Rizziconi:scatta la solidarieta’

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Aggiornamento
Date: 2009/1/6
Donazioni Rizziconi: Anche un piccolo contributo può bastare!
Ringrazio davvero con il cuore in mano tutte quelle anime pure che hanno risposto all’annuncio mio disperato per i sopravvissuti di Rizziconi…
inizieremo al più presto (se ce lo consentono) di effettuare i trasferimenti verso i posti che hanno dato la loro disponibilità…
Ringrazio anticipatamente:
- ORNELLA P.A.L. Legnano
- MARIALAURA e ALESSIA dI PARMA
- RUNA Rescue Alani
- FABIANA amicidimela.it
- ANIMALI CERCO CASA
- SARA MANTOVANI
- DEBORA BRIVIO
- LAURA DE BENEDETTI
- TUTTI QUELLI CHE MI STANNO SOSTENENDO MORALMENTE! e perdonatemi se non Vi cito tutti!
 Abbiamo deciso con Federica di trasferire immediatamente i cani da lì…Gli inservienti stanno smantellando la struttura…e hanno quasi finito….cosa ne sarà dei cani allora? dei molossoidi chiusi nei recinti e di tutti quelli (30/40 circa) che vagano liberi all’interno della struttura?
Il tempo stringe….
 Vi aggiornerò tutti….siamo sole io e Federica…ma almeno abbiamo il Vostro supporto…l’aiuto di persone che non hanno dimenticato che alla fine dello stivale Italiano c’è una Regione chiamata Calabria….
Grazie a tutti!
Per le Donazioni:
tramite postepay: FEDERICA CARRATELLI carta n°.:  4023 6004 5119 6051
 tramite Bonifico: FRANCESCA CONSOLE iban: IT38 V076 0101 6000 0006 0316 296
                                               Poste Italiane
                                               Causale: Rizziconi
 
Avvertite sempre me o Federica delle Donazioni fatte…
I soldi verrano utilizzati da noi per:
- comprare cibo
- spese veterinarie
- mantenimento provvisorio in pensioni
Grazie ancora a tutti!
Francesca 329-4092406 darsha@tin.it
Federica 340-5700704  federicac.77f@libero.it
Video Tragedia Rizziconi
http://www.la7.it/NEWS/dettaglio_video.asp?id_video=20734&cat=cronaca

In merito alla tragedia avvenuta in provincia di Reggio Calabria, essendo appunto di Reggio Calabria, mi sento di fare una piccola precisazione.
Prima di tutto su Federica Carratelli, unica e sola volontaria ad essersi scomodata per prestare aiuto e verificare una situazione di cui noi che viviamo qui abbiamo appreso tramite il passaparola di altri volontari di fuori dato che le nostre reti locali sono più interessate alla salvezza della Reggina che a informarci su quanto avviene a due passi dalle nostre case. Premetto che Federica non è di qui, è abituata a un’altra realtà in cui non si trova a dover affrontare sempre tutto e tutti sola con le sue uniche risorse (fisiche ed economiche), eppure non si tira MAI indietro neanche quando si tratta di recarsi in posti che nessuno sognerebbe neanche nei suoi peggiori incubi.
Al di là della sua assoluta e certa buonafede, ha avuto l’impressione che ha avuto di quel che è rimasto Dolly Dog, di quello che lei (la sola che si sia scomodata) ha potuto constatare in quel momento.. nello stato d’animo di chi vede i suoi figli dilaniati in modo atroce, perchè TUTTI gli animali (senza distinzione di sorta) sono fratelli e figli suoi.
Mi rivolgo a tutti quei volontari che sono stati pronti a puntare il dito e precisare immediatamente la situazione del Dolly Dog (pubblicamente e in veste privata) DOPO il commento di Federica: ma dove siete stati fino ad ora e quando lei stava in mezzo al fango???
Io mi sono sentita più piccola di una formica quando ho saputo di questa esecuzione.. e ancor di più perchè non c’ero.. non ero qui quando è successo e non ero lì con Federica che ha e avrà sempre tutto il mio appoggio e la mia stima.
Come pretendiamo che le cose cambino in Calabria quando siamo noi stessi calabresi a non alzare un dito per renderle migliori?
Perchè devono sempre intervenire da fuori???
Possibile che i volontari in Calabria ci siano solo per far partire appelli o fare precisazioni\smentite?

Vorrei inoltre far notare che i cani superstiti saranno trasferiti nelle strutture limitrofe (tra cui il nostro rifugio privato di Campo Calabro) nonostante sia stato inaugurato da tempo un canile comunale a Mortara di Pellaro che non solo non è stato dato in gestione a NESSUNO, ma rimane chiuso e inutilizzato dal giorno dell’inaugurazione.

COMUNICATO STAMPA DELLA LNDC sezione di Reggio Calabria 17/12/08
Come abbiamo appreso pochi giorni fa, la notte del 12 dicembre, il canile rifugio conosciuto con il nome “Dolly Dog”, viene distrutto in poche ore a causa dell’improvviso ma non improbabile straripamento del fiume Petrace nella provincia di Reggio C. a pochi chilometri da Palmi. Nel “disastro naturale” muoiono annegati e inghiottiti dalla fanghiglia circa  800 cani ospiti “forzati” (diciamo noi), della suddetta struttura. I particolari sulla vicenda ormai li conosciamo un po’ tutti, chiunque si è recato al rifugio si è trovato di fronte a scene apocalittiche, che richiamano alla memoria il celebre passo biblico dell’“Arca di Noè” ma con un risvolto diverso , perché a salvare quelle  vite stavolta non c’era proprio nessuno. A farne le spese ancora una volta, sono i nostri piccoli amici a quattro zampe  che, indifesi e imprigionati nelle loro celle, non hanno avuto  la possibilità di trovare scampo, di lasciarsi guidare dal proprio istinto di sopravvivenza per trovare la salvezza.  L’esondazione è stata più impetuosa del previsto. Sappiamo infatti che non era la prima volta che il livello del fiume si alzasse fino ad arrivare al canile, già 3 anni fa lo stesso fiume aveva portato via molti cani e causato danni alla struttura. I pochi superstiti ad oggi (circa 200 anime su 1070), sono ancora in cerca di un’idonea sistemazione. Sulla presenza di strutture private e pubbliche insistenti nel territorio calabrese si potrebbe discorrere ampiamente, specie se  a gestire il tutto non sono nella maggior parte dei casi Associazioni riconosciute e senza scopo di lucro, ma società o cooperative private che si mettono insieme con il solo intento di guadagnare sulla pelle dei nostri amici animali. In molti sapranno che le convenzioni con i Comuni stipulate con le suddette strutture, arrivano a pagare fino a 3,00€ a cane al giorno (soldi che paghiamo anche con le nostre tasse). Il numero dei cani all’interno dei rifugi cresce in maniera esponenziale, ma le misure per la prevenzione al Randagismo e la riduzione del numero di cani “senza tetto”non sono state mai attuate nella nostra Provincia. La sterilizzazione , nonché il controllo sulle nascite sia per i cani di strada che per gli ospiti dei canili, non sono pratiche conosciute ed accettate dalla maggior parte dei Comuni calabresi. Inutile parlare poi della promozione  di adozioni presso i canili, perché anche in questo caso andremmo ad imbatterci in una pratica che non è contemplata dalla gran parte della gente che preferisce invece  rivolgersi ai negozianti di animali alla ricerca del cane più alla moda. Sembra quasi inutile parlare adesso di possibili soluzioni e ingenti cambiamenti, episodi come quello del canile Dolly Dog restano e resteranno come l’ennesima riprova di una cultura animalista ancora da “svezzare” e da portare agli occhi di chi ha la possibilità di migliorare le cose. Al di là di ogni stigmatizzazione il  precipuo dato oggettivo della vicenda, sta nell’ingiusta  morte di 800 cani  e della solita tendenza a scaricare responsabilità da una parte all’altra. La strage poteva semplicemente essere evitata  e anche stavolta purtroppo non ci sarà giustizia per quelle vite senza voci, che sono state portate via nell’indifferenza e nella  solitudine.   E’ onesto chiedersi come mai in questi anni visto il precedente, nessuno ha pensato e spinto per la costruzione di bande di contenimento o altre misure fattive che avrebbero di certo evitato una simile strage? O meglio, perché costruire un canile a pochi passi da un fiume tutt’altro che dormiente? Come mai quando si tratta di animali gli aiuti delle istituzioni arrivano sempre in ritardo o non arrivano affatto? Come è possibile che esistano ancora strutture con oltre mille animali?Le risposte a queste domande , come molte altre purtroppo, non trovano collocazione in un paese ma soprattutto in una regione che non ha MAI dimostrato interesse per creature con pelo e coda, salvo alcune eccezioni del caso, dove si è riusciti a ricavarne sordidi interessi politici ed elettorali .La Calabria lo ricordiamo è la prima regione d’Italia con il più alto numero di abbandoni , la regione dove l’anagrafe canina non ha un sistema informatizzato ed aggiornato, la regione nella quale si commettono i più numerosi reati contro gli animali, la regione dove l’ecomafia ha trovato i suoi maggiori “acquirenti”. Insomma una regione che per troppi decenni è rimasta sorda e cieca di fronte all’inciviltà e il malaffare perpetrato  anche nei confronti di poveri esseri viventi che  ambiscono al semplice gesto d’amore, a quella carezza che non scorderanno mai  e che sarà per loro il suggello dell’eterna riconoscenza e fedeltà nei confronti dell’uomo.

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