Cane seviziato e sotterrato vivo, ma nessuno li ferma
PETIZIONE

Al Sindaco e alle Autorità di Porto Empedocle e di Agrigento chiediamo che i colpevoli di questo atto barbaro vengano puniti severamente con la massima applicazione della legge 189/04 art. 544bis (uccisione) del c.p. in materia di maltrattamento di animali.
Certi episodi non devono più ripetersi in un Paese progredito come il nostro.
Il popolo civile chiede giustizia e attende vostre azioni in merito a quanto accaduto nella Vostra terra.
Vi invito a leggere i commenti della petizione (www.firmiamo.it/scempioaportoempedocleapplicazionedelleleggi),
c’è solo da vergognarsi e cercare di porre un rimedio a tanta crudeltà.
Corinna Andreatta
Chiliamacisegua
Storia
Oscar è morto
Il cagnolino di Porto Empedocle, torturato da quei maledetti minorenni, e’ morto oggi a mezzogiorno, tra indicibili sofferenza. La veterinaria ha deciso cosi’ di aiutarlo a finire.Deve essere fatta giustizia, una volta per tutte.Silvia
Per ulteriori informazioni:
Il povero randagio è gravissimo
8/8/2008
PORTO EMPEDOCLE
Hanno torturato un cane randagio forse sperando di ucciderlo, ma non ci sono riusciti. Lo hanno legato, seviziato, sodomizzato. Gli aguzzini si sono accaniti su quel povero animale fino a rompergli le costole, gli hanno lesionato alcuni organi e poi lo hanno sotterrato vivo. Il
passatempo di un gruppetto di giovani di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, non è però finito come previsto.
Alla scena hanno assistito alcune persone. Nessuna di loro ha cercato di fermare i balordi, nessuno ha chiamato le forze dell’ordine. Ma un anonimo ha avvertito la signora Assunta Rametta Dani, presidentessa dell’«Associazione Animalista Empedoclina Protezione Cani Randagi Onlus» e nota nella cittadina per il suo amore per gli animali. La donna è accorsa sul posto, ha dissotterrato il cane e lo ha affidato alle cure dei veterinari. Il randagio è gravissimo, sta lottando contro la morte. Non è il primo episodio del genere a Porto Empedocle.
A rendere nota la triste vicenda è stata Annalisa De Luca Cardillo, responsabile regionale della Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, che ha annunciato la presentazione di una denuncia presso la procura: «Non possiamo più tollerare questi reati – ha dichiarato – ed invitiamo la cittadinanza sensibile e le istituzioni ad adoperarsi per arrestare i colpevoli».
tratto da: La Stampa del 08/08/2008
Porto Empedocle
Agire
http://canileportoempedocle.webnode.com/
Associazione Empedoclina Protezione Cani Randagi – A.E.C.P.R.
Via delle Acacie, 12 – Porto Empedocle (AG)
Presidente: Assuntina Dani Rametta – tel. 347 6438283
Recapiti responsabili adozioni:
volontari.aecpr@gmail.com
Marzia – Tel. 340 3356512
Giovanni – Tel. 320 7281871
Milena (Bergamo) – milena@mifidodite.org
Laura (Genova) – Tel. 347 3323008
Roberta (Torino) – tel. 333 5733606
Qui la denuncia della lida
http://www.lida.it/index.php?option=com_content&task=view&id=256&Itemid=1
QUESTO IL TENTATIVO DI SCREDITARLA ALLORA IN AGOSTO
http://triskeles.wordpress.com/2008/08/22/storie-da-cani/
Storie da cani
Capita che un giorno, Porto Empedocle, viene investita da un’ondata di sdegno collettivo. Una gang di giovani bulli, sevizia e sodomizza con una spranga di ferro, un cane randagio e, infine, lo seppellisce vivo. Il tutto sotto lo sguardo divertito e gli incoraggiamenti di tanti curiosi. La signora Assunta Dani Rametta, però, paladina dei diritti degli animali e protettrice degli stessi, tra le lacrime e lo sdegno mal trattenuti, scava per salvare la vita di questo piccolo cui darà il nome di Oscar. Il cagnetto morirà dopo giorni di sofferenze atroci. Gli appelli su internet si susseguono nell’ordine di migliaia al giorno. Il sindaco è costretto a sporgere denuncia contro ignoti per questo infame reato. Non tutti gli empedoclini sono come questi barbari. La notizia fa il giro d’Italia, sui giornali, su internet. I forum animalisti, soprattutto, sfogano la loro rabbia invitando a boicottare Porto Empedocle. Ci danno dei bastardi.
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Questo post è stato pubblicato il Venerdì 22 Agosto 2008 a 10:29 ed è archiviato in Agrigento, Italia, Sicilia. Contrassegnato da tag: cane
seviziato, canile, porto empedocle, rametta, randagi. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.
La storia non può finire così. In realtà l’episodio non comincia come io l’ho narrato. Non comincia affatto! L’autopsia condotta sul corpo di questo cane non rivela i segni di questi maltrattamenti. Interrogata dai carabinieri, la signora Rametta, confessa di aver inventato tutto. Lo scopo? Raccogliere fondi! Nell’appello che circolava su internet, si allegavano le coordinate bancarie e postali per i versamenti, sostenendo che era necessario un sostegno finanziario perchè Oscar si trovava ricoverato in uno studio veterinario e necessitava di cure costose.
E così la nostra professionista dei diritti degli animali, continuava a elemosinare per sè in nome degli animali. Cavalcando le passioni degli animalisti, li truffava creando a Porto Empedocle un danno d’immagine senza pari. Neppure io avrei voluto vivere in un paese dove i barbari guardanodalle finestre altri barbari che seviziano un cane indifeso. A quanti, hanno proposto azioni legali, petizioni su internet e inviti al boicottaggio dico di continuare nella loro battaglia, non contro Porto Empedocle, ma contro chi sfrutta l’amore e le passioni della gente come voi e vi chiedo di far circolare questa notizia perchè non rimanga l’onta che ha travolto noi empedoclini.
CERTIFICATI VET A CONFERMA DELLA TESTIMONIANZA DELLA SIGNORA RAMETTA
Da Liberazione del 10/08/2008 E’ successo a Porto Empedocle sotto gli sguardi della gente.
L’animale salvato da una donna ora lotta per la vita Eugenia Romanelli Tutti noi abbiamo ucciso e continuiamo a farlo.
Conosciamo bene gli effetti omicidi di un nostro gesto. Se non erano lucertole da piccoli, sono zanzare adesso. Ma sodomizzare un cane dopo averlo legato, strappargli le ossa per conficcargliele nel corpo fino a lesionare gli organi interni, poi sotterrarlo vivo è un gesto per cui è difficile trovare un aggettivo qualificativo nella pur ricca grammatica italiana. E` accaduto lunedi scorso a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Abbiamo raccolto la storia in presa diretta: «mi ha chiamata un`amica che stava assistendo
alla scena dal suo balcone – racconta Assunta Dani, nota in paese per le sue attività con l` Associazione Empedocliani Randagi Onlus , di cui è presidente – erano le undici di sera. Sono accorsa, il gruppetto stava tumulando l`animale ancora vivo. Quando mi hanno vista sono scappati. La gente guardava intimidita dalle finestre, a quell`ora stanno tutti a prendere il fresco. Nessuno faceva nulla. Nulla. Mi sono messa a scavare senza pensare, ho tirato fuori l`animale, credevo fosse morto. Avevo con me il bidone dell`acqua con cui la sera porto da bere ai cani, gliel`ho buttata addosso e ho visto che si muoveva». Adesso l`animale sta lottando per la vita con la dottoressa Luisa Militello: «dice che ci sono poche possibilità – continua Dani – ha una grave infezione alle vie urinarie e si nutre solo con la flebo. Non è operabile. Ma io vedo che lo sguardo ha ripreso vita, non ha più sugli occhi la patina dei primi giorni. Credo che ce la farà, altrimenti non so cosa sarà anche di me». Assunta Dani ha cambiato la sua vita 10 anni fa quando ha assistito a un falò con cuccioli vivi: «fu uno shock. Da allora non faccio altro che aiutare cani. Purtroppo non sono episodi isolati a Porto Empedocle e pare che gli autori di queste sevizie siano sempre gli stessi». Di più non dice, ha paura. Sembra che tempo fa lo stesso gruppo abbia evirato un cucciolo e a dicembre era stata trovata una giovane femmina con un cuneo di legno, fermato con scotch adesivo, introdotto a forza nelle fauci fino a sfondarle il cranio.
Porto Empedocle (AG)
Cagnetta incinta seviziata
Le hanno conficcato un cuneo di legno in bocca sfondando il cranio.
Annalisa De Luca Cardillo, responsabile regionale della Lega Italiana dei Diritti dell`Animale, ha annunciato la presentazione di una denuncia presso la Procura: «non possiamo più tollerare questi reati – ha dichiarato – ed invitiamo la cittadinanza sensibile e le istituzioni ad adoperarsi per arrestare i colpevoli». In alcune zone italiane, in particolare la Sicilia, esistono da anni leggi specifiche sul maltrattamento agli animali e sul randagismo che però vengono costantemente disattese sia dalle istituzioni sia da chi dovrebbe controllarne l`applicazione. Il sito canileportoempedocle.com fa notare che «sono ormai innumerevoli le segnalazioni di turisti italiani e stranieri che hanno deciso di non metter più piede in una Regione dove si rischia di vedere scene raccapriccianti di maltrattamenti sugli animali e dove si assiste costantemente a incidenti stradali per la presenza di cani vaganti». Al momento il Comune di Porto Empedocle è sprovvisto di canile essendo stata riqualificata l`area ex-Montedison che fungeva da rifugio provvisorio. A questo punto però è urgente che le autorità cittadine affrettino le procedure per rendere operativo il canile comunale e proteggere i cani censendoli alle Asl come le leggi (nazionale e regionale) prevedono.La cosa però non è facile: grazie alle pressioni di molti cittadini di tutta Italia e a trasmissioni che si sono interessate alla cosa come Forum e Striscia la Notizia , la Regione Sicilia ha stanziato a Porto Empedocle alcuni dei fondi previsti nella legge sul Randagismo. La ditta che ha vinto la gara d`appalto ha pagato le spese di trasloco via aereo di un numero consistente di cani e intanto ha provveduto a mettere le basi del nuovo canile. Che è sorto ma non ancora terminato perché la Asl non ha dato l`agibilità: mancano zone d`ombra adatte, recinzione esterna adeguata, gli allacci di acqua, luce, gas. Adesso i fondi regionali st anziati rischiano di essere persi (vanno usati entro sei mesi). Risultato: la ditta si è scocciata e ha annunciato che demolirà anche l`area che ha sinora ospitato i cani; Assunta Dani ha il divieto tassativo di entrare nell`area, eccetto che per un`ora, a mezzogiorno, durante la pausa pranzo degli operai, per abbeverare i 25 di cani rimasti; i cani sono a grave rischio essendo in mezzo ai macchinari; non c`è chiarezza riguardo alla convenzione che il Comune farà con il futuro gestore del canile perché non esiste ancora un bando; il Sindaco si rende irreperibile ma poi concede fondi e aiuti ad altri canili. Ad aggravare la situazione è il fatto che a Porto Empedocle pare sia prassi normale non iscrivere i propri animali all`anagrafe canina e non sterilizzarli.
Porto Empedocle è la cittadina famosa per essere stata descritta con il nome di fantasia di \”Vigata\” nei racconti del Commissario Montalbano (Andrea Camilleri): siamo sicuri che se Montalbano, il quale aveva adottato un cane, esistesse veramente, farebbe il possibile per scoprire il colpevole di questa crudele uccisione…
Aggiornamento del GCPE sul caso di Porto Empedocle – settembre 2008
Luglio: un mese da incubo
Luglio è stato il mese “al top” per gli episodi di avvelenamento dei cani. Assunta si è vista negare le autopsie sui cadaveri dei cani avvelenati, la necessaria bonifica del territorio, l’incenerimento delle carcasse: si è preferito un più sbrigativo “smaltimento” nei bidoni della spazzatura. Le è stato anche negato, come al solito, il supporto del pronto intervento d’urgenza dei Veterinari Pubblici per curare le pelose vittime avvelenate e/o investite.
Assunta ha dovuto anche occuparsi dell’emergenza al canile determinata dalla vecchia gestione: i cani soprattutto il weekend, venivano “dimenticati” e rimanevano senz’acqua e cibo a più di 40 gradi! Inoltre, per praticità, venivano utilizzati i prodotti per la pulizia della struttura anche nel luogo dove vi erano i cuccioli, lasciandoli poi in preda alle convulsioni per avvelenamento: ulteriori tragedie scongiurate da Assunta ovviamente a sue spese perché per la vecchia gestione le spese veterinarie erano “superflue”…
Agosto: gli incubi continuano..
E’ sera, giunge ad Assunta una telefonata anonima, la corsa forsennata al luogo segnalato, lo shock e lo sforzo per scavare ed estrarre appena in tempo un corpicino torturato e sepolto vivo da un gruppo di baby dog’s killer, lo strazio, le lacrime, la corsa dai veterinari, la morte di Oscar.
Poi la catena di petizioni e di migliaia di e-mail da tutta Italia, perlopiù ignorate dall’Amministrazione, la diffamazione di un anonimo che, per tentare di screditare ed isolare Assunta, ha affermato che Oscar era in realtà un’invenzione, l’odissea per sporgere la denuncia, l’intervento ministeriale depotenziato dalle sapienti manovre degli amministratori.
Infatti, dopo il caso di Oscar, La sottosegretaria Martini, prontamente intervenuta per il bene degli animali, ha inviato una Commissaria Ministeriale da Roma che, probabilmente, non conoscendo i burrascosi quanto intricati trascorsi e le battaglie legali combattute dalla Associazione e fidandosi delle sole dichiarazioni degli amministratori locali (caratterizzati da anni di discutibili condotte), ritenendolo forse un metodo più efficace e snello, ha fatto intervenire i Nas di Palermo e l’ Asl di Agrigento (proprio i dirigenti con cui l’Associazione ha avuto spesso da ridire per le loro continue irreperibilità ed indifferenza alle “EMERGENZE CANINE” e. sarà un caso, gli stessi che, ad Aragona (AG), hanno posto sotto sequestro un’area che appartiene ad una anziana signora
malata ed indigente e i cani ivi ospitati, salvati dalla stessa da avvelenamenti e da incidenti stradali perché il proprio Comune non ottempera in alcun modo alla Legge 281/91, verbalizzando le cattive condizioni sanitarie degli animali ma non facendo né sterilizzazioni né analisi, né terapie contro le zoonosi presenti (Rogna, Erlichiosi, Ricksettiosi, Leishmaniosi, ecc.) né eutanasie per i cani malati terminali che si stanno spegnendo pian piano). Hanno quindi eseguito un sequestro amministrativo della struttura e dei
cani ivi presenti e nel verbale, oltre a non essere menzionato il dato fondamentale, ovvero che si tratta di struttura comunale, non si menzionano neppure le cause di tale situazione e, nelle documentazioni sanzionatorie, si tenta di contravvenzionare anche la Sig. ra Assunta, subentrata ufficiosamente al termine della vecchia gestione e sotto pressione del Sindaco, unicamente per non far morire i cani di fame e di inedia!
Oltretutto, lei dovrebbe inviare le proprie controdeduzioni proprio al primo colpevole della situazione anomala, nonché a sua volta e contestualmente sanzionato : il Sindaco di Porto Empedocle !!!
Tutta la situazione quindi, contravvenendo ad ogni nostra speranza, è andata proprio a sfavore dei cani e di chi li tutela: infatti le adozioni sono tutt’ora bloccate, i lavori, eseguiti frettolosamente, sono ancora inadeguati e non vi è una convenzione comunale che copra il fabbisogno dei cani empedoclini. Si è purtroppo sprecato l’intervento in loco di un veterinario volontario venuto appositamente dal Piemonte che, usando l’infermeria posta sotto sequestro, avrebbe sterilizzato gratis i randagi
per una settimana. Tutti i cani che stanno crescendo e quindi a breve si accoppieranno, sono praticamente a carico di Assunta che, paradossalmente, non può neanche sterilizzarli in quanto sottoposti al vincolo sanitario a seguito del sequestro.
Si è così purtroppo sprecata l’ennesima possibilità di intervento. Questa situazione è sempre più complicata anche perché, spesso, chi interviene non ottiene i risultati sperati che si potrebbero raggiungere tramite un’attenta strategia, il coordinamento e soprattutto la valutazione della situazione e delle parti coinvolte.
Molte cose rimangono incomprensibili e paradossali:
- per quale motivo la ditta Moncada, costruttrice del canile, non ha costruito da subito una struttura a norma pur dichiarandola tale e pur avendone l’obbligo ?
- perché il Comune per più di un anno non ha mai verificato l’inadeguatezza strutturale del rifugio (peraltro più volte notificato dalla Associazione
di Assunta) e non ha preteso immediatamente dai costruttori la messa in regola (forse ora, per porre in essere le opere di adeguamento della struttura, si dovranno spendere altri soldi pubblici?).
- come mai è stata concessa la struttura, pagando fior di quattrini, per quasi un anno a dei gestori che si sono dimostrati così “distratti” su tutti i fronti e spesso assenti, ma che non sono stati mai controllati da nessuno ?
- perché solo quando Assunta ha preso ufficiosamente le chiavi in mano della struttura, per evitare di far morire di fame i cani, la struttura è stata
addirittura sequestrata e non prima?
- perché i Carabinieri, che hanno fatto il sopralluogo sul luogo del delitto di Oscar, si sono meravigliati di non trovare più la buca dove era stato sotterrato e non hanno fatto inserire i riferimenti dei ragazzi colpevoli della tortura?
- perché non viene mai accolta la richiesta di Assunta di fare le autopsie sui cani avvelenati?
Gli Incubi di Settembre
Purtroppo alcuni cuccioli sono morti per aver avuto la sfortuna di peggiorare nel weekend, dato che l’Asl, che è l’unica che può intervenire sui cani nella struttura, bloccati dal vincolo sanitario, è risultata introvabile (così anche i veterinari privati).
Un gatto dentro una busta di plastica è stato gettato vivo da una macchina in corsa: purtroppo nonostante l’intervento di un gruppo di turisti non ce l’ha fatta.
Le dichiarazioni del Sindaco di Porto Empedocle sono incommentabili: ha il dichiarato che il caso di Oscar è solo un caso isolato (invece sapete bene che non è così e anzi, anche dopo Oscar sono avvenute numerose tragedie come altri avvelenamenti, un cane di proprietà trovato sgozzato, un gatto ammazzato tramite lo schiacciamento del cranio con un masso) e ha affermato che il canile è sotto sequestro perchè manca solo una semplice pratica dalla Regione (a proposito: Regione alla quale non ha ancora mandato i documenti originali richiesti in relazione al procedimento instaurato sulle anomalie dei bandi per il canile).
DOPO I CANI AVVELENATI, IL LANCIO DEL GATTO (VIVO) DALL’AUTO
di FRANCESCO DI MARE
Porto Empedocle (AG) – Non c’è confine all’abominio. Ancora una volta, arriva da Porto Empedocle una storia agghiacciante di spregio della vita di un essere vivente. In questo
caso però i cani randagi seviziati o avvelenati non c’entrano. Protagonista suo malgrado della vicenda è un gatto. Nel pomeriggio di mercoledì scorso, una coppia di turisti emiliani di passaggio lungo la strada statale 115, all’altezza dei semafori che tagliano in due Porto Empedocle hanno visto centrare l’auto sulla quale viaggiavano da un sacco di plastica bianco. I villeggianti non hanno creduto ai loro occhi già al momento stesso di prendere atto di cotanta inciviltà.
Quando sono scesi dall’auto per vedere cosa ci fosse in quel sacchetto scaraventato fuori dall’abitacolo della macchina che li sopravanzava sono rimasti ancor più sgomenti. In quella candida busta c’era un gattino moribondo. I delinquenti che lo avevano gettato per strada dall’auto in movimento non sapevano cosa farsene di quella creatura, decidendo di disfarsene come se si trattasse di un comune sacco pieno di spazzatura. I turisti hanno chiesto aiuto, ma l’animale non ce l’ha fatta.
Ripresisi dallo choc gli emiliani hanno fatto sapere al titolare di un bar della zona che non avrebbero mai più fatto ritorno in Sicilia e a Porto Empedocle in particolare. Ignobile senza dubbi è il gesto perpetrato a danno della bestiola, ma nessuno può essere certo che la mano assassina che ha lanciato il gatto fuori dall’auto fosse di un empedoclino. Il danno all’immagine però resta, insieme ad altri causati dall’eccidio di decine di cani negli ultimi mesi, uccisi in vari modi e senza pietà. Circostanze che non rendono giustizia alla
maggior parte degli empedoclini che gli animali li amano e rispettano. Dinanzi a un gatto lanciato da un’auto in corsa però non serve accertare la cittadinanza di chi compie questo insano gesto.
Lettere
Buona sera ,
intanto grazie per la interessante e aggiornata rassegna stampa e soprattutto per ciò che state facendo.
Chiedo scusa se sono così assidua e quasi opprimente, mi rendo perfettamente conto che siete oberati di lavoro visto le encomiabili numerosi attività e battaglie che portate avanti
ma la situazione della Rametta di Porto Empedocle , anche dopo l’intervento della Dr.ssa Matassa assomiglia sempre di più alla metafora del pesce rosso tra gli squali..
per favore non la abbandonate!..
Basti pensare che le hanno detto che faranno di tutto per non darle il canile (i cui cani sono ancora a spese solo sue) perchè “combatte contro il Comune e fa fare lo brutte figure” tutto ciò solo perchè, per giustificare le richieste di aiuto e per provare a soci e sostenitori che non c’è ancora una convenzione che copra il fabbisogno dei cani empdoclini,
per cui la Rametta si sta nuovamente indebitando, abbiamo messo sul sito la lettera del Comune all’Associazione di cui vi ho accennato nell’ultima mail in cui il Comune richiede all’Associazione di firmare la convenzione a patto di far decadere il ricorso con la Regione… vorremmo rispondere che noi mettiamo solo i documenti inerenti la storia per trasparenza
perchè a fare le brutte figure e non solo,ci pensano da soli.
Possiamo citare l’esempio che il Sindaco Firetto non ha risposto neanche alla Dr. Martini??
Almeno per non essere cornuti( = sanzionati per colpe non nostre) e mazziati ….
Infine mi permetto di esprimere un desiderio.. chissà se il viaggio itinerante inerente canili lager e randagismo toccherà anche Porto Empedocle e Aragona
situazioni che spiccano soprattutto per il disonorevole operato degli enti preposti .. o se non è destino che li arrivi la Giustizia..
grazie per la attenzione e la sensibilità
Affettuosi saluti
Marzia
Gruppo di Coordinamento per Porto Empedocle
Ancora a Porto Empedocle
proprio oggi chiamo la sig.ra Assunta Dani Rametta per chiederle se ha ricevuto il mio fax con i dati degli adottanti di alcuni cani del canile a lei affidato, mi risponde in lacrime dicendo che ne hanno avvelenati altri 6… cani buoni, alcuni di quartiere, altri liberati dal canile dove erano praticamente nati e fatti diventare a forza cani di quartiere, avvelenati di notte, ieri un altro e lei non ha più nemmeno gli occhi per piangere mi dice che il Sindaco vuol fare diventare Porto Empedocle una piccola Rimini…. e , sempre piangendo, mi dice che non sa cosa fare per evitare queste morti infami
lei gira costantemente con degli antidoti per il veleno ma gli avvelenamenti avvengono di notte, dopo che lei è passata per nutrirli
Io credo che quella donna sia stata lasciata sola abbastanza a combattere contro un mal gestione delle Istituzioni locali e mancanza assoluta di civiltà/cultura che hanno alcuni abitanti del luogo (non dimentichiamoci del cagnetto seviziato e seppellito vivo a luglio dello scorso anno)
Per cortesia, lo chiedo a Lei On. Martini ed a quelle associazioni che stanno facendo loro la lotta contro la malagestione degli animali su territorio e lotta contro le barbare pratiche dei bocconi avvelenati, fate qualcosa, aiutatela
Silvia





ottobre 2nd, 2008 at 1:01:44
che schifo questi terroni balordi
luglio 18th, 2010 at 1:20:21
[...] PDF PER NON DIMENTICARE OSCAR E PORTO EMPEDOCLE http://www.chiliamacisegua.org/2008/08/08/cane-seviziato-e-sotterrato-vivo-ma-nessuno-li-ferma/ [...]
luglio 18th, 2010 at 1:21:47
[...] PER NON DIMENTICARE OSCAR E PORTO EMPEDOCLE http://www.chiliamacisegua.org/2008/08/08/cane-seviziato-e-sotterrato-vivo-ma-nessuno-li-ferma/ [...]