Comunicato stampa

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I cani randagi sono di proprietà del sindaco del territorio dove sono accalappiati, sono mantenuti in canili pubblici o convenzionati, pagati con soldi pubblici di noi cittadini (contribuenti).
Quando emerge la orrenda realtà di un canile lager, si mobilitano le Associazioni formate da volontarie e volontari (contribuenti) per curare e salvare la vita a poveri animali malati e traumatizzati.  Questi volontari e volontarie (contribuenti) pagano cliniche, veterinari, interventi chirurgici, insomma tutte le cure necessarie  che dovrebbero essere invece a carico del legittimo proprietario del cane, ovvero del sindaco. Là dove si sa esserci un canile lager, le associazioni trasferiscono i cani randagi in pensioni o rifugi, sempre a spese dei volontari (contribuenti).
Un circolo vizioso e assurdo. Uno spreco indecente. Un giro di affari stimato intorno ai 500 milioni di euro (annui), una cifra che sarebbe più che sufficiente – se impiegata con criterio – a mantenere dignitosamente i cani reclusi e contemporaneamente combattere alla radice il problema del randagismo, provvedendo alla sterilizzazione di tutti i randagi.
Tutti i primi cittadini sono tenuti a non sprecare denaro pubblico, e quindi hanno tutto l’interesse a promuovere le adozioni e a collaborare con le Associazioni di volontariato animaliste (la tanto lodata “società civile”) che, nell’ottica del massimo benessere dei cani (e non del profitto), sono le prime a curare adozioni responsabili e durature.

CHILIAMACISEGUA – associazione animalista nata qualche mese fa – ha occupato uno spazio lasciato aperto dalle Associazioni del territorio. Si è affacciata con rabbia nel panorama del mondo animalista ed ha deciso che era ora di fare e non di blablablare a vuoto.
E si è buttata di impegno nella campagna di denuncia dell’illegalità in materia di tutela del benessere animale.
Si è appellata ai sindaci perché aprissero gli occhi  ispezionando i canili delle loro città, chiudendo quelli che non erano a norma di legge ma si dimostrano veri e propri lager, indegni di una qualsivoglia società che si dichiari civile.
Ha cominciato ad inviare ai diretti responsabili dell’orrore quotidiano – i sindaci, le Asl di competenza, gli assessori locali, regionali e provinciali e ai media locali e nazionali per portare alla luce  questa vergognosa situazione italiana– segnalazioni circostanziate, foto, documenti, testimonianze firmate, denunce agli organi di competenza.
Ha indetto petizioni che hanno raccolto centinaia, migliaia di firme.

http://www.firmiamo.it/scempioaportoempedocleapplicazionedelleleggi
data pubblicazione 08.08.08
http://www.firmiamo.it/noipaghiamoelorolitrattanocosi
data pubblicazione 18.08.08
http://www.firmiamo.it/gaiodovesei
data pubblicazione 31.07.08
http://www.firmiamo.it/aiutoernestoeisuoicani
data pubblicazione14.07.08
http://www.firmiamo.it/unitinretedisolidarieta
data pubblicazione20.08.08
http://www.firmiamo.it/sebastianomortemisteriosa
data pubblicazione24.07.08
http://www.firmiamo.it/martiriodiuncane
data pubblicazione 02.07.08
http://www.firmiamo.it/aiutiamoivolontarisoli
data pubblicazione 11.08.08
http://www.firmiamo.it/chevergognaesserecittadiniitaliani
data pubblicazione8.08.08
http://www.firmiamo.it/perhanselegretelgiustizia
data pubblicazione 15.08.08

Ha domandato al popolo del web di tenere la schiena e la testa dritta, di non piegarsi ai ricatti dell’omertà per amore dei reclusi.
Ha fatto muro, non domandando pietà, ma pretendendo dalle istituzioni, l’applicazione delle leggi.
Ha ottenuto attenzione, rispetto e consensi.

Ed ha trovato nel Sottosegretario alla Salute On Francesca Martini un interlocutore che finalmente ha saputo ascoltare e non fare orecchie da mercante, interlocutore che grazie all’ottimo lavoro portato avanti, dal suo insediamento ad oggi,ha portato alla ribalta il tema dei canili pubblici e del randagismo.
Temi che sono dibattuti come mai prima era successo, durante questa estate.

CHILIAMACISEGUA marcia senza ripensamenti, senza fare sconti per nessuno, con il suo esercito di iscritti, al suo fianco, con l’auspicio che tanta parte del mondo politico di tutti gli schieramenti mostri lo stesso rispetto per la legalità, anche in tema di diritti animali.

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