministrazione? E sono essi esempio di civiltà? E’ di questi giorni, infatti, la notizia di stampa che il Sindaco Antonello Antonellis ha disposto l’abbattimento in accordo con la Polizia Locale (?) dei cani randagi presenti sul territorio comunale, colpevoli di avere ucciso nei giorni scorsi un capriolo. E ciò bypassando completamente la Usl Locale che siamo pronti a scommettere che non sia assolutamente d’accordo con questo triviale modus procedendi. Ovviamente tutte le Associazioni Ambientaliste ed Animaliste concordano con il fatto che occorra preservare la fauna selvatica, ma il procedimento per la valutazione della aggressività di un cane al fine della sua eventuale soppressione è altra cosa. L’animale per legge deve essere accalappiato ed introdotto in una struttura autorizzata. Verrà , quindi, sottoposto ad una valutazione comportamentale all’esito della quale si comprenderà se aggredisce per fame, per essersi inselvatichito o per vera e propria aggressività. Seguirà quindi un procedimento di recupero. Solo alla fine dell’iter si potrà valutare la soppressione In tutta Italia si contano sulla punta delle dita di una mano i casi di abbattimento di cani per aggressività nel 2008. Tutto il resto rientra nella fattispecie del maltrattamento ed uccisione di animale. Ragione per la quale l’Associazione Canili Lazio Onlus, l’Associazione Chiliamacisegua, e l’Associazione Freccia45, con centinaia di volontari presenti ed attenti su tutto il territorio nazionale, provvederanno a presentare le dovute querele alle competenti autorità, per ciascun singolo animale che dovesse essere abbattuto sul territorio di San Donato Val Comino con un sistema tanto selvaggio, quanto soprattutto del tutto illegale.E si appellano agli Organi competenti e prima di tutto al Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini, al Presidente della Regione Lazio Marrazzo, ed al Responsabile della Sanità Animale Locale dott. Mauro Baldassarra perché inoltrino una diffida ufficiale a procedere ed anzi effettuino attraverso la Usl il censimento dei cani randagi presenti sul territorio del Comune per la salvaguardia della loro incolumità.
AGGIORNAMENTO:RISPOSTA DEL SINDACO ANTONELLO ANTONELLIS AL QUALE RICORDIAMO CHE OGNI VITA HA UN VALORE
Cari “animalisti”, leggo con piacere la preoccupazione che esprimete sulla vicenda dei cani randagi.Credo che però, non conosciate bene la vicenda, per voi la vita di un capriolo o di un cervo ha molto meno valore delle vita di un cane.A differenza Vostra, tutti gli animali hanno gli stessi diritti e vanno difesi e tutelati allo stesso modo.
Qui da noi, versante laziale del PNALM, assistiamo alla presenza in alta quota di un numero incredibile di cani randagi che si sono riprodotti ed il loro numero continua ad aumentare per colpa di tanti criminali che quotidianamente li abbandonano.
Questo fatto sta provocando continui attacchi, spesso mortali alle specie protette, con danni incalcolabili per il patrimonio faunistico.
Visto che il comune non ha mezzi per fronteggiare questa grave crisi, che ripeto, sta mettendo a rischio il patrimonio faunistico di una delle zone più belle del mondo, crediamo che bisogna trovare, da subito, un rimedio, altrimenti accettiamo inconsciamente le teorie naziste del più forte, ovvero i randagi uccideranno tutti i caprioli ed i cervi dell’area, nel silenzio di tutti.
In ultimo, vi voglio informare che in questo comune esiste un’azienda faunistica pubblica, dove non si sono mai verificati fenomeni di bracconaggio da parte degli iscritti, anzi sono loro quelli che controllano capillarmente il territorio, per evitare fenomeni del genere.
Cordialmente
Antonello Antonellis
A DISPOSIZIONE MAILING COMPLETA PER CHI DESIDERASSE INVIARE UN PENSIERINO CHIEDERE A INFO@CHILIAMCISEGUA.ORG
Alla cortese attenzione di
Antonello Antonellis Sindaco di San Donato Val Di Comino (FR)
info@comune.sandonatovaldicomino.fr.it
sindaco@comune.sandonatovaldicomino.fr.it
Incredibile ma vero:anno 2009, a San Donato Val Di Comino, in provincia di Frosinone, il Sindaco ha chiesto lo sterminio dei randagi!
Antonello Antonellis, infatti, si è rivolto a Vittorio Ducoli Direttore del Pnalm, per imbastire un piano straordinario al fine di uccidere i cani randagi del suo territorio. Una minaccia tremenda dalle fauci spalancate che si aggira sulle montagne e che sgozza i caprioli.
Ma non sarà che il branco, avrà fame? Non sarà che si è creato un branco per la sopravvivenza? Non sarò per caso formato da cani lasciati nascere perla mancata attuazione di un piano di sterilizzazione? E forse i cani randagi pon saranno diventati tali perché emarginati, scacciati, abbandonati?
E bravo il Sindachetto: è così che si risolve il problema del fenomeno del randagismo? E’ così che ci si lava le mani e la coscienza?
Eliminando come altri suo colleghi hanno tentato di fare, (vedi le Ordinanze affamarandagi, tanto di moda in Molise e in Puglia), salvo poi essere spernacchiati dal Tar, il problema alla radice, cioè, facendo morire il problema?
Permetta una domanda: ha mai sentito parlare dell’On Francesca Martini?
Sa , così largo circa, qualcosa del suo lavoro?
Oppure distratto come si ritrova da queste idee bizzarre, è troppo affaticato per pensare in tutta tranquillità e decidere di applicare la Legge 281/1991, sulla Tutela del Benessere Animale?
Ha mai sentito parlare della battaglia di civiltà che sta conducendo il Sottosegretario per risolvere con la collaborazione proprio dei Sindaci , fino ad ora evidentemente fuorilegge o ignoranti la legge stessa e che sono i legali tutori dei randagi del loro territorio?
Faccia due ricerche Google.
Si farà una cultura, quella cultura che nessuna Laurea può regalarle, ma acquisibile come valore e spessore umano, solo seguendo: Misericordia e Legge.
Un binomio inscindibile per svolgere appieno e con onore il compito, degno della Carica Istituzionale che lei ricopre.
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
San Donato Val Di Comino (FR)
Sindaco Antonello Antonellis
nato a Sora (FR) il 22/09/1966
eletto il 13/06/2004 e nominato il 14/06/2004
Titolo di Studio: Laurea
info@comune.sandonatovaldicomino.fr.it;
sindaco@comune.sandonatovaldicomino.fr.it;
Vittorio Ducoli Direttore del Pnalm
info@parcoabruzzo.it;
Presidente Provincia di Frosinone
Francesco Scalia
segreteria.presidente@provincia.fr.it;
Assessore Provinciale Ambiente
Antimo Simoncelli
ass.ambiente@provincia.fr.it;
Questore di Frosinone
Alfonso Maria La Rotonda
urp.fr@poliziadistato.it;
Azienda Sanitaria Locale Frosinone
Direttore Generale Giancarlo Zotti
aslfrdirgen@tin.it;
ASL FROSINONE
Responsabile Giovanni Violo
violo.aslfr@virgilio.it;
REGIONE LAZIO
Presidente Piero Marrazzo
presidente@regione.lazio.it;
Assessore alla Sanità Augusto Battaglia
mdamico@regione.lazio.it;eramogida@regione.lazio.it;
Dipartimento Sociale Direzione Regionale Area Sanità Veterinaria e tutela degli Animali
Dirigente Ugo Della Marta
udellamarta@regione.lazio.it;
SAN DONATO
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Ministero ordina: Cicerale è un lager, via i cani
4 febbraio 2009 -
| Corriere del Mezzogiorno – SALERNO - sezione: SALERNO – data: 2009-02-04 num: – pag: 7 categoria: REDAZIONALE |
Il sopralluogo La delegata del sottosegretario Martini in visita alla struttura sequestrata dal NasMinistero ordina: Cicerale è un lager, via i cani |
| CICERALE — «Il canile di Cicerale è una di quelle situazioni che, in un paese civile come l’Italia, non si possono assolutamente tollerare». La delegata del Ministero della Salute, Gaetana Ferri, non ha dubbi: «I cani – dice all’assemblea di sindaci, veterinari e comandanti di polizia municipale dei comuni convenzionati con il canile cilentano – non possono stare lì un minuto di più. Bisogna trovare una soluzione di emergenza, perché questa è un’emergenza». E quando parla, sottolinea di farlo a nome del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini. Il sopralluogo alla struttura sequestrata un mese fa dai Nas di Salerno e affidata in custodia giudiziale al servizio veterinario dell’Asl Sa3 è cominciato ieri di buon mattino. «Le condizioni igienico-sanitarie del canile non sono affatto buone. Ci sono cani non identificati e cani non sterilizzati. Gli animali non sono in condizione di restare lì, anche perché i comuni spendono soldi pubblici». E il suo appello è rivolto proprio ai sindaci dei 96 comuni convenzionati con la struttura definita dagli animalisti «un lager». «Mi rivolgo principalmente ai sindaci – incalza la dottoressa Ferri – perché sono loro i principali responsabili dei cani randagi presenti sui rispettivi territori: quando stipulate convenzioni con i canili assicuratevi che la struttura sia degna di mantenere gli animali in buone condizioni. Per quanto riguarda il Ministero, noi faremo ulteriori accertamenti sulla vicenda ». C’era anche il colonnello dei Nas Campania, Ernesto Di Gregorio, che, insieme al comando provinciale di Salerno, sta portando avanti le indagini sul canile. Il Comune di Campagna ha già offerto la propria disponibilità ad accogliere qualche centinaia di cani. Così come il Comune di Albanella, dove è disponibile una struttura ad hoc che, per entrare in funzione, ha bisogno solo del collaudo dell’Asl Sa3. Non è mancato qualche sindaco che ha storto il naso. Come il primo cittadino di Trentinara e il comandante dei vigili urbani di Vallo della Lucania che ha proposto la messa in sicurezza del canile con fondi regionali. A quel punto le associazioni animaliste sono insorte. Angela Cappetta Gaetana Ferri «È una situazione che in un paese civile come l’Italia non si può assolutamente tollerare» Cani abbandonati Un’immagine eloquente del canile |
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Stop alle distinzioni tra razze di cani
3 febbraio 2009 -
Animali Pronta l’ordinanza della Martini
Stop alle distinzioni tra razze di cani Guinzaglio per tutti
Museruola nelle situazioni a rischio
ROMA — E’ una vera e propria rivoluzione canina, basata su una nuova filosofia, quella che scatterà a giorni con l’ordinanza firmata da Francesca Martini, sottosegretario al Welfare. Cade la distinzione per razze. Tutti i cani, dal bassotto al pitbull, all’alano, devono essere tenuti al guinzaglio «di lunghezza non superiore al metro e 50». Dunque non i modelli estendibili, che permettono di scorrazzare anche a 4 metri di distanza da chi li impugna. L’obbligo vige «nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico salvo le zone individuate dai Comuni». La museruola invece andrà indossata solo nelle situazioni a rischio. I proprietari dovranno comunque portarla con sé, del tipo morbido o rigido, per utilizzarla all’occorrenza. L’ordinanza è pronta, titolo «Tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressività dei cani».
Un lavoro durato mesi, risultato di un confronto fra le categorie, veterinari, Regioni, associazioni, tecnici. Principio fondamentale: i cani sono tutti uguali. Non esistono i cattivi per nascita. Si legge nelle premesse: «Non è possibile stabilire a priori il rischio di maggiore aggressività solo sulla base di appartenenza a una determinata razza o ai suoi incroci». Al contrario, ad essere pericolosi sono i padroni, se incapaci di gestirli come dovrebbero, soprattutto quando decidono di mettersi al fianco quadrupedi più dotati dal punto di vista della statura e della struttura muscolare.
Spariscono le liste nere previste nella precedente disciplina emanata dall’ex ministro alla Salute, Livia Turco, e prima ancora da Girolamo Sirchia, dove erano elencate le razze ritenute mordaci e dunque soggette a maggiori restrizioni. Non hanno funzionato come dimostra il fatto che «episodi di aggressione alle persone persistono». «Il proprietario è responsabile del benessere e del controllo dell’animale — dice Martini, citando il primo articolo —. Risponde dal punto di vista civile e penale dei danni ai cittadini o ad altri animali. La responsabilità ricade anche sulle persone incaricate di tenere il cane in sua assenza». Esempio attinto da un recente episodio di cronaca. Se un giardiniere viene sbranato mentre taglia l’erba di una villa privata non è colpa del rottweiler innervosito ma di chi non l’ha legato. Altri divieti. No a pratiche di addestramento che esaltino l’aggressività (ad esempio il manicotto). No a selezioni e incroci finalizzati a ottenere esemplari d’attacco. Proibiti doping e interventi non motivati da problemi di salute (taglio di orecchio e corde vocali).
Tra le novità, un patentino dove si attesta che il proprietario ha frequentato uno dei corsi di formazione facoltativi organizzati da Comuni e Asl. Se il cane ha precedenti «aggressivi» scatta l’obbligo dell’assicurazione. Scritta nero su bianco la buona regola di munirsi di bustina e paletta per raccogliere le feci depositate sul marciapiede o in mezzo a un’aiuola. Finora era una semplice indicazione dei Comuni. «Aumentano le garanzie di sicurezza per i cittadini — spiega il sottosegretario —. L’opinione secondo cui esistono razze a rischio non ha fondamento scientifico. Dipende da come un cane viene educato e seguito. Il labrador è considerato tra i buoni. Il mio randagio Tommaso la scorsa settimana è stato attaccato proprio da un labrador. E’ uscito fuori dalla zuffa con una lesione della cornea. Se il suo aggressore fosse stato trattenuto dal guinzaglio non sarebbe accaduto».
Margherita De Bac
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Cicerale:oggi doppio incontro dopo il sequestro del Nas
3 febbraio 2009 -
CORRIERE DELLA SERA (Ediz. Mezzogiorno) 03.01.09
Il caso: Oggi doppio incontro dopo il sequestro del Nas
Canile di Cicerale, interviene il ministero della Salute
CICERALE — Dopo il sequestro dei Nas, anche il ministero della Salute interviene sul canile di Cicerale, la struttura oggetto di numerose denunce degli animalisti che da sempre lo definiscono «un lager». Stamattina una delegazione ministeriale, inviata dal sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, sarà prima a Vallo della Lucania, dove, nello studio legale dell’avvocato Domenico Lentini, incontrerà i rappresentanti delle associazioni animaliste salernitane, beneventane e avellinesi. E poi a Capaccio Scalo, dove si riuniranno i sindaci dei comuni convenzionati con il canile cilentano. L’obiettivo è quello di fare chiarezza sulle centinaia di denunce inoltrate, negli ultimi anni, ai titolari della struttura, Giovanni e Mauro Cafasso. L’ultimo esposto inviato alla Procura di Vallo della Lucania risale a circa 10 giorni fa e porta la firma della Lega nazionale per la difesa del cane di Benevento. Che, insieme all’associazione zoofila salernitana e alle varie associazioni della provincia di Salerno, saranno presenti ad entrambi gli appuntamenti. Sono circa 96 i comuni della provincia che hanno stipulato convenzioni con il canile «Oasi San Leo» di Cicerale. Convenzioni che, secondo gli animalisti, sarebbero illegittime dal momento che gli enti comunali pagherebbero una cifra forfettaria alla struttura di ricovero dei cani randagi, in dispregio alla normativa regionale che prevede il versamento di una quota giornaliera che va da un euro e 50 centesimi a due euro per ogni cane accalappiato e custodito nel canile. Ma ciò che preoccupa maggiormente le associazioni animaliste è il benessere degli animali. Secondo le stime dei volontari, allegate alle denunce, il canile registrerebbe una percentuale di mortalità pari al 96%. Le denunce hanno fatto il giro della Penisola, tanto che il «caso Cicerale» è apparso anche sulle colonne del giornale del carroccio «La Padania », che grazie alla giornalista Stefania Piazzo e l’impegno del sottosegretario Martini hanno dedicato più di un “dossier” sul canile degli orrori. La struttura è stata sequestrata a fine dicembre dai Nas di Salerno, dopo essere finita a «Striscia la Notizia».Gli uomini del capitano Walter Feniello affidarono la custodia giudiziale dei 1650 cani ospitati nella struttura alle associazioni animaliste.
Angela Cappetta
Videochoc
Un’immagine tratta dal video realizzato nel 2006 all’interno del canile «Oasi San Leo» di Cicerale La struttura è stata sequestrata dal Nas di Salerno a fine dicembre dopo innumerevoli denunce pervenute da cittadini e associazioni ambientaliste
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Gioiosa Jonica:cani avvelenati
2 febbraio 2009 -
Possiamo considerarci, noi italiani, esseri civili?
Dobbiamo inserire la comunità di Gioiosa Jonica che si presenta così nella home page del suo sito :”….la città di Gioiosa, antico e nobile marchesato del Regno delle Due Sicilie……..” nella classifica dei posti ameni e accoglienti, da visitare?
Cosa c’è di “nobile” nella vigliaccheria del preparare esche avvelenate , con cura, con predeterminazione e guardare da lontano l’effetto che fa su povere creature vagabonde in cerca di cibo e carezze?
Chiliamacisegua lo chiede al Primo Cittadino di Gioiosa Jonica, proprietario dei cani del suo territorio che ha l’obbligo della tutela del benessere animale come descritto nella Legge 281/1991
ALLA CORTESE ATTENZIONE DI:
A:
prefettura.reggiocalabria@interno.it ;
giovanni.lagana@provincia.rc.it ;
sindaco@comune.reggio-calabria.it ;
redazionelamezia@calabriatv.net;
commissionestraordinaria.asprc@gmail.com;
toniolicordaricronacareggio@gazzettadelsud.it ;
cronacareggio@gazzettadelsud.it ;
redazione@giornaledicalabria.net ;
Si applichi la Legge, si dia seguito alle norme prescritte dalla Ordinanza appena entrata in vigore, firmata dal Sottosegretario On Francesca Martini, in tema di Bocconi avvelenati
E che si dia un volto ad un essere tanto spregevole quanto poco degno di essere nominato uomo.
Lo si ponga all’indice, lo si condanni esemplarmente, poichè è inammissibile di una società civile e di una Regione che voglia considerarsi tale, tollerale simili criminali comportamenti sul proprio territorio.
Chiliamacisegua
Il Sottosegretario alla salute Francesca Martini ha più volte richiesto che: “ I Sindaci applichino le norme esistenti contro il randagismo”
Il Sottosegretario ha dichiarato:” Ricordo che lo scorso agosto ho emanato un’Ordinanza che contiene una serie di misure per prevenire gli abbandoni e il randagismo e tra queste vi è l’obbligo di applicare il microchip a tutti cani e quello di identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e che è attribuita ai Sindaci la responsabilità di tali procedure. E’ fondamentale che i Sindaci applichino le norme esistenti contro il randagismo, così come l’obbligo di chippatura per tutti i cani e le disposizioni sui canili sanitari.. Il randagismo è un fenomeno che va affrontato e combattuto seriamente, l’Italia non può continuare ad essere (soprattutto nel meridione) considerata tra le maglie nere d’Europa su questi temi. Bisogna che vi sia un salto di qualità, un cambiamento di mentalità da parte dei responsabili delle Amministrazioni Comunali”
Secondo i dati del Ministero, infatti, solo un terzo dei circa 600mila cani randagi sono ospitati nei canili e sono ancora molti i canili sanitari che non rispondono alle necessarie garanzie igienico sanitarie nonchè strutturali. Tra questi, la maggior parte sono al Sud.
E’ da sottolineare che qualsiasi comportamento lesivo del benessere animale è sanzionato penalmente e che in base alle norme vigenti dopo il recupero di qualsiasi cane sul territorio vanno verificate le sue condizioni sanitarie, poste in atto le adeguate terapie se l’animale è malato e, ogni qual volta possibile, favorita l’adozione.
Animali – avvelenamenti… il Sindaco e’ una figura chiave del problema degli avvelenamenti degli abbandonie di tutto cio’ che accade agli animali sul territorio comunale per opera dell’uomo
Il Sindaco, ha dei precisi doveri a cui deve ottemperare: vigilanza sulla osservanza delle Leggi e delle Norme relative alla protezione degli animali, Anche se i gatti o i cani avvelenati si trovano nel giardino privato.
E specificatamente: il Sindaco, in base al dettato degli artt. 823 e 826 del Codice Civile, esercita la tutela delle specie animali presenti allo stato libero nel territorio comunale. Al Sindaco, in base al D.P.R. 31 marzo 1979, spetta la vigilanza sulla osservanza delle Leggi e delle Norme relative alla protezione degli animali, nonché l’attuazione delle disposizioni previste dai Regolamenti anche mediante l’adozione di specifici provvedimenti applicativi
Esche avvelenate: Sottosegretario Martini firma Ordinanza sul divieto di utilizzo
In seguito al dilagare del fenomeno di uccisione e maltrattamento di animali mediante la disseminazione nell’ambiente di esche o bocconi avvelenati, che rappresenta un serio rischio per la popolazione umana, in particolare per i bambini, e per l’ambiente, il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato un’Ordinanza recante norme sul “Divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati”. Il provvedimento ha lo scopo di prevenire i rischi diretti per la salute dell’uomo e degli animali nonché quelli derivanti dalla contaminazione ambientale.
In particolare il provvedimento ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e dell’incolumità delle persone, degli animali e dell’ambiente, vieta di utilizzare in modo improprio, di preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocivi, compresi plastiche e metalli.
L’ordinanza vieta, altresì, la detenzione, l’utilizzo e l’abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che le ingerisce e prevede l’obbligo per il proprietario o il responsabile dell’animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati di dare segnalazione alle autorità competenti.
In caso di operazioni di derattizzazione e di disinfestazione è posto l’obbligo di affiggere nelle zone interessate, almeno con cinque giorni lavorativi di anticipo, avvisi idonei ad informare delle operazioni che saranno effettuate.
L’ordinanza dispone, inoltre, che il medico veterinario che sulla base di una sintomatologia conclamata emette diagnosi di sospetto avvelenamento o viene a conoscenza di un caso di avvelenamento di un esemplare di animale di specie animale domestica o selvatica deve darne immediata comunicazione al sindaco e al servizio veterinario della Asl territorialmente competente. In caso di decesso dell’animale il veterinario deve inviare le spoglie e ogni altro campione utile all’identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte all’Istituto Zooprofilattico sperimentale competente per territorio. Gli Istituti Zooprofilattici devono sottoporre ad autopsia l’animale ed effettuare entro trenta giorni analisi sui campioni pervenuti o prelevati durante l’autopsia e comunicarne gli esiti al medico veterinario che ha inviato i campioni al sevizio veterinario della Asl competente per territorio e, qualora le analisi siano positive, all’autorità giudiziaria. I sindaci ai quali siano pervenute segnalazioni di sospetti avvelenamenti devono disporre l’immediata apertura di un indagine e provvedere ad attivare le iniziative necessarie alla bonifica dell’area interessata nonché segnalare l’area interessata con un apposita cartellonistica.
Viene, inoltre, attivato presso ciascuna Prefettura un “tavolo di coordinamento” per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno.
I produttori di presidi medico-chirurgici di prodotti fito-sanitari e di sostanze pericolose appartenenti alle categorie dei topicidi, ratticidi, lumachicidi e nematocidi ad uso domestico, civile ed agricolo, hanno l’obbligo di aggiungere al prodotto una sostanza amaricante che lo renda sgradevole ai bambini e agli animali. Nel caso in cui la forma commerciale sia un’esca deve essere previsto un contenitore con accesso solo all’animale “bersaglio”.
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Le nostre scuse al Signor Angelo Deantoni, Sindaco di Godiasco (Pavia)
2 febbraio 2009 -
Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo, domandando venia per l’errore commesso, al quale rimediamo immediatamente.
Ci rallegriamo in cuor nostro, che il Signor Angelo Deantoni, Sindaco di Godiasco (Pavia), il primo che incontriamo nella nostra quotidiana lotta contro le torture, i maltrattamenti, le omissioni di atti di ufficio, l’inadempienza della Legge 281/1991, abbia sentito come impellente, la necessità di essere tolto dalla nostra mappa, ne “l’Italia degli orrori”.
Ciò gli fa onore e che il suo comportamento responsabile, sia d’esempio ad altri Sindaci, che invece continuano imperterriti nella loro crudele indifferenza.
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
Comune di Godiasco (Pavia)
Sindaco: Angelo Deantoni
Comando Polizia Locale Godiasco
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A “Chiliamacisegua””Amicicani”
alla c.a. sig.ra Corinna Andreatta e sig,Luca Radici
Data: 02/02/2009
Oggetto: ‘Mappa dei canili lager” – Richiesta di cancellazione dall’elenco e smentita delle informazioni date vie internet
Comunico a codesta Spett. Associazione che questa Amministrazione Comunale chiede l’immediata cancellazione della fotografia del Sindaco del Comune di Godiasco dalla lista da Voi pubblicata sul sito internet www,amicicani.com e www.chiliamacisegua.org nel link “mappa dei canili lager” in quanto:
1 questa Amministrazione non ha mai affidato al Canile di Villanterio dì Pavia la custodia dei cani randagi, come invece da Voi pubblicato.
2 Con delibera di Consiglio Comunale n, 14 del 31 marzo 2008 ( che si allega), la custodia dei cani é affidata alla ditta CAMUSFEARNA con sede in Pontecurone (Al,).
3 Il Responsabile del Servizio Finananziario, rag. Roberta Sala, é il responsabile del procedimento al quale poter inoltrare eventuali Vs, richieste
Allo stato non risulta, quindi, il maltrattamento dei cani come invece lasciato intendere dalla Vs. Associazione e quindi, a nome del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale sono a chiederVi la cancellazione dalla “lista” ed una immediata e visibile rettifica di quanto pubblicato.
Distinti saluti
Il Responsabile del servizio
Commissario Capo
Sergio Terzetti
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