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CIOCIARIA OGGI
Sindaco ANTONELLIS si difende: era una provocazione
Sommerso da mail di protesta Ora riunisce un tavolo provinciale a cui sono invitate le Associazioni
Grazie
Chiliamacisegua
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Note di ACL – Associazione Canili Lazio Onlus
S. Donato Val di Comino fa marcia indietro sull’eventualità di sterminare i randagi, mentre Monte S. Giovanni affama i cuccioli
Il Sindaco di S. Donato Val di Comino (FR), Antonello Antonellis, ci ha telefonato a seguito di un ns. fax inviato oltre che al suo Comune anche ad Asl, Regione Lazio e Ministero della Salute, per chiarire che le affermazioni riportate per più giorni dalla stampa locale riguardo alla sua intenzione di abbattere i randagi che, per fame, mettono a rischio i caprioli, non corrispondono a realtà. Il sindaco si dichiara consapevole del fatto che i cani sono tutelati dalla legge non meno di altre specie protette e non ha emesso pertanto alcuna ordinanza al riguardo; la stampa avrebbe leggermente distorto le sue affermazioni. Oggi è comparsa la smentita. Aspetto positivo, dice il sindaco, è che grazie al clamore suscitato si stanno muovendo le istituzioni competenti e Antonellis intende quindi cogliere la palla al balzo per aprire un tavolo con la partecipazione di Asl, Corpo Forestale e delle associazioni animaliste per trovare soluzioni accettabili al problema del randagismo che ha assunto proporzioni che nel territorio della Valcomino mette a repentaglio la fauna del parco. L’Associazione Canili Lazio Onlus, che opera da anni sul territorio della provincia di Frosinone e conosce bene il problema, si è dichiarata fin d’ora disponibile a partecipare.Sono sempre di più i Comuni della provincia che, alle prese con un fenomeno divenuto incontrollato a causa della mancanza di un’adeguata campagna di sterilizzazione che coinvolga anche i privati e dei conseguenti abbandoni – mentre i cittadini ricorrono all’avvelenamento – suggeriscono soluzioni altrettanto illegali e crudeli: ultimo il sindaco Cinelli di Monte San Giovanni che su “Ciociaria Oggi” del 9 febbraio scorso invita la cittadinanza a non sfamare i randagi, soprattutto i cuccioli che, essendo i più deboli, morirebbero. E’ ora che questi sindaci e le Asl si mettano a un tavolo e collaborino – come le associazioni animaliste locali hanno chiesto per anni inascoltate e ostacolate – all’unica soluzione legale ed efficace: la sterilizzazione obbligatoria dei randagi e dei cani di proprietà.


