[LNDC] Cicerale, l’inferno degli animali
Riceviamo da LNDC
Cari amici,vi prego di leggere….. e insieme di aiutare gli animali chiusi in questo inferno. Grazie a Tutti.
Piera Rosati dir. Ufficio Comunicazione e Sviluppo LNDC
Lega del Cane – Uff. Comunicazione
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Lega Nazionale per la Difesa del Cane
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Cicerale, l’inferno degli animali. “Se il mondo fosse gestito dagli animali, certo non farebbero tutto questo, non rinchiuderebbero gli uomini in gabbia per lasciarli morire lentamente. Come si può guardarli negli occhi e non vergognarsi di essere umani e di avere un’anima!!!
La realtà purtroppo ci impone le sue regole ingiuste, ci rendiamo conto senza arrenderci che non siamo “abbastanza grandi” per salvarli tutti… e tutti sanno della vita a cui sono costretti, vita marcata da una lenta e atroce agonia. Tanti di loro moriranno di stenti e di dolore, quando non avranno più voce per gridare aiuto si accucceranno in un angolo e si lasceranno morire”.
Purtroppo nessuna legge è utile se non è rispettata e fatta rispettare. Sul territorio nazionale sono incaricati di far rispettare le normative nazionali, regionali, provinciali e locali, gli appartenenti al corpo di polizia locale, gli ausiliari preposti, le guardie zoofile volontarie di associazioni protezionistiche riconosciute, le guardie ecologiche volontarie, nonché in generale tutti gli ufficiali di polizia giudiziaria, compreso le guardie giurate. Sindaci, assessori e consigli comunali hanno inoltre la facoltà di proporre ordinanze, delibere e provvedimenti mirati alla tutela degli animali e ai loro diritti. Pensiamo ad esempio alla legge quadro n. 281 ed alla legge n. 189.Nonostante tutto, ci troviamo di fronte a una realtà a volte disarmante, poiché assistiamo quotidianamente a barbarie nei confronti degli animali, a maltrattamenti e abbandoni che restano impuniti, a Comuni che non si assumono le responsabilità assegnategli dalla normativa e a una ASL che, avendo ampio margine di manovra economico-gestionale, si rifiuta sovente di interagire con le associazioni di volontariato e, al contrario, è spesso connivente con i privati che gestiscono canili o con le false associazioni protezionistiche. Privati che in genere sono privi di scrupoli, spinti solo dal business. Per loro l’affare conviene lavorare su numeri elevatissimi di cani e le condizioni prevalenti per assicurarsi l’appalto sono l’economicità del servizio con forte ribasso a base d’asta. Ciò comporta che per ottenere profitti si ripiega su: cibi scadenti, cure veterinarie inesistenti, presenza ridottissima di operatori-lavoratori, assenza o inutilizzo delle aree di sgambamento e attività di educazione o rieducazione del cane al corretto rapporto con gli umani, -operazione che richiede personale e formazione professionale- sovraffollamento dei box, disincentivazione degli affidi, strutture fatiscenti o inesistenti autorizzate come stabulazione libera. I rifugi privati sono imprese chiuse e incontrollabili: il pagamento delle rette mensili da parte dei Comuni convenzionati non favoriscono gli affidi, nuocendo agli animali e ai bilanci delle pubbliche amministrazioni. Molti canili privati nascondono attività truffaldine delle quali sono informate anche le Istituzioni e gli Enti territoriali… i cani vengono gettati nelle gabbie, ammucchiati, in attesa della morte.Questa è una “verità” disarmante, disastrosa e ignobile per un Paese come il nostro, all’avanguardia in tanti campi e con un buon livello di civiltà.Una situazione estremamente difficile: da una parte le istituzioni territoriali con i loro rappresentanti che considerano gli animali un problema da” eliminare” , dall’altra preoccupazione e sofferenza per tutte quelle persone che vivono in affanno e lottano contro un ingiusta penalizzazione sugli animali.
Piera Rosati
Memorie di Cicerale…. dalla Lega del Cane Sezione di San Giorgio del SannioLa sezione della lega del cane di S. Giorgio del Sannio, segue le vicende del canile di Cicerale da tempi non sospetti, ovvero da quando Emilio Nessi dovendo sistemare i cani del Comune di Napoli, ai tempi “ospiti” dello zoo, pensò bene di collocarli a Cicerale. Ancora oggi all’ingresso del canile si erge un monumento in onore del cane Ciotola, dove in epigrafe si legge: qui il cane Ciotola ha trovato casa!….. Purtroppo per un brevissimo periodo!, Ciotola morì dissanguato dopo pochi giorni a causa dei morsi di altri cani, liberandosi così dall’inferno di Cicerale. Ad oggi il furgone “di accalappiamento” del Sig. Cafasso, gira tappezzato delle immagini del Sig. Emilio Nessi osannanti al canile”Cicelasensis”.La Lega del Cane in questi anni ha seguito gran parte delle vicende giudiziarie di questo terribile canile, dai primi sopraluoghi fatti dai Servizi Veterinari della Regione Campania. La sez. di San Giorgio faceva parte della commissione di verifica delle associazioni iscritte all’albo e fu palese si dall’inizio il disinteresse “alla materia” da parte della Pubblica Amministrazione Regionale ed esplicita la volontà di non volere risolvere il problema. Si costituì così – l’Unione delle Associazioni Protezionistiche di Volontariato – iscritte all’Albo Regionale, che in primis affrontò il problema “Canile Cicerale “(AIPA-Atripalda, Ass.Zoofila Salernitana –Sa, U.N.A. Regionale, U.N.A. Pontecagnano).Appostamenti e video non sono serviti mai a nulla!!!…dichiarazioni e interventi della stampa locale e nazionale non hanno mai dato risultati positivi. La Procura di Vallo della Lucania ha sempre archiviato ogni denuncia poiché la ASL Sa 3 ha sempre espresso parere positivo sul canile. Anche i NAS più volte entrati in quel “posto”, hanno predisposto solo un sequestro amministrativo con un termine di 90 giorni. Nessuno di loro ha mai tenuto conto che ben 97 comuni hanno convenzione con Cicerale!!!…..che morivano 1200 cani all’anno, che venivano accalappiati cani padronali e caricati ai Comuni, che all’interno del canile funziona 24h su 24h un inceneritore e che alcuni dipendenti sono parenti di coloro che dovrebbero controllare… o ancora, che 5 persone dovrebbero accudire 1500 cani…che le acque reflue e piovane scendono a cielo aperto facendo tracimare il terreno e travolgendo i cani e tanto altro orrore.La Lega del Cane si è costituita parte lesa denunciando Cafasso per maltrattamento su animali, il resto è cronaca… abbiamo chiesto l’intervento di Striscia la Notizia, siamo entrati in contatto con l’Associazione Chiliamacisegua, abbiamo ottenuto il sequestro totale del canile. Il magistrato di Vallo della Lucania ha predisposto il sequestro del canile e l’affido al proprietario dello stesso ( tale Sig. Cafasso ) ma ogni giorno i rappresentanti di tre Associazioni (ass. zoofila salernitana, LNDC di S. Giorgio del Sannio, U.N.A regionale) vi sono presenti insieme alla ASL SA 3 per il controllo dei microchip e l’affido dei cani; soprattutto di quelli più a rischio. Abbiamo incontrato l’On. Martini, chiedendole di chiudere Cicerale, l’abbiamo pregata di vedere con i propri occhi… solo in questo modo potrà comprendere la nostra disperazione.
Lega per la Difesa del Cane
Sez. San Giorgio del Sannio
Cicerale, Gennaio 2009… la disperazione dei volontari di San Giorgio
La pioggia e il freddo pungente purtroppo continuano a decimare i cani che non hanno nessun riparo o semplice copertura . L’operazione di controllo dei microchip è lenta, lunghissima e inutile per la vita di questi poveri animali. Sarebbe proficua solo se contestualmente venissero spostati in altra struttura o affidati. Non viene effettuata nessuna visita medico-veterinaria, ne vengono curati i cani malati. L’unico medicinale presente nell’armadietto farmaceutico è il Tanax.Le procedura per l’ affido sono al vaglio del magistrato ma saranno anch’esse lunghe e difficili dato che non intende fare inserire foto su siti internet; quindi la scelta e l’affido dovrebbe essere fatto in loco, Cicerale; una montagna irraggiungibile, a 50 km da Salerno. L’unica salvezza per la vita dei cani è fare luce sulla vicenda, a questo proposito chiediamo con preghiera all’On. Martini di recarsi in questo inferno e di incontrare l’Assessore alla Sanità della Regione Campania – l’On. Montemarano, il Dirigente al Settore Veterinario della Regione Campania – Paolo Sarnelli e il Dirigente della Sanità Animale della ASL SA 3 nonché il dirigente dei NAS di Salerno, il corpo Ispettivo, da sempre informato dei fatti. Praticamente tutti coloro che nei sopraluoghi eseguiti nel corso degli anni si sono sempre limitati al sequestro amministrativo di qualche piccola area o alla prescrizione di qualche lavoro di manutenzione.Nel sequestro dell’estate di tre anni fa, “non precisando” le modalità di mantenimento del canile, alla scadenza dei termini, furono trovati centinaia di cani morti di fame e di sete – naturalmente nessuno ha parlato e nessuno ha scritto nulla. Gli illeciti potrebbero riguardare: il N.O.E per l’inquinamento delle falde acquifere e dell’ambiente, la forestale perchè zona boschiva inquinata da scarichi a cielo aperto; l’inceneritore nel qualche non vengono smaltite solo le carcasse dei cani morti nel canile, ma è anche convenzionato con l’ASL SA 3 ….e non solo!!! L’ispettorato del lavoro per le condizioni igienico sanitarie dei lavoratori, la sicurezza sul lavoro e gli impianti non a norma. La Guardia di Finanza per la contabilità e la correttezza delle gare di appalto con i 97 comuni oltre che il pagamento della diaria dei cani deceduti.
Lega per la Difesa del Cane
Sez. San Giorgio del Sannio
