Esche avvelenate. Stanare i killer. Attentato ad animali e salute pubblica

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E ora tocca ai bocconi killer. La marcia del sottosegretario Martini schiaccia non solo i sassi della politica indifferente al grido degli invisibili ma va ora a colpire anche la delittuosa pratica delle “polpette” avvelenate. Anche per loro, oltre ai canili lager, ai sindaci inadempienti che affamano i cani, è già stata dichiarata guerra.

Sottosegretario, un altro tassello di civiltà?
«Dobbiamo contrastare questa barbarie in modo fermo, deciso, rapido soprattutto. A giorni il ministero emetterà un’ordinanza per colpire questo delitto. E i sindaci avranno il loro ruolo centrale di responsabilità. Da questo principio di legge io non mi schiodo, in barba a quei sindaci che fuggono dalle loro responsabilità».

Ci può anticipare l’ordinanza?
«Bisogna smettere di sottovalutare i bocconi, le esche avvelenate gettate criminalmente nei giardini, nei terreni, nelle campagne per allontanare gli animali e i loro proprietari, uccidendo creature innocenti dopo atroci sofferenze. Basta! L’ordinanza va a colpire un duplice reato: una pratica barbara, delittuosa, che mette a rischio la salute pubblica esponendo ad avvelenamento anche i bambini, l’ambiente, la falda, il patrimonio faunistico, esponendo a morte certa anche gli animali selvatici, magari protetti. Un disastro a catena in ambito urbano ed extraurbano».

Entrando nei dettagli?

«Le misure che stiamo definendo hanno dei punti fermi: è previsto l’obbligo del proprietario e del responsabile di fare denuncia, e per responsabile intendo il sindaco, che è il padrone degli animali vaganti sul territorio; altro cardine è la veterinaria pubblica: anche lei avrà l’obbligo di denunciare il danno subito dal patrimonio faunistico; il medico veterinario dovrà dare immediata comunicazione all’Asl e al sindaco».

Insomma è un decalogo per ricostruire il luogo del delitto e il suo killer?
«Precisamente, perché si prevede anche l’invio all’istituto zooprofilattico dei campioni della sostanza che ha provocato la morte dell’anima – le con tanto di referto ed esiti entro un mese».

Sottosegretario, lei chiama ancora una volta in causa il sindaco.
«Difatti ha l’obbligo di dar corso alle indagini. Verrà istituito anche un numero verde, che sarà fondamentale per i cittadini e le istituzioni».

Lei attacca i bocconi perché sono anche nemici dell’ambiente. Con quali effetti?
«Di grave inquinamento. Ma la novità credo che farà anche desistere dal gettare bocconi nei terreni prevede un passaggio obbligato, rivoluzionario – esclama con soddisfazione Martini – Il sindaco entro 48 ore dall’accertamento è tenuto a bonificare l’area». Il passaggio chiave è che il contesto ambientale dovrà essere risanato e non si esclude una sua delimitazione persino con una cartellonistica che evidenzi in quella proprietà il reato consumato. Insomma, la bozza d’ordinanza allo studio mette in forse, senza adeguata bonifica, l’impossibilità di proseguire nelle attività agricole o silvo-pastorali. D’altra parte, un’area inquinata, è pericolosa per la salute pubblica e animale. «Prevediamo la piena collaborazione degli organi competenti, dalla polizia locale alle guardie zoofile alla forestale. Sarà quindi un tema che concerterò col ministero dell’Agricoltura».

E che dire dei veleni impiegati?
«Ci sarà un allegato all’ordinanza, per restringere l’uso delle sostanze velenose e, come accade negli altri Paesi, inserire in questi prodotti anche sostanze amaricanti, per rendere immediatamente repellenti per odore e sapore i bocconi».

Stefania Piazzo