Allevamento a Ravenna – tragica situazione per 150 pointer di un allevatore Enci Guberti
19 dicembre 2008 -
Nell’Emilia Romagna rossa una situazione che supera i confini della realtà.
Un volontario lancia pane secco oltre la recinzione ai cani mentre gli altri ululano di fame rinchiusi nei box. L’allevamento, con affisso Enci, nell’occhio del ciclone. Interrogazione della Lega ed esposto in Procura.
Canili lager nel mirino. Proprio mentre oggi il sottosegretario Francesca Martini fa visita personalmente in Molise per sciogliere lo scandaloso nodo dei maltrattamenti nelle strutture pubbliche, tra lo sperpero di denaro dei cittadini e la deriva di certi sindaci indifferenti alla morte e alle crudeltà sui cani, l’attenzione dei media si sposta anche al Nord per un allevamento, niente meno che con affisso Enci, Del vento, in provincia di Ravenna. Un allevatore è nella bufera, Giorgio Guberti. Sulla scena grottesca compare anche un sindaco, che ci butta dentro un occhio e decide che la cosa migliore da farsi per i cani che stanno morendo di stenti sia fare un’ordinanza per dare sei mesi di tempo al l’allevatore per mettere a norma la struttura.
Sei mesi, perché al Comune costerebbe troppo occuparsi dei cani da subito. Fatto, quest’ultimo , che poco interessa ai pelleossa dentro il recinto della fame e della melma, e che non interessa nemmeno alla legge per la quale è il sindaco il responsabile dei benessere animale sul territorio. Subito, non tra sei mesi. Che la gestione per un eventuale doposequestro sia gravosa per le casse comunali lo avrebbe confermato anche l’assessore Ilario Farabegoli di Rifondazione comunista, con delega ai diritti degli animali. Diritti fra sei mesi o domani non si sa. Le immagini intanto dei cani che devono aspettare sei mesi hanno girato il mondo. Ma per il sindaco le indicazioni sono chiare: l’allevamento degno di avere un affisso Enci si metta a norma, poi se ne riparlerà.
Mauro Manfredini, consigliere regionale del Carroccio, non perde tempo con un’interrogazione immediata e una segnalazione alla procura. D’altra parte le fotografie documentano un campo di concentramento per cani. Nessuno aveva visto prima quell’allevamento privato che si trova dopo la frazione di Osteria (RA), fra le strade Dismano e la E45, dove, interroga Manfredini, «gli animali sono costretti a vivere in pessime condizioni»? L’immagine del denutrimento, delle zampe immerse nella sabbia mobile del fango dicono tutto il resto. «A causa della deliberata negligenza del proprietario dell’allevamento, gli oltre 150 cani ospitati nella struttura manifesterebbero anche seri problemi di denutrizione ».
Bisogna agire.
Per il sindaco è sufficiente intimare al proprietario di fare pulizia. E’ l’Italia dei sindaci che mettono le mani avanti spiegando, come accaduto su La Voce di Romagna, che «gestire i cani di Guberti verrebbe a costare mezzo milione di euro». Quindi si prende tempo, mentre nulla si fa nell’immediato per togliere i cani dall’anticamera della fossa. Eppure l’evidenza del maltrattamento animale è palese: meno palese è che fino ad oggi le autorità siano sorvolate su un reato punito dall ’art. 544-ter. L’obbligo d’intervento tempestivo è un atto dovuto anche perché il reato non venga portato a conseguenze ulteriori (come recita l’art. 55 del Codice di procedura Penale). Solo nell’aprile scorso, dell’allevatore si leggeva sulla rivista dell’Enci in merito ad un raduno: «C’era tra la folla il grande Giorgio Guberti. Nessuno come lui incarna oggi nella cinofilia, quant’ebbe a scrivere A.S.: “è forse meno difficile essere un genio che trovare chi sia capace di accorgersene”. Perché, di quello che vuoi, ma Guberti, ancora più vicino agli ottanta che ai novanta, è rimasto tra i pochi che sanno strologare il futuro. E con loro tanti altri appassionati giunti da ogni parte d’Italia a dimostrare che la cinofilia continua a vivere un suo momento magico». Forse anche per l’Enci è giunto il momento di aprire gli occhi sugli allevamenti. Per il momento, ai cani dentro il recinto un volontario getta 50 chili di pane secco dalla strada. Gli altri, chiusi nei box, soffrono passivi quel momento magico di cinofilia.
Stefania Piazzo
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Rizziconi:scatta la solidarieta’
19 dicembre 2008 -
Aggiornamento
Date: 2009/1/6
Donazioni Rizziconi: Anche un piccolo contributo può bastare!
Ringrazio davvero con il cuore in mano tutte quelle anime pure che hanno risposto all’annuncio mio disperato per i sopravvissuti di Rizziconi…
inizieremo al più presto (se ce lo consentono) di effettuare i trasferimenti verso i posti che hanno dato la loro disponibilità…
Ringrazio anticipatamente:
- ORNELLA P.A.L. Legnano
- MARIALAURA e ALESSIA dI PARMA
- RUNA Rescue Alani
- FABIANA amicidimela.it
- ANIMALI CERCO CASA
- SARA MANTOVANI
- DEBORA BRIVIO
- LAURA DE BENEDETTI
- TUTTI QUELLI CHE MI STANNO SOSTENENDO MORALMENTE! e perdonatemi se non Vi cito tutti!
Abbiamo deciso con Federica di trasferire immediatamente i cani da lì…Gli inservienti stanno smantellando la struttura…e hanno quasi finito….cosa ne sarà dei cani allora? dei molossoidi chiusi nei recinti e di tutti quelli (30/40 circa) che vagano liberi all’interno della struttura?
Il tempo stringe….
Vi aggiornerò tutti….siamo sole io e Federica…ma almeno abbiamo il Vostro supporto…l’aiuto di persone che non hanno dimenticato che alla fine dello stivale Italiano c’è una Regione chiamata Calabria….
Grazie a tutti!
Per le Donazioni:
tramite postepay: FEDERICA CARRATELLI carta n°.: 4023 6004 5119 6051
tramite Bonifico: FRANCESCA CONSOLE iban: IT38 V076 0101 6000 0006 0316 296
Poste Italiane
Causale: Rizziconi
Avvertite sempre me o Federica delle Donazioni fatte…
I soldi verrano utilizzati da noi per:
- comprare cibo
- spese veterinarie
- mantenimento provvisorio in pensioni
Grazie ancora a tutti!
Francesca 329-4092406 darsha@tin.it
Federica 340-5700704 federicac.77f@libero.it
In merito alla tragedia avvenuta in provincia di Reggio Calabria, essendo appunto di Reggio Calabria, mi sento di fare una piccola precisazione.
Prima di tutto su Federica Carratelli, unica e sola volontaria ad essersi scomodata per prestare aiuto e verificare una situazione di cui noi che viviamo qui abbiamo appreso tramite il passaparola di altri volontari di fuori dato che le nostre reti locali sono più interessate alla salvezza della Reggina che a informarci su quanto avviene a due passi dalle nostre case. Premetto che Federica non è di qui, è abituata a un’altra realtà in cui non si trova a dover affrontare sempre tutto e tutti sola con le sue uniche risorse (fisiche ed economiche), eppure non si tira MAI indietro neanche quando si tratta di recarsi in posti che nessuno sognerebbe neanche nei suoi peggiori incubi.
Al di là della sua assoluta e certa buonafede, ha avuto l’impressione che ha avuto di quel che è rimasto Dolly Dog, di quello che lei (la sola che si sia scomodata) ha potuto constatare in quel momento.. nello stato d’animo di chi vede i suoi figli dilaniati in modo atroce, perchè TUTTI gli animali (senza distinzione di sorta) sono fratelli e figli suoi.
Mi rivolgo a tutti quei volontari che sono stati pronti a puntare il dito e precisare immediatamente la situazione del Dolly Dog (pubblicamente e in veste privata) DOPO il commento di Federica: ma dove siete stati fino ad ora e quando lei stava in mezzo al fango???
Io mi sono sentita più piccola di una formica quando ho saputo di questa esecuzione.. e ancor di più perchè non c’ero.. non ero qui quando è successo e non ero lì con Federica che ha e avrà sempre tutto il mio appoggio e la mia stima.
Come pretendiamo che le cose cambino in Calabria quando siamo noi stessi calabresi a non alzare un dito per renderle migliori?
Perchè devono sempre intervenire da fuori???
Possibile che i volontari in Calabria ci siano solo per far partire appelli o fare precisazioni\smentite?
Vorrei inoltre far notare che i cani superstiti saranno trasferiti nelle strutture limitrofe (tra cui il nostro rifugio privato di Campo Calabro) nonostante sia stato inaugurato da tempo un canile comunale a Mortara di Pellaro che non solo non è stato dato in gestione a NESSUNO, ma rimane chiuso e inutilizzato dal giorno dell’inaugurazione.
COMUNICATO STAMPA DELLA LNDC sezione di Reggio Calabria 17/12/08
Come abbiamo appreso pochi giorni fa, la notte del 12 dicembre, il canile rifugio conosciuto con il nome “Dolly Dog”, viene distrutto in poche ore a causa dell’improvviso ma non improbabile straripamento del fiume Petrace nella provincia di Reggio C. a pochi chilometri da Palmi. Nel “disastro naturale” muoiono annegati e inghiottiti dalla fanghiglia circa 800 cani ospiti “forzati” (diciamo noi), della suddetta struttura. I particolari sulla vicenda ormai li conosciamo un po’ tutti, chiunque si è recato al rifugio si è trovato di fronte a scene apocalittiche, che richiamano alla memoria il celebre passo biblico dell’“Arca di Noè” ma con un risvolto diverso , perché a salvare quelle vite stavolta non c’era proprio nessuno. A farne le spese ancora una volta, sono i nostri piccoli amici a quattro zampe che, indifesi e imprigionati nelle loro celle, non hanno avuto la possibilità di trovare scampo, di lasciarsi guidare dal proprio istinto di sopravvivenza per trovare la salvezza. L’esondazione è stata più impetuosa del previsto. Sappiamo infatti che non era la prima volta che il livello del fiume si alzasse fino ad arrivare al canile, già 3 anni fa lo stesso fiume aveva portato via molti cani e causato danni alla struttura. I pochi superstiti ad oggi (circa 200 anime su 1070), sono ancora in cerca di un’idonea sistemazione. Sulla presenza di strutture private e pubbliche insistenti nel territorio calabrese si potrebbe discorrere ampiamente, specie se a gestire il tutto non sono nella maggior parte dei casi Associazioni riconosciute e senza scopo di lucro, ma società o cooperative private che si mettono insieme con il solo intento di guadagnare sulla pelle dei nostri amici animali. In molti sapranno che le convenzioni con i Comuni stipulate con le suddette strutture, arrivano a pagare fino a 3,00€ a cane al giorno (soldi che paghiamo anche con le nostre tasse). Il numero dei cani all’interno dei rifugi cresce in maniera esponenziale, ma le misure per la prevenzione al Randagismo e la riduzione del numero di cani “senza tetto”non sono state mai attuate nella nostra Provincia. La sterilizzazione , nonché il controllo sulle nascite sia per i cani di strada che per gli ospiti dei canili, non sono pratiche conosciute ed accettate dalla maggior parte dei Comuni calabresi. Inutile parlare poi della promozione di adozioni presso i canili, perché anche in questo caso andremmo ad imbatterci in una pratica che non è contemplata dalla gran parte della gente che preferisce invece rivolgersi ai negozianti di animali alla ricerca del cane più alla moda. Sembra quasi inutile parlare adesso di possibili soluzioni e ingenti cambiamenti, episodi come quello del canile Dolly Dog restano e resteranno come l’ennesima riprova di una cultura animalista ancora da “svezzare” e da portare agli occhi di chi ha la possibilità di migliorare le cose. Al di là di ogni stigmatizzazione il precipuo dato oggettivo della vicenda, sta nell’ingiusta morte di 800 cani e della solita tendenza a scaricare responsabilità da una parte all’altra. La strage poteva semplicemente essere evitata e anche stavolta purtroppo non ci sarà giustizia per quelle vite senza voci, che sono state portate via nell’indifferenza e nella solitudine. E’ onesto chiedersi come mai in questi anni visto il precedente, nessuno ha pensato e spinto per la costruzione di bande di contenimento o altre misure fattive che avrebbero di certo evitato una simile strage? O meglio, perché costruire un canile a pochi passi da un fiume tutt’altro che dormiente? Come mai quando si tratta di animali gli aiuti delle istituzioni arrivano sempre in ritardo o non arrivano affatto? Come è possibile che esistano ancora strutture con oltre mille animali?Le risposte a queste domande , come molte altre purtroppo, non trovano collocazione in un paese ma soprattutto in una regione che non ha MAI dimostrato interesse per creature con pelo e coda, salvo alcune eccezioni del caso, dove si è riusciti a ricavarne sordidi interessi politici ed elettorali .La Calabria lo ricordiamo è la prima regione d’Italia con il più alto numero di abbandoni , la regione dove l’anagrafe canina non ha un sistema informatizzato ed aggiornato, la regione nella quale si commettono i più numerosi reati contro gli animali, la regione dove l’ecomafia ha trovato i suoi maggiori “acquirenti”. Insomma una regione che per troppi decenni è rimasta sorda e cieca di fronte all’inciviltà e il malaffare perpetrato anche nei confronti di poveri esseri viventi che ambiscono al semplice gesto d’amore, a quella carezza che non scorderanno mai e che sarà per loro il suggello dell’eterna riconoscenza e fedeltà nei confronti dell’uomo.
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L’on Francesca Martini oggi a Campobasso
19 dicembre 2008 -
ANIMALI: MARTINI, CAMPOBASSO ESEMPIO NEGATIVO PER TUTTA L’ITALIA
(ANSA) – CAMPOBASSO, 19 DIC – ‘Il canile di Campobasso e’ uno degli esempi negativi dell’interno Paese in materia di trattamento degli animali’, secondo il sottosegretario alla Salute Francesca Martini, la quale, a conclusione della visita alla struttura comunale ‘Santo Stefano’, ha spiegato: ‘Ho trovato delle irregolarita’ strutturali pesantissime’.
‘D’altronde – ha aggiunto – questa struttura da cinque anni e’ sotto sequestro e non ha avuto nessun intervento. Ci sono delle condizioni igienico-sanitarie disastrose che non solo mettono a rischio la salute degli animali ma in realta’ ci pongono anche un grossissimo problema etico e di coscienza sul piano amministrativo, che ha gravi responsabilità’.
Il sottosegretario ha assicurato il suo interessamento alla questione: ‘Il Governo, vista anche la volonta’ espressa dalla Regione di uscire da questa situazione, sara’ vicino, io personalmente, al Molise per mettere alcuni tasselli fondamentali che ci permettano di ripartire in maniera positiva’. (ANSA).
QUESTO ILCOMUNICATO DELL’INCONTRO
Comunicato stampa 447 19 dicembre 2008
Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali
UFFICIO STAMPA
Sottosegretario Martini in visita nella Regione Molise “promuovere un cambiamento culturale nel Paese e porre nelle agende delle amministrazioni regionali il tema del randagismo e del benessere animale quale tema fondamentale da risolvere”
Canile di Santo Stefano in condizioni drammatiche sia dal punto di vista igienico-sanitario che strutturale con gravi rischi per i cani
Definito Piano di intervento urgente
Istituito tavolo tecnico con Enti Locali, associazioni e servizi veterinari
Il Sottosegretario al Welfare-Salute Francesca Martini si è recata oggi in Molise, a Campobasso, dove ha visitato il canile comunale di Santo Stefano e incontrato il Presidente della Regione Molise Angelo Michele Iorio, l’Assessore Sandro Arco, Sindaci e Commissari delle Comunità Montane e i rappresentanti delle associazioni animaliste per fare il punto sulla situazione del randagismo e della carenza di adeguate strutture di ricovero per cani nella Regione. Durante la visita al canile comunale di Santo Stefano il Sottosegretario Francesca Martini ha rilevato una situazione drammatica sia dal punto di vista igienico-sanitario che della sicurezza degli animali. La struttura presenta infatti ancora irrisolto l’annoso problema dello scolo delle acque con i gravi problemi legati alla commistione di queste con feci e urine e vi sono grate di metallo con parti sporgenti che possono provocare ferite agli animali.
Nel corso dell’incontro tenuto nella sede della Giunta regionale tra il Sottosegretario Francesca Martini e il Presidente della Regione Molise Angelo Michele Iorio, l’Assessore Sandro Arco, Sindaci e Commissari delle Comunità Montane, è stato concordato un Piano per risolvere l’emergenza randagismo che prevede l’istituzione di un tavolo tecnico con Ministero, Associazioni animaliste, Enti locali e servizi veterinari; la risoluzione delle problematiche amministrative che impedivano alle Guardie zoofile volontarie di esercitare la propria attività; l’applicazione dei microchip ai cani, la sterilizzazione dei cani randagi. Inoltre la sig. Romano, proprietaria dei canili privati di Mirabello e Terrazzano si è impegnata ad assumere iniziative concordate con l’assessore competente della regione per trovare soluzioni alle problematiche delle due strutture.
Il Sottosegretario Martini al termine degli incontri ha dichiarato: “come più volte ha detto sarò vicina alle realtà locali per promuovere un cambiamento culturale nel Paese e porre nelle agende delle amministrazioni regionali il tema del randagismo e del benessere animale quale tema fondamentale da risolvere, soprattutto nel centro sud del Paese.”
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La Tragedia di Rizziconi
19 dicembre 2008 -
Riceviamo da Federica l’unica volontaria presente in Calabria che si sta occupano della tragedia l’ennesimo allerta che abbiamo provveduto ad inoltrare agli Enti preposti
E le Istituzioni? E le Associazione del luogo? E la Protezione Civile? Meglio dire INCIVILE!
Forse stanno preparando gli addobbi natalizi.
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
Testimonianza di Federica
federicac.77f@libero.it ;
Cari amici,ieri 18 dicembre mi sono recata di nuovo sul posto.Gli unici presenti erano gli inservienti del canile che stavano provvedendo a rifocillare i pochi pelosi rimasti nella struttura.Mi hanno detto che l’unico intervento effettuato dalla protezione civile è stato quello di andar chiedere loro l’aggiornamento dei morti e dei trasferiti….E BASTA!!!!
Complimenti alla protezione civile!!!!A Roma sono intervenuti,quì invece no!!!!Ma non è forse Italia anche la Calabria?O forse è meglio dire che quì non siamo in Italia!!
Cmq hanno estratto tutti i corpi,per un numero tot di 450 circa;
I pelosi trasferiti nelle altre strutture circa 317;
Mentre circa 60/70 pelosi sono ancora lì,di cui 25 circa molossoidi che nessuno vuole perchè ritenuti pericolosi…molti ex combattenti!!!Ho portato un po’ di scatolette e del riso soffiato e il loro appetito era davvero enorme…non credo che gradiscano quel tipo di crocchette.Sono quasi tutti malati ed hanno bisogno di cure!!!!Inoltre ovunque ci sono topi morti all’interno dei recinti e questo mi fà pensare che li abbiano uccisi i pelosi per sfamarsi!!Addirittura in un recinto mancava il suolo all’entrata e per portare da mangiare a quel peloso mi sono dovuta calare e risalire all’interno del recinto.
Che fine faranno quelle bestiole?AIUTATECI PER FAVORE A TROVAR LORO UN’ADOZIONE O UNO STALLO….NON POSSONO RIMANERE Lì!!!!
Allego la foto del pitt piu’ malato a cui ho dato un cuscinetto…se l’è preso e lo ha portato nel suo igloo come se fosse il piu’ grande dei tesori…NO COMMENT!!!!!
P.S. CHIUNQUE VOGLIA MANDARE AIUTI CHE SIANO SCATOLETTE,COPERTE,MEDICINE O ALTRO,PER FAVORE CHIAMATE PRIMA ME AL 3405700704
GRAZIE
From: infochiliamacisegua
Sent: Thursday, December 18, 2008 12:50 PM
To: ‘rizziconi@tiscalinet.it’; ‘prefettura.reggiocalabria@interno.it’; ‘giovanni.lagana@provincia.rc.it’; ‘ufficiostampa.gr@regcal.it’; ‘sindaco@comune.reggio-calabria.it’; ‘commissionestraordinaria.asprc@gmail.com’
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Subject: terzo aggiornamento RIZZICONI (RC): RIFUGIO HOLLY DOG IN CONTRADA FORESTA 800 CANI MORTI E NESSUNO MUOVE UN DITO
18/12/2008
E’ PIENA ALLERTA PER LA COMUNITA’
LA ZONA, ORMAI INFESTATA DAI TOPI, SI TROVA VICINO AD UNA FALDA ACQUIFERA I CADAVERI IN PUTREFAZIONE E GONFI SONO UN PERICOLO!!!!
REGIONE CALABRIA VERGOGNA!!!!
ENTI LOCALI VERGOGNA!!!!!
URGENTE!!!!!!!
Chiliamacisegua chiede intervento del Ministero della Salute, si teme il diffondersi di un’epidemia!
From: federicac.77f@libero.it
17/12/2008
DIFFONDETE:AGGIORNAMENTO SULLA TRAGEDIA DI RIZZICONI
Ho appena parlato con l’Amm.re del canile
260 i cani vivi trasferiti nei canili vicini;
60 cani ancora nei box;
70 cani vaganti all’interno del canile;
260 cani trovati morti e messi nei contenitori
Per un totale di 650 cani!!!!!
E’ stato verificato che il canile ne ospitava 1.050…quindi gli altri 400 dove sono?Forse molti ancora sotto il fango e altri fuggiti chissà dove,ma resta il fatto che oggi mercoledì 17 dicembre nessuna squadra della
protezione civile è intervenuta e della ditta per la rimozione delle carcasse neanche l’ombra!!!!COMPLIMENTI!!!!
Inoltre posso dichiarare l’orario preciso della piena:tra le 23.00 e le 4.00 del 12 dicembre……i responsabili sono giunti sul posto alle 7.00 del 13 dicembre…quindi nessuno era stato allertato ed è chiaro che quelle povere bestiole sono morte nella TOTALE INDIFFERENZA!!!
E’ PIENA ALLERTA PER LA COMUNITA’, LA ZONA SI TROVA VICINO AD UNA FALDA ACQUIFERA I CADAVERI IN PUTREFAZIONE E GONFI SONO UN PERICOLO!
Vergogna!!!
From: infochiliamacisegua
Sent: Saturday, December 13, 2008 10:40 PM
To: rizziconi@tiscalinet.it ; prefettura.reggiocalabria@interno.it ; giovanni.lagana@provincia.rc.it ; ufficiostampa.gr@regcal.it ; sindaco@comune.reggio-calabria.it ; migliaccio.rino@libero.it;commissionestraordinaria.asprc@gmail.com;g.piratino@regcal.it
Cc: martini_f@camera.it ; redazione@asca.it ; internet@corriere.it ; redazione.NETWORK@ansa.it ; toniolicordaricronacareggio@gazzettadelsud.it ; redazione@italpress.com ; ambiente@italpress.com ; dire@dire.it ; redazione@agi.it ; direambiente@dire.it ; webinfo@adnkronos.com ; cronache_italiane@ansa.it ; petnews@petnews.it ; cronacareggio@gazzettadelsud.it ; redazione_libero.it@libero.it ; comunicati@agenews.it ; ‘cominciamo’ ; scriviaritaforum@mediaset.it ; arepubblica@repubblica.it ; specchiotempi@lastampa.it ; o.grazioli@fastwebnet.it ; quotidiano@inwind.it ; tg3calabria@rai.it ; g.verduci@finedit.com ; ilquotidiano.rc@finedit.com ; redazione@giornaledicalabria.net ; direttore@corrieredelsud.it ; redazione@corrieredelsud.it ; info@telespaziotv.com ; rete@perlacalabria.it ; calabriauno@live.it ; redazione@calabriatv.net ; redazione@arealocale.com ; ferdi@lavabit.com ; ‘Stefania Piazzo’ ; federicac.77f@libero.it ;
Subject: RIZZICONI (RC): RIFUGIO HOLLY DOG IN CONTRADA FORESTA 800 CANI MORTI E NESSUNO MUOVE UN DITO
Sindaco di Rizziconi Girolamo Michele Bello rizziconi@tiscalinet.it
Prefetto F. Antonio Musolino prefettura.reggiocalabria@interno.it
Asl Giorgio Piratino g.piratino@regcal.it
Responsabile Area A Rosario Migliaccio migliaccio.rino@libero.it
Presidente Provincia Reggio Calabria
Giuseppe Morabito Segreteria Giovanni Laganà giovanni.lagana@provincia.rc.it
Presidente Regione Calabria Agazio Loiero e Assessore alla Sanita’ Vincenzo Spaziante ufficiostampa.gr@regcal.it
Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scoppelliti sindaco@comune.reggio-calabria.it
Direttore Sanitario Massimo Cetola commissionestraordinaria.asprc@gmail.com
COMUNICAZIONE URGENTE
13.12.2008
Al Rifugio Holly Dog di Rizziconi (Reggio Calabria) 800 cani morti e 270 dispersi,
nessuno sta intervenendo!!!!!!!!!!
EMERGENZA SANITARIA, ALLARME ROSSO!!!
Nonostante i solleciti (fax al Prefetto, alle Autorità, alla Protezione civile) nessuno
interviene per rimuovere le carcasse, l’odore della morte inizia a farsi sentire.
Il rifugio sorgeva sulla riva del fiume Petrace e le piogge degli ultimi giorni hanno fatto
straripare gli argini travolgendo la struttura e i cani ospitati all’interno.
Chiliamacisegua chiede un intervento urgentissimo per bonificare e risanare la zona oltre
che per un gesto di pietà per le centinaia di vittime che giacciono lì sepolte e anche per il pericolo,
rappresentato dai germi della decomposizione, che si profila per l’intera comunità locale.
info@chiliamacisegua.org
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Cani allevamento lager Ravenna
19 dicembre 2008 -
Cani allevamento lager Ravenna, Guberti
Sono in attesa di informazioni, il Sindaco e i carabinieri di Ravenna sono stati richiamati all’ordine
Il Sindaco di Cervia ha deciso di soprassedere all’errore di..Comune che indicava Cervia (grazie alle vostre email di scuse!) invece che Ravenna, territorio in cui è situato il lager di Osteria.Oggi su la Padania a firma di Stefania Piazzo un duro articolo di condanna che non risparmia nessuno
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AIUTO BOMBARDATE IL RESTO DEL CARLINO RAVENNA
18 dicembre 2008 -
AGGIORNAMENTO CANI POINTER GUBERTI ROMAGNA URGENTISSIMO
sms di davide: non solo i cani non mangiano perchè lui non riesce ad andare, lamenta male alla schiena, piove da due giorni e i poveri animali ignorati da quelle istituzioni locali disumane che si rimpallano le oscenità della burocrazia e dello scaricabarile, sono fradici, senza riparo se non la melma, sotto l’acqua
allora che vogliamo fare caspiterina, popolo web?
non c’è una lav, una enpa, una oipa del posto o similare che si infuri e che si preoccupi immediatamente mentre noi rompiamo le balle duramente e denunciamo lo scandalo al mondo intero?
non c’è uno straccio di umanità a ravenna o in provincia per porre fine a questa agonia?
ALLORA AIUTOOOOOOOOOO
chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ravenna/2008/12/18/139738-servizio_veterinario_dell_ausl_effettuera_nuova_ispezione_nell_allevamento.shtml#commemail
cronaca.ravenna@ilcarlino.net
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Canile Dolly Dog di Gioia Tauro, ulteriori notizie
16 dicembre 2008 -
Questa è la testimonianza di una persona che ha seguito da molto vicino la tremenda vicenda del canile Dolly Dog…
“Questa mattina ho sentito l’amministratore del Dolly Dog e mi ha confermato che ieri sera verso le 18 hanno ricevuto l’intervento della Polizia Provinciale!
E la Protezione Civile?
Stamattina non c’era nessuno e si sà che il pomeriggio fà buio presto ed occorrono mezzi che solo i Vigili del Fuoco o la Protezione Civile hanno a disposizione… le carcasse devono essere rimosse per evitare un’epidemia.
Questa mattina se ne contavano rimosse 113 e un bilancio ancora non è possibile farlo!!!
Inoltre il sindaco prima ha detto a Luca Radici che avrebbe chiamato lui la ditta per lo smaltimento dei corpi e la Protezione Civile, e poi ha detto all’Amministratore che non c’erano i fondi necessari all’intervento e che avrebbe dovuto chiamarli lui persona….
NON CI SI CAPISCE PIU NULLA!!!
Chi è il sindaco? Non è forse il responsabile di ciò che accade nel suo comune?
Inoltre come mai non è stato allertato nessuno visto che qui in Calabria in quella zona pioveva da diversi giorni?
Quelle povere bestiole sono state lasciate al loro crudele destino…. bisogna dirlo!!!
Ho sentito il proprietario del canile chiedere quali cani si erano salvati, chiamandoli per nome e… 1+1=2!!!
Ho pensato fosse un posto paradisiaco visto che siamo abituati ad immagini di canili lager e non di certo così ampi e graziosi!!! Ma è appena arrivata un’email di una volontaria di Cosenza a smentirmi!!
Qui sotto ho riportato un’email mandatami da una volontaria di Cosenza (spero che non se la prenda se la rendo pubblica) in cui smentisce ciò che io ho detto… ok va bene… allora la mia impressione era sbagliata, ma come mai il comune di Cosenza avendo due relazioni sulle condizioni fisiche dei cani non ha fatto nulla in proposito?
Come mai le volontarie andate sul posto non hanno segnalato la situazione agli organi competenti?
Sono mesi che Chiliamacisegua manda email ovunque per chiedere la collaborazione di volontari in tutta Italia per eventuali segnalazioni di canili lager o dove ci sono situazioni strane… ma dalla Calabria chi ha risposto?
NO COMMENT!!!
E adesso che è accaduta una tragedia si esce fuori che i cani lì erano tenuti male?
Perchè non avete parlato prima con piu’ insistenza?
Dove erano questi volontari?
Se avessi saputo che vicino un fiume c’era un canile avrei cercato aiuto.
Adesso le autorità competenti faranno il loro dovere spero, ma mi rimane l’amarezza di sapere che nulla è stato fatto per evitare tutto ciò e nessun volontario ha alzato un dito per andare a vedere la situazione… nessuno ha avuto il coraggio o la voglia di mettersi in macchina e percorrere un pò di km per capire e testimoniare quell’orrore…. TUTTO CIO POTEVA ESSERE EVITATO!!!”
Questa invece la mail arrivata da una persona residente nel cosentino:
“Ho letto la tua mail e sento il bisogno di fare alcune precisazioni…. pur restando convinta della tua assoluta buona fede….
Per mia comodità, e per correttezza nei tuoi confronti, riporto il contenuto della mail da me inviata ad A.B. e F.S.:
– Ho un po di tempo in più e posso spiegarti meglio come stavano le cose nel canile di Gioia Tauro nella scorsa primavera.
Premetto che Dolly Dog ospitava 300 cani del Comune di Cosenza e che io opero da volontaria sul territorio di Cosenza. Sono andata a visitare il canile insieme ad un’altra volontaria e al veterinario, Dott. R.G., al quale l’Amministrazione Comunale di Cosenza aveva dato incarico di verificare lo stato di salute dei cani ospiti della struttua, nonchè delle condizioni generali della struttura stessa. Anche io avevo visitato il sito del canile ricevendone un’impressione decisamente positiva che ho mantenuto per pochi secondi quando, di fatto, mi sono trovata all’interno della struttura. Devo ammettere che l’idea iniziale, di realizzare un canile all’ombra di un enorme aranceto è decisamente suggestiva, tanto più che di box ce ne erano veramente pochi, solo quelli destinati a sanitario, mentre la maggior parte dei cani erano alloggiati in ampi recinti. Ma l’inghippo c’era, eccome se c’era! All’interno di ogni recinto, che avrebbe ospitato comodamente al massimo 8 cani, ce ne erano stipati fino a 16, con tutte le problematiche annesse. Ovviamente all’interno dei recinti era impossibile rintracciare un solo filo d’erba e di cani feriti o denutriti purtroppo ne ho visti in abbondanza! Ho visto anche cucciolate e me ne sono stupita, perchè i cani del Canile Sanitario di Cosenza vengono rilasciati tutti rigorosamente sterilizzati! Ho visto cumuli di mangime al centro dei recinti (in alcuni mancava la mangiatoia) sui quali i cani dormivano, pisciavano e….. mangiavano. Ho visto i box del sanitario tapezzati di un pastoso liquame che non consentiva di identificare il colore del pavimento. Ho visto gatti malati e ho incontrato una veterinaria che non era in grado di rintracciare i cani, di cui c’erano stati forniti gli elenchi, nei recinti paradisiaci! Siamo usciti da quel posto senza aver potuto realmente verificare se i poveri cani erano realmente in vita, nè, tantomeno, quali erano le loro condizioni di salute. Di tutto questo l’Amministrazione Comunale di Cosenza conserva due diverse relazioni: la nostra e quella, decisamente più dettagliata e tecnica del Dott. G..
D’altronde al momento della nostra visita gli ospiti del canile erano circa 1200: come è pensabile che una struttura simile possa essere “paradisiaca” è tutto da verificare! –
Mi dispiace non poter confermare quanto sostenuto da F.: sarebbe consolatorio potermi dire che prima di schiattare tanto miseramente quei poveri 800 disgraziati avessero goduto, non dico di una carezza, ma, quanto meno, di condizioni di vita dignitose……!”
Ecco le ultime foto:
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La Padania – Tragedia di Rizziconi Calabria, San Marco in Lamis Puglia, Galeata Emilia Romagna
14 dicembre 2008 -
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«Dal ministero indagine su 800 cani morti nel fango»
Prima cosa: «Chiedo subito un piano di revisione per la sicurezza dei canili, una mappatura delle strutture per porre rimedio laddove sono state costruite in riva ai fiumi e d evitare che altre possano sorgere lungo i corsi d’acqua». Seconda: «Ringrazio Guido Bertolaso e i veterinari della Protezione Civile con i quali abbiamo seguito gli interventi per evitare il peggio nei canili romani in questi giorni di piena. Ma resta il fatto che il grave episodio in provincia di Reggio Calabria, con il decesso per annegamento di una miriade di piccoli indifesi, ci impone di intervenire per il futuro, anzi, già ora per il presente, con un’indagine del ministero e dei Nas». Il sottosegretario Francesca Martini interviene a caldo mentre la pioggia ha mietuto vittime anche nei canili. Il fatto di cronaca più eclatante è purtroppo quello che si è registrato al canile di Rizziconi. Ecco le parole con le quali la volontaria Federica Carratelli, amica de la Padania, ci ha inviato appena è stato possibile entrare nella struttura: «Mi sono recata al canile Dolly Dog..la scena che si è presentata ai miei occhi era orribile! Sul posto vi erano alcuni veterinari dell’ASL di zona tra cui il dottor Marra e il dottor Monea, il signor Fava gestore del canile rifugio Happy Dog, l’amministratore del canile “Dolly dog” signor Pentimalli Carmine e l’in – gegnere che gestisce il canile. Tutti erano lì per dare un aiuto a quei poveri sventurati… o ai pochi sopravvissuti. Il fango e l’acqua hanno spazzato via il canile. Il fango era ovunque e dalle foto si può capire l’orrore vissuto da quei poveri cani! Le morti erano ingenti… cani seppelliti dal fango… alcuni rimasti attaccati alle reti e lì morti soffocati mentre l’acqua e la melma li opprimevano! Alcuni addirittura sugli alberi di arance, alberi che avevano lo scopo di dare ombra e refrigerio durante l’estate! Non posso dimenticare un cane, zoppo, che miracolosamente si è salvato così come si è salvato Totò (così l’ha chiamato il gestore del canile) cane tripode… ma tanti altri no… tanti altri sono morti o scappati, per un totale di 800! Perché una tragedia del genere in un questo posto? I cani sopravvissuti al momento vengono trasferiti nei canili vicini, ma da quando è successa la tragedia a questa mattina alle 11 nessuno della protezione civile locale o altri sono intervenuti! Hanno mandato fax a chiunque… prefetto… regione… ma hanno bisogno della protezione civile perché sono in stato di emergenza!». Ora dal ministero un’indagine per capire le ragioni di questo dramma.
S. Marco Lamis – Fame e struscio di Don Matteo
Don Matteo è lì da due anni. Con due zampe davanti che per la legge della fisica lo proiettano come due leve sul cammino. E con due zampe dietro, che per la legge di chi lo ha investito e mai soccorso si proiettano sotto il corpo, orpelli utili per un degno baricentro da randagio. Don Matteo è vivo per miracolo, miracolato dalle mani che lo avevano persino spinto, in quelle condizioni, dentro un canale in secca. Avrebbe fatto la fine del topo nel pozzo. Per misericordia chi l’ha salvato gli ha dato il nome del santo al quale è dedicato il Santuario cappuccino. Siamo a due passi da S. Giovanni Rotondo, eppure da queste parti lo spirito francescano aleggia con fatica, alcune anime sono di piombo. Volano molto basse. E i cani non li accarezzano, spesso li bastonano, anche sulla pubblica piazza. Don Matteo è la cartolina di San Marco in Lamis, un comune d el l’entroterra garganico. Il suo sindaco, l’av – vocato Michelangelo Lombardi, per risolvere il problema del randagismo, «e delle aggressioni alle persone», come si giustifica a viva voce, ha vietato la somministrazione di cibo ai cani vaganti. Anche a Don Matteo. Così, in più, non intralciano la strada, magari non ostacolano i pellegrini, e non sudiciano la strada con gli avanzi. Un’ordinanza sullo stile di quella del suo collega Di Fabio, a Campobasso, sospesa dal Tar. Un’altra eccezione alla legge 281 del ’91 per la quale il sindaco è il responsabile del destino, della cura, del benessere degli animali. «Ma anche della sicurezza dei cittadini», ribatte il sindaco. Lei difende l’o rdinanza, nonostante tutto? I cani vanno catturati, non affamati. «Infatti non abbiamo multato nessuno -ribatte -. L’ordinanza era necessaria perché i cani stazionando nello stesso luogo dove vengono cibati, diventano territoriali e aggressivi con gli estranei». Perché allora non li catturate e portate in canile? «I canili in zona non hanno disponibilità. Speriamo nell’ap ertura di quello di S. Giovani Rotondo». Mi parli del piano sulle sterilizzazioni. Le fate? «Le realizziamo nell’uf – ficio ecologia». Microchip ai cani? «Pur e». Sta di fatto che S. Marco è un pezzo di quella Puglia sotto la lente d’in – grandimento per l’inca – pacità di controllare e annullare il fenomeno del randagismo. La pensa così Antonietta Torelli, una volontaria che del braccio di ferro col Comune ne ha fatto una missione. Denuncia di essere stata estromessa dal rapporto di collaborazione con l’Asl. Denuncia l’inesistenza di un vero piano di sterilizzazioni. Denuncia che i volontari continuano a far tutto. L’Asl sta a guardare. Don Matteo, il bipede, è l’emblema del fallimento. Antonietta Torelli lo accudisce assieme ad altri branchi dimenticati dal mondo civile. Ma quel maremmano è accudito con pietà anche cristiana da un coraggioso cappuccino, padre Francesco. Racconta con timore e rispetto gerarchico verso le sue autorità, il suo “peccato” francescano: dà cibo ai derelitti che anche Francesco il santo accudiva. D’altra parte, se un santo avvicinava i lupi, potrebbe un cappuccino temere dei randagi affamati più che la reazione degli uomini? Il mite e molto sensibile francescano invita al rispetto di tutte le creature, e nel silenzio del cuore giudica assurde le leggi umane che negano i diritti degli animali. «Troppi cattivi esempi», si limita a commentare il frate buono. Che invita a soluzioni di «conforto». Che prega anche affinché il sindaco si prenda a cuore la situazione. Padre, le stiamo facendo fare uno strappo alla regola? «Posso solo invitare proprio i cristiani, i religiosi, tutti, a dare il buon esempio. È un invito a riscoprire la bellezza dello spirito francescano ». Inattaccabile. Un invito ad amare e a dare voce ai senza voce non può essere motivo di richiamo. «Lei, sa, fa una bella cosa a scrivere di queste cose. Ci vuole più umanità verso gli ultimi. L’ha visto il filmato di quel cane, in Cile, che cerca di portare in salvo il suo compagno investito? Come si fa a rimanere insensibili quando si vede un cane che trascina un altro cane per tutte e tre le corsie dell’auto – strada incurante del rischio? Lui si è fermato per dare soccorso, mentre gli esseri cosiddetti ragionevoli, raziocinanti, perché non sono “be – stie”, non si sono fermati ». Padre Francesco è una voce che rompe l’in – differenza delle soluzioni spicce. Sulla stampa locale suoi sono gli scritti sulla rivista locale Spe – rone Nuovo a commento di poesie dedicate agli animali. «È un elogio alle anime francescane che si prendono cura degli animali abbandonati», spiega. Un ulteriore suo intervento uscirà sul giornale dei frati minori di S. Michele Arcangelo, Azio – ne francescana. S. Marco in Lamis, è lo specchio di un disastro: in Puglia ci sono 120 canili con una media di 330 cani a testa. I cani randagi sono più 70mila, che prolificano decine di migliaia di cuccioli l’an – no. In Puglia, ogni anno, vengono spesi 50 milioni per mantenere l’incapa – cità dei sindaci di combattere l’abbandono. Di recente il Cicto, il comitato internazionale svizzero contro il fenomeno dei maltrattamenti, ha effettuato il suo tour in Puglia, in cerca di adozioni, mentre parallelamente l’org anizzazione dei veterinari in azione provvede a sopperire alle inadempienze delle sterilizzazioni da parte delle Asl. Secondo Raffaela Vergine, dell’associazio – ne Zampa libera, di Lecce, in un parto di 10 cuccioli, il 50% sono femmine. Dopo sei mesi, da una sola femmina, nel giro di due anni, si arriva a 2.380 cani. Il fenomeno non si stronca con le ordinanze, con i canili lager convenzionati, ma con misericordia e legge. Né con le minacce giunte dopo le ultime denunce di stampa e tv ai volontari. «Mi piacciono tutti gli animali tranne quelli che strisciano a terra», conclude frate Francesco. «Così come gli uomini che strisciano», precisa. Una benedizione non guasta.
Cani “sepolti vivi” sul colle a Galeata. La Lega insorge
Cani, canili, randagismo E denaro pubblico. Qualcosa non torna a Galeata, in provincia di Forlì. Chiamarlo canile a 4 stelle è dura: ripari contro il freddo? Contro la pioggia? Contro la neve? Macchè. Sono cani. Possono creapare al freddo. In quella collina arroccata sull’ap – pennino pare ci siano solo nove box-cucce. Quaranta cani devono farsele bastare. Così come devono farsi bastare l’ac – qua corrente che non c’è, l’illuminazione poco certa…. Eppure siamo in un canile pubblico, nel territorio di chi si professa animalista, ambientalista. Una situazione che invoca compassione, giustizia, prima che a fine inverno si debba fare la conta dei sopravvissuti, delle fatture delle carcasse spedite all’inceneritore. Ripagate con denaro pubblico. Tanto, sono cani, e per di più lontani dalla civiltà, in un luogo impensabile da raggiungere, antidoto alla propensione all’ado – zione. In questo “af fare” chi vuoi che ci pensi o venga a metterci dentro il naso? Tutto a posto, per i veterinari dell’Ausl locale? Tutto in regola per il sindaco? Tutto in regola per le associazioni di volontariato che gravitano su quel colle o che conoscono i fatti? Un silenzio troppo impenetrabile e colpevole stupisce e ferisce. Fino a ieri. Poi, la segnalazione di un militante leghista della prima ora, Sergio Cavalli, animalista convinto. Oggi, il gran botto in Regione Emilia Romagna. Ci ha pensato il consigliere regionale Mauro Manfredini a rompere l’indifferenza politica interrogando non solo la Regione ma informando la stessa procura di Forlì. «Gli animali sono costretti a vivere in pessime condizioni – denuncia l’esponente della Lega Nord – per di più la dislocazione del canile determina un eccessivo isolamento degli animali, e potrebbe ripercuotersi negativamente sul loro comportamento, rendendoli meno socievoli. Di più: si trova in cima ad una collina, in una zona isolata. Per arrivarci è necessario percorrere una strada particolarmente accidentata, che rende indispensabile l’utilizzo del fuoristrada». Adozioni, quindi, impossibili. Gaelata è una tomba per chi vi entra. «Dal momento che ci troviamo di fronte a un’evidente violazione dei diritti degli animali, fissati dalla Dichiarazione universale sancita nel 1978, ho presentato un’interrogazione alla giunta per sapere per quali motivi questi 40 cani sono stati trasferiti dal canile comprensoriale di Forlì al canile pubblico di Galeata, quanti soldi pubblici sono stati spesi per una struttura nella quale i cani vivono in condizioni estremamente disagevoli». Per quale ragione è stato costruito un “canile” «in questa orribile struttura; per quale motivo con tutto il territorio a disposizione è stato scelto proprio questo terreno fuori da ogni rotta, in cima ad un greppo, dove non può arrivarvi alcuno?». Dal territorio viene lanciato un ulteriore appello a Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale, alle Guardie Zoofile ed Ecologiche affinché si indaghi su Galeata e sui suoi “galeotti”, i 40 cani reclusi in barba alla legge che vieta il maltrattamento. Gli invisibili di Galeata ora non sono più soli, “sepolti” vivi dall’indifferenza.
Stefania Piazzo
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Comunicato – Dolly Dog: 800 cani morti. Ora si cerca un aiuto disperato
13 dicembre 2008 -
Stamattina una volontaria calabrese si è recata al canile Dolly Dog a Contrada Foresta di Rizziconi in provincia di Reggio Calabria e la scena che le si è presentata davanti agli occhi la si può vedere nelle foto sottostanti.
Sul posto vi erano alcuni veterinari dell’ASL di zona tra cui il dottor Marra e il dottor Monea, il signor Fava gestore del canile rifugio Happy Dog, l’amministratore del canile Dolly Dog signor Pentimalli Carmine e l`ingegnere che gestisce il canile.
Tutti erano lì per dare un’aiuto a quei poveri sventurati…o ai pochi sopravvissuti!!!
Il fango e l’acqua ha spazzato via il canile in cui i cani erano curati e amati…. il fango era ovunque e dalle foto si può minimamente capire l’orrore vissuto da quei poveri cani!!
Le morti erano ingenti…..cani seppelliti dal fango…alcuni rimasti attaccati alle reti e lì morti soffocati mentre l`acuqa e il fango li opprimevano! Alcuni addirittura sugli alberi di arance…
Un cane (nella foto un Pittbull) miracolosamente si è salvato e si è fermato a osservare con estrema calma e rispetto mentre gli inservienti tiravano fuori dai box i suoi amici ormai privi di vita!
Lui, zoppo ad una zampa, si è salvato… così come si è salvato Totò, cane tripode…. ma tanti altri no… tanti altri sono morti o scappati, per un totale di 800!!!!!
La situazione è questa: i cani sopravvissuti al momento vengono trasferiti nei canili vicini, ma da quando è successa la tragedia a questa mattina alle 11 nessuno della protezione civile o altri sono intervenuti!!!
Ci sono 40-50 centimetri di fango che si sta solidificando e ci sono tantissimi cani dispersi ancora da recuperare.
Sono già stati evacuati nei canili di Tauria Nova e di Oppido Momertino.
I cani da salvare ancora in mezzo al fango sono ancora 200 e rischiano sempre di più ogni minuto che passa!
Hanno mandato fax a chiunque… Prefetto, Regione…ma hanno bisogno della Protezione Civile perchè sono in stato di emergenza!!!
Ci chiediamo una cosa dopo tutto questa tragedia: come mai è stato fatto un canile a 200-300 metri da un fiume senza barre di contenimento?
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Testimonianza della situazione del canile sotto sequestro di Castelvolturno
13 dicembre 2008 -
12.12.2008
Sono stata stamattina ad accompagnare una amica che ha recuperato un cane da un canile sotto sequestro. Il canile si trova a Castelvolturno. Siamo andate lì con una volontaria della Leda, c’era anche la proprietaria denunciata per maltrattamenti, operatori della Asl di Caserta. Trenta dei circa 80 cani ricoverati lì in condizioni assai precarie sono stati già affidati, ma la situazione è disastrosa. Noi oltre a prelevare il cane abbiamo portato otto sacchi da 30 chili di croccantini, senza trovare peraltro cibo da nessuna parte di questa “struttura”. I cani erano affamatissimi, si sono avventati sul cibo. Non avevano acqua nelle ciotole. In compenso in ogni “box”, per usare un eufemismo, c’era acqua in abbondanza per i nubifragi in corso in Campania, e molti di loro erano sui tetti delle cucce per non affogare. Molti cani hanno malattie dermatologiche, anche gravi, stamattina tre dei più gravi (uno cieco, una anziana e un piccolo nato con la rogna da una madre con rogna – perché va detto che la signora li faceva anche moltiplicare….ora fortunatamente per disposizione del giudice i cani sono stati tutti sterilizzati, del microchip parliamo dopo!) sono andati alla Leda che li ha portati in un altro rifugio. Ma la situazione dei rimanenti dire che è deprimente è poco. Io mi sono offerta di andare in questi giorni a pulire i box, perché il fetore degli escrementi è terribile e la signora titolare denunciata sostiene di non avere la forza di occuparsi dei cani perché soffre di coxoartrosi.
La cosa che tengo a dire, è che LA SORTE DEI CANI non interessa a nessuno. Qui abbiamo Asl, animalisti, Comune e ciò malgrado il groviglio istituzionale farà morire di fame i cani di questo altro lager. Che è sì sotto sequestro, ma il modo in cui sono tenuti i cani prova che a oggi il problema resta. Quindi, occhio: sì ai sequestri, sì alla legge che regoli finalmente questa terra ben descritta nel libro di Saviano che ha fatto il giro del mondo, MA qualcuno pensi a questi che sono ESSERI VIVENTI, devono mangiare, bere, essere puliti. Mi sono chiesta per tutta la mattina per quale motivo i cani non venivano lasciati liberi, almeno non sarebbero annegati in quella sottospecie di luridi box!
Quando ho cercato di capire i motivi di tutto ciò con gli operatori della Asl, mi hanno detto che loro non possono far altro che compilare carte e documenti. Per la verità però prima di andar via hanno duramente strigliato la signora denunciata, che, va detto, è al suo TERZO SEQUESTRO. Intanto però la mia amica si è addentrata nei viali di questo indicibile posto e ha visto dei CUCCIOLI!!!! Il che significa che i cani continuano a moltiplicarsi.
la Asl si è fatta mandare i cani per microchipparli, fargli analisi e sterilizzarli. MA LO STESSO OPERATORE HA CONTESTATO ALLA SIGNORA DI AVERGLI MANDATO TRE VOLTE LO STESSO CANE E DI NON AVERGLIENE MANDATI ALMENO 5!!!!!
E’ chiaro che questa donna – repellente di per sè, quanto di più remoto possa esserci dalla bellezza di chi ama gli animali – in parte sarà anche in buona fede, ma di sicuro ci gioca, ed è anche di questo che il veterinario la accusa. Ma la stessa Asl, forse per il numero e l’entità dei problemi sul territorio, mostra una certa superficialità: il cane che abbiamo “riscattato” – ma vi assicuro che ce ne sono di bellissimi e il fatto che li attenda una triste fine mi fa montare una straordinaria rabbia! - è femmina, invece nelle carte sanitarie risultava MASCHIO. Come facciamo ora a fidarci delle analisi che hanno effettuato e che escludono (caso raro per questi cani di Castelvolturno) la leishmaniosi e l’herlikia? Tra l’altro delle analisi se ne è trovata solo una, PER L’ALTRA <BISOGNA VEDERE IN ASL>… MA QUESTE POVERE BESTIE HANNO AVUTO PRELIEVI E INTERVENTI, E TUTTO QUESTO DOVRà PUR ESSERE REGISTRATO CON UN PO’ DI PRECISIONE, O NO?????
INFINE
Cara Rosanna, amici di Chiliamalisegua (ai quali spero questa mail venga diffusa in toto) e tutti noi “Cani Sciolti”,
anche a Castelvolturno c’è una chiamata di correo di un sindaco, il quale, sollecitato dalla Asl, non ha fatto NIENTE, per alleviare le sofferenze di questi poveri cani. Tanto per cronaca, QUELLO CHE ABBIAMO RISCATTATO – del quale andrebbe raccontata la storia per intero…. – che era bellissimo, a pelo lungo bianco e antracite, ora è MARRONE, ha un fetore indescrivibile e il pelo tutto spezzato, e speriamo che tutto si limiti solo a questo!!!!!
Ma io vi dico di più:
ECCO CHE COSA ACCADE QUANDO VIENE SEQUESTRATO UN CANILE ILLEGALE. Chi si tira indietro da una parte, chi fa lo stretto indispensabile dall’altra, chi non può ancora dall’altra, soldi non ce ne sono, e CHI PAGA SONO I CANI.
E la storia non è finita, perché, come in un film di fantascienza, la megera di Castelvolturno ha già in serbo nuovi cagnolini serbati clandestinamente da crescere e sfruttare, da far ammalare e, se gli va bene, TIRARE LE CUOIA.
MESSAGGIO DELL’AMICA “CANE SCIOLTO” CHE HA CONDIVISO CON ME LA TRISTE AVVENTURA DI OGGI. MARISA
Cara stella mi hai battuto sul tempo. avevo intenzione di mandarti oggi stesso una cronaca di questa giornata ‘indimenticabile’. Una giornata che non posso e non voglio dimenticare sia perchè ha chiuso in parte positivamente l’ angosciante interrogativo di questi ultimi mesi su che fine avesse fatto la povera sheridan sia perchè ha definitivamente cancellato la mia fiducia nella ‘umanità’ della legge. Come può l’istituzione relegare a mera burocrazia una questione nata per risolvere la drammatica situazione di 100 cani e ignorare che queste creature continuino a vivere (?) nella fame, nella sete e nel lerciume?L’evidente corto circuito nasce dal fatto che di fronte al dramma chi vede, denuncia e soffre deve rivolgersi solo a sè stesso. Aprire un fascicolo è tutto quello che si riesce a ottenere. Sarà vero che è sopratutto una questione di miseria se il Comune di competenza non può accogliere in una struttura migliore i cani sequestrati e garantirgli il minimo? secondo me è questione sopratutto di sprechi di pubblico danaro, di priorità discutibili nella spesa pubblica, di scarsa o nulla osservanza delle normative in materia di prevenzione del randagismo (per citare solo alcune delle complesse cause a monte e a valle) ma è sopratutto mancanza di cultura e di civiltà nei cittadini e negli amministratori, che d’altra parte li rappresentano degnamente e non si capisce perchè dovrebbero essere diversi. Mi chiedo, se non ci fossero volontari e associazioni, con tutti i loro limiti, le strade della campania sarebbero un unico terribile canile? marisa
Mia cara amica di sofferenza non faccio che pensare alle ciotole prive di acqua (che non costa molto!) e alla dispensa priva di cibo.
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