Chiliamacisegua

Se cominci ad accarezzare un cane, avrai trovato un'occupazione per la vita
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Archive for novembre, 2008

Terra! – Uomini e Cani: i canili del Molise

novembre 28, 2008 By: Rosanna Marani Category: Canili lager, Maltrattamento cani, Servizi

E’ un luogo comune ma vero. I cani sono i migliori amici dell’uomo.
Ma è vero anche il contrario? E’ un sentimento reciproco? A giudicare quello che ha scoperto Anna Mingotto, diremmo proprio di no!

Questa è la frase di inizio di un documentario girato appunto da Anna Mingotto al canile della Sig.ra Maria Rosaria Romano a Mirabello Sannitico in provincia di Campobasso.

Un cancello che si apro di notte, a Mirabello Sannitico, vicino a Campobasso.
Maria Rosaria Romano di 65 anni lavora fino a tardi. Quando si hanno 440 cani a cui badare, non ci sono orari se si è soli.
Ecco la baraccopoli dei cani di Mirabello.
100 box sovraffollati, e una donna che nella vita ha fatto la maestra amando i cani e dando loro tutto quello che aveva.

Maria Rosaria dice che prima era una baraccopoli pulita, le cucce erano tutte nuove, ma con la mancanza di fondi senza nessuno che li aiuta, quello che vedete nel video è il massimo che si può fare.
I suoi cani stanno vivendo di elemosina e Maria Rosaria se ne vergogna altamente.

Nel rifugio di Mirabello non manca l’amore, ma manca il resto, replica Anna Mingotto.

Maria Rosaria Romano si è autodenunciata alla ASL dopo la morte di 41 cani di fame e stenti. Ha telefonato tante volte ad Assessori e Comune pregando di dare una mano, ma nessuna l’ha ascoltata.

All’inizio della convenzione, nel 2001, il comune di Campobasso avevano 68 centesimi a cane, ma questa convenzione prevedeva una decurtazione del 10% di questa somma perchè partiva immediatamente la sterilizzazione del cane, partendo però 3 anni dopo!
La somma prevedeva inoltre l’ausilio di operai e tante belle cose.
Quest’anno, nel 2008, il comune manda a Maria Rosaria Romano soltanto 24 centesimi per cane di mangime.

ASL e comuni negano di aver mandato i cani da Maria Rosaria, ma meno male che ci sono delle delibere…

Andando quindi dal sindaco di Campobasso Giuseppe Di Fabio, egli ammette che dal 2003 non hanno mandato più cani. Dice che la Sig.ra Romano non accetta una convenzione che le darebbe più soldi perchè dice che sarebbero comunque insufficienti.
Giuseppe Di Fabio si difende con le cifre che il comune di Capobasso spende per la lotta al randagismo: 350.000 € l’anno. Anziani e poveri sono sovvenzionati con molto meno, in base a quello che dice.

Con un verbo al futuro, la Regione Molise stanzionerà fondi per i canili.

Il canile sotto sequestro giudiziario di Santo Stefano ha 568 cani gestito da Anna Maziotti presidente della Lega del Cane sezione Molise.
Le coperture sono state fatte interamente a spese della Lega del Cane, l’acqua ristagna sul pavimento per mancanza di fosse di contenimento, hanno finestre murate e i cani sono ciechi.
Questo canile è costato allo Stato 860.000 €.
Anna Maziotti conferma che il volontariato fa molto, ma non è abbastanza.
Ci sono cani che hanno bisogno di toelettatura, ma non c’è nulla di decente. I nuovi box hanno un’area di sgambamento in forte pendenza con l’impossibilità di recuperare i cani e di farli far correre liberamente.

Scalda il mio Natale con una cuccia

novembre 28, 2008 By: Rosanna Marani Category: Canili lager, Richieste

Regala un riparo ai 500 cani di Mirabello Sannitico.
È una iniziativa di Chiliamacisegua, Mi fido di te e Dogwelcome per i cani di Mirabello Sannitico
in Molise dove 500 cani accucciati a terra  passano le notti e i giorni senza nessun riparo
«a volte, la mattina -racconta un volontario – dobbiamo staccare con delicatezza le zampe incollate al gelo del pavimento».
Il termometro del loro inverno scende fino a meno dieci. Puoi scegliere se regalare una cuccia media ad euro 85 o
una cuccia grande ad euro 105 oppure versare anche solo un piccolo contributo libero per aiutarci ad acquistarle.
Servono con urgenza 250 cucce.
Coordinate per il versamento:

codice IBAN: IT26B0542852490000000093235 BANCA POP DI BERGAMO.
Gruppo BPU filiale di ALMÉ
CC 93235 ABI 5428 CAB 52490 CIN B – MI FIDO DI TE ONLUS  – www.mifidodite.org
Indicare in causale: cucce per il Molise.

Info: Annalaura 3391344014 info@dogwelcome.org www.dogwelcom.it
Monica 3388548461 info@chiliamacisegua.org www.chiliamacisegua.org

link del video di Terra
YouTube – Terra! 27/11/2008 – Canili del Molise

Grazie per quello che farete

Terra! – Traffici di cuccioli dall’Est

novembre 28, 2008 By: Rosanna Marani Category: Maltrattamento cani, Servizi, Traffici di animali

I traffici di cuccioli dall’Est, nonostante campagne e monitoraggi da parte di associazioni, continua a essere molto alto e senza alcuna pietà per i poveri cuccioli che a insaputa degli acquirenti fanno viaggi impressionanti.
Il 50% dei cuccioli muore durante il viaggio e il 40% dei restanti cuccioli muoiono per malattie.

Andrea Cristofori del settore Cani e Gatti LAV denuncia una situazione preoccupante e allarmante dove i venditori sono in mezzo a un sistema di scambio di veri e propri animali oggetti con un giro di denaro impressionante!

Terra! – Randagismo in Puglia

novembre 28, 2008 By: Rosanna Marani Category: Randagismo, Servizi

Il randagismo in Puglia da anni è elevatissimo.
Raffaella Vergine, dell`associazione Zampa Libera di Lecce dice che è da anni che sta portando avanti una lotta per le sterilizzazioni, ma i sindaci sono sordi. Che strano…è una frase che ultimamente di sente dire tantissimo in giro!

Secondo i dati del Ministero della Salute, i cani randagi ancora allo stato brado sono 442.000 concentrati soprattutto nelle cinque regioni del sud.
In Pugli i randagi sono più di 70.000!!!

La battaglia di Raffaella e di altri volontari per la difesa dei cani è piena di ostacoli.

Con un parto di 10 cuccioli, il 50% sono tutte femmine, fra 6 mesi una mamma fa altri cagnolini e il lavoro di mesi e anni delle volontarie viene vanificato.
Da una cagna, dopo due anni, si arriva a 2.380 cani!

Il direttore del servizio veterinario ASL di Lecce nord dice che ci vorrebbe un potenziamento soprattutto da parte dei Comuni in quanto sono assenti di canili sanitari. Un cane non si può sterilizzarlo e lasciarlo per strada. Per sterilizzare un cane bisogna portarlo in una struttura sanitaria.
Senza canili sanitari non si va da nessuna parte!

In Italia servono almeno 1.500 nuovi canili e di questi almeno 500 canili sanitari.
Sono 1.600 i comuni italiani che non sono dotati di servizi di raccolta dei cani randagi, ne hanno rifugi per i cani o convenzioni con i canili.

Ecco il serivizio di Terra! con testimonianza di Raffaella Vergine, dell`associazione Zampa Libera di Lecce.

La vita non ha burocrazia

novembre 27, 2008 By: Rosanna Marani Category: Richieste

Chiliamacisegua chiede cortesemente al Governatore del Molise, Michele Iorio se la sua compassionevole e illuminata decisione, comunicata a mezzo stampa, dalle parole è passata ai fatti.

La burocrazia ha i suoi tempi, lo sappiamo, ma sappiamo anche che la vita non ha burocrazia.

O si vive o si muore

Come i cani che si stanno spegnendo giorno dopo giorno, di fame e di freddo, raccontati questa sera da Anna Migotto a Terra, curata da Toni capuozzo, in onda su Canale5 alle ore 23,30

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2008-11-19 17:36

RANDAGISMO: PIANO REGIONE MOLISE PER AFFRONTARE EMERGENZA

(ANSA) – CAMPOBASSO, 19 NOV – Un Piano straordinario che governi quella che ormai puo’ dirsi una vera e propria ”emergenza cani”. E’ quello predisposto dall’assessore Sandro Arco su specifico incarico del presidente della Regione Molise, Michele Iorio. ”Il Molise – ha detto Iorio incontrando, presso la Giunta Regionale insieme all’Assessore Arco, i responsabili del servizio veterinario dei distretti sanitari per discutere del problema dei canili – vanta una consolidata tradizione di tolleranza e attenzione per il mondo animale, e particolarmente per quello dei cani. Ultimamente questa immagine e’ stata duramente danneggiata da alcune inchieste giornalistiche che si sono occupate delle pessime condizioni igienico-sanitarie, oltre che strutturali, dei canili privati e pubblici di Campobasso di Mirabello Sannitico”. ”E’ dunque necessario – ha aggiunto – sia per il rispetto che si deve a questi animali, sia per onorare la tradizione animalista e la buona immagine del Molise, provvedere in tempi brevissimi a dare risposte ad una situazione ormai non piu’ sostenibile”. Secondo Iorio ”il Piano predisposto prevede piu’ versanti di interventi”. ”Si va, infatti – ha spiegato – da una pressante campagna di comunicazione sociale tra la gente sull’abbandono degli animali da affezione, per passare ad un’attenta e precisa gestione sanitaria dei canili e delle strutture di profilassi veterinaria, per arrivare, infine, ad ammodernare e riqualificare gli impianti di Campobasso e di Mirabello. Non manca poi un programma di sterilizzazione dei randagi. Questo prendendo esempi da realta’ molto virtuose gia’ presenti, e pienamente operanti, in regione come quella di Isernia. Il tutto, ovviamente, coinvolgendo i Comuni e tutte le autorita’ competenti in un programma di civilta’ animalista e di sicurezza per i cittadini”. Prossimamente sono previsti altri incontri con le istituzioni competenti per mettere a punto una rete istituzionale che intervenga con incisivita’, tempestivita’ e appropriatezza. Il piano verra’ discusso nei prossimi giorni insieme ai sindaci di Campobasso, Mirabello Sannitico e Ferrazzano, e alle varie associazioni animaliste presenti sul territorio. (ANSA).

Lettera a Brunetta

novembre 26, 2008 By: Rosanna Marani Category: Canili lager, Novità, Richieste

Chiliamacisegua aveva inoltrato qualche tempo fa, la seguente lettera al ministro on renato brunetta rimasta senza rispostaevidentemente i “fannulloni” sindaci non hanno diritto al tornello e al biasimo popolare,

Chiliamacisegua aveva inoltrato questa stessa lettera alle istituzioni locali regionali provinciali nessun verbo di replica neppure da questa spondachiliamacisegua consapevole dei mille impegni che occupano ministri, sindaci, prefetti, presidenti di provincia, di regione, di comunità montane (alte e basse), ASL, assessori, persone elette dal popolo (a volte bue), ci riprova, sottolineando se ancora ce ne fosse bisogno, che il solo politico degno di questo nome (politica uguale servizio al cittadino) che ha conosciuto è il sottosegretario on Francesca Martini.

Chiliamacisegua portavoce del popolo ( a volte bue) del web richiede come sono spesi, allocati, investiti i quattrini dei contribuenti se i risultati sono questi:
oggi 25 novembre succede in molise che la fogna centrale del canile di santo stefano ha straboccato, causa  le piogge copiose delle ultime ore, invasando i nuovi box nella  zona in via di ampliamento per fortuna che i cani dall’ex mattatoio ancora non sono stati trasferiti, perchè sarebbero morti probabilmente annegati.
Telemolise ha girato un servizio che andrà in onda questa sera nel corso del TG.
Chiliamacisegua rifacendo i conti con il pallottoliere, replica al sindaco giuseppe di fabio che ieri si è premurato di dichiarare in un comunicato stampa, tuttobenemadamalamarchese,cani in ottima salute, e che è stato sbugiardato dalle foto che mostrano lo stato  reale di salute dei suoi cani allegate al nostro controcomunicato , che per 50 cani ricoverati a ripalimosani  il comune di campobasso ha  pagato 25.920 euro e che per 580 cani ricoverati a mirabello il comune di Campobasso ha pagato 50.000 euro.
Dividiamo la somma cadacane e troviamo la ragione per la quale a Mirabello i cani muoiono di fame.

Certo è davvero una situazione, come dire, da liquame fino al collo!

Questa la lettera inviata a suo tempo all’on renato brunetta e alle istituzioni molisane, lettera aperta al ministro on Renato Brunetta.

Chiliamacisegua desidera rendere noto il seguente antefatto.

Nel 2003 il comune di Campobasso ha costruito, su una area utilizzata fino ad allora come discarica, un lager a 5 stelle, il canile di Santo Stefano.

Il costo a carico di Pantalone, il solito contribuente cretino che non ha voce in capitolo: altrimenti avrebbe suggerito a cotanta, ingegnosa amministrazione che forse, non sarebbe stato il caso di poggiare le fondamenta di un canile su un terreno argilloso!

In occasione di pioggia, l’argilla, hanno dimostrato gli studiosi geologi con ponderose pubblicazioni, è destinata inconfutabilmente, a trasformarsi in limo. In aggiunta l’argilla ha il maledetto vizio di essere a pericolo frana, come hanno potuto constatare i soccorritori quando, il canile è smottato rovinosamente appena inaugurato. Chissà poi, se il giorno del taglio del nastro inaugurale, quando il politico, l’assessore o il sindaco pronuncia il bel discorsetto che viene applaudito dagli astanti, l’amministrazione si è preoccupata di ancorarsi al suolo!

Già, può capitare di  essere spazzati via dai venti che soffiano in questa area,da ogni latitudine e longitudine. La prova? Spesso, ahimè, tetti dei box vengono scoperchiati dalla violenza di eolo. Qualche anima pia provvederà, in quel turbinio, a zavorrare i cagnetti di taglia più piccola?

Se si sfoglia l’album delle foto ricordo degli ospiti reclusi, (dovrebbero indossare un paio di stivali di gomma per evitare la incessante fanghiglia che proviene dalle pozzanghere!) si possono ammirare i cani in pose, come dire? Sportive, per sfuggire all’impasto di melma e magma fognario degli scarichi, le povere bestie, sono costrette a fare free climbing sulle proprie fradice cucce! Le foto li mostrano aggrappati ai cucuzzoli dei loro box, dove si arrampicano per sfuggire all’acqua e al fango!

Beh,complimenti al genio che l’ha progettato e complimenti all’amministrazione che lo ha realizzato! I costi? Il tutto, chiavi in mano, per la modica cifra di 850 mila euro.
Un affarone! Si presuppone che tale amministrazione abbia ottenuto un notevole sconto sul prezzo pattuito per accontentarsi di un impianto che, invece di far defluire a valle i liquami, li inoltra a monte!

Qualcuno si è ricreduto? Qualcuno ha posto rimedio?

La comunità alto molise invece di domandare scusa per l’impiego tanto maldestro del denaro pubblico e di rimettere mano a tale mostruosità, sistemando a norma, il canile di poggio sannita, pare, voci di corridoio, abbia intenzione di buttarsi in una nuova avventura, con la incoscienza degli entusiasti.

Dimenticato il canile monstre, una vera cattedrale nel deserto (magari la comunità, potrebbe inserirla in un tour turistico guidato nel territorio, per insegnare come non si costruisce un canile e dove soprattutto non si costruisce un canile)

Mostra l’intenzione di ricominciare da capo.

Si dice che  voglia riprovarci, ex novo, con un altro canile.
Peccato che il terreno sui cui l’amministrazione avrebbe puntato gli occhi, si trovi a 2000 metri di altezza, in mezzo a pietraie e rovi.
Ah, e anche fuori regione.

Così i cani, oltre agli stivali di gomma (non si sa mai!) dovranno essere dotati di scarpe con ramponi e picozza!

Se tutto ciò corrisponde a verità chiliamacisegua, portavoce delle istanze delle volontarie e dei volontari che stanno dalla parte degli animali e non delle amministrazioni che dimostrano poco raziocinio e degli architetti e ingegneri un pò bizzarri, pronti a dare il loro benestare per opere assurde, domanda: “ma con quali soldi???”

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Comunicato stampa – Terra in onda giovedì 27 novembre – ore 00,15

novembre 26, 2008 By: Rosanna Marani Category: Novità

Chiliamacisegua informa che giovedì 27 novembre, andrà in onda alle ore 00,15 una puntata di Terra su canale 5 dell’ottimo Toni Capuozzo, che grazie alla sua sensibilità per il problema randagismo e all’indignazione per lo sperpero del danaro pubblico, ha richiesto ad Anna Mingotto di realizzare due servizi ad hoc, uno in Puglia e uno in Molise.
Informiamo ed invitiamo gli enti istituzionali, sordiciechimuti ad assistere allo spettacolo che dilaterà la loro vergogna con la speranza che forse, per un miracolo laico, richiesto già da tempo dal sottosegretario alla salute on Francesca Martini, riacquisteranno repentinamente i sensi, tanto offesi dalla indifferenza e dalla inapplicazione della legge 281 del 1991 per la tutela del benessere animale, il cui testo, giace sepolto e dimenticato in qualche polveroso anfratto dei comuni nostrani.
Ricordiamo ai distratti che l’on Martini sta censendo e mappando l’Italia degli Orrori, per individuare i responsabili dello scempio perpetrato nei confronti deli animali indifesi e indesiderati, maltrattati, lasciati morire di stenti e per richiamarli alla legalità.
Noi, invece, ricordiamo che abbiamo molta buona memoria che ci soccorerrà l’ispirazione nella cabina di voto
alleghiamo per chi non conoscesse il fenomeno di Campobasso e la fama del suo sindaco Giuseppe Di Fabio, soprannominato “l’affamarandagi”, l’intervista di Pasquale di Bello al sottosegretario, pubblicata su Nuovo Molise.

Si consiglia la lettura e la visione a sindaci maggiorenni e in possesso di robusta responsabilità.

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Randagi: Di Fabio fuori legge

novembre 24, 2008 By: Rosanna Marani Category: Maltrattamento cani, Randagismo

In esclusiva a Nuovo Molise il sottosegretario al welfare, Francesca Martini.
Disposta in Molise una ispezione dei Nas.
Sottosegretario Martini, è noto il suo impegno nella lotta al randagismo. In tutto questo Lei si è occupata più volte del Molise, intervenendo anche sul presidente della regione Iorio. Partiamo da qui: che risposte ha avuto dal governatore del Molise? Ho contattato direttamente il Presidente Iorio per sollecitarlo ad una presa d’atto rispetto alla grave situazione del Molise in materia di gestione dei canili sanitari ed ho trovato sensibilità specifica. Mi ha garantito il suo impegno e mi aspetto che mantenga fede a questo. So che ha fatto visita ad alcune strutture e intendo mantenere con lui un dialogo aperto perché abbiamo bisogno di un vero cambiamento attraverso la sua gestione politica e di avanzamento culturale riguardo la coscienza civica del popolo molisano. Con una ordinanza dello scorso 28 ottobre il sindaco di Campobasso, Giuseppe Di Fabio, ha praticamente imposto l’adozione dei randagi a tutti coloro che intendono sfamare gli animali senza padrone. Come commenta questa presa di posizione? L’ordinanza del Sindaco di Campobasso è in evidente contrasto con il quadro normativo: colui che riveste il ruolo di Autorità Sanitaria, e che quindi dovrebbe mettere in atto quanto prescritto dalle leggi in materia di tutela del benessere degli animali e lotta al randagismo, deferisce paradossalmente le proprie responsabilità ai cittadini! Si sottende una ottusa ignoranza che peraltro ha scatenato un vero e proprio caso nazionale. A tal proposito già in data 6 novembre, appena appresa la notizia dell’emanazione dell’ordinanza, ho inviato una lettera al Sindaco di Campobasso per richiamarlo ai propri doveri istituzionali e per esprimere la mia preoccupazione. Di Fabio sostiene che alla base del suo provvedimento vi sia il pericolo di aggressioni ai cittadini da parte dei randagi attirati dal cibo che viene loro offerto. E’ una motivazione plausibile a suo dire? Al contrario, scientificamente rispetto alla codificazione del comportamento animale, proprio il divieto di somministrare cibo più facilmente determina un aumento del rischio di aggressione da parte di cani affamati e maltrattati che possono anche riunirsi in branchi proprio per cercare il cibo e dare luogo a comportamenti aggressivi dettati dalle privazioni e dalla mancanza del normale rapporto con la specie umana. La situazione dei canili molisani Lei la conosce. In alcuni casi il termine lager è un eufemismo. Santo Stefano e Ripalimosani sono due pessimi esempi che si sono già segnalati alle cronache nazionali. Concretamente, come se ne viene fuori? Quali i ruoli precisi di Regione, Asl e Comuni? Purtroppo la situazione insita in molti canili della regione Molise, ma anche in altre zone, in particolare del centro sud d’Italia, mi è tristemente nota e desidero fortemente aiutare e sostenere queste realtà. E’ indubbio che esistono grandi responsabilità, sia attuali, che pregresse, da parte delle Amministrazioni locali; le leggi nazionali e regionali spesso sono completamente disattese o male applicate e non hanno portato a quell’obiettivo di riduzione del randagismo e di corretta gestione del benessere animale sul territorio. Eppure i soldi per la gestione dei servizi competenti sono stati spesi, al nord come al sud. I canili sono molto spesso al limite del collasso e, ad oggi, non è ancora stata implementata una seria politica promozionale volta alle adozioni dei cani. Ribadisco i canili sono fatti anche e soprattutto perché i cani possano entrare nelle famiglie. Non dimentichiamo però che chi adotta o possiede un animale da compagnia deve essere supportato da una adeguata informazione e fare una vera e propria assunzione di responsabilità. Purtroppo assistiamo anche all’indecente fenomeno degli abbandoni di animali, che ricordo: è un reato. Come Sottosegretario alla Salute del Governo nazionale, che tipo di impegni si sente di prendere? Il mio impegno in questo ambito è molto forte e, non a caso, ho costituito un tavolo di lavoro permanente per gli animali d’affezione, dove esperti della Veterinaria pubblica e privata, del Ministero, delle Regioni e dell’Università, dei Comuni e delle Associazioni protezionistiche si confrontano e cercano di trovare soluzioni per risolvere, tra gli altri, l’annoso problema del randagismo canino. Ci riuniamo ogni settimana, oltre ad avere gruppi di lavoro specifici con le organizzazioni di rappresentanza dei veterinari ed i parlamentari che si impegnano direttamente su questi temi. In tempi brevissimi emanato l’Ordinanza del 6 agosto 2008 relativa alle misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina che introduce l’obbligo del microchip e ribadisce le responsabilità dei sindaci in materia di contrasto al randagismo. Tengo a precisare, inoltre, che nella scorsa estate ho promosso la prima campagna della storia del nostro Paese mai istituita direttamente dal Ministero contro l’abbandono estivo dei cani. A tal proposito sottolineo la necessità di favorire e migliorare la convivenza uomo – animale da compagnia mediante la “conoscenza”, questo obiettivo può essere raggiunto attraverso iniziative legislative, ma anche attraverso campagne di informazione rivolte ai cittadini, nonché adeguati programmi didattici nelle scuole. Con i programmi d’informazione ed educazione dei cittadini e dei proprietari di cani e gatti, si può favorire la diffusione del rispetto degli animali, ma anche contenere il fenomeno del randagismo attraverso la promozione di campagne di sterilizzazione. Vorrei anche aggiungere che al fine del controllo della popolazione canina appare quanto mai necessario che l’Anagrafe canina nazionale sia completata e resa efficiente e fruibile; soltanto attraverso la creazione di un sistema nazionale possono essere garantiti il rintraccio degli animali smarriti, il monitoraggio della popolazione canina ed il monitoraggio degli episodi di aggressione da parte dei cani. Con i carabinieri dei Nas ho inoltre iniziato un controllo a tappeto di tutti i canili sanitari, canili rifugio, allevamenti, studi veterinari, centri di addestramento, toelettature. Abbiamo verificato le condizioni igenico-sanitarie e di tutela degli animali di 743 strutture. In un terzo abbiamo registrato irregolarità comminando sanzioni di tipo amministrativo o penale; i risultati ed alcuni filmati raccapriccianti girati direttamente dai carabinieri sono stati presentati da me in una conferenza stampa. Inutile sottolineare che dobbiamo lavorare ancora molto. Attualmente sto per emanare altre due ordinanze: una contro il gravissimo fenomeno dei bocconi killer utilizzati per uccidere cani ma che determinano anche grave avvelenamento ambientale e rischio per la salute pubblica, l’altra per la prevenzione di aggressioni a cittadini o altri animali da parte di cani potenzialmente reattivi in presenza di proprietari irresponsabili. Inoltre mi sto impegnando in una mappatura di tutti i canili italiani a cui lavoro con la direzione del Ministero preposta, vogliamo stanare i canili lager e denunciare i responsabili. Sottolineo che lo spirito è comunque di grande collaborazione, le amministrazioni locali hanno anche bisogno di un aiuto e soprattutto di essere supportate e stimolate a lavorare bene in questo campo troppe volte dimenticato. Sottosegretario, al nostro giornale giungono molte segnalazioni di lettori indignati per lo stato di degrado dei canili molisani e per i maltrattamenti agli ospiti che vi sono ricoverati. C’è da un lato una crescente sensibilità sul tema ma, parallelamente, anche una montante sfiducia verso le istituzioni. Moti ci chiedono un suo intervento diretto, una sua vistita in regione. Che risposta possiamo dare? E’ possibile un suo personale sopralluogo? Sono consapevole del fatto che i cittadini contano molto sul mio lavoro, ricevo centinaia di mail ogni giorno di sostegno da tutta Italia, questo mi gratifica e mi dà forza. In molte aree del Paese emerge un sentimento di sfiducia verso le proprie Istituzioni. A questi cittadini dico sempre: cambiate! Ÿ nella cabina elettorale che potete esercitare il vostro dissenso. Inoltre ritengo molto importante l’apporto delle associazioni e dei gruppi di persone per sollecitare direttamente le amministrazioni. Vi anticipo inoltre che ho disposto da parte dalla Direzione Generale della sanità animale e del farmaco veterinario una ispezione nella regione Molise assieme ai Carabinieri del NAS che si svolgerà in tempi brevi.

Pasquale Di Bello

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Pavia, Inferno o Paradiso nel civile Nord

novembre 23, 2008 By: Rosanna Marani Category: Canili lager, Maltrattamento cani

Un altro viaggio nei canili amati o contestati.
Testimonianze giornalistiche e referti veterinari.
Nel mezzo loro, i cani che “parlano”.
Una sola realtà. Due versioni dei fatti. Corre l’obbligo di riportarli entrambe. Per il titolare del canile la Pandina, a Villanterio, le cose stanno così. Da La Provincia Pavese del 10 settembre 2008: «In pochi mesi ben 26 comuni della zona ci hanno regalato la loro fiducia convenzionandosi con noi. Il segreto? Amare veramente gli animali». «Ma qui si sappia – si legge nel servizio di Chiara Riffeser – gli animali sono letteralmente trattati coi guanti. Tra i cinquemila metri quadrati ci sono celle riscaldate e, addirittura, l’idromassaggio in fase di lavaggio». Poi aggiunge Rino Schiavini: «Noi abbiamo deciso di affidarci ai volontari dell’Enpa di Lodi e Pavia con cui abbiamo stabilito un accordo». Un marchio doc. «Insomma – prosegue La Provincia – qui si è ottenuta la quadratura del cerchio: e ne beneficiano anche gli stessi animali». La Pandina, un’oasi, un paradiso. Magari ce ne fossero altre.
Così parlò il gestore del canile. Così parlò il quotidiano di Pavia.
Poi c’è un’altra versione, quella di alcuni referti veterinari che dipingono questo angolo pavese sotto un’altra prospettiva: l’inferno anche al Nord. Non serve andare lontano, scorrere le immagini dei canili tristemente noti di Ripalimosani, di Rieti, di Campobasso: basta andare a Pavia, sembra ti suggeriscano. Cani dalla magrezza impaurita, dagli occhi scavati e sgomenti, mortificati nel corpo e nell’anima, morti per malattia e incomprensibili trascuratezze veterinarie. Il maltrattamento, che è spesso lasciare indifferenti il cane al proprio destino, è un fenomeno trasversale, non guarda in faccia la geografia ma solo la coscienza umana.
Ecco le storie di Gullit, di Oro, di Brando, di Sisso, di Pippo, emblema di un modo di essere considerati cani il cui vivere è sancito da una convenzione e da una retta giornaliera versata dai comuni.
Alcuni di loro sono morti di filaria, il parassita che occupa il cuore, le arterie e strangola la vita lentamente come un tumore bianco e sottile. A Pavia, nella bassa padana umida e fluviale, la filariosi è la leshmania del Nord. Senza profilassi, ti salva solo la fortuna. Altrimenti sai che muori con un verme che come un pitone si avvita al cuore ed entra strisciante nell’autostrada del sangue. Un’impiccagione progressiva.
Come è possibile che sia accaduto proprio a la Pandina, a Villanterio? Incomprensibile, impossibile. La Pandina è modello di eccellenza ed efficienza.
Ecco i referti sanitari. Gli aggettivi, i sostantivi dei veterinari, professionisti che rispondono ad un Ordine professionale, non hanno bisogno di commenti.
Pietro Baldi, veterinario in Vigevano, nel dicembre 2007: «In data odierna ho visitato un incrocio spinone di nome Gullit, di era apparente 3 anni, che presenta atrofia muscolare, marcata da inanità, magrezza e infestazione da endoparassiti. Il soggetto presenta disorientamento psicologico in fase depressiva». La testimonianza dell’adottante è più forte ma non la riproduciamo. Basta il referto.
Questa è la storia di Brando, in canile dal 2003, adottato nel maggio 2008. Dal referto di Alessandra Scorza, veterinario in Alessandria: «Il cane di nome Brando appena adottato presenta difficoltà respiratorie sotto minimo sforzo». Ricoverato il 3 giugno dopo ripetuti episodi di sincope vengono effettuati approfonditi esami: il test filaria sierologico è positivo ad alto titolo. Viene riscontrata «insufficienza cardiaca destra e grave ipertensione, troncatura dell’arteria polmonare». L’esito degli esami della dottoressa Simona Morini è impietoso: viene riportato in clinica il 18 giugno per una grave crisi respiratoria. Brando morirà il 26 giugno. Di filaria.
Il 5 gennaio 2008 è la volta dell’adozione di Pippo. La testimonianza è cruda, ma non la riportiamo. Tranne un dettaglio: «È stato consegnato senza un libretto sanitario». Sicuramente una svista dell’oasi canile. Pippo si addormenterà per sempre il 25 giugno 2008. Libero. Riportiamo invece questo: «Se ne è andato dopo solo 6 mesi di libertà, era vecchio, ammalato e stanco già ai primi di gennaio di quest’anno quando ha lasciato per sempre il canile dove ha vissuto la maggior parte dei suoi 14 anni».
Questa è la storia di Oro. È il 1 marzo 2008. Tossisce senza sosta, racconta chi lo aveva adottato. La testimonianza non la riportiamo. Ma questo sì: l’8 ottobre 2008 la padrona racconta che «purtroppo la filaria lo sta mangiando ma lui è felice. Solo 5 mesi di felicità e 10 anni da incubo. Quando l’ho tirato fuori speravo di regalargli almeno 3-4 anni di vita, invece dopo 5 mesi la malattia lo sta uccidendo».
Questa è la storia di Sissi. Il veterinario Baldi che lo visita il 7 gennaio 2008 dopo l’adozione certifica la sua «magrezza eccessiva». E consiglia immediata sverminazione e il «miglioramento dell’alimentazione». Il cane è pieno di parassiti. Ma c’è una sorpresa. Sissi è Sisso. Per chi gestiva il canile era una femmina. D’altra parte l’’Asl di Pavia ne era proprio convinta. Nel certificato di iscrizione all’anagrafe canina il sesso dichiarato è quello femminile. Sicuramente una svista, un errore in buona fede, con tutti quei cani da seguire… Non facciamone un dramma.
Questa è la storia di Biba, un capitolo tutto a parte. È il 22 febbraio 2008. La signora A.R. si reca in canile per adottare Biba. Il veterinario Asl conferma che il cane è adottabile. Ma non per il gestore, che lo dichiara già “prenotato” telefonicamente. Ci volle l’intervento del maresciallo dei carabinieri per consentire alla signora di adottare Biba. Naturalmente l’episodio fu una casuale incomprensione, un equivoco. A la Pandina, infatti, le porte sono sempre aperte, i cani attendono felici nuovi padroni: un passaggio indolore da un paradiso all’altro.

s.piazzo@lapadania.net

Campobasso – Regione vara piano per canili

novembre 20, 2008 By: Rosanna Marani Category: Canili lager, Maltrattamento cani, Novità, Randagismo

La regione Molise prepara un piano straordinario per i canili. “Il Molise – ha detto il Presidente, Michele Iorio incontrando in mattinata i responsabili del servizio veterinario dei distretti sanitari – vanta una consolidata tradizione di tolleranza e attenzione per il mondo animale, e particolarmente per quello dei cani.
Ultimamente questa immagine e` stata duramente danneggiata da alcune inchieste giornalistiche che si sono occupate delle pessime condizioni igienico-sanitarie, oltre che strutturali, dei canili privati e pubblici di Campobasso di Mirabello Sannitico. E` dunque necessario, sia per il rispetto che si deve a questi animali, sia per onorare la tradizione animalista e la buona immagine del Molise, provvedere in tempi brevissimi a dare risposte ad una situazione ormai non piu` sostenibile”.
Il Piano prevede piu` versanti di interventi: dalla campagna di comunicazione sociale sull`abbandono degli animali da affezione, per passare ad un`attenta e precisa gestione sanitaria dei canili e delle strutture di profilassi veterinaria, per arrivare, infine, all`ammodernamento e la riqualificare degli impianti di Campobasso e di Mirabello”. A questo sara` affiancato anche un programma di sterilizzazione dei randagi.


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