E a Mirabello i sindaci condannano chi cura i cani
41 cani sono volati, leggeri come piume, sul ponte dell`arcobaleno. Avevano la pancia vuota. In Molise. In Molise, i volontari toccano con mano il fondo dell`indifferenza. In Molise, gli animalisti raschiano inutilmente il barile della compassione. In Molise, le Istituzioni vivono di “chis – senefrega “sulla pelle di esseri senzienti, animali (la parola animale deriva da anima, dal greco ànemos = vento, soffio vitale). La lunga agonia di povere bestie si chiude con un sibilo. Se ne vanno indesiderate e ignorate, con l’unico conforto di incontrare, prima di buttare fuori l`ultimo respiro, il solo sguardo caritatevole che abbiano mai conosciuto nella loro esistenza. Da tempo immemorabile, il tempo dello scaricabarile, la signora Maria Rosaria Romano nel canile di Mi – rabello, in provincia di Campobasso, lotta contro l`impossibile: l`applicazione della Legge. La coscienza, in Molise è cosa rara. E i Sindaci del Molise sono incapaci come dimostrano, di coniugare un sentimento, incapaci di prendere p ro v v e d i m e n t i . Un canile convenzionato ufficiale, riconosciuto nel comprensorio, non esiste. Esiste il menefreghismo di questi Sindaci, che si sono appropriati della compassione che la signora Romano, ex insegnante in pensione, ha provato la prima volta verso un randagio e l’hanno fatta diventare abitudine a gratis, che sopperisce alla loro inottemperanza della Legge. Esiste la sordità morale di questi Sindaci, che ha fatto in modo che al primo randagio accudito dalla signora Romano, se ne aggiungessero, mandati dai loro Comuni, altri 699. Questi Sindaci, secondo la Legge 281 del 1991 per la tutela e il benessere animale, avrebbero dovuto ristrutturare o costruire canili laddove non esistono e occuparsi della tutela e benessere di animali vaganti sul loro territorio. Ora la signora Romano lancia l’ennesimo,disperato grido di aiuto per non soccombere assieme ai suoi cani.E i Sindaci, dopo aver continuato per anni a chiedere alla signora di accettare i cani che loro stessi le hanno mandato e che continuano a mandarle, si tirano da parte.
Ad un tiro di schioppo da Mirabello, che mitraglia la stessa indecenza, si erge in tutto il suo orrore, su un terreno di 1600 metri quadri, concesso in parte dalla amministrazione comunale, per la miseria di 900,00 euro il canile di Ripalimo – sani. Il sequestro del 4 agosto 2008 ha svelato agli occhi degli ispettori uno scenario a dir poco apocalittico. Box come bare di cemento impastate con eternit (messe al bando per la pericolosità dell’amianto con cui sono composte) nude, dove i cani non hanno spazio per muoversi, né riparo d’estate e d’inverno. Le taglie dei cani mescolate senza criterio, grandi e nane, forse per accelerare la selezione naturale, senza alcuna cura per il più debole destinato a soccombere al capo branco quando viene attaccato e spesso ucciso. Senza acqua, senza cibo, topi morti di fame anche loro, pulci, zecche che si sono ingrassate mangiando lembi di muso delle povere bestie, creature con dermatiti, alopecia, denutrite, con parti dilaniate che mostrano addirittura l’osso che esce dalla carne viva. I cani non escono mai dai box, neppure quando un inserviente disumano spara violentemente il getto del l’acqua gelata, provocando un mulinello unico dove tutto è rappreso insieme, animale, feci e urina. Que – sta è la quotidianità documentata del canile di Ripalimosani. Il gestore del canile sequestrato si fa le regole e interpreta la legge a modo suo. Con arroganza. Con supponenza. Con senso di onnipotenza. Frappone mille ostacoli alle adozioni dei cani, osteggia in ogni modo il lavoro dei volontari, dileggia la loro abnegazione, lasciando cristallizzata l’orren – da realtà. Non fa nulla, non muove un dito per guadagnarsi i 2,50 euro che riceve per ogni cane. Anzi si disattiene persino al provvedimento autorizzativo del Pubblico Ministero di Campobasso. Chi ha il potere per rintuzzare una tale protervia, per carità cristiana lo faccia! Immediatamente. Per riuscire a salvare qualcuno di quei poveri infelici sequestrati, che stanno morendo anche di leptospirosi: una malattia trasmessa dai topi che notoriamente alligna, laddove regnano sporcizia e mancanza d’igiene. Ironia della sorte, l’aguzzino che ha ridotto queste povere anime in tale stato,è anche, per una macroscopica stortura della Legge, custode giudiziario delle sue vittime. Quale la differenza se i cani stanno morendo a Mirabello e a Ripalimolisani? La signora Romano, regala di “tasca sua”, la vita ai cani. Il gestore del canile di Ripalimosani, regala di “tasca nostra”, la morte ai cani. Chi dei due è fuorilegge?
Rosanna Marani

vergogna
faccio bene io a non venire in queste terre che i turchi avevano invaso ma non dul tutto distrutto specialmente quei popoli
se avete bisogno siamo con voi!!!
non ho parole. Che tristezza… che si può fare?